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«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante» (Papa Giovanni XXIII)

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante»         (Papa Giovanni XXIII)

15 febbraio 2010

I TESTIMONI DI GEOVA - 5^ PARTE - LE TRASFUSIONI SANGUE

Che il sangue sia un “farmaco salvavita” è discutibile, ma che uccida è indiscutibile
(Svegliatevi! del 22 ottobre 1990, pag. 10)


Nel programma della Scuola di Ministero per gli anziani, c’è una parte per istruire gli anziani su come i genitori possono proteggere i loro figli da un uso errato del sangue.

Come il nuovo libro di testo per gli anziani “Pascendo il Gregge di Dio” (Ks./2010), nessun altro deve avere l’opportunità di leggerlo e fotocopiarlo, così, anche per questo volantino il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, istruisce gli anziani di non farne fotocopie per altri.

E’ difficile capire perché le informazioni pubblicate in questo volantino e che dovrebbero aiutare i genitori e i figli, non si debbono fare fotocopie. Ma questa è la posizione della Torre di Guardia.
Questo volantino è siglato S55-E 9/2010.

                   

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TRADUZIONE

COME POSSONO I GENITORI PROTEGGERE I LORO BAMBINI DA UN USO ERRATO DEL SANGUE
(Modulo S-55-E 9/10)


Gli anziani dovrebbero prestare attenzione a rivedere questi punti con i genitori i cui figli adolescenti o più piccoli affrontano un problema medico che potrebbe richiedere di prendere una posizione riguardo all’uso errato del sangue.

Dei punti appropriati possono essere condivisi anche quando gli anziani apprendono che una coppia di coniugi è in attesa di un bambino. Gli anziani possono fare una copia di questo documento per uso personale. Tuttavia, nessuna copia dovrebbe essere fatta per chiunque altro. Una copia dovrebbe essere conservata nell’archivio della congregazione insieme con altri documenti medici relativi.


I genitori timorati di Dio considerano i loro figli un dono prezioso di Geova. Avvertono profondamente la responsabilità data da Dio di formare e proteggere questa eredità ricevuta. (Salmi 127:3; Efesini 6:4). Avendo questo punto di vista Biblico, i genitori cercano immediatamente delle cure mediche adeguate quando i loro figli sono malati. Nel cercare cure mediche, comunque le trasfusioni di sangue possono diventare un problema. Quali misure ragionevoli i genitori possono adottare per proteggere i loro bambini da questo uso improprio del sangue? – Eccl. 9:11.

PROTEGGETE I BAMBINI - SPIRITUALMENTE E FISICAMENTE.
E’fondamentale avere una ferma convinzione, perché un medico ben intenzionato può categoricamente affermare che il sangue può migliorare la condizione del bambino.
I genitori devono essere fermamente decisi ad ‘astenersi dal sangue’ rifiutandolo per i loro figli. (Atti 15:28, 29; Deut. 12:23, 25). Dovrebbero far conoscere la loro posizione innegoziabile a tutti gli operatori sanitari dal primo momento e della loro disponibilità ad accettare soluzioni alternative che non prevedano sostanze ematiche.
I genitori dovrebbero aiutare anche i loro bambini a sviluppare le loro convinzioni e difendere la loro fede in previsione di una trasfusione. (1 Pietro 3:15). Questo è importante perché alcuni medici possono decidere di trasfondere i minori che hanno dimostrato.
Una maturità sufficiente per fare le proprie scelte mediche. Alcuni tribunali hanno sostenuto i diritti dei minori su tale argomento. – w08 10/1 pagg.30-31; km 12/05 pag. 6; w9/ 6/15 pagg. 15-18.
I genitori dovrebbero fare passi per trovare un dottore che collabori. Consultate il locale Hospital Liaison Committee [HLC=Comitato Sanitario] nella fase iniziale della ricerca di un medico e la struttura che ha la reputazione di rispettare la nostra posizione sul sangue e di ricorrere a soluzioni alternative senza sangue per i bambini dei Testimoni. Una buona assicurazione malattia è utile, ove possibile e spesso può consentire trattamenti diversi che non potrebbero essere disponibili.- Luca 16:8.
Alcuni medici o ospedali, in base alla loro conoscenza medica o legale, non daranno assicurazioni al 100%, che non utilizzeranno il sangue durante il trattamento di bambini piccoli, neonati e prematuri. Tuttavia, quando un medico collaborativo ha eseguito procedure analoghe senza sangue in passato, può rassicurare i genitori che farà tutto il possibile per evitare l’usare del sangue.
In questa circostanza, i genitori possono concludere che questa è la migliore soluzione. Se concedono il permesso per il trattamento, i genitori dovrebbero chiarire per iscritto che non si autorizza una trasfusione di sangue per il loro bambino. I genitori si assumano la responsabilità di tali decisioni, e questo non sarebbe giudicato dalla congregazione come un compromesso. (Gal. 6:5)
[Nota: i genitori hanno il diritto di cancellare qualsiasi frase non consona in un documento ospedaliero. – Svegliatevi! 8/3/91, pagg. 5-6]
Le future madri dovrebbero sforzarsi di cercare una buona assistenza prenatale durante la gravidanza. Questo aiuta a prevenire le nascite premature e contribuisce a individuare altri rischi potenziali durante il parto, che spesso portano a trasfusione di sangue. Il Comitato (HLC) può aiutare a individuare ostetrici e ginecologi che siano in grado di ricorrere a soluzioni alternative all’uso del sangue. – Svegliatevi! 11/ 09 pagg. 26-29.

PROTEGGETE I BAMBINI - LEGALMENTE
Un genitore saggio prevede il coinvolgimento del tribunale. La legge non concede ai genitori un’autorità medico decisionale illimitato nell’accettare o rifiutare una cura per i loro figli. I genitori non sono liberi di rifiutare le cure ritenute necessarie per il benessere del loro bambino anche quando il loro rifiuto si basa sulle loro sincere credenze religiose.
Se i medici e il personale ospedaliero non ricevono il consenso dei genitori per utilizzare il sangue, possono chiedere il consenso ad un giudice con una apposita ordinanza. Tante ordinanze dei tribunali si ottengono molto rapidamente con un preavviso minimo o nessuna notifica ai genitori.
Come naturali tutori del figlio, i genitori hanno il diritto fondamentale di sapere di ciò che i medici, gli amministratori degli ospedali o i tutori stanno facendo al loro figlio in ogni momento.
Se i genitori hanno motivo di credere che possa esserci un’imminente ordinanza del tribunale, dovrebbero avvisare tutti gli operatori sociali e il personale ospedaliero che vuole notizie di ogni procedimento giudiziario in modo che possano avere l’opportunità di essere ascoltati.
Come può un genitore prepararsi per il procedimento giudiziario? Se c’è tempo, è spesso consigliabile cercare l’aiuto di un avvocato. Se il genitore ha un avvocato, l’Ufficio Legale dell’organizzazione può condividere le informazioni con lui per aiutarlo a fare in questi casi la migliore difesa possibile.
La preoccupazione principale del giudice è il benessere fisico del bambino. Il giudice ha bisogno di vedere che i genitori non sono negligenti o insolenti, ma che sono genitori amorevoli che vogliono che il loro figlio riceva la migliore assistenza medica.
I genitori possono informare il giudice che rifiutano il sangue per profondi motivi religiosi, ma non rifiutano le cure mediche e non hanno alcuna intenzione di rendere “martiri” il loro bambino. Questo scenario non è il momento migliore per parlare della loro forte fede nella resurrezione, perché ciò potrebbe convincere il giudice che è irragionevole.
Essi possono informare il giudice che gradirebbero avere l’opportunità di trovare un medico capace di curare il bambino con metodi accettabili che non prevedano composti ematici.
Il Comitato Sanitario potrebbe aiutarli a trovare un medico che testimoni in tribunale, o per telefono. Il Comitato Sanitario può anche condividere con il giudice gli articoli medici che indicano come possono essere gestiti in modo efficace senza sangue i problemi di salute del bambino.
Se un adolescente maturo è coinvolto, i genitori possono chiedere che l’ospedale valuti che è capace di decidere. Richiedete che il giudice senta il bambino prima di prendere la sua decisione. Spesso, i giudici concedono agli adolescenti maturi il diritto legale di fare le proprie scelte mediche.
Una difesa ben preparata in tribunale è importante. I giudici possono vedere più chiaramente altri aspetti dei genitori. Essi non saranno così predisposti ad autorizzare una trasfusione. Possono gravemente limitare la libertà del medico di utilizzare il sangue, perfino obbligando ad altre scelte o dando l’opportunità ai genitori di trovare medici che tratteranno il bambino senza sangue.
Nel parlare con chi cerca di forzare una trasfusione, i genitori non dovrebbero mai vacillare nelle loro convinzioni. Alcuni giudici o dottori possono chiedere se i genitori sono disposti a rinunciare alla loro responsabilità di prendere una decisione in modo che possano sentirsi meglio con la loro coscienza. I genitori devono chiarire che si rendono conto di avere il personale obbligo di fare tutto il possibile per evitare una trasfusione.
Se è rilasciata dal tribunale un’ordinanza nonostante i propri sforzi, continuate a chiedere al medico di non trasfondere e di incitarlo a utilizzare l’uso di trattamenti alternativi non ematici.
CONFIDATE IN GEOVA
Ricordate il consiglio di Proverbi 16:20. I genitori mostrino perspicacia e fede in Geova facendo in anticipo i preparativi necessari per proteggere il loro bambino dalle trasfusioni di sangue. Anziani coscienziosi incoraggeranno e sosterranno i genitori in questa impresa.
Possano i genitori e i figli “essere fermamente decisi ad astenersi dal sangue… affinché ti vada bene” in modo da avere la benedizione e l’approvazione di Geova. – Deut. 12:23-25.
RIQUADRO PAGINA 1

Passi che i genitori devono fare per proteggere i loro figli spiritualmente e fisicamente:
1. Educate se stessi e i loro figli sull’importanza di obbedire al comando di Geova di astenersi dal sangue.- Atti 15:28, 29; Efesini 6:4.
2. Formare i loro figli a difendere la loro fede. 1 Pietro 3:15.
3. Cercate l’aiuto del Comitato Sanitario per individuare un medico o struttura sanitaria che è nota di rispettare la nostra posizione sul sangue e di ricorrere a soluzioni alternative che non utilizzano composti ematici.
4. Informate i medici e le strutture sanitarie dal primo momento della loro posizione sulla trasfusione di sangue.
5. Cercate la cura prenatale in caso di gravidanza.

RIQUADRO PAGINA 2
Passi che i genitori devono adottare per proteggere legalmente i loro figli:
1. Ricordate che la legge non dà ai genitori l’autorità illimitata di prendere decisioni per le cure
mediche.
2. Avvisate tutti gli operatori sociali e il personale ospedaliero che desiderate essere messo a conoscenza di eventuali procedimenti giudiziari in modo da avere l’opportunità di essere ascoltati.
3. Informate il giudice che non rifiutate le cure mediche, ma siete alla ricerca di un trattamento medico alternativo che non prevede sostanze ematiche.
4. Chiedete al giudice di sentire dai medici su eventuali alternative disponibili che non prevedano l’uso di sostanze ematiche.
5. Se un adolescente maturo è coinvolto, chiedete che l’ospedale valuti la sua capacità decisionale e chiedere che il giudice lo ascolti.



Nel Ministero del Regno (Km) del mese di novembre 2006, la Watchtower ha pubblicato un inserto in cui vengono riconfermate nei dettagli le direttive della congregazione in merito a come i Testimoni di Geova considerano l'utilizzo del sangue e dei suoi derivati. Di seguito le pagine 3 e 4 di tale inserto:

Cliccando sulle immagini soprastanti potete visualizzare dei prospetti nei quali il CD ha minuziosamente elencato quali siano le parti del sangue "inaccettabili per i cristiani" e quali invece siano una "questione di coscienza".
La posizione della congregazione, come si può notare dalla lettura dell'inserto, si rivela piuttosto contraddittoria e farisaica. Mentre infatti da un lato si ribadisce in maniera categorica che i testimoni di Geova «non accettano trasfusioni di sangue intero né dei quattro componenti principali del sangue, cioè globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma. Inoltre non donano sangue né accettano il predeposito del proprio sangue perché sia loro trasfuso in un secondo tempo», e questo perché la Bibbia vieterebbe tali pratiche, d'altro canto si rimette alla coscienza dei singoli la decisione di accettare le frazioni dal sangue:

«Le frazioni rientrano anch'esse nel comando biblico di astenersi dal sangue? Non possiamo dirlo con certezza. La Bibbia non contiene informazioni specifiche sulle frazioni del sangue. Certo, molte frazioni sono estratte da sangue donato per scopi medici. Ciascun cristiano deve decidere in coscienza se accettare o no l'impiego di queste sostanze a scopo terapeutico».

A parte il fatto che la Bibbia non contiene informazioni specifiche nemmeno in merito all'utilizzo in campo medico del sangue e dei suoi "quattro componenti principali", non si può fare a meno di notare l'incoerenza di tali insegnamento: se è sbagliato, perché Dio lo vieta, donare ed accettare sangue, se è sbagliato farsi prelevare e conservare il sangue per un suo successivo utilizzo, come si può dire che accettare frazioni di sangue sia una questione di coscienza che deve essere rimessa alla decisone personale di ciascuno? Possibile che la Watchtower non si renda conto di quanto siano cavillose e farisaiche queste sue direttive? Da dove provengono gli emoderivati? Si ricavano dal sangue che viene donato da persone che - secondo i Testimoni - violerebbero la legge di Dio. Questo sangue viene poi lavorato e conservato - sempre "violando la legge di Dio". Accettando queste frazioni di sangue ci si servirebbe quindi di qualcosa che esiste solo perché qualcuno ha violato la legge di Dio. Sarebbe come dire: rubare è sbagliato, ma se vogliamo usare del denaro che proviene da fonti illecite, è una questione che ciascuno deve decidere personalmente.

Questa contraddizione non esisterebbe se il Corpo Direttivo (CD) della congregazione ammettesse che l'intera questione in merito all'accettare, donare, conservare e permettere la lavorazione del sangue sia da rimettere alla coscienza dei singoli Testimoni. Se ammettessero cioè che la Bibbia non «contiene informazioni specifiche» nemmeno in merito ai "quattro componenti principali" del sangue ed al loro utilizzo in campo medico. Questa è solo una discutibilissima interpretazione biblica, e non la "legge di Dio", dato che nella Bibbia non dice assolutamente nulla sulle trasfusioni di sangue.

Se il CD abbandonasse le sue posizioni dogmatiche, che derivano da un'interpretazione assolutamente letterale e fondamentalista di alcuni passi biblici, e cominciasse a dire che sta alla coscienza di ciascuno decidere come utilizzare il sangue in campo medico, eviterebbe tutte le contraddizioni ed i bizantinismi dottrinali in cui è venuto a trovarsi fino ad ora con tale suo insegnamento. Ed eviterebbe anche di dover pubblicare inserti e prospetti come questo, che sono un'evidente dimostrazione di quello che accade quando si vuole far dire alla Bibbia quello che non dice.

Senza pensare poi alle situazioni angosciose e drammatiche in cui vengono molto spesso a trovarsi tutti quei sinceri TdG che credono di ubbidire a Dio, seguendo quelle che sono soltanto opinioni ed "intendimenti" umani.
Dopo aver letto i contenuti di tale inserto, non si può fare a meno di ricordare cosa ha scritto la Watchtower in merito ai Farisei ed ai loro insegnamenti.
Trascrivo parte in un articolo pubblicato nella Torre di Guardia del 1° settembre 1996, pagine 12-13:

La contaminazione farisaica
I rabbini partivano dal presupposto che siccome la Torà, cioè la Legge mosaica, era perfetta, doveva contenere la risposta a qualsiasi domanda potesse sorgere. Questo concetto non era poi così reverenziale. In realtà dava ai rabbini la licenza di ricorrere a sottili ragionamenti umani, facendo credere che regole stabilite su ogni sorta di questioni - alcune di natura personale, altre assolutamente banali - fossero basate sulla Parola di Dio.

Ripetutamente i capi religiosi stiracchiarono precetti scritturali portandoli agli estremi. ... È tristemente nota la parodia spirituale che la legge orale fece della legge sul sabato. Dio aveva dato a Israele un comando semplice: Non compiere nessun lavoro il settimo giorno della settimana. (Esodo 20:8-11) Tuttavia la legge orale si prese la briga di definire circa 39 diversi tipi di lavoro proibito, fra cui fare o sciogliere un nodo, cucire due punti, scrivere due lettere ebraiche, e via dicendo. Ciascuno di questi tipi di lavoro richiedeva poi un'infinità di altre regole. Quali nodi erano vietati e quali no? La legge orale rispondeva con regole arbitrarie. Guarire qualcuno finì per essere considerato un lavoro proibito. ...

Impariamo dalla stoltezza dei farisei
Riepilogando, potremmo dire che quelle leggi e tradizioni aggiunte si attaccarono alla Legge mosaica come i cirripedi allo scafo di una nave. Il proprietario fa di tutto per staccare dallo scafo quelle creature fastidiose, perché riducono la velocità della nave e ne danneggiano lo strato antiruggine. Similmente le leggi orali e le tradizioni appesantivano la Legge e la esponevano ad abusi corrosivi. Tuttavia, invece di rimuovere quelle leggi arbitrarie, i rabbini continuavano ad aggiungerne altre. ...



La pressione ad adeguarsi alle norme del gruppo in materia di emoterapie è evidente anche dalla lettura di una recente circolare inviata ai responsabili delle comunità italiane e datata 9 febbraio 2010.

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In questa circolare si raccomanda, tra l’altro, che le famiglie geoviste esaminino con molta attenzione le istruzioni impartite dai vertici dell’Organizzazione sul tema della “santità del sangue”. A questo proposito è utile leggere ciò che gli ideologi del Movimento intimano ai genitori di fede geovista: «I padri cristiani sono obbligati a insegnare questa legge e a farla rispettare per quanto riguarda i figli minorenni, poiché secondo la legge di Dio i padri sono i guardiani spirituali e religiosi come pure i custodi domestici e paterni dei figli minorenni … Giustamente cercano di proteggere i loro figli affinché non prendano entro di sé sangue estraneo» (citazione dal periodico geovista “La Torre di Guardia” del 1° giugno 1968, p. 337). Inoltre, si chiede ai genitori Testimoni: «avete fatto tutti i passi ragionevoli per proteggere i vostri figli piccoli da una trasfusione di sangue? Come reagirebbero i vostri figli davanti alla prospettiva di una trasfusione? Avete discusso come famiglia cosa potreste fare per affrontare efficacemente una situazione di emergenza in cui c’è il rischio che venga praticata una trasfusione? … Se i genitori trascurano queste responsabilità, può succedere che ai figli venga praticata una trasfusione nel corso di un trattamento medico. Cosa si può fare per evitarlo? … dovete essere fermamente risoluti a rifiutare il sangue per voi e per i vostri figli» (citazione dal mensile geovista “Il Ministero del Regno” del settembre 1991, p. 3).

É evidente che ai genitori Testimoni di Geova viene ordinato di fare di tutto per impedire ai propri figli minorenni di assumere sangue. Per genitori e figli, quindi, non si tratta di una libera scelta, di una questione di coscienza, piuttosto è un obbligo, come dice chiaramente la letteratura geovista appena citata. In sostanza, il Direttivo mondiale geovista spiega cosa fare: «se avete figli, siete sicuri che sono d’accordo con il punto di vista biblico sulle trasfusioni e che sono in grado di spiegarlo? Credono veramente che questa è la volontà di Dio? Sono convinti che violare la legge di Dio sarebbe così grave da poter mettere a repentaglio le prospettive di vita eterna di un cristiano? I genitori saggi esamineranno queste cose con i figli, siano essi giovanissimi o quasi adulti. I genitori possono ipotizzare situazioni in cui ciascun giovane deve rispondere a domande che gli potrebbero essere fatte da un giudice o da un funzionario ospedaliero» (“La Torre di Guardia” del 15 giugno 1991, p. 18). Che dire degli effetti pratici di queste informazioni? In sostanza, si sta ordinando ai genitori di fede geovista di tenere con i propri figli dei corsi di addestramento affinché questi ultimi siano capaci, in condizioni di pressione emotiva, di convincere le autorità – medici e magistrati – di essere autonomi in una scelta dalla quale può dipendere la loro vita. E per imparare bene la lezione devono essere perfino fatte delle prove, come in un teatro, ipotizzando “situazioni in cui ciascun giovane deve rispondere a domande”.

Sulla base di queste istruzioni, c’è da temere seriamente che i genitori geovisti finiscano per sottoporre i figli, fin da piccoli, a un vero e proprio indottrinamento che, anche successivamente, potrà impedire loro di decidere autonomamente. Infatti, quale certezza si può avere che questi genitori saranno disposti a spiegare ai propri figli la storia del divieto di emoterapia con riferimento ai contenuti che il Direttivo mondiale geovista ha impartito agli affiliati? Sapranno mai questi figli minorenni che quando, cinquant’anni fa (“La Torre di Guardia” del 15 luglio 1961, pp. 446-448), fu ufficializzato il divieto di trattamenti emoterapici per i Testimoni di Geova, questo veto si estendeva anche agli emoderivati attualmente consentiti oltre che al sangue intero?

Verrà mai detto a questi ragazzi che, col tempo, i vertici geovisti hanno ulteriormente circoscritto il contenuto di questo generale divieto iniziale? Infatti, com’è illustrato nel prospetto allegato, nel corso degli anni, gli ideologi del Movimento si sono progressivamente astenuti dal sanzionare i Testimoni di Geova che accettavano alcune frazioni del sangue (come l’albumina, i fattori della coagulazione, le gammaglobuline ecc.), prima vietate dal pronunciamento contenuto in “La Torre di Guardia” del 1° marzo 1962, p. 143, dov’era scritto: «si tratti di sangue intero o di frazioni di sangue, sia il sangue stato preso dal proprio corpo o da quello di un altro, se è somministrato mediante trasfusione o iniezione, la legge divina ha vigore. Dio non ha dato all’uomo il sangue perché ne faccia uso come fa uso di altre sostanze; egli esige rispetto per la santità del sangue».
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La prima eccezione – secondo la quale gli anticorpi derivati dal sangue (come quelli del tetano, della rabbia e dell’avvelenamento da serpente) potevano essere accettati in base al giudizio individuale – risale agli inizi degli anni Sessanta e venne confermata da “La Torre di Guardia” del 1° dicembre 1974, pp. 735-736, dove si leggeva: «Si può pertanto vedere che i sieri (a differenza dei vaccini) contengono una frazione di sangue, benché piccolissima … che dire dunque dell’impiego di un siero contenente solo una minuta frazione di sangue e impiegato allo scopo di fornire una difesa supplementare contro qualche infezione e non impiegato allo scopo di svolgere la funzione svolta normalmente dal sangue che è quella di sostenere la vita? Crediamo che in questo caso debba decidere la coscienza di ciascun cristiano».

Inoltre, i vertici del geovismo non hanno finora autorizzato i Testimoni a conservare il proprio sangue in vista di un intervento chirurgico programmato (sangue autologo preoperatorio), poiché credono che il sangue, una volta fuori dal corpo, diviene impuro (“La Torre di Guardia” del 15 maggio 1960, p. 319); perciò i Testimoni di Geova credono che, quando il sangue lascia il corpo, esso non dovrebbe essere più usato, ma andrebbe versato per terra (“La Torre di Guardia” del 1° novembre 1978, p. 30). Nel 1972 gli ideologi geovisti applicarono questa credenza all’emodiluizione intraoperatoria (recupero di sangue e ritrasfusione, opzioni appropriate quando ci si attende una grossa perdita di sangue da un particolare intervento chirurgico, un complemento essenziale nel trattamento di vittime di traumi) e mise al bando tale tecnica (citazione dal periodico geovista “Svegliatevi!” del 22 settembre 1972, pp. 28-29). Tuttavia, nel 1982, i vertici del Movimento approvarono la pratica dell’emodiluizione in quanto ora consideravano le apparecchiature adoperate come un’estensione del sistema circolatorio (“Svegliatevi!” del 22 novembre 1982, p. 25).

Ma c’è dell’altro. Sapranno mai i figli dei Testimoni di Geova che, inizialmente, agli affiliati emofiliaci era permesso di ricevere un trattamento basato sul fattore VIII, in quanto esso era considerato alla stregua di un farmaco e non di nutrimento a base di sangue, ma che successivamente, nel 1975, fu stabilito che i Testimoni emofiliaci non potevano più ricevere alcun elemento coagulante, incluso il fattore VIII? (“Svegliatevi!” 8 agosto 1975, p. 29) E poi, tornando sui propri passi, l’Organizzazione pubblicò una veduta nuovamente favorevole all’uso dei fattori di coagulazione? (“La Torre di Guardia” del 1° novembre 1978, pp. 29-31).

Per giunta, negli anni Ottanta (“Svegliatevi!” del 22 novembre 1982, p. 25), il geovismo autorizzò l’uso di frazioni di plasma (come le immunoglobuline e l’albumina) e dal 2000 (“La Torre di Guardia” del 15 giugno 2000, p. 30) ha tollerato l’uso di componenti dei globuli rossi e del plasma.

In definitiva, verrà mai detto ai fanciulli, figli di Testimoni di Geova, che col tempo il veto espresso su diverse frazioni ematiche è stato revocato senza alcuna dettagliata argomentazione che permettesse agli affiliati di comprendere le ragioni di scelte che, per anni, hanno causato sofferenze a non pochi Testimoni di Geova?

Tenuto conto dei continui cambiamenti finora intervenuti riguardo all’oggetto del veto sull’emoterapia, è possibile che le frazioni ematiche attualmente vietate [globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, plasma (siero)], diverranno accettabili nel giro di qualche anno; perciò, come possono i Testimoni essere certi che la posizione assunta dal loro Direttivo mondiale rappresenti correttamente la “volontà di Dio” sull’argomento? Quindi, vale la pena di mettere a repentaglio la vita propria e quella dei figli minori per una questione così controversa? Si discuterà mai di questi legittimi dubbi nel corso delle sedute di indottrinamento tra genitori e figli di fede geovista?

C’è da augurarsi che questi ragazzi possano riflettere sulla seguente dichiarazione, tratta da una lettera della filiale romana del Movimento geovista: «Perché allora chi si fa trasfondere per esempio un concentrato di emazie può essere disassociato mentre chi si fa praticare un siero antivipera no? Perché attualmente il Corpo Direttivo ritiene di potersi assumere la responsabilità di intervenire nei confronti di chi accetta una trasfusione di sangue in toto o di qualcuno dei principali ed immediati componenti del sangue, mentre non ritiene di dover intervenire nei confronti di chi si limita a prendere una frazione di una frazione».

ASSISTETE IL COMITATO SANITARIO - SOSTENETE CHI HA PROBLEMI SANITARI

Se la conoscenza di quanto precede (e di altro ancora) non verrà loro resa disponibile – in quegli incontri familiari preparatori, raccomandati dal Movimento – come potranno i figli dei Testimoni di Geova capire che non è la Bibbia, ma il Corpo Direttivo mondiale che stabilisce fin dove il Testimone di Geova può spingersi nel tutelare il proprio diritto alla vita o quello dei figli minorenni?




In che modo i genitori possono proteggere i figli dalle trasfusioni di sangue 
(S-55)


 

Interessante intervista realizzata da una TV svizzera ai dirigenti Betel di Roma Paolo Piccioli e Stefano Papazian nonchè Portavoce della WatchTower in Italia.
Tutte le interviste televisive rilasciate dai dirigenti WatchTower negli anni seguenti sono state preparate con domande e risposte accuratamente scelte.
Evidentissima in questa intervista infatti sia la tensione che l'insicurezza nel dare le risposte... e notate che risposte!

Intervista a 2 dirigenti Betel 
Stefano Papazian e Paolo Piccioli
(Testimoni di Geova)

Il documentario è stato girato nel 1990 e distribuito nel 1991.


Adriano Fontani (fondatore del CNF), preparò personalmente l'incalzante scaletta di domande insieme a Ruben Rossello e Vladimir Tcherkoff Venner.

Da questa data, dopo le pessime figure fatte,  i TdG hanno emanato circolari agli anziani locali, e si regolano così:

1) Nessuna loro intervista se dietro al programma collaborano i fuoriusciti,

2) CONCEDONO INTERVISTE SOLO DIETRO SCALETTA DI DOMANDE CONCORDATE


IL SANGUE E I TESTIMONI DI GEOVA
La storia di Valerio Valenti

La triste storia di un padre testimone di Geova espulso ed esiliato sia dalla famiglia che dall'intera congregazione, per aver salvato il figlio che necessitava di una trasfusione di sangue!




La testimonianza di Andrea Ricciardulli







"CHELLA PORTA" (quella porta) - di Lello Florio
Dedicata ai "capi" dei "testimoni di Geova" affinchè immaginino cosa si prova stando fuori ad una porta del reparto di "terapia intensiva", magari per colpa di uno STUPIDO DOGMA che costringe i loro adepti a rifiutare le emotrasfusioni e a tutti quelli che hanno avuto o anno delle persone care in difficoltà serie.





Perché i TdG rifiutano le trasfusioni di sangue
In questo video viene illustrata la posizione dei Testimoni di Geova per ciò che riguarda le trasfusioni di sangue, nonché come questi si "addestrino" durante le loro riunioni a rispondere alle obiezioni della "gente del mondo".


Testimoni di Geova e trasfusioni di sangue: molte illogicità


di Leoni Sandro
Presidente GRIS di Roma

Avvertenze

* Poiché il problema è di tragica urgenza (si tratta di salvare delle vite) iniziamo questo articolo di getto e senza preoccuparci della completezza della documentazione (che seguirà). Abbiamo infatti già verificato che, intanto, anche una semplice scheda che elenchi dei punti su cui il Testimone di Geova potrebbe riflettere, e che amici, parenti e medici potrebbero invitarlo a considerare per evitare una scelta autolesionista, ha già una sua notevole efficacia di aiuto.

* In futuro la scheda sarà perfezionata e ampliata, perché no? accogliendo contributi da chiunque ne dia di pertinenti. Vi saranno inseriti anche approfondimenti sui singoli punti. Ciò comporterà una dislocazione disarmonica dei numeri richiamanti le note in calce (ad es. in avvenire una nota n. 12 potrebbe precedere la nota n. 1) il che comunque non pregiudicherà la facilità della loro consultazione. Sotto il titolo sarà indicata anche la data di ogni revisione.

Che alle persone normali suoni strana e perfino assurda l’avversione alle trasfusioni di sangue che i Testimoni di Geova (TG in seguito) palesano è cosa risaputa.

Tuttavia noi sappiamo che in questa, come in tante altre convinzioni del loro “Credo” i TG non hanno visuali proprie. Essi si attengono strettamente a ciò che viene insegnato dal loro Corpo Direttivo (CD in seguito) che ha sede a Brooklyn. Questi, per sostenere tale dottrina, ritiene di trovarne la motivazione nella proibizione biblica di “mangiare il sangue”, e, secondo lui, trasfondere il sangue equivarrebbe a “mangiarlo” poiché viene comunque immesso nell’organismo e diventa parte di esso, come il nutrimento.

Nella pratica pastorale, agli operatori del GRIS1 di cui facciamo parte, sarà però capitato spesso di incontrare qualche TG aperto al confronto e alla critica costruttiva su tale argomento. Pertanto pensiamo di far cosa utile, sia a loro sia a eventuali amici che volessero aiutarli a riflettere un po’ più a fondo, elencando una serie di considerazioni critiche, sia bibliche che logiche, nei confronti delle “ragioni” sostenute dal loro CD.

Il nostro intento è fraterno. Vogliamo liberarli da una “verità” di fede che a conti fatti, secondo il nostro modo di vedere, è solo un’opinione; qualcosa cioè che non può costituire precetto divino e perciò non merita il sacrificio della vita.

La seguente scheda-promemoria di controragioni sarà utile soprattutto ai medici che abbiano in cura un TG non ancora condizionato da inculcate paure irrazionali ed emotive. Ci risulta infatti che il CD faccia di tutto per “imbrigliare” i suoi fedeli tra gli “steccati” interiori dell’apostasia, del pensiero indipendente, di Satana. Funzionano così:
a) Attento a ciò che dicono gli altri, potrebbe trattarsi di pensieri di apostati che vogliono “sviarti”; b) Attento a non essere “troppo scosso dalla tua ragione”, il “pensiero indipendente” ti porterebbe fuori della verità;
c) Attento a non lasciarti affascinare dalle ragioni che contrastano il tuo credo, anche se ti paiono fondate, si tratta di “Satana che si traveste da angelo di luce”.

Tuttavia un soggetto che voglia decidere personalmente, forse anche contro il parere dei genitori, obbedendo tuttavia alla Bibbia ma solo in ciò che davvero comanda e cioè “non andando oltre ciò che è scritto”, potrebbe riflettere utilmente sull’argomento analizzando (e dovrebbe farlo se non altro per contrastarle se può) le controragioni da noi appresso elencate.

Ad onore dell’intelligenza dei TG diremo anche che ci sembra difficile che un soggetto siffatto veda come “aggressione” alla sua fede l’onesto tentativo del medico di salvargli la vita, soprattutto se questi, pur nel tentativo di dissuaderlo, premettesse e promettesse di rispettare comunque i suoi motivi di coscienza, la sua libertà scelta e la sua ultima decisione.

Ecco dunque le nostre ragioni che secondo noi rendono discutibile l’avversione alla trasfusione di sangue insegnata dal CD dei TG:

1) - in campo medico il sangue non è considerato alimento. La trasfusione non è usata mai come alternativa alla nutrizione.
E’ questo un argomento che i medici sapranno trattare da par loro. Per quanto ne sappiamo noi la trasfusione è una sorta di restauro di parti mancanti (i globuli rossi), come in un muro da cui siano venuti meno dei mattoni. Difatti vanno rimessi sia nel numero mancante sia dello stesso tipo e già belli e fatti. La nutrizione invece consiste in un apporto energetico ottenuto tramite assimilazione di sostanze ricavate dalla disintegrazione di un composto/insieme.

Perciò qualificare la trasfusione un “mangiare-nutrirsi” è un arbitrio da parte del CD. Geova non gli ha dato il potere di far passare per realtà nutrizionale ciò che scientificamente non è considerata tale;

2) - istologicamente il sangue è considerato un tessuto.
Perciò fare una trasfusione equivale ad eseguire un trapianto. Cosa che il CD ritiene lecita dal 1/9/1980;2

3) - l’On. Manconi, che si interessa dei contatti con la Congregazione geovista in vista della concessione dell’Intesa ha testificato pubblicamente che, nelle trattative in corso, il CD si è detto disposto a un compromesso per i minori.
Per la precisione:
- 1) se la situazione fosse di grave emergenza, i TG si rimettono al libero parere del medico (cioè praticamente la consentono anche se lasciano decidere il sanitario);
- 2) se è di grande utilità, ma non ha carattere di urgenza, vogliono che la decisione sia presa da un’equipe medica di orientamenti diversi (così da evitare una decisione di parte);
Perciò non si può far passare per comando divino (che sarebbe assoluto e irreformabile) la illiceità di una pratica che il CD dei TG, a quanto pare, ritiene di poter gestire a sua discrezione;

4) - il punto precedente richiama il ripensamento che il CD ha avuto sulla pratica del trapianto (cf nota precedente), prima ritenuto lecito, poi vietato quale forma di “cannibalismo”, infine riammesso. Cioè sarebbe una norma ritenuta divina e ciononostante soggetta a ripensamento;
Perciò nessun TG può escludere che anche sul sangue un domani ci sarà analogo ripensamento. Ma se questo è vero, è anche vero automaticamente che la cosa non è certa sin da ora. E “lex dubia non obligat”.
Possibile che sia volontà di Dio che si sacrifichi la vita per una convinzione che ha una tale base ipotetica?;

5) - la Società Torre di Guardia non ha più stampato la dichiarazione che fu edita nel 1969 su “Sangue, medicina e la legge di Dio”. Il sangue, identificato con l’anima, l’aveva portata a scrivere che il TG non poteva fare una trasfusione di sangue e ancora amare Dio con tutta l’anima, perché aveva tolto parte di tale anima e l’aveva data ad un altro;3

Perciò non era vero che trasfondere sangue significa diminuire l’anima. Del resto non sarebbe paradossale pensare che Gesù, dissanguandosi in croce, nell’atto del supremo sacrificio non abbia amato Dio con tutta l’anima?

Che intelligenza di verità c’è stata nel CD nell’aver proposto un tale insegnamento?;

6) - il dott. Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del GRIS,4 ha ripercorso la storia della trasfusione presso i TG e precisa che, stando ai documenti, solo nel 1961 Geova ha reso obbligatoria l’astensione dal sangue (dopo ben 80 anni di geovismo);
Ora se, come insegna il CD,5 agli occhi di Dio “mangiare” il sangue è un affronto paragonabile all’idolatria, come spiegare il silenzio di Geova nel non aver insegnato per tanti anni al suo popolo questa dottrina essenziale, tollerando dai suoi devoti una pratica per Lui ripugnante?
E se è vero che tutto ciò che il TG crede viene dalla Bibbia, tramite il “Canale provveduto da Geova” (il rimanente dei 144.000 Unti la cui espressione terrena è rappresentata dal CD), se il CD non ha insegnato per quegli 80 anni tale dottrina, poiché dice di non averla ricevuta, non sarà vero che il colpevole di tale omissione sarebbe Geova in persona che avrebbe dovuto dare la sua “luce” di verità al Canale?;

7) - la carne che i TG mangiano non è certo liofilizzata. Contiene comunque del sangue.
Come si concilia questo con la proibizione di “mangiare” anche una sola goccia di sangue?;

8) - la proibizione biblica veterotestamentaria dice di astenersi anche dagli animali soffocati (perché il sangue vi restava dentro). Ma i TG mangiano tranquillamente il pesce che è sempre soffocato. E lo stesso vale per i polli che sono “strangolati”.
Se il CD concede che si facciano tali cose pur insistendo che Geova non vuole assolutamente che si mangi sangue, non è un adoperare “due pesi e due misure” da parte sua? Geova non qualifica tale comportamento “qualcosa di detestabile”? (Prov. 20,10);

9) - è certo che la proibizione biblica di mangiare sangue, per gli Ebrei, riguardava esclusivamente il sangue animale, poiché quello umano era tutelato dal divieto assoluto dell’omicidio.
Quindi anche l’espressione “qualunque sorta di sangue” di Levitico 17,10 (sottolineata dal CD in “Ragioniamo” p. 337, per estendere la proibizione ad ogni tipo di sangue), non dovrebbe invece essere sempre riferita esclusivamente al sangue delle varie specie di animali? La Bibbia non insegna che non si può “andare oltre ciò che è scritto”? (1 Cor 4,6);

10) - tutti gli esegeti, da sempre, compresi quelli protestanti dal cui ceppo derivano i TG (Russell fu congregazionalista, presbiteriano, avventista) hanno sempre interpretato questa proibizione biblica come educazione al rispetto della vita, di cui il sangue è simbolo (tuttora).
E’ vero che una certezza, dimostrata, pesa più di mille opinioni. Ma, alla luce del punto 4, si è proprio sicuri che il CD abbia la certezza su tale questione? E che tutti gli altri cultori della Bibbia, a cui spesso egli fa riferimento per appoggiare varie dottrine, sbaglino su questo punto?

11) - Gesù ha presentato l’unione più intima possibile tra sé e i discepoli come un “mangiare la sua carne e bere il suo sangue” (cf Gv 6, 53-56). E, a coloro che hanno obiettato che quel discorso era assurdo e perciò si sono allontanati, non ha spiegato che avevano equivocato. Anzi ha detto ai discepoli che, se anche loro non ci credevano erano liberi di andarsene.
Gesù, ricorrendo a quel paragone così strano, aveva voglia di fare dello spirito? Come mai non ha corretto l’equivoco se di equivoco si trattava? E non è illuminante il fatto che i Giudei non hanno protestato che tale invito a “bere il suo sangue” era contro la legge di Mosé? Non avrebbero dovuto reagire inorriditi? Invece, a quanto si legge, hanno obiettato solo che non c’era il modo di farlo realisticamente;

12) - se non andiamo errati gli Ebrei odierni, che sono ancora ligi alla Legge dettata da Mosé, mantengono tuttora sia la proibizione biblica sulle immagini6 sia quella di mangiare sangue. Tuttavia partecipano con libertà all’associazione dei donatori di sangue, non ravvisando cioè nel comando biblico la proibizione delle trasfusioni.

Come mai?
13) - infine, ma non come motivo di poco conto, abbiamo che la riconferma della proibizione di “mangiare sangue” da parte del Concilio di Gerusalemme (At 15, 1-29), per i cristiani, se si legge bene il contesto, si evince che è stata mantenuta per motivi di opportunità pastorale, cioè di regola comportamentale contingente, finalizzata alla concordia tra i neocristiani di una stessa comunità provenienti da giudaismo e paganesimo.

Non si trattava cioè di un problema di fede (assoluto perché dogmatico, necessario per la salvezza) come lo era quello, pure trattato in quel Concilio, relativo al Battesimo-Circoncisione.

Si ricorderà infatti che il Concilio di Gerusalemme sentenziò circa due questioni:
- 1) la prima relativa alla salvezza, dicendo che, poiché bastava il Battesimo in Cristo, non era necessario che i neofiti cristiani provenienti dal paganesimo si sottoponessero previamente al rito mosaico della Circoncisione;
- 2) la seconda relativa alla pacificazione di due etnie cristiane: quella dei cristiani ex pagani e quella dei cristiani ex giudei. Per evitare di urtare i cristiani provenienti dal Giudaismo, che osservavano ancora certe usanze mosaiche, mentre i neofiti provenienti dal paganesimo se ne sentivano esenti, il Concilio disse che avrebbero “prosperato” se questi ultimi si fossero astenuti non solo da ciò che la morale sia mosaica che cristiana proibivano (la fornicazione) ma anche da ciò che il rispetto della sensibilità di coscienza dei fratelli che erano ancora legati alle usanze obsolete di Mosé consigliava di evitare: e cioè il mangiare carne sacrificata agli idoli e il mangiare sanguinaccio.

La riprova che quello fosse il parere degli Apostoli (che formavano il CD del primo secolo secondo i TG), si può ricavare da cosa insegnò Paolo in 1 Cor 8,4; cioè libertà assoluta circa qualsiasi alimento, compresa la carne sacrificata agli idoli, e tuttavia astensione motivata dalla carità se il nutrirsene scandalizzava un proprio fratello dalla fede ancora immatura (cioè legata alla convinzione mosaica) che fosse presente al fatto.

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Note

1) GRIS sta per Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa. E’ una associazione di volontariato laico-cattolica, riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e diffusa in tutta Italia.

2) Cf L. MINUTI, I Testimoni di Geova non hanno la Bibbia, Coletti3, Roma 1997, p. 207).

3) ibid., p. 214.

4) ibid., pp. 119-144.

5) Cf, Ragioniamo facendo uso delle Scritture, Roma 1985, p. 335.

6) Il motivo che li differenzia dai cristiani in questo è che non hanno accolto il Nuovo Testamento come Bibbia. E’ esso che, con la dottrina della incarnazione di Dio in Cristo, inaugura e legittima secondo i cristiani l’iconografia sacra. Gesù stesso, nella sua persona umana, è presentato da S. Paolo come “icona” (immagine) del Dio invisibile (Col 1,15).



CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA
9 Febbraio 2010
"RISPETTO PER LA SANTITA' DEL SANGUE"











 


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