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«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante» (Papa Giovanni XXIII)

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante»         (Papa Giovanni XXIII)

29 dicembre 2009

SULLE RIVELAZIONI PRIVATE - Fatti straordinari, come valutarli?




Fatti straordinari, come valutarli?
Zenit 8 marzo 2007
Mons. Raffaello Martinelli

ROMA, giovedì, 8 marzo 2007 (ZENIT.org).- Da più di un anno monsignor Raffaello Martinelli, Officiale alla Congregazione per la Dottrina della Fede e collaboratore del Cardinale Joseph Ratzinger per 23 anni, ha messo a disposizione dei fedeli presso la Basilica dei SS Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma, alcune schede catechistiche su argomenti di attualità, redatte sulla base del Catechismo e di altri documenti pontifici.

Con grande meraviglia monsignor Martinelli, che dal 1987 è anche Rettore del Collegio Ecclesiastico Internazionale San Carlo e Primicerio della Basilica di San Carlo al Corso (www.sancarlo.pcn.net), ha constatato che più di 800.000 schede sono state prese dalle persone che sono entrate nella Basilica.

Conscia di questa situazione, Antonia Salzano, Presidente dell’Istituto e delle Edizioni San Clemente I Papa e Martire (www.istitutosanclemente.it) ha voluto raccogliere le 33 schede in un CD, ora in vendita presso le librerie cattoliche con il titolo “Catechesi Dialogica su argomenti di attualità”.

CHE COSA SI INTENDE PER FATTI STRAORDINARI?
In questa relazione, quando parlo di fatti straordinari, intendo abbracciare, in un’unica espressione:
• tutto quanto appartiene, nel campo religioso, all’ordine straordinario, e cioè a quanto risulta incomprensibile, inspiegabile umanamente con la sola ragione umana, scientificamente non dimostrabile
• e pertanto comprendo: apparizioni, miracoli, rivelazioni, visioni…
• purchè avvenute dopo la fine del Nuovo Testamento, e cioè dopo la fine della Rivelazione pubblica.
CHE COS’E’ LA RIVELAZIONE PUBBLICA?
La Rivelazione pubblica è quella:
• operata progressivamente da Dio a partire da Abramo e, attraverso i profeti, fino a Gesù Cristo
• testimoniata nelle due parti della Bibbia: l’Antico e il Nuovo Testamento
• destinata a tutti gli uomini e a tutto l’uomo, di ogni tempo e luogo
• diversa radicalmente, per essenza e non solo per grado, dalle cosiddette rivelazioni private (di cui si parlerà successivamente)
• conclusa con Cristo nel Nuovo Testamento, al quale la Chiesa si sente vincolata.

PERCHE’ LA RIVELAZIONE PUBBLICA E’ CONCLUSA CON CRISTO?
Perché Gesù Cristo è il mediatore e la pienezza della Rivelazione.
“Egli, essendo l’Unigenito Figlio di Dio fatto uomo, è la Parola perfetta e definitiva del Padre. Con l’invio del Figlio e il dono dello Spirito la Rivelazione è ormai pienamente compiuta, anche se nel corso dei secoli la fede della Chiesa dovrà coglierne gradualmente tutta la portata” (COMPENDIO, n. 9).

“Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1,1-2). Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è pertanto la Parola unica, perfetta e definitiva del Padre, il quale in lui dice e dona tutto, e non ci sarà altra Parola che quella.

«Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola, Dio ci ha detto tutto in una sola volta in questa Sua Parola e non ha più nulla da dire» (san GIOVANNI DELLA CROCE).

“L’economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c’è da aspettarsi alcuna nuova Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo ”(CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 4).

QUALI CONSEGUENZE PRODUCE TALE CONCLUSIONE DELLA
RIVELAZIONE PUBBLICA?
Eccone alcune:
• Il Dio dei cristiani è credibile, affidabile, sul fondamento della Scrittura, e non in virtù di messaggi consegnati successivamente a singoli credenti.
• Non c’è da aspettarsi da Dio nessun altra manifestazione o rivelazione nuova, se non il ritorno glorioso di Cristo, che inaugurerà “nuovi cieli e una terra nuova” (2Pt 3,13), consentendo a Dio Padre di essere “tutto in tutti” (1Cor 15,28).
• La Chiesa è vincolata all’evento unico della storia sacra e alla parola della Bibbia, e la sua missione è quella di garantire, interpretare, approfondire, testimoniare la Rivelazione pubblica. E questo avviene grazie alla particolare assistenza dello Spirito Santo, che le fa da guida e che la conduce a conoscere sempre meglio quel tesoro che è Cristo Signore.
• La Rivelazione pubblica esige la nostra fede: “in essa infatti per mezzo di parole umane e della mediazione della comunità vivente della Chiesa Dio stesso parla a noi e a qualunque uomo di ogni razza, lingua, nazione, tempo e luogo. La fede in Dio e nella sua Parola si distingue da ogni altra fede, fiducia, opinione umana. La certezza che Dio parla, mi dà la sicurezza che incontro la verità stessa, e così ho quel tipo di certezza, che non può verificarsi in nessuna forma umana di conoscenza. E’ la certezza, sulla quale edifico la mia vita e alla quale mi affido morendo” (CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, p. 34).
• Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana conoscerla meglio, approfondirla di più, incarnarla continuamente, testimoniarla a tutti con fedeltà e coraggio. Si potrà così coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli.

CHE COSA SONO LE RIVELAZIONI PRIVATE?
Le rivelazioni private:
• Sono tutte quelle rivelazioni (apparizioni, visioni, miracoli…) che si verificano dopo la conclusione del Nuovo Testamento. Sono le apparizioni di Gesù, di Maria o dei santi, così come i messaggi da loro consegnati o i miracoli da loro fatti o in nome loro avvenuti nei secoli successivi. Tutti questi fatti straordinari (veri o presunti) appartengono al genere delle rivelazioni private (NB in questa relazione, d’ora in poi utilizzerò sempre questa espressione, per indicare e abbracciare tutti i fenomeni straordinari avvenuti dopo la conclusione della Rivelazione pubblica);
• sono state riconosciute, in un numero esiguo, dall’autorità della Chiesa, che non riconosce la maggior parte di esse (ad esempio, secondo alcuni calcoli dovrebbero essere più di 1800 le apparizioni mariane individuate: di esse solo una dozzina hanno il riconoscimento ufficiale);
• non appartengono al deposito della fede, da cui la Chiesa attinge la propria certezza su tutte le verità rivelate. Nessuna di tali rivelazioni private (sia quelle approvate che quelle no) fa parte di quanto il cristiano è obbligato a credere per dirsi ed essere cristiano.
IN QUALE MODO LE RIVELAZIONI PRIVATE IMPEGNANO LA FEDE DEL CREDENTE?
Le rivelazioni private non impegnano obbligatoriamente la fede dei fedeli, anche se sono riconosciute ufficialmente dalla Chiesa. Ogni fedele conserva la sua libertà di apprezzamento: nessun cristiano è obbligato a credere ad alcuna delle rivelazioni private, neanche quando sono approvate dalla Chiesa.

In linea di principio, il credente non deve tuttavia escludere che Dio possa intervenire in un modo straordinario in un qualunque momento, luogo, avvenimento, persona. Il difficile è discernere se in questo singolo fatto si è verificato tale intervento autentico straordinario di Dio.

COME IL CREDENTE APPROFONDISCE LA PROPRIA FEDE?
Il Concilio Vaticano Il indica tre vie essenziali, in cui si realizza la guida dello Spirito Santo nella Chiesa e quindi la crescita della propria fede nella Parola di Dio. Tale crescita si compie:
• per mezzo della meditazione e dello studio dei fedeli
• per mezzo della profonda intelligenza, che deriva dall’esperienza spirituale


• per mezzo della predicazione di coloro «i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma certo di verità» (CONCILIO VATICANO II, Dei Verbum, 8): il Papa e i Vescovi, in comunione con lui.

PERCHE’ LA CHIESA E’ PRUDENTE NEL RICONOSCERE COME AUTENTICHE LE RIVELAZIONI PRIVATE?

In effetti la Chiesa mostra una estrema prudenza riguardo a questi fenomeni Tale prudenza è pienamente giustificata in quanto tali fenomeni potrebbero far intendere che Dio ha dimenticato di dirci qualcosa nelle Sacre Scritture, e che la Sua rivelazione in Cristo non è unica, totale, definitiva, conclusa.

QUALE VALORE POSITIVO HANNO LE RIVELAZIONI PRIVATE?
Le rivelazioni private:
• possono aiutare a comprendere e a vivere più pienamente, in particolare in una determinata epoca storica, a Rivelazione pubblica;
• sono realmente utili purché mantengano il loro stretto orientamento a Cristo e non diventino autonome;
• possono rinvigorire la fede soggettiva dei credenti e anche dei non credenti. Sono quindi un aiuto per la loro fede, purchè rimandino all’unica Rivelazione pubblica. Esse devono servire la fede. Non devono né possono aggiungere nulla all’unica definitiva Rivelazione pubblica, ma possono diventarne un umile richiamo, talvolta un proficuo approfondimento;
• possono essere un valido aiuto per comprendere e vivere meglio il Vangelo nell’ora attuale: un aiuto, che è offerto, ma del quale non è obbligatorio fare uso;
• sono un aiuto a comprendere i segni dei tempi, trovando per essi la giusta risposta cristiana.

QUANDO LE RIVELAZIONI PRIVATE SONO INACCETTABILI?
Quando intendono o pretendono di:
• migliorare, completare, superare o correggere la Rivelazione pubblica, definitiva di Cristo, aggiungere qualcosa a tale Rivelazione;
• fondare, creare la fede. La vera fede del credente non è fondata su una rivelazione privata ma sulla Parola di Dio, sulla S. Scrittura, la quale insegna la verità, avendo come autore Dio stesso;
• perseguire scopi di lucro, approfittando della credulità della gente. Occorre evitare ad esempio il cosiddetto turismo delle apparizioni. Bisogna essere vigilanti perché la vita di fede può essere minacciata, oggi come ieri o forse più di ieri, dal materialismo ideologico e da quello economico, come pure dal relativismo dilagante.
QUAL E’ IL CRITERIO PRINCIPALE PER L’AUTENTICITA’ DI UNA
RIVELAZIONE PRIVATA?
Il criterio per la verità e il valore di una rivelazione privata è il suo stretto orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da lui, quando essa si rende autonoma o addirittura si fa passare come un altro e migliore disegno di salvezza, più importante del Vangelo, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno del Vangelo e non fuori di esso.

A CHI SPETTA DISCERNERE L’AUTENTICITA’ DI
UNA RIVELAZIONE PRIVATA?
Spetta al Magistero vivente della Chiesa, e cioè al Successore di Pietro, il Vescovo di Roma, e ai Vescovi in comunione con lui discernere l’autenticità di un fatto straordinario. Il Magistero ha il compito di servire la Parola di Dio, e, nel fare questo, gode del carisma certo della verità. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni private costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa.

Competente per l’approvazione di un luogo come santuario e dei relativi statuti, è l’Ordinario del luogo (cfr. Codice di Diritto Canonico, nn.1230 e ss.). Come pure spetta al Vescovo vigilare poi che l’eventuale culto o forme di devozione, che si svolgono presso il santuario, corrispondano all’autentica liturgia ecclesiale.
A QUALI CRITERI SI ATTIENE LA CHIESA NEL VALUTARE L’AUTENTICITA’ DI UNA RIVELAZIONE PRIVATA?
Per la valutazione di una rivelazione privata, sono importanti tre criteri:
• Anzitutto la rivelazione privata deve contenere un messaggio, che, dal punto di vista del contenuto dottrinale, sia assolutamente conforme alla Sacra Scrittura e alla fede della Chiesa. E non è sempre così…
• Poi il beneficiario delle apparizioni deve mostrare segni evidenti di maturità psicologica, di solida spiritualità, di obbedienza e di fedeltà alla Chiesa. La sua sincerità non è necessariamente una garanzia di verità (talvolta confonde la comunicazione che riceve con il proprio pensiero. L’ispirazione personale può incrociare quella soprannaturale, compresa, a volte, quella diabolica. Quindi è necessaria molta prudenza).
• Infine, si giudica l’albero dai suoi frutti che si manifestano soprattutto in occasioni di pellegrinaggi. Tali frutti sono: spirito e iniziative di preghiera, conversioni, crescita della fede, vocazioni, opere di carità….

CHE COSA SIGNIFICA CHE LA CHIESA DA’ LA PROPRIA APPROVAZIONE A UNA RIVELAZIONE PRIVATA?
L’approvazione ecclesiale di una rivelazione privata contiene i seguenti elementi:
• il messaggio relativo non contiene nulla che contrasta la fede ed i buoni costumi
• è lecito renderlo pubblico
• i fedeli sono autorizzati a dare ad esso la loro adesione in forma prudente
Anche se nessuno è obbligato a crederci, il credente si mostrerà rispettoso nei confronti della rivelazione privata, la cui autenticità è stata riconosciuta dalla Chiesa.
CHE DIRE CIRCA I PELLEGRINAGGI VERSO I LUOGHI DELLE
RIVELAZIONI PRIVATE?
Circa tali pellegrinaggi, occorre distinguere tra quelli compiuti a luoghi ove sono avvenute rivelazioni private approvate dalla Chiesa, e quelli non:
• in quelli approvati della Chiesa, ci si può recare in forma privata e/o anche pubblica (con pellegrinaggi autorizzati dall’autorità ecclesiastica)
• negli altri:
o occorre tenere maggiormente conto della saggia prudenza della Chiesa
o sarebbe opportuno non recarvisi (anche per non incrementare la pseudo-credenza e/o il business economico…)
o tutt’al più se si decide di andarci, occorre andarci in maniera privata, non considerando in particolare tali pellegrinaggi come un’autenticazione di tali avvenimenti.

CHE RELAZIONE C’E’ FRA LE RIVELAZIONI PRIVATE
E LA PIETA’ POPOLARE?
“Le rivelazioni private sovente provengono innanzitutto dalla pietà popolare e su di essa si riflettono, le danno nuovi impulsi e dischiudono per essa nuove forme. Ciò non esclude che esse abbiano effetti anche nella stessa liturgia, come ad esempio mostrano le feste del Corpus Domini e del Sacro Cuore di Gesù. Da un certo punto di vista nella relazione fra liturgia e pietà popolare si delinea la relazione fra Rivelazione e rivelazioni private: la liturgia è il criterio, essa è la forma vitale della Chiesa nel suo insieme nutrita direttamente dal Vangelo. La religiosità popolare significa che la fede mette radici nel cuore dei singoli popoli, così che essa viene introdotta nel mondo della quotidianità.

La religiosità popolare è la prima e fondamentale forma di « inculturazione » della fede, che si deve continuamente lasciare orientare e guidare dalle indicazioni della liturgia, ma che a sua volta feconda la fede a partire dal cuore” (CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, p. 35).
QUAL E’ LA DIMENSIONE UMANA DELLE RIVELAZIONI PRIVATE?
E’ ancora il Cardinale J. RATZINGER, che ci aiuta a comprendere la struttura antropologica delle rivelazioni private. Al riguardo, egli distingue tre forme di percezione o di visione: la visione con i sensi, quindi corporea, la percezione interiore e la visione mistica. «È chiaro», sottolinea il Cardinale, «che nelle visioni di Lourdes e di Fatima ecc... non si tratta della normale percezione esterna dei sensi: le immagini e le figure, che vengono vedute, non si trovano esteriormente nello spazio, come vi si trovano ad esempio un albero o una casa. Si tratta della percezione interiore, che certamente ha per il veggente una forza di presenza che per lui equivale alla manifestazione esterna sensibile».

E aggiunge: «La visione interiore non è fantasia [...], il veggente è coinvolto [...], egli vede con le sue possibilità concrete, con le modalità a lui accessibili di rappresentazione e di conoscenza. Nella visione interiore si tratta, in modo ancora più ampio che in quella esteriore, di un processo di traduzione, cosicché il soggetto è essenzialmente compartecipe del formarsi come immagine di ciò che appare [...]; tali visioni pertanto non sono mai semplici “fotografie” dell’aldilà, ma portano in sé anche le possibilità e i limiti del soggetto che percepisce» (CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il Messaggio di Fatima, pp.37-38).

IN QUALI SITUAZIONI DIO SI RIVELA OGGI, CERTAMENTE,
IN UN MODO STRAORDINARIO?
Anche oggi Dio si rivela a noi in un modo straordinario e certo. Si vedano ad esempio :
• i Sacramenti, i quali “sono segni sensibili ed efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita divina. (…) Sono efficaci ex opere operato («per il fatto stesso che l’azione sacramentale viene compiuta»), perché è Cristo che agisce in essi e che comunica la grazia che significano, indipendentemente dalla santità personale” (COMPENDIO del CCC, nn. 224.229). A questo riguardo, non va mai dimenticato che il miracolo più diffuso e alla portata di tutti è quello che si verifica nelle nostre chiese allorquando si celebra la S. Messa;
• le definizioni infallibili del Magistero della Chiesa: “L’infallibilità si attua quando il Romano Pontefice, in virtù della sua autorità di supremo Pastore della Chiesa, o il Collegio dei Vescovi in comunione con il Papa, soprattutto riunito in un Concilio Ecumenico, proclamano con atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale, e anche quando il Papa e i Vescovi, nel loro ordinario Magistero, concordano nel proporre una dottrina come definitiva. A tali insegnamenti ogni fedele deve aderire con l’ossequio della fede” (COMPENDIO del CCC, n. 185).

Il Primicerio della Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo in Roma

Mons. Raffaello Martinelli



Bibliografia:

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, n.65-67;
• CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, LEV 2000;
• CODICE DI DIRITTO CANONICO, nn. 1230 e ss.

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PER UN DISCERNIMENTO CHE DIVENTI UN’ABITUDINE DI TUTTI:
IN ATTESA DEI GIUDIZI DELLA CHIESA

Quanto scritto vuole essere un aiuto per un discernimento dei fenomeni straordinari (visioni, apparizioni, locuzioni, ecc.), visto che i veggenti oggi si moltiplicano e non è possibile che la Chiesa vi faccia fronte con processi canonici; inoltre tanti sono i casi non conosciuti dagli stessi sacerdoti.

1) Le visioni o apparizioni, le locuzioni, si ritrovano nella Bibbia, è dunque di fede che esse esistano e che sono opera dello Spirito Santo. Vedi il discorso di Pietro a Pentecoste dove cita il profeta Gioele (At 2,17s)

Esse sono un fatto importante nell’azione evangelizzatrice della Chiesa: Pietro ha visioni che lo guidano ad aprire il Vangelo ai pagani (At 10,3s); così pure Paolo ha visioni che lo indirizzano nell'evangelizzazione (At 16,9s).

Il Concilio Vaticano nella Lumen Gentium n. 12 pone i carismi straordinari in connessione con l’azione della Chiesa: “E questi carismi, straordinari o anche più semplici e più comuni, siccome sono soprattutto adatti e utili alle necessità della Chiesa, si devono accogliere con gratitudine e consolazione. I doni straordinari però non si devono - expetenda - chiedere imprudentemente, né con presunzione si devono da essi sperare i frutti dei lavori apostolici, ma il giudizio sulla loro genuinità e ordinato uso appartiene all’Autorità ecclesiastica, alla quale spetta soprattutto di non estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono (Cf. Ts. 5,12; 19-21)”. La prima lettera ai Corinzi così dice (14,1): “Desiderate intensamente i doni dello Spirito”, ma ciò con le precisazioni del n. 12 della L.G.

2) Le visioni, le apparizioni, le locuzioni - si precisa nell’ambito della mistica - non fanno direttamente parte dell’organismo soprannaturale della vita cristiana, formato dalla grazia santificante, dalle virtù infuse, dai doni dello Spirito Santo, dalla grazia attuale.

La santità, anche la più alta, può avvenire senza che il soggetto abbia mai avuto doni straordinari, essendo che “il vincolo della perfezione è la carità” (Col 3,14).

Tali doni straordinari devono essere accolti con gratitudine e consolazione, cioè devono essere accolti nell’amore verso Dio e verso i fratelli. Sempre deve essere chiaro che lo Spirito distribuisce i suoi doni (Cf. 1 Cor 12,11) "come vuole, quando vuole e a chi vuole"

Santa Teresa d’Avila ammonisce di non desiderare visioni e locuzioni propriamente relative alle elevazioni mistiche (Cf. Seste mansioni, c.9); dello stesso avviso è san Giovanni della Croce (Cf. Salita del Monte Carmelo II,11).

Essi costituiscono per il soggetto che li riceve una prova, perché richiedono un forte spirito di oblazione, una grande umiltà, un'obbedienza perseverante alla Chiesa, ad un vero direttore spirituale, altrimenti si diventa preda delle contraffazioni del Demonio.

Valore delle rivelazioni private

Il termine “Rivelazione privata” definisce le visioni-rivelazioni orientate a suscitare maggior adesione alla "Rivelazione pubblica e definitiva" e maggior senso di appartenenza alla Chiesa. Il CCC n° 67 dice: “Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dalla Chiesa…Il loro ruolo non è quello…di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutarla a vivere in una determinata epoca storica”.

(Dal documento di presentazione del Messaggio di Fatima della Congregazione per la dottrina della fede; maggio 2000):

“L’autorità delle rivelazioni private è essenzialmente diversa dall’unica rivelazione pubblica: questa esige la nostra fede; in essa infatti per mezzo di parole umane e della mediazione della comunità vivente della Chiesa Dio stesso parla a noi.

La "Rivelazione privata" è un aiuto nei casi di abbassamento della luce evangelica, e si manifesta credibile proprio perché rimanda all’unica rivelazione pubblica. Il criterio per la verità ed il valore di una rivelazione privata è pertanto il suo orientamento a Cristo stesso. Quando ci si allontana da lui, quando essa si rende autonoma o addirittura si fa passare come un altro e migliore disegno di salvezza, più importante del Vangelo, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno del Vangelo. Ciò non esclude che una rivelazione privata ponga nuovi accenti, faccia emergere nuove forme di pietà o ne approfondisca e ne estenda di antiche. Ma in tutto questo deve comunque trattarsi di un nutrimento della fede, della speranza e della carità, che sono per tutti la via permanente della salvezza.


3) Il giudizio

Il primo giudizio su di una rivelazione privata lo deve dare il soggetto ricevente, che tuttavia, in posizione di prudenza, deve ricorrere ad un assistente spirituale.

Poi, affermandosi la rivelazione privata come fatto pubblico e incidente nella vita dei fedeli, comporta l’interessamento del vescovo prima in forma privata, con la costituzione di una commissione teologica di esame del caso.

Spesso l’autorità ecclesiastica impiega tempo per esprimere un giudizio; in tal caso tutto grava sul soggetto, il quale agisce con il sensus fidei, che gli è proprio quando vive nella Chiesa ed è obbediente alla Chiesa.
Da qui l'inizio di una severa prova: il soggetto rimane obbediente e la Chiesa indaga sulla sua obbedienza.
Il soggetto non ha il conforto del giudizio della Chiesa, quando è fatto oggetto di diffidenze e di disapprovazioni; vedi p. Pio da Pietrelcina. Perciò il giudizio poggia tutto sul soggetto, il quale deve appoggiarsi alla Sacra Scrittura, ai documenti della Chiesa, alla teologia, alla sua sincerità.
Deve essere interiormente pronto a lasciare tutto, a tacere; ma non può entrare in conflitto con la sua capacità di essere sincero con se stesso fino in fondo, non può entrare in conflitto con le sue stesse capacità denudate di tutto quello che potrebbe portarlo ad accogliere l’inganno; sarebbe l’involuzione mentale del soggetto.
E’ un vero cammino di purificazione: una notte dello spirito, secondo il linguaggio di san Giovanni della Croce.

Pensiamo, ancora, alle diffidenze e riserve del parroco di santa Bernardetta. Pensiamo a santa Teresa d’Avila i cui scritti vennero ritenuti di origine diabolica da alcuni teologi ai quali erano stati sottoposti. Pensiamo all’azione del Gesuita padre Crivelli inviato dal sant’Uffizio per controllare santa Veronica Giuliani nel convento di Città di Castello. E i metodi passati conoscevano la segregazione del soggetto: una vera prigionia.

La Chiesa - ma poche volte - lascia al tempo e al giudizio dei fedeli la cosa, non registrando alcuna eresia o comportamento contro la morale (L’apparizione mariana alle Tre Fontane, il 12 aprile 1947, al protestante Bruno Cornacchiola).

Usualmente invece la Chiesa interviene con un’approvazione o una disapprovazione.
Le approvazioni ecclesiastiche richiedono soltanto un ragionevole assenso di fede umana, sul principio che la Chiesa ha fatto indagini serie, in un adeguato lasso di tempo.

Il Card. Prospero Lambertini, poi Papa Benedetto XIV, nel “De servorum Dei beatificatione et canonizatione” dice: “Revelationibus, etsi approbatis, non debere, nec posse a nobis adhiberi assensum fideu catholicae, sed tantum fidei humanae, iuxta regula prudentia, quas praedictae revelaziones sunt probabiles et pie credibiles”.(III, cap. 53, n.15 ed. Aldima, Prato 1840)

“Sequitur posse aliquem, salva et integra fide catholica, assensum revelationibus praedictis non praestare, et ab eis recedere dummodo id fiat cum debita modestia, non sine ratione, et citra contemptum” ( Ivi, III, cap. 53 n 15).


Pio X presenta la medesima cosa:

“Eiusmodi apparitiones seu revelationes neque approbatas neque dammatas ab Apostolica Sede fuisse, sed tantum permissas tamquam pie credendas fide solum humana, iuxta traditionem quam ferunt…” (AAS, 40 1907, 649).

L’approvazione di un Papa ha evidentemente una rilevanza particolare, ma tuttavia l’assenso che si chiede a quella determinata apparizione è sempre di fede umana, naturalmente sapendo di fede divina che le rivelazioni esistono poiché la Scrittura le presenta. Così per Lourdes e per Fatima.


Gli scritti delle rivelazioni private debbono essere sottoposti all’autorità ecclesiastica

In molti degli scritti di pseudomistici si legge: “Il Decreto della congregazione della fede (AAS n 58/16 del 29 dicembre 1966) che abroga i canoni 1399 e 2318 fu approvato da Paolo VI il 14 ottobre 1966. Per cui non è più proibito divulgare senza l'imprimatur scritti riguardanti nuove apparizioni rivelazioni visioni profezie e miracoli”.

La data del documento è diversa: (AAS v. 58 / 15 giugno 1966 / n. 6). In un comunicato stampa della Congregazione per la dottrina della fede sul Bollettino Sala Stampa Santa Sede n° 447 del 29/11/1996 si legge:
"Non è assolutamente valida l’interpretazione data da alcuni di una Decisione approvata da Paolo VI il 12 ottobre 1966 (si tratta di un “plenario conventu”) e promulgata il 15 novembre dello stesso anno, in virtù della quale potrebbero essere liberamente diffusi nella Chiesa scritti e messaggi provenienti da presunte rivelazioni. Detta decisione si riferiva in realtà all’Abolizione dell’Indice dei libri proibiti, e stabiliva che - tolte le censure relative - rimaneva tuttavia l’obbligo morale di non diffondere e leggere quegli scritti che mettono in pericolo la fede e i costumi. Si richiama che per la diffusione di testi di presunte rivelazioni private, rimane valida la norma del codice vigente (1983) can.823.”

Canone 823 §1: “Perché sia conservata l’integrità della verità della fede e dei costumi, i pastori della Chiesa hanno il dovere e il diritto di vigilare che non si arrechi danno alla fede e ai costumi dei fedeli con gli scritti o con l’uso degli strumenti di comunicazione sociale; parimenti di esigere che vengano sottoposti al proprio giudizio prima della pubblicazione gli scritti dei fedeli che toccano la fede o i costumi; e altresì di riprovare gli scritti che portino danno alla retta fede o ai buoni costumi”.


Questo il testo integrale della notificazione della sacra Congregazione per la dottrina della fede 15 giugno 1996 (AAS v. 58 / 15 giugno 1966 / n. 6):

Sacra Congregatio pro Doctrina Fidei, notificatio

Post Litteras Apostolicas, a verbis incipientis “Integrae servandae” Motu Proprio datas die VII mensis decembris anno 1965, non paucae pervenerunt ad S. Sedem percontationes de Indicis librorum prohibitorum conditione, quo Ecclesia ad integritatem fidei et morum, iuxta divinum mandatum, tuendam huncusque usa est.

Ut memoratis petitionibus respondeatur, haec S. Congregatio pro Docrina Fidei, facto verbo cum Beatissimo Patre, nuntiat Indicem suum vigorem moralem servare, quatenus Christifidelium conscientiam docet, ut ab illis scriptis, ipso iure naturali exigente, caveant, quae fidem ac bonos mores in discrimen adducere possint; eundem tamen non amplius vim legis ecclesiasticae habere cum adiectis censuris.

Quam ob rem Ecclesia fidelium maturae conscientiae confidit, praesertim auctorum et editorum catholicorum atque eorum qui iuvenibus instituendis operam navant. Firmissimam autem spem collocat in vigili sollicitudine et singulorum Ordinariorum et Conferentiarum Episcopalium, quorum ius et officium est libros noxios tum inspiciendi tum praeveniendi atque, si res tulerit, reprehendendi et improbandi.

S. Congregatio pro Doctrina Fidei, ad mentem Litterarum Apostolicarum “Integrae servandae” ac Concilii Vaticani II decretorum, communicare sataget, si opus est, cum orbis catholici Ordinariis ut eorum sedulitatem adiuvet, in diiudicandis operibus editis, in sana contra insidiosam promovenda cultura, collatis etiam viribus com Institutis et studiorum Universitatibus.

Si autem doctrinae et opiniones quovis modo evulgatae prodierint, quae fidei ac morum principiis adversentur, et eorum auctores ad errores corrigendos humaniter invitati id facere noluerint, S. Sedes iure et officio suo utetur ad talia scripta etiam publice reprobanda, ut animarum bono ea qua par est firmitate consulat.

Apte denique providebitur, ut Ecclesiae iudicium de editis operibus in Christifidelium notitiam perveniat.

Datum Romae, ex Aedibus S. Officii, d. XIV iunii, a. MCMLXVI.
A. Card. Ottaviani, Pro-praefectus S: C: pro Doctrina Fidei
+ P. Parente, a Secretis


Traduzione in italiano

“Dopo la Lettera Apostolica che comincia con le parole “Integrae servandae”, promulgata con Motu Proprio il 7 dicembre dell'anno 1965, sono pervenute alla Santa Sede non poche interrogazioni sulla condizione dell'Indice dei libri proibiti, che la Chiesa fino ad ora ha usato per difendere l'integrità della fede e dei costumi secondo il divino mandato. Per rispondere alle suddette petizioni questa Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, dopo aver consultato il Beatissimo Padre, afferma che l'Indice conserva il suo vigore morale nella misura in cui è di insegnamento alla coscienza dei fedeli perché si guardino da quegli scritti, esigendolo lo stesso diritto naturale, che possono porre in pericolo la fede e i retti costumi; tuttavia il medesimo Indice non ha più vigore di legge ecclesiastica con le censure annesse. Perciò la Chiesa confida nella coscienza matura dei fedeli, in particolare degli autori e degli editori cattolici e di coloro che prestano la loro opera nella educazione dei giovani. Ripone poi piena speranza nella vigile sollecitudine e dei singoli Ordinari e delle Conferenze Episcopali, il cui diritto e compito è quello di esaminare attentamente e di prevenire i libri nocivi, e, se le circostanze lo comporteranno, di censurarli e di disapprovarli. La Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo la mente della Lettera Apostolica “Integrae servandae” e dei decreti del Concilio Vaticano II si adopererà di stare in comunicazione, se sarà necessario, con tutti gli Ordinari cattolici del mondo per aiutare la loro solerzia nel giudicare gli scritti editi per promuovere la sana cultura contro quella insidiosa, collaborando con gli Istituti e le Università. Se poi gli autori di dottrine e opinioni, in qualsiasi modo divulgate, che sono contro la fede e i principi morali, rifiutano, benché cortesemente invitati, a correggere i loro errori, la Santa Sede, in forza del suo diritto e compito di riprovare tali scritti anche pubblicamente, deliberi con quella fermezza che esige il bene delle anime. Infine si provvederà in maniera idonea a che il giudizio della Chiesa sulle opere edite giunga a conoscenza dei fedeli”.

Viene dunque affermato il diritto-dovere della Chiesa di prevenire, attraverso l'esame degli scritti da dare alle stampe (o altro modo, come video-cassette, CD, filmati) la diffusione di testi che recano pericolo per la crescita spirituale dei fedeli, e di intervenire, qualora non fosse stato osservato da scrittori ed editori cattolici questo vaglio preventivo e doveroso, oppure, riguardando non cattolici, non fosse possibile ottenerlo. La Chiesa ha pure il diritto-dovere di intervenire, a seconda delle situazioni, denunciando pubblicamente gli errori con la dovuta fermezza.


In data 15 novembre veniva espresso dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede questo decreto (AAS v. 58 / 15 novembre 1966 / n. 16):

Decretum

“Post editam “Notificationem” diei 14 iunii c. a. circa “Indicem” librorum prohibitorum, quaesitum fuit ab hac S. Congregazione pro Doctrina Fidei an in suo vigore permaneant can. 1399, quo quidam libri ipso iure prohibentur, et can. 2318, quo quaedam poenae ferentur in violatores legum de censura et prohibitione librorum.

Dubiis in plenario conventu fer. IV diei Octobris 1966 propositis, E.mi Patres rebus Fidei tutandis praepositi respondendum decreverunt:

1) Negavive ad utrumque, quoad vim legis ecclesiasticae; iterum tamen inculcato valore legis moralis, quae omnino prohibet fidem ac bonos mores in discrimen adducere;

2) eos vero, qui forte innodati fuerint censuris de quibus in can. 2318, ab iisdem absolutos habendos esse ipso facto abrogationis eiusdem canonis.

Et in Audientia E.mo Cardinali Pro-Praefecto S. Congregationis pro Doctrina Fidei die 14 eiusdem mensis et anni concessa, praefatum decretum S. Pontifex Paulus Papa VI benigne adprobare dignatus est et publici iuris fieri mandavit.

Datum Romae, ex aedibus S. Congregationis pro Doctrina Fidei, die 15 novembris 1966.
A. Card. Ottaviani, Pro-Praefectus
+ P. Parente, Secretarius


Traduzione in italiano

Dopo che è stata edita la “Notificazione” del 14 Giugno circa l'Indice dei libri proibiti, è stato chiesto a questa Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede se rimangono in vigore il canone 1399, col quale alcuni libri “ipso iure” vengono proibiti, e il canone 2318 nel quale alcune pene sono connotate contro i violatori delle leggi sulla censura e proibizione dei libri.

Dopo che sono stati proposti i dubbi nella riunione plenaria di mercoledì 12 Ottobre 1966, gli Eminentissimi Padri preposti alla tutela della fede hanno decretato di rispondere così:

1) Negativamente ad ambedue per quanto attiene alla forza della legge ecclesiastica; ribadendo di nuovo, tuttavia, il valore della legge morale che impedisce del tutto di porre in dubbio la fede e i buoni costumi;

2) quelli poi, che eventualmente siano caduti nelle censure delle quali si dice nel can. 2318, debbono essere sciolti da tali censure dalla medesima abrogazione del canone.

E nell'udienza concessa all'Eminentissimo Cardinale Pro-Prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede, il 14 del medesimo anno e mese, il sommo Pontefice Paolo VI Papa si è benignamente degnato di approvare il predetto decreto e ha deciso che fosse di pubblico diritto.

Il Decreto di Urbano VIII dice che la qualifica di fatto soprannaturale spetta solo alla Chiesa.

L’imprimatur eventualmente concesso a rivelazioni private non è impegnativo circa la soprannaturalità dei fatti, dice solo che non vi sono eresie e cose contrarie alla morale.
Sulla soprannaturalità dei fatti occorre un pronunciamento.

L’imprimatur - se non vi è una dichiarazione esplicita sulla soprannaturalità dei fatti - viene dato nel senso che le rivelazioni presentate non sono altro che meditazioni del soggetto.


4) Valore teologico delle rivelazioni “private”

“Private” non perché il destinatario sia uno solo; del resto oggi rimangono “private” per poco tempo; ma “private” in contrapposto a quella “pubblica”, che è quella a cui fa capo la fede; essa è pubblica perché annunciata a tutti, non per via della capacità dei mezzi di comunicazione, ma perché è lo stesso annuncio cristiano.

Oggi le apparizione hanno una risonanza enorme per via della rapidità della diffusione delle notizie (stampa, radio, Tv), della capacità di organizzazione dei pellegrinaggi, per cui il fenomeno si diffonde rapidissimamente, mentre il giudizio pubblico dell’autorità ecclesiastica è lento: una commissione d’indagine, che esamini per bene la cosa, il pronunciamento e quando arriva la cosa ha già delle proporzioni con le quali bisogna fare i conti, se si vuole essere ecumenici, ecc.”
E’ un problema serio.

Esempi di come in esse possono essere presenti elementi umani:

Le rivelazioni private, essendo soggette ad errore umano da parte del soggetto o da parte del segretario del soggetto ricevente, può contenere errori. Benedetto XIV nella sua opera già citata dice che se una rivelazione in un qualche dettaglio non è corretta, non vuol dire che il resto non sia vero.

Nelle rivelazioni false lo stato di errore è sistematico, il che non vuol dire che in mezzo agli errori non ci siano delle verità.

Santa Giovanna D’Arco avendo chiesto alle voci se sarebbe stata bruciata le venne risposto di rimettersi al Signore che da lui sarebbe stata liberata con grande vittoria. La locuzione non intendeva che non avrebbe subito il martirio, come lei comprese, ma la vittoria nella prova.

Suor Maria d’Agreda (1602-1665) vide aprirsi i sette cieli tolemaici per l’evento dell’Incarnazione. Chi fosse partito da quella rivelazione sarebbe rimasto per sempre ancorato ad uno schema astronomico inesatto.

Bisogna poi essere certi che non siano intervenute mani redazionali che hanno alterato il tenore originale. Così è avvenuto con Katarina Emmerick (1774-1824) i cui scritti risentono palesemente dell’influsso del redattore.

Il loro valore teologico risiede nel fatto che esse sono di stimolo al pensiero teologico, in quanto sottolineano verità che in certi momenti possono essere state più o meno oscurate.

Esse sono utili perché il teologo si trova rafforzato nella sua comprensione della Sacra Scrittura, sulla quale poggia la sua azione di pensiero.

Sono utili perché entrano nella pietà popolare, che è la “prima e fondamentale forma di “inculturazione” della fede, che però si deve lasciare orientare e guidare dalle indicazioni della liturgia, ma che a sua volta feconda la fede a partire dal cuore” (Dichiarazione della Congregazione della dottrina della fede sul messaggio di Fatima).


5) Le visioni si distinguono in esteriori o corporali, e in immaginarie

Le visioni esteriori o corporali si hanno quando c’è l’impressione della retina, cioè si ha una figura davanti all’occhio. Le può produrre Dio, ma anche un angelo può realizzare questo come si dichiara espressamente nella Scrittura a proposito di Raffaele (Tb 12,19); lo fa organizzando la materia aerea dice san Tommaso (Cf. Summa, I q.51, aa 2), ma certo il modo è per noi del tutto misterioso. Il demonio, essendo un angelo, le può produrre.

Le immaginarie possono avvenire o per azione sulle immagini acquisite dal soggetto nella memoria, o per nuove immagini infuse. Il secondo modo non è possibile al Demonio, che deve agire sulle immagini già acquisite. Il processo di questa azione è ben possibile se facciamo un parallelo con le allucinazioni di un soggetto malato.

Esse sono capaci di fornire un quadro vasto di cose (I sogni di Giuseppe, di Nabucodonosor, ecc). Si possono produrre in stato di sonno o di estasi o anche senza alcuna estasi. Il demonio non può infondere nuove immagini, per cui l’interrogatorio di discernimento che la Chiesa fa si preoccupa, tra l’altro, di vedere se nella descrizione della visione vi siano elementi noti al soggetto:
Ad es: In un’apparizione mariana bisogna preoccuparsi se la Madonna sia descritta come quella che il soggetto vede nella chiesa parrocchiale o in qualche santuario. Se ciò è, subito bisogna porsi in stato di sospetto. Il demonio le può produrre; e ovviamente si possono dare allucinazioni del soggetto.
Anni fa, dopo la proiezione del film su santa Bernardetta, tanti cominciarono a dire di vedere la Madonna.

Le visioni intellettuali avvengono nell’intelligenza, senza impressione o immagine sensibile. Forniscono all’anima una certezza assoluta sulla loro autenticità.
Nella Vita di santa Teresa c.27 n. 5 si legge: ”Il Signore s’imprime nell’anima con una conoscenza così chiara che non è più possibile dubitarne…; l’anima n’esce poi con tanta sicurezza che il dubbio non ha forza”.
Il demonio non può assolutamente produrre le visioni intellettuali.

S.Tommaso dice con grande precisione che solo Dio può toccare direttamente le potenze dell’anima: intelletto e volontà. (Summa, I q.111, aa 1-2). Lo dice anche S. Giovanni della Croce (Salita, libro 2, cap. 26, 5-6; Notte oscura, libro 2 cap. 23, 8). Un angelo cattivo non può toccare direttamente le potenze di un’anima neppure nel caso che si tratti di uno che si è dato al demonio. Giovanni della Croce quando parla dell’azione su un tale individuo afferma che essendovi da parte del soggetto la “nequizia volontaria” facilmente il demonio riempirà il soggetto di suggestioni, degli effetti cattivi dei suoi detti e delle sue parole (Cf. Salita, Lib.2, cap.31,2).


6) Le locuzioni si distinguono in auricolari e in immaginarie

Le auricolari possono essere udite come voce esterna al soggetto, ma anche nel cuore. Quelle nel cuore possono venire da Dio, ma anche dal demonio, il quale agisce sull’immaginazione e sul processo psichico della concentrazione del soggetto in sé.

Le intellettuali. Possono essere di tre specie: successive, formali, sostanziali.

Le successive avvengono nel procedere del pensiero del soggetto, ciò con l’aiuto dello Spirito Santo; successive perché non si tratta di luce istantanea, intuitiva.

Le formali si hanno senza che l’anima si trovi impegnata nello svolgimento di una riflessione.

Le sostanziali sono quelle formali corredate di un’efficacia straordinaria nel produrre nell’anima ciò che le parole dicono: “Sii, umile; tranquillizzati”.


7) Altri fenomeni

Discernimento degli spiriti (1 Cor 12,10) è la conoscenza dei segreti dei cuori comunicata da Dio. Tale conoscenza certa e infallibile non è producibile dal demonio. Quella probabile o congetturale la possono avere gli angeli e quindi i demoni e anche bravi psicologi.

La ierognosi è la conoscenza del sacro. Riconoscere rosari benedetti, le particole consacrate, le reliquie, senza alcuna indagine.

Le estasi sono una grazia di orazione e quindi la si colloca nello sviluppo del cammino (via straordinaria) dei gradi dell’orazione mistica; ha un valore santificante: è soave o dolorosa.
Ha fenomeni straordinari, infatti pone in uno stato di astrazione dei sensi. Può avere il fenomeno esterno tre cause:
Dio, il demonio, oppure uno stato psicologico, ma qui siamo nella patologia. Raffreddamento della temperatura, rigidità del corpo (a volte) insensibilità ad una azione esterna sul soggetto, (es. una bruciatura).

Le stimmate sono la produzione dei segni della passione di Cristo: piaghe nelle mani e nel costato, sulla spalla. Sono prodotte da Dio e si mantengono aperte senza infezioni. Possono essere invisibili, ma dare ugualmente dolore. Le visibili emettono sangue. Possono essere prodotte anche dal demonio, come attestano numerosi casi. Nel caso che le stimmate fossero autoprocurate dal soggetto con delle punte, queste in breve si infetterebbero. Il giudizio sulla loro autenticità passa attraverso la santità del soggetto, la sua obbedienza alla Chiesa.

Le lacrime di sangue sono un fenomeno per il quale invece di lacrime il soggetto emette sangue; è dovuto alla rottura dei capillari delle congiuntive. Teresa Neuman (1898-1962) ebbe questo fenomeno.

Il sudore di sangue è un fenomeno che è in parallelo con la sudorazione di sangue di Cristo nell’orto degli ulivi. E’ dovuto alla rottura di capillari sanguigni. Anche questo fenomeno potrebbe essere prodotto dal demonio.

Il digiuno prolungato (inedia) è un fenomeno per cui il soggetto vive senza alcun nutrimento.

L’agilità è quel fenomeno che ebbe il diacono Filippo quando fu trasferito dallo Spirito in Azoto. Potrebbe essere, al pari della levitazione, essere prodotto dal demonio.

La bilocazione è fenomeno che si realizza in questo modo: un angelo appare in un qualche luogo con le sembianze del soggetto, mentre il soggetto è cosciente del fenomeno. L’angelo, oppure (altra spiegazione) una figura prodotta da Dio, dice le cose che vuole comunicare il soggetto.

La levitazione è il fenomeno per il quale il soggetto si eleva da terra. Può essere prodotto dal demonio.

La sottigliezza è il fenomeno del passaggio di un corpo attraverso un altro corpo. Gesù che entra a porte chiuse nel Cenacolo. Ma anche santa Veronica Giuliani entrò nella sua cella attraverso la parete cosicché una consorella che la cercava la vide inspiegabilmente dentro la cella mentre prima era fuori. Così Santa Rita che entrò nel monastero a porte chiuse. Così S. Raimondo di Penafort che entrò nel suo convento di Barcellona a porte chiuse.
Questo fenomeno non può essere affatto prodotto dal demonio, ma il demonio può fare credere che la cosa sia avvenuta. Gli aruspici di Roma spesso trovavano che la vittima non aveva il cuore o ne aveva due. La cosa avveniva con un “gioco di prestigio” del maligno, che può realizzare le sembianze di un oggetto; oppure avveniva facendo smarrire l’operatore in modo tale che all’apertura della vittima ne seguisse, a mo’ di gioco di prestigio, la sparizione del cuore.

Luci e splendori, sono fenomeni luminosi, possono venire anche dal demonio
I profumi ( sono aromi singolari) possono essere prodotti anche dal demonio.

La glossolalia è il parlare altre lingue (in lingua) (1 Cor 14,4ss); anche questa può essere prodotta anche dal demonio, come si vede bene nel caso degli esorcismi dove il soggetto diventa capace di parlare lingue che non conosce affatto.


8) Alcune osservazioni circa l’ipotesi scientifico naturalistica dei fenomeni presenti nello spiritismo, in quanto tale ipotesi ha un riflesso circa la lettura dei fatti dello spirito

Lo spiritismo si presenta con tutta una serie di errori. Infatti mentre si ammette l’esistenza dei trapassati, non si ha un concetto adeguato dello spirito: spirito e materia sono per loro espressioni diverse nella forma, ma sostanzialmente identiche, di un’unica Energia. Nello spiritismo antico si ammetteva che il medium venisse invasato dallo spirito invocato, ora in quello più moderno (ultrafania) si parla di nouri o correnti mentali, che portano con se i pensieri stessi, le immagini.


Sulla parapsicologia

Metapsichica, parapsicologia, paranormale, fatti preternaturali. L’ultimo termine piace a qualcuno più degli altri termini, ma dire preternaturale è dire oltre le possibilità della natura umana, e dunque come dire che essi non sono inerenti alla natura umana in sé.

Le forze in campo, chiamate in diversi modi, sarebbero forze biopsichiche, forze medianiche, fluidi psichici, puramente naturali. Della loro natura specifica nulla si sa, ci si limita alla registrazione dei fenomeni, che paiono a volte riuscire nei laboratori di osservazione, ma altre volte si commenta che siano le stesse condizioni di laboratorio ad impedire gli stessi fenomeni.

Il principio generale, base generale, è che basti dimostrare che esse agiscono in conformità alle grandi e generali leggi della natura. Certo questa forza occulta, il fluido medianico, produrrà i suoi effetti, così come li produce l’elettricità, il calore, ma non contro la leggi generali causa-effetto, di azione-reazione, di costanza del fenomeno, di leggi dei campi dove l’azione è in rapporto alla distanza dalla fonte energetica: campo magnetico.
I fenomeni non si presentano con costanza: ma si dice che la cosa dipende dalle situazioni psichiche.


La levitazione

Benedetto XIV nel suo trattato De Beatificazione, pone la levitazione tra i fenomeni che non si possono produrre naturalmente. Gli argomenti sono che al termine della levitazione il soggetto è spossato e quindi ciò dimostra che vi è stato dispendio di energia e che quindi egli ne è l’autore. Così le levitazioni dei santi sono altra cosa perché il soggetto non si trova alla fine spossato. Si parla fantasiosamente di poliplani vorticosi emessi dal soggetto e agenti contro l’aria, che vengono a formare come degli arti invisibili esterni. Il soggetto non emette solo energia, ma costruisce un’impalcatura. E qui allora si va contro le leggi generali e si presuppone l’esistenza di forze che una volta emesse obbediscono ad un’intenzione mentale. Per una corretta impostazione si dovrebbe dire che il soggetto in concentrazione irraggia energia attorno a sé, in tutte le direzioni; ma detto questo bisognerebbe pensare che l’energia sia tutta in una direzione in modo da avere l’effetto a reazione. Ma non c’è nessun organo che possa dare una tale direzione. Inoltre se uno mette capovolta per terra una lampada ad altissimo voltaggio non ne consegue che essa parta come un razzo. I razzi a fotoni sono possibili solo nello spazio.


Prendiamo la telepatia

La telepatia è una comunicazione tra due o più soggetti a grandi distanza, senza limite di distanza. Si hanno rumori insoliti, scricchiolii, colpi battuti sui mobili, brevi chiamate, esortazioni, percezioni visive anche.

La telepatia è comunemente intesa come trasmissione del pensiero. Il pensiero è un fatto spirituale nel quale è connesso il cervello. Ora si deve ammettere che il cervello non solo riceva gli elementi dai sensi, ma moduli le immagine connesse al pensiero in onde di trasmissione le quali hanno la capacità di evocare in un altro cervello le stesse immagini, e il cervello ricevente le intende così come le intende l’altro. Ma non si trasmettono le immagini, ma onde e quindi occorre un organo di modulazione delle onde e un organo che elabori in entrata le onde e le decodifichi.
Tre cervelli deve avere ogni cervello, con possibilità di bloccare uscita ed entrata, pena il rimanere in uno stato di continua astrazione dal reale. Il raggio della portata dell’emittente è proporzionale alla sua potenza, e quindi alla capacità di modulare la potenza oltre che le onde. Ora questo discorso non può essere affatto accettato: è antropologicamente errato. Del resto la telepatia non ha riscontro scientifico e si basa solo sulla descrizione di fenomeni.


Prendiamo gli eventi registrati (psicometria)

Consiste nel ritenere che la realtà circostante al soggetto sia come un disco sul quale viene registrata l’emissione del soggetto. Un altro soggetto entrando in contatto con quell’ambiente, da quegli oggetti persone dotate di poteri particolari ne ricava come da un disco i dati registrati. Una pacchia per la scientifica se la cosa fosse vera. Ora bisogna dire che una impressione di onde dovrebbe conservarsi, si dovrebbe realizzare un’incisione senza alcuna incisione. Semplice assorbimento di onde. Ma l’assorbimento deve essere ordinato e quindi emesso ordinatamente. Il materiale deve essere ordinato a conservarle in maniere ordinata, cioè nell’ordine di tempo del messaggio: prima un’immagine, poi un’altra per sapere una vicenda. Inoltre l’oggetto dovrebbe conservarsi nelle condizioni ottimali. La prima alterazione guasterebbe tutto. Ognuno che sappia qualcosa di cd, di nastri magnetici, di registratori, di microprocessori, vede come queste condizioni è impossibile aspettarsele nella realtà.


Prendiamo l’ectoplasma

Non c’è costanza nei fenomeni. Non solo si emette sostanza (materializzazioni), ma sostanza informe con volti, articolazioni: l’esistenza di un quid materiale che si organizza in forme. E tali forme da dove vengono? come sono causate? E l’ectoplasma fotografabile, quando rientra, quale posto biologico ha? Nessuno!


Esperimenti sulla fusione fredda

La cosa è una realtà seria. Ma i due americani che hanno annunciato di avere effettuato un esperimento di fusione fredda attraverso un pezzo di platino, con forze di compressione e corrente elettrica, si sono sentiti dire da laboratori di mezzo mondo che la loro esperienza non era stata riprodotta.

Presso l’Enea si fecero esperienze di fusione fredda, era un tubo a pressione interna variabile con dentro dei trucioli di un metallo (platino) da sottoporre a pressione diverse. Poi l’azione della corrente elettrica. Ora il fenomeno si registrò per due o tre volte, ma in maniera casuale, cioè senza che si potesse dedurre una legge di costanza. Esperimenti vengono ancora condotti - non so in quale sede tuttavia -, e tutte le leggi della fisica risultano compromesse. Ora quello che emerge è una realtà oscura, proteiforme, che sfugge all’indagine razionale, alle leggi formulate in base al ripetersi rigoroso in costanti condizioni del fenomeno. La realtà diventa inintelligibile, contraddittoria, misterica; e dunque non si è più sul piano della verità scientifica, ma dell’inganno oscuro e alienante.


Foto spiritiche

Nell’ambito delle sedute spiritiche si fecero spesso le cosiddette foto spiritiche. Si pose l’obiettivo verso un punto, si scattò. Si fece lo sviluppo, la stampa ed ecco un volto: quello di un trapassato.

La stessa cosa per registrazioni video su nastro. Il registratore presenta sul video delle immagini non presenti nel campo della registrazione.

Lo stesso per i registratori della voce, musica, su nastro. Il registratore presenta voci e messaggi che non sono stati immessi da nessuna fonte che fosse presente.


La scrittura automatica

Si ha quando il medium scrive automaticamente, cioè senza che azioni di suo il braccio e la mano. Il fatto non procede da Dio, perché il soggetto non è in stato di libertà, ma succube di un’azione che lo lede. Ho incontrato il caso di una giovane che dopo esperimenti di scrittura automatica è entrata in schizofrenia, perché non riusciva a gestire intellettualmente e psicologicamente quell’esperienza: fare una cosa credendo che sei tu a farla per un qualche immaginoso meccanismo psichico, mentre non sei tu a farla è alienante.


9) Criteri generali di indagine

Criterio storico: accertare che i fatti siano reali. Nel caso, ad esempio, di una lacrimazione bisogna accertare se non sia stato un trucco.

Criterio psicologico: esame del soggetto o dei soggetti, per accertarne la normalità psichica. Il temperamento (calmo o passionale). Accertarne le capacità intellettuali. La cultura. Le esperienze. La sincerità. Soprattutto il suo comportamento virtuso: umiltà, obbedienza. Vedere dunque la credibilità di un soggetto.

Criterio teologico: vedere se l’autore è Dio o il demonio o semplicemente la fantasia. Ciò comprende l’esame del clima spirituale dei fedeli, l’esame rigoroso degli eventuali miracoli connessi strettamente all’apparizione (il miracolo del sole a Fatima: miracolo visto da tutta la folla dei presenti che comprendeva pure scettici e atei)


Modo di approccio: né scettici, né creduloni

Credere veramente che esistano i doni straordinari ed essere disposti che essi esistano concretamente (Atti 11,23-24): ”Quando Barnaba giunse e vide la grazia del Signore, si rallegrò e da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede, esortava tutti a perseverare nel Signore”, e nello stesso tempo porsi in una posizione di distanza: occorre avere occhi per vedere e mente per capire. Infatti la Scrittura ci parla dei falsi profeti.

(Mt 7,21): “Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me operatori di iniquità".


Modi di indagine:

Il colloquio con le persone interessate e quindi ascolto della descrizione dei fenomeni.

Indagini sul clima spirituale che si è formato attorno alla presunta fonte di rivelazioni private. Osservazioni sulle virtù del soggetto o dei soggetti. (san Filippo Neri…) (donna a Roma con in casa l’Eucarestia…)

La richiesta di relazioni scritte o orali sugli avvenimenti. Questo permette di vedere le contraddizioni se esistono. Oggi viene detta una cosa, domani un’altra. Oppure si ha la rilevazione di errori dottrinali, incompatibili con una rivelazione che viene da Dio. Si deve richiedere che tutte le esperienze vengano registrate e consegnate, cioè non venga ad esistere un fondo segreto. Qualora si formasse si avrebbe subito una prova dell’inattendibilità del soggetto. Questa è veramente una carta vincente perché in caso di giudizio negativo si può presentare la motivazione del rifiuto a partire dagli scritti.

Santa Veronica Giuliani ricevette dal vescovo l’obbligo a scrivere su fogli consegnati di volta in volta la relazione di quello che viveva.


10) Esempi

La lacrimazione della Madonna di Civitavecchia. Prima il vescovo è in una posizione di distanza: dubita del fatto storico. Poi lui stesso vede accadere il fenomeno, così acquista la certezza storica del fatto. Fa poi fare correttamente l’esame della sostanza rossa per vedere se è sangue umano. La sua richiesta si ferma li, ma con un’altra semplice operazione i due laboratori interpellati scoprono che è sangue umano di un maschio. A questo punto c’è il materiale per esprimere il parere teologico e chiudere la questione. Ma ugualmente si procede, lasciando spazio alla posizione di pensare che la Madonna abbia pianto il sangue di Cristo. Poi bisognava esaminare la traiettoria delle lacrime, che non si presentava regolare, quasi che ci fosse stata una forte azione del vento. E si è favoleggiato attorno alle forme: qualcuno vi ha visto l’Italia.

Il punto che manca nel discorso è il sospetto doveroso che tutto sia prodotto dal demonio. Casi in cui uno si è ritrovato addosso sostanze coloranti…sangue di animale, là dove si pensava che ci fosse un riferimento a Cristo.

Non reggono affatto le recenti favole giornalistiche su visite segrete del Pontefice a Civitavecchia oppure di sue devozioni segrete in merito.

Caso A. G. a Bologna. Colloqui con padre Pio ogni giorno e anche con tanti altri santi. Una trentina di rosari al giorno. Atteggiamento devoto. Situazioni di guarigione.

Il caso è stato risolto con una serie di colloqui dove il soggetto ha detto di avere degli scritti che avrebbe fatto pubblicare dopo la sua morte. Da qui la richiesta del Vescovo di poter esaminare quegli scritti. Il G presenta degli scritti, ma non sono quelli che ci si aspettava. L’esame degli scritti consegnati rivela una serie di errori e nello stesso tempo rivela in una scritta-diario come lui abbia a parte degli scritti sulle sue esperienze, che quindi non ha consegnato.

A san Giovanni Rotondo entra in confessionale una giovane, mi dice che vede padre Pio. Interessato la faccio parlare e scopro che padre Pio le si presenta con in mano un libro dove sono segnate le grazie che fa. Le dico che il libro non esiste e lei rimane impressionata. Mi rivela che le si presenta a volte piagnucolante, desideroso della sua compagnia. Una volta l’ha visto genuflesso a baciare i piedi di una bambina. Vengo a sapere che padre Pio le dice di non domandare soldi. Le chiedo il numero di telefono e poi le telefono affinché registri tutto su di un quaderno da sottopormi. Qualche giorno dopo il telefono venne disattivato.

Durante una missione al popolo a Pompei una signora mi dice che l’anima di suo marito le è sempre accanto. A volte sente delle carezze, a volte dolci parole con la voce del marito. A volte nel letto sente come uno che le sia accanto e le dia delle dolci gomitate.
Rispondo con la teologia. Le anime dei defunti o sono in cielo o in purgatorio o all’inferno. Un’anima non è un angelo, che ha sue proprietà e che quindi si può spostare in virtù di se stesso.
L’anima è una realtà spirituale fatta per informare il corpo; separata dal corpo non ha le capacità angeliche. Per venire sulla terra deve essere portata da Dio o da una angelo. Quindi coloro che sentono la presenza e la voce, segni, di una presenza dei loro defunti vanno illuminate.
La donna rimase incredula, quando le prospettai l’inganno del demonio. Io le dissi che quando sentiva questa presenza si rifugiasse nella preghiera. Lei fece di meglio disse affettuosamente alla pensata anima del marito: “Diciamo un Pater noster”. Si sentì dire un cupo e sprezzante: ehhhh!!
La persona si convinse che avevo ragione.

Per valutare se da Dio, da un angelo, dal demonio, dal soggetto

Si ricercano proposizioni contrarie alla morale e alla fede

Ad esempio le rivelazioni dello spiritismo sono tutte piene di negazione della verità cattolica.
Vedere se vi sono parole indecenti, descrizioni minuziose dei vizi sensuali. Pitture sconce dei vizi dei sacerdoti, sotto pretesto di stimolare alla preghiera per loro.

Descrizioni tragiche di castighi. Parole di un Dio senza più risorse di misericordia. Pitture di eventi catastrofici che si traducono in offese alla speranza cristiana e alla visione di un Dio che tiene conto della debolezza delle sue creature e non le angoscia, creando la psicosi del catastrofismo.

Se vi sono richieste di cose impossibili da fare in modo che venga insinuato lo scoraggiamento, la disperazione di potere corrispondere (Nella vita di santa Caterina da Bologna si legge che il demonio le appariva in sembianze di crocifisso, ordinandole cose impossibili per condurla alla disperazione).


E’ vero però anche il contrario i messaggi possono presentare il quietismo, il sensismo.

Proposizioni che direttamente non offendono la verità, ma insinuano l’errore.
Proposizioni ad orologeria, quando una persona le vuole interiorizzare esse scalzano il soggetto dalla vita interiore fatta di umiltà, di obbedienza, di buon senso. Ci si trova come in una strada dove le pietre ci sono, ma sono tutte sottoposte ad un dissesto che impedisce il percorso sereno e utile.
I messaggi che vengono da Dio o da un angelo comunicano univocamente (la Parola di Dio è una spada a doppio taglio che penetra tra le giuntura e le midolla Eb 4,12) ciò che essi vogliono dire. Se la parola del messaggio richiede un “aggiustaggio sistematico” cioè una interpretazione a favore di una riduzione all’univoco dell’ortodossia, si ha la necessità di una mediazione, non per la comprensione, ma per l’eliminazione dell’ambiguità del messaggio. L’assimilazione della parola viene ostacolata da questo lavoro, che si traduce in un allontanamento dall’impegno della volontà, essendo impegnato costantemente l’intelletto.

Esempio: Don Gatti di Roma e la “veggente” Marisa

Il testo: “Madre dell’Eucarestia”.
Bisogna subito rifiutare il titolo. Maria è Madre di Cristo. L’Eucarestia come sacramento ha gli accidenti (le apparenze del pane) che rimangono nell’essere per azione divina. Il Card. Ruini ha recentemente condannato il titolo, e poi anche diffidato il sacerdote.

Sistema di procedere: presentazione sistematica di due concetti uguali connessi in una stessa proposizione. Dove un concetto viene espresso con un’immagine, una figura, e l’altro, che è esattamente lo stesso concetto con linguaggio spirituale (1 Cor. 2,13). Oppure con due concetti concatenati dalla copula -e- in una stessa proposizione, uno dei quali è espresso con un’immagine fisica e l’altro con linguaggio spirituale. Si è di fronte ad una violenza del linguaggio.

Da pag. 1 a pag. 3
“Miei cari figli, vi ho scelto per aiutarvi e per condurvi per mano piano piano verso la santità”
La scelta non avviene per la santità: tutti sono chiamati a questo; la scelta avviene per una missione.
Si ha un doppione: aiutare, contiene già il concetto della debolezza e quindi della gradualità, la quale in termine fisico viene ripresentata: per condurvi per mano piano piano.

“Ogni prima domenica del mese vi darò degli insegnamenti per farvi crescere alla scuola di mio Figlio Gesù”
Chi fornisce insegnamenti fa scuola, e non la fa perché poi la si faccia nella scuola di un altro.

“Iniziate la giornata con il segno della croce fatto lentamente ed ogni volta meditate ciò che dite”.
Il fare il segno di croce lentamente è espressione dell’interiore che si vuole esprimere: è espressione del convincimento della fede e dell’intensità dell’amore.
E’ evidente che ogni volta bisogna dire con amore quel che si dice: meditare su quel che si dice è certo un fatto buono ma la meditazione deve essere un fatto che precede il segno della croce.

“Fate le preghiere del mattino, pregate piano piano, molto piano, senza correre e soprattutto pregate con il cuore”
Si ha un doppione. La prima parte della proposizione presenta in termini fisici la preghiera nella sua esigenza di essere espressione interiore

“Durante la giornata recitate lentamente una parte del rosario, fermatevi su ogni mistero e meditatelo”.
Triplone : -recitare lentamente- -fermatevi su ogni mistero- -e meditatelo-

“La preghiera comunitaria vi distrae meno della preghiera che fate da soli. La preghiera fatta con i propri cari, parenti, amici o con i membri di una comunità è più potente ed è più gradita a Dio”
La preghiera comunitaria non distrae di più né di meno.
Il doppione sta nel più potente e nel più gradita.

“Vi ripeto pregate lentamente e con il cuore, il primo posto riservatelo a Dio”.
Il doppione congiunto nell’espressione dalla copula: lentamente e con il cuore.

“Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo”
Questa espressione non marca l’unità di essenza, il testo è congegnato in modo che nasca turbamento proprio su questo punto. Infatti non dice: di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, né dice: di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo -.

Pag. 85:
“Vi faccio una confidenza materna, che certamente vi farà piacere: Gesù ed io abbiamo letto insieme tutti i messaggi che vi ho dato, essi contengono tutto ciò che serve per arrivare alla santità”.
Maria non ha bisogno di far passare ciò che ha detto, all’esame del Figlio.

Pag. 85:
“La santità è possibile per tutti, tutti possono essere intimamente uniti a Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo”.
Pag. 77:
“Io sono Madre dell’Eucarestia e piano piano tutti mi conosceranno sotto questo nome. Io sono Madre dell’Eucarestia, la Madre di Gesù che oggi e sempre per chi lo vuole, per chi lo cerca è presente in mezzo a voi nei tabernacoli delle vostre chiese”.

Pag. 77:
“Io sono la Madre dell’Eucarestia, ma non tutti accetteranno questo nome che chiude tutta la storia. Sorgeranno invidie e gelosie e a causa di questo soffrire, ma gli uomini non potranno impedire a Dio di realizzare i suoi piani: Quando mi invocherete - “Madre dell’Eucarestia prega per noi” - vi concederò ciò che chiedete se è conforme alla Divina volontà; già sono state ottenute grazie spirituali e fisiche con questa invocazione. Ora io mi inginocchio davanti a mio Figlio e Gli chiedo umilmente di benedire queste piccole statue ed anch’io benedico queste statue. A chi pregherà davanti ad esse con il cuore, a chi pregherà per il fratello, a chi pregherà per le persone che lo fanno soffrire concederò delle grazie particolari. Miei cari figli, questa è l’immagine della Madre dell’Eucarestia, portatela, se volete, nelle vostre case e fatela conoscere. Io desidero essere invocata ed amata come “Madre dell’Eucarestia”.


Esempio: Libro: “Gesù e Maria agli uomini d’oggi”
Il libro ha strappato purtroppo un Imprimatur. Il messaggio asserisce che Maria e Gesù scendono dal cielo, con il risultato di un’azione che s’impossessa della persona (pseudo mistica) la quale agisce come automa guidato da Maria o da Gesù; la persona in gioco risulta letteralmente “strumentalizzata”. Non ci si trova così di fronte ad un'apparizione, ma ad un esatto equivalente della “scrittura automatica”.

Sistema di procedere: un errore e poi nella proposizione successiva il correttivo dell’errore.

Ecco alcuni passi:

Vol. II Pag. 37:
“In quanti luoghi sono scesa facendomi vedere! Vengono chiamati luoghi di apparizione. Tutto per dare segni di amore. Tutte le mie opere sono opere d’amore (…) Mi è tanto facile scendere per dare per prendere. Figli miei, ma qui, non è una visione. Non si può capire. Un grande avvenimento, un dono tutto straordinario (…) Questo è un dono di prendere contatto a tu per tu. Ognuno e ognuna di voi può avere in questi momenti dei consigli, delle parole strettamente personali e con questo mio intervento ci si può formare fino alla più alta perfezione”.

Pag. 80 (Gesù):
“Mi amano, ma senza le opere. Quanto mi amano, ma non mi servono! Mi amano in un Crocifisso, perché il Crocifisso non ha bisogno di niente. Figlia, non basta essere graditi a Dio Padre, amarmi soltanto in un Crocifisso, che si trova su un altare”.

Pag. 86:
“Figlia del mio Cuore Immacolato, vi siete incomodate per venirmi ad onorare in questa casa, in questa statua, ma ne avete avute tante altre di statue più vicine che non vi avrebbero portato tanto disturbo…ma avete capito che qui c’è qualcosa che vi rende più felici. Questo è un incontro molto diverso da quello che avete nelle altre statue. Avete ciò che avete nelle altre statue spiritualmente, ma visibilmente potete averlo soltanto qui”.

Pag. 100:
“Figli miei sono al mio posto. Non ho mai sbagliato un solo passo. Il Figlio (indica il crocifisso), la sua madre (indica la statua della Madonna), La Chiesa (indica il sacerdote). Questo è il mio posto”.

Pag. 29 (Gesù):
“Figlia, io voglio, voglio avere, voglio dare. Sono buono, sono potente, sono grande, tanto grande che ho il potere di farmi tanto piccolo, piccolo…di entrare tutto in quell’ostia. Gli uomini sono piccoli. Credere o non credere, io sono vivo, vero, intero, nell’ostia consacrata”.

Esempio: Luigi Gaspari, “Quaderno dell'Amore”
Esposizione resa al convegno GRIS del 18/19 aprile 2009 a S. Giovanni Rotondo

(Questo profilo storico è stato tratto dal Quaderno dell'amore)
Luigi Gaspari è nato a San Felice sul Panaro il 9 aprile 1926 ed è morto a Cesenatico il 15 marzo 1940. Scorrendo con attenzione la storia degli incontri che Luigi Gaspari ebbe con padre Pio la si vede divisa in due tronconi: gli incontri effettivamente avvenuti a S. Giovanni Rotondo e quelli invece avuti a Decima a Chianciano con padre Pio in apparizione.

Il suo primo incontro - effettivo - con padre Pio Luigi Gaspari lo ebbe da ragazzo il 15 marzo 1940. In quella data padre Pio, in un primo momento, lo cacciò, ma poi lo prese quale figlio spirituale. Un mese e mezzo dopo (5 maggio 1940) Olimpia Pia Cristallini, che aveva ospitato il ragazzo a S. Giovanni, gli scrive dicendogli che padre Pio non era contento di lui quanto allo studio e al poco fervore nel fare la comunione.

Questa lettera Luigi Gaspari la perse e la ritrovò nel settembre del 1954 nella soffitta. Il ritrovamento fece si che Luigi Gaspari ritornasse a S. Giovanni Rotondo. Venne accolto da padre Pio con benevola paternità.

Da questo momento i viaggi di Luigi Gaspari a S. Giovanni diventarono frequenti.

Il 6 giugno 1956 incontrò padre Pio in sagrestia. Padre Pio gli disse di ritornare subito a casa. Ritornato a casa, Luigi Gaspari vide che la madre era in fin di vita.

Dopo la morte della madre Luigi Gaspari ritornò a S. Giovanni.

Tra la fine del 1967 e l'inizio del 1968, per Natale, si confessò nuovamente da padre Pio. Luigi Gaspari riferisce, senza fornire il contesto generale del discorso, che padre Pio gli disse: “Nell'anno 1968 dovremo lavorare molto. Non abbiamo tempo da perdere”. Queste parole hanno l'ovvia interpretazione dei sani propositi di fine d'anno e di principio di anno nuovo, ma Luigi Gaspari non li coglierà in questo senso.

Agli inizi di aprile Luigi Gaspari cominciò ad udire una voce, che interpretò come ispirazione di padre Pio, probabilmente perché padre Pio, in visione, lo iniziò ad udire una voce che nello scritto che ne uscì sarebbe quella di Cristo.

Alla fine d'aprile fu pronto un manoscritto, e una copia dello stesso venne inviata a padre Pio. Luigi Gaspari non presenta tuttavia nessun segnale di approvazione da S. Giovanni Rotondo, e senza menzionare una visita effettiva a S. Giovanni dice che padre Pio definì il quaderno “Testamento promessa di grazia”. Padre Pio lo esortò a pubblicarlo al più presto e di “farlo giungere al santo Padre, alla gerarchia ecclesiastica e al mondo”. “Il papa capirà tutto”, aggiunse. Non essendoci nessuna visita a S. Giovanni Rotondo si deve concludere che padre Pio apparve in visione. Si deve anche notare che prima della pubblicazione era doveroso sottoporre lo scritto ad un Vescovo (quello del luogo di stampa) per l'imprimatur.

Il 25 maggio si doveva celebrare a St. Louis negli USA la festa del Sacro Cuore e padre Pio, anche qui non vi è nessun viaggio a S. Giovanni Rotondo, chiese che vi fosse inviato il Quaderno; ma la cosa non ebbe seguito. Padre Pio, riferisce Gaspari, “ne fu molto addolorato”. Si noti subito la contraddizione: da una parte si fa riferimento alla gerarchia ecclesiastica e dall'altra la si scavalca completamente non attendendone il giudizio.

Nel giugno 1968 si ebbe la prima edizione a stampa a cura di Michele Famiglietti di Roma. Luigi Gaspari dice che aveva domandato a padre Pio di “togliere alcune parole” e di stampare il testo in anonimato. Padre Pio si oppose a tutte e due le richieste. Anche qui non c'è nessuna menzione di un viaggio a S. Giovanni Rotondo, cosa non trascurabile poiché in nessun modo sarebbe stato omesso offrendo la possibilità di dare un sigillo di credibilità.

Nell'agosto 1968 uscì una nuova edizione presso le arti grafiche di Rovigo, a cura di Primo Capponcelli di Decima di S. Giovanni in Persiceto (Bo), che padre Pio avrebbe sollecitato a pubblicare il libretto nel maggio del 1968, ma anche qui la mancanza della menzione di una visita a S. Giovanni Rotondo fa concludere che tutto sia in visione. Già si sta formando un gruppo di aderenti attorno a Luigi Gaspari.

Primo Capponcelli andò a S. Giovanni Rotondo sicuro del fatto suo e cominciò a divulgare il volumetto, ma la distribuzione gli venne bloccata e gli venne impedito di parlarne. In questa azione di fermo del volumetto compaiono nientemeno che persone vicinissime a padre Pio.

Contemporaneamente a quanto accadeva a S. Giovanni Rotondo circa il volumetto, Luigi Gaspari si trovava a Chianciano Terme e il 20 settembre, nelle terme di sant'Elena, alle ore 18, gli “apparve” padre Pio (la dichiarazione di apparizione è esplicita). Padre Pio gli disse che doveva anticipare la sua partenza al Cielo per salvare “il salvabile”, lamentandosi che non era più ascoltato neppure da tanti suoi fedelissimi. Disse che le parole del “Testamento promessa di grazia” non erano state credute e che quello che in giugno si poteva salvare ora non lo si poteva più. Il “Testamento promessa di grazia” servirà però a beneficio dei singoli.

Il 22 settembre verso le 17 Luigi Gaspari ebbe un sogno da lui definito “profetico”.
Nel sogno gli appare padre Pio circondato da un esercito di angeli. Padre Pio lo abbraccia e lo esorta a rimanere forte e a non piangere per la sua morte. Padre Pio gli promette di mettergli a disposizione “il mio esercito di angeli”, che saranno all'obbedienza di Luigi Gaspari in tutto. Padre Pio poi lo aiuterà standogli vicino e lo guiderà in ciò che dovrà dire e fare.

Nottetempo Luigi Gaspari dice di sentire “nel mio cuore” la voce di padre Pio che gli chiedeva di leggergli il volumetto; e lui lo lesse e rilesse fino all'alba. Verso le sette del mattino gli giunse una telefonata da Roma che lo informava della morte di padre Pio.

Il 17 ottobre 1968 Luigi Gaspari cercò di far giungere a Paolo VI il Quaderno tramite mons. V. D'Andrea. Dieci giorni dopo il monsignore gli disse che Paolo VI avrebbe detto: “E' alta mistica. Che bello questo incontro tra Padre e figlio. Non c'è nessuna parola da togliere”. Nessuno scritto da parte di Paolo VI viene esibito. E' del tutto impossibile che Paolo VI abbia scavalcato la procedura canonica dell'approvazione dell'Ordinario del luogo di stampa (Rovigo), e che si sia espresso trascurando di inviare il volumetto alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il volumetto è stato tradotto in francese, tedesco, spagnolo, inglese, polacco, russo, portoghese, greco, croato, rumeno, arabo, braille, fiammingo, cinese, albanese, ungherese, armeno e olandese.

Quello che emerge da questo excursus è che Luigi Gaspari dalla fine del 1967 all'inizio del 1968 non andò più a S. Giovanni Rotondo avendo comunicazioni via apparizione con padre Pio, ma bisogna dire che padre Pio non c'entra in nulla in tutto questo.

Esame del testo
Il procedere del discorso appare immediatamente un torciglione di cose, per cui è necessario estrarre di volta in volta singoli punti, ma basterà estrarne solo alcuni, dei tantissimi, poiché il volumetto è saturo di errori, per formulare il giudizio di difformità dalla dottrina cattolica.

(pag. 20-21)
“Il vostro cuore non è mai tutto per me. Una parte lo date spesso a me, ma ne tenete di riserva per le vostre brame, per le vostre ricerche al di fuori di me (...) In quell'angolo che mi serbate io spesso mi nascondo. Sto a guardare. Che vedo? Vi vedo affamati, stanchi delusi e scontenti (...) io vi guardo e aspetto un segnale da voi, un richiamo per uscire dal mio nascondiglio dove mi avete collocato voi. Sono presente se mi chiamate, ma ancora più quando mi amate”.
Dal punto di vista del linguaggio è costante il ricorso al passaggio, in uno stesso discorso, dal linguaggio mistico a quello che traccia cose fisiche.

(pag. 24)
“La vita non sarebbe senza il mio calore. Il calore mio supplisce al gelo dei vostri cuori aridi. Ogni cuore vostro dovrebbe tenere in vita una particella del creato. Quando il vostro cuore è arido, spento, quella parte del creato dovrebbe scomparire, perché è l'amore del cuore che regge tutto. E io che faccio? Io col mio calore riscaldo per voi. Supplisco col mio Cuore l'aridità del vostro. Vi mantengo e mantengo la vita col calore del mio Cuore (...). io sono la riserva di energia che interviene a evitare il disastro dovuto allo spreco fatto dalla vostra, di quello che vi diedi”.
Si ha confusione tra il concetto di onnipotenza divina e quello di energia fisica, e confusione tra calore mistico e calore fisico.

(pag. 27)
“Io difendo i vostri diritti su coloro che avete amato e tentano di sfuggirvi”.
L'unione nella carità presuppone la libertà, ma tale unione viene fatta diventare un diritto sugli altri che hanno aderito, un diritto da difendere.

(pag. 31)
“Ritorno al ricordo di chi non mi fu amico. Ora che ho l'amicizia sua, sento in me la certezza di ottenere le amicizie che voglio. Le otterrò certamente tutte; tutte quelle che vorrò per dividerle con lui (...). e' lui che guida ogni passo e non vorrà più che quelli che lui scelse per sé, scappino col pretesto di allontanarsi da me. Sarà un ritorno di tutti coloro che lui chiamò. Ora ci sarà l'appello e guai a chi non risponde”.
L'amicizia non è incontro di carità reciproca tra due persone libere, come deve essere, ma viene pensata come coartazione di una libertà di fronte ad un altra.

(pag. 37)
“Non permetterò a nessuno di giudicare quello che farai. Già è venuto il momento di parlare chiaro con autorità. E' necessario che io ti renda autorevole”.
Il soggetto si trova chiuso in un cerchio di massima difensiva. Nessuno potrà emettere giudizio alcuno. Il giudizio della Chiesa viene oscurato.

(pag. 44)
“L'energia mia ha formato la carne che è servita a dare un volto al vostro spirito”.
Vien detto che l'onnipotenza divina non si esprime con la potenza della Parola, ma per mezzo di energia di emanazione.

(pag. 44)
“Il vostro spirito era prima che si rivestisse della vostra carne”.
Si professa la preesistenza dell'anima alla formazione del corpo.

(pag. 44)
“Il vostro essere è lo spirito mio infuso nel primo uomo; è quello stesso spirito mio che dando vita ad Adamo, per canali diversi è giunto a voi. Sono i canali che hanno contaminato lo spirito che era mio”.
Si professa l'esistenza di un'anima universale comune a tutti gli uomini (Averroè) trasmessa per generazione (traducianesimo).

(pag. 60)
“Io sono già presente negli atei, sono là ad attendere voi, attendo la preghiera vostra di unione. Sarà questa la preghiera che vi farà scoprire la mia costante presenza, laddove si nega la mia esistenza. Sono io che mi nascondo proprio in quegli uomini”.
Si confonde la presenza per immensità con la presenza per inabitazione.


Quanto scritto vuole essere un aiuto per un discernimento dei fenomeni straordinari (visioni, apparizioni, locuzioni, ecc.), visto che i veggenti oggi si moltiplicano e non è possibile che la Chiesa vi faccia fronte con processi canonici; inoltre tanti sono i casi non conosciuti dagli stessi sacerdoti.

Inserito 20/06/2007, aggiornato al 21/04/2009

Fonte: http://www.perfettaletizia.it/archivio/infomazione/visioni_apparizioni.htm





Il GRIS di Taranto 
partecipa alla trasmissione televisiva "FOCUS" 
andata in onda su Blustar TV il 09/11/2010 sul tema dei:
Presunti mistici, veggenti e guaritori del nostro tempo
9 novembre 2010

Alcuni casi:
Frà Elia - Koinonia Giovanni Battista
 Introduzione:
Don Martino Mastrovito: parroco della chiesa “Spirito Santo” di Taranto
Luigi Corrente: presidente del GRIS Diocesano di Taranto
Avv. Francesco Zinzi: legale del GRIS di Taranto


Luigi Corrente, presidente del GRIS di Taranto, parla di Frà Elia


Segue: Frà Elia – Il caso Koinonia Giovanni Battista


Segue: Il caso Koinonia Giovanni Battista - Conclusioni




Criteri di valutazione del
Fenomeno Soprannaturale 
Relatore: Sac. Miguel Pedro Funes
Parte 1
Ufficio del promotore di Giustizia della
Congregazione per la Dottrina della Fede.




Parte 2


Parte 3







Di seguito riporto l'elenco delle apparizioni condannate dalla Chiesa:

ELENCO DELLE FALSE APPARIZIONI E RIVELAZIONI

CONDANNATE DAI VESCOVI DIOCESANI
(a cura di Michele Cafaro)

FONTE: http://www.kryplos.com/ikthys/archivio/false-appar.htm




CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
ISTRUZIONE

CIRCA LE PREGHIERE PER OTTENERE DA DIO LA GUARIGIONE

Fonte: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20001123_istruzione_it.html



Vaticano, un vademecum di
Benedetto XVI
 su apparizioni mariane


Roma, 8 gen (Velino) - Un documento che impartisce un giro di vite sul fenomeno delle apparizioni mariane. Lo ha messo a punto Papa Ratzinger che a breve lo renderà pubblico. È quanto annuncia Petrus il quotidiano on line sul pontificato di Benedetto XVI che scrive: “Civitavecchia e Medjugorje rappresentano solo i casi più recenti e clamorosi: luoghi in cui presunti veggenti dicono di aver avuto e di continuare ad avere apparizioni della Vergine, anche se Nostra Signora si limiterebbe a dar loro messaggi assolutamente inconsistenti dal punto di vista teologico e spirituale.
Risultato: i fedeli si trovano disorientati a causa di manifestazioni che la Chiesa non solo non ha ancora riconosciuto come veritiere ma che difficilmente approverà anche in futuro. Come si sa, peraltro, in materia la cautela della Chiesa è massima: centinaia sono i casi di apparizioni bocciati e bollati come falsi solo negli ultimi cinquant'anni. Tuttavia, c'è chi continua a giurare di vedere la Madonna, richiamando nei propri luoghi folle di fedeli disperati, molte volte alla ricerca di un miracolo o di una grazia che, però, non arriva.

Come affrontare, allora, questo fenomeno?
Come evitare che si diffondano messaggi non veritieri della Madre di Cristo all'umanità?

Le risposte a questi e ad altri quesiti sono contenute in un 'direttorio' che Benedetto XVI ha fatto istruire alla Congregazione per la Dottrina della Fede e che presto verrà reso pubblico e inviato ai Vescovi diocesani di tutto il mondo. Con tale documento, che integra le Istruzioni già impartite nel 1978 dal Vaticano, il Papa chiede la massima severità negli accertamenti relativi alla constatazione della veridicità delle apparizioni mariane”.

“I Vescovi – spiega Petrus -, dopo aver insediato una commissione di psichiatri, psicologi, teologi e pedagogisti, dovranno imporre il silenzio agli pseudo-veggenti. Sarà questo un primo banco di prova: la storia insegna, da Lourdes a Fatima, da Guadalupe a La Salette, che chi realmente ha il dono di essere in contatto diretto con la Madonna, segue, anche a causa di enormi sofferenze, le direttive della Chiesa locale. Dunque, chi non resterà nel silenzio ma farà sì che la notizia di queste presunte apparizioni circoli liberamente, attirando attorno a sé la presenza di curiosi, giornalisti e fedeli alla ricerca di una grazia particolare, avrà già dato un segno indicativo della falsità del proprio misticismo. Maria stessa, infatti, non convaliderebbe mai un atto di disobbedienza nei confronti di un Vescovo, anche se questi fosse in errore.

Secondo punto: gli pseudo-veggenti andranno visitati da psichiatri e psicologi, possibilmente sia atei che cattolici, per certificare la loro salute mentale e per verificare se siano affetti o meno da patologie di carattere isterico o allucinatorio o da manie di protagonismo.

Terzo passo da compiere: appurare il livello di istruzione di chi si proclama 'mistico', per evitare che possa ingannare le autorità ecclesiastiche e i fedeli dopo aver attentamente studiato scritti di teologia e mariologia. In tal senso, chi è oggetto di accertamenti da parte dell'autorità ecclesiastica, sarà chiamato a consegnare alla Commissione insediata dalla Diocesi anche le apparecchiature informatiche in suo possesso, compresi i personal computer, per consentire di verificare se abbia mai effettuato ricerche in materia di apparizioni in Internet, uno strumento ricco di informazioni per chi volesse 'copiare' o imparare da veri veggenti il senso teologico di messaggi celesti”.

“Nel direttorio, inoltre – continua Petrus -, si chiede ai Vescovi di accertare se gli pseudo-veggenti abbiano interessi economici diretti o indiretti in relazione ai pellegrinaggi e all'inevitabile vendita di souvernirs religiosi nei luoghi in cui dicono di vedere la Beata Vergine Maria.

C'è poi la questione del rispetto dell'ortodossia: quanto rivelato dalle apparizioni non deve risultare in contrasto né con il Vangelo né con la dottrina della Chiesa ma essere in armonia con essi. Va da sé, dunque, che se un 'veggente' attribuisce alla Madonna frasi o concetti contrari al Magistero, è da considerare un mendace. Se proprio dalle analisi non dovessero risultare anomalie, e quindi il 'veggente' dovesse essere ritenuto credibile, in ultima istanza dovrà essere interrogato da uno o più demonologi ed esorcisti per escludere che dietro alle apparizioni (come è già avvenuto tantissime altre volte nella storia del cristianesimo) si nasconda Satana per trarre in inganno i fedeli. In base alle nuove istruzioni pronte ad essere emanate dalla Santa Sede in nome e per conto di Benedetto XVI, che con il fenomeno delle apparizioni mariane ha già avuto a che fare durante il suo ultraventennale mandato di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, c'è dunque da attendersi un vero e proprio giro di vite, con 'processi' più lunghi, meticolosi e rigidi da parte delle Diocesi, anche per una corretta informazione da fornire ai fedeli, in modo che non si verifichino vicende molto simili a quelle di Civitavecchia e Medjugorje, dove migliaia di persone continuano ad accorrere malgrado il Vaticano non abbia mai riconosciuto come veritieri i fenomeni soprannaturali ivi segnalati.
Naturalmente, stando al 'vademecum' fatto redigere dal Papa alla Congregazione competente, la stessa prassi 'investigativa' andrà impiegata qualora qualcuno dovesse asserire di vedere e parlare con Gesù, gli Angeli o i Santi o se addirittura (è recente un caso in provincia di Salerno) manifestasse le stimmate o che dichiarasse di avere statue ed immagini sacre che lacrimano in casa”.

“Per conoscere il pensiero di Benedetto XVI in materia – aggiunge Petrus -, basta ricordare quanto egli dichiarò, ancora cardinale, al giornalista e scrittore Vittorio Messori: ‘In questo campo, più che mai, la pazienza è un elemento fondamentale. Nessuna apparizione è indispensabile alla fede, la Rivelazione è terminata con Gesù Cristo’.

Il noto teologo René Laurentin, dopo anni di ricerche, ha censito oltre 2.450 manifestazioni mariane documentate nella storia della Chiesa. Ma su quasi 300 richieste di indagine avviate nell'ultimo secolo, le autorità ecclesiastiche hanno attestato ufficialmente come vere solo una dozzina di apparizioni.
L'ultimo riconoscimento è quello di Nostra Signora di Laus, in Francia, avvenuto l'8 maggio del 2008, però i fedeli hanno dovuto attendere 3 secoli prima di ottenerlo.
Le altre apparizioni approvate sono concentrate soprattutto in Europa (Fatima, La Salette, Tuy, Beauraing, Banneux, Siracusa), ma anche in Egitto (Zeitun), Siria (Damasco) e Ruanda (Kibeho).

All'inizio di questo articolo accennavamo a Civitavecchia e Medjugorje: nel primo caso, è una bambina ad asserire di aver avuto apparizioni della Vergine. Contestualmente, una statua della Madonna di Medjugorje collocata nel giardino della sua abitazione, avrebbe addirittura pianto sangue; lo stesso fenomeno si sarebbe ripetuto in presenza dell'allora Vescovo Girolamo Grillo, in un primo momento scettico. Lo stesso Giovanni Paolo II, messo a conoscenza dell'accaduto, volle per alcune ore quella statua nella sua cappella privata, ma il Vaticano non si è mai pronunciato a favore delle apparizioni e delle lacrimazioni soprannaturali”.

Più complesso il caso di Medjugorje: da oltre un quarto di secolo la Madonna apparirebbe ogni giorno ai veggenti e una volta al mese detterebbe un messaggio per l’umanità. Ma il Cardinale Tarcisio Bertone, braccio destro del Papa, non ha mai nascosto il suo scetticismo: “Dal 1981, Maria sarebbe apparsa decine di migliaia di volte a Medjugorje. Questo è un fenomeno non assimilabile ad altre apparizioni mariane”.
Per questo il Vaticano ha chiesto all’Opera romana pellegrinaggi (una delle più importanti agenzie di turismo religioso che fa capo al Vicariato di Roma) di depennare dal catalogo le visite alla più famosa località della Bosnia-Erzegovina, dove comunque si recano oltre due milioni di fedeli l’anno.

Il problema dov’è?
Si sono create due fazioni: una favorevole alle apparizioni, e dunque dalla parte dei veggenti; l’altra apertamente schierata con il Vescovo diocesano, Monsignor Ratko Peric, che come il suo defunto predecessore, non crede alla veridicità di questi fenomeni e, non venendo mai ascoltato, ha chiesto da tempo ai presunti veggenti di vivere nel nascondimento e di non divulgare alcun messaggio attribuito alla Madonna.
Basterebbe già la mancata obbedienza al Vescovo, secondo il vademecum voluto da Benedetto XVI, per dichiarare false le apparizioni di Medjugorje.





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Fonte da Petrus http://www.papanews.it/



APPROFONDIMENTI:

SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE



Notificazione
riguardante l’abolizione dell’Indice dei libri
Fonte: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19660614_de-indicis-libr-prohib_it.html



SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE


Decreto
riguardante la vigilanza dei Pastori della Chiesa sui libri

Fonte: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19750319_ecclesiae-pastorum_it.html







Raccolta di documenti sulla Dottrina e la Spiritualità Cattolica