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«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante» (Papa Giovanni XXIII)

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante»         (Papa Giovanni XXIII)

15 luglio 2010

TEMPLARI: "NON NOBIS DOMINE, NON NOBIS, SED NOMINI TUO DA GLORIAM"


TEMPLARI:
"NON NOBIS DOMINE, NON NOBIS, SED NOMINI TUO DA GLORIAM"



PRIMO PIANO - 6 LUGLIO 2010 - P. 11

IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Evento unico a Petrella:
visita dei cavalieri templari per San Giorgio





News Molise


PETRELLA TIFERNINA _ Si terrà a Petrella Tifernina nei giorni sabato 10 e domenica 11 luglio 2010, un evento unico nel suo genere, organizzato per la prima volta in Molise. Due giornate incentrate sulla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, architettonico del territorio, di cui gli organizzatori hanno curato, con attenzione certosina, i più piccoli particolari. Dopo la prima visita di un gruppo di Cavalieri Templari Cattolici, avvenuta a gennaio 2010, alla Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, monumento nazionale di Petrella Tifernina, e dopo una seconda visita il 23 aprile 2010, in occasione della festa patronale di San Giorgio, una terza occasione li vedrà presenti a Petrella Tifernina.


Sono state rilevate tracce visibili all'interno della chiesa di San Giorgio martire, come ad esempio la croce patente sulle 14 colonne in pietra, simbolo dei Templari, la scena scolpita nel bassorilievo sull'arco del portale centrale, la presenza dell'agnello crucifero, la collocazione particolare dell'edificio, che non segue la consuetudine delle basiliche cristiane e che hanno fatto nascere un' interrogativo: la chiesa è stata costruita dai Cavalieri Templari tra il 1160 e 1211 o essi ne furono custodi per un periodo? Interrogativi che hanno portato oltre all'interessamento dell'Associazione Cavalieri Cattolici d'Italia anche la nascita dell'Associazione culturale Mysteria Templi a Petrella Tifernina.

"La finalità dell'Associazione è quella di portare alla luce i segreti ed i misteri che ruotano intorno alla nostra chiesa - afferma il Presidente dell'Associazione, Carmine Gasbarrino - naturalmente mediante l'apporto specifico di analisi storiche, ricerca di fonti, consulenze archeologiche, studi architettonici, che permettano di riaprire un dibattito aperto a nuove teorie o scoperte. Il primo passo è la manifestazione del 10 e 11 luglio con due giornate dedicate ad incontri culturali, visite guidate, percorsi gastronomici, percorsi dell'artigianato e del simbolismo, veglie d'armi ed antichi riti di investitura dei Cavalieri Templari Cattolici d' Italia". "L'idea progettuale "Mysteria Templi " - afferma Cinzia Tamburrello, Consigliere comunale con delega alla Cultura e Politiche sociali - scaturisce dalla preziosità di risorse in possesso del Comune e rappresentate soprattutto dalla Chiesa di San Giorgio Martire, punto di partenza per rilancio di iniziative a ricaduta turistica, culturale, occupazionale. A partire dal centro storico e dalla Chiesa si cerca di individuare le prospettive di sviluppo di settori interconnessi che potrebbero rivitalizzare un piccolo centro come Petrella Tifernina.

Il patrocinio e di finanziamento di istituzioni locali, la possibilità di ridare slancio al turismo locale, potrebbe essere il volano anche per il confronto e lo scambio con altre realtà sia regionali che nazionali. L'iniziativa assume rilevanza anche in ambito di politiche sociali e giovanili, data dall'aggregazione e socializzazione, in quanto ha come destinatari e protagonisti proprio i giovani". I due giorni , ricchi di appuntamenti, vedranno come momento clou il convegno a tema : Il culto della Sindone, e i Templari tra Oriente ed Occidente". Altro interrogativo storico è proprio questo: i Templari furono i custodi della Sacra Sindone? Una ricercatrice dell’archivio segreto vaticano Barbara Frale nel suo ultimo libro,”I templari e la sindone di Cristo” adducendo prove documentarie e rileggendo antichi documenti ritrovati nell’archivio, rivela che per qualche tempo l’Ordine del Tempio – meglio noto come i Templari – avrebbe custodito la più mirabile e sconvolgente reliquia della Cristianità: la Sindone.
Ospite del convegno il prof. Giulio Fanti, nome insigne e professore associato di Misure Meccaniche e Termiche presso il Dipartimento di ingegneria Meccanica dell'Università di Padova. Un evento quello che si terrà a Petrella Tifernina all'insegna della storia, del mistero, del simbolismo, della cultura, dell' architettura, con uno sguardo all'artigianato ed alla gastronomia locale, che sicuramente dopo aver catturato i petrellesi, ammalierà i molisani e gli italiani. Le manifestazioni del 10 e 11 luglio organizzate dall'Associazione Mysteria Templi, in collaborazione con il Comune di Petrella Tifernina, la Parrocchia San Giorgio Martire, la Pro Loco Petrella Tifernina, sarà patrocinata dalla Provincia di Campobasso, dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Molise e dall'Assessorato al Turismo della Regione Molise.


Fonte: http://www.mytermoli.com/sotto-costa/64-news-molise/7082-evento-unico-a-petrella-visita-dei-cavalieri-templari-per-san-giorgio


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Petrella Tifernina - CB - 10 luglio 2010


Il Dott. Mauro Giorgio Ferretti, Magister dell'Ordo Equester Templi e presidente dell'Associazione dei Cavalieri Templari Cattolici d'Italia, col prof. Giulio Fanti, sindonologo e professore di Misure Meccaniche e Termiche presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell'Università di Padova, durante il convegno su

"Il culto della Sindone e i Templari tra Oriente e Occidente".





“Alcuni momenti della Santa Messa celebrata da Don Domenico Di Franco – concelebrante Padre Giorgio Finotti”.
11-luglio 2010 - 
Parrocchia di San Giorgio Martire - Petrella Tifernina  - CB




L'INVESTITURA
Parrocchia di San Giorgio Martire - Petrella Tifernina - CB




VIDEO - INVESTITURA DI UN CAVALIERE TEMPLARE
Parrocchia di San Giorgio Martire - Petrella Tifernina - CB
video






Tratto da:
Essere Templari, Oggi
Tradizione, Spiritualità, Valori dell'Ordine dei
Cavalieri Cattolici d'Italia
seconda ediz. Febbraio 2010

Pagine 8 e 9


Templari, verso la riabilitazione

II documento originale della loro assoluzione dalle accuse di eresia - scoperta dopo quasi 700 anni negli Archivi Segreti Vaticani - riscrive la storia. Legittima la loro riabilitazione ufficiale dopo l'ingiustizia subita.

Il 25 ottobre 2007 potrebbe rappresentare una data storica per l'Ordine del Tempio, l'inizio del percorso di avvicinamento verso una formale riabilitazione dei Templari anche da parte della Chiesa, responsabile di aver avallato per quasi 700 anni un'ingiustizia clamorosa ai danni di valorosi difensori della cristianità, della fede e dei luoghi santi. Presso l'Archivio Segreto Vaticano si è tenuta infatti una conferenza stampa di presentazione dell'opera editoriale (n. 799 copie numerate) Processus centra Templarios, il documento con il quale Papa Clemente V - a differenza di quanto sinora saputo - mandava assolti i Templari dalle accuse di eresia che il Re di Francia Filippo il Bello aveva mosso contro di loro.

Per 690 anni i Templari sono rimasti diffamati dalla storiografia e dal pensiero comune. Poi sono serviti "solo" altri 6 anni - dalla scoperta nel 2001 nell'Archivio Segreto Vaticano del documento originario - per trovare le prove documentali, convincere gli scettici a ritenerle valide e avviare una revisione storica che potrebbe condurre alla loro riabilitazione di fronte alla Giustizia prima ancora che alla storia. Un processo, questo sì, giusto.

Vittime dell'avidità e dell'ambizione del Re di Francia nonché della debolezza di Papa Clemente V succube di Filippo il Bello, i Templari sono stati accusati, condannati, torturati, uccisi e diffamati ingiustamente. Erano valorosi paladini della cristianità e votati al martirio personale per la difesa della fede e dei valori cristiani. L'ingiustizia perpetrata nei loro confronti ne ha fatto dei martiri cristiani per mani dei cristiani. Giustizia vorrebbe che, alla riabilitazione storica, seguisse anche un processo di revisione critica da parte delle autorità ecclesiastiche troppo a lungo silenti di fronte agli errori commessi.

Le vicende storiche sull'Ordine dei Cavalieri Templari sono molto note come anche le speculazioni e le invenzioni che hanno favorito una letteratura molto spesso solo romanzata. Più che sull'origine della loro costituzione, sulla ragione vera della loro missione, sui valori tradizionali che difendevano e sulle conoscenze che hanno a lungo salvaguardato, dei Templari si è trattato riguardo alle presunte cause della loro fine, tutte basate su accuse costruite "a tavolino", su confessioni estorte con la tortura e mirate a screditare l'immagine e l'onore dell'Ordine agli occhi della gente e delle autorità ecclesiastiche.

Oltre al valore militare dimostrato i Templari avevano sviluppato competenze fondiarie e finanziarie che, evidentemente, li rendevano troppo autonomi e indipendenti, troppo sovranazionali rispetto alle mire di un re che voleva costruire la Francia - quella di adesso, non quella del 1300 ancora circoscritta ad una modesta porzione di territorio - proprio su un'area dove il radicamento operativo e organizzativo templare era fortissimo. Se poi consideriamo il forte indebitamento che Filippo il Bello aveva con il Tempio - suo principale creditore per i finanziamenti necessari ai progetti d'espansione - l'opposizione del Maestro Jacques di Molay ad allargarne ulteriormente i margini, il dissidio del Re con Papa Bonifacio VIII e la successiva cattività avignonese di Papa Clemente V (cugino di Filippo) è facile comprendere le motivazioni del processo intentato contro l'Ordine.

Il 13 ottobre 1307, il re di Francia ordinò ai suoi sgherri di tare simultanea irruzione in tutte le Gommandone e Domus del paese procedendo alL'arresto dei Templari e alla requisizione dei "tesori". Di cavalieri ne arrestò solo pochi e arrendevoli: non potendo levare le armi contro dei cristiani se non al terzo attacco - lo chiedeva la loro Regola - non fu difficile imprigionarli; nel Tempio di Parigi furono arrestati 147 Cavalieri tra cui il

Maestro Jacques de Molay, Goffredo di Charnay Precettore di Mormandia, Goffrcdo di Gonneville Precettore di Acquitania e Ugo de Pairaud visitatore di Francia. Tesori e ricchezze men che meno perché inesistenti o - come presumibile - partiti per chi sa dove poco prima dell'incursione insieme alla carta di trasmissione dei Poteri di Investitura per la prosecuzione segreta dell'Ordine.

L'accusa principale fra le tante - rinnegare Cristo, profanare la croce, adorare un idolo misterioso, esercitare pratiche omosessuali - fu eresia: la più semplice perché difficilmente dimostrabile e perché collegata alla immediata perdita di ogni credito da parte dell'accusato. Accuse comunque pretestuose, costruite ad arte per fare leva sulla dabbenaggine e credulità popolare già stuzzicata dai primi processi intentati dall'Inquisizione o, al massimo, derivate da qualche racconto colorito di vita cameratesca estorto con la forza.

Probabilmente il Papa, anche prima che i suoi legati ne accertassero l'inconsistenza e ne sancissero l’infondatezza, come testimoniato dal documento ritrovato negli Archivi Secreti Vaticani nel 2001 dalla studiosa Barbara Frale - era convinto della sostanziale innocenza dei Templari ma la pressione esercitata su di lui da Filippo il Bello, lo indussero ad una scelta obbligata seppur dolorosa: sospendere - non scomunicare! - l'Ordine per evitare sia di condannarlo sia di assolverlo contro il volere del re. La pergamena originale riporta i risultati dell'inchiesta papale condotta nel Castello di Chinon dov'erano rinchiusi i dignitari dell'Ordine e a seguito della quale concesse loro, seppur in ritardo rispetto alla montatura del re, l'assoluzione dall'accusa di eresia.

I fatti successivi sono noti: l'Ordine del Tempio viene sciolto nel 1312 con la bolla Vox in excelso; con la bolla Ad providam del 2 maggio 1312 tutti i suoi beni passarono all'Ordine degli Ospitalieri (detto successivamente di Malta) e, nel 1314, l'ultimo maestro, Jacques de Molay, e il precettore di Normandia Geoffrey de Charney, furono bruciati come relapsi (si erano nuovamente proclamati innocenti dopo aver ammesso, sotto tortura, la loro colpevolezza).

Sebbene gran parte dei documenti processuali fosse già stato raccolto (G.Lizerand, Le dossier de l’affaire dcs Templiers, Paris 1923), solo in anni più recenti i ricercatori hanno consentito una revisione complessiva del tema che sarebbe augurabile penetrasse velocemente nella mente e nel cuore della cultura generale.

A questo obiettivo la Chiesa dovrebbe prestare consenso e appoggio morale.





Pagine 13 e 14

Breve Storia dell’Ordine del Tempio
I Cavalieri dell'atto sacrificale

La data della costituzione dell'Ordine è sempre stata fissata convenzionalmente nel 1118 ma dagli atti del Concilio di Troyes redatti dal monaco Jean Michel si indica con precisione che ciò avvenne nel 1119, infatti egli precisa: "convenimmo a Troyes su richiesta del Maestro Ugone de' Pagani nell'anno 1128 dalla nascita di Cristo, essendo trascorsi nove anni dalla fondazione dell'Ordine".

Baldovino II Re di Gerusalemme donò ad Ugone de Pagani come sede stabile, una parte della spìanata del Tempio di Salomone nei pressi del Palazzo Reale, là dove i musulmani avevano edificato la Moschea Al-Aqsa, e per questo motivo i PAUPERUM COMMILITONUM CHRISTI TEMPLI-QUE SALOMONICI furono chiamati TEMPLARI.

E' probabile che Ugone Dei Pagani tosse originario di una località presso Amalfi, Nocera, e che sia giunto a Gerusalemme per partecipare alla difesa della Terra Santa con gli Amalfitani o addirittura assieme ai primi Cavalieri Ospedalieri o di S. Giovanni, che nel 1120 ebbero come maestro Fra Roger detto "Pagano".

La prima conferma della esistenza dei Templari è in una pergamena redatta a S. Giovanni d'Acri nel 1125, dalla quale si evince che oltre ad aver ufficialmente il compito di vigilare sulle strade di accesso ai luoghi santi combattendo con la spada gli infedeli ed i predoni, ebbero a svolgere anche incarichi diplomatici e di rappresentanza del Patriarcato di Gerusalemme.
Bernardo di Chiaravalle
All'inizio seguirono la Regola di S. Agostino e pronunciarono i voti di povertà, castità ed obbedienza. Il momento-chiave dell'inizio della vertiginosa espansione dell'Ordine del Tempio in Europa fu senz'altro il Concilio di Troyes del 1128 in cui San Bernardo di Chiaravalle fisserà nel trattato DE LAUDE NOVAE MILITIAE quelli che poi saranno stati fino alla fine i criteri formali e spirituali che contraddistingueranno i Cavalieri della Rossa Croce Patente all'interno del grande fenomeno cavalleresco occidentale. Dopo il Concilio il Maestro Ugone de' Pagani ed i suoi Cavalieri viaggiarono per l'Europa facendo proselitismo e ricevendo donazioni e terre sia da laici che da prelati, contando anche sull'appoggio di uno dei più famosi e potenti feudatari francesi il Conte Ugo di Champagne. Il consolidamento definitivo della potenza templare avverrà nel 1139 quando il Papa Innocenzo II consacrò l'assoluta autonomia dell'Ordine e la esclusiva dipendenza dal Pontefice con la bolla OMNE DATUM OPTIMUM.

La milizia si suddivideva in 3 classi: Scudieri, Cavalieri di Grazia e Cavalieri di Giustizia, i colori del vessillo chiamato "Beauceant" furono sempre il nero al basso ed il bianco all'alto distribuiti in parità, il famosissimo motto fu tratto dal libro dei Salmi:

"NON NOBIS DOMINE, NON NOBIS SED NOMINI TUO DA GLORIAM".

In Oriente i Templari rappresentarono più di ogni altra la crociata permanente, combattendo la loro guerra santa coprendosi di gloria sia nelle vittorie che nelle sconfitte e pagando un pesantissimo tributo di sangue: dei ventitré Gran Maestri, sette perirono in combattimento, cinque in conseguenza delle ferite riportate in battaglia, uno prigioniero del nemico.

Pietre miliari del sacrificio templare: la difesa di Gaza 1171, la battaglia di Tiberiade 1187, la vittoria su Saladino ad Arsuf 1191, il sacrificio di Damietta 1219, la gloria di Mansurah 1290, il martirio di Sephet 1262, l'olocausto di S. Giovanni D'Acri 1291. Furono altresì grandi costruttori di fortezze inespugnabili dislocate in punti strategici: Baghras, Saphet e Castel Pellegrino o Athlit.

L'apporto dei Cavalieri Templari allo sviluppo dell'Occidente è stato sicuramente importante e parallelo a quello dei monaci Cistercensi e dei Fra Macons costruttori di cattedrali gotiche.

Edificarono chiese, ospizi fortificati, strade, ponti e villaggi, bonificando terreni paludosi ed incolti, sviluppando il commercio addirittura affrancando i servi della gleba trasformandoli in lavoratori dipendenze del Tempio.

Le commanderie e magioni templari si diffusero a migliaia in tutta Europa, ed erano complessi ai sufficienti difesi da mura, da torri di vedetta, cappella, scuderie, armerie, fucine, mulino, cantine, magazzini, infermeria, foresteria e cimitero.

Dopo la perdita della Terrasanta con la caduta di Acri nel 1291 i Templari spostarono il loro quartiere generale a Cipro, mantenendo però il centro finanziario-politico a Parigi dove addirittura possedevano una parte del centro città chiamato "le Temple" con all'interno la fortezza resa famosa dalla rivoluzione francese: “la Bastiglia".

Negli ultimi anni di vita dell'Ordine i Cavalieri si indirizzarono verso il campo amministrativo-finanziario, banchieri e tesorieri di fiducia di Re, Papi, Principi feudali, comuni e repubbliche marinare, inventarono tra l'altro la lettera di credito grazie alla quale il denaro poteva circolare ovunque con sicurezza e riservatezza visto che la pergamena era scritta in alfabeto cifrato e con sigillo dell'Ordine.

La loro ricchezza e la potenza acquisita furono i veri nemici del Tempio, che dopo pochi anni affrontò la cupidigia degli uomini e l'invidia di laici ed ecclesiastici potenti. Tra di essi il più accanito si dimostrò il Re di Francia Filippo il Bello, che doveva ingenti somme al Tempio di Parigi e non poteva più permettere ai Templari di essere uno Stato dentro il suo Stato.
Filippo il Bello
Fin dal 1305 Filippo aveva proposto al Gran Maestro Jaques de Molay l'ingresso nell'Ordine di un suo figlioccio con l'intento scoperto di controllare il Tempio e addirittura di reggerlo direttamente. Dopo averne ricevuto un rifiuto decise di passare a vie di fatto utilizzando un sistema allora molto in voga per distruggere gli avversari, l'accusa di eresia. Il suo braccio destro Nogaret arrestò simultaneamente il 13 ottobre 1307 tutti i Cavalieri Templari del regno ed iniziò ad interrogarli per mezzo di torture.

Le accuse erano :
• procedere ad una iniziazione segreta, basata sullo sputo alla Croce ed il rinnegamento di Cristo;
• svolgere la Santa Messa senza consacrare l'ostia;
• adorare un idolo chiamato Baphomet;
• praticare l'omosessualità;
• connivenze con i musulmani ai tempi delle crociate.

Passarono cinque anni terribili tra torture, ripensamenti del Papa Clemente V succube del Re francese (non dimentichiamo che stiamo parlando del periodo Avignonese del Papato) flebili speranze di giustizia, vessazioni e roghi scellerati. Alla fine il 3 aprile 1312 con la bolla VOX CLAMANTIS IN EXCELSO il Papa sciolse in via amministrativa l'Ordine senza peraltro condannarlo definitivamente, in mancanza di prove certe e documentarie.
Clemente V
L'ultimo atto della tragedia templare si consumò il 18 marzo 1314 quando il Gran Maestro Jaques de Molay fu bruciato innocente sul rogo in una isoletta al centro della Senna. Il De Molay chiamò fieramente, a comparire al cospetto del Tribunale celeste i suoi ingiusti persecutori, entro un anno dalla sua fine.

Di lì a pochi mesi morirono stranamente, sia il Nogaret, ucciso, sia il Pontefice Clemente V di grave malattia, che il Re Filippo il Bello, in un incidente di caccia.

Così, almeno secondo la storiografia ufficiale, finiva la vita dell'Ordine dei Poveri Cavalieri di Gesù Cristo del Tempio di Salomone detti Templari.







SITO UFFICIALE DEI CAVALIERI CATTOLICI D’ITALIA

TEMPLARI OGGI

http://www.templarioggi.it/



 FACEBOOK

http://www.facebook.com/pages/IL-VERO-TEMPLARI-OGGI/184454699846




Non sono però mancate le proteste di una parte dei cittadini di Petrella Tif.

LA GAZZETTA DEL MOLISE
7 LUGLIO 2010
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da:
“L’indiscreto”, il quotidiano delle Marche, 10 settembre 2011
Intervista al Magister Templi Fra’ Mauro Giorgio Ferretti in occasione della partecipazione dei
Cavalieri Templari Cattolici d’Italia al XXV Congresso Eucaristico Nazionale ad Ancona.

Chi visita la grande esposizione del Congresso Eucaristico alla Fiera della Pesca di Ancona non avrà potuto fare a meno
di notare il loro stand, entrando, sulla sinistra, né le loro polo bianche con la Croce rossa patente cucita proprio sul petto.
Quasi 500 “dame e cavalieri”, 25 sedi o commanderie in abbazie e chiese di tutta Italia (nelle Marche sono presenti a Jesi, Macerata e Porto San Giorgio, con una quarantina di iscritti molto attivi): sono i Templari. Abbiamo incontrato il capo dell’Ordine, il Magister Mauro Giorgio Ferretti.

Chi sono i Cavalieri Templari Cattolici d’Italia?
 "La nostra è un’associazione laica di credenti regolata secondo il diritto canonico. Dal punto di vista del diritto civile siamo una Onlus chiamata “Centro studi storici templari”, che si occupa del reperimento ricostruzione e riconsacrazione delle chiese profanate. Ne abbiamo già recuperate otto al nord d’Italia, luoghi di culto chiusi da anni alla comunione dei fedeli: abbiamo trovato sponsor, aziende private e semplici persone che ci hanno aiutato a recuperarle. Facciamo riferimento alla Chiesa unilateralmente perché non siamo un Ordine cavalleresco riconosciuto: la chiesa riconosce infatti solo l’Ordine di Malta e il Santo Sepolcro. Noi ne siamo consapevoli e lo diciamo a tutti, però siccome la cavalleria è insita nel concetto di azione preferiamo agire senza esistere che esistere senza agire".

Quali progetti state seguendo, attualmente? 
 "Adesso stiamo recuperando la “Chiesa più vista d’Italia”: si chiama Santa Maria delle Mose ed è all’uscita di Piacenza Nord dell’autostrada del sole, ci passano davanti un milione e duecentomila auto al giorno. È un edificio di valore: ci ha pregato l’Imperatore Federico Barbarossa quando faceva le diete a Roncaglia, e naturalmente è una chiesa appartenuta ai Templari, che presidiavano l’innesto della via Francigena con la via Postumia. Il Comune di Piacenza che ce l’ha data in comodato d’uso per 25 anni, in cambio noi la stiamo pulendo e ristrutturando (con l’autorizzazione delle Belle Arti); il vescovo di piacenza la ri-consacrerà il 14 di ottobre. La presidieremo, ci sarà l’Eucarestia una volta alla settimana e nella parte canonicale sorgerà un centro di studi e convegni della cavalleria cristiana".

Avete anche un’altra missione, da quello che leggo nel vostro depliant
"La parte più importante della nostra opera è quella di aprire una strada spirituale basata sull’etica cavalleresca cristiana che porti a Cristo: siamo “la legione straniera di Cristo”. Alcuni dei nostri cavalieri e dame si erano allontanati dalla Chiesa come a volte succede, e i Templari sono stati la “scusa sublime” per farli tornare a Cristo, con l’aiuto di 40 sacerdoti e monaci che ci seguono: cistercensi, olivetani, francescani, filippini, oltre naturalmente ai parroci diocesani. Il concetto di base è che l’Europa e l’Italia sono terre di missione, tanto quanto l’Africa, l’Asia e il Terzo Mondo.
Qui dobbiamo combattere perché la nostra popolazione si è allontanata dalla Chiesa".

Siete anche particolarmente attivi nel contrasto del
satanismo, giusto? 
 La nostra opera contro i satanisti non è naturalmente sostitutiva a quella delle forze dell’ordine. Noi abbiamo nell’Ordine anche carabinieri e poliziotti, che sono professionalmente tutori della legge e credono nei nostri valori.
Con loro cerchiamo di segnalare siti che sono stati profanati dai satanisti in modo che le autorità possano estirpare questa piaga: quello che forse la gente non sa è che questa gente fa sempre scorrere il sangue nei loro riti neri, e quando va bene si tratta di piccoli animali".

Come si diventa Templari? 
 "Accettiamo tutti i battezzati maggiorenni che aderiscono pienamente alla religione cattolica,
anzi, abbiamo anche fatto battezzare dai nostri sacerdoti quattro adulti che desideravano unirsi all’Ordine, quindi doppia
vittoria".

Come mai siete al CEN? 
 "Siamo qui per incontrare il Santo Padre, per rappresentare l’Ordine e svolgere una funzione di accoglienza: presidiamo l’ufficio informazioni, le aree fieristiche e quelle dei convegni: in questa settimana abbiamo portato in turnazione più di 200 volontari degli 800 complessivi. Noi siamo di servizio, è la nostra vocazione. La nostra presenza al Congresso Eucaristico Nazionale è, nonostante la nostra pochezza, un evento storico: sono 700 anni che un ordine templare non è presente ufficialmente con le sue insegne e con il suo nome ad un evento della Chiesa Cattolica,
cioè da quando fu bruciato sul rogo l’ultimo Gran Maestro".

Oggi c’è un grande fermento… 
"Noi dobbiamo vogliamo ringraziare l’Arcivescovo di Ancona Menichelli e il dottor Bedeschi, che ci hanno accolto con grande coraggio e ci hanno fatto i complimenti. Oggi il Cardinal Bagnasco ha chiesto di farsi fotografare con i Templari e ha stretto la mano a tutti, e lo stesso ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno".

Che cosa vorreste dire domenica al Papa?  
" Il Papa è il nostro capo supremo e la nostra tensione spirituale è riuscire a incontrarlo e dirgli “Santo Padre noi siamo con te, abbiamo in questo momento centinaia di cavalieri e se tu riconoscessi in qualche modo la nostra associazione potremmo diventare migliaia, e le cose buone che abbiamo fatto in questi ultimi 25 anni le potremmo fare in misura 10 volte superiori”.

Ultima domanda: vedo una devozione particolare verso la Sindone, potete spiegarcela?
"Per noi la Sacra Sindone è la più grande reliquia della cristianità, la prova provata della Resurrezione e la prova contro tutte le eresie. I Templari la salvarono dal sacco di Costantinopoli del 1204 la comprarono da un saccheggiatore, probabilmente della famiglia francese dei De La Roche. La storia dice che per 200 anni la sindone sparì, per riapparire nel 1357 nelle mani di Goffredo de Charney, che altri non era se non l’omonimo e il nipote di colui che morì sul rogo insieme all’ultimo Gran Maestro dei Templari, Jacques de Molay". M.L.























 









































































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