CATTOLICI
fate attenzione a non frequentare atti protestanti
Messaggio del Vescovo Mons. Luigi Negri alla comunità ecclesiale di Monte Cerignone
24/09/2011
Mi trovo costretto ad intervenire ancora una volta sulla tristissima vicenda di Don Luca De Pero.
Sono venuto a conoscenza del fatto che Don Luca De Pero ed altri tre nostri diocesani riceveranno un altro battesimo nella Chiesa Protestante Evangelica Battista di Cesena. Oltre al fatto che la Chiesa Cattolica non riconosce nessun valore ad un secondo eventuale battesimo, credo che si tratti di una manifestazione pubblica, non tanto di adesione di fede, ma come ulteriore impegno ad offendere la Chiesa Cattolica e la sua volontà.
Coloro che parteciperanno in maniera attiva a questo momento incorrono anch’essi nella scomunica “latae sententiae” (cioè compiendo un certo atto si è automaticamente scomunicati) e quindi non sono più ammessi a partecipare alla vita della Chiesa e alla celebrazione dei suoi Sacramenti.
Ma quello che è evidente di questa vicenda è che ciò che muove iniziative, movimenti, gesti è ormai solo odio verso la nostra Chiesa, pertanto io invito tutta la comunità cristiana ad essere particolarmente vigilante e a non cedere per nessun motivo per non diventare, in alcun caso, convivente con iniziative e con avvenimenti che siano, di fatto, una rottura della comunità ecclesiale.
Non mi sembra sia prova di grande intelligenza favorire che i ragazzi partecipino ancora ad iniziative che, per quanto non direttamente religiose, portano con sé un tentativo di mettere in crisi la fiducia nei confronti della Chiesa. Don De Pero non deve più frequentare gli ambienti della nostra comunità e le iniziative che in qualche modo facciano capo ancora alla sua presenza e alla sua azione sono, da me, esplicitamente deplorate e vietate. Del resto quello a cui ci troviamo di fronte è veramente un tentativo, ormai è assolutamente chiaro, che dura da più di un anno, di sottrarre almeno alcune parti della comunità di Monte Cerignone all'obbedienza alla fede cattolica e all’appartenenza ad essa.
La frequentazione con i protestanti condotta sia nell'ambito della comunità, sia facendo partecipare parrocchiani della nostra Parrocchia a iniziative o a momenti a Cesena dimostra che il progetto era quello, comunque, di far nascere una comunità di tipo protestante evangelico. Il che spiega anche perché, ed è stato per me un elemento ulteriore di dolore, da tempo, dagli ambienti ufficiali della parrocchia sono spariti sia il Crocifisso di nostro Signor Gesù Cristo, sia la fotografia del Papa e del Vescovo. Mi sarà permesso dire che questo atteggiamento di rottura della Chiesa è assolutamente inaccettabile; io mi auguro che alla fine in lui prevalga il buon senso e il senso della misura e avendo fatto il passo di uscire dalla Chiesa Cattolica non tenti poi in maniera subdola di creare ancora, all'interno della nostra Chiesa, momenti di tensione e divisione.
Raccomando a tutti una obbedienza viva al nuovo Parroco, un'adesione alle sue direttive, una partecipazione attiva ai momenti della vita della comunità ecclesiale perché il Signore Gesù Cristo, per la mediazione di Maria Santissima e del Beato Domenico Spadafora rendano più agevole, con questo momento di fatica e di prova, di dolore e di delusione, il passaggio a una nuova e più profonda appartenenza al mistero di Cristo presente nella Chiesa che solo può rivelare all'uomo la sua vera natura e farlo camminare verso la pienezza della sua personalità, cioè verso la felicità.
Non mancheranno occasioni di incontrarci ancora; desidererei venire ad iniziare l’anno catechistico insieme ai catechisti e ai genitori dei bambini della Prima Comunione e della Cresima e l’occasione sarà propizia per possibili, ulteriori approfondimenti.
In questo momento sappiate, fratelli, che l'unità con la Chiesa, con il Vescovo e con il Papa vale più di qualsiasi particolarismo e di qualsiasi privata opinione.
Vi benedico di cuore.
Pennabilli, 21 Settembre 2011
+Luigi Negri
Vescovo
La Stampa dopo i fatti
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
da: ANONIMO
Lunedì 8 Novembre 2010 ore 13,22
Caro Gris-CB,
premetto che non è mio intento sollevare polemiche, piuttosto fare chiarezza in alcuni punti. Sono una persona che crede nella Trinità, e quindi credo in Gesù risorto. Per tale motivo amo definirmi "cristiano", vale a dire che sono di Cristo, appartengo a Lui... senza alcun tipo di etichetta (sarebbe come dire sono campobassano, cioè "sono di" Campobasso). Come si evince dalle scritture, Gesù ha dato la propria vita per dare l'opportunità di salvezza a tutto il creato, pagando con il suo sangue il prezzo dei nostri peccati... ed io credo non ci sia amore più grande di questo da parte di Dio Nostro Padre: "Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).
Detto questo, voglio precisare che il concetto di comunione con Dio non è l'ostia o la santa cena che noi mangiamo, bensì il rapporto personale con Lui che si stabilisce in preghiera, perchè la preghiera è l'unico modo per relazionarsi a Lui. La fede in Dio, quindi, non è una religione, ma una relazione. Si badi bene, però, di pregare Dio e nessun altro, così come è scritto in Esodo 20: "Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.
Non avere altri dèi oltre a me.
Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti." E' scritto inoltre che "c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti" in 1 Timoteo; quindi la cosa migliore da fare credo sia mettere da parte ogni polemica sterile, ed iniziare ad amarci gli uni gli altri, fondando la nostra fede sulla pietra angolare (Efesini 2:20; Atti 4:11; 1 Pietro 2:7) che è Cristo Gesù nostro Signore e Salvatore. Amen!
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RISPOSTA
PER ... "FARE CHIAREZZA IN ALCUNI PUNTI"
Caro Anonimo (ma non troppo!), di solito sono i miei collaboratori che rispondono alle varie e-mail ma questa volta le rispondo personalmente firmandomi con “nome e cognome”, questo per farle capire che chi è nella “LUCE” non ha bisogno di nascondersi dietro l’anonimato con il chiaro intendo di voler (al contrario di quanto lei ha affermato), far polemica e cercare di "inquinare le acque";
ma veniamo a noi sul … ”fare chiarezza in alcuni punti.”
ma veniamo a noi sul … ”fare chiarezza in alcuni punti.”
Ama definirsi … “cristiano … senza alcun tipo di etichetta”.
Mi chiedo se ci saranno dei motivi per cui ha scelto di non essere cattolico romano e mi viene da pensare che questi motivi si riassumono in “difetti” che i protestanti come lei vedono nella dottrina cattolica e che si trasformano in accuse verso una Chiesa “Madre di perdizione”.
Dice di essere semplicemente cristiano, senza alcuna denominazione, ma in realtà non è vero, appartiene eccome ad una denominazione.
Il problema è che nel mondo protestante ci sono troppe denominazioni, molte delle quali presentano una dottrina diversa dall‘altra ma essendo divisi in compartimenti stagni, non comunicanti gli uni con gli altri è difficile che qualcuno di voi si accorga delle differenze dottrinali con gli altri protestanti e se qualcuno se ne accorge, fa finta di niente, o non gli da il giusto peso, tanto basta credere in Gesù nostro salvatore.
Le “attenzioni” e il focus vengono rivolti solo ed esclusivamente verso la Chiesa cattolica romana.
Predicate ai quattro venti che la Chiesa "rimase pura e fedele al Vangelo per circa 300 anni" e che dopo la conversione di Costantino (313) essa deviò.
Mi saprebbe dire che fine ha fatto dopo di allora la Chiesa, che Cristo ha fondato e contro la quale ha promesso che neanche le porte degli inferi, avrebbero prevalso? Saprebbe dirci quale fu da quel tempo la vera Chiesa?
Se Cristo fondò una sola Chiesa, che chiama anche la "sua Chiesa", ne consegue che ogni altra, sorta lungo il corso dei secoli, non può essere la sua Chiesa e tanto meno la vera Chiesa, ma opera di semplici uomini: da tali uomini, infatti, le chiese stesse vantano la loro origine e spesso ne prendono anche il nome, come quella luterana da Martin Lutero, quella anglicana da Enrico VIII d'Inghilterra, e così via.
In tal modo le innumerevoli Chiese evangeliche, nate dopo la Riforma per l'azione dirompente delle dottrine luterane, non possono vantarsi di costituire la vera Chiesa pur professandosi cristiane: sono infatti venute fuori ad opera di semplici uomini e quando già da oltre quindici secoli la Chiesa fondata da Cristo svolgeva nel mondo la sua missione. Sono certamente esse pure in possesso di non pochi elementi di santificazione e di verità, ma anche questi sono propri dell'originale e integrale patrimonio della Chiesa cattolica; esse partecipano di questa ricchezza solo parzialmente e in misura della loro vicinanza dottrinale e strutturale con essa.
Per sostenere il vostro allacciamento a Cristo, avete fatto ricorso ad una ingegnosa invenzione, secondo la quale Cristo non avrebbe istituito propriamente una Chiesa visibile e gerarchica - come in modo chiaro ed evidente risulta dal Vangelo e dalle parabole e similitudini che la configurano - ma una Chiesa puramente spirituale invisibile ed universale, per cui, pur separate e staccate dalla Chiesa cattolica, esse ne farebbero parte lo stesso in modo invisibile mediante la fede in Cristo. Lo confessa candidamente il Pomar, protestante, il quale riconosce che i Riformati "da principio insegnarono che la Chiesa di Gesù Cristo è visibile; ma poi, chiedendosi loro dove, prima di Lutero, si ritrovasse la loro chiesa, si indussero a dire che essa si era resa invisibile". Se dunque solo quella cattolica è la vera ed autentica Chiesa di Cristo, anche ad essa e ad essa soltanto egli affidò il sacro deposito della fede col mandato di custodirlo, interpretarlo nel giusto senso inteso dallo Spirito Santo e portarlo autorevolmente alla conoscenza dei popoli. Voler quindi accusare la Chiesa cattolica di deviazionismo e di eresia, o che abbia, dopo il terzo secolo, rinnegata la fede primitiva, é lo stesso che dire che la Chiesa non è più "la colonna e il fondamento della verità" come la contemplò l'Apostolo (1 Tm 3,15); che Cristo l'ha abbandonata a se stessa nonostante la sua solenne promessa di assisterla in ogni tempo "Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Mt 28,20); e che Egli avrebbe permesso alle porte degli inferi - contrariamente a quanto aveva espressamente assicurato - di prevalere per ben quindici secoli (fino all'avvento della Riforma protestante) sopra di essa.
E' quanto di più assurdo e irriverente nei riguardi della S. Scrittura - a cui anche i Protestanti dicono di credere come a parola di Dio - si possa pensare e immaginare.
Continuando a … “sollevare polemiche” … e a creare ancora più confusione, lei dice: “voglio precisare che il concetto di comunione con Dio non è l'ostia o la santa cena…”
Esaminiamo più attentamente se Gesù istituì realmente la Santa Cena degli Evangelici e non piuttosto la Messa cattolica.
Che nell'Ultima Cena non si trattasse di semplice pane e vino - come la intendono e la celebrano gli Evangelici - ma di vero Corpo e Sangue di Gesù Cristo, offerti in cibo e bevanda ai discepoli sotto le due specie, si deduce con assoluta certezza dalla stessa S. Scrittura.
Trattandosi di una istituzione ardua per la mente umana e di sorprendente importanza per la comune salvezza, quale sarebbe stata quella del mistero eucaristico, Gesù - per meglio disporvi gli animi - lo preannunzia nella promessa, esplicita e solenne, che ne fa a Cafarnao, all'indomani della moltiplicazione dei pani, e che Giovanni riporta, con ricchezza di particolari, al capo sesto del suo Vangelo. Dal discorso, animato e drammatico, di Gesù alla folla emerge:
a) - si tratta anzitutto di una promessa, a cui sarà dato compimento solo in seguito: "Il pane che io darò...";
b) - Gesù indica se stesso come pane vivo: "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo; e cibo vero:" ... la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda";
c) - "mangiare" di questo cibo e "bere" di questa bevanda è assolutamente necessario per conseguire la vita: "Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non berrete il suo sangue, non avrete la vita in voi";
d) - i Giudei hanno capito bene che non era questo un modo di dire, ma che si trattava di mangiare proprio la sua carne e di bere il suo sangue, tanto che essi "discussero tra di loro dicendo: Come può costui darci da mangiare la sua carne? " E ritenendo la cosa impossibile ed assurda, andavano ripetendo: " ... questo linguaggio è duro, e chi mai può ascoltarlo? e molti se ne allontanarono";
e) - anche di fronte al fatto doloroso dell'allontanamento di molti Gesù non modifica o attenua il suo dire, ma anzi lo conferma con giuramento: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e bevete il suo sangue, non avrete la vita in voi. Chi si ciba della mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Gv.6:53-54).
Questa promessa chiara ed inequivocabile, Gesù l'attua puntualmente nell'ultima Cena. Quivi, dopo aver cambiato il pane e il vino nel suo corpo e nel suo sangue con le parole: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo; ... prendete e bevete, questo è il mio sangue", comanda agli Apostoli (non certo al popolo che non era presente) di fare ciò che egli aveva fatto: "fate questo in memoria di me", rendendoli con ciò stesso - come già detto - partecipi del suo sacerdozio.
Ora, come fanno i nostri fratelli protestanti a mettere in dubbio e a contestare - proprio come gli altercatori del Vangelo - che quello che Gesù - Figlio di Dio e verità infallibile - chiama "mio corpo e mio sangue" non sarebbe invece realmente tale? Poteva Gesù trarre così in inganno la nostra fede?
S. Paolo - quasi a prevenire ogni obiezione riguardo tale grande mistero della nostra fede - scrive: "Io infatti ho ricevuto dal Signore quanto vi ho insegnato, cioè che i Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e dopo avere reso grazie lo spezzò e disse: Questo è il mio corpo, dato per voi; fate questo in memoria di me. Così pure, dopo avere cenato, prese il calice dicendo: Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate queste tutte le volte che ne berrete, in memoria di, me" (I Cor.11-:23-26).
E quasi temendo d'essere frainteso circa l'effettiva presenza di Gesù nell'Eucaristia, l'Apostolo soggiunge: "Ognuno dunque esamini prima se stesso, e così mangi di quel pane e beva del calice, perchè chi mangia e beve indegnamente senza discernere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna" (ICor. 11: 28-29).
Se si fosse trattato di semplice pane e vino - mangiati in una cena, sia pure simbolica, per ricordare la morte di Gesù, come fanno appunto gli Evangelici - S.Paolo non avrebbe certo affermato che "mangia la propria condanna chi lo mangia indegnamente senza discernere il corpo del Signore".
Ed è per questa assoluta certezza, fondata così chiaramente nella S.Scrittura e quindi nell'infallibile parola di Dio, che la Chiesa cattolica ha sempre prestato culto di adorazione all'Ostia consacrata, dichiarando dogma di fede la presenza reale di Cristo nell'Eucarestia. Ma voi, con a capo Lutero, non vi limitate a negare la presenza reale di Gesù nell'Eucaristia tacciando i cattolici di idolatria, ma respingete tale celebrazione - chiamata dalla Chiesa cattolica "Messa" - quale vero e proprio sacrificio di Cristo.
Ma, dal momento che all'ultima Cena del Redentore avete sostituito con la Santa Cena una semplice e sterile rievocazione, senza alcun riferimento al sacrificio compiuto da Gesù sul Calvario, la cosa non può arrecare che meraviglia.
Che la Messa sia invece anche vero e proprio sacrificio, ripresentazione incruenta di quello cruento del Calvario, lo ha vaticinato già nel Vecchio Testamento il profeta Malachia, il quale annuncia chiaramente la fine del sacrificio levitico e dei sacrifici della Legge antica per dar luogo a un nuovo sacrificio che li avrebbe sostituiti: "Oh, ci fosse fra di voi chi chiude le porte, perchè non arda più invano il mio altare! Non mi compiaccio di voi, dice il Signore degli eserciti, non accetto l'offerta dalle vostre mani! Poichè dall'oriente all'occidente grande è il mio nome fra le genti e in ogni luogo è offerto incenso al mio nome e una oblazione pura, perchè grande è il mio nome fra le genti, dice il Signore degli eserciti" (Ml.1:10-11).
Il nuovo sacrificio vaticinato da Malachia è appunto quello compiuto da Gesù sul Calvario: la celebrazione dell'ultima Cena e la Messa dei cattolici non sono due sacrifici, ma lo stesso e l'unico sacrificio del Calvario, uno ed unico tanto come attualità eterna nel pensiero di Dio quanto nell'evento storico umano.
Se la Messa non fosse vero e proprio sacrificio, identico a quello del Calvario, il vaticinio di Malachia non potrebbe dirsi pienamente avverato perchè solo così il sacrificio della croce è celebrato "in ogni luogo" e "dal sorgere del sole al suo tramonto".
Infatti il sacrificio del Calvario fu offerto non in ogni momento della giornata "dal sorgere del sole al suo tramonto" ma in un'ora determinata, senza neppure la possibilità di potersi ripetere; fu offerto non in ogni luogo della terra - come indica il vaticinio - ma in un luogo soltanto, cioè sul Calvario.
Nella Cena e nelle Messe celebrate in tempi e luoghi diversi è sempre lo stesso sacrificio della croce che è reso presente - ripresentato - nel tempo e nello spazio, in virtù delle parole consacratorie dette da Gesù e in nome di Lui ripetute non da un battezzato qualsiasi ma dal sacerdote , ciò debitamente abilitato con una particolare consacrazione, l'Ordine sacro.
Che si tratti di vero sacrificio emerge dalle parole istitutive di Gesù: "Questo è il mio corpo, che è dato per voi; questo è il calice della nuova alleanza nel mio sangue, che è sparso per voi." (Lc.22:19-20). "E' dato per voi", cioè, dato, consegnato alla morte per voi, in vece vostra, quale prezzo di riscatto per la vostra redenzione e salute. "E' sparso per voi", per la remissione dei vostri peccati. Dare la vita e spargere il sangue per la remissione dei peccati è offrire un sacrificio (Cfr.M.Sales: il Nuovo Testamento, vol.I).
"E' impressionante la parola "dato sparso per voi", che indica che il corpo del Signore, massacrato dalla crocifissione il giorno dopo, è lì presente sulla mensa dell'ultima Cena" scrive P. Parente (Teol. del Cristo.. vol.II, pag.376).
Ancora, nell’intendo di … “sollevare polemiche” … e creare ancor più confusione, lei dice: “La fede in Dio, quindi, non è una religione, ma una relazione.”
Considerate la parola “religione” una cattiva parola, perché così vi viene insegnato. Infatti, nelle vostre evangelizzazioni, spesso sottolineate la vostra non appartenenza a nessuna religione, vi definite cristiani e basta, come se, chi è “religioso” non potrebbe essere veramente cristiano.
Nei vocabolari di tutto il mondo la parola “religione” significa: rendere culto, adorare Dio, appartenere alla Chiesa di Dio, quindi la esorto ad andare a leggere cosa significa e cosa indica in realtà la parola “religione”.
Purtroppo vi muovete all‘insegna della superficialità e del pressappochismo.
Lei (Anonimo ma non troppo!) scrive:
“Si badi bene, però, di pregare Dio e nessun altro, così come è scritto in Esodo 20: "Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.
Non avere altri dèi oltre a me.” … nell’intendo di non sollevare polemiche e fare chiarezza in alcuni punti (sic!)
Qui la risposta sarebbe molto lunga e articolata e, con tutto il rispetto, non so fino a che punto è in grado di poterla seguire; mi limiterò solo a farle notare che l'idolatria, che la S.Scrittura proibisce, consiste nel prestare culto divino ad una creatura.
Quando Dio comanda di adorare lui solo con culto supremo ed assoluto non intende proibire quello inferiore, cioè di dulia e iperdulia, che si presta ai Santi come a suoi amici. E come un re non si reputa offeso se vengono onorati i suoi ministri ridondando sulla sua persona un tale onore, così pure il culto che si presta ai Santi si riflette su Dio, la cui gloria in essi appunto risplende.
E che tale culto non sia per nulla proibito, ce lo fa toccar con mano la stessa S.Scrittura: Abramo, Lot e Giosuè si prostrano riverenti agli angeli del Signore; Abdia, uomo giusto, venera col volto fino a terra il santo profeta Elia (III Reg. 18:17); l'Ecclesiastico esorta addirittura a lodare e glorificare gli uomini virtuosi:"Diamo lode agli uomini gloriosi, come Mosè, David,Giosuè; la loro sapienza è celebrata dai popoli e le loro lodi sono ripetute nelle sacre adunanze" (44:1-15).
E perchè i semplici fedeli sappiano anche ben distinguere tra il culto dovuto a Dio e quello prestato ai Santi, la Chiesa ha sempre insegnato a chiare note che il primo è di 'latria" o adorazione, mentre il secondo è di semplice venerazione cioè di "dulia". E siccome tra i Santi un posto del tutto singolare occupa la Vergine perchè Madre di Dio, a lei viene tributato un culto superiore a quello degli altri Santi, detto di "iperdulia", ma sempre distinto essenzialmente da quello di adorazione dovuto unicamente a Dio.
Quando dunque asserisce, in maniera non tanto velata, che noi cattolici adoriamo la Vergine, i Santi o le loro reliquie o immagini, afferma delle autentiche falsità, e stupisce che dopo oltre quattro secoli dalla Riforma si vadano ripetendo simili banalità.
Non mi resta che rispondere ad alcune specifiche domande circa l'uso delle immagini e la venerazione delle reliquie dei Santi. Su questo punto delle immagini non fate che appellarvi al Vecchio Testamento, ma mi saprebbe dire come mai, mentre al c.20 dell'Esodo Dio proibisce le immagini, al c.25 comanda i cherubini per l'Arca santa? Come spiegare due ordini contraddittori di Dio nello stesso libro, a soli 5 capitoli di distanza?
Il c.20 è un testo molto antico, di fattura "eloista" e risalente a circa nove secoli prima di Cristo; vi era allora molto pericolo di politeismo e idolatria per gli Ebrei. Il c.25, invece, fu redatto dopo il ritorno dall'esilio babilonese e quindi quattro secoli più tardi del c.20: allora la mentalità giudaica era assai purificata per l'opera dei profeti e le sofferenze subite; infatti dopo di allora si avrà il rigido giudaismo, fedele (almeno esteriormente) alla Legge del Dio Unico. Per cui non era più troppo pericoloso l'uso delle immagini e si ricorse perfino ai cherubini, che erano divinità secondarie dei popoli circonvicini.
Anche nell'antichissima sinagoga di Durw-Europos si trovano immagini nei resti archeologici.
Se dunque già nel quinto secolo avanti Cristo non vi era più pericolo che il popolo ebraico adorasse le statue e le immagini come divinità, lei crede che nel ventunesimo secolo cadiamo ancora in questo grossolano errore?
Per noi valgono invece le parole di S.Paolo "Noi sappiamo che non esiste alcun idolo al mondo, e che non esiste che un Dio solo"(I Cor.8:4).
Il vostro grosso problema e che giudicate a spada tratta noi cattolici come mariani e idolatri, senza mezzi termini, e con una sicurezza che lascia basiti. Nemmeno l‘arcangelo Michele ostentava una tale sicurezza nel bollare o giudicare il demonio, eppure si trattava del demonio appunto, voi invece esercitate o credete e sperate di esercitare un pressione psicologica notevole, prospettando l‘inferno ai cattolici, definendoci troppo superficialmente “idolatri”.
Gd 1,9 “L‟arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore !”
A proposito di “chiarezza”.
Risulta quanto meno sospetto il fatto di non aderire alla
GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE
indetta per sabato 27 novembre 2010
Cliccare sull'immagine per ingrandire
da parte del CENTRO DI CARITA’ il Buon Samaritano onlus il quale ha organizzato per proprio conto
LA GIORNATA DELLA COLLETTA ALIMENTARE
Sabato 6 novembre 2010 a Campobasso
effettuata presso i supermercati E.LECLERC e OASI di Campobasso
Fonte:
se è vero che : “… la cosa migliore da fare … sia mettere da parte ogni polemica sterile, ed iniziare ad amarci gli uni gli altri, fondando la nostra fede sulla pietra angolare(Efesini 2:20; Atti a:11: 1 Pietro 2:7) che è Cristo Gesù nostro Signore e Salvatore.” qualcuno ha perso un’occasione unica per mettere in pratica quanto ha scritto.
Anche qui, come nel convegno presentato lo scorso mese di ottobre, c’è qualcosa che ai meno "bereani" e “culturalmente indifesi” sfugge.
Cordiali saluti.
Prof. Bruno Di Benedetto
Consigliere Nazionale e Presidente del G.R.I.S.
(Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa)
Arcidiocesi di Campobasso-Bojano
Anche quest'anno, IL CENTRO DI CARITA’ il Buon Samaritano onlus ha organizzato in proprio
la
GIORNATA DELLA COLLETTA ALIMENTARE
per Sabato 29 ottobre 2011 a Campobasso
effettuata presso i supermercati E.LECLERC e OASI di Campobasso
anticipando i tempi:Il Quotidiano del Molise
Domenica 30 ottobre 2011 pag. 18
Cliccare sulle immagini per ingrandire
Infatti la:
GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE

Conferenza
"Demoni ed esorcismo"
a Campobasso
Fonte: http://www.evangelici.net/notizie/1286438340.html
CAMPOBASSO - L'associazione Buon samaritano organizza una conferenza sul tema "Demoni ed esorcismo". Si terrà a Campobasso presso il Convitto nazionale Mario Pagano (corso Francesco Bucci, 1) giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 ottobre dalle 18.30 alle 21.30.
Conferenziere sarà Corrado Maggia, conduttore del programma televisivo Tbne "Quando viene lo Spirito".
L'ingresso sarà libero.
L'organizzatore, centro di carità Buon samaritano, è un'associazione cristiana di volontariato nata nel 2003 che si occupa di assistenza sociale e alimentare di persone bisognose.
Per maggiori informazioni: tel. 349/5640271 oppure 328/8673368
A Campobasso, in questi giorni, non è difficile trovare tra il tergicristallo e il parabrezza della propria auto lasciata in sosta un volantino come quello qui postato o
di imbattersi in un manifesto 70x100 attaccato in uno degli spazi autorizzati.
di imbattersi in un manifesto 70x100 attaccato in uno degli spazi autorizzati.
Quello che attrae l'attenzione è senz'altro l'argomento: "DEMONI ESORCISMO" perchè, oggi più che mai, tra le persone c'è un crescente interesse quasi morboso verso il soprannaturale, l'occulto e il demoniaco.
Chi è l'organizzatore?
Il Centro di Carità il Buon Samaritano
Il Centro di Carità il Buon Samaritano è un'associazione cristiana di volontariato nata nel 2003 che si occupa di assistenza sociale ed alimentare di persone bisognose.La denominazione "Buon Samaritano", deriva dal Vangelo di Luca cap. 10:25,37 dove si narra che...
25 ...un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, e gli disse: «Maestro, che devo fare per ereditar la vita eterna?» 26 Gesù gli disse: «Nella legge che cosa sta scritto? Come leggi?» 27 Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso». 28 Gesù gli disse: «Hai risposto esattamente; fa' questo, e vivrai». 29 Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?» 30 Gesù rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada; e lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. 32 Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. 33 Ma un samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe pietà; 34 avvicinatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. 35 Il giorno dopo, presi due denari, li diede all'oste e gli disse: "Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno". 36 Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s'imbatté nei ladroni?» 37 Quegli rispose: «Colui che gli usò misericordia». Gesù gli disse: «Va', e fa' anche tu la stessa cosa».
Da questa parola siamo nati noi, seguendone l'esempio
Fonte: http://www.buonsamaritano.org/chi_siamo.html
Chi è il rev. Corrado Maggia il conferenziere esorcista?
Corrado Maggia è diplomato al Liceo Artistico di Biella e ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Deluso dalla religione ufficiale, iniziò la sua ricerca di Dio a 15 anni, si convertì a Cristo nel 1977 all'età di 20 anni, dopo aver fatto delle esperienze nello Yoga, nell'occultismo e nello spiritismo. Per tre anni è stato membro di una comunità del Movimento Carismatico Cattolico e, dopo aver ricevuto la chiamata al Ministero, ha studiato per due anni con la moglie Anna Bosio presso il Centro d'Istruzione Biblica in Roma con i coniugi Farnsworth, due missionari americani. Nel 1982, a Biella, con la moglie ed alcuni convertiti diede vita a delle riunioni di preghiera, evangelizzazione e insegnamento nella mansarda in cui vivevano, che hanno portato nel corso di alcuni anni alla formazione della Chiesa di Cristo Re. Per diversi anni hanno servito nel movimento di Comunione e Restaurazione impegnato a riscoprire i principi e i valori dimenticati o perduti dalla Chiesa nel corso dei secoli e nell’ecumenismo.
Attualmente svolge una funzione apostolica sulle chiese di Biella, Torino, sulle altre comunità nascenti in Piemonte e a Pordenone, fondate grazie al suo ministero e a quello dei suoi collaboratori. Dà il suo contributo per l'edificazione del Corpo di Cristo anche in altre realtà ecclesiali nelle quali viene invitato. Dal 1999 ha tenuto oltre 140 tra Seminari e Conferenze in varie città italiane (oltre a Biella, la città in cui risiede: Torino, Ivrea, Vercelli, Pavia, Novara, Voghera, Brescia, Bologna, Padova, Venezia, Roma, Ancona, Campobasso, Napoli, Caserta, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Gela e anche a Caslano nella Svizzera italiana) su temi di grande interesse, quali: “Demoni ed Esorcismo”, “Vita dopo la Morte”, “La Guarigione Divina”. Alla fine dei Seminari e delle Conferenze esercita il ministero di liberazione dai demoni e di guarigione dell’anima, grazie al quale molte persone trovano la salvezza, la liberazione e la guarigione. Inoltre, dal 1985 conduce il programma di evangelizzazione e insegnamento "Quando viene lo Spirito" sulla rete televisiva cristiana TBNE. E' disponibile alla collaborazione con tutti coloro che vogliono lavorare per l’edificazione e la crescita della Chiesa di Dio affinché giunga alla "perfetta statura di Cristo", in sottomissione alla Parola di Dio e allo Spirito Santo.
La moglie Anna, diacono della Chiesa di Cristo Re in Biella, è impegnata nel discepolato e nell’intercessione ed è un prezioso aiuto e un fedele sostegno del marito. Corrado e Anna hanno due figlie, Cristiana Joy e Azzurra (anch’essa diacono nella Chiesa in Biella), entrambe maggiorenni, le quali amano e servono il Signore dando un notevole contributo alla crescita spirituale e umana dei giovani delle nostre comunità.
14 ottobre 2010 - 1^ serata
Alcuni momenti della conferenza del pastore Corrado Maggia
Al termine della conferenza il pastore Corrado Maggia invita, tutti coloro che vogliono, ad unirsi alla preghiera, a confessare i propri peccati e a chiedere perdono:
Momento finale di un ... esorcismo ... (liberazione dai demoni e guarigione dell'anima)... operato, su una presente al convegno, dal pastore Corrado Maggia
Un altro limite dei Pentecostali è costituito dal loro capillare frazionamento e noi sappiamo che lo Spirito Santo è unità, non divisione.
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15 ottobre 2010 - 2^ serata
IL QUOTIDIANO DEL MOLISE
15 OTTOBRE 2010 p. 6
Cliccare sull'immagine per ingrandire Breve scheda informativa degli Evangelici Pentecostali
I Pentecostali sono il gruppo evangelico più diffuso in Italia e abbracciano numerose comunità molto diverse l'una dall'altra ed esprimono una realtà molto complessa sotto il profilo dottrinale e sociale. Gli stessi studiosi di religione sono divisi se ritenere i Pentecostali una setta alla stessa stregua degli Avventisti o dei Mormoni o dei Testimoni di Geova.
Un dato comune ai vari gruppi pentecostali è la loro prospettiva perfezionistica per cui alcuni autori vedono nel pentecostalismo la riproposizione di antiche eresie medioevali secondo cui sarebbe possibile ottenere uno stato di perfetta santificazione già in questa vita.
I Pentecostali affermano l'irruzione dello Spirito Santo nella vita del fedele e della comunità e ciò si esprime all'esterno con i doni dello Spirito Santo, in particolare con la glossolalia, cioè il parlare in lingue, e il dono delle guarigioni. L'insistenza sui fenomeni carismatici e sui segni esteriori ... ... della santificazione, in qualche gruppo pentecostale ha raggiunto delle forme bizzarre come nei gruppi dello snake handling del Tennessee che sulla base del testo del Vangelo di Marco 16, 17-18: "Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e se berranno qualche veleno, non recherà loro danno", invitano i loro adepti a tenere in mano serpenti velenosi senza paura.
In realtà ciò avviene con conseguenze tragiche, e infatti tali gruppi sono stati vietati dalla legislazione del Tennessee.
Le radici del movimento pentecostale emergono dal movimento di rinnovamento nelle Chiese storiche protestanti, il cosiddetto "Movimento di Santificazione metodista e battista".
Un dato comune ai vari gruppi pentecostali è la loro prospettiva perfezionistica per cui alcuni autori vedono nel pentecostalismo la riproposizione di antiche eresie medioevali secondo cui sarebbe possibile ottenere uno stato di perfetta santificazione già in questa vita.
I Pentecostali affermano l'irruzione dello Spirito Santo nella vita del fedele e della comunità e ciò si esprime all'esterno con i doni dello Spirito Santo, in particolare con la glossolalia, cioè il parlare in lingue, e il dono delle guarigioni. L'insistenza sui fenomeni carismatici e sui segni esteriori ... ... della santificazione, in qualche gruppo pentecostale ha raggiunto delle forme bizzarre come nei gruppi dello snake handling del Tennessee che sulla base del testo del Vangelo di Marco 16, 17-18: "Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e se berranno qualche veleno, non recherà loro danno", invitano i loro adepti a tenere in mano serpenti velenosi senza paura.
In realtà ciò avviene con conseguenze tragiche, e infatti tali gruppi sono stati vietati dalla legislazione del Tennessee.
Le radici del movimento pentecostale emergono dal movimento di rinnovamento nelle Chiese storiche protestanti, il cosiddetto "Movimento di Santificazione metodista e battista".
La culla del Pentecostalismo internazionale è da tutti ritenuta la vecchia Chiesa metodista di Los Angeles, dove nel 1906 il pastore Joney conduceva uno studio biblico sul libro degli Atti degli Apostoli e con l'insistente preghiera sviluppò una fioritura di carismi.
Negli Stati Uniti il Pentecostalismo si sviluppò in due rami distinti:
la corrente dei negri, nella quale la fede ha anche una dimensione sociale e politica: nei loro canti (spirituals) si sottolinea come Dio sia impegnato a portare la liberazione agli oppressi;
e la corrente dei bianchi, maggiormente spiritualizzata, nella quale si esalta il Battesimo dello Spirito con i doni delle lingue e delle guarigioni.
Il movimento pentecostale venne rifiutato dalle Chiese storiche protestanti e si costituì in gruppi liberi ed indipendenti.
Negli Stati Uniti il Pentecostalismo si sviluppò in due rami distinti:
la corrente dei negri, nella quale la fede ha anche una dimensione sociale e politica: nei loro canti (spirituals) si sottolinea come Dio sia impegnato a portare la liberazione agli oppressi;
e la corrente dei bianchi, maggiormente spiritualizzata, nella quale si esalta il Battesimo dello Spirito con i doni delle lingue e delle guarigioni.
Il movimento pentecostale venne rifiutato dalle Chiese storiche protestanti e si costituì in gruppi liberi ed indipendenti.
Oggi, invece, molte comunità pentecostali tendono a ristrutturarsi come Chiesa e così entrare nel dialogo ecumenico. Il movimento pentecostale in meno di un secolo è cresciuto in modo tumultuoso, specie in America Latina, ma in genere in tutto il mondo.
Le sole assemblee di Dio ben rappresentate anche in Italia con circa 200.000 fedeli, hanno superato i 15 milioni di credenti.
In Cile i Pentecostali costituiscono il 20% della popolazione, in Messico sono circa 3 milioni e in Brasile 15 milioni, di circa la metà appartengono all'assemblea di Dio. Secondo le statistiche, in America Latina il 90% dei nuovi Pentecostali provengono dal Cattolicesimo romano.
Le sole assemblee di Dio ben rappresentate anche in Italia con circa 200.000 fedeli, hanno superato i 15 milioni di credenti.
In Cile i Pentecostali costituiscono il 20% della popolazione, in Messico sono circa 3 milioni e in Brasile 15 milioni, di circa la metà appartengono all'assemblea di Dio. Secondo le statistiche, in America Latina il 90% dei nuovi Pentecostali provengono dal Cattolicesimo romano.
In molti luoghi dove sono stati vani gli sforzi dei missionari cattolici, i Pentecostali invece hanno ottenuto un pieno successo. Caso emblematico è quello degli indios tobas dell'Argentina, stanziati lungo i fiumi Pilcomayo e Bermeyo e dove tutte le iniziative missionarie cattoliche hanno fallito.
Tutte le tribù indie si sono invece convertite al Pentecostalesimo, che forse si adatta maggiormente alla cultura india e propone l'esperienza di Dio nell'estasi. Non solo vengono conservate le pratiche magiche degli indios, ma i pastori pentecostali vengono scelti tra i loro capi.
Oggi dunque il Pentecostalesimo, specialmente in America Latina, costituisce una grossa sfida per la Chiesa Cattolica.
Bisogna comunque ammettere che nel Pentecostalismo ci sono degli innegabili aspetti positivi.
La dottrina fondamentale dei Pentecostali è infatti la Santa Trinità, per cui possiamo affermare che i Pentecostali, a differenza dei Testimoni di Geova o dei Mormoni, sono cristiani. L'annuncio che è Gesù Cristo che salva, è dovere di tutti i battezzati e non solo di alcuni specialisti o del clero. La fraternità è vissuta in un modo molto intenso, le loro celebrazioni sono sempre caratterizzate da molta vivacità.
Oggi dunque il Pentecostalesimo, specialmente in America Latina, costituisce una grossa sfida per la Chiesa Cattolica.
Bisogna comunque ammettere che nel Pentecostalismo ci sono degli innegabili aspetti positivi.
La dottrina fondamentale dei Pentecostali è infatti la Santa Trinità, per cui possiamo affermare che i Pentecostali, a differenza dei Testimoni di Geova o dei Mormoni, sono cristiani. L'annuncio che è Gesù Cristo che salva, è dovere di tutti i battezzati e non solo di alcuni specialisti o del clero. La fraternità è vissuta in un modo molto intenso, le loro celebrazioni sono sempre caratterizzate da molta vivacità.
Molto curato è il culto della preghiera di lode che si dà a Dio e tutti i fedeli sono coinvolti nella Liturgia con canti, acclamazioni, pianti e danze. La predicazione e le catechesi sono estremamente popolari, la predicazione non è monopolio di una sola persona, ma è il momento in cui tutta la comunità rivive tramite il commento biblico una situazione esistenziale.
I Pentecostali si impegnano a conoscere sempre meglio la Sacra Scrittura, in genere usano la Bibbia tradotta dal Luzzi o dal Diodati, anche se spesso fanno una lettura di tipo fondamentalista. Infine, essi praticano un rigorismo etico con l'astenersi dal fumo, dall'alcool, dall'andare al cinema e al teatro.
Lo sviluppo e la crescita dei Pentecostali tra gli immigrati delle fasce povere e marginalizzate della popolazione, costituisce un'autentica sfida per la Chiesa Cattolica che, nonostante le sue risorse in mezzi istituzionali e in persone, talvolta non è in grado di incidere profondamente nell'evangelizzazione degli strati più modesti della società.
Nonostante alcuni aspetti dottrinali positivi non dimentichiamo che il Pentecostalesimo è comunque una setta, che non offre la verità rivelata come il Cattolicesimo.
La ricerca dei carismi e della glossolalia e delle guarigioni inoltre spesso sa di patologico.
Un grosso limite dei Pentecostali è l'atteggiamento fondamentalista nei riguardi della Sacra Scrittura.
I Pentecostali si impegnano a conoscere sempre meglio la Sacra Scrittura, in genere usano la Bibbia tradotta dal Luzzi o dal Diodati, anche se spesso fanno una lettura di tipo fondamentalista. Infine, essi praticano un rigorismo etico con l'astenersi dal fumo, dall'alcool, dall'andare al cinema e al teatro.
Lo sviluppo e la crescita dei Pentecostali tra gli immigrati delle fasce povere e marginalizzate della popolazione, costituisce un'autentica sfida per la Chiesa Cattolica che, nonostante le sue risorse in mezzi istituzionali e in persone, talvolta non è in grado di incidere profondamente nell'evangelizzazione degli strati più modesti della società.

Nonostante alcuni aspetti dottrinali positivi non dimentichiamo che il Pentecostalesimo è comunque una setta, che non offre la verità rivelata come il Cattolicesimo.
La ricerca dei carismi e della glossolalia e delle guarigioni inoltre spesso sa di patologico.
Un grosso limite dei Pentecostali è l'atteggiamento fondamentalista nei riguardi della Sacra Scrittura.
Spesso il testo sacro è interpretato in maniera del tutto acritica, senza attenzione al contesto globale e ciò comporta parecchie prospettive dottrinali errate.
Ad esempio, i Pentecostali considerano imminente il ritorno di Cristo, e reputano che la venuta di Cristo sarà seguita dal regno millenario sulla terra.
Cioè i Pentecostali, come molte sette, attuano una interpretazione letterale di molte espressioni bibliche: ad esempio essi rifiutano l'evoluzionismo e ritengono che Dio abbia creato direttamente tutte le specie viventi, l'uomo e l'universo in sei giorni.
Sono inoltre accusati di perfezionismo etico, perché la perfetta santità e l'immunità dal peccato che essi credono di poter raggiungere, in realtà è inaccessibile all'uomo durante la sua vita terrena.
Ad esempio, i Pentecostali considerano imminente il ritorno di Cristo, e reputano che la venuta di Cristo sarà seguita dal regno millenario sulla terra.
Cioè i Pentecostali, come molte sette, attuano una interpretazione letterale di molte espressioni bibliche: ad esempio essi rifiutano l'evoluzionismo e ritengono che Dio abbia creato direttamente tutte le specie viventi, l'uomo e l'universo in sei giorni.
Sono inoltre accusati di perfezionismo etico, perché la perfetta santità e l'immunità dal peccato che essi credono di poter raggiungere, in realtà è inaccessibile all'uomo durante la sua vita terrena.
La prima Lettera di Giovanni afferma all'ottavo versetto del I capitolo: "Se diciamo: non abbiamo peccati, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi".
Un altro limite dei Pentecostali è costituito dal loro capillare frazionamento e noi sappiamo che lo Spirito Santo è unità, non divisione.
I Pentecostali adducono come prova per il Battesimo nello Spirito il passo di Matteo 3,11: "Io (Giovanni) vi battezzo con acqua per la conversione ma colui che viene dopo di me è più forte di me; e io non sono degno di portargli i sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco".
I Pentecostali trascurano il fatto che il Battesimo di fuoco e di Spirito, annuncio del giudizio messianico, non è Battesimo reale, ma soltanto immagine battesimale di una realtà diversa.
Essi non praticano, come i Cattolici, i sacramenti; il Battesimo è conferito solo agli adulti per immersione. Ma il loro battesimo non è più un Sacramento che conferisce la grazia, nel senso cattolico, ma solo il segno esteriore della presenza della fede, sorgente dalla nuova nascita.
I Pentecostali celebrano la Santa Cena, che è il segno esteriore della comunione dei fratelli e delle sorelle in Gesù Cristo, ma non celebrano l'eucarestia.
I Pentecostali trascurano il fatto che il Battesimo di fuoco e di Spirito, annuncio del giudizio messianico, non è Battesimo reale, ma soltanto immagine battesimale di una realtà diversa.
Essi non praticano, come i Cattolici, i sacramenti; il Battesimo è conferito solo agli adulti per immersione. Ma il loro battesimo non è più un Sacramento che conferisce la grazia, nel senso cattolico, ma solo il segno esteriore della presenza della fede, sorgente dalla nuova nascita.
I Pentecostali celebrano la Santa Cena, che è il segno esteriore della comunione dei fratelli e delle sorelle in Gesù Cristo, ma non celebrano l'eucarestia.
La Santa Cena dei Pentecostali è l'esperienza vissuta della presenza di Gesù, che però non si trova, dicono essi, negli alimenti.
I Pentecostali, quindi, rifiutano la dottrina cattolica della transustanziazione, cioè per essi non c'è la presenza reale del Signore nell'Eucarestia, ma una presenza che si manifesta nei partecipanti attraverso l'obbedienza della loro fede.
Notiamo bene come queste persone abbiano una dottrina sacramentale, ecclesiologica e biblica assai limitata rispetto alla multiforme ricchezza dottrinale del Cattolicesimo. Oggi invece molti cattolici vivono una forte esperienza dello Spirito Santo nella Chiesa Cattolica facendo parte dei gruppi del rinnovamento nello Spirito Santo.
Dal 1973 il rinnovamento carismatico cattolico è presente anche in Italia. Attualmente nel nostro Paese sono presenti oltre 1.000 gruppi con oltre 200.000 aderenti. Una cosa è certa; che lo Spirito di Dio soffia dove vuole, come afferma anche il Concilio Vaticano II nella costituzione dogmatica sulla Chiesa "Non bisogna aspirare con leggerezza ai doni straordinari. E non bisogna neppure attendere frutti presuntuosi per l'attività apostolica. Il giudizio sull'autenticità e l'uso ordinato di questi doni spetta a coloro che nella Chiesa hanno funzione di guida: a costoro spetta pure in particolar modo non spegnere lo Spirito, ma mettere tutto alla prova e conservare ciò che è valido".
I Pentecostali, quindi, rifiutano la dottrina cattolica della transustanziazione, cioè per essi non c'è la presenza reale del Signore nell'Eucarestia, ma una presenza che si manifesta nei partecipanti attraverso l'obbedienza della loro fede.
Notiamo bene come queste persone abbiano una dottrina sacramentale, ecclesiologica e biblica assai limitata rispetto alla multiforme ricchezza dottrinale del Cattolicesimo. Oggi invece molti cattolici vivono una forte esperienza dello Spirito Santo nella Chiesa Cattolica facendo parte dei gruppi del rinnovamento nello Spirito Santo.
Dal 1973 il rinnovamento carismatico cattolico è presente anche in Italia. Attualmente nel nostro Paese sono presenti oltre 1.000 gruppi con oltre 200.000 aderenti. Una cosa è certa; che lo Spirito di Dio soffia dove vuole, come afferma anche il Concilio Vaticano II nella costituzione dogmatica sulla Chiesa "Non bisogna aspirare con leggerezza ai doni straordinari. E non bisogna neppure attendere frutti presuntuosi per l'attività apostolica. Il giudizio sull'autenticità e l'uso ordinato di questi doni spetta a coloro che nella Chiesa hanno funzione di guida: a costoro spetta pure in particolar modo non spegnere lo Spirito, ma mettere tutto alla prova e conservare ciò che è valido".
di DON MARCELLO STANZIONE
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Caro Gris-CB,
RispondiEliminapremetto che non è mio intento sollevare polemiche, piuttosto fare chiarezza in alcuni punti. Sono una persona che crede nella Trinità, e quindi credo in Gesù risorto. Per tale motivo amo definirmi "cristiano", vale a dire che sono di Cristo, appartengo a Lui... senza alcun tipo di etichetta (sarebbe come dire sono campobassano, cioè "sono di" Campobasso). Come si evince dalle scritture, Gesù ha dato la propria vita per dare l'opportunità di salvezza a tutto il creato, pagando con il suo sangue il prezzo dei nostri peccati... ed io credo non ci sia amore più grande di questo da parte di Dio Nostro Padre: "Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).
Detto questo, voglio precisare che il concetto di comunione con Dio non è l'ostia o la santa cena che noi mangiamo, bensì il rapporto personale con Lui che si stabilisce in preghiera, perchè la preghiera è l'unico modo per relazionarsi a Lui. La fede in Dio, quindi, non è una religione, ma una relazione. Si badi bene, però, di pregare Dio e nessun altro, così come è scritto in Esodo 20: "Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.
Non avere altri dèi oltre a me.
Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti." E' scritto inoltre che "c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti" in 1 Timoteo; quindi la cosa migliore da fare credo sia mettere da parte ogni polemica sterile, ed iniziare ad amarci gli uni gli altri, fondando la nostra fede sulla pietra angolare (Efesini 2:20; Atti 4:11; 1 Pietro 2:7) che è Cristo Gesù nostro Signore e Salvatore. Amen!
Caro Anonimo,
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