Halloween, una festa ... per ...
Il 31 ottobre si avvicina
per chi avesse dimenticato
cosa festeggiano quella notte,
guardatevi questo video e gioite per la
Festa di Tutti i Santi.
Ordinanza 25 ottobre 2010, n. 54659
Comune di Modugno:
divieto di circolazione con il volto mascherato nella notte di Halloween
Clicca qui per leggere l’ordinanza
L'inganno di Halloween
di don Marcello Stanzione*
La maggior parte dei bambini, dei ragazzi e dei giovani, oggi sa poco o niente del santo di cui porta il nome. Quando è nato? In che secolo è vissuto? Quali sono gli episodi più significativi della sua vita? Ha lasciato insegnamenti spirituali particolarmente illuminanti? Ha scritto libri importanti per la nostra spiritualità? Come è morto? Perché nelle immaginette è rappresentato con quel particolare oggetto in mano o con quel particolare animale accanto? Con quale simbolo posso richiamare la sua vita? La parrocchia di San Luigi a Foggia ha messo a disposizione per ogni ragazzo del catechismo, una scheda sulla vita e i fatti essenziali della vita del proprio santo (reperiti da libri di agiografia e da un sito internet con 18.000 santi) insieme ad una foto plastificata a colori del santo e alla consulenza di alcune mamme-sarte per meglio preparare lo specifico abito. Una équipe guidata dal parroco don Fichera ha aiutato chi aveva difficoltà a pensare e a realizzare il simbolo più appropriato al santo di cui porta il nome.
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* Don Marcello Stanzione è il Presidente dell'Associazione Milizia di San Michele Arcangelo.
Annalisa Colzi
"zucche" vuote!!!
per chi avesse dimenticato
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Festa di Tutti i Santi.
Ordinanza 25 ottobre 2010, n. 54659
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L'inganno di Halloween
di don Marcello Stanzione*
ROMA, venerdì, 29 ottobre 2010 (ZENIT.org).- Riguardo alla festa pagana di Halloween la Chiesa attraverso le sue agenzie educative sempre più dovrebbe fare un’opera di illuminazione. In Francia tale fenomeno ha imboccato il viale del tramonto e la polemica è tutta incentrata sul recupero delle tradizioni autoctone. Il filosofo e critico letterario Damien Le Guay nel suo libro “La faccia nascosta di Halloween” (edito in Italia dalla Casa editrice Salesiana Elledici), significativamente sottotitolata “Come la festa della zucca ha sconfitto tutti i Santi”, definisce Halloween come un emblema del neopaganesimo, mettendo in luce le sue distorsioni della realtà e le implicazioni negative che può avere sulla psiche dei più piccoli.
Jean-Pierre Hartmann, sindaco di Carspach, nel 2005 ha addirittura proibito la celebrazione della festa nel suo comune. Molte diocesi francesi hanno organizzato l’operazione “Holy Wins” (La Santità trionfa) con distribuzione gratuita di opuscoli religiosi ai ragazzi e alle loro famiglie che invitano a riflettere sui veri e profondi valori della festa di Ognissanti. A Mosca è stata inviata una circolare a tutte le scuole per proibire festeggiamenti in classe in quanto contengono elementi antieducativi. In Germania la federazione per la protezione della lingua tedesca ha preso posizione contro la festa di Halloween. In Ecuador sono stati vietati i festeggiamenti per Halloween nelle scuole pubbliche con un decreto del Ministro dell’Educazione Otòn Moràn. In Italia, il servizio antisette occulte della comunità Giovanni XXIII fondata dal compianto Don Oreste Benzi, ha rilevato che esiste una forte percentuale di persone avviate e intrappolate dai poteri dell’occulto proprio attraverso questa festività. Secondo tale gruppo cattolico, il 16% delle persone avviate all’esoterismo sono state ingaggiate all’interno delle iniziative di Halloween che oltre alla speculazione commerciale, porta il grave pericolo di adescamento e reclutamento dei ragazzi e dei giovani nel mondo delle sette occulte. La comunità di Don Benzi chiede a tutti i ragazzi e i giovani “di non aderire in nessun modo a tale iniziativa, perché venga abbattuta l’offensiva del demonio che ha come cavallo di battaglia l’esoterismo e l’occultismo. Halloween è l’evento per molti riuscito affinché tanta gente fragile resti manipolata e schiavizzata dietro i maghi dell’occultismo”.
Telefono Blu stimava nel 2005 in almeno 120milioni di euro la spesa per organizzare eventi pubblici e privati; e altri 150milioni di euro per mascherarsi. In tutto più di 270milioni di euro consumati in una sola notte. La stessa conferma su questo colossale business viene dalle varie associazioni di consumatori. L’arcivescovo emerito di Palermo, il cardinale Salvatore De Giorgi ebbe a dire: “Anche nella nostra città le due feste liturgiche più care al nostro popolo e alla nostra cultura cristiana sono state contaminate da un rito consumistico e carnevalesco, di importazione americana, che non ha nulla in comune con le nostre tradizioni”. A Corinaldo, in provincia di Ancona, definita dal quotidiano “Il Sole 24 Ore” come “la capitale italiana di Halloween”, nel 2005 il vescovo ha precisato che la gente, nonostante questa festa pagana, non deve dimenticarsi della tradizione cristiana dei morti e dei santi. Il parroco ha decisamente attaccato la manifestazione che pure ha registrato 80.000 presenze da tutte le parti d’Italia. Don Claudio Paganini, responsabile del Segretariato Oratori della Diocesi di Brescia, afferma che “Non è assolutamente opportuno promuovere o sostenere tale festa di halloween con cessioni di locali parrocchiali, promozione di feste e stampa di volantini […]. La festa di halloween non ci azzecca proprio nulla con la cultura europea, ed ancor meno con la formazione cristiana. La festa di Tutti i Santi ha sufficienti motivazioni teologiche, pastorali, educative per i giovani”.
L’Azione Cattolica di Vicenza, su iniziativa dell’Acr, esprime una “preoccupazione educativa” sulla festa di halloween: “Come Azione cattolica esprimiamo la preoccupazione di quali modelli educativi trasmettiamo ai ragazzi ed intendiamo esprimere la nostra contrarietà al diffondersi di una “festa” che fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore. […] è più sano per l’intelligenza dei nostri ragazzi e bambini fantasticare sulle streghe o conoscere la storia dei grandi santi che hanno vivificato il nostro patrimonio culturale e la nostra tradizione cristiana?”. L’Azione cattolica di Vicenza si scaglia, in particolare, contro chi pensa che Halloween sia “un evento che appare innocuo, e che non fa male a nessuno”.
E’ interessante sottolineare come diverse parrocchie si sforzino di valorizzare le feste cristiane. Nella parrocchia di San Luigi Gonzaga a Foggia, guidata da don Guglielmo Fichera, da alcuni anni nel pomeriggio del 31 ottobre, adulti e bambini, catechisti e genitori, hanno indossato abiti e portato simboli che ricordano il santo di cui portano il nome. La festa di “quelli vestiti come i santi” inizia con la processione animata con canti e preghiere che si snoda per le vie della parrocchia che attenzione non si chiama “processione di tutti i santi”, ma processione di “quelli vestiti come i santi”. Gli abiti per tale festa vengono realizzati in economia, con semplicità, in maniera artigianale, con pezzi di stoffa e accessori recuperati dalle cose e dai materiali che sono in casa o acquistati a poco prezzo al mercato. Povertà creativa, dunque, non spreco di denaro, perché bisogna testimoniare il Vangelo, non fare una sfilata di moda! Dopo la processione e dopo la Santa Messa, in chiesa viene esposto il Santissimo Sacramento e si prega in vario modo per lodare Dio e per riparare tutti i tipi di “brutture” operate nella notte dai “devoti di Halloween”. C’è poi la festa nei locali parrocchiali con tanti palloncini colorati, tante luci, tanti giochi, dolci e canti: è allora che grandi e piccoli si chiedono l’un l’altro: il simbolo che porti, che significato ha nella vita del santo di cui porti il nome? Insomma non più “dolcetto o scherzetto” ma “dimmi che santo sei”.
La maggior parte dei bambini, dei ragazzi e dei giovani, oggi sa poco o niente del santo di cui porta il nome. Quando è nato? In che secolo è vissuto? Quali sono gli episodi più significativi della sua vita? Ha lasciato insegnamenti spirituali particolarmente illuminanti? Ha scritto libri importanti per la nostra spiritualità? Come è morto? Perché nelle immaginette è rappresentato con quel particolare oggetto in mano o con quel particolare animale accanto? Con quale simbolo posso richiamare la sua vita? La parrocchia di San Luigi a Foggia ha messo a disposizione per ogni ragazzo del catechismo, una scheda sulla vita e i fatti essenziali della vita del proprio santo (reperiti da libri di agiografia e da un sito internet con 18.000 santi) insieme ad una foto plastificata a colori del santo e alla consulenza di alcune mamme-sarte per meglio preparare lo specifico abito. Una équipe guidata dal parroco don Fichera ha aiutato chi aveva difficoltà a pensare e a realizzare il simbolo più appropriato al santo di cui porta il nome. L’esempio della parrocchia di San Luigi è stata imitata da altri centri cattolici. La parrocchia dei santi Angeli Custodi di Piacenza ha invitato i ragazzi a mascherarsi secondo il nome del santo che portano. “E’ stato bellissimo – racconta Don Pietro Cesena – perché abbiamo coinvolto quasi 400 tra giovani e famiglie”. Sul sito della parrocchia ancora oggi campeggia un invito: “Halloween! No, grazie. I bambini dei Santi Angeli festeggiano tutti i Santi. Illuminano le tenebre dell’autunno, con una festa di luce, per anticipare la gioia che un giorno vivremo nel cielo”. “Noi cristiani – continua il parroco – riusciremo a trasformare anche questa festa pagana che inculca nei nostri giovani la cultura della morte”. Non sono poche le parrocchie italiane che nella notte del 31 ottobre organizzano momenti di festa e di preghiera. “Abbiamo voluto pregare – spiega don Antonio Pesciarelli della parrocchia di Santa Maria delle Grazie di Roma – proprio in quella notte. La nostra adorazione eucaristica, animata dai giovani e dai catechisti, ha fatto da contraltare alle messe nere e ai riti satanici portati con una certa leggerezza da questa festa americana di halloween. La parrocchia ha organizzato una 4 giorni dal titolo 'Tutti Santi!'. Non solamente preghiera. Ma anche giochi e spettacoli in piazza che hanno coinvolto l’intero quartiere”.
La vita e l’esempio dei santi, rendendo presente Gesù e il suo Vangelo, è una efficace catechesi incarnata nella storia ed è capace, se ben utilizzata, di vincere la controcatechesi di un mondo secolarizzato, pagano, satanista. Alla falsa catechesi di Halloween e delle sette sataniste, i santi con forza e incisività contrappongono la vera catechesi del Vangelo con la cultura della verità, dell’onestà, dell’amore e della solidarietà. Benedetto XVI, rivolgendosi ai giovani a Colonia, in Germania, li ha messi in guardia contro tutte le false rivoluzioni e ha indicato loro la vera ed unica rivoluzione: “Volete cambiare il mondo? Volete un mondo più pulito? Fatevi santi!”.
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* Don Marcello Stanzione è il Presidente dell'Associazione Milizia di San Michele Arcangelo.
Annalisa Colzi
Le maschere sono pronte per essere indossate, le vetrine dei negozi sono già invase dai segni di macabra distruzione, teschi e zombi “insanguinano” gli scaffali dei negozi di giocattoli e la zucca è grande abbastanza per trasformarsi in un’inquietante lanterna dal volto umano da esibire nella notte dei morti viventi.
Ma dietro le trovate commerciali, le gare al travestimento più orribile, i cesti da riempire di leccornie al suono di “dolcetto o scherzetto?” c’è una storia antica e a tratti inquietante.
Cosa si nasconde in realtà dietro le maschere di Halloween? L’abbiamo chiesto a don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti sette della Papa Giovanni XXIII.
Innanzitutto, cosa significa Halloween?
“Il termine deriva dalla contrazione popolare di All-(saints)-even che letteralmente significa sera santa”.
Da dove nasce?
“Nasce da un rito pagano celebrato dalle popolazioni celtiche delle isole britanniche, il Samhain. Per i Druidi, la casta sacerdotale celta, questo giorno segnava il passaggio dall’estate all’inverno, quando il Principe delle Tenebre avrebbe umiliato il dio Sole e fatto ritornare le anime dei morti sulla terra per rientrare nei corpi dei vivi. Per allontanare il male e ingraziarsi il Principe, i Druidi si mascheravano con pelli di animali uccisi e si presentavano muniti di lanterne ricavate da rape svuotate e intagliate a forma di viso. Al loro interno ponevano una candela accesa fatta del grasso di sacrifici umani e animali. Al mattino veniva acceso il fuoco nuovo e i Druidi portavano i carboni ardenti presso le case domandando Maledizione o sacrificio?: chi non voleva essere maledetto doveva dare qualcosa in sacrificio. Anche i testi antichi irlandesi testimoniano un’usanza simile, la festa di fine estate: si compivano riti orgiastici e si onorava il Principe delle Tenebre con sacrifici umani. Il popolo irlandese credeva che in quella notte i morti tornassero a casa, perciò si lasciava la porta aperta, il fuoco acceso e del cibo in tavola. I ragazzi si mascheravano per impersonare gli spiriti dei morti mentre i bambini chiedevano cibo e leccornie, che rappresentavano le offerte ai defunti”.
Oggi che significato hanno le maschere di Halloween?
“Oggi Halloween è apparentemente un evento scherzoso e commerciale, dietro cui però si cela un appuntamento inquietante: il Capodanno dei Satanisti. Halloween è una delle 4 feste principali del mondo satanico, un mondo magico esoterico che vuole sostituire Halloween alla festività di Ognissanti, in netta antitesi con essa. Halloween celebra il nulla, la morte, la distruzione, in netta contrapposizione con la festività di Ognissanti che il primo novembre celebra la luce e la testimonianza di amore dei Santi Cristiani. Chi lo festeggia consapevolmente o inconsapevolmente partecipa a un grande rituale di senso negativo”.
Dolcetto o scherzetto? con un retrogusto amaro.
“Possiamo minimizzare il senso di questo evento a una trovata commerciale o a un evento quasi carnevalesco, ma non dimentichiamo che questa festa è pretesto per riti sacrificali, sacrilegi, atti profanatori nei cimiteri, vilipendio del Sacro e della vita.
Dietro la zucca svuotata c’è una vera e propria scuola esoterica che inneggia all’esaltazione della violenza e all’occultismo, dalle origini antichissime”.
Dietro la zucca svuotata c’è una vera e propria scuola esoterica che inneggia all’esaltazione della violenza e all’occultismo, dalle origini antichissime”.
Un’antica credenza tornata di moda quindi?
“Fino al XIX secolo Halloween è rimasta una tradizione dell’Europa nord-occidentale, poi dalla seconda metà del XIX secolo si è diffusa negli Stati Uniti dove la popolazione anglofona e soprattutto di origine irlandese, non solo la riportò in vita ma trovò terreno fertile in un paese che aveva fame di radici mitiche”.
Perché è scoppiata anche in Italia la “moda” di Halloween?
“Halloween non ha nulla a che fare con la cultura italiana. Questa ricorrenza è arrivata come una banale e fantasiosa trovata per intrattenere i bambini, dopo secoli di silenzio travestita da trovata commerciale ma a seguito di una tendenza culturale esoterica che mira a sostituire le religioni tradizionali con forme alternative che rappresentano nient’altro se non un mondo vuoto, senza Creatore. Halloween è una parte di questa tendenza culturale”.
Come si identifica questa tendenza culturale?
“Negli Stati Uniti viene indicata come next age, è la rappresentazione di un mondo magico alternativo al sacro. Inneggia a tutto ciò che è macabro, orribile, mortifero per cui è l’esatta antitesi alla religione in chiave oscura. Si tratta di un movimento culturale una volta presente solo in USA e ora invece diffuso in tutto il mondo Occidentale”.
Come ha reagito il mondo cristiano ad Halloween?
“Papa Gregorio IV nell’834 volle spostare la festa di Ognissanti dal 13 maggio al primo novembre proprio per sfatare questo mondo di magia e superstizione. In seguito, nel X secolo, si decise di introdurre la festa di tutti i defunti il 2 novembre per anteporsi alla festa delle streghe”.
Ma non bastò.
“Purtroppo la Riforma protestante contribuì a un graduale ritorno alla festa degli spettri proprio nell’intento di sminuire la festività di Ognissanti. Da lì in poi il fenomeno si diffonderà a macchia d’olio prendendo sempre più le sembianze di un fenomeno commerciale e carnevalesco. Ma il travestimento commerciale non deve far dimenticare che dolcetto o scherzetto? rimanda a Maledizione o sacrificio? e che la zucca intagliata rappresenta l’irlandese Jack O’Lantern, che secondo la leggenda ha fatto un patto col diavolo e non trova in pace né all’Inferno né in Paradiso”.
Un retroscena inquietante.
“Sì, soprattutto se pensiamo che il mondo della stregoneria ha eletto Halloween, il Capodanno del mondo esoterico. Chi non è a conoscenza di questi fatti può scambiare la notte di Halloween per una festa leggera in cui concedersi qualche ora in allegria ma non dimentichiamo che si tratta di un fenomeno inquietante nelle mani di coloro che credono all’occulto. Chi crede in Satana pensa che questo sia il periodo ideale per celebrare sabba, cioè riti e messe nere in onore del demonio. A volte con conseguenze spaventose: non dimentichiamo l’orribile delitto di Meredith Kerch assassinata a Perugia la notte di Halloween”.Quale raccomandazione per ragazzi e genitori?
“Bisogna stare attenti, a volte la notte di Halloween è pretesto per gesti folli, che spesso purtroppo coinvolgono proprio i giovani, vittime inconsapevoli di un sistema molto più grande. Agli adulti dico di fare attenzione che questo evento non affascini i giovani al punto di diventare occasione per entrare nel mondo dell’occulto.
Festeggiamo, invece, con gioia e fervore, il giorno di Ognissanti che per noi Cristiani rappresenta la luce di coloro che ci hanno lasciato grandi testimonianze di amore per la vita. Insomma, dimentichiamoci di Halloween e torniamo alla Cristianità, questo è il gesto davvero alternativo oggi”.
Festeggiamo, invece, con gioia e fervore, il giorno di Ognissanti che per noi Cristiani rappresenta la luce di coloro che ci hanno lasciato grandi testimonianze di amore per la vita. Insomma, dimentichiamoci di Halloween e torniamo alla Cristianità, questo è il gesto davvero alternativo oggi”.
Il Codice … Halloween
Come si sostituisce una farsa consumistica ad una festa cristiana. Con l'aiuto insostituibile della scuola. (sic!)
E così come ogni anno ci risiamo. Ma in effetti ogni anno è peggio.
Il triste - perché totalmente ripetitivo - rituale consumistico di Halloween sta reiniziando a riempire non solo la nostra sopportazione, ma i manifesti del McDonald, le attività delle scuole, e persino molte sale parrocchiali. Mentre svuota le nostre tasche. Attorno a quest'ultimo fatto (quante parrocchie "lasciano (quantomeno) organizzare" al proprio interno feste di Halloween?) c'è solo da rimarcare e stigmatizzare l'ignoranza religiosa che, soprattutto dentro la nostra chiesa particolare, grida scandalo sempre di più. In attesa che si intervenga.
E così come ogni anno ci risiamo. Ma in effetti ogni anno è peggio.
Il triste - perché totalmente ripetitivo - rituale consumistico di Halloween sta reiniziando a riempire non solo la nostra sopportazione, ma i manifesti del McDonald, le attività delle scuole, e persino molte sale parrocchiali. Mentre svuota le nostre tasche. Attorno a quest'ultimo fatto (quante parrocchie "lasciano (quantomeno) organizzare" al proprio interno feste di Halloween?) c'è solo da rimarcare e stigmatizzare l'ignoranza religiosa che, soprattutto dentro la nostra chiesa particolare, grida scandalo sempre di più. In attesa che si intervenga.
Per quanto concerne l'orgia di consumismo infantile ed adolescenziale cui Halloween si riduce, nulla da dire: come ogni moda che giunge dagli USA, possiede evidentemente una capacità di condizionamento sociale che oltrepassa le capacità d'analisi razionale di troppi di noi; se è razionale andare in giro (parlo delle ed alle signorine) ad ombelico nudo nella stagione fredda, può essere accettabile anche travestirsi da zucche o fantasmi. Ma nella scuola, momento centrale della formazione delle giovani generazioni, obbligo pubblico cui sono tenuti i nostri ragazzi fino ai 18 anni, non si può scherzare con l'ignoranza né prostituirsi a mode create per diffondere superstizione e far soldi.
E' semplicemente allucinante la prona e sorridente passività con cui questa moda culturale viene non solo accettata, ma attivamente promossa in troppe scuole pubbliche, dagli asili in su; come se fosse una moda neutra (e nessuna lo è) e come se non incidesse sui valori trasmessi. Ora, solo chi non conosce il grande potere della Festa può pensare una fesseria simile.
E' semplicemente allucinante la prona e sorridente passività con cui questa moda culturale viene non solo accettata, ma attivamente promossa in troppe scuole pubbliche, dagli asili in su; come se fosse una moda neutra (e nessuna lo è) e come se non incidesse sui valori trasmessi. Ora, solo chi non conosce il grande potere della Festa può pensare una fesseria simile.
Halloween porta con sé un messaggio doppiamente negativo: acquiescenza totale al consumismo più sfrenato e marchiano (per favore, non si ciarli poi di "stili di vita" e di "maturità" dei ragazzi), e allenamento sistematico al peggiore dei relativismi, quello che volutamente confonde la Luce e l'Ombra, Dio e l'occulto, una cosa e il suo contrario.Viene da rimpiangere il sano materialismo di 40 anni fa. Qui siamo al culto della parodia, all'inversione del sacro. E si tratta spesso di una scelta prettamente ideologica, da radicalismo di massa, finalizzata a terminare la distruzione della vita liturgica cristiana, sostituendo ad essa la migliore delle liturgie della modernità, quella della magia e del denaro.
Halloween sta finendo di cancellare una festa familiare e religiosa così importante come la Festa dei Defunti. E guardate un pò: nessuno leva la voce per protestare contro di essa in nome del rispetto delle altre religioni...
Provate a vedere in quelle scuole che hanno cancellato in nome di un pluralismo imbecille e in malafede la presenza dei segni e delle feste cristiane se HALLOWEEN non viene semplicemente imposto dall'alto, leninisticamente, e per giunta difeso come "innocuo momento ludico ed educativo".
Ma sappiamo bene che il gioco è cosa serissima, così come l'educazione. Non ci si prenda ancora in giro. Buttiamo a mare le zucche. Diamo fuoco agli stracci stregoneschi e alle maschere di plasticaccia cinese. E dopo averlo fatto, andiamo a raccontarlo ai nostri morti tornando a trovarli ove riposano in attesa della Resurrezione della carne. Ci daranno ragione: loro sì che se ne intendono.
Adolfo Morganti
Gruppo Ricerca Informazione Socio Religiosa
Halloween emblema del caos
Di fronte al caos la ragione spinge a porsi delle domande nel tentativo di capire.
Perché non siamo più capaci di distinguere il bello dal brutto? Il bene dal male? Perché non siamo capaci di non fare ciò che la moda ci spinge a fare?
Perché Halloween è diventato un appuntamento imperdibile per grandi e piccoli? Sarà che con i suoi fantasmi che vagano perduti rappresenta il disorientamento e il vagare senza meta di troppi?
Perché alcuni cristiani dicono che non c’è nulla di male nel festeggiare Halloween? Forse perché sono vittime di una strategia per minimizzare e ridicolizzare ogni avvertimento di pericolo ed ogni appello alla prudenza? Forse pensano che sia “solo un gioco”. Ma ogni educatore dovrebbe sapere bene che il gioco è una cosa molto seria: è il modo dei bambini di conoscere il mondo.
Chi sono allora gli adulti che vogliono proporre ai giovani questa nuova conoscenza del mondo? Lo vogliono veramente i genitori per i propri figli?
Chi sono allora gli adulti che vogliono proporre ai giovani questa nuova conoscenza del mondo? Lo vogliono veramente i genitori per i propri figli?
Dovremmo ormai tutti sapere bene che il mondo della magia e dell’occultismo utilizza questa ricorrenza per adescare nuovi adepti e per compiere azioni criminose. Come si spiega allora la connivenza di molti con tali interessi occulti?
C’è chi crede di essere veramente una strega, un mago o un demone e agisce di conseguenza.
Già troppi se ne fanno seguaci. Ma come possono gli altri sostenere che sia bello e divertente vestirsi da strega o da diavolo?
C’è chi dice che Halloween serva ad esorcizzare la paura della morte. Ma se la sofferenza e la morte sono l’ultima parola non c’è modo di esorcizzarne la paura. Solo Cristo Risorto può liberarci dalle catene e dalla paura della morte.
C’è chi crede di essere veramente una strega, un mago o un demone e agisce di conseguenza.
Già troppi se ne fanno seguaci. Ma come possono gli altri sostenere che sia bello e divertente vestirsi da strega o da diavolo?
C’è chi dice che Halloween serva ad esorcizzare la paura della morte. Ma se la sofferenza e la morte sono l’ultima parola non c’è modo di esorcizzarne la paura. Solo Cristo Risorto può liberarci dalle catene e dalla paura della morte.
Chi ha fatto di questo periodo dell’anno il periodo più propizio per celebrare riti aberranti e criminosi crede realmente in ciò che fa e sfrutta l’occasione di Halloween, e non solo, per diffondere le proprie idee e dis-valori.
E noi in cosa crediamo? Cosa facciamo per ciò in cui crediamo e cosa non facciamo perché contrario alle nostre convinzioni?
E noi in cosa crediamo? Cosa facciamo per ciò in cui crediamo e cosa non facciamo perché contrario alle nostre convinzioni?
Non può essere vera una cosa e il suo contrario. Non possiamo sostenere una cosa e fare il contrario.
Allora dobbiamo recuperare le ragioni della nostra fede e rafforzare la capacità di dire di no a ciò in cui non crediamo e di seguire con coerenza e fermezza ciò in cui crediamo, ricordando che “non si possono servire due padroni”.
Elena Melis
Gruppo Ricerca Informazione Socio Religiosa
Ogni bambino, potrebbe scegliere un SANTO PREFERITO, ad esempio all'origine del suo nome, e mediante l'immaginetta (vi sono tantissimi siti al riguardo) rappresentarlo nella iconografia mediante un costume auto-prodotto con i catechisti per poi fare festa insieme di "quelli vestiti come i santi" (la Festa di Tutti i Santi ricade di Domenica e Sabato potrebbe essere interessante fare una festa) che vogliono essere santi in Gesù per vincere TUTTE LE POTENZE DELLE TENEBRE dentro e fuori il cuore e diventare BEATI.
Occorrerebbe far notare che Halloween è lo svuotamento occultistico della Festa di Tutti i Santi dove si esorcizza scioccamente la fobia della morte rappresentando zombi, demoni e serial killer... evocando gli spiriti, facendo sacrifici di animali e umani, profanando l'eucarestia, profanando i cimiteri... perchè è la notte in cui, secondo il satanismo e la wicca, i riti magici possono ottenere qualunque cosa si desideri dagli spiriti... e la SAS, squadra antisette occulte, del Governo Italiano che ha come responsabile don Aldo Buonaiuto riporta che il 16% dei ragazzi che partecipa ad Halloween, grande spot all'occultismo, viene adescato nelle sètte occulte.
"Halloween: Un grande rituale satanico"
don Lorenzo Lasagni
Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede più in niente: comincia a credere a tutto“. (Attribuita a Gilbert Keith Chesterton, 1874-1936).
Pensando ad halloween mi è immediatamente tornata in mente questa frase. La festa di tutti i Santi, soppiantata da una ricorrenza satanica travestita da innocuo carnevale che si rifà a tradizioni precristiane legate a paure ancestrali e sacrifici umani.
Halloween è una ricorrenza satanica che celebra miti e pratiche precristiane, rispetto alle quali storiografi e antropologi sono sempre stati simpatizzanti, indulgenti senza mai mostrare le crudeltà e la ferocia di quelle società spesso elevate a mito e paradigma del buon selvaggio.
Impressiona vedere sui libri di scuola “la festa di halloween” tanto quanto sentirsi scampanellare la sera del 31 ottobre per ascoltare la filastrocca “dolcetto o scherzetto”. Il tutto si mostra sotto le sembianze buoniste di una festa in maschera o nella peggiore delle ipotesi di un’americanata a sfondo commerciale.
Tuttavia senza voler degenerare nel più banale dei catastrofismi, mi sento di dire che v’è di più.
Vi è l’intenzione di rinnegare le radici cristiane di cancellare con rapida superficialità due millenni di cristianesimo.
E già, perché, checché se ne dica, il Cristianesimo nelle diverse società che l’hanno accolto ha liberato l’uomo dalle superstizioni arcaiche, dalle stregonerie, dalle magie, dalle paure sradicando quelle pratiche aberranti quali i sacrifici umani, la poligamia, l’abbandono dei figli.
In altri termini il principio cristiano secondo cui l’uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio, un Dio di cui non aver paura, un Dio che si fa uomo per mostrare il proprio volto, il proprio amore, la propria accessibilità verso ogni persona nessuna esclusa: questo ha rivoluzionato il mondo.
Il Cristianesimo ha reso possibile la scienza, lo studio della natura intendendo il creato come una manifestazione di Dio da poter studiare, da cui poter trarre le leggi regolatrici e le tecniche che potessero meglio far esercitare il dominio dell’uomo sulla terra.
Alla Chiesa e a molti Santi dobbiamo le Università, gli Ospedali, gli Orfanotrofi, le Banche (quando ancora non praticavano lo strozzinaggio) la conservazione dell’eredità classica.
La festa di tutti i Santi ci mostra come il Signore non ci lascia soli nella debolezza, nelle paure bensì è capace di entrare nelle nostre vite e trasformarle, di farci passare dal non senso alla pienezza come ha fatto con i tutti i Santi, uomini deboli come noi, trasformati dall’amore di Dio.
Come Saulo che da feroce persecutore dei cristiani diviene l’Apostolo delle genti, o Francesco che da giovane deluso è capace di dare un nuovo impulso missionario alla Chiesa attraverso i secoli.
Halloween è immagine del vuoto, del nulla, del concentrato di tutte le paure da esorcizzare, il satanismo (tanto diffuso e ignorato) addolcito in innocua pasticca commerciale, il triste ritorno a quelle pratiche tribali oggi travestite da modernismo da cui siamo già stati riscattati.
Ora, la fede non si può imporre, ma un sano ragionamento forse si può ancora argomentare
Vocazione del cristiano, la santità
ROMA, sabato, 30 ottobre 2010 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito la riflessione di mons. Antonio Riboldi, Vescovo emerito di Acerra.
* * *
Questo mese, per la Festa di tutti i Santi e la Commemorazione dei defunti, ci offre la necessaria riflessione sul fine ultimo della nostra vita: dalla morte alla Vita.
Così scrive S. Giovanni apostolo: "Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre, di essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto Lui. Carissimi, fin d'ora noi siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché Lo vedremo così come Egli è. Chiunque ha questa speranza in Lui, purifica se stesso come Egli è puro". (I Gv. 3,1-2)
E, sempre Giovanni, nell'Apocalisse dice: 'Dopo ciò apparve una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. E tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide e portavano palme nelle mani e gridavano a gran voce: "La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello". (Ap. 9, 10)
Questa visione di una 'moltitudine immensa', che passa sotto i nostri occhi, a prima vista può sembrarci esagerata, se consideriamo con superficialità, secondo il nostro povero punto di vista, quanto ci sembrino pochi coloro che hanno a cuore una vita vissuta con la dignità di quella moltitudine. Facile anche solo vedere un'umanità per lo più indifferente a quello che l'attende dopo la morte!
Entrando nei cimiteri, in questi giorni, si ha come l'impressione, per molti, di una fugace visita, che vuole certamente essere ricordo di chi era tra noi, ha vissuto e condiviso tutto con noi; e, per chi ha vissuto gomito a gomito con amore, la morte appare un assurdo, incomprensibile distacco da chi ora non c'è più... ma, per gli uni e per gli altri, vi è la consapevolezza, che tutto ciò deve essere ...per un momento, poi... la vita continua!
Dovremmo sapere tutti che la vita non è un dono qualsiasi, ma è il Dono di Dio per eccellenza, che ha sicuramente un futuro nell'eternità. Vivere dovrebbe essere, nella coscienza di tutti, camminare verso quel giorno quando finirà la nostra esperienza terrena, ma inizierà quella con Dio e la 'moltitudine' di cui parla Giovanni.
Se c'è una stoltezza inammissibile in tanti è quella di 'vivere' senza pensare a ciò che ci attende.
Mentre per il credente la saggezza è vivere preparandosi per trasferirsi alla sua vera Casa, il Cielo: l'esistenza terrena può essere più o meno lunga, ma alla fine si sa di tornare a Casa, dove il Padre ci attende.
È dunque giusto e sapiente, in questa Solennità dei Santi e nella Commemorazione dei nostri defunti, quando, chinandoci sopra le tombe dei nostri cari, contempliamo il severo Mistero della morte, che è di tutti, interrogarci su ciò che ci attende dopo...
Non è possibile che tutto di noi finisca li, sotterrato sotto una manciata di terra. Come non è possibile possa finire nel mesto ricordo di un momento, il vincolo di amore che ci ha uniti in vita con chi ora non è più tra noi. Non ha senso costruire 'qui' un amore, che non abbia dimensioni di eternità, anche se c'è chi considera la vita solo come 'un diario' da affidare a chi resta e non come il prologo della vita eterna.
La ricerca del 'senso' della vita è un percorso a volte lungo e accidentato, ma soprattutto assolutamente personale, che chiama in causa ogni singolo uomo, che non deve però essere mai lasciato solo in questo cammino: la preghiera, l'amicizia sincera lo possono sempre sostenere...
La vita - credo tutti dovremmo.'avvertirlo' nell'esperienza quotidiana - è una seria responsabilità. Pensiamo alla fatica di chi cerca di crescere bene, secondo i disegni di Dio: la fatica quotidiana di una mamma in casa; la fatica di un padre di famiglia, per essere sostegno morale e materiale per i suoi cari; la fatica della 'ricerca' nei giovani e degli educatori che li affiancano; la fatica di un missionario, di un prete, di una suora che si sono consacrati per intero a Dio; la fatica dei malati nell'accettazione della sofferenza.
È l'esperienza del 'sentirsi' pellegrini sulla terra, in mezzo a tante difficoltà e incognite, puntando diritti là dove Dio vuole si arrivi: la santità, che domani darà il diritto di partecipare alla `moltitudine', descritta da Giovanni, 'avvolti in candide vesti, portando palme nelle mani e gridando a gran voce', ciò in cui sempre si è creduto: 'La salvezza appartiene al nostro Dio e all'Agnello'.
Forse alcuni provano un certo disagio di fronte alla parola 'SANTITÀ', ma i nostri fratelli nella fede si definivano `santi', solo perché erano consapevoli di appartenere a Chi è la Santità: Dio. “Tutti i fedeli - afferma il Concilio - di Qualsiasi stato o grado, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità... I coniugi e genitori cristiani, seguendo la propria via, devono con costante amore sostenersi a vicenda nella grazia per tutta la vita e istruire nella dottrina cristiana e nelle virtù evangeliche la prole che amorosamente hanno accettato da Dio. Così infatti offrono a tutti l'esempio di un amore instancabile e generoso, edificando il fraterno consorzio della santità" (L.G. 41).
Credo che tutti noi, in questi giorni in particolare, andremo a trovare i nostri cari che sono tornati a Dio. Troveremo coloro che hanno condiviso con noi la vita, troveremo tanti, ma tanti, amici, con cui abbiamo cercato di dare il vero 'senso' alla nostra esistenza. Non sono ricordi che solo per un momento riallacciano rapporti: i nostri cari, i nostri amici non sono perduti... hanno solo cambiato dimora! E ora, che sono in Cielo - a Dio volendo - continuano ad 'esserci presenti' e ci offrono un amorevole consiglio, che non mentisce più: 'SIATE SANTI!'.
"Quando giungerà anche per noi l'ultima ora,
e il sole si spegnerà sui barlumi del crepuscolo,
mettiti accanto a noi perché possiamo affrontare la morte.
E un'esperienza che hai fatto con Gesù,
quando il sole si eclissò e si fece gran buio sulla terra.
Questa esperienza ripetila con noi.
Piantati sotto la nostra croce, sorvegliaci nell'ora delle tenebre,
Infondici nell'anima affaticata la dolcezza del sonno.
Se tu ci darai una mano, non avremo più paura di lei...
Anzi l'ultimo istante della nostra vita
lo sperimenteremo come l'ingresso nella cattedrale della luce
al termine di un lungo pellegrinaggio, con la fiaccola accesa.
Giunti sul sagrato, dopo averla spenta, deporremo la fiaccola.
Non avremo più bisogno della luce della fede, che ha illuminato il cammino.
Oramai saranno gli splendori del tempio ad allargare di felicità le nostre pupille".
E vorrei ancora aggiungere una breve riflessione di Paolo VI sui defunti:
"Vi invitiamo oggi ad uscire con la memoria dal mondo dei vivi ed a fare, come è costume in questo mese, una visita al mondo dei nostri cari defunti, a tutta l'umanità trapassata dalla scena del tempo a quella dell'esistenza fuori del tempo. Visitando i cimiteri ci fa riflettere alla inesorabile caducità della vita presente; ed è questa una formidabile lezione anche se l'effetto pratico può essere ambiguo, stimolando in chi non riflette un'ansia maggiore di vivere la vita presente, ma crescendo invece nei credenti la sapienza per il buon uso di ogni valore, del tempo durante la nostra effimera attuale giornata terrena. É una scuola di alta filosofia questa sosta sui sepolcri umani.
Anche per due altre ragioni: per compiere un dovere di memoria e di riconoscenza verso chi ci ha lasciato un'eredità, quella della vita specialmente, e poi tante altre, dell'amicizia, della cultura, del sacrificio forse. Dimenticare non è umano, non è saggio.
L'altra ragione perché la memoria dei defunti non è soltanto una rimembranza, è una celebrazione della loro sopravvivenza, dell'immortalità della loro anima, anche se tanto velata di mistero; è un contatto con una comunione viva e commovente con coloro i quali 'ci hanno preceduti con il segno della fede e dormono il sonno della pace'.
In Cristo poi li possiamo in qualche modo raggiungere, i nostri morti, che in Lui sono vivi. In Cristo continua la CIRCOLAZIONE DELL'AMORE. La nostra vita 'ecco, io vi dico un mistero' (S. Paolo ai Corinti) riprenderà. Ora si trova in una fase di dissociazione che disintegra il corpo, e lascia superstite l'anima, ma questa è priva dello strumento naturale per le sue facoltà normali. Un giorno, se qui siamo inseriti in Cristo, il nostro corpo risorgerà, ricomposto, perfetto e felice. Non è vano pensare così: è vero, è pio, è consolante. Lo sguardo del passato si volge al futuro, verso l'aurora del ritorno di Cristo. Per questo riflettiamo e preghiamo per i nostri defunti e, ricordando ciò che ci attende, preghiamo per noi vivi".
[Fonte: http://www.vescovoriboldi.it/]






























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