NEWS TOTUS TUUS

CONTATTI @

segr.griscb@libero.it
gris.campobasso@yahoo.it

MESSAGGI E COMMENTI SONO MODERATI

CERCA NEL BLOG

Caricamento in corso...

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante» (Papa Giovanni XXIII)

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante»         (Papa Giovanni XXIII)

28 dicembre 2010

IL SATANISMO CONTEMPORANEO






1 - IL FENOMENO DEL SATANISMO NELLA SOCIETA' CONTEMPORANEA - prof. GIUSEPPE FERRARI - pp. 14-30
2 - IL SATANISMO DAL PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO - prof. EUGENIO FIZZOTTI - pp. 47-52
3 - ASPETTI GIURIDICI E LEGALI DEL SATANISMO - prof.ssa LUCIA MUSTI - pp. 53-57
4 - IL DIAVOLO TRA LE NOTE: SATANISMO E MUSICA ROCK - prof. CARLO CLIMATI - pp 70-81
5 - I RITI SATANICI NEL GIUDIZIO DELLA CHIESA - MONS. ANGELO SCOLA - pp. 98-111

INFORMAZIONI E RIFLESSIONI
6 - CHI ERA ALEISTER CROWLEY, LA GRANDE BESTIA - prof.ssa CECILIA GATTO TROCCHI - pp. 122-129

SCHEDE PER CONOSCERE
7 - LA CHIESA DI SATANA - prof. DAVIDE VENTURA - pp. 130-131
8 - IL TEMPIO DI SET - prof. DAVIDE VENTURA - pp. 132-133

In appendice:

 

1 - IL FENOMENO DEL SATANISMO NELLA SOCIETA' CONTEMPORANEA 
prof. GIUSEPPE FERRARI
pp. 14-30
Segretario Nazionale del G.R.I.S. (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa)  http://www.db.gris.org/gris/consnaz/index.html



Definizione di satanismo
Nella società odierna sta assumendo una dimensione inaspettata l'adesione a sette sataniche, la partecipazione ai riti da esse introdotti, l'evocazione di entità demoniache, il culto personale e solitario del demonio, l'affermazione di idee provenienti dall'ambiente satanista.

Prima di illustrare a grandi linee il composito fenomeno del satanismo contemporaneo è opportuno tentare di definirlo; ciò può essere fatto in modo per così dire generale, oppure in modo particolare facendo riferimento specifico ed esclusivo a singoli aspetti: teologici, antropologici, psicologici, giuridici, sociologici. Cercando pertanto di focalizzare l'attenzione su una definizione di tipo generale, possiamo affermare che
parliamo di satanismo quando ci riferiamo a persone, gruppi o movimenti che, in modo isolato o più o meno strutturato e organizzato, praticano in qualche forma il culto (es.: adorazione, venerazione, evocazione) di quella entità indicata nella Bibbia con i nomi di demonio, diavolo o satana; tale entità viene in genere intesa dai satanisti come essere o forza metafisica, o misterioso elemento innato nell'essere umano, o energia naturale sconosciuta, che si evoca sotto diversi nomi propri (ad es.: Lucifero) attraverso particolari pratiche rituali.

Le sette sataniche
I gruppi e i movimenti satanici sono indubbiamente diversi, alcuni di essi mantengono legami tra loro, altri no; certi gruppi sono sconosciuti perfino agli stessi frequentatori dell'ambiente satanista.
Alcune di queste sette hanno esistenza effimera o fors'anche virtuale, altre col tempo cessano l'attività o in qualche caso la continuano nascostamente, alcune agiscono pubblicamente, altre in modo segreto; inoltre quasi tutte subiscono scismi a cascata, cioè un gruppo si divide in uno o più tronconi che a loro volta si dividono in altri rami e così via.

Negli USA si trova indubbiamente la maggior concentrazione di gruppi satanici, che potremmo definire noti, cioè che agiscono più o meno scopertamente, ed è sempre in questo paese che possiamo trovare i maggiori riferimenti bibliografici sul satanismo contemporaneo.

Tra i gruppi noti sorti negli USA e ancora in attività troviamo:

Church of Satan, Temple of Set, Order of the Black Ram, Werewolf Order, Worldwide Church of Satanic Liberation, Church of War, Order of the Evil Eye, Grotto ODM, Illuminati of Satan.
Tra quelli che dopo alcuni anni pare abbiano cessato la loro attività troviamo: Church of Satanic Brotherhood, Brotherood of the Ram, Our Lady of Endor Coven, Thee Satanic Orthodox Church of Nethilum Rite, Thee Satanic Church; inoltre esistono organizzazioni per le quali è difficile stabilire se abbiano o meno cessato l'attività, come ad esempio quella denominata Ordo Templi Satanis, i cui scritti hanno una certa diffusione attraverso Internet.

Un altro gruppo satanista che ha avuto una certa notorietà, in seguito anche all'osservazione partecipante del sociologo americano William Sims Bainbridge, è The Process Church of the Final Judgement, sorto nel 1965 in Inghilterra e diffusosi in alcuni paesi e in modo rilevante negli USA prima della sua scissione in due diversi gruppi; attualmente The Process risulta estinto. Sempre in Inghilterra è stata rilevata la presenza di altre due organizzazioni sataniche note: Order of the Nine Angles e Dark Lily.
In Canada si trovano: The Lucifer(a) Research Group, The Infernal Garrison, Nocturnal Reflection.
In Nuova Zelanda opera il gruppo Ordo Sinistra Vivendi (in precedenza denominato Order of the Left Hand Path).




In Italia tra le sette sataniche di cui si sa qualcosa perché in un modo o nell'altro sono giunte alla notorietà della cronaca possiamo citare: Bambini di Satana, Chiesa di Satana di Filippo Scerba, Chiesa Luciferiana di Efrem Del Gatto, Tempio di Pan (già Impero Satanico della Luce degli Inferi) o Seguaci del Maestro Loitan.
Vi sono anche gruppi che non intendono presentarsi come satanici e che affermano ad esempio di praticare riti pagani per entrare in armonia con le forze occulte della natura, ma in effetti evidenziano aspetti che possono permettere il loro inserimento all'interno del multiforme mondo del satanismo.

I riti, i simboli e le pratiche sataniche
I riti introdotti dalle singole sette spesso si basano su modifiche apportate a riti preesistenti. Comunque in linea generale si può dire che i riti satanici servano ai fini del celebrante e siano un insieme di gesti e parole rivolto a provocare un cambiamento nelle situazioni o avvenimenti che si ritiene non possa essere ottenuto attraverso mezzi e strumenti comuni. Quando attraverso tali riti si intende mandare una maledizione o realizzare un qualche incantesimo nei confronti ad esempio di una precisa persona, si pensa che il momento migliore sia riscontrabile di notte all'interno di un particolare periodo di tempo in cui la stessa si trova addormentata (ad esempio due ore prima del risveglio); questo è uno dei motivi per cui i riti satanici hanno inizio in genere nelle ore notturne; mentre la scelta di luoghi precisi, in città o fuori, in cui effettuare gli stessi, dipende probabilmente dalla possibilità di gestire il tutto con una certa riservatezza e in alcuni casi dalla presenza in loco di cimiteri o di chiese sconsacrate.

Non si può escludere che durante i riti satanici alcuni gruppi arrivino a perpetrare atti di vilipendio o profanazione di cadaveri, violenze fisiche anche su minori e addirittura omicidi rituali.





L'aggregazione a cui si ispira un discreto numero delle più recenti sette sataniche è la Church of Satan fondata negli USA nel 1966 da Anton Szandor LaVey.



Simbolo di questa setta è il cosiddetto "sigillo di Baphomet", cioè la testa di un capro dentro a un pentacolo invertito (stella rovesciata a cinque punte inscritta in un cerchio), inoltre agli estremi di ogni punta vi sono cinque lettere ebraiche e il tutto è racchiuso da un altro cerchio.

LaVey è autore di tre libri che sono un punto di riferimento nel mondo satanico contemporaneo: The Satanic Bible (nel quale si trova tra l'altro un nutrito elenco di nomi infernali e le nove dichiarazioni sataniche, che si potrebbe dire rappresentino una sintesi del manifesto della Church of Satan), The Satanic Witch (già The Compleat Witch), The Satanic Rituals. In quest'ultimo si trovano diversi riti officiati in latino, inglese, francese e tedesco[1]. Alcuni di questi riti sono: "Air épais-La cerimonia dell'aria soffocante" che viene celebrato intorno a una bara nella quale giace una donna che deve mostrarsi sensuale e seducente; durante questo rito si offende l'etica cristiana, si proclama la non esistenza di Dio, la disperazione permea tutto l'ambiente e si afferma: «O Fratelli dalla triste vita (...) siete liberi di porle fine quando volete».

"La settima dichiarazione satanica-Das Tierdrama" il cui scopo è quello di dare ai partecipanti l'occasione di far regredire l'uomo-dio al livello del comportamento degli animali che in ultima analisi sono visti come dei.

"La legge del trapezoide-Die elektrischen Vorspiele" durante il quale si usano apparecchiature elettriche e vari demoni sono chiamati a presentarsi sotto diverse forme di luce e di suono per cercare le anime dei giusti e per preparare agli uomini un posto all'inferno.
"Notte sulla nuda montagna-Omaggio a Tchort" che è fondamentalmente un rito di adorazione del diavolo-dio che va di pari passo con una serie di aberrazioni sessuali e prevede la seguente esclamazione del celebrante: "II mio corpo è un tempio in cui abitano tutti i demoni. Un pantheon di carne io sono».
"Pellegrini dell'età del fuoco-La dichiarazione di Shaitan".
"Le metafisiche di Lovecraft-La cerimonia dei nove angoli e La chiamata a Cthulhu".
"I battesimi satanici-Rito per adulto e Cerimonia dei bambini"; in quest'ultima i bambini vengono battezzati nel nome di Satana, Lucifero, Belial, Leviathan e di tutti i demoni.

La “messa nera"
II rito principale, si può dire, di ogni gruppo satanista, è la "messa nera". Il rito applicato da LaVey è il più seguito, anche se i diversi gruppi satanici introducono delle modifiche rispetto ad esso, ed è impostato sulla falsariga di più antiche "messe nere" europee e prende spunto tra l'altro da scritti del poeta francese Charles Baudelaire (1821-1867) e dello scrittore Charles Georges Huysmans (1848-1907). La più nota "messa nera" del passato è quella celebrata in Francia attorno agli anni 1670 dall'abate Guibourg nella cappella satanica fatta costruire da Catherine Deshayes detta La Voisin, in rue de Beauregard.

Una delle caratteristiche della "messa nera" di Guibourg era l'abuso e il sacrificio di vittime umane; infatti, più volte durante tali riti, ai quali era solita partecipare anche la Marchesa di Montespan amante del re Luigi XIV, vennero sgozzati e sacrificati dei fanciulli.

La "messa nera"[2] è officiata da un celebrante, un diacono e un suddiacono, si svolge in una stanza possibilmente drappeggiata di nero; come strumenti si utilizzano alcune candele in maggioranza nere,
un pentagramma invertito (stella a cinque punte poste in senso inverso), il simbolo di Baphomet o capro satanico che è disegnato all'interno di un pentacolo invertito o è raffigurato in un quadro riportante una immagine apparsa in un manoscritto occulto francese del 19° secolo, un calice pieno di vino o di liquore, un campanello, un gong, una spada, un aspersorio (o fallo per aspergere con urina i partecipanti), una pergamena, un crocefisso rovesciato; viene usata anche un'Ostia autenticamente consacrata.
L'altare della "messa nera" è una donna nuda, i partecipanti indossano vestiti neri con cappuccio. Il colore nero ricorrente simboleggia il potere delle tenebre. Il rito segue più o meno quello della messa cattolica con le preghiere recitate in latino, inglese, francese.
Naturalmente invece del nome di Dio viene invocato il nome di Satana, si invocano i nomi di vari demoni, si pronuncia il Padre Nostro in senso contrario e negativo (padre nostro che sei nell'inferno), si scagliano invettive contro Gesù Cristo, e l'Ostia viene profanata in diversi modi (utilizzandola in pratiche sessuali, calpestandola ripetutamente con odio).

Le credenze sataniche
Le credenze sataniche possono essere diverse da un gruppo all'altro. Ad esempio c'è chi vede in Satana una entità più o meno simbolica, espressione allo stesso tempo della trasgressione e del razionalismo, e nei riti una specie di brutale psicodramma che ha lo scopo di liberare il fedele dai condizionamenti religiosi, morali e culturali provenienti dal suo retaggio. Ad esempio chi si riconosce in questa visione, tipica della Church of Satan, afferma che «il Satanismo è una religione della carne. La felicità per il Satanista deve essere trovata qui e ora. Non esiste il ciclo dove andare dopo la morte e neppure l'inferno di fuoco come punizione per il peccatore»[3]. C'è invece chi vede in Satana un essere reale, principe delle tenebre, al quale è possibile rivolgersi attraverso rituali magici per ottenere favori di diverso genere.

C'è inoltre chi vede nel demonio, in particolare in Lucifero, una figura positiva che si oppone all'ignoranza, oppure all'azione del Dio della tradizione giudeo-cristiana che viene vista come negativa.

In genere è difficile dare una definizione univoca delle credenze a cui fa riferimento una singola setta satanica. Ad esempio il satanismo introdotto da LaVey vede per alcuni versi il male come forza vitale e impersonale che attraverso precisi rituali viene fatto oggetto di un culto mediante il quale si possono dominare le facoltà distruttive ìnsite in tale forza, per altri versi risulta chia¬ro che, seppur in chiave metaforica, in alcuni riti LaVey si rivolge al demonio come essere personale, creando pertanto un'ambiguità di fondo tipica dell'ambiente satanista.

Una ulteriore contraddizione è rilevabile in chi pratica gli assurdi rituali della Church of Satan, nei quali si nota una puntuale e virulenta contrapposizione al Vangelo, alla Chiesa e alla sua liturgia: se una persona non crede né in Satana, né in Dio, né nella Chiesa, né nel Sacrificio Eucaristico, non si vede perché debba impegnarsi così fanaticamente nelle "messe nere".


Un ulteriore caso certamente illuminante della posizione ambigua del satanismo è quello della setta satanica più nota in Italia, anche per i problemi di ordine giudiziario nella quale è rimasta coinvolta, quella dei Bambini di Satana Luciferiani Corporation, fondata nel 1982 a Bologna da Marco Dimitri. La setta ha come scopo quello di espandere il «verbo di Satana nel mondo» e di riproporre «l'antico culto luciferiano della divinità all'interno dell'uomo». I Bambini di Satana affermano[4]: «Non esiste altro Dio all'infuori dell'uomo. Non crediamo in Satana ma siamo Satana: qui sta la Conoscenza». Satana sarebbe per loro materia ed energia che muta all'infinito gestite dalla volontà dell'uomo-dio. Il credo di questa congrega parrebbe di tipo materialista e razionalista, come farebbero pensare certe affermazioni citate, o altre come: «Satana siamo noi. Alla materia dell'Universo Noi abbiamo dato il nome di Satana. Ed il satanismo è la sola voce che inciti a non adorare nessuno, (...) a non strisciare davanti a nessuna forma di divinità ma a contare solamente su se stessi»; oppure: «II vero satanista non ha bisogno di nessun culto da profanare, di nessun nemico da combattere. Il vero satanista è un dio, e un dio non ha bisogno. Un dio E'. Il satanismo è tutto ciò che eleva l'uomo dallo stato pietoso allo stato divino. (...) Questo potere senza limiti che da sempre è dentro l'uomo viene lavorato e portato a livello cosciente e gestito dalla volontà mediante i rituali di Alta Magia Cerimoniale».

Tutto ciò è però chiaramente contraddetto dal giuramento, firmato col proprio sangue, scritto da chi decide di aderire alla setta: «Giuro di essere fedele ai Bambini di Satana e di essere al fianco di Lucifero per il tempo e oltre il tempo. Di non rivelare i rituali ed i segreti del gruppo mi impegno a ciò davanti a Lucifero ed al gruppo sottoscrivendo col mio sangue». Qui si parla di Lucifero come di un essere extranaturale che è oltre il tempo davanti al quale si prende un impegno preciso. La materia e l'energia non possono essere considerate oltre il tempo, inoltre ha senso prendere impegni solo davanti a esseri personali con i quali è possibile rapportarsi.

L'approccio all'ambiente del satanismo
Alcune strade attraverso le quali è possibile entrare con più facilità in contatto con un gruppo satanista sono: la frequentazione di ambienti esoterici, magici e occultistici, fino al punto di giungere all'assuefazione alle idee e pratiche degli stessi e al desiderio di spingersi oltre per sperimentare nuove vie di "conoscenza"; la partecipazione a sedute spiritiche, per evocare entità particolari, durante le quali non è difficile arrivare ad evocare spiriti demoniaci e incontrare chi partecipa anche a riti satanici;

il ricorso ai maghi per affrontare problemi di vario genere che, protraendosi spesso nel tempo, si cerca di risolvere non tralasciando neppure il ricorso alla cosiddetta magia nera la quale introduce quasi inevitabilmente nel mondo dei riti satanici svolti da persone singole o da gruppi più o meno organizzati;


l'attrazione idolatrica mostrata nei confronti di alcuni cantanti e gruppi rock ai quali è concesso, attraverso i messaggi delle loro canzoni, di bestemmiare, di invitare al suicidio, all'omicidio, alla violenza, alla perversione sessuale, all'uso della droga, alla necrofilia, al coinvolgimento nel satanismo; l'attrazione per l'horror, il macabro, la violenza fine a se stessa, la pedofilia, diffusi nella società attraverso vari mezzi
 
 (es.: fumetti, film, video, giochi di ruolo), fino a voler desiderare esperienze dirette in quegli ambienti, alcuni dei quali praticano riti satanici, che si ispirano a tali concetti e comportamenti.

A volte si può entrare in contatto con congreghe sataniche, rischiando poi di rimanere avvolti nelle loro reti, frequentando centri di vario genere che celano altri fini sotto la copertura di attività che appaiono lecite.

Le motivazioni che spingono alcuni a praticare riti satanici sono le più diverse e tra queste possiamo trovare: la convinzione di ottenere vantaggi materiali di diverso tipo anche a detrimento di altre persone; la volontà di contestare in modo eccentrico e trasgressivo la società; un'attrazione morbosa per ciò che è pauroso, orrido, violento, perverso, dettata forse dal desiderio inconscio di esorcizzare le proprie fobie, o vissuta come risposta aggressiva a traumi subiti a volte anche nell'infanzia; l'acquisizione di poteri particolari che si presume di ottenere attraverso conoscenze occulte e la partecipazione a determinati riti; l'appagamento di devianze sessuali attraverso esperienze inusuali che abbiano alla base un qualcosa di oscuro e rituale.

Certamente diversi problemi della società contemporanea contribuiscono a rendere più fertile il terreno per la semina satanica, tra questi troviamo: la solitudine dell'individuo dentro la massa impersonale e amorfa, l'impatto con ambienti che denigrano il cristianesimo o che cercano di stemperarlo nella propria visione, la disgregazione della famiglia a causa dell'indebolimento, se non perdita, della sua fede in Dio che solo può conferirle amore, armonia e unità.

Posizioni socio-culturali che possono favorire il diffondersi del satanismo
Esistono alcuni atteggiamenti che, per così dire, fanno il gioco del satanismo dando, più o meno consapevolmente, impulso alla diffusione dello stesso nella società odierna. Il primo è identificabile nella sottovalutazione del fenomeno che viene ritenuto un fatto marginale, di nessuna importanza o rilevanza, una specie di "gioco di società" o "di ruolo" la cui possibile perversità può comunque essere socialmente tollerata.

Un altro atteggiamento che sì può dire sia opposto al primo, è la sopravalutazione del fenomeno ritenuto eccessivamente diffuso, che vede nei gruppi satanici organizzazioni sempre e comunque dedite ad attività criminali (anche senza avere fondati elementi che possano far parlare di crimini da esse commessi) in grado di incidere nella società in modo fortemente pericoloso e destabilizzante, con le conseguenti possibili reazioni di "fobia satanista" e di "caccia al satanista".

Un terzo atteggiamento è quello che si può definire di "fobia anti-satanista" derivante dalla diffusione, quasi per partito preso, di una critica eccessiva e sistematica, talvolta anche infondata, alle organizzazioni che si oppongono al satanismo, viste come istituzioni particolarmente influenti e in grado di indurre atteggiamenti socialmente dannosi, anche se o quando le stesse si pongono di fronte al fenomeno in modo corretto dal punto di vista scientifico, culturale e religioso.

Il satanismo problema personale e sociale
II problema sociale, etico e culturale dell'accettazione del pensiero e delle pratiche dei satanisti è che in tal modo si arriva ad approvare un completo ribaltamento dei valori, ciò che è oggettivamente non buono e moralmente disordinato viene assunto come modello giusto e liberante da proporre agli altri. Un altro aspetto che differenzia i satanisti dalle persone comuni che si pongono le più naturali domande esistenziali è che i primi cercano le risposte senza preoccuparsi della liceità o meno dei mezzi usati, infatti l'assunzione, tipica dell'ambiente satanico, del noto motto crowleyano: «Fa ciò che vuoi sarà l'intera legge», porta inevitabilmente l'uomo a ritenere che la propria libertà non abbia limiti, neppure quelli dettati da un'equa convivenza sociale. Per concludere poi con la constatazione che l'uomo che divinizza la materia, che ritiene di essere dio ed erge così se stesso al posto del Creatore, è inevitabilmente portato a scontrarsi con l'amara e ineluttabile realtà della propria finitezza e impotenza umana e a subire contraccolpi tali da poterlo condurre verso serie conseguenze psicofisiche con cadute di tipo depressivo.

Il satanismo evidenzia indubbiamente una forte carica emozionale e di evasione nell'irrazionale, che per alcuni aspetti viene ammantata da una paradossale copertura pseudorazionale in funzione giustificativa.

Il male profondo che promana da esso, assume sembianze e movenze personali e oscure e si esprime e si incarna nei peccati personali e ha come denominatore comune dei diversi riti, simboli, pratiche e credenze, la fine della retta ragione e una profonda ferita nell'integrità della persona umana, che si evidenzia nelle aberrazioni sessuali, nella sete di potere, nella ricerca smodata di denaro e di successo, in un esasperato narcisismo; tutti elementi che rifuggono dall'amore nei confronti di Dio e del prossimo e dalla ricerca del vero bene personale e comune.

Alcune riflessioni conclusive
II credente, che cerca dì usare al meglio il dono dell'intelligenza di cui Dio l'ha dotato, è consapevole del fatto che il Creatore, proprio perché tale, può ragionevolmente manifestarsi all'uomo facendogli percepire cose che i suoi sensi naturali di per sé non riuscirebbero a percepire, oppure può intervenire in modo da sospendere momentaneamente quelle leggi naturali che Lui stesso ha posto a fondamento del creato, senza per questo contraddirle, o in altro modo straordinario e inusuale, compiendo per il bene dell'uomo fatti considerati miracolosi e non spiegabili dalla mente umana se non ricorrendo alla categoria del mistero divino.

Ovviamente colui che crede all'esistenza di un mondo invisibile, di cui Dio è creatore e Signore, generalmente crede che in tal mondo esista ed operi per permissione divina anche ciò che l'apostolo Paolo definisce «mysterium iniquitatis»[5]; è d'altronde ragionevole pensare che chi opera nel mondo invisibile possa, sempre per permissione divina, operare anche nel mondo materiale; pertanto per allargare il campo delle ipotesi, non è possibile trascurare neppure gli effetti provocati sull'uomo e sulla natura dall'intervento oscuro delle forze del male.

Tra le varie domande che taluni si pongono in relazione al fenomeno del satanismo vi è quella inerente alla possibilità che il demonio si manifesti realmente, in alcuni casi anche materialmente, durante i riti satanici. L'evocazione, l'adorazione o la venerazione del demonio, sia esso visto come essere preternaturale, o manifestazione energetica non ben definita, o Io umano divinizzato, di per sé non implica una sua particolare manifestazione durante il rito satanico, anche perché non è pensabile che la volontà dell'uomo sia così facilmente soddisfatta da entità o fenomeni da esso non controllabili.

Anche se la persona umana si rivolge a Satana come essere preternaturale a cui dedica la propria vita, non avrà mai alcuna garanzia di essere esaudita nei propri desideri. Ciò che però si realizza durante il rito satanico è la dipendenza della volontà della persona dall'entità chiamata in causa, dipendenza cercata deliberatamente (quando si ricorre consapevolmente a tali riti) per ottenere poteri o effetti di diverso tipo; ma tale dipendenza è frutto di una rinuncia all'uso della libertà e dell'intelligenza umana, a una opzione dell'uomo per la sottomissione e schiavitù nei confronti di un qualcosa o di un qualcuno la cui natura non riesce a percepire con chiarezza. Tutto ciò porta col tempo la persona verso sensi di impotenza nei confronti di una realtà che la sovrasta, di frustrazione per il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi che si era prefissi, e non raramente verso conseguenze di dissociazione psichica causate dal forte indebolimento della percezione di ciò che è realtà fisica, la quale non è più chiaramente scissa da ciò con cui si cerca di entrare in contatto, che è altro da tale realtà.

Possiamo dunque avere la certezza della presenza e dell'eventuale manifestazione del diavolo durante un rito satanico? La risposta razionale non può essere che no. Comunque, rifacendoci alla fede cristiana che vede il diavolo come essere personale preternaturale perverso e pervertitore, come puro spirito «che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre»[6] e la cui opera «più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l'uomo a disobbedire a Dio»[7], possiamo ritenere che Satana, attraverso la sua opera seduttrice, produca in qualche modo l'obnubilamento delle menti e delle coscienze delle persone partecipanti a tali riti spingendole a compiere azioni contrarie alla volontà di Dio e pertanto spiritualmente e fisicamente dannose per sé e per gli altri.

Un'altra domanda che ricorre comunemente quando si affronta il tema del satanismo è quella relativa alla possibilità di vedere in esso un'azione esplicita del maligno attraverso ad esempio la possessione diabolica di chi partecipa ai riti satanici. Tale azione ritengo non si esplichi tanto con la manifestazione di fenomeni preternaturali, quanto con una esasperata avversione nei confronti di Dio, di Gesù Cristo, della Madonna, della Chiesa e di tutte le cose sante. I possibili casi di possessione diabolica, riscontrabili in chi partecipa deliberatamente all'attività satanica, si configurano come casi di tipo per così dire attivo e non passivo, derivanti dal fatto che sono le persone stesse che si offrono volontariamente al demonio.

Infine una domanda che spesso ricorre è quella inerente alla possibilità che un maleficio lanciato da un devoto del demonio, in particolare durante un rito satanico, abbia il potere di provocare danni, anche a distanza, alla persona verso la quale era diretto.

Personalmente ritengo che dal punto di vista naturale ciò sia impossibile perché rappresenterebbe una violazione di quelle leggi di natura che Dio stesso ha posto a fondamento dell'universo da Lui creato. Non è possibile invece escludere, dal punto di vista della fede, la solita azione dannosa del demonio, come puro spirito malvagio, nei confronti della persona oggetto del maleficio. Per rispondere efficacemente e con successo a tale azione è opportuno mantenersi in grazia di Dio, attraverso la frequentazione dei sacramenti, la preghiera, e la conduzione di uno stile di vita che rifugga il male e si sforzi di compiere il bene.

La Chiesa Cattolica insegna che i demoni sono angeli creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi trasformatisi in malvagi. «La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. Tale "caduta" consiste nell'avere questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il Suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: "Diventerete come Dio" (Gen 3,5). "il diavolo è peccatore fin dal principio" (1Gv 3,8), "padre della menzogna" (Gv 8,44). A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta e non un difetto dell'infinita misericordia divina»[8]. Al riguardo sono illuminanti le parole del Card. Giacomo Biffi rintracciabili nelle lezioni di teologia tenute ai docenti dell'Università di Bologna sul tema: L'enigma del male e il disegno di Dio: «la nostra libertà, nel suo significato più profondo, è la spaventosa e stupenda prerogativa di poter costruire il nostro destino eterno. Per non essere puramente nominale, questa prerogativa deve necessariamente includere la reale e concreta possibilità di decidere per la perdizione. Come si vede, il mistero della dannazione è essenzialmente connesso col mistero della libertà, che è forse l'unico vero mistero dell'universo creato. Ha detto Kierkegaard. "Che Dio possa creare delle creature libere al suo cospetto, è la croce che la filosofia è impotente a portare, ma a cui è stata conficcata"[9]».

Se le persone che si accostano al satanismo riflettessero maggiormente sul significato di libertà, che purtroppo viene spesso in tali ambienti stravolto, capirebbero l'assurdità delle scelte di coloro che essendo stati creati liberi da Dio compiono l'opzione non per Colui che ha creato il mondo visibile e quello invisibile, ma per un essere creato, il quale, proprio in virtù dell'esercizio della libertà di cui Dio l'ha dotato, ha rifiutato di riconoscere Dio come suo unico e vero Signore.

Chi si comporta in tal modo non fa altro che rendersi schiavo di una creatura, rifiutando al contempo l'immenso amore del Creatore.

In questo mondo in cui pare quasi che il male, comunque lo si concepisca, abbia il sopravvento sul bene, credo che sia sempre più urgente rivolgere a tutti l'esortazione del Santo Padre: «Non abbiate paura!». Questa tranquillità può sgorgare solo dalla consapevolezza che la liberazione e la salvezza dal male passa attraverso l'opera redentrice di Gesù Cristo, unico Salvatore dell'uomo.

________________________________
NOTE:
[1] anton szandor lavey, The Satanic Rituals, Avon Books, New York 1972.
[2] La sintetica descrizione della "messa nera" qui riportata è ricavata dai seguenti testi: anton szandor LÀVEY, The Satanic Rituals, cit., pp. 29-53, an­ton szandor lavey, The Satanic Bible, Avon Books, New York 1969, pp. 99-105, aubrey melech, Missa Niger: La Messe Noire, Sut Anubis, Northampton (England) 1986.
[3]  don david scott, What ìs Satanism?, in Internet (18/3/96):  http ;//w ww. pe. nef _scotts/w ha ti s. htm 1
[4] Tutte le citazioni delle credenze e della prassi dei Bambini di Satana so­no tratte da pubblicazioni della setta che si trovano nel centro di documenta­zione del GRIS, a Bologna.
[5] 2Ts 2,7
[6] Catechismo della Chiesa Cattolica, 394
[7] Ibidem
[8] Catechismo della Chiesa Cattolica, 392-393
[9] G. BIFFI, L'enigma del male e il disegno di Dio, C.S.G. dell'Arcidiocesi di Bologna, 1993, p. 54.





2 - IL SATANISMO DAL PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO
prof. EUGENIO FIZZOTTI
pp. 47-52

Diverse sono le prospettive dalle quali, dal punto di vista psicologico, può essere osservato e approfondito il mondo misterioso e preoccupante del satanismo e dei fenomeni ad esso correlati. Ne è testimonianza eloquente l'abbondante e multiforme letteratura che, in questi ultimi anni, fa bella mostra di sé nelle vetrine e sugli scaffali di ogni tipo di libreria.

Due angolature, però, sembrano essere di particolare rilevanza: la prima cerca di comprendere il significato di comportamenti che, nell'opinione popolare, e limitatamente all'osservazione, sono attribuiti all'influsso di forze demoniache (si parla, in tali casi, di possessioni); la seconda mira ad indagare il mondo motivazionale del soggetto che aderisce a una dottrina nella quale il demoniaco assurge a elemento centrale e coagulante.

Tale duplice prospettiva, ovviamente, presuppone sia l'esistenza di una realtà demoniaca (la cui dimostrazione esula dalle competenze specifiche dello psicologo) che può manifestarsi in forme spesso stravaganti, imprevedibili e sconvolgenti, e sia la molteplicità di comportamenti umani non sempre decifrabili con le categorie interpretative usuali.

La psicologia e le vere o False possessioni
Disturbi fisici, infestazioni locali su case, su oggetti o in animali, ossessioni e impulsi personali fino al tentativo di suicidio, vessazioni tali da far perdere la coscienza e condurre ad azioni deplorevoli o all'enunciazione di frasi in odio a Dio e al sacro sono alcune delle espressioni dinanzi alle quali ci si domanda se la persona è posseduta da satana oppure se soffre di dissociazione psicologica o di isterismo.

Spesso, infatti, i comportamenti che vengono attribuiti ad un influsso demoniaco possono essere interpretati, senza ombra di dubbio, come situazioni a sfondo patologico, mentre in altri casi si presentano come chiara antitesi al progetto di salvezza che Dio ha sulle sue creature, e quindi non trovano una spiegazione sufficiente e convincente con i soli strumenti psicologici o psichiatrici.

I confini tra situazioni psicotiche ed effettivo influsso demoniaco sono comunque poco identificati ed anche poco identificabili. Inoltre, l'informazione, spesse volte manipolata e distorta, non rende giustizia dei fenomeni nella loro complessità e nella loro reale consistenza, per cui si lascia troppo facilmente passare per possessione diabolica ciò che, in realtà, è solo espressione di profondi disturbi psicologici, oppure si gonfiano le cifre degli appartenenti a gruppi satanici per creare una sorta di panico re-verenziale o, viceversa, di caccia alle "streghe" o agli "untori".

Pio Scilligo, docente di psicologia all'Università Salesiana e all'Università "La Sapienza" di Roma, sostiene che ognuno di noi ha l'esperienza di dialoghi dentro la testa, o dentro il cuore, che sono "segni di piccoli sdoppiamenti della personalità, più visibili quando si usa il Tu e meno evidenti quando si usa l'Io». Dopo aver terminato un lavoro, ad esempio, ci diciamo: «Bravo, l'hai fatto proprio come si deve!», oppure, dopo aver fatto un'azione sconveniente, affermiamo: «Sono un incosciente; devo subito andare a chiedere scusa!». Esperienze di questo tipo possono essere spiegate senza necessariamente ricorrere alla presenza di «spiriti parlanti». Basta accontentarsi di parlare di «schemi», di «introiezioni» o di «stati dell'io» relativamente autonomi che la persona normale può mettere in atto, poiché tali automatismi costituiscono dei piccoli "demoni", buoni o cattivi, che ognuno si porta dentro la struttura complessa della propria psicologia.

Esistono, però, sempre a parere di Scilligo, degli schemi protettivi molto più coriacei che la persona si è creati e che derivano da esperienze traumatiche o da comportamenti relazionali protratti nel tempo e assimilati dall'esterno con letture distorte così da formare isole comportamentali che sembrano degli alter ego.

In tali casi, si può verificare che alcune manifestazioni come l'espressione della rabbia, il parlare lingue, il cogliere in modo sorprendente il vissuto interno dell'esorcista, trovino una spiegazione naturale nei processi psichici di scissione e di proiezione, tecnicamente definiti come comportamenti borderline, ossia al limite della norma. Nello stesso tempo, non si può escludere che talvolta ci si possa trovare dinanzi a manifestazioni che eludono le spiegazioni metaforiche di natura psicologica o psichiatrica e non trovano riscontro a livello di contenuti sulla base di quello che si conosce nel mondo scientifico. In tal caso avrebbe senso il ricorso all'ipotesi di forze esterne al soggetto, che esercitano su di lui un peso nefasto e distruttivo.

Il nodo problematico, allora, dinanzi al quale la ricerca psicologica e quella psichiatrica non hanno ancora raggiunto, e difficilmente potranno raggiungerlo, un punto fermo, consiste nella discriminazione corretta tra un comportamento patologico di natura psichica ed un'invasione demoniaca, nell'assoluta convinzione che, diversamente da quanto viene sbandierato, solo in due o tre casi su mille ci si troverà dinanzi a una vera possessione diabolica. In tale prospettiva, ovviamente, solo uno scienziato serio con una mente aperta, capace di superare l'ambito ristretto delle sue competenze, è in grado di riconoscere la possibilità delle possessioni diaboliche.

Il mondo motivazionale degli adoratori di satana
Più articolata risulta l'analisi del mondo motivazionale di quanti dichiaratamente si schierano a favore del satanismo e traducono le loro convinzioni in comportamenti trasgressivi, con risvolti spesso di carattere giudiziario (si pensi alle violazioni di tombe, a rituali macabri con uccisione di animali, a stupri di ragazze vergini più o meno consenzienti, a procedimenti di deprivazione del controllo di sé in soggetti psicologicamente fragili).

In tal caso ci si può utilmente riferire, come criteriologia interpretativa, ad alcuni concetti elaborati dal famoso psicologo Erich Fromm. Soffermandosi, infatti, sul rapporto tra l'uomo e i vari tipi di religione, Fromm rileva che alcuni manifestano nei confronti della divinità un atteggiamento di assoluta dipendenza, di obbedienza cieca e irrazionale, di passiva accettazione di qualsiasi normativa, con la conseguenza di concepire se stessi come creature inette e meschine, capaci di acquistare un certo vigore solo nella misura in cui un potere supremo e indiscusso viene loro incontro.

Una tale visione autoritaria e disumana del rapporto con la divinità e, nel caso del satanismo, con entità malefiche, mentre favorisce la perdita di indipendenza e di integrità morale, offre il vantaggio (si fa per dire) di sentirsi protetti da una forza formidabile con cui in qualche modo si entra in contatto e di cui si viene a far parte. Inoltre, contribuisce ad elaborare l'immagine di un essere supremo dispotico e terribile, geloso della sua supremazia, arrogante e distruttivo di qualsiasi rapporto basato sulla solidarietà e sulla promozione di valori.

Quali sono i caratteri della personalità di coloro che aderiscono a divinità dai lineamenti satanici?
Il primo consiste in una tendenza chiaramente masochistica, resa evidente da un temperamento debole, dall'inclinazione dell’autodenigrazione, dal bisogno di sentirsi debole e impotente, dalla rinuncia volontaria ad ogni senso di libertà e di responsabilità personale. L'orientamento di fondo è, quindi, l'autodistruzione: il danno a se stesso viene ad essere favorito, prodotto o tollerato sia per prevenire l'ostilità da parte degli altri e sia per far nascere sentimenti positivi e di commiserazione negli altri verso di sé. Basti pensare, a tale proposito, all'accettazione passiva e irrazionale di «capi indiscussi», ai cui ordini si obbedisce senza alcuna resistenza.

Un secondo tratto si riferisce ad un profondo senso di colpa, dovuto alla difficoltà della presa di coscienza dell'ambiguità della realtà umana. In maniera molto esplicita, Fromm ritiene che «nella sfera autoritaria il riconoscimento dei propri peccati genera soprattutto spavento, perché si sa di aver disobbedito un'autorità potente che non [...] risparmierà i castighi. La mancanza morale è un atto di ribellione, e l'unico modo di ripararvi è un'orgia di auto-umiliazione. Il peccatore si sente depravato e impotente, si affida alla misericordia dell'autorità, e spera così perdono. Pentirsi vuoi dire tremare».

Un terzo carattere è legato all'introiezione in termini forti e impositivi delle richieste ambientali e, di conseguenza, alla percezione in termini tirannici del mondo della legge e, più in generale, del mondo culturale, sociale, familiare. Ne derivano, da un lato, il timore di essere distrutto e, dall'altro, paradossalmente, la spinta irrefrenabile ad agire in forme negative e autodistruttive.

Quarto e ultimo fattore è l'orientamento verso la morte e le cose morte, espressione di un anelito a trasformare sempre più se stesso, la società e il mondo circostante in un cimitero oppure in uno stabilimento robotizzato. L'uso di tendaggi neri e funerei nelle sale dì incontro, la presenza di teschi e di immagini terrificanti, l'incappucciamento in occasione dì rituali, il sacrificio di vittime animali e, purtroppo, talvolta anche umane sono la prova più eclatante di tale atteggiamento necrofilo.

Per lo psicologo, allora, l'adoratore di satana costituisce un impellente e, spesso, tragico campanello di allarme. Egli, infatti, non appare in alcun modo orientato verso la crescita personale, verso un rapporto sincero e autentico con gli altri, verso un impegno di servizio. Piuttosto, manifesta forti e preoccupanti tendenze autodistruttive, rese ancor più evidenti, da un Iato, dal nascondimento e dalla fuga e, dall'altro, dalla rinuncia volontaria (fino a che punto tale è veramente difficile da ipotizzare) della propria volontà a vantaggio di un'autorità che esige solo un'obbedienza cieca e una rigidità di comportamenti con la ricerca ossessionante di formule e di riti magici.

Eugenio Fizzotti è docente di Psicologia della Religione presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione dell'Università Salesiana, Roma.




3 - ASPETTI GIURIDICI E LEGALI DEL SATANISMO 
Dr. LUCIA MUSTI
pp. 53-57
Un'analisi sia pur minima di tipo giuridico del fenomeno delle sette impone una riflessione su alcuni principi stabiliti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, la cosiddetta Carta Fondamentale, e recepiti dagli articoli 17, 18 e 19.

In sostanza, per l'Ordinamento italiano, i cittadini hanno diritto di riunirsi "pacificamente e senza armi"; hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge italiana; hanno diritto di professare la propria religione, in qualsiasi forma, individuale ed associata, di farne propaganda e di esercitare in privato od in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Tanto premesso, ne consegue che le sette, in quanto tali, non interessano l'Ordinamento Giudiziario; a contrariis l'intervento della Magistratura s'impone nel caso in cui una setta - satanica e non - realizzi, attraverso i suoi fondatori, i suoi "sacerdoti", i suoi adepti, delle condotte penalmente rilevanti, ovverosia dei reati. Quando si concretizza una simile situazione di fatto, si mette inevitabilmente in moto la macchina investigativa e repressiva dello Stato, attraverso l'azione combinata della Polizia Giudiziaria e della Magistratura. Tale intervento trova la sua ratio in un principio fondamentale del nostro ordinamento, dettato a garanzia del diritto di uguaglianza tra tutti i cittadini, secondo cui il Pubblico Ministero ha obbligo di esercitare l'azione penale, ovviamente in caso di configurabilità di ipotesi criminose.
Il riflesso antigiuridico della setta si esplica, per lo più, attraverso alcune fattispecie di reato che, per summa divisio, potremmo ripartire tra reati di natura patrimoniale, delitti di natura sessuale e, comunque, attinenti la sfera della libertà della persona; reati contro la pietà dei defunti.

Minimo comune denominatore tra le suddette categorie è che vi sia corrispondenza tra la condotta in concreto posta in essere e la previsione normativa, ovvero il paradigma legislativo, previsto dal nostro sistema di diritto penale sostanziale. La preventiva positiva verificazione di tale corrispondenza da parte del Pubblico Ministero, comporta la messa in movimento di quella macchina investigativa e repressiva cui sopra si è fatto riferimento.

Le sette sataniche esplicano la loro attività antigiuridica di natura cosiddetta economica attraverso la perpetrazione di truffe, cioè di attività che si sostanziano in artifizi e/o raggiri posti in essere dall'agente che inducono in errore la persona offesa portandola a compiere un atto di disposizione patrimoniale che comporta, per il "truffatore", il conseguimento di un ingiusto profitto.
Il delitto di truffa è conseguenza psicologica della offerta, da parte della setta, di pratiche magiche per ottenere gli scopi tra i più disparati, nel campo dell'amore, della famiglia, del lavoro ecc.

Molto spesso alla truffa seguono reati più gravi, quali l'estorsione che si realizza mediante un'azione violenta e minacciosa che costringe la vittima a fare od ottenere qualcosa, procurando all'agente un ingiusto profitto, con corrispondente danno per la persona offesa.
Questa fattispecie criminosa si realizza ogni qualvolta la vittima, resasi conto del raggiro subito, rifiuta di corrispondere la somma pattuita per la "magia" promessa, ma non conseguita. In tale circostanza si manifesta la pericolosità della setta, attraverso ìa pretesa violenta di una somma di denaro, ingenerando nei soggetti una vera e propria situazione di "metus" nei confronti dei satanisti.

A questo proposito è il caso di evidenziare che coloro che aderiscono ad una setta satanica sono persone di grande debolezza, sia in quanto si tratta di soggetti di giovane età ed anche minorenni, con un processo di maturazione ancora in itinere e, perlopiù, orfani di famiglia, da intendersi come privi di un adeguato sostegno familiare; sia in quanto si tratta di persone seppur maggiorenni, sprovviste, tuttavia, di adeguata personalità, ma, soprattutto, carenti di un idoneo, minimo, bagaglio di valori.
Questa intrinseca complessiva debolezza, di coloro che vengono a contatto con una setta, ha - come rovescio della medaglia - una maggiore potenzialità offensiva della setta stessa, la quale è di conseguenza "favorita" nello svolgimento della sua attività, pericolosa ed antigiuridica.

Le carenze degli adepti sopra evidenziate, che li rendono facili preda dei satanisti, hanno un importante riflesso negativo sulle indagini eventualmente espletate. Invero, trattandosi di persone legate alla setta da un vincolo molto forte (a volte si parla di un giuramento di sangue), la collaborazione con la Magistratura ed, in genere, con gli organi investigativi, è ridotta a livelli minimali, pregiudicando l'andamento delle indagini e l'acquisizione di elementi di prova a carico dei satanisti. L'aver subito dei reati, evidentemente, non è fattore sufficiente ad indurre persone così deboli a rivolgersi agli organi investigativi per le opportune denunce. Pertanto, nell'ambito delle indagini sul satanismo, si può constatare una vera e propria omertà, analoga a quella riscontrabile nei reati di ambientazione mafiosa, con effetti assolutamente negativi sull'andamento delle indagini.

Quella forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, frase mutuata dall'enunciato dell'art.416 bis C.P., (associazione di tipo mafioso), sembra ben coniugarsi anche per il satanismo, laddove si pensi alle condizioni particolari in cui versano gli adepti, strumento nelle mani dei satanisti, e alle quali sopra si è fatto cenno.

Altri tipi di reati rapportabili ad una setta, vertono in tema di libertà personale sessuale, nel senso che - nell'ambito del "rito" - allo scopo di raggiungere il rapporto con Satana, è necessario porre in essere atti sessuali, con conseguente eiaculazione. Vittime di simili azioni sono perlopiù donne, molto spesso poste in stato di incapacità di intendere e di volere mediante assunzione di bevande adulterate ovvero di sostanze stupefacenti, oppure minori, anche in tenera età. Questi ultimi rivestono, nel rito satanico, una loro peculiarità, nel senso che l'inflizione di una pratica dolorosa, ad un bambino - per definizione "puro" e vicino a Dio - significa provocare sofferenza a Dio medesimo e, dunque, piacere a Satana.
E' evidente che, in tali frangenti, qualora vi siano elementi sufficienti per procedere, scatta immediato l'intervento della Polizia Giudiziaria e della Magistratura, ravvisandosi fattispecie criminose di notevole gravita.

Altra tipologia di reati che possono realizzarsi da parte dei satanisti sono quelli che il codice penale italiano comprende nel capo II come "delitto contro la pietà dei Defunti". In particolare si richiamano gli articoli 407 (Violazione di sepolcro); 408 (Vilipendio delle tombe); 410 (Vilipendio di cadavere); 411 (Distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere).
Anche l'uso del cadavere è essenziale nell'ambito del rito satanico; pertanto, anche in questi casi, scatta l'intervento repressivo e punitivo della Magistratura.
Sebbene in Italia non si siano verificate manifestazioni preoccupanti, quali suicidi di massa di adepti, tuttavia il fenomeno delle sette riveste una notevole pericolosità sia per gli effetti deleteri che produce negli aderenti, sia per i reati che "fisiologicamente" conseguono all'esplicazione dell'attività della setta stessa.

A fronte di una simile situazione, a parere della scrivente, il compito più gravoso non è quello della Magistratura e della Polizia Giudiziaria, che si limitano a svolgere una funzione investigativa e repressiva, quanto piuttosto della famiglia e della società che devono in qualche modo sostenere i giovani ed in genere le persone che versino in difficoltà, in modo da evitare l'inutile e dannoso ricorso a sette sataniche.

La Dr. Lucia Musti è Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna
Oggi (2010) Procuratore aggiunto della Repubblica di Modena




4 - IL DIAVOLO TRA LE NOTE:
SATANISMO E MUSICA ROCK 
prof. CARLO CLIMATI 
 pp 70-81


Negli ultimi anni i mezzi di comunicazione hanno dato spesso notizia dei rapporti tra satanismo, esoterismo e musica moderna. Si è parlato di dischi che spingono alla violenza, al suicidio, alla droga, all'adorazione del diavolo. Ma qual è la reale dimensione di questo fenomeno? Esiste davvero il "rock satanico", o si tratta di una leggenda?
La questione dev'essere affrontata con grande equilibrio.
Di fronte al tema del "rock satanico" esistono diversi atteggiamenti, che si possono riassumere in due schieramenti opposti: gli "scettici" e i "catastrofisti".
I "catastrofisti" sono quelli che vedono il diavolo dappertutto. Considerano il rock intrinsecamente satanico e vorrebbero cancellare ogni forma di musica moderna. Gli "scettici", invece, amano così tanto i loro idoli musicali da rifiutare di metterli in discussione. Non accettano critiche e tendono a giustificare ogni eccesso del rock con la scusa della "libertà d'espressione".

Entrambi gli schieramenti, pur trovandosi su fronti opposti, hanno qualcosa in comune: la mancanza di approfondimento e di obiettività. Per questa ragione, sono caduti spesso in bugiarde esagerazioni o in faziosi riduzionismi.
Al contrario, il fenomeno del rock satanico non dev'essere né gonfiato, né sottovalutato. Dev'essere semplicemente analizzato alla luce dei fatti, evitando di scadere in valutazioni superficiali ed estremiste.

Il primo segnale
II primo, timido riferimento al mondo del satanismo compare sulla copertina di uno dei dischi più famosi della storia del rock: "Sergeant Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles (1967). Sulla copertina dell'album compaiono tanti personaggi noti, Karl Marx, Stanlio e Ollio, Marlon Brando, Bob Dylan ed altri.

Il batterista Ringo Starr, all'epoca, dichiarò: "Abbiamo pensato di raggruppare i volti della persone che amiamo ed ammiriamo".[1] E tra questi, in alto a sinistra, spicca l'immagine di un uomo calvo. E' l'occultista inglese Aleister Crowley (1875 - 1947), padre del satanismo moderno ed ispiratore della maggior parte dei gruppi esoterici contemporanei.
Il motto di Crowley era "Fai ciò che vuoi". Un invito a godersi la vita senza limiti o regole morali, nella continua ricerca della soddisfazione personale e del piacere egoistico.
L'uomo, secondo, l'occultista inglese, ha il diritto di mettersi al posto di Dio e di scegliere le leggi della sua vita.
Negli ambienti rock degli anni sessanta, in cui fioriva l'interesse per l'esoterismo, Aleister Crowley era considerato un personaggio "di moda". Era apprezzato per la sua natura trasgressiva e per l'invito a rifiutare ogni regola imposta dall'alto. Per questa ragione, probabilmente, i Beatles lo inserirono sulla copertina del loro disco più famoso.

Un tocco esoterico

Negli anni settanta, il rock comincia ad assumere toni più accesi. Nasce l'hard rock (rock duro), caratterizzato da suoni metallici, chitarre elettriche distorte e voci potenti. Tra i pionieri del genere ci sono gli inglesi Led Zeppelin, gruppo fondamentale nella storia dei rapporti tra musica e satanismo.

Leader dei Led Zeppelin è il chitarrista Jimmy Page, accanito sostenitore delle dottrine di Aleister Crowley. Il suo interesse nei confronti dell'occultista inglese è tale da spingerlo a collezionare tutti i suoi oggetti personali: libri, manoscritti, cappelli, canne da passeggio, quadri e perfino le tuniche utilizzate durante i rituali. Page vive, addirittura, nella casa in cui Crowley abitava. Un antico cottage nei pressi del Loch Ness.
I Led Zeppelin sono il primo gruppo rock a fare uso di simboli satanici sulla copertina di un disco. Nell'album "IV" del complesso troviamo, infatti, un carattere magico che viene comunemente utilizzato per fare i patti con il diavolo.[2]



Un altro richiamo al satanismo è contenuto nell'album "III" dei Led Zeppelin. Vicino all'etichetta del disco, Jimmy Page fece incidere il motto di Aleister Crowley: "Fai ciò che vuoi". Ad un giornalista che gli chiedeva spiegazioni su quella frase, la rock-star rispose in modo evasivo. "L'idea è stata mia. La storia che c'è dietro è troppo lunga da raccontare. Ma l'intenzione era quella di dare un piccolo tocco esoterico. Speravo che nessuno la vedesse".[3]



Il satanismo esplicito
Negli anni ottanta e novanta la corrente dell'hard rock si farà sempre più dura, dando vita al filone dell'heavy metal (metallo pesante). Ed è proprio in questo genere musicale che il satanismo diventa esplicito con una forte tendenza all'uso di tematiche esoteriche nei testi delle canzoni e nelle immagini delle copertine.

Tra i gruppi più rappresentativi ci sono i danesi Mercyful Fate. Una loro canzone, "Don't break the oath", riproduce la formula di un vero e proprio giuramento al diavolo: "Io bacerò il caprone e giuro di dedicarmi mente, corpo ed anima, senza riserve, per promuovere i piani del nostro signore Satana".





Dello stesso genere sono i Deicide, il cui leader, Glen Benton, è arrivato al punto di farsi bruciare una croce rovesciata sulla fronte, mantenendo perennemente l'ustione prodotta. La croce raffigurata al contrario, che rappresenta l'Anticristo, è un tipico simbolo dei satanisti, che compare su molte copertine di dischi rock.

Tra i gruppi italiani spiccano i Death SS, guidati dal cantante Steve Sylvester e dal chitarrista Paul Chain. In un loro disco, "Black Mass", viene descritto nei minimi particolari un rituale satanico celebrato alle undici di sera in una chiesa sconsacrata. La canzone che da il titolo all'album dice: "La gola del bambino sarà tagliata, sopra il corpo di una strega. Mischia il suo sangue con il suo seme ed unisciti all'Esercito Nero".

Gli oltraggi blasfemi
Particolarmente sgradevoli sono le copertine di dischi che propongono immagini blasfeme ed anticristiane. Il più colpito è certamente Gesù Cristo, che viene raffigurato in tutti i modi: squartato (dai Mortuary e dai Deicide), bucherellato (dai Messiah) o usato come fionda per lanciare un proiettile (dal Celtic Frost).


L'immagine più agghiacciante è quella di una copertina dei Torr, in cui Gesù viene ritratto come un cadavere in decomposizione sulla croce. La scelta non è casuale. Il disegno, infatti, sta a significare che Cristo non sarebbe risorto.
Anche gli stessi nomi dei complessi, a volte, hanno contenuto blasfemo. Ci sono, ad esempio, i finlandesi Impaled Nazarene, che significa "il Nazareno impalato". Ma anche i polacchi Christ Agony (Agonia di Cristo), i torinesi Burn The Crucifix (Brucia il crocifisso) e i newyorkesi Fallen Christ (Cristo decaduto).

Il fatto incredibile è che questi gruppi, invece di essere censurati, godono dell'appoggio di molti critici musicali. Il caso più clamoroso è quello del giornalista Stefano Marzorati, curatore dell'Almanacco della paura del fumetto Dylan Dog.
Secondo Marzorati, al gruppo Impaled Nazarene "andrebbe una nota di merito per aver scelto un nome così blasfemamente suggestivo".[4]

Musica contro la vita
Tra gli eccessi di certi gruppi rock non c'è soltanto l'adorazione del diavolo. Argomenti ricorrenti, nei testi delle canzoni, sono anche l'esaltazione del suicidio e dell'eutanasia. Alcuni cantanti invitano apertamente l'ascoltatore ad uccidersi, dicendogli che la vita è triste, che il mondo fa schifo e che non vale la pena di restare su questa Terra.
Un esempio lampante di questa "musica contro la vita" lo troviamo nella canzone "Suicide solution" (La soluzione del Suicidio), di Ozzy Osbourne. All'interno del brano si può trovare un messaggio seminascosto che invita l'ascoltatore a spararsi con una pistola: "Ah, nessuno, Tu solo sai realmente dove si trova. Tu ce l'hai. Perché? Prova! Prendi la pistola e provala. Spara! Spara! Spara!".

Sulla copertina interna di un disco dei Christian Death troviamo la scritta in francese "L'invitation au suicide" (L'invito al suicidio). Mentre il disco "Stained class" dei Judas Priest raffigura l'immagina di una testa attraversata da un colpo di pistola.
All'eutanasia è dedicato il disco "Youthanasia" dei Megadeth, ispirato alla vicenda del "Dottor Morte" Jack Kevorkian, medico tristemente noto per aver "aiutato" alcuni pazienti a farla finita. Secondo i Megadeth, l'eutanasia non sarebbe altro che una me-tafora della vita. "Se si può scegliere come vivere, perché non si può scegliere come morire?", hanno dichiarato in un'intervista.[5]




Un ponte verso il satanismo
Negli ultimi anni il rock satanico è diventato una vera e propria moda, che si esprime attraverso le correnti musicali più estreme, i cui nomi parlano chiaro: "death" (morte), "black" (nero), "grind" (frantumare, stritolare), "doom" (rovina, tragico destino).
Alcuni complessi "recitano" la parte dei satanisti come trovata pubblicitaria per vendere dischi, ma c'è anche chi fa sul serio, operando a stretto contatto con le sette.

Negli Stati Uniti, ad esempio, numerosi artisti rock collaborano con la Chiesa di Satana.
Fra questi ci sono King Diamond e gli Acheron, che tendono a dipingere il satanismo come una sorta dì "religione alternativa", rassicurante e non pericolosa.

Dal semplice ascolto di un disco è possibile entrare in contatto con ambienti esoterici. Come nel caso del complesso Psychic Tv, che ha fondato il "Tempio della Gioventù Psichica". Per aderire a questa setta, i fans del gruppo devono prendere parte ad un disgustoso rituale di tipo magico-sessuale.

Anche le riviste rock rappresentano un punto di contatti gli ambienti del satanismo. Uno dei più noti mensili musical italiani, "Flash", ha pubblicato l'indirizzo della Chiesa di Satana americana, descrivendola come "l'associazione più seria ed affidabile a cui si possano rivolgere gli amanti e i cultori delle teorie occulte". L'articolo in questione termina con un chiaro invito ai lettori: "Se pensate che vi possa aiutare la conoscenza del satanismo, e se volete far parte di quella grande palestra del pensiero che è la filosofia satanica, la Chiesa di Satana vi aspetta".[6]

Dal rock alle profanazioni
L'idea di una musica che può spingere alla pratica del satanismo, fino a qualche tempo fa, era considerata una semplice ipotesi. Ma alcuni fatti di cronaca, accaduti proprio in Italia, hanno dimostrato che i messaggi lanciati da alcuni cantanti possono avere effetti devastanti. Soprattutto quando vengono ricevuti ragazzi psicologicamente fragili ed influenzabili.
Il caso più noto è quello di un giovane satanista di La Spezia, Davide Zanotti, protagonista di "visite notturne" nei cimiteri con profanazioni di tombe e furti di teschi ed ossa. Il ragazzo, oggi completamente pentito, ha dichiarato: "Mi dispiace per quello che ho fatto. Mi sono lasciato trascinare dalla musica black metal, che seguo da più di dieci anni. In particolare i testi di alcuni gruppi norvegesi e svedesi, tra cui i Mayhem, i Darkthrone e i Marduk. Mi hanno condizionato a tal punto che ripetevo come un automa quello che loro raccontavano nelle canzoni. (...) Quella musica, che ascoltavo anche dieci ore al giorno, mi prendeva a tal punto che non mi rendevo conto della gravita dei miei gesti".[7]
La procura di La Spezia, dopo la confessione di Zanotti, ha condotto una vasta indagine denominata "Operazione Diablo", in seguito alla quale si ritrovano indagati nove giovani dai diciotto ai ventisette anni. Le accuse vanno dal danneggiamento e violazione di sepolcro al furto aggravato di arredi sacri. Daniele Murgia, ispettore della questura di La Spezia che ha seguito l'operazione, ha dichiarato: "il filo conduttore che legava queste persone nel loro culto del male era la musica black metal. I loro contatti avvenivano sia a livello epistolare, sia ai concerti di rock satanico".[8]

Violenza e razzismo
In Italia il rock satanico ha causato "soltanto" profanazioni di tombe e furti nelle chiese. In Norvegia, purtroppo, il fenomeno ha avuto conseguenze ben peggiori. I componenti di alcuni gruppi rock, riuniti nella corrente di pensiero della "Black Metal Mafia", hanno organizzato attentati terroristici a chiese cattoliche, trasformando il loro odio musicale in veri e propri atti di vandalismo.

In questo clima rovente non sono mancati gli omicidi. Courit Grishnackh, cantante dei Burzum, è stato condannato a ventun anni di prigione per aver ucciso un altro musicista, Oysten Aarseth, capo storico del complesso Mayhem e suo (ex) grande amico. Stessa sorte è toccata a Bard G. Eithun, batterista degli Emperor: quattordici anni di carcere per omicidio.
Per comprendere lo spirito che caratterizzava la "Black Metal Mafia" è sufficiente ascoltare alcune dichiarazioni di Count Grishnack: "Io sono orgoglioso di essere un uomo bianco di razza ariana, con una figlia bianca ariana che ha anche una madre della sua stessa razza. Sono fiero dei miei occhi blu, dei miei capelli biondo scuro e della mia pelle bianca".[8]

Dal satanismo al razzismo, dunque, il passo è breve. Non a caso, molti gruppi di rock satanico sono anche antisemiti ed attaccano le persone di colore. Trey Azagtoth, chitarrista dei Morbid Angel, afferma senza mezzi termini di "abbracciare lo spirito di Hitler".[9]
Mentre gli italiani Deviate Ladies, appassionati lettori del "Mein Kampf', si dichiarano "cultori della razza bianca unica e dominatrice".[10]

I messaggi nascosti
Un altro fenomeno che ha destato molta curiosità oltre al satanismo esplicito, è quello dei "messaggi nascosti" nei dischi di famose rock-star. E' la tecnica del cosiddetto "Backward masking process" (processo di mascheramento all'indietro), utilizzata da tantissimi cantanti. [11]

I messaggi nascosti vengono registrati al contrario, in sala di incisione. E si possono decifrare facendo girare il disco al rovescio. Ad esempio, ascoltando al contrario la canzone dei Led Zeppelin "Stairway to heaven" si otterrà una voce che dice: "Ecco il mio dolce Satana, la cui piccola via non mi renderà triste, e della quale il potere è Satana. Egli darà il progresso, dandoti il sei, sei, sei" (numero biblico dell'Anticristo). Questo tipo di tecnica si può ricondurre all'antica tradizione dei satanisti di recitare preghiere cattoliche al contrario, durante le "Messe nere", per dissacrarle e rivolgerle al diavolo.

In linea con questo tipo di rituali è un disco del complesso Christian Death, "Prayer", in cui è stato registrato il Padre Nostro al contrario. Ovviamente, trattandosi di una Preghiera al demonio, sono state eliminate la ultime due frasi, "Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male". Satana, di sicuro, non le avrebbe gradite.

I Messaggi rovesciati rappresentano il tentativo di realizzare dei piccoli rituali esoterici attraverso la musica. Non mancano, comunque, i gruppi rock che li hanno utilizzati semplicemente come forma di scherzo o di provocazione. Tra questi ci sono i Pink Floyd, che nell'album "The Wall" hanno inserito la frase: "Congratulazioni! Hai appena scoperto il messaggio segreto. Per favore, manda la tua risposta ai vecchi Pink, presso la buffa fattoria, Chalfont".

Un fenomeno in espansione
La questione dei messaggi nascosti, da sempre, suscita molta curiosità, ma non è l'aspetto più importante del problema. Ciò che desta maggiori preoccupazioni è la corrente del rock satanico esplicito, attualmente in grande espansione.

Negli ultimi tempi, in Italia, sono sorti negozi specializzati in questo genere di musica. Oltre ai comuni dischi, vendono libri di satanismo e magia nera. E' il caso del negozio "Demos" di Napoli, che ha nel suo catalogo l'intera opera dell'occultista inglese Aleister Crowley.
 Anche la stampa musicale si sta adeguando. Un vero fenomeno editoriale è la rivista italiana "Grind Zone", specializzata in dischi satanici. Nata come semplice esperimento, si è trasformata in un periodico a tutti gli effetti, con tanto di edizioni in lingua spagnola e tedesca. Fioriscono, poi, le cosiddette "fanzine", riviste amatoriali che vengono distribuite al di fuori del normale circuito delle edicole. Alcune di esse hanno contenuti satanici, come "Mortualia'zine", "Grief'zine" e "Koito'zine". La peggiore è certamente "Cancrena 'zine", che non risparmia ai suoi lettori neppure le bestemmie.
Un ulteriore mezzo di diffusione del rock satanico è Internet, che ospita numerosi siti dedicati ai seguaci del diavolo. Perfino i razzisti Burzum, o i blasfemi Marduk, hanno a disposizione una loro pagina sulla "rete delle reti". Mentre Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana americana, ha un proprio sito per pubblicizzare dischi ispirati ai diavolo.

Un grande "spot" per il diavolo
Tutti gli elementi elencati finora dimostrano in modo schiacciante come una parte della musica moderna sia diventata, senza ombra di dubbio, un efficace mezzo di diffusione del satanismo tra i giovani.
Fortunatamente non tutto il rock propone messaggi negativi. Ma non si può negare che qualcuno abbia deciso di utilizzarlo per promuovere la non-cultura dell'occultismo, della morte e della disperazione.
I "venditori di Satana" sanno bene che, attraverso un disco, è possibile raggiungere il cuore di milioni di giovani in tutto il mondo. Quale spot pubblicitario potrebbe mai garantire una simile diffusione del proprio "prodotto"?
Un'ulteriore, clamorosa conferma di questa tesi è rappresentata dalla serie di trasmissioni che il satanista Efrem Del Gatto ha condotto sull'emittente televisiva laziale "Magie TV", specializzata in programmi musicali (24 ore su 24).
Del Gatto, fondatore di una confraternita luciferiana, è una delle figure più note del satanismo italiano contemporaneo. Ed è significativo che, per parlare in tv, abbia scelto un'emittente musicale. Chissà quanti ragazzi, tra una canzone e l'altra, avranno abboccato al suo amo.

_______________________________
NOTE:
[1]  regimbal jean-paul e collaboratori, II Rock'n'roll, Edizioni Uomini Nuo­vi, Marchirolo (Varese), 1983.
[2] BOUISSON MAURICE, Storia della magia, SugarCo, Carnago (Varese), 1992.
[3] AA.VV., Led Zeppelin, Arcana, Milano, 1983.
[4] MArzorati stefano, Dizionario dell'Horror rock, SugarCo, Carnago (Varese), 1993.
[5]  Megadeth e l'eutanasia", in "Tuttifrutti", luglio 1994.
[6]    VITALI  FR.ANCESCO,  e AL DI Là DELL'OCEANO?, IN "fLASH", SETTEMBRE 1994
[7] BENEDETTI MASS., II mio demonio era la musica black metal, in "La Nazione", 26 agosto 1996.
[8]   COLOMBE A, Altri nove satanisti sotto inchiesta, in "Avvenire", 5 settembre 1996.
[9]   BIANCHI M., E' il rumore dell'inferno, in "L'Europeo", 17 agosto 1994.
[10] "Deviate Ladies ideologia perversa", in "Metal Shock", 15 marzo 1995.
[11] E' possibile ascoltare i messaggi satanici nascosti nel dischi rock, già decifrati, nell'audiocassetta allegata al libro di CARLO CLIMATI, Inchiesta sul rock satanico, Edizioni Piemme, Casale Monferrato (To) 1996. Il volume approfondisce tutti gli argomenti trattati in questo articolo.



Video satanismo e sette sataniche




5 - I RITI SATANICI NEL GIUDIZIO DELLA CHIESA
MONS. ANGELO SCOLA
pp. 98-111

L’eredità dell'epoca moderna, che vede se non la sconfitta certo un drastico ridimensionamento della pretesa razionalistica, ci presenta una inattesa esplosione del sacro. La secolarizzazione veniva annunciata come una riduzione in termini «mondani», «non religiosi», del discorso cristiano. Invece, oggi, pullulano le più svariate forme di un sacro che potrebbe essere definito naturalistico, in quanto trova risposte al senso religioso in una concezione della natura (del cosmo e dell'uomo) che, quasi al modo dell'era precristiana, torna ad essere sentita come in se stessa divina (theia physis). Dei e demoni popolano l'universo di questo nuovo politeismo irrazionale, paradossalmente nutrito dagli straordinari mezzi offerti dalla scienza e dalla tecnica.

Non credere più in Dio non significa credere in niente, significa, invece, credere in tutto. Questa nota intuizione di Chesterton descrive bene la condizione di molti uomini di oggi. Abbandonata la fede cristiana e delusi dalla pretesa della ragione illuministica, essi si scoprono inermi di fronte alla realtà. Non riescono a liberarsi dall'angoscia di una solitudine radicale di fronte al mondo e al tempo. Per dominarla si rivolgono alla magia che consentirebbe di guadagnarsi la protezione di poteri occulti e non rinunciano a cercare un'alleanza con le stesse potenze del male.

Proliferano, per questo, le pratiche magiche e non mancano fedeli cristiani che partecipano a gruppi satanici fautori di un culto apertamente contrario alla religione cattolica. Di fronte a questo stato di cose, la Chiesa, in particolar modo i Pastori, è chiamata ad un chiaro giudizio, che è reso possibile da un rinnovato annuncio della vittoria di Cristo su Satana, sul peccato e sulla morte.

Per evidenziare la posizione della Chiesa e il dato magisteriale riguardo alla problematica dei culti satanici, senza tralasciare di sottolinearne la pericolosità e l'inconciliabilità con la natura della fede e della morale cristiana, il tema verrà sviluppato nei seguenti punti:
1. la novità del culto cristiano;
2. la realtà di Satana e le sue insidie contro gli uomini;
3. i riti satanici nel giudizio della Chiesa; 4. possibili conseguenze della partecipazione ai riti satanici.

1. La novità del cullo cristiano
«Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi, come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale» (Rm 12,1), II culto cristiano, opera di Cristo sacerdote cui viene associato l'uomo, presenta un carattere del tutto particolare, che lo distingue radicalmente da ogni altra forma di culto. Non può mai essere ridotto a puro rito o pratica di pietà. L'adorazione a Dio, infatti, che ha il suo culmine nella celebrazione dei sacramenti, si compie in pienezza solo nell'offerta della propria vita come oblazione gradita al Padre.

Dove poggia l'originalità del culto cristiano? Sull'evento Gesù Cristo: "Questo Gesù, Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire... Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifìsso» (At 2,32-33.36). In modo libero e gratuito, prima di tutti i secoli, il Padre ha deciso di far partecipare della sua vita divina gli uomini, conformandoli a Gesù Cristo per opera dello Spirito Santo. Per questo disegno di salvezza ha dato l'essere a tutte le cose, visibili ed invisibili, e fra tutte loro all'uomo, creato a sua immagine e somiglianzà e chiamato alla vita soprannaturale. Col peccato di Adamo non è cambiato questo «ordine originale», ma ne è stato svelato il carattere redentivo. Il Figlio eterno di Dio si è incarnato e, nel mistero pasquale (morte, risurrezione, ascensione e dono dello Spirito Santo), ha compiuto l'opera della giustificazione. Essa raggiunge gli uomini di ogni tempo attraverso la Chiesa, nel suo settenario sacramentale. La giustificazione, secondo la nota terminologia neotestamentaria, genera figli nel Figlio: «Infatti, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito di figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!». Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi» (Rm 8,14ss.). Il sacramento del battesimo, intrinsecamente orientato all'Eucaristia, opera nel credente questa rigenerazione soprannaturale e lo introduce alla vita nuova in Cristo, rendendolo capace di atti meritori.

Infatti, la potenza e la bellezza dell'opera di Cristo si manifesta, in un certo senso visibilmente, nella vita nuova del battezzato, che è caratterizzata, innanzitutto, dalle tre virtù teologali: fede, speranza e carità. L'adesione a Gesù Cristo nell'obbedienza della fede, la pratica di una carità operosa verso Dio ed il prossimo e la speranza che la misericordia di Dio ci concederà la pienezza della vita eterna, che è già oggetto, come caparra, di esperienza presente, sono caratteristiche della vita dei santi, espo-nenti privilegiati della novità esistenziale portata da Cristo al mondo. L'esistenza del cristiano (en Christoi), essendo in se stessa il nuovo culto, ha negli atti di culto specificamente intesi la sua espressione culmine. Il Concilio Vaticano II, parlando della celebrazione liturgica, richiama, in proposito, l'insegnamento
della Scrittura e della Tradizione: «Ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo Corpo, che è la Chie-sa, è azione sacra per eccellenza, e nessun'altra azione della Chie-sa, allo stesso titolo e allo stesso grado, ne uguaglia l'efficacia» (Sacrosanctum Concilium, 7). Infatti, l'atto di culto, che per il cristiano può essere riferito soltanto a Dio, ha fondamentalmente la forma di una «risposta" all'iniziativa gratuita del Padre in Gesù Cristo per opera dello Spirito Santo. In esso sono implicate tutte e tre le virtù teologali che, a loro volta, coinvolgono tutte le dimensioni costitutive della persona.

2. La realtà di Satana e le sue insidie contro gli uomini
Dentro questa cornice si può parlare, con serietà e senza cadere in esagerazioni, dei riti satanici: un albero velenoso che cresce sul terreno inquinato della magia. Anzitutto non dobbiamo dimenticare che la Chiesa, da una parte, ha sempre riprovato una eccessiva credulità in materia, censurando con energia tutte le forme di superstizione, così come l'ossessione per Satana e i demoni, e i diversi riti e modi di malefica adesione a tali spiriti. D'altra parte, con saggezza, essa ha messo in guardia da un approccio puramente razionalistico a questi stessi fenomeni, che finisca per identificarli sempre e solo con squilibri mentali. Una serena posizione di fede ha caratterizzato lungo i secoli l'attitudine ecclesiale.


Come ci ricorda San Giovanni Crisostomo «non ci fa certamente piacere intrattenervi sul diavolo, ma la dottrina della quale esso mi offre lo spunto risulterà assai utile per voi» (De diabolo tentatore, homil. II, 1).

Vent'anni fa non era raro imbattersi in discorsi teologici che negavano l'esistenza del diavolo e della sua reale opera di insidia contro gli uomini. Al punto che Papa Paolo VI sentì il bisogno di riproporre la fede della Chiesa al riguardo nell'udienza generale del 15 di novembre di 1972: «II male non è più soltanto una deficienza, ma un'efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell'insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente; ovvero chi ne fa un principio a sé stante, non avente essa pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni». Queste parole ripresero l'insegnamento costante del Magistero della Chiesa (s. V-VI: DS, 286, 291, 325, 457-463; s. XIII: DS, 797; s. XV-XVT: DS, 1349, 1511; s. XVII: DS, 2192, 2241, 2243-2245, 2251; s. XX: DS, 3514), specie quello del Concìlio Lateranense IV del 1215, il cui contenuto è stato analizzato con acribia dal documento «Les formes multiples de la superstition», pubblicato a cura della Congregazione per la Dottrina della Fede (26 giugno 1975). Il pronunciamento del Lateranense IV, contro gli albigesi e i càtari, afferma: «II diavolo, infatti, e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi. L'uomo poi ha peccato per suggestione del demonio» (DS, 800). Giovanni Paolo II, nel ciclo di catechesi sulla creazione (9 e 30 luglio, e 13 agosto 1986), afferma la stessa dottrina e il Catechismo della Chiesa Cattolica la esprime con chiarezza: «Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c'è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia li fa cadere nella morte. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo. La Chiesa insegna che all'inizio era un angelo buono, creato da Dio... Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi» (CCC, 391). E' quindi impensabile negare esistenza reale ad un essere creato da Dio. Dobbiamo notare, però, che il Catechismo, seguendo tutta la Tradizione della Chiesa, parla del diavolo in modo subordinato alla storia della salvezza, nell'ambito della creazione e del peccato originale. Questa scelta mina alla radice ogni possibilità di dualismo che ponga Satana allo stesso livello di Dio. La storia della salvezza non è la lotta, a pari forze, tra il Dio di misericordia e il padre della menzogna. E' tutta definita dall'onnipotenza del Padre che ha inviato Suo Figlio «per distruggere le opere del diavolo» (1Gv 3,8). Non c'è che un principio dell'essere e, pertanto, non c'è che una possibilità di vittoria: tutta l'opera di Satana è contrassegnata, fin dall'inizio, dai tratti dello sconfitto. «La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l'edificazione del Regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo Regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni, di natura spirituale e indirettamente anche di natura fìsica, per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina Provvidenza, la quale guida la storia dell'uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dell'attività diabolica è una grande mistero, ma "noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rm 8,28)" (Catechismo della Chiesa Cattolica (= CCC), 395).

Pur essendo uno sconfitto, Satana non cessa di mettere in difficoltà i figli di Dio perché la vittoria di Cristo attende di manifestarsi incontrovertibilmente nella Sua Parusia. Colui che è chiamato l'omicida fin dal principio (cfr. Gv 8,44) insidia continuamente i fedeli perché si separino dal loro Redentore. «Sarebbe un errore funesto comportarsi come se, considerando la storia già risolta, la redenzione avesse ottenuto tutti i suoi effetti, senza che sia più necessario impegnarsi nella lotta di cui parlano il nuovo testamento e i maestri della vita spirituale» («Les formes multiples de la superstition», op. cit.).
La vita cristiana possiede una intrinseca dimensione di lotta che a nessuno può essere risparmiata. Sant'Agostino parla delle due città, contraddittorie tra di loro, e Sant'Ignazio di Loyola, grande maestro di vita spirituale, ci ha lasciato nel libro dei suoi Esercizi la famosa meditazione delle due bandiere, che esprime con vivacità la lotta del cristiano. Infatti, la salvezza dell'uomo non può essere automatica perché tiene conto della sua libertà. Se così non fosse verrebbe, inevitabilmente, considerata da noi come un fattore estrinseco, non «conveniente» alla nostra persona, il cui emblema è, appunto, la libertà. Ma l'esperienza della libertà finita introduce, nello stato viatoris, la possibilità dell'errore che può giungere, a causa del peccato, fino alla ribellione contro il Bene supremo. L'uomo, nell'esercizio della sua libertà, può scegliere un bene finito trattandolo come il Bene assoluto. E' nel contesto della natura limitata e ferita dell'uomo che si situa il discorso sull'azione del maligno e sulle sue tentazioni e seduzioni.

3.1 riti satanici nel giudizio della Chiesa
L'azione ordinaria di Satana consiste nell'indurci al peccato che è uno smarrimento colpevole della libertà. L'insegnamento del Concilio Vaticano II illumina questa situazione: «Se l'uomo guarda dentro al suo cuore si scopre anche inclinato al male e immerso in molteplici mali, che non possono certo derivare dal suo
Creatore, che è buono. Spesso, rifiutando di riconoscere Dio quale suo principio, l'uomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo ultimo fine, e al tempo stesso tutto il suo orientamento sia verso se stesso, sia verso gli altri uomini e verso tutte le cose create. Così l'uomo si trova in se stesso diviso. Per questo, tutta la vita umana, sia individuale che collettiva, presenta i caratteri di una lotta drammatica tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre» (Gaudium et Spes, 13).

Concentrandoci ora sul fenomeno dei riti satanici, conviene ricordare quanto siano svariate le circostanze che possono condurre un uomo a esercitare dette pratiche, così come diverse sono le forme e denominazioni che queste assumono in dipendenza dalle correnti e dai mezzi cui fanno riferimento. Non manca oggi, anche in ambito cattolico, la letteratura che si incarica di una descrizione il più possibile completa del fenomeno. Il nostro scopo si limita, semplicemente, a riproporre il giudizio della fede e della morale della Chiesa sui culti satanici.

I richiami della Sacra Scrittura sul carattere illecito dei culti a Satana sono costanti, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Al centro della condanna della Bibbia sta la coscienza che essi comportano un rifiuto dell'unico e vero Dio. Infatti, è la signoria di Dio sul suo popolo ciò che è in gioco: «Io, io sono il Signore, fuori di me non v'è salvatore» (Is 43,11). Nello stabilire la Sua alleanza con il popolo di Israele, il Signore l'aveva ammonito: «Temerai il Signore Dio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome. Non seguirete altri dei, divinità dei popoli che vi staranno attorno, perché il Signore tuo Dio sta in mezzo a te, è un Dio geloso; l'ira del Signore tuo Dio si accenderebbe contro di te e ti distruggerebbe dalla terra. Non tenterete il Signore vostro Dio come lo tentaste a Massa» (Dt 6,13-16). La storia della salvezza colloca Israele in un rapporto del tutto particolare con il Signore: si è rivelato come il vero Dio, l'unico capace di liberare e salvare l'uomo.

La condanna antico-testamentaria rimane intatta nel Nuovo Testamento. Anzi, proprio all'inizio della missione di Gesù Cristo, viene ripresa con forza: «Gesù le rispose: "Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto"» (Mt 4,10). La lotta di Gesù contro Satana ed il peccato, le sue guarigioni e miracoli, la sua morte e risurrezione liberano l'uomo dalle potenze demoniache, dal male e dalla morte. Gli scritti apostolici riprendono con forza la condanna delle stregonerie: «le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisione, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio» (Gal 5,20-21).

La dottrina dei Padri della Chiesa, soprattutto di quelli dei primi secoli del cristianesimo quando i riti magici e satanici erano assai abbondanti, è unanime al riguardo. Possiamo ricordare in questa sede le parole di Tertulliano: «Di astrologi, di stregoni, di ciarlatani d'ogni risma, non si dovrebbe nemmeno parlare. Eppure, recentemente, un astrologo che dichiara di essere cristiano ha avuto la sfacciataggine di fare l'apologià del suo mestiere!... L'astrologia e la magia sono turpi invenzioni dei demoni» (De idolatria, IX, 1); oppure quelle di san Cirillo di Gerusalemme: «Alcuni hanno avuto l'improntitudine di disprezzare il creatore del paradiso, adorando il serpente e il drago, immagini di colui che di lì ha fatto scacciare l'uomo» (Sesta Catechesi Battesimale, n. 10).

Non c'è stata epoca della storia del cristianesimo in cui il giudizio della Chiesa sui culti satanici sia stato diverso. I culti satanici rientrano nella categoria dell'idolatria, perché attribuiscono poteri e caratteri divini ad uno che non è Dio ed è il «nemico del genere umano». Si tratta, quindi, di atti che separano radicalmente dalla comunione con Dio, poiché comportano una libera scelta dell'uomo per Satana invece che per l'unico Signore. Ci troviamo di fronte a un peccato contro il primo comandamento della legge di Dio (cfr. CCC, 2110ss.). L'annuncio della potenza redentrice del Risorto, contenuto essenziale del kerigma apostolico, viene sostituito da «tecniche» e «riti» con cui si pretende guadagnare, per sé o per altri, la protezione del maligno. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ne parla in questo modo: «Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che "svelino" l'avvenire. La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l'onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo solo a Dio» (CCC, 2116).

C'è un altro aspetto dei culti satanici che non possiamo trascurare. Non sarebbe difficile individuare nell'universo concettuale delle persone che praticano questi riti una certa visione manichea, forse inconsapevole, della realtà. Infatti, attribuire a Satana ciò che appartiene solo a Dio, implica, almeno di fatto, porre due principi a fondamento del mondo e del tempo, in lotta tra di loro e in cerca di cultori. Niente è più estraneo alla fede cattolica di un simile manicheismo. Le ripetute dichiarazioni del Magistero della Chiesa (basti ricordare la polemica con lo gnosticismo o, nel medioevo, quella con i catari e albigesi), hanno sempre ribadito il carattere di creatura proprio del diavolo e l'origine del male nella sua volontà e nella libertà degli uomini.
Tuttavia, non è soltanto la fede che viene meno in queste pratiche. Anche la speranza cristiana è radicalmente offesa poiché chi compie simili atti, affida la sua salvezza, presente ed eterna, alle potenze demoniache e non a Dio. Non possiamo, inoltre, dimenticare che quelli che rendono culto a Satana agiscono contro la carità, poiché si mettono a disposizione della sua opera di distruzione: basti pensare alle degradazioni morali che accompagnano normalmente i riti satanici. Trattandosi di culto è in gioco tutto l'uomo e la sua fisionomia cristiana che poggia sulle virtù teologali. Non ci troviamo, in questo caso, di fronte ad una semplice debolezza della natura umana, bensì ad una scelta libera e radicale contro Dio che deve essere, nella sua fattispecie oggetti-va, considerata come peccato mortale.

Inoltre, pur lasciando ai canonisti il loro compito, conviene qui richiamare, per inciso, che i riti satanici spesso contengono come parte integrante del loro svolgimento il sacrilegio (particolarmente della Eucaristia), per cui è necessario avvertire che «chi profana le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica» (Codice di Diritto Canonico, can. 1367). Anche da ciò si può vedere la gravita di simili pratiche. Ciò non significa che, a precise condizioni, non vi sia possibilità di perdono.

4. Possibili conseguenze della partecipazione ai riti satanici
La partecipazione a sette e a culti satanici rende l'uomo sempre più inerme di fronte a Satana. Restando fermi nella convinzione di fede che il diavolo non ha potere sulla salvezza eterna dell'uomo se quest'ultimo non glielo permette, non possiamo considerare che la libertà (in particolare modo la libertà in stato di peccato) sia onnipotente di fronte alle insidie del diavolo. Quanto più una persona partecipa a simili pratiche tanto più si trova debole e indifesa.

In questo senso si può supporre che gli aderenti a sette sataniche rischino di diventare più facilmente preda di realtà come la «fattura», il «malocchio», le «vessazioni diaboliche» e le «possessioni demoniache». Sia nella fattura che nel malocchio, infatti, non possiamo escludere una qualche partecipazione del gesto malefico al mondo del demoniaco, e viceversa (cfr. Conferenza Episcopale Toscana, «A proposito di magia e demonologia. Nota pastorale», 1 giugno 1994, n. 13).

Di natura diversa sono le azioni straordinarie di Satana contro l'uomo, permesse da Dio per ragioni solo da Lui conosciute. Fra queste possiamo citare: disturbi fisici o esterni (basta ricordare la testimonianza della vita di tanti santi), o infestazioni locali su case, oggetti o animali; ossessioni personali, che gettano il soggetto in stati di disperazione; vessazioni diaboliche, corrispondenti a disturbi e malattie che arrivano a far perdere la conoscenza e a far compiere azioni o pronunciare parole di odio a Dio, a Gesù e al suo Vangelo, alla Vergine e ai santi; e, infine, la possessione diabolica, che è la situazione più grave, giacché, in questo caso, il diavolo prende possesso del corpo di un individuo e lo mette a suo servizio senza che la vittima possa resistere (cfr. Conferenza Episcopale Toscana, op. cit., n. 14). Tutte queste forme, per quanto misteriose, non possono essere trattate solo come situazioni a sfondo patologico, quasi fossero tutte e sempre forme di dissociazione mentale o di isterismo. L'esperienza della Chiesa ci mostra la reale possibilità di questi fenomeni.
Di fronte a questi casi, la Santa Chiesa, sempre che ci sia certezza della presenza di Satana, fa ricorso all'esorcismo. Il Catechismo ci ricorda questa prassi ecclesiale: «L'esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. E' importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non, di una malattia» (CCC, 1673). La celebrazione di questo sacramentale, riservato al Vescovo o a ministri da lui appositamente scelti, consiste nella riaffermazione della vittoria del Risorto su Satana e sul suo dominio (CIC, 1172).

Insieme agli esorcismi, il nuovo Benedizionale della Chiesa prevede anche riti di benedizione che manifestano lo splendore della salvezza del Risorto, ormai presente nella storia come un principio nuovo di trasfigurazione della vita dell'uomo e del cosmo. Esse sono appropriate per il conforto e l'aiuto dei fedeli, soprattutto quando non si abbia certezza di una azione satanica su di loro. Vengono inserite, quindi, nella prassi normale di preghiera della comunità cristiana.

Non possiamo però dimenticare che la risorsa fondamentale contro le insidie di Satana è la vita cristiana nella sua «quotidianità»; l'appartenenza fedele alla comunità ecclesiale, la celebrazione frequente dei sacramenti (soprattutto della Penitenza e dell'Eucaristia), la preghiera, la carità operosa e la testimonianza gioiosa di fronte agli altri. Sono questi gli strumenti principali attraverso i quali il cristiano apre in pienezza il suo cuore al Risorto per divenire a Lui conforme. Sono i segni tangibili della misericordia di Dio verso il suo popolo e hanno il potere di redimere l'uomo pentito, qualunque sia il suo peccato.

Contro l'azione del maligno che conduce a disperare della salvezza il Padre non nega mai il suo perdono a chi lo chiede con cuore sincero. Quanto più la comunità cristiana è fedele alla sua missione evangelizzatrice, tantomeno il cristiano dovrà temere il maligno. La sua libertà potrà affidarsi in pienezza a Colui che ha vinto Satana. Chi ha scoperto Gesù Cristo non ha bisogno di andare a cercare la salvezza altrove. Egli è l'unico e autentico Redentore dell'uomo e del mondo.

Mons. Angelo Scola è Vescovo emerito di Grosseto e Rettore Magnifico della
«Pontifìcia Università Lateranense».




6 - CHI ERA ALEISTER CROWLEY, LA GRANDE BESTIA
prof.ssa CECILIA GATTO TROCCHI
pp. 122-129

Biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Cecilia_Gatto_Trocchi


"O Babilonia, Babilonia, possente madre, che cavalchi sulla bestia incoronata, fammi inebriare con il vino delle tue fornicazioni, mi sfrenino i tuoi baci fino alla morte, affinchè io, tuo coppiere, possa capire".

Così pregava Aleister Crowley, il più famoso mago del Novecento che ha profondamente influenzato varie sette esoteriche a sfondo satanico e, attraverso di esse, la cultura underground. Il discusso personaggio fu poeta, pittore, oratore di indubbio carisma e avventuriere in tutti sensi della parola. Nato nel 1875, l'anno di morte di un altro famoso mago, Eliphas Levi, Crowley si convinse di essere una sua reincarnazione come pure di Cagliostro e di Alessandro VI Borgia. I suoi genitori appartenevano alla congregazione dei Fratelli di Plymouth, gruppo religioso fondato dal predicatore Darby, ed educarono il figlio in un'atmosfera protestante rigidamente puritana e "millenarista" L'avvento apocalittico fu l'unico tratto "paterno" che rimase nel suo pensiero dato che si identificava volentieri con la Grande Bestia, citata da San Giovanni.

Studiò al Trinity College di Cambridge dove scandalizzò i bempensanti con i suoi scatenati rapporti etero e omosessuali, con poemetti erotici e uso di droghe che continuò per tutta la vita. La sua fama altamente sinistra era bilanciata da doti notevoli come giocatore di scacchi e alpinista (partecipò a varie scalate sull'Himalaya e sulle Alpi). Avendo ereditato dal padre una considerevole fortuna, viaggiò in vari paesi esotici.




Nel 1898 fu iniziato nell'Ordine della Golden Dawn, la setta magica che mescolava non senza qualche attrattiva rituali di ispirazione massonica, arricchiti da cerimonie derivate dai misteriosi Rosacroce, dalla Magia Cerimoniale, dalla Cabala e dal simbolismo dei Tarocchi.


Alla guida della setta si era posto Samuel L. Mathers la cui moglie chiaroveggente aveva decifrato il manoscritto fondamentale della setta, in possesso dì tal Westcott, medico massone fissato con l'occultismo. Gli scopi del gruppo consistevano nello studio e nella gestione delle forze occulte della Natura, perseguendo l'obiettivo magico di evocare e far agire l'Uomo Divino che è latente in ogni persona, secondo cerimoniali appropriati. L'iniziazione prevedeva il simbolismo della morte e della rinascita, i templi avevano emblemi complicati, i rituali spaziavano dalle tecniche di divinazione alla preparazione di talismani, dalle evocazioni dei demoni all'alchimia spirituale.

Mathers convinto di discendere da un antico clan scozzese, aggiunse al suo nome quello di MacGregor, tradusse ed elaborò vari testi di magia come

La Chiave di Salomone, II Libro di Abramelin Mago, La Cabala Svelata e fondò a Parigi un culto di Iside, La Golden Dawn coinvolse personaggi di rilievo come il poeta W.B. Yeats, lo scienziato W. Crooks, e W.A. Wates, famoso per i suoi Tarocchi.

Aleister Crowley tentò subito di strappare la leadership a Mathers e seminò zizzania all'interno della setta già in parte lacerata da varie diatribe. I suoi eccessi sessuali scandalizzarono il poeta Yeats ed altri adepti, contro i quali Crowley scatenò una guerra magica a base di incantesimi che tutti sembravano prendere molto sul serio.


Affermata la sua fama di mago, Crowley dopo aver divulgato per dispetto i segreti della Golden Dawn, fondò un suo ordine l'Argentimmi Astrum.
Nel 1903 sposò Rose Kelly (sorella del pittore Berald Kelly presidente della Reale Accademia d'Arte), dotata di poteri medianici.

Fu per suo tramite che Crowley scrisse il famoso Libro della Legge, nel 1904. Al Cairo, Rose cadendo in trance evocava un demone chiamato Aiwass, che dettava rituali segreti e teorie magiche dai forti toni sessuali. Nel testo sono le parole chiave del profeta : "Fa ciò che vuoi, sarà tutta la legge.... L'Amore è la legge, l'Amore sotto 8il dominio della Volontà"

 Fu il demone Aiwass a consacrare Crowley profeta del nuovo Eone, la Grande Bestia 666, come vuole l'Apocalisse, secondo il segno dell'Anticristo.

Crowley affascinava molte donne, (usava un particolare Profumo d'Immortalità attivo anche sulle cavalle) che gli erano indispenabili per i rituali sessuali. Le definì Donne Scarlatte e le sceglieva con cura precisa. Dovevano essere pienotte, vivaci, energiche, appassionate, alla moda, un po' vistose e volgari. Puntava sulla donna come la più grande forza sociale anti-cristiana che doveva prepararsi a diventare l'eventuale madre dell'Anticristo. Il mago non disdegnava di avere seguaci anche tra gli uomini come Kenneth Grant e John Symonds.
Una trasgressiva sensualità scorre nei suoi scritti e nelle sue poesie.




Intorno al 1911 fu affiliato ad una società occulta tedesca, dedita alla magia sessuale, l'O.T.O. (Ordo Templi Orientis) di cui divenne il gran Maestro inglese. Durante la prima Guerra Mondiale Crowley era negli Stati Uniti ove scriveva propaganda anti-inglese a favore dei Tedeschi. Continua va a presentarsi come la Grande Bestia 666 e il Maestro Therion.

Incontrò Leah Hirsig la più importante delle sue Donne Scarlatte con cui eseguiva gli elaborati rituali di magia sessuale neo-pagana e gnostica, suddivisi in vari gradi che si concludevano con un coito prolungato e la creazione dett'amrita un miscuglio di secrezioni dell'uomo e della donna. Il grande segreto rivelato dopo le iniziazioni era che il vero dio segreto da adorare era il fallo (di Crowley, ovviamente).

Chi volesse leggere i suoi versi dovrebbe dotarsi di uno stomaco di ferro e dimenticare il buon gusto. Delle sue amanti cantava soprattutto le deiezioni più o meno infette; in altri casi inneggiava a Fan: "Vieni attraverso il mare (Yo Pan! Yo Pan!) Diavolo o dio a me, a me!... Sono stordito dalla lussuria solitaria... E delira; io stupro e strappo e infurio eternamente nella forza di Fan".

E' impossibile ignorare l'influsso che Crowley ha esercitato in alcuni ambiti della cultura esoterica e non, avendo ispirato musiche, drammi e canzoni. In Italia abbiamo su di lui un racconto di Sciacca e un romanzo di Consolo (Nottetempo, casa per casa).
Dopo l'America, Crowley si stabilì a Cefalù , località scelta con l'oroscopo cinese I Ching, dove nel 1920, fondò l'Abbazia di Thelema. Nella prassi quotidiana, come nei suoi rituali mescolava il sesso estremo e la droga, in un cocktail esplosivo che doveva far saltare ogni regola. Il suo grande nemico era il Cristianesimo che attaccò violentemente in tutti i suoi scritti e che sentiva come un intralcio al suo arbitrio alla voluttà senza limiti, al potere magico. Già nel 1916 aveva inventato una cerimonia in cui si battezzava un rospo col nome dì Gesù Cristo e lo si crocefiggeva, per accedere al grado iniziatico di Magus. Anche la Madonna deve essere suppliziata in quanto vergine, solo sacrificandola la nuova donna può aprirsi ad una sessualità senza limiti. Afferma Kenneth Grant "Crowley vedeva nel Cristianesimo l'ombra più oscura mai stesa sull'uomo perché venga costruita la luce".
Crowley ebbe il coraggio di ordinare ai suoi adepti "Sacrifica gli animali, il piccolo e il grande e poi una creatura umana".
Non è certo che Crowley sia arrivato al delitto ma ha sacrificato al suo ego smodato molte persone tra cui la sua prima moglie, morta in manicomio. Quanto alla sua tanto decantata magia basti dire che credeva nel potere occulto della parola ABRACADABRA.... Cenava con un uovo sodo e una iniezione di eroina, secondo quanto gli ordinava il suo demone..... Ma ironia e scetticismo non sono sufficienti a fronteggiare il marasma di confusione che tale personaggio ha evocato.
Nell'edizione italiana della sua biografia compare il motto di Sant'Agostino "Ama e fa ciò che vuoi ".

Durante il soggiorno in Sicilia, circondato da pochi seguaci e dalle sue amanti, dedicò a Leah Hirsig, la più importante delle sue Donne Scarlatte, versi orgiastici ora tradotti e diffusi dal Sovrano Ordine del Tempio della Luce di Novara,

"Leah Sublime,
Dea sopra di me,
Serpente del limo...
il tuo maestro, il Diavolo
fa prosperare il divertimento.
Cavalca la tua bestia
mia autoritaria puttana
con le coscie lubrificate
dal tuo sfrenato desiderio.
Sputa su di me, scarlatta
bocca della mia prostituta".
... Possa il Diavolo nostro Signore
scarabocchiare sulla tua anima
sentenze di lordura.
Nomina me il tuo amante,
schiavo del budello
del c.... tuo di sgualdrina.
... Satana ti chiede
una corona per il tuo schiavo"

Al di là degli sparuti seguaci (non più di 2000 nel mondo e non più di 250 in Italia) Aleister Crowley ha influenzato un particolare tipo di cultura iper-trasgressiva che ha ben più penetrazione tra i giovani delle messe gnostiche e dei lambiccati rituali di spermofagia.
I punti fondamentali passati nell'attuale moda dell'esoterismo a sfondo satanico sì ritrovano nelle teorie di Crowley. Esaminiamoli:
a) La violenta polemica anti-cristiana in cui la Chiesa è vista come colei che ha spento e distrutto i poteri magici che sono negli uomini.
b) La necessità di trasgredire ogni legge per esprimere pienamente la propria volontà
e) L'importanza dei riti sessuali orgiastici per riconquistare il potere magico.
d) La valorizzazione e/o adorazione del Diavolo come possessore delle energie occulte.
e) II sincretismo di idee e di simboli pagani, egizi, tantrici gnostici e magici.
f) II progetto di costruire un nuovo mondo libero dalle leggi, dalla repressione e dalla religione.

La cultura di contestazione degli anni Sessanta ha fatto tesoro delle idee del Maestro Therion.





Iniziarono i Beatles a porre la foto di Crowley sulla copertina del disco Sergent Pepper.

Poi Mick Jagger, voce mitica dei Rolling Stones fece amicizia con Kenneth Anger esponente della cultura underground, zelante seguace di Crowley e vero ispiratore della prima chiesa satanica californiana diretta da Anton LaVey. E' in fondo un sofisma non considerare Crowley un satanista solo perché, ateo come era, non credeva al diavolo. Baudelaire, che scandagliava ben più profondi e dolenti abissi, non aveva forse rivelato che "la più grande astuzia di Satana è convincerci che non esiste" ?!

Di Kenneth Anger si sono proiettati a Roma nel 1997 nei centri culturali sovvenzionati dal Comune i cortometraggi "Lucifer Rising" e "Invocation to my demon brother". Nei filmati compare lo stesso LaVey e un tal Beausoleil, fanatico di Crowley e membro della setta pluriomicida di Charles Manson. E' proprio vero che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare?


L'eredità di Crowley passa ai Led Zeppelin il cui chitarrista va ad abitare in una villa del mago nei pressi di Loch Ness, prendendo molto sul serio leggende horror e credenze occulte. Così il demonismo (simbolico o immaginario che sia) pone le sue radici in alcuni ambiti del Rock e dell'Heavy Metal. Oggi per seguire la strada tracciata e superare i padri fondatori, occorre andare oltre e cantare l'autodistruzione il suicidio e la morte come accade nella rivista Torazine.

Senza demonizzare (è il caso di dirlo) tutto il fenomeno della cultura underground occorre riflettere sul fatto che le proposte trasgressive, divenute di massa, tendono ad abituare al negativo e a presentarlo come se fosse "normale". E' la banalità, l'ovvietà del male che avvelena le nostre anime. L'indifferenza con cui assistiamo ai racconti dei turisti del sesso, dei pedofili, dei lanciatori di sassi e persino degli assassini, è una spia preoccupante di un'assuefazione nefasta. Il male, riproposto nei supermarket dei mass-media, nei talk-show della permissività consumistica, perde persino la sua grandezza abissale, la sua drammatica intensità.

La trasgressività si stempera in una grottesca tolleranza che ne annulla la potenzialità trasformativa e catartica. Quando Milton fa dire a Lucifero "meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso" la frase provoca un brivido di titanica grandezza, ma se la ripete un satanista campagnolo mentre nutre i polli nell'aia ("servono per i sacrifici ai demoni"), l'effetto è solo risibile. Eppure questa banalizzazione del male, questa ovvietà del negativo ha i suoi effetti perversi che ottundono la sensibilità e offuscano lo spirito.

Il Principe delle tenebre è diventato un povero satanasso da rotocalco che, evocato dagli occultisti, non trova di meglio per contrapporsi al sommo Bene, che indirizzare le sue forze tra le gambe di qualche ragazzotta di periferia, in cerca di potere magico. L'influsso di Crowley va ben oltre i suoi adepti che peraltro stanno realizzando un notevole proselitismo. Non va dimenticato che il fondatore dell'AMORC (ordine rosacrociano) Lewis, era compagno di Crowley nell'OTO. L'utilizzazione sistematica da parte dei crowleyani del neo-paganesimo, dei tarocchi e dello yoga pongono l'intero movimento nel cuore della New Age.

La Prof. Cecilia Gatto Trocchi è [stata] docente di Antropologia Culturale presso la Facoltà di Sciente Politiche dell'Università di Perugia

___________________________________
BIBLIOGRAFIA
Le opere di A. Crowley tradotte in italiano sono:

A. CROWLEY, La figlia della Luna, Arktos, Torino, 1983.
Il Libro di Thot, Sarva, Imola 1989
"Invocazione ad Horus" e "Rituale 2" in LASHTAL, a cura del S.O.T.V.L., Novara, ciclostilato in proprio
J. SYMONDS, La Grande Bestia, Mediterranee, Roma 1986.
K. GRANT, Aleister Crowley e il Dio Occulto, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1980
C. WILSON, Crowley, la natura della Bestia, Gremese, Roma 1990



7 - LA CHIESA DI SATANA
prof. DAVIDE VENTURA
pp. 130-131


Denominazione: Chiesa di Satana (Church of Satan).
Sede centrale: San Francisco (California, U.S.A.).

Fondatore e attuale guida: Anton Szandor LaVey ("Sommo Sacerdote").

Consistenza numerica: Circa 15000 seguaci negli Stati Uniti, forse 50000 nel resto del mondo.

Storia: La Chiesa è stata fondata da LaVey il 30/4/1966 a San Francisco. La crescita iniziale è stata favorita dall'eco suscitato sui mass-media. Nel corso degli anni '70 si sono evidenziate tendenze centrifughe culminate nello scisma del Tempio di Set condotto da Michael Aquino. LaVey ha reagito aumentando la centralizzazione della Chiesa e instaurando un culto della personalità del fondatore. Contemporaneamente è stata enfatizzata l'attività esterna della Chiesa a scapito degli aspetti speculativi e cerimoniali. A questo riguardo la Chiesa rivendica il "merito" della penetrazione dell'immaginario satanico nella musica Heavy Metal.

Organizzazione: La Chiesa è geograficamente organizzata in "Grotte". La "Grotta Centrale" di San Francisco detiene l'autorità regolativa, e ad essa afferiscono anche direttamente individui isolati basati in luoghi distanti dalla California. Tutto il potere decisionale è comunque in mano al Sommo Sacerdote (LaVey). Esiste un sacerdozio organizzato in gradi. La nomina a sacerdote non è comunque vincolata alle conoscenze cerimoniali, ma principalmente alle abilità organizzative.

Dottrina: La Chiesa venera Satana come portatore di luce e dell'illuminazione dell'intelletto. Satana non è visto come un essere personale, ma rappresenta piuttosto le forze naturali dell'uomo. Per i Satanisti il sé autocosciente è la forma più alta di vita ed è sacro. La Chiesa di Satana è così essenzialmente un gruppo del potenziale umano. I membri praticano riti magici, visti come l'arte di modificare situazioni ed eventi per accordarli alla propria volontà. La dottrina etica della chiesa consiste nella "indulgenza" per le pulsioni istintuali dell'uomo e per tutte le istanze vitali, istintive e autogratificatorie. Come non vi è credenza in una divinità personale, così non rientra nella dottrina della setta neppure la credenza in un aldilà.

Riti: I rituali magici sono di tre tipi: sessuali, in favore di un membro, o distruttivi. L'equipaggiamento richiede normalmente vesti nere e altari con l'immagine satanica del Baphomet.

Testi: Le opere di LaVey godono della massima autorità ("La Bibbia Satanica", "La Strega Satanica", "I Rituali Satanici"). I membri sono incoraggiati alla lettura di Twain, Macchiavelli, Shaw, Nietzsche.







           
8 - IL TEMPIO DI SET 
prof. DAVIDE VENTURA 
 pp. 132-133


Denominazione: Temple of Set.

Sede centrale: San Francisco (California, U.S.A.).

Fondatore e attuale guida: Michael Aquino ("Sommo Sacerdote").

Strutture organizzative: L'autorità esecutiva risiede nel "Concilio dei Nove", che nomina il Sommo Sacerdote e il Direttore Esecutivo. I membri sono organizzati in sei gradi: I (Setiano), II (Adepto), III (Sacerdote o Sacerdotessa), IV (Maestro), V (Mago), VI (Ipsissimo). Il primo grado è uno stato di prova di durata determinata (non superiore a due anni), il secondo è il grado base della militanza definitiva, mentre i gradi superiori assumono responsabilità cerimoniali o organizzative. Il Tempio si struttura geograficamente in "Piloni". Oltre alla appartenenza a un Pilone, è richiesta agli Adepti l'attività in uno dei vari "Ordini" appartenenti al Tempio, ognuno dei quali approfondisce un particolare campo di interesse. L'affiliazione al Tempio è coperta e nota solamente ai Sacerdoti competenti. Non sono accettati minorenni. Sia l'ammissione che il passaggio di grado comportano attente valutazioni attitudinali. Le quote associative annuali sono attualmente intorno ai 60$.

Dottrina: II Tempio di Set venera ed esalta il principio della autocoscienza individuale, che rende l'uomo capace di dominare le forze naturali, principio identificato col dio egizio Set. Conseguentemente rigetta le dottrine e le religioni che metterebbero in pericolo questa autocoscienza e il suo ruolo di determinare autonomamente il bene e il male sia attraverso l'imposizione di codici morali che mediante una unione con una entità divina differente dal Sé. La tradizione giudaico-cristiana sarebbe la principale portatrice di istanze di annullamento del Sé autocosciente, opponendosi a ogni forma di pensiero autonomo e creativo. In questa tradizione il Set egizio, chiamato Satana, sarebbe divenuto l'archetipo del male, mentre la stessa figura è vista nel Tempio di Set come il portatore della luce intellettuale (= Lucifero) e dell'autocoscienza. Questa autocoscienza individuale deve poi espandersi fino a "divinizzarsi" attraverso l'esercizio dell'intelletto e della volontà e la pratica della arti magiche "nere" (processo chiamato Xeper).

Storia: II Tempio annovera fra i propri precursori Aleister Crowley, ma non rivendica l'eredità di nessuna delle organizzazioni da lui fondate. Di fatto l'esistenza del Tempio inizia nel 1975 in seguito a uno scisma condotto da Aquino in seno alla Chiesa di Satana di Anton LaVey. I motivi del conflitto sono essenzialmente: 1) la visione di Satana come puro concetto o metafora delle forze latenti nell'uomo (LaVey) contro la concezione reale e personale che ne ha Aquino;
2) l'atteggiamento pratico-organizzativo di LaVey contro la posizione più speculativa e cerimoniale di Aquino.

Testi e pubblicazioni: Aquino ha pubblicato al momento dello scisma con la Chiesa di Satana "II Libro dell'Avanzare di Notte" (The Book of Corning Forth by Night), considerato dai suoi seguaci come una rivelazione di Set/Satana. I membri del Tempio ricevono poi le pubblicazioni periodiche "II rotolo di Set" (Scroll of Set) e "Le tavole incrostate di gemme di Set" (Jeweled Tablets of Set).








Sette sataniche, ecco i casi dubbi
«Ma non c'è prova del fenomeno»

«In provincia non ci sono notizie documentabili riguardo a episodi di satanismo». Parole di Don Battista Cadei, incaricato pastorale per i movimenti religiosi alternativi. Anche Don Cadei, nel corso delle indagini, è stato interpellato dagli inquirenti che lavorano al caso di Yara.

«Da più di 20 anni - spiega Don Cadei - sono attento a queste cose. Il caso di Brembate è così assurdo, che anche ipotesi assurde possono essere fatte. Ma non mi risulta che ci siano elementi di riscontro». La cronaca registra alcuni fatti inquietanti, il cui legame con riti esoterici o satanici è stato talvolta ipotizzato, comunque mai provato.

L'ultimo episodio in ordine di tempo è del 12 dicembre: la profanazione di un loculo al cimitero della frazione Ghiaie di Bonate Sopra. Qualcuno, nella notte, ruppe la copertura provvisoria del loculo di un uomo, che era stato tumulato il pomeriggio stesso. Nulla fu portato via dal loculo e l'episodio si concluse così.

Come quello avvenuto nel cimitero di Cologno al Serio il 7 agosto: ignoti si introdussero nel camposanto infierendo sulla tomba di un'anziana originaria del Veneto nata nel 1916 e morta nel 2000. I vandali staccarono la targa con il nome, la sostituirono con un foglio scritto a mano e pennarello, inneggiante a Satana, con croci rovesciate e stelle, e il numero 666.

Andando indietro nel tempo, fra il 1992 e il 1994 gli appartenenti al gruppo delle «Bestie di Satana» danneggiarono tombe, fioriere e immagini della Madonna all'interno del cimitero monumentale di Crespi d'Adda.

Durante le ricerche di Yara, infine, è stata battuta anche la zona del tempio di San Tomè, ad Almenno San Bartolomeo, a pianta circolare, romanica, costruito dove sorgeva un'ara sacra a Silvano, divinità pagana. Senza nessun risultato.








Intervista a un Ex satanista 
 Tratta dalla trasmissione Enigma, RAITRE - PARTE 1^

Intervista a un Ex satanista
Tratta dalla trasmissione Enigma, RAITRE - PARTE 2^


24 agosto 2011
L’allarme di don Fabio Arlati :
«Dilaga il satanismo ‘fai da te’»

«ORMAI la vera sorpresa non è la presenza dei satanisti e degli occultisti, ma della gente che ancora prega in una società così».

Sembra imperturbabile don Fabio Arlati, responsabile del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa sulle sette) di Imola, alla notizia dei volantini inneggianti al diavolo ritrovati in città martedì mattina. I fogli, delle vere e proprie missive nelle quali vengono invocate l’inizio dell’apocalisse e la liberazione dei demoni, sono stati scoperti dai proprietari di alcune macchine parcheggiate in pieno centro che se li sono ritrovati sui parabrezza.

«Abbiamo diverse segnalazioni di ragazzi che si riuniscono per portare avanti pratiche sataniste — rivela Arlati —. Non dico in quali zone solo per non aumentare la curiosità, ma le assicuro che anche a Imola sono attivi».

Ma cosa fanno i seguaci di Lucifero in città? «Il satanismo ‘fai da te’ è il più diffuso in assoluto — racconta Arlati —. I ragazzi scaricano dalla Rete tutte le istruzioni necessarie per portare avanti questo tipo di pratiche e così nascono anche dei veri e propri gruppi. E poi ci sono le sedute spiritiche, e anche lì abbiamo esempi di giovani che dopo avervi partecipato dicono di sentire le voci e sono costretti a ricorrere all’aiuto del neurologo». Il sacerdote non parla però direttamente di un aumento dei satanisti a Imola. «Difficile dirlo — avverte Arlati — visto che si tratta ovviamente di un mondo nascosto».

DI CERTO però il culto del demonio continua a fare proseliti, ecco perché don Fabio Arlati punta il dito anche contro le ricorrenze che negli ultimi tempi hanno preso piede anche nel nostro paese. «Ormai da diversi anni facciamo un rosario in riparazione dei riti compiuti nella notte di Halloween — racconta il sacerdote —. Per qualcuno questa festa potrà sembrare una carnevalata, ma non è così. È un vero spot per satanismo, occultismo, cartomanzia e spiritismo».

IL RESTO, secondo il religioso, lo fanno la «paganizzazione crescente di una società nella quale al posto dell’umanità c’è un’indifferenza sempre maggiore».

Dal canto suo, don Fabio ha un messaggio chiaro da lanciare a quanti venerano il demonio. «Imparino a gioire di tutte le cose buone e belle che ci sono su questa terra — spiega il sacerdote —, come l’affetto dei loro familiari, o il fascino di un’opera d’arte. Anzi, do loro un consiglio, vadano a rivedersi quello straordinario film che è ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni».


Enrico Agnessi

FONTE: http://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/2011/08/25/568427-allarme_arlati_dilaga_satanismo.shtml


"Suor Maria Laura Mainetti, 
martire vittoriosa sul satanismo" 
(Suor Beniamina Mariani)
Castel Bolognese (RA) 10 novembre 2009 


from GRIS



Internet, dilagano i siti legati all'occulto e al satanismo. Intervista con don Aldo Buonaiuto


notizia del 12/07/2011 14.57.38

Internet offre sempre maggiori opportunità di informarsi, stabilire relazioni e apprendere. Ma presenta anche numerose insidie. In particolare, sulla rete si stanno diffondendo, sempre più rapidamente, siti legati al mondo dell’occulto e del satanismo.

Proliferano spazi web dedicati al maligno e sui social network sono in aumento gruppi di discussione a sfondo demoniaco. Su questo preoccupante fenomeno, che colpisce soprattutto i giovani e anche i minori, si sofferma al microfono di Amedeo Lomonaco, don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio anti-sette della “Comunità Papa Giovanni XXIII”, fondata da don Oreste Benzi:


D. - Ricordiamo questo numero per poter chiedere anche aiuto…
R. - La “Comunità Papa Giovanni XXIII”, fondata da don Oreste Benzi, ha messo a disposizione questo numero verde nazionale, anti-sette occulte: 800228866. Un numero che serve proprio a tutti coloro che possono segnalare qualsiasi fenomeno o realtà che meriti attenzione. In questo caso, per segnalare anche quei siti che meritano di essere denunciati ed oscurati dalla Polizia postale. Molto spesso questi siti celano poi delle realtà che dovrebbero essere poste all’attenzione delle istituzioni.

D. - Come opera il diavolo su Internet e come ci si può difendere?
R. - Anche il diavolo si aggiorna: non ci sono solo i siti esplicitamente satanici, ma sono diabolici anche tutti quei siti che procurano forti turbamenti alla psiche, ad un sano sviluppo e ad una sana educazione. E’ impensabile e vergognoso che si possano servire queste ‘schifose’ pietanze ai nostri minori. Questi siti dividono anche le famiglie, le coppie. Ci sono persone che stanno tutto il giorno davanti ad Internet, soffocate e imprigionate, persone che si affidano a ciarlatani, potremmo definirle “drogate” da questa macchina. L’occultismo approfitta proprio di questo tipo di siti per propagare le proprie dottrine di morte. E’ davvero inquietante che ci siano persone che vogliono relativizzare e banalizzare il fenomeno. Dobbiamo comunque sottolineare anche che non si può vedere il diavolo ovunque, ci vuole un equilibrio. Sicuramente noi cristiani, noi credenti dobbiamo far sì che ogni forma di ingiustizia ci sia insopportabile. Ecco qual è la sciagura: lasciare questa macchina così importante e utile nelle mani delle tenebre e senza nessun controllo. (vv)

Sette sul web, madre di Pordenone chiede aiuto:
«Mio figlio adescato da satanisti»
Il GRIS: «I segnali sono inquietanti».
L'esorcista: «Un fenomeno di nicchia che con i social network è diventato di piazza»
di Laura Simeoni

PORDENONE - «Temo che mio figlio sia stato adescato dai satanisti tramite il computer: aiutatemi!» L'insolito appello è arrivato nei giorni scorsi alla sede trevigiana del Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa che da anni studia il fenomeno delle sette, supportando supportando i fuoriusciti e raccogliendo le richieste di aiuto dei familiari. In questo caso una mamma di Pordenone, preoccupata per la strada intrapresa dal figlio Marco, 22enne. «La signora fa bene ad allarmarsi perché i segnali sono inquietanti» commenta Giuseppe Bisetto, trevigiano, consigliere nazionale del Gris e riferimento principale per quanto riguarda le formazioni sataniche. Nel caso del giovane Marco si sospetta un aggancio via Web, la nuova frontiera del satanismo su cui lancia l'allarme lo stesso Vaticano.

Il diavolo dunque dilaga via internet e il fenomeno risulta in voga soprattutto tra i giovanissimi che partecipano a blog, chat, gruppi di discussione telematica sulle questioni diaboliche. Una sorta di «satanismo fai da te» in cui sarebbe incappato anche Marco che da qualche mese appare assorbito dal computer, collegato giorno e notte. E poi ci sono i cambiamenti d'umore, il nervosismo, la chiusura registrati dalla mamma che ha chiesto aiuto al Gris.

Ecco la storia. Il giovane prima socievole e comunicativo si chiude in se stesso, è sempre più taciturno, evita gli amici e acquista libri strani su magia, alchimia e satanismo. Un giorno la mamma entra in camera quando il figlio non c'è. Il computer è acceso e sullo schermo le pagine inneggiano a Satana. «L'accesso in questo caso è stato Facebook» dichiara Giuseppe Bisetto. Il popolare social netwok serve sia per agganciare che per essere agganciati. Nel primo caso è l'aspirante adepto il quale, navigando, trova gli indirizzi e le persone «giuste» a cui chiedere l'amicizia, nel secondo caso è la setta a lanciare gli inviti mirati via web. Nomi come devil o hell aprono le porte dell'inferno, così come satan: con questo nome in Facebook troviamo un gruppo che conta oltre 58 mila persone.

Il tutto può fermarsi via web oppure sfociare in vere e proprie iniziazioni. Il fenomeno sta preoccupando gli esorcisti italiani. «In effetti - spiega don Gabriele Nanni, sacerdote esorcista - fino a non molto tempo fa questo era un fenomeno di nicchia. Con l'avvento di Internet e soprattutto dei social network, è diventato di piazza e ormai il diavolo viene evocato anche attraverso il web». Il rischio è che l'evocazione su Internet possa fare finire nella trappola i più indifesi. Anche per questo è stata decisa l'istituzione di corsi, organizzati in varie parti d'Italia e particolarmente a Roma all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dove si radunano di volta in volta i sacerdoti esorcisti con l'obiettivo di sconfiggere le "demoniache presenze". Molte diocesi italiane si stanno attrezzando con corsi specifici, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha istituito un numero verde per raccogliere le segnalazioni - 800228866 - e il Gris delle diocesi di Treviso e Vittorio Veneto ha in cantiere un convegno ad hoc per il prossimo settembre.

 

Giovedì 14 Luglio 2011 - 16:04 Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Luglio - 15:45


Sos Web-satanismo
Diavolo dilaga su Internet

Gli esorcisti lanciano l'allarme: «Fenomeno sempre più in voga tra i giovanissimi». La Diocesi di Frascati stila un vademecum anti-Satana: «Fermare i poteri occulti».

VATICANISTA DE LA STAMPA

Il diavolo dilaga via internet, è sos satanismo "fai da te" sul web. Un fenomeno sempre più in voga, quello dei gruppi e delle discussioni via internet su tematiche a sfondo diabolico, che sta prendendo piede tra i giovanissimi. E la cosa preoccupa non poco gli esorcisti del nostro Paese. «In effetti - spiega don Gabriele Nanni, sacerdote che ha praticato esorcismi per tantissimi anni e in varie parti del mondo - fino a non molto tempo fa questo era un fenomeno di nicchia. Con l'avvento di Internet e soprattutto dei social network, il fenomeno è diventato di piazza e ormai il diavolo viene evocato anche attraverso il web».

Il rischio paventato dagli esorcisti è che l'evocazione del diavolo su Internet possa fare finire nella trappola i più indifesi. Anche per questo è stata decisa l'istituzione di corsi, organizzati in varie parti d'Italia e particolarmente a Roma all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dove si radunano di volta in volta i sacerdoti esorcisti con l'obiettivo di sconfiggere le 'demoniache presenzè.Ma chi è il diavolo? «È una persona che genera il male nella società e negli individui perchè è l'omicida fin dal principio», dice don Gabriele Nanni.

Il diavolo, si scopre parlando con don Gabriele Nanni, ha una diffusione che varia a seconda delle geografia, nel senso che ci sono paesi più colpiti di altri da Satana. «Ci sono paesi - spiega don Gabriele - dove il contatto satanico è più diffuso per antica tradizione o per una nuova stagione di contatti». I più colpiti, come spiega, «sono quelli che lottano contro il maligno perchè chi vive nella fede è anche il maggior antagonista del diavolo». Da qui l'importanza del sacerdote esorcista che deve capire in quali casi una persona è realmente posseduta dal diavolo e in quali casi, invece, si tratti semplicemente di un abbaglio o di malattie psichiche.

L'allarme, comunque, resta alto: «c'è un'alta percentuale di chiamate che arrivano in vicariato a Roma in cui si chiede l'intervento dell'esorcista», dice padre Cesare Truqui, veterano tra gli organizzatori dei corsi per esorcisti. L'argomento è talmente sentito che la diocesi di Frascati ha stilato addirittura un vademecum per difendersi da Satana. In esso, la diocesi spiega che ci sono preghiere da recitare «in casi di minore influsso del demonio». Si tratta, spiegano, di «una raccolta di preghiere da recitarsi privatamente da parte dei fedeli, quando essi sospettano con fondatezza di essere soggetti ad influssi diabolici».

La diocesi ragguaglia anche sulle modalità di azione del diavolo. Di solito, spiegano sul web, «opera attraverso la tentazione e l'inganno; è mentitore. Può ingannare, indurre all'errore, illudere. Come Gesù è la Verità, così il diavolo -viene rilevato- è il bugiardo per eccellenza». La diocesi di Frascati offre anche consigli per : «non ricercare il sensazionale ed evitare sia la stolta credulità che vede interventi diabolici in ogni anomalia e difficoltà, sia il razionalismo preconcetto che esclude a priori qualsiasi forma di intervento del maligno nel mondo»; «stare in guardia nei confronti di libri, programmi televisivi, informazioni dei mezzi di comunicazione, che a scopo di lucro sfruttano il diffuso interesse per fenomeni insoliti o malsani».

Il vademecum anti-Satana della diocesi consiglia anche di «non ricorrere mai a coloro che praticano la magia o si professano detentori di poteri occulti o medianici o presumono di aver ricevuto poteri particolari». Nel dubbio sulla presenza di un influsso diabolico, «è necessario rivolgersi prima di tutto al discernimento dei sacerdoti esorcisti e ai sostegni di grazia offerti dalla Chiesa soprattutto nei Sacramenti».
video
Social network dedicati, siti, blog, canali YouTube e pagine Facebook: Satana ha invaso la rete, ma non è detto che nasconda sempre un pericolo. Da una parte c’è chi considera il fenomeno una deriva preoccupante, un sistema per adescare i giovani e trovare nuovi adepti, dall’altra chi ridimensiona il problema parlando di pura ideologia e “pubblicità” del tutto svincolata dalla realtà delle sette sataniche occulte che si muovono sul territorio e procedono per contatti diretti e personali.
L’allarme del dottor Luca Bernardo ad un recente congresso di pediatria ha riacceso i riflettori sul problema delle sette sataniche sottolineando il ruolo della rete nell’espansione del fenomeno. Il primario dell’ospedale Fatebenefratelli e presidente della commissione Bullismo del ministero dell’Istruzione riporta i dati del 2010 di telefono Anti sette: su 240 mila vittime, circa 8 mila si dedicano a vario titolo a satanismo, vampirismo, spiritismo e stregoneria . «Il 44% sono adulti» spiega il dottor Bernardo «ma il 36% sono giovani tra i 15 e i 24 anni e soprattutto i più piccoli, nella fascia 14-17, si avvicinano a questo mondo attraverso il web. Internet ha cambiato il volto dei satanisti, possiamo parlare di satanismo cibernetico».
Considerazioni supportate da don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio Anti-sette, della comunità Papa Giovanni XXIII (numero verde 800 228866): «La platea alla quale queste sette si rivolgono si è allargata notevolmente. Internet ha spalancato le porte al mondo di Satana e il demonio si serve benissimo di questa macchina».
Preoccupazioni attenuate da Marco Strano, direttore scientifico dell’International Crime Analisys Association: «Il fenomeno è da monitorare per i risvolti psicologici sugli adolescenti, ma a livello criminologico non esiste allarme: le sette occulte realmente pericolose non si espongono on line, non si fanno pubblicità, si muovono e agiscono in situazioni di sicurezza, in luoghi privati con reperimento dei soggetti nella cerchia dei conoscenti».
In rete si trovano alcuni siti delle cosiddette chiese sataniche. Sono associazioni pubbliche, che agiscono alla luce del sole e propongono la filosofia satanista e una nutrita bibliografia. Per alcune è necessaria pure una regolare iscrizione e quelle internazionali, negli Stati Uniti, accedono anche alle sovvenzioni in quanto movimenti religiosi di culto. Si muovono nella legalità, condannano le violenze sugli animali e propongono video su YouTube con cui spiegano il loro credo come l’Unione Satanisti Italiani (il cui forum però è stato chiuso), o aprono un loro social network come i “Bambini di Satana”: c’è la bacheca, la possibilità di caricare video e immagini, solo che lo sfondo è nero e occorrono 20 euro per iscriversi. In molti casi vendono merchandising collegato al mondo del satanismo ed esistono forum con cui si mantengono in contatto. Per entrarci occorre farne esplicita richiesta e non tutte le segnalazioni vengono prese in considerazione. Per quanto riguarda le pagine Facebook c’è un po’ di tutto, ma colpisce che quelle ironiche tipo “Satana che canta allegramente Diavolo in me” abbiano più fan di quelle serie.
«Il sistema che prevedeva la successione sito web-forum-chat è sicuramente in regressione» spiega Marco Strano «dal 1999, anno in cui abbiamo effettuato il primo monitoraggio on line, molti siti si sono fermati o sono stati addirittura chiusi», ad esempio il sito www.satannet.net , indicato oltre dieci anni fa come “il centro dell’universo satanico su Internet”, dal 2010 è il portale di una azienda giapponese che vende prodotti per la pulizia del viso. Poi c’è stata l’epoca d’oro dei blog e adesso tocca ai social network. «I siti rimasti o sono associabili alle chiese sataniche» continua Strano «o ad associazioni che potremmo definire culturali oppure sono dei meri negozi on line dove comprare candele nere, mentre le pagine Facebook sono per lo più ideate da adolescenti che vogliono stupire con qualcosa di molto trasgressivo e usano nick name fantasiosi per attrarre l’attenzione: è un sistema più accattivante e veloce e il lavoro di profiling è più difficile».
La negazione di Satana o del pericolo che rappresenta è però il primo sintomo di allarme che ravvisa don Aldo Buonaiuto: «Internet facilita la mascherata del mondo satanista, lo fa apparire innocuo e poi ci si accorge troppo tardi che dietro la realtà virtuale esistono dei personaggi folli che cercando di convincere i minori ad entrare nelle sette».
Per comprendere la situazione è necessario distinguere tra ambito criminologico e psicologico e tra chiese e sette sataniche. Il vero pericolo è rappresentato da queste ultime come spiega Fabiola Maset del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) di Vittorio Veneto: «Esistono le chiese sataniche ossia gruppi che si fanno pubblicità anche on line e hanno luoghi di culto riconosciuti, e poi ci sono le sette occulte, costituite da pochi membri (una decina), si muovono solo sulla base di conoscenze dirette e si basano sull’omertà». Insomma migliaia di utenti parlano di satanismo on line poi le vere sette che si incontrano e praticano i riti sono rimaste le stesse di sempre e difficilmente si espongono sulla rete: internet è rischioso per chi deve “agganciare”. «Il web è come una scatola di cioccolatini» dichiara Marco Strano citando Forrest Gump «non sai mai chi c’è dietro lo schermo del computer e potrebbe esserci anche un poliziotto. Insomma può essere che alcuni vengano contattati in chat, così come alcuni rimorchiano on line, ma ci vuole tanta fiducia che la persona dall’altra parte sia riservata e non riveli informazioni segrete. Finora casi dal punto di vista criminologico di persone agganciate su internet non ce ne sono».
Diverso il coinvolgimento a livello psicologico che può arrivare anche dalla rete e di cui parla di dottor Bernardo: «I giovani partono da una ricerca on line, si addentrano sempre di più in questo mondo, chiedono di entrare nei forum e da lì l’invito a frequentare i loro locali e le loro feste è un passo molto breve».
In ogni caso, il proselitismo on line è ancora un campo di studio e di indagine embrionale. Per adesso l’affiliazione alle sette sataniche si basa ancora sulla figura de “l’accompagnato” ossia di un nuovo possibile adepto portato dentro il giro da un conoscente. «Nella stragrande maggioranza l’arruolamento avviene ancora negli momenti clou dell’universo giovanile come i concerti rock, le discoteche, i locali e i rave party» spiega Giuseppe Bisetto del Gris di Treviso «Non si tratta solo di vedere una cosa on line, ma serve la proposta di chi sta all’interno per accedere ad una setta. Internet in questo caso ha ancora un ruolo secondario e più ideologico: non ho ancora avuto esperienza di persone adescate in rete, anche se da essa hanno avuto una conferma e un rafforzamento della loro scelta. Sul web posso imparare cos’è il satanismo, la sua filosofia e posso conoscere le sette d’Oltreoceano e permettere a chi è già un affiliato di mantenersi in contatto con gli altri adepti».
 

DON GABRIELE NANNI:
«IL FENOMENO DEL SATANISMO FAI-DA-TE È PREOCCUPANTE»
«Il diavolo dilaga sui social network»

Allarme della Chiesa per gruppi e discussioni via web, in aumento le chiamate di aiuto e le richieste di esorcismi

MILANO - Il male corre sul web. Se ne parla e se ne discute. Così tanto che, secondo gli esperti, il diavolo si nasconde tra le pagine virtuali di internet. E in particolare dei social network. Cioè in quelle comunità virtuali in cui si può discutere anche di tematiche a sfondo «satanico» senza essere censurati. Il tutto in condivisione. E a qualcuno può venire l'idea di evocare addirittura il Maligno, invitandolo a manifestarsi. Insomma, la Chiesa lancia l'allarme «satanismo fai da te» soprattutto tra i giovanissimi.

GLI ESORCISTI - Per don Gabriele Nanni, sacerdote che ha praticato esorcismi per molti anni e in varie parti del mondo, il fenomeno è preoccupante. «In effetti fino a non molto tempo fa l'evocazione del diavolo era un fenomeno di nicchia. Con l'avvento di Internet e soprattutto dei social network, il fenomeno è diventato di piazza e ormai il diavolo viene evocato anche attraverso il web», spiega il parroco. Il rischio è che «l'evocazione del diavolo su Internet possa far finire nella trappola i più indifesi». Proprio per questo sono stati istituiti corsi organizzati in varie parti d'Italia e a Roma all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dove si radunano i sacerdoti esorcisti per imparare a combattere anche questi nuovi fenomeni.

SATANA - Ma chi è il diavolo? «È una persona che genera il male nella società e negli individui perché è l'omicida fin dal principio», spiega don Nanni. La diffusione del cosiddetto «contatto satanico» dipende molto dal Paese in cui si vive. I più colpiti, aggiunge Nanni, «sono quelli che lottano contro il Maligno, perché chi vive nella fede è anche il maggior antagonista del diavolo». Da qui l'importanza del sacerdote esorcista, che deve capire in quali casi una persona è realmente posseduta dal diavolo e in quali casi, invece, si tratti semplicemente di un abbaglio o di malattie psichiche.

ALLERTA - E i social network non aiutano. Anzi. Da qui l'aumento dei casi. «C'è un'alta percentuale di chiamate che arrivano in vicariato a Roma in cui si chiede l'intervento dell'esorcista», dice padre Cesare Truqui, veterano tra gli organizzatori dei corsi per esorcisti. E la diocesi di Frascati è corsa ai ripari. Ha creato un vademecum con le preghiere da recitare «in casi di minore influsso del demonio». Si tratta, spiegano, di «una raccolta di preghiere da recitarsi privatamente da parte dei fedeli, quando essi sospettano con fondatezza di essere soggetti ad influssi diabolici».

«NO A MAGHI E MEDIUM» - La diocesi di Frascati consiglia inoltre di «non ricercare il sensazionale ed evitare sia la stolta credulità che vede interventi diabolici in ogni anomalia e difficoltà, sia il razionalismo preconcetto che esclude a priori qualsiasi forma di intervento del maligno nel mondo»; «stare in guardia nei confronti di libri, programmi televisivi, informazioni dei mezzi di comunicazione, che a scopo di lucro sfruttano il diffuso interesse per fenomeni insoliti o malsani». Il vademecum anti-Satana della diocesi consiglia anche di «non ricorrere mai a coloro che praticano la magia o si professano detentori di poteri occulti o medianici o presumono di aver ricevuto poteri particolari». Nel dubbio sulla presenza di un influsso diabolico, «è necessario rivolgersi prima di tutto al discernimento dei sacerdoti esorcisti e ai sostegni di grazia offerti dalla Chiesa soprattutto nei Sacramenti». (fonte: Adnkronos)

10 luglio 2011 17:48


STILATO UN VADEMECUM CONTRO IL DIAVOLO
La chiesa avverte:
"Sos satanismo su internet"

ore 11:11 -
Sos satanismo sul web. Risulta che le discussioni via internet sul diavolo si stiano diffondendo via internet tra i giovanissimi. I più preoccupati sono gli esorcisti italiani.

Per evitare che troppi giovani possano cadere nella trappola, sono stati istituiti corsi, organizzati in varie parti d'Italia e in particolare a Roma all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. E qui che i sacerdoti si riuniscono per le loro battaglie contro il diavolo.

La diocesi di Frascati per far fronte a questo problema ha stilato un vero e proprio vademecum contro Satana. Sono comprese preghiere da recitare in caso in cui c'è il sospetto di essere vittime di influssi diabolici. Inoltre il vademecum avverte di non ricorrere mai a chi pratica magia o pensa di avere poteri particolari.

di Claudia Peruggini

FONTE: http://www.julienews.it/notizia/cronaca/la-chiesa-avverte-sos--satanismo-su-internet/82276_cronaca_2.html


Cominciamo Bene - RAI 3
Intervento di Frater Superior Magis Magisque (Marzio Forgione) e Frater Simson (Giuseppe Giorgio) del Sovrano Ordine del Tempio della Via della Luce alla trasmissione televisiva di RAI 3 "Cominciamo bene", in data 23/11/01.
Aleister Crowley: Dottrina realizzativa di ordine magico-mistica … ?

Frater Superior Magis MAgisque (Marzio Forgione) ospite della trasmissione televisiva di RAI 3 "Cominciamo Bene", in data 09/01/02 e.v.





La cronaca in Diretta
Messe Nere a Roma - 1995
video
video
video
video





L'intervento di padre Gabriele Amorth
all'Umbria International Film Fest
di Luca Marcolivio

TERNI, giovedì, 24 novembre, 2011 (ZENIT.org) Chi è il diavolo? Qual è il suo vero nome? Quanto è potente? Come si manifesta la sua opera distruttrice sulla vita degli uomini?
A questi e ad altri interrogativi simili ha risposto padre Gabriele Amorth, il più celebre esorcista italiano, in una video-intervista proiettata ieri sera durante l’Umbria International Film Fest, poco prima della visione del film Il rito di Mikael Håfström, avente ad oggetto proprio le pratiche esorcistiche.
Il diavolo, ha spiegato padre Amorth è innanzitutto un puro spirito creato da Dio come angelo. Come gli uomini anche gli angeli sono stati sottoposti ad una prova di obbedienza, cui Satana che era il più splendente tra gli spiriti celesti si ribellò.
Satana è dunque il primo diavolo della storia sacra, oltre che il più potente di tutti. Come in paradiso con i beati e gli angeli, nelle loro varie categorie, anche all’inferno c’è una gerarchia. Mentre, però il Regno di Dio è regolato dall’amore, il regno di Satana è dominato dall’odio. I demoni si odiano tra loro e la loro gerarchia si basa sul terrore, ha detto padre Amorth.
Un giorno ha proseguito l’esorcista stavo per liberare una persona posseduta da un demonio che non era nemmeno tra i più forti. Perché non vai via?, gli chiesi. Perché mi rispose se vado via Satana mi punisce. Scopo dell’esistenza dei demoni è trascinare l’uomo nel peccato e portarlo all’inferno, ha spiegato Amorth.
Cos’è allora che spinge l’uomo a questa forsennata opera di autodistruzione e dannazione? Secondo padre Amorth, l’uomo è sempre spinto dalla curiosità, un’inclinazione che può essere positiva o negativa a seconda dei casi.
La vera carta vincente del demonio, tuttavia, è il suo essere sempre nascosto e la cosa che desidera di più è che non si creda alla sua esistenza. Egli studia ognuno di noi e le sue tendenze al bene e al male, e poi suscita le tentazioni, approfittando delle nostre debolezze.
L’epoca contemporanea, in fin dei conti, è rappresentata proprio dall’oblio più o meno totale della figura del diavolo che, così, ottiene i suoi più importanti successi. Se l’umanità perde il senso del peccato, è quasi automatico che si faccia strada l’idea che l’aborto e il divorzio siano una conquista della civiltà e non un peccato mortale, ha osservato Amorth.
È ovvio che il diavolo si nasconda dietro pratiche come l’occultismo e la magia, anche qui approfittando della nostra curiosità. Chiunque voglia conoscere il proprio futuro o parlare con i morti, ad esempio, va, anche senza volerlo, incontro al demonio.
Padre Amorth non fa sconti nemmeno a Harry Potter: l’idolo letterario e cinematografico di tanti bambini di tutto il mondo è infatti, secondo l’esorcista, testimonial della magia nonostante sia venduto anche nelle librerie cattoliche.
Pericolose e subdole, per Amorth, sono anche pratiche orientali apparentemente innocue come lo yoga: Pensi di farlo per scopi distensivi ma porta all’induismo ha spiegato l’esorcista -. Tutte le religioni orientali sono basate sulla falsa credenza della reincarnazione.
Alla domanda se Satana tormenti più le anime degli atei o dei credenti, padre Amorth ha risposto che il mondo pagano è più vulnerabile al demonio rispetto a quello cristiano o credente, tuttavia un ateo è più difficile che venga da un prete.
Amorth, che ha raccontato di aver esorcizzato anche musulmani e induisti, ha puntualizzato: Se si presentasse da me un ateo mi direi che, comunque, io agisco in nome di Gesù Cristo e gli raccomanderei di informarsi su chi Cristo sia.
Un aspetto curioso e nemmeno troppo secondario dell’attività di esorcista è legato ai nomi dei demoni. La prima cosa che chiedo al posseduto è quale sia il suo nome ha spiegato padre Amorth -. Se mi risponde con il vero nome, per il demonio è già una sconfitta: è stato costretto a dire la verità, a venire allo scoperto.
In caso contrario il demonio risponderà di volta in volta con un nome differente. I demoni in realtà, come gli angeli, non hanno nome - ha detto Amorth ma si attribuiscono appellativi anche sciocchi, come Isbò: quest’ultimo era un demonio dal nome stupido ma era potentissimo, al punto che riuscì ad uccidere un esorcista e un vescovo.
Padre Amorth ha poi precisato che la persona posseduta non è necessariamente in peccato mortale perché Satana può prendere il corpo ma non l’anima e ha ricordato che il demonio non agisce soltanto con la possessione ma anche con la vessazione, l’ossessione e l’infestazione (quest’ultima riferita per lo più ai luoghi fisici).
I malefici legati a pratiche occulte (malocchi, voodoo, macumba, fatture ecc.), poi, sono casi rarissimi, ha detto l’esorcista.
Chi prega e chi si affida costantemente a Dio non deve avere paura del demonio. Del resto padre Amorth ha dichiarato di non aver mai avuto paura del diavolo durante gli esorcismi. Qualche volta ha precisato - ho avuto paura di procurare del male fisico; ad esempio è rischioso esorcizzare una persona malata di cuore.
Amorth ha poi concluso l’intervista confermando che molte persone, effettivamente, vendono l’anima al diavolo ma, con ironia, ha aggiunto, io ho bruciato molti contratti.

Locale









 















0 commenti:

Posta un commento

Ogni opinione espressa nei commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L’utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere gris-cb.blogspot.com/ ed i suoi collaboratori manlevati ed indenni da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.