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«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante» (Papa Giovanni XXIII)

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante»         (Papa Giovanni XXIII)

15 febbraio 2010

I TESTIMONI DI GEOVA - 5^ PARTE - LE TRASFUSIONI SANGUE

Che il sangue sia un “farmaco salvavita” è discutibile, ma che uccida è indiscutibile
(Svegliatevi! del 22 ottobre 1990, pag. 10)


Nel programma della Scuola di Ministero per gli anziani, c’è una parte per istruire gli anziani su come i genitori possono proteggere i loro figli da un uso errato del sangue.

Come il nuovo libro di testo per gli anziani “Pascendo il Gregge di Dio” (Ks./2010), nessun altro deve avere l’opportunità di leggerlo e fotocopiarlo, così, anche per questo volantino il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, istruisce gli anziani di non farne fotocopie per altri.

E’ difficile capire perché le informazioni pubblicate in questo volantino e che dovrebbero aiutare i genitori e i figli, non si debbono fare fotocopie. Ma questa è la posizione della Torre di Guardia.
Questo volantino è siglato S55-E 9/2010.

                   

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TRADUZIONE

COME POSSONO I GENITORI PROTEGGERE I LORO BAMBINI DA UN USO ERRATO DEL SANGUE
(Modulo S-55-E 9/10)


Gli anziani dovrebbero prestare attenzione a rivedere questi punti con i genitori i cui figli adolescenti o più piccoli affrontano un problema medico che potrebbe richiedere di prendere una posizione riguardo all’uso errato del sangue.

Dei punti appropriati possono essere condivisi anche quando gli anziani apprendono che una coppia di coniugi è in attesa di un bambino. Gli anziani possono fare una copia di questo documento per uso personale. Tuttavia, nessuna copia dovrebbe essere fatta per chiunque altro. Una copia dovrebbe essere conservata nell’archivio della congregazione insieme con altri documenti medici relativi.


I genitori timorati di Dio considerano i loro figli un dono prezioso di Geova. Avvertono profondamente la responsabilità data da Dio di formare e proteggere questa eredità ricevuta. (Salmi 127:3; Efesini 6:4). Avendo questo punto di vista Biblico, i genitori cercano immediatamente delle cure mediche adeguate quando i loro figli sono malati. Nel cercare cure mediche, comunque le trasfusioni di sangue possono diventare un problema. Quali misure ragionevoli i genitori possono adottare per proteggere i loro bambini da questo uso improprio del sangue? – Eccl. 9:11.

PROTEGGETE I BAMBINI - SPIRITUALMENTE E FISICAMENTE.
E’fondamentale avere una ferma convinzione, perché un medico ben intenzionato può categoricamente affermare che il sangue può migliorare la condizione del bambino.
I genitori devono essere fermamente decisi ad ‘astenersi dal sangue’ rifiutandolo per i loro figli. (Atti 15:28, 29; Deut. 12:23, 25). Dovrebbero far conoscere la loro posizione innegoziabile a tutti gli operatori sanitari dal primo momento e della loro disponibilità ad accettare soluzioni alternative che non prevedano sostanze ematiche.
I genitori dovrebbero aiutare anche i loro bambini a sviluppare le loro convinzioni e difendere la loro fede in previsione di una trasfusione. (1 Pietro 3:15). Questo è importante perché alcuni medici possono decidere di trasfondere i minori che hanno dimostrato.
Una maturità sufficiente per fare le proprie scelte mediche. Alcuni tribunali hanno sostenuto i diritti dei minori su tale argomento. – w08 10/1 pagg.30-31; km 12/05 pag. 6; w9/ 6/15 pagg. 15-18.
I genitori dovrebbero fare passi per trovare un dottore che collabori. Consultate il locale Hospital Liaison Committee [HLC=Comitato Sanitario] nella fase iniziale della ricerca di un medico e la struttura che ha la reputazione di rispettare la nostra posizione sul sangue e di ricorrere a soluzioni alternative senza sangue per i bambini dei Testimoni. Una buona assicurazione malattia è utile, ove possibile e spesso può consentire trattamenti diversi che non potrebbero essere disponibili.- Luca 16:8.
Alcuni medici o ospedali, in base alla loro conoscenza medica o legale, non daranno assicurazioni al 100%, che non utilizzeranno il sangue durante il trattamento di bambini piccoli, neonati e prematuri. Tuttavia, quando un medico collaborativo ha eseguito procedure analoghe senza sangue in passato, può rassicurare i genitori che farà tutto il possibile per evitare l’usare del sangue.
In questa circostanza, i genitori possono concludere che questa è la migliore soluzione. Se concedono il permesso per il trattamento, i genitori dovrebbero chiarire per iscritto che non si autorizza una trasfusione di sangue per il loro bambino. I genitori si assumano la responsabilità di tali decisioni, e questo non sarebbe giudicato dalla congregazione come un compromesso. (Gal. 6:5)
[Nota: i genitori hanno il diritto di cancellare qualsiasi frase non consona in un documento ospedaliero. – Svegliatevi! 8/3/91, pagg. 5-6]
Le future madri dovrebbero sforzarsi di cercare una buona assistenza prenatale durante la gravidanza. Questo aiuta a prevenire le nascite premature e contribuisce a individuare altri rischi potenziali durante il parto, che spesso portano a trasfusione di sangue. Il Comitato (HLC) può aiutare a individuare ostetrici e ginecologi che siano in grado di ricorrere a soluzioni alternative all’uso del sangue. – Svegliatevi! 11/ 09 pagg. 26-29.

PROTEGGETE I BAMBINI - LEGALMENTE
Un genitore saggio prevede il coinvolgimento del tribunale. La legge non concede ai genitori un’autorità medico decisionale illimitato nell’accettare o rifiutare una cura per i loro figli. I genitori non sono liberi di rifiutare le cure ritenute necessarie per il benessere del loro bambino anche quando il loro rifiuto si basa sulle loro sincere credenze religiose.
Se i medici e il personale ospedaliero non ricevono il consenso dei genitori per utilizzare il sangue, possono chiedere il consenso ad un giudice con una apposita ordinanza. Tante ordinanze dei tribunali si ottengono molto rapidamente con un preavviso minimo o nessuna notifica ai genitori.
Come naturali tutori del figlio, i genitori hanno il diritto fondamentale di sapere di ciò che i medici, gli amministratori degli ospedali o i tutori stanno facendo al loro figlio in ogni momento.
Se i genitori hanno motivo di credere che possa esserci un’imminente ordinanza del tribunale, dovrebbero avvisare tutti gli operatori sociali e il personale ospedaliero che vuole notizie di ogni procedimento giudiziario in modo che possano avere l’opportunità di essere ascoltati.
Come può un genitore prepararsi per il procedimento giudiziario? Se c’è tempo, è spesso consigliabile cercare l’aiuto di un avvocato. Se il genitore ha un avvocato, l’Ufficio Legale dell’organizzazione può condividere le informazioni con lui per aiutarlo a fare in questi casi la migliore difesa possibile.
La preoccupazione principale del giudice è il benessere fisico del bambino. Il giudice ha bisogno di vedere che i genitori non sono negligenti o insolenti, ma che sono genitori amorevoli che vogliono che il loro figlio riceva la migliore assistenza medica.
I genitori possono informare il giudice che rifiutano il sangue per profondi motivi religiosi, ma non rifiutano le cure mediche e non hanno alcuna intenzione di rendere “martiri” il loro bambino. Questo scenario non è il momento migliore per parlare della loro forte fede nella resurrezione, perché ciò potrebbe convincere il giudice che è irragionevole.
Essi possono informare il giudice che gradirebbero avere l’opportunità di trovare un medico capace di curare il bambino con metodi accettabili che non prevedano composti ematici.
Il Comitato Sanitario potrebbe aiutarli a trovare un medico che testimoni in tribunale, o per telefono. Il Comitato Sanitario può anche condividere con il giudice gli articoli medici che indicano come possono essere gestiti in modo efficace senza sangue i problemi di salute del bambino.
Se un adolescente maturo è coinvolto, i genitori possono chiedere che l’ospedale valuti che è capace di decidere. Richiedete che il giudice senta il bambino prima di prendere la sua decisione. Spesso, i giudici concedono agli adolescenti maturi il diritto legale di fare le proprie scelte mediche.
Una difesa ben preparata in tribunale è importante. I giudici possono vedere più chiaramente altri aspetti dei genitori. Essi non saranno così predisposti ad autorizzare una trasfusione. Possono gravemente limitare la libertà del medico di utilizzare il sangue, perfino obbligando ad altre scelte o dando l’opportunità ai genitori di trovare medici che tratteranno il bambino senza sangue.
Nel parlare con chi cerca di forzare una trasfusione, i genitori non dovrebbero mai vacillare nelle loro convinzioni. Alcuni giudici o dottori possono chiedere se i genitori sono disposti a rinunciare alla loro responsabilità di prendere una decisione in modo che possano sentirsi meglio con la loro coscienza. I genitori devono chiarire che si rendono conto di avere il personale obbligo di fare tutto il possibile per evitare una trasfusione.
Se è rilasciata dal tribunale un’ordinanza nonostante i propri sforzi, continuate a chiedere al medico di non trasfondere e di incitarlo a utilizzare l’uso di trattamenti alternativi non ematici.
CONFIDATE IN GEOVA
Ricordate il consiglio di Proverbi 16:20. I genitori mostrino perspicacia e fede in Geova facendo in anticipo i preparativi necessari per proteggere il loro bambino dalle trasfusioni di sangue. Anziani coscienziosi incoraggeranno e sosterranno i genitori in questa impresa.
Possano i genitori e i figli “essere fermamente decisi ad astenersi dal sangue… affinché ti vada bene” in modo da avere la benedizione e l’approvazione di Geova. – Deut. 12:23-25.
RIQUADRO PAGINA 1

Passi che i genitori devono fare per proteggere i loro figli spiritualmente e fisicamente:
1. Educate se stessi e i loro figli sull’importanza di obbedire al comando di Geova di astenersi dal sangue.- Atti 15:28, 29; Efesini 6:4.
2. Formare i loro figli a difendere la loro fede. 1 Pietro 3:15.
3. Cercate l’aiuto del Comitato Sanitario per individuare un medico o struttura sanitaria che è nota di rispettare la nostra posizione sul sangue e di ricorrere a soluzioni alternative che non utilizzano composti ematici.
4. Informate i medici e le strutture sanitarie dal primo momento della loro posizione sulla trasfusione di sangue.
5. Cercate la cura prenatale in caso di gravidanza.

RIQUADRO PAGINA 2
Passi che i genitori devono adottare per proteggere legalmente i loro figli:
1. Ricordate che la legge non dà ai genitori l’autorità illimitata di prendere decisioni per le cure
mediche.
2. Avvisate tutti gli operatori sociali e il personale ospedaliero che desiderate essere messo a conoscenza di eventuali procedimenti giudiziari in modo da avere l’opportunità di essere ascoltati.
3. Informate il giudice che non rifiutate le cure mediche, ma siete alla ricerca di un trattamento medico alternativo che non prevede sostanze ematiche.
4. Chiedete al giudice di sentire dai medici su eventuali alternative disponibili che non prevedano l’uso di sostanze ematiche.
5. Se un adolescente maturo è coinvolto, chiedete che l’ospedale valuti la sua capacità decisionale e chiedere che il giudice lo ascolti.



Nel Ministero del Regno (Km) del mese di novembre 2006, la Watchtower ha pubblicato un inserto in cui vengono riconfermate nei dettagli le direttive della congregazione in merito a come i Testimoni di Geova considerano l'utilizzo del sangue e dei suoi derivati. Di seguito le pagine 3 e 4 di tale inserto:

Cliccando sulle immagini soprastanti potete visualizzare dei prospetti nei quali il CD ha minuziosamente elencato quali siano le parti del sangue "inaccettabili per i cristiani" e quali invece siano una "questione di coscienza".
La posizione della congregazione, come si può notare dalla lettura dell'inserto, si rivela piuttosto contraddittoria e farisaica. Mentre infatti da un lato si ribadisce in maniera categorica che i testimoni di Geova «non accettano trasfusioni di sangue intero né dei quattro componenti principali del sangue, cioè globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma. Inoltre non donano sangue né accettano il predeposito del proprio sangue perché sia loro trasfuso in un secondo tempo», e questo perché la Bibbia vieterebbe tali pratiche, d'altro canto si rimette alla coscienza dei singoli la decisione di accettare le frazioni dal sangue:

«Le frazioni rientrano anch'esse nel comando biblico di astenersi dal sangue? Non possiamo dirlo con certezza. La Bibbia non contiene informazioni specifiche sulle frazioni del sangue. Certo, molte frazioni sono estratte da sangue donato per scopi medici. Ciascun cristiano deve decidere in coscienza se accettare o no l'impiego di queste sostanze a scopo terapeutico».

A parte il fatto che la Bibbia non contiene informazioni specifiche nemmeno in merito all'utilizzo in campo medico del sangue e dei suoi "quattro componenti principali", non si può fare a meno di notare l'incoerenza di tali insegnamento: se è sbagliato, perché Dio lo vieta, donare ed accettare sangue, se è sbagliato farsi prelevare e conservare il sangue per un suo successivo utilizzo, come si può dire che accettare frazioni di sangue sia una questione di coscienza che deve essere rimessa alla decisone personale di ciascuno? Possibile che la Watchtower non si renda conto di quanto siano cavillose e farisaiche queste sue direttive? Da dove provengono gli emoderivati? Si ricavano dal sangue che viene donato da persone che - secondo i Testimoni - violerebbero la legge di Dio. Questo sangue viene poi lavorato e conservato - sempre "violando la legge di Dio". Accettando queste frazioni di sangue ci si servirebbe quindi di qualcosa che esiste solo perché qualcuno ha violato la legge di Dio. Sarebbe come dire: rubare è sbagliato, ma se vogliamo usare del denaro che proviene da fonti illecite, è una questione che ciascuno deve decidere personalmente.

Questa contraddizione non esisterebbe se il Corpo Direttivo (CD) della congregazione ammettesse che l'intera questione in merito all'accettare, donare, conservare e permettere la lavorazione del sangue sia da rimettere alla coscienza dei singoli Testimoni. Se ammettessero cioè che la Bibbia non «contiene informazioni specifiche» nemmeno in merito ai "quattro componenti principali" del sangue ed al loro utilizzo in campo medico. Questa è solo una discutibilissima interpretazione biblica, e non la "legge di Dio", dato che nella Bibbia non dice assolutamente nulla sulle trasfusioni di sangue.

Se il CD abbandonasse le sue posizioni dogmatiche, che derivano da un'interpretazione assolutamente letterale e fondamentalista di alcuni passi biblici, e cominciasse a dire che sta alla coscienza di ciascuno decidere come utilizzare il sangue in campo medico, eviterebbe tutte le contraddizioni ed i bizantinismi dottrinali in cui è venuto a trovarsi fino ad ora con tale suo insegnamento. Ed eviterebbe anche di dover pubblicare inserti e prospetti come questo, che sono un'evidente dimostrazione di quello che accade quando si vuole far dire alla Bibbia quello che non dice.

Senza pensare poi alle situazioni angosciose e drammatiche in cui vengono molto spesso a trovarsi tutti quei sinceri TdG che credono di ubbidire a Dio, seguendo quelle che sono soltanto opinioni ed "intendimenti" umani.
Dopo aver letto i contenuti di tale inserto, non si può fare a meno di ricordare cosa ha scritto la Watchtower in merito ai Farisei ed ai loro insegnamenti.
Trascrivo parte in un articolo pubblicato nella Torre di Guardia del 1° settembre 1996, pagine 12-13:

La contaminazione farisaica
I rabbini partivano dal presupposto che siccome la Torà, cioè la Legge mosaica, era perfetta, doveva contenere la risposta a qualsiasi domanda potesse sorgere. Questo concetto non era poi così reverenziale. In realtà dava ai rabbini la licenza di ricorrere a sottili ragionamenti umani, facendo credere che regole stabilite su ogni sorta di questioni - alcune di natura personale, altre assolutamente banali - fossero basate sulla Parola di Dio.

Ripetutamente i capi religiosi stiracchiarono precetti scritturali portandoli agli estremi. ... È tristemente nota la parodia spirituale che la legge orale fece della legge sul sabato. Dio aveva dato a Israele un comando semplice: Non compiere nessun lavoro il settimo giorno della settimana. (Esodo 20:8-11) Tuttavia la legge orale si prese la briga di definire circa 39 diversi tipi di lavoro proibito, fra cui fare o sciogliere un nodo, cucire due punti, scrivere due lettere ebraiche, e via dicendo. Ciascuno di questi tipi di lavoro richiedeva poi un'infinità di altre regole. Quali nodi erano vietati e quali no? La legge orale rispondeva con regole arbitrarie. Guarire qualcuno finì per essere considerato un lavoro proibito. ...

Impariamo dalla stoltezza dei farisei
Riepilogando, potremmo dire che quelle leggi e tradizioni aggiunte si attaccarono alla Legge mosaica come i cirripedi allo scafo di una nave. Il proprietario fa di tutto per staccare dallo scafo quelle creature fastidiose, perché riducono la velocità della nave e ne danneggiano lo strato antiruggine. Similmente le leggi orali e le tradizioni appesantivano la Legge e la esponevano ad abusi corrosivi. Tuttavia, invece di rimuovere quelle leggi arbitrarie, i rabbini continuavano ad aggiungerne altre. ...



La pressione ad adeguarsi alle norme del gruppo in materia di emoterapie è evidente anche dalla lettura di una recente circolare inviata ai responsabili delle comunità italiane e datata 9 febbraio 2010.

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In questa circolare si raccomanda, tra l’altro, che le famiglie geoviste esaminino con molta attenzione le istruzioni impartite dai vertici dell’Organizzazione sul tema della “santità del sangue”. A questo proposito è utile leggere ciò che gli ideologi del Movimento intimano ai genitori di fede geovista: «I padri cristiani sono obbligati a insegnare questa legge e a farla rispettare per quanto riguarda i figli minorenni, poiché secondo la legge di Dio i padri sono i guardiani spirituali e religiosi come pure i custodi domestici e paterni dei figli minorenni … Giustamente cercano di proteggere i loro figli affinché non prendano entro di sé sangue estraneo» (citazione dal periodico geovista “La Torre di Guardia” del 1° giugno 1968, p. 337). Inoltre, si chiede ai genitori Testimoni: «avete fatto tutti i passi ragionevoli per proteggere i vostri figli piccoli da una trasfusione di sangue? Come reagirebbero i vostri figli davanti alla prospettiva di una trasfusione? Avete discusso come famiglia cosa potreste fare per affrontare efficacemente una situazione di emergenza in cui c’è il rischio che venga praticata una trasfusione? … Se i genitori trascurano queste responsabilità, può succedere che ai figli venga praticata una trasfusione nel corso di un trattamento medico. Cosa si può fare per evitarlo? … dovete essere fermamente risoluti a rifiutare il sangue per voi e per i vostri figli» (citazione dal mensile geovista “Il Ministero del Regno” del settembre 1991, p. 3).

É evidente che ai genitori Testimoni di Geova viene ordinato di fare di tutto per impedire ai propri figli minorenni di assumere sangue. Per genitori e figli, quindi, non si tratta di una libera scelta, di una questione di coscienza, piuttosto è un obbligo, come dice chiaramente la letteratura geovista appena citata. In sostanza, il Direttivo mondiale geovista spiega cosa fare: «se avete figli, siete sicuri che sono d’accordo con il punto di vista biblico sulle trasfusioni e che sono in grado di spiegarlo? Credono veramente che questa è la volontà di Dio? Sono convinti che violare la legge di Dio sarebbe così grave da poter mettere a repentaglio le prospettive di vita eterna di un cristiano? I genitori saggi esamineranno queste cose con i figli, siano essi giovanissimi o quasi adulti. I genitori possono ipotizzare situazioni in cui ciascun giovane deve rispondere a domande che gli potrebbero essere fatte da un giudice o da un funzionario ospedaliero» (“La Torre di Guardia” del 15 giugno 1991, p. 18). Che dire degli effetti pratici di queste informazioni? In sostanza, si sta ordinando ai genitori di fede geovista di tenere con i propri figli dei corsi di addestramento affinché questi ultimi siano capaci, in condizioni di pressione emotiva, di convincere le autorità – medici e magistrati – di essere autonomi in una scelta dalla quale può dipendere la loro vita. E per imparare bene la lezione devono essere perfino fatte delle prove, come in un teatro, ipotizzando “situazioni in cui ciascun giovane deve rispondere a domande”.

Sulla base di queste istruzioni, c’è da temere seriamente che i genitori geovisti finiscano per sottoporre i figli, fin da piccoli, a un vero e proprio indottrinamento che, anche successivamente, potrà impedire loro di decidere autonomamente. Infatti, quale certezza si può avere che questi genitori saranno disposti a spiegare ai propri figli la storia del divieto di emoterapia con riferimento ai contenuti che il Direttivo mondiale geovista ha impartito agli affiliati? Sapranno mai questi figli minorenni che quando, cinquant’anni fa (“La Torre di Guardia” del 15 luglio 1961, pp. 446-448), fu ufficializzato il divieto di trattamenti emoterapici per i Testimoni di Geova, questo veto si estendeva anche agli emoderivati attualmente consentiti oltre che al sangue intero?

Verrà mai detto a questi ragazzi che, col tempo, i vertici geovisti hanno ulteriormente circoscritto il contenuto di questo generale divieto iniziale? Infatti, com’è illustrato nel prospetto allegato, nel corso degli anni, gli ideologi del Movimento si sono progressivamente astenuti dal sanzionare i Testimoni di Geova che accettavano alcune frazioni del sangue (come l’albumina, i fattori della coagulazione, le gammaglobuline ecc.), prima vietate dal pronunciamento contenuto in “La Torre di Guardia” del 1° marzo 1962, p. 143, dov’era scritto: «si tratti di sangue intero o di frazioni di sangue, sia il sangue stato preso dal proprio corpo o da quello di un altro, se è somministrato mediante trasfusione o iniezione, la legge divina ha vigore. Dio non ha dato all’uomo il sangue perché ne faccia uso come fa uso di altre sostanze; egli esige rispetto per la santità del sangue».
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La prima eccezione – secondo la quale gli anticorpi derivati dal sangue (come quelli del tetano, della rabbia e dell’avvelenamento da serpente) potevano essere accettati in base al giudizio individuale – risale agli inizi degli anni Sessanta e venne confermata da “La Torre di Guardia” del 1° dicembre 1974, pp. 735-736, dove si leggeva: «Si può pertanto vedere che i sieri (a differenza dei vaccini) contengono una frazione di sangue, benché piccolissima … che dire dunque dell’impiego di un siero contenente solo una minuta frazione di sangue e impiegato allo scopo di fornire una difesa supplementare contro qualche infezione e non impiegato allo scopo di svolgere la funzione svolta normalmente dal sangue che è quella di sostenere la vita? Crediamo che in questo caso debba decidere la coscienza di ciascun cristiano».

Inoltre, i vertici del geovismo non hanno finora autorizzato i Testimoni a conservare il proprio sangue in vista di un intervento chirurgico programmato (sangue autologo preoperatorio), poiché credono che il sangue, una volta fuori dal corpo, diviene impuro (“La Torre di Guardia” del 15 maggio 1960, p. 319); perciò i Testimoni di Geova credono che, quando il sangue lascia il corpo, esso non dovrebbe essere più usato, ma andrebbe versato per terra (“La Torre di Guardia” del 1° novembre 1978, p. 30). Nel 1972 gli ideologi geovisti applicarono questa credenza all’emodiluizione intraoperatoria (recupero di sangue e ritrasfusione, opzioni appropriate quando ci si attende una grossa perdita di sangue da un particolare intervento chirurgico, un complemento essenziale nel trattamento di vittime di traumi) e mise al bando tale tecnica (citazione dal periodico geovista “Svegliatevi!” del 22 settembre 1972, pp. 28-29). Tuttavia, nel 1982, i vertici del Movimento approvarono la pratica dell’emodiluizione in quanto ora consideravano le apparecchiature adoperate come un’estensione del sistema circolatorio (“Svegliatevi!” del 22 novembre 1982, p. 25).

Ma c’è dell’altro. Sapranno mai i figli dei Testimoni di Geova che, inizialmente, agli affiliati emofiliaci era permesso di ricevere un trattamento basato sul fattore VIII, in quanto esso era considerato alla stregua di un farmaco e non di nutrimento a base di sangue, ma che successivamente, nel 1975, fu stabilito che i Testimoni emofiliaci non potevano più ricevere alcun elemento coagulante, incluso il fattore VIII? (“Svegliatevi!” 8 agosto 1975, p. 29) E poi, tornando sui propri passi, l’Organizzazione pubblicò una veduta nuovamente favorevole all’uso dei fattori di coagulazione? (“La Torre di Guardia” del 1° novembre 1978, pp. 29-31).

Per giunta, negli anni Ottanta (“Svegliatevi!” del 22 novembre 1982, p. 25), il geovismo autorizzò l’uso di frazioni di plasma (come le immunoglobuline e l’albumina) e dal 2000 (“La Torre di Guardia” del 15 giugno 2000, p. 30) ha tollerato l’uso di componenti dei globuli rossi e del plasma.

In definitiva, verrà mai detto ai fanciulli, figli di Testimoni di Geova, che col tempo il veto espresso su diverse frazioni ematiche è stato revocato senza alcuna dettagliata argomentazione che permettesse agli affiliati di comprendere le ragioni di scelte che, per anni, hanno causato sofferenze a non pochi Testimoni di Geova?

Tenuto conto dei continui cambiamenti finora intervenuti riguardo all’oggetto del veto sull’emoterapia, è possibile che le frazioni ematiche attualmente vietate [globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, plasma (siero)], diverranno accettabili nel giro di qualche anno; perciò, come possono i Testimoni essere certi che la posizione assunta dal loro Direttivo mondiale rappresenti correttamente la “volontà di Dio” sull’argomento? Quindi, vale la pena di mettere a repentaglio la vita propria e quella dei figli minori per una questione così controversa? Si discuterà mai di questi legittimi dubbi nel corso delle sedute di indottrinamento tra genitori e figli di fede geovista?

C’è da augurarsi che questi ragazzi possano riflettere sulla seguente dichiarazione, tratta da una lettera della filiale romana del Movimento geovista: «Perché allora chi si fa trasfondere per esempio un concentrato di emazie può essere disassociato mentre chi si fa praticare un siero antivipera no? Perché attualmente il Corpo Direttivo ritiene di potersi assumere la responsabilità di intervenire nei confronti di chi accetta una trasfusione di sangue in toto o di qualcuno dei principali ed immediati componenti del sangue, mentre non ritiene di dover intervenire nei confronti di chi si limita a prendere una frazione di una frazione».

Se la conoscenza di quanto precede (e di altro ancora) non verrà loro resa disponibile – in quegli incontri familiari preparatori, raccomandati dal Movimento – come potranno i figli dei Testimoni di Geova capire che non è la Bibbia, ma il Corpo Direttivo mondiale che stabilisce fin dove il Testimone di Geova può spingersi nel tutelare il proprio diritto alla vita o quello dei figli minorenni?




In che modo i genitori possono proteggere i figli dalle trasfusioni di sangue 
(S-55)

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Interessante intervista realizzata da una TV svizzera ai dirigenti Betel di Roma Paolo Piccioli e Stefano Papazian nonchè Portavoce della WatchTower in Italia.
Tutte le interviste televisive rilasciate dai dirigenti WatchTower negli anni seguenti sono state preparate con domande e risposte accuratamente scelte.
Evidentissima in questa intervista infatti sia la tensione che l'insicurezza nel dare le risposte... e notate che risposte!

Intervista a 2 dirigenti Betel 
Stefano Papazian e Paolo Piccioli
(Testimoni di Geova)

Il documentario è stato girato nel 1990 e distribuito nel 1991.


Adriano Fontani (fondatore del CNF), preparò personalmente l'incalzante scaletta di domande insieme a Ruben Rossello e Vladimir Tcherkoff Venner.

Da questa data, dopo le pessime figure fatte,  i TdG hanno emanato circolari agli anziani locali, e si regolano così:

1) Nessuna loro intervista se dietro al programma collaborano i fuoriusciti,

2) CONCEDONO INTERVISTE SOLO DIETRO SCALETTA DI DOMANDE CONCORDATE


IL SANGUE E I TESTIMONI DI GEOVA
La storia di Valerio Valenti

La triste storia di un padre testimone di Geova espulso ed esiliato sia dalla famiglia che dall'intera congregazione, per aver salvato il figlio che necessitava di una trasfusione di sangue!




La testimonianza di Andrea Ricciardulli







"CHELLA PORTA" (quella porta) - di Lello Florio
Dedicata ai "capi" dei "testimoni di Geova" affinchè immaginino cosa si prova stando fuori ad una porta del reparto di "terapia intensiva", magari per colpa di uno STUPIDO DOGMA che costringe i loro adepti a rifiutare le emotrasfusioni e a tutti quelli che hanno avuto o anno delle persone care in difficoltà serie.





Perché i TdG rifiutano le trasfusioni di sangue
In questo video viene illustrata la posizione dei Testimoni di Geova per ciò che riguarda le trasfusioni di sangue, nonché come questi si "addestrino" durante le loro riunioni a rispondere alle obiezioni della "gente del mondo".


Testimoni di Geova e trasfusioni di sangue: molte illogicità


di Leoni Sandro
Presidente GRIS di Roma

Avvertenze

* Poiché il problema è di tragica urgenza (si tratta di salvare delle vite) iniziamo questo articolo di getto e senza preoccuparci della completezza della documentazione (che seguirà). Abbiamo infatti già verificato che, intanto, anche una semplice scheda che elenchi dei punti su cui il Testimone di Geova potrebbe riflettere, e che amici, parenti e medici potrebbero invitarlo a considerare per evitare una scelta autolesionista, ha già una sua notevole efficacia di aiuto.

* In futuro la scheda sarà perfezionata e ampliata, perché no? accogliendo contributi da chiunque ne dia di pertinenti. Vi saranno inseriti anche approfondimenti sui singoli punti. Ciò comporterà una dislocazione disarmonica dei numeri richiamanti le note in calce (ad es. in avvenire una nota n. 12 potrebbe precedere la nota n. 1) il che comunque non pregiudicherà la facilità della loro consultazione. Sotto il titolo sarà indicata anche la data di ogni revisione.

Che alle persone normali suoni strana e perfino assurda l’avversione alle trasfusioni di sangue che i Testimoni di Geova (TG in seguito) palesano è cosa risaputa.

Tuttavia noi sappiamo che in questa, come in tante altre convinzioni del loro “Credo” i TG non hanno visuali proprie. Essi si attengono strettamente a ciò che viene insegnato dal loro Corpo Direttivo (CD in seguito) che ha sede a Brooklyn. Questi, per sostenere tale dottrina, ritiene di trovarne la motivazione nella proibizione biblica di “mangiare il sangue”, e, secondo lui, trasfondere il sangue equivarrebbe a “mangiarlo” poiché viene comunque immesso nell’organismo e diventa parte di esso, come il nutrimento.

Nella pratica pastorale, agli operatori del GRIS1 di cui facciamo parte, sarà però capitato spesso di incontrare qualche TG aperto al confronto e alla critica costruttiva su tale argomento. Pertanto pensiamo di far cosa utile, sia a loro sia a eventuali amici che volessero aiutarli a riflettere un po’ più a fondo, elencando una serie di considerazioni critiche, sia bibliche che logiche, nei confronti delle “ragioni” sostenute dal loro CD.

Il nostro intento è fraterno. Vogliamo liberarli da una “verità” di fede che a conti fatti, secondo il nostro modo di vedere, è solo un’opinione; qualcosa cioè che non può costituire precetto divino e perciò non merita il sacrificio della vita.

La seguente scheda-promemoria di controragioni sarà utile soprattutto ai medici che abbiano in cura un TG non ancora condizionato da inculcate paure irrazionali ed emotive. Ci risulta infatti che il CD faccia di tutto per “imbrigliare” i suoi fedeli tra gli “steccati” interiori dell’apostasia, del pensiero indipendente, di Satana. Funzionano così:
a) Attento a ciò che dicono gli altri, potrebbe trattarsi di pensieri di apostati che vogliono “sviarti”; b) Attento a non essere “troppo scosso dalla tua ragione”, il “pensiero indipendente” ti porterebbe fuori della verità;
c) Attento a non lasciarti affascinare dalle ragioni che contrastano il tuo credo, anche se ti paiono fondate, si tratta di “Satana che si traveste da angelo di luce”.

Tuttavia un soggetto che voglia decidere personalmente, forse anche contro il parere dei genitori, obbedendo tuttavia alla Bibbia ma solo in ciò che davvero comanda e cioè “non andando oltre ciò che è scritto”, potrebbe riflettere utilmente sull’argomento analizzando (e dovrebbe farlo se non altro per contrastarle se può) le controragioni da noi appresso elencate.

Ad onore dell’intelligenza dei TG diremo anche che ci sembra difficile che un soggetto siffatto veda come “aggressione” alla sua fede l’onesto tentativo del medico di salvargli la vita, soprattutto se questi, pur nel tentativo di dissuaderlo, premettesse e promettesse di rispettare comunque i suoi motivi di coscienza, la sua libertà scelta e la sua ultima decisione.

Ecco dunque le nostre ragioni che secondo noi rendono discutibile l’avversione alla trasfusione di sangue insegnata dal CD dei TG:

1) - in campo medico il sangue non è considerato alimento. La trasfusione non è usata mai come alternativa alla nutrizione.
E’ questo un argomento che i medici sapranno trattare da par loro. Per quanto ne sappiamo noi la trasfusione è una sorta di restauro di parti mancanti (i globuli rossi), come in un muro da cui siano venuti meno dei mattoni. Difatti vanno rimessi sia nel numero mancante sia dello stesso tipo e già belli e fatti. La nutrizione invece consiste in un apporto energetico ottenuto tramite assimilazione di sostanze ricavate dalla disintegrazione di un composto/insieme.

Perciò qualificare la trasfusione un “mangiare-nutrirsi” è un arbitrio da parte del CD. Geova non gli ha dato il potere di far passare per realtà nutrizionale ciò che scientificamente non è considerata tale;

2) - istologicamente il sangue è considerato un tessuto.
Perciò fare una trasfusione equivale ad eseguire un trapianto. Cosa che il CD ritiene lecita dal 1/9/1980;2

3) - l’On. Manconi, che si interessa dei contatti con la Congregazione geovista in vista della concessione dell’Intesa ha testificato pubblicamente che, nelle trattative in corso, il CD si è detto disposto a un compromesso per i minori.
Per la precisione:
- 1) se la situazione fosse di grave emergenza, i TG si rimettono al libero parere del medico (cioè praticamente la consentono anche se lasciano decidere il sanitario);
- 2) se è di grande utilità, ma non ha carattere di urgenza, vogliono che la decisione sia presa da un’equipe medica di orientamenti diversi (così da evitare una decisione di parte);
Perciò non si può far passare per comando divino (che sarebbe assoluto e irreformabile) la illiceità di una pratica che il CD dei TG, a quanto pare, ritiene di poter gestire a sua discrezione;

4) - il punto precedente richiama il ripensamento che il CD ha avuto sulla pratica del trapianto (cf nota precedente), prima ritenuto lecito, poi vietato quale forma di “cannibalismo”, infine riammesso. Cioè sarebbe una norma ritenuta divina e ciononostante soggetta a ripensamento;
Perciò nessun TG può escludere che anche sul sangue un domani ci sarà analogo ripensamento. Ma se questo è vero, è anche vero automaticamente che la cosa non è certa sin da ora. E “lex dubia non obligat”.
Possibile che sia volontà di Dio che si sacrifichi la vita per una convinzione che ha una tale base ipotetica?;

5) - la Società Torre di Guardia non ha più stampato la dichiarazione che fu edita nel 1969 su “Sangue, medicina e la legge di Dio”. Il sangue, identificato con l’anima, l’aveva portata a scrivere che il TG non poteva fare una trasfusione di sangue e ancora amare Dio con tutta l’anima, perché aveva tolto parte di tale anima e l’aveva data ad un altro;3

Perciò non era vero che trasfondere sangue significa diminuire l’anima. Del resto non sarebbe paradossale pensare che Gesù, dissanguandosi in croce, nell’atto del supremo sacrificio non abbia amato Dio con tutta l’anima?

Che intelligenza di verità c’è stata nel CD nell’aver proposto un tale insegnamento?;

6) - il dott. Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del GRIS,4 ha ripercorso la storia della trasfusione presso i TG e precisa che, stando ai documenti, solo nel 1961 Geova ha reso obbligatoria l’astensione dal sangue (dopo ben 80 anni di geovismo);
Ora se, come insegna il CD,5 agli occhi di Dio “mangiare” il sangue è un affronto paragonabile all’idolatria, come spiegare il silenzio di Geova nel non aver insegnato per tanti anni al suo popolo questa dottrina essenziale, tollerando dai suoi devoti una pratica per Lui ripugnante?
E se è vero che tutto ciò che il TG crede viene dalla Bibbia, tramite il “Canale provveduto da Geova” (il rimanente dei 144.000 Unti la cui espressione terrena è rappresentata dal CD), se il CD non ha insegnato per quegli 80 anni tale dottrina, poiché dice di non averla ricevuta, non sarà vero che il colpevole di tale omissione sarebbe Geova in persona che avrebbe dovuto dare la sua “luce” di verità al Canale?;

7) - la carne che i TG mangiano non è certo liofilizzata. Contiene comunque del sangue.
Come si concilia questo con la proibizione di “mangiare” anche una sola goccia di sangue?;

8) - la proibizione biblica veterotestamentaria dice di astenersi anche dagli animali soffocati (perché il sangue vi restava dentro). Ma i TG mangiano tranquillamente il pesce che è sempre soffocato. E lo stesso vale per i polli che sono “strangolati”.
Se il CD concede che si facciano tali cose pur insistendo che Geova non vuole assolutamente che si mangi sangue, non è un adoperare “due pesi e due misure” da parte sua? Geova non qualifica tale comportamento “qualcosa di detestabile”? (Prov. 20,10);

9) - è certo che la proibizione biblica di mangiare sangue, per gli Ebrei, riguardava esclusivamente il sangue animale, poiché quello umano era tutelato dal divieto assoluto dell’omicidio.
Quindi anche l’espressione “qualunque sorta di sangue” di Levitico 17,10 (sottolineata dal CD in “Ragioniamo” p. 337, per estendere la proibizione ad ogni tipo di sangue), non dovrebbe invece essere sempre riferita esclusivamente al sangue delle varie specie di animali? La Bibbia non insegna che non si può “andare oltre ciò che è scritto”? (1 Cor 4,6);

10) - tutti gli esegeti, da sempre, compresi quelli protestanti dal cui ceppo derivano i TG (Russell fu congregazionalista, presbiteriano, avventista) hanno sempre interpretato questa proibizione biblica come educazione al rispetto della vita, di cui il sangue è simbolo (tuttora).
E’ vero che una certezza, dimostrata, pesa più di mille opinioni. Ma, alla luce del punto 4, si è proprio sicuri che il CD abbia la certezza su tale questione? E che tutti gli altri cultori della Bibbia, a cui spesso egli fa riferimento per appoggiare varie dottrine, sbaglino su questo punto?

11) - Gesù ha presentato l’unione più intima possibile tra sé e i discepoli come un “mangiare la sua carne e bere il suo sangue” (cf Gv 6, 53-56). E, a coloro che hanno obiettato che quel discorso era assurdo e perciò si sono allontanati, non ha spiegato che avevano equivocato. Anzi ha detto ai discepoli che, se anche loro non ci credevano erano liberi di andarsene.
Gesù, ricorrendo a quel paragone così strano, aveva voglia di fare dello spirito? Come mai non ha corretto l’equivoco se di equivoco si trattava? E non è illuminante il fatto che i Giudei non hanno protestato che tale invito a “bere il suo sangue” era contro la legge di Mosé? Non avrebbero dovuto reagire inorriditi? Invece, a quanto si legge, hanno obiettato solo che non c’era il modo di farlo realisticamente;

12) - se non andiamo errati gli Ebrei odierni, che sono ancora ligi alla Legge dettata da Mosé, mantengono tuttora sia la proibizione biblica sulle immagini6 sia quella di mangiare sangue. Tuttavia partecipano con libertà all’associazione dei donatori di sangue, non ravvisando cioè nel comando biblico la proibizione delle trasfusioni.

Come mai?
13) - infine, ma non come motivo di poco conto, abbiamo che la riconferma della proibizione di “mangiare sangue” da parte del Concilio di Gerusalemme (At 15, 1-29), per i cristiani, se si legge bene il contesto, si evince che è stata mantenuta per motivi di opportunità pastorale, cioè di regola comportamentale contingente, finalizzata alla concordia tra i neocristiani di una stessa comunità provenienti da giudaismo e paganesimo.

Non si trattava cioè di un problema di fede (assoluto perché dogmatico, necessario per la salvezza) come lo era quello, pure trattato in quel Concilio, relativo al Battesimo-Circoncisione.

Si ricorderà infatti che il Concilio di Gerusalemme sentenziò circa due questioni:
- 1) la prima relativa alla salvezza, dicendo che, poiché bastava il Battesimo in Cristo, non era necessario che i neofiti cristiani provenienti dal paganesimo si sottoponessero previamente al rito mosaico della Circoncisione;
- 2) la seconda relativa alla pacificazione di due etnie cristiane: quella dei cristiani ex pagani e quella dei cristiani ex giudei. Per evitare di urtare i cristiani provenienti dal Giudaismo, che osservavano ancora certe usanze mosaiche, mentre i neofiti provenienti dal paganesimo se ne sentivano esenti, il Concilio disse che avrebbero “prosperato” se questi ultimi si fossero astenuti non solo da ciò che la morale sia mosaica che cristiana proibivano (la fornicazione) ma anche da ciò che il rispetto della sensibilità di coscienza dei fratelli che erano ancora legati alle usanze obsolete di Mosé consigliava di evitare: e cioè il mangiare carne sacrificata agli idoli e il mangiare sanguinaccio.

La riprova che quello fosse il parere degli Apostoli (che formavano il CD del primo secolo secondo i TG), si può ricavare da cosa insegnò Paolo in 1 Cor 8,4; cioè libertà assoluta circa qualsiasi alimento, compresa la carne sacrificata agli idoli, e tuttavia astensione motivata dalla carità se il nutrirsene scandalizzava un proprio fratello dalla fede ancora immatura (cioè legata alla convinzione mosaica) che fosse presente al fatto.

_____________________
Note

1) GRIS sta per Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa. E’ una associazione di volontariato laico-cattolica, riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e diffusa in tutta Italia.

2) Cf L. MINUTI, I Testimoni di Geova non hanno la Bibbia, Coletti3, Roma 1997, p. 207).

3) ibid., p. 214.

4) ibid., pp. 119-144.

5) Cf, Ragioniamo facendo uso delle Scritture, Roma 1985, p. 335.

6) Il motivo che li differenzia dai cristiani in questo è che non hanno accolto il Nuovo Testamento come Bibbia. E’ esso che, con la dottrina della incarnazione di Dio in Cristo, inaugura e legittima secondo i cristiani l’iconografia sacra. Gesù stesso, nella sua persona umana, è presentato da S. Paolo come “icona” (immagine) del Dio invisibile (Col 1,15).



CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA
9 Febbraio 2010
"RISPETTO PER LA SANTITA' DEL SANGUE"










12 febbraio 2010

CHIESA CATTOLICA E MASSONERIA - Proseguono gli incontri del GRIS-CB



Qual è la posizione che la Chiesa cattolica ha nei riguardi della Massoneria e di coloro che, pur essendo battezzati, sono iscritti a questa associazione? Un tempo si parlava di scomunica e oggi? Qual è la nozione di Dio professata dalla Massoneria? È compatibile con la fede cristiana in Dio creatore e provvidente? In Dio che è Gesù Cristo, che è Salvatore? Temi ancora oggi molto roventi e di importanza decisiva.

Se ne parlerà Venerdì 5 marzo 2010, alle ore 16,00, presso l’Auditorium della scuola media “Igino Petrone” di Campobasso dove si terrà il 3° convegno organizzato dal GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa) dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano in collaborazione con la Pastorale Scolastica.

Relazioneranno:
prof. Giuseppe Ferrari (Segretario Nazionale del GRIS) su “Chiesa cattolica e massoneria”
e don Lorenzo Lasagni (Consigliere Nazionale del GRIS) su “Relativismo e massoneria”,
le conclusioni, come sempre, saranno affidate a S.E. Mons. GianCarlo Maria  Bregantini Arcivescovo di Campobasso-Bojano


Comunicato Diocesi del 20/08/2010
Diocesi San Marino Montefeltro e Associazioni
Su una iniziativa a San Leo a proposito della massoneria, presa di posizione di Mons. Vescovo

MESSAGGIO DEL VESCOVO DI SAN MARINO-MONTEFELTRO, MONS. LUIGI NEGRI, SULL’INIZIATIVA Alchimi Alchimie 2010 IN PROGRAMMA A SAN LEO DAL 21 AL 26 AGOSTO

Ho potuto prendere visione soltanto negli ultimi giorni del programma della manifestazione Alchimia Alchimie che si tiene a San Leo dal 21 al 26 agosto. Ho lavorato oltre 50 anni della mia vita perché nel nostro paese potesse attuarsi una vera pluralità di posizioni culturali, nel rispetto reciproco, senza nessuna egemonia e senza nessuna discriminazione. La mia prima reazione è pertanto che coloro che aderiscono ad un'impostazione massonica della vita, o sono interessati ad essa, possano partecipare a questo momento che è certamente un momento espressivo di tale cultura e di tale sensibilità. Mi auguro anche che le varie iniziative di carattere culturale tese a chiarire il rapporto fra Chiesa e massoneria siano condotte con rigore scientifico, quindi, senza livori ideologici e senza irenismi di maniera. La Chiesa e la massoneria sono di per sé assolutamente inconciliabili, come ribadito dal documento a firma del Cardinale Ratzinger del 26 novembre 1983. Per altro, introducendo l'ultimo volume dell’amica Angela Pellicciari, dedicato ai Papi e alla massoneria, io ho formulato la cosa in termini che sono radicali ma assolutamente obiettivi. La massoneria nasce con questa inimicizia verso la Chiesa e pertanto persegue la realizzazione di questa inimicizia con la distruzione della Chiesa e della civiltà cristiana e con la sostituzione ad essa di una cultura e di una civiltà sostanzialmente ateistiche, anche quando si fa riferimento all’Architetto dell’universo. Questa inconciliabilità, che mi preme richiamare come Vescovo di questa Diocesi particolare, non intende realizzare una posizione da parte della Chiesa di San Marino-Montefeltro di esclusione nei confronti di coloro che aderiscono o sono interessati alla posizione massonica, ma intende mettere le condizioni perché il confronto e il dialogo possano avvenire in termini oggettivi e reciprocamente rispettosi.

La mia preoccupazione è, comunque, un’altra e l'avevo già sottolineata in altri momenti: le istituzioni, anche quelle locali, non debbono abbracciare e identificarsi con una posizione culturale, ma devono mettere le condizioni perché le varie posizioni culturali presenti in questo contesto possano adeguatamente esprimersi. Questo non accade con Alchimia Alchimie, perché il nesso esplicito fra l'Amministrazione comunale e l'associazione che promuove queste iniziative è fuori discussione; in questo caso, quindi, l' Amministrazione comunale di San Leo finisce per proporre con l’autorevolezza delle istituzioni una posizione culturale che sarà anche molto diffusa ma non è né quella maggioritaria, né quella che ha la maggiore influenza positiva sulla vita della società. Pertanto, ancora una volta, mi permetto di richiamare in modo vibrato e preoccupato che non ci siano neanche surrettiziamente sostegni da parte delle istituzioni pubbliche ad iniziative che possono avere ed hanno, come in questo caso, la loro identità e la loro dignità ma non possono essere presentate come le iniziative delle istituzioni e quindi, in qualche modo, di tutti i cittadini di San Leo.

Guido una Chiesa particolare che ha avuto in San Leo la sede della Diocesi dal ‘300 d.C. fino al 1600; la cultura e la civiltà che sono nate dall'esperienza di questa Chiesa sono un fatto di straordinaria importanza anche all'inizio di questo terzo millennio. Abbiamo la responsabilità di portare avanti questa tradizione perché è una tradizione che ha sempre saputo coniugare l'amore a Dio con l’ amore alla libertà degli uomini e della società. Non altrettanto si può dire di quelle culture di carattere massonico, razionalista, totalitario che invece, certamente, non hanno dato un contributo positivo all'evoluzione di questa nostra società. Dunque, la mia unica preoccupazione è che sia effettivamente salvaguardata la libertà di espressione di tutti senza indebite egemonie o favori.
Dispongo che questo comunicato che viene pubblicato sul sito della Diocesi, come al solito, sia trasmesso alla stampa locale e nazionale, sia letto nelle chiese di San Leo e di Pietracuta durante le celebrazioni delle S. Messe di domenica 22 agosto. Altri parroci e altre parrocchie, se lo ritengono opportuno, sono assolutamente liberi di fare la stessa cosa.

Pennabilli, 20 Agosto 2010

+Luigi Negri
Vescovo di San Marino-Montefeltro

I PAPI CONTRO LA MASSONERIA



I Papi e la massoneria


ROMA, sabato, 17 novembre 2007 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito la prefazione di monsignor Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, al libro di Angela Pellicciari intitolato “I Papi e la massoneria” (Edizioni Ares, 2007, pp. 320, € 18).
* * *
Carissima Angela,
sono molto lieto di introdurre questa tua ultima, così significativa e utile fatica. Il libro che ci offri è una rilettura estremamente intelligente e documentata del magistero dei papi negli ultimi secoli sul problema, quanto mai annoso e attuale, della massoneria e della sua azione disgregativa della Chiesa e della cristianità. Hai documentato con molta precisione e molto equilibrio la sequenza d’interventi che i sommi pontefici, negli ultimi due secoli e mezzo hanno fatto, tenendo costantemente il passo con l’accrescersi, nella vita della cultura e della società, del progetto massonico e dei tentativi di partecipare in maniera egemonica alle grandi rivoluzioni laiciste, cominciando da quella francese e concludendo, ormai è una cosa sufficientemente chiara, con la rivoluzione del 1917 in Russia.

La cosa che mi ha colpito in questo abbondante magistero, che hai raccolto con puntualità rigorosa, è la profondità della lettura che i papi hanno fatto della vicenda massonica e nei suoi fondamenti ultimi: antropologici, metafisici, culturali, etici. È stata una lettura che ha seguito, passo a passo, l’evolversi della massoneria andando fino in fondo ai presupposti, molte volte anticipando gli esiti che, sul piano della vita della società e del rapporto con la Chiesa si sono poi, di fatto, realizzati. Quindi, la prima gratitudine è per questa rilettura sapiente, intelligente, informata che ci mette in condizione di vedere come – con perfetta coerenza e secondo la logica della continuità, quella che papa Benedetto XVI chiama l’ermeneutica della evoluzione – la Chiesa non abbia ceduto, neanche un momento, a nessuna tentazione concordistica o irenistica.

La massoneria è un nemico della Chiesa; nasce con questa inimicizia e persegue la realizzazione di questa inimicizia con la distruzione della Chiesa e della civiltà cristiana e con la sostituzione a essa di una cultura e di una società sostanzialmente ateistica, anche quando fa riferimento all’architetto dell’universo. È, infatti, fuori discussione che si tratta di un riferimento a un valore pensato e concepito all’interno di una mentalità razionalistica e illuministica. Ho discusso molte volte, su questa vicenda del rapporto fra Chiesa e modernità. Il tuo libro mi conferma nella tesi fondamentale che non è la Chiesa a essere antimoderna, ma che è la modernità a essere antiecclesiale. La modernità è antiecclesiale, e il punto di attacco massimo all’ecclesialità è proprio rappresentato dalla massoneria che, in quanto elemento segretamente connotato e dinamicamente lanciato alla creazione di una civiltà alternativa a quella che nasce dalla fede, rappresenta, a mio modo di vedere, l’elemento radicale della modernità. Nella massoneria la modernità esprime il massimo di chiarezza e d’identità e, secondo me, raccoglie anche il massimo di impatto culturale e sociale.

Quindi, questa tua è un’opera preziosa che conferma, approfondisce, allarga la grande vicenda della Chiesa di fronte al progetto laicistico moderno, contemporaneo. Offre un contrappunto molto singolare alla Dottrina sociale della Chiesa, nel senso che questo magistero contro la massoneria, in qualche modo, è già indicatore di tematiche fondamentali che poi la Dottrina sociale della Chiesa affronterà e dispiegherà lungo tutte le articolazioni che il progetto laicistico assumerà, nel corso della fase moderna e contemporanea.

Una seconda osservazione mi è venuta leggendo questo testo: la massoneria ha trovato la sua forza certamente nella segretezza, nella capacità di individuare e assimilare a sé leadership di uomini incondizionatamente obbedienti alle sue direttive, nonché nell’abilità che ha avuto di influire su strati sempre più larghi della cultura e dei vertici della vita civile e istituzionale. Cioè, la massoneria ha rappresentato strategicamente un punto di attacco, non soltanto ai princìpi, ma anche alla mentalità di coloro che astrattamente avrebbero dovuto ergersi a baluardo di questi princìpi tradizionali e che, invece, sono diventati totalmente funzionali al fenomeno erosivo della tradizione e rivoluzionario nei confronti di essa. E anche questa è una intuizione che sostiene il magistero dei papi sulla massoneria: i papi sono concordi nell’indicare, anche con diverse angolature, che la massoneria sta conquistando, lentamente ma inesorabilmente, anche coloro che avrebbero dovuto difendere tutta la ricchezza, la verità e la bellezza della posizione tradizionale.

Anche sotto questo aspetto la storiografia è arricchita dal tuo lavoro perché è indubbio che, non solo la massoneria ha conquistato le avanguardie rivoluzionarie in Europa e nel mondo ma che, soprattutto, ha fortemente condizionato i regimi che, scaturiti da queste rivoluzioni di carattere massonico-liberali, sarebbero sfociati nei grandi sistemi totalitari. Esiste certamente una presenza molto grave e inquietante, ormai largamente documentata, di tanti affiliati massoni all’interno dei grandi sistemi totalitari e con responsabilità di primo piano.

Dunque, grazie per questo libro, perché è prezioso e fa giustizia di tutta una vulgata diffusa ad arte, anche da certe personalità ecclesiastiche, sul cambiamento della posizione della Chiesa nei confronti della massoneria e di quanti sostengono, addirittura – come mi è accaduto di sentire di persona per bocca di un altissimo rappresentante della ecclesiasticità italiana –, che sarebbe auspicabile una collaborazione fra la Chiesa e la massoneria poiché, in fondo, hanno un campo comune, quello della beneficenza, delle iniziative solidaristiche che sono, evidentemente, perseguite con connotazioni diverse per confluire in unico progetto: il benessere dell’umanità. Queste sono affermazioni che non hanno nessun fondamento, e questo tuo studio lo dimostra.

Certamente le tue pagine non consentono più a nessuno che voglia affrontare seriamente la questione Chiesa-massoneria di fermarsi a questa superficialità che, se è intollerabile per tutti, è ancora più intollerabile per i rappresentanti della ecclesiasticità.

Auguro a questo libro una fortuna anche superiore a quella che hanno avuto i tuoi saggi sul Risorgimento – che pure sono stati libri fondamentali –, poiché io credo copra un vuoto che fino adesso era assolutamente evidente, e soprattutto ci offra elementi per una critica sana e intelligente.


Ti saluto affezionatamente.


San Marino, 16 Maggio 2007


+ Luigi Negri
Vescovo di San Marino-Montefeltro
Presidente Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II
per il Magistero Sociale della Chiesa


ZI07111702 - 17/11/2007


Permalink: http://www.zenit.org/article-12573?l=italian


Vaticano II e massoneria parte 1/6 Don Curzio Nitoglia


LE IENE: LA MASSONERIA
Enrico Lucci intervista alcuni dei piu importanti massoni italiani


LA MASSONERIA DIVENTA PUBBLICA.
PER LA PRIMA VOLTA LA TV IN UNA SEDUTA MASSONICA RACCONTATA DAL GRANDE MAESTRO DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA GUSTAVO RAFFI. ESCLUSIVA RAI DI LEONARDO METALLI
PRIMA SEDUTA MASSONICA IN TV ESCLUSIVA






Qual è la posizione che la Chiesa cattolica ha nei riguardi della Massoneria e di coloro che, pur essendo battezzati, sono iscritti a questa associazione? Un tempo si parlava di scomunica e oggi? Qual è la nozione di Dio professata dalla Massoneria? È compatibile con la fede cristiana in Dio creatore e provvidente? In Dio che è Gesù Cristo, che è Salvatore?

Temi ancora oggi molto roventi e di importanza decisiva.

Il presente volume inaugura anche la nuova serie della rivista «Religioni e sette nel mondo», che nasce dalla fusione di «Sette e religioni», edito da ESD, e di «Religioni e sette nel mondo», un tempo edito dal GRIS.

Il primo numero della rivista “Religioni e sette nel mondo”, diretta da Giuseppe Ferrari, direttore del G.R.I.S. (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa), e curata dalla Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura Seraphicum, raccoglie gli atti del convegno tenutosi a Roma nel 2007 e dedicato ai rapporti tra Chiesa e massoneria.




Dopo l’introduzione dello stesso Ferrari, in cui si ribadisce la illiceità per un credente di aderire alla massoneria e che il dialogo iniziato dal Concilio Vaticano II non deve essere in alcun modo considerato un’apertura dogmatica ai principi della “libera muratoria” si passa ad analizzare la filosofia di quest’ultima (lo fa padre Luigi Iammarone Ofmc nel suo approfondito saggio di cinquanta pagine), quindi si approfondisce il pensiero della Chiesa nei confronti della massoneria (a cura di Mózes Hardi che parte dai documenti ufficiali del magistero dal 1738 – bolla di Clemente XIII – al 1917 – codificazione del Codex Juris Canonicis) per confermare il giudizio negativo dato dalla Chiesa fin dal primo apparire della massoneria.

Dopo alcuni altri interventi (Gianfranco Girotti, il redattore di Civiltà Cattolica Giandomenico Mucci, Zbiegniew Suchecki), il volume è chiuso dal lungo documento sulla Libera Muratoria della Pontificia Commissione per la Revisione del Codice di Diritto Canonico (1981), che anch’esso ribadisce la bontà delle decisioni della Chiesa pre-conciliare nei confronti della massoneria: totale incompatibilità, nonostante i tentativi (anche interni) di far passare come conciliabili alcune ambiguità simbolico-dottrinali delle logge (Gesù considerato un “Grande Maestro”; la Sua resurrezione come simbolo del raggiungimento di una nuova conoscenza, etc.). (RC n. 38 - Ottobre 2008)

Per ordinare la rivista occorre rivolgersi a: Edizioni Studio Domenicano (ESD), Via dell’Osservanza 72, 40136 Bologna, Italia, tel. 051 582034; fax 051 331583;

L’Odio massonico verso la Chiesa

La Repubblica Romana del 1849
Dopo la fuga di Pio IX a Gaeta, nasce la Repubblica Romana. La guidano Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. Un passo verso la libertà, dicono i libri di scuola. Tacendo il suo vero scopo: cancellare la Chiesa. Per conto della Massoneria…

di Angela Pellicciari

II potente gran maestro della massoneria italiana Adriano Lemmi, alla fine dell'Ottocento, riteneva che la scomparsa del potere temporale dei papi fosse il «più memorabile avvenimento della storia del mondo».

Per capire i fatti, per capire cosa è successo durante la breve vita della Repubblica Romana del 1849, per capire soprattutto l'eco che di quei fatti ancora oggi si respira, non sarà inutile ricorrere a qualche breve citazione della stampa massonica di allora. Questa la prosa del gran maestro Mazzoni: «A Roma sta il gran nemico della luce. Lo attaccarlo ivi di fronte, direi quasi a corpo a corpo, è dover nostro». E questi erano gli auspici della Rivista della Massoneria nel 1871: «facciamo sì che dalla Eterna Città nostra la luce si diffonda per l'Universo, che il mondo ammiri, a canto del nero ed avvilito Gesuita, il libero gigante potere della Massoneria [...] È in Italia, è a Roma, ove il nostro eterno avversario raccoglie le sue ultime forze. Noi siamo gli avamposti dell'esercito massonico universale». La rivoluzione che scoppia, violentissima, a Roma, nel 1849, passata alla storia col nome di Repubblica Romana, di romano ha in effetti ben poco. Si va dal genovese Mazzini, al nizzardo Garibaldi, al genovese Avezzana, ministro della guerra, al friulano Dall'Ongaro, direttore del giornale ufficiale Monitore Romano, al napoletano Saliceti, redattore della Costituzione: l'elenco è lungo. Come mai rivoluzionari di tutta Italia, ed anche stranieri, chiamano romana la repubblica che proclamano? Il perché lo spiega Giuseppe Mazzini, anima di quel tentativo totalitario, condotto, manco a dirlo, nel nome della libertà e della costituzione. A chi dice «Roma è dei Romani», scrive Mazzini, bisogna rispondere: «No; Roma non è dei Romani: Roma è dell'Italia». E la popolazione romana sbigottita dalla violenza rivoluzionaria? «I Romani che non lo intendono non sono degni del nome». I romani non degni del nome sono, come ovvio, in primo luogo i cattolici: praticamente tutta la popolazione. La gnosi, nelle sue varie incarnazioni settarie, è convinta di saperla molto più lunga della Rivelazione e del Magistero che la interpreta. Mazzini, e con lui tutte le società segrete, si ripropongono di farla finita con la Chiesa cattolica: è un ostacolo al progresso incarnato dalle loro scientifiche convinzioni politiche. Il mito della Terza Roma, che prepotentemente si afferma durante l'Ottocento, persegue proprio questo obiettivo: mettere la parola fine alla Roma cristiana che ha oscurato (così si ritiene) la bellezza e la forza di quella pagana, riportando l'orologio della storia indietro di millecinquecento anni e tornando ai fasti del paganesimo. Terza Roma, per l'appunto. Questa è l'IDEA - come si diceva allora scrivendola in maiuscolo ed idolatrando il pensiero di chi tanto ideale aveva concepito - che trionfa a Roma nel 1849. Ebbri di gioia per la fine del potere temporale, i rivoluzionari governano da ubriachi, ovvero da briganti. Chi lo dice? Non solo il papa Pio IX, costretto a fuggire a Gaeta dove è ospite di Ferdinando II di Borbone, ma le stesse fonti liberali dell'epoca che descrivono le gesta del potere rivoluzionario. Varrà la pena di citare qualche testimonianza, a cominciare, come ovvio, dal Papa. Il 20 aprile 1849 da Gaeta, nell'allocuzione Quibus, quantisque malorum, Pio IX descrive in una lunga lettera cosa succede a Roma in nome della libertà e della costituzione.
I liberali affermano di agire per il bene della Chiesa che vogliono purificata dall'incombenza del potere temporale? I liberali desiderano che la Chiesa diventi più aderente ai voleri di Cristo e, quindi, più povera, pura e libera? Analizziamo i fatti, suggerisce il Papa, e vediamo se sono davvero queste le intenzioni dei rivoluzionari. I fatti sono i seguenti: è impedita qualsiasi comunicazione del Papa con i vescovi, il clero, i fedeli; Roma si riempie di uomini (apostati, eretici, comunisti e socialisti, come si definiscono) provenienti da tutto il mondo, pieni di odio nei confronti della Chiesa; i liberali si impossessano di tutti i beni, redditi e possedimenti ecclesiastici; le chiese sono spogliate dei loro ornamenti; gli edifici religiosi dedicati ad altri usi; le monache maltrattate; i religiosi assaliti, imprigionati ed uccisi; i pastori separati dal proprio gregge ed incarcerati.

La conclusione che Pio IX trae dall'analisi delle imprese del potere rivoluzionario è inequivocabile. La mitica Repubblica Romana ha un unico, vero, obiettivo: il fine delle società segrete (che non esitano ad utilizzare a questo scopo lo stesso nome di Cristo) è la totale distruzione della Chiesa cattolica. Proprio come convintamente sostenuto dai gran maestri e dalla rivista della la massoneria.

Gli agitatori di popolo calati a Roma nel 1849 agiscono da briganti non solo nei confronti della Chiesa e delle sue proprietà. Pio IX documenta come i liberali mettano in pericolo l'ordine e la prosperità dell'intera società civile: l'erario pubblico è dissipato e ridotto a nulla; il commercio interrotto e quasi inesistente; i privati derubati dei loro beni da coloro che si definiscono guide della popolazione; la libertà e la stessa vita di tutti i sudditi fedeli messa in pericolo.

Le fonti liberali contraddicono le affermazioni del Papa? Niente affatto. Luigi Carlo Farini, futuro presidente del Consiglio del Regno d'Italia, ne Lo stato romano dall'anno 1814 al 1850, scrive: «Fra gli inni di libertà, e gli augurii di fratellanza erano violati i domicilii, violate le proprietà; qual cittadino nella persona, qual era nella roba offeso, e le requisizioni dei metalli preziosi divenivano esca a ladronecci, e pretesto a rapinerie». Quanto all'eroe dei due mondi, il generale Garibaldi, nelle sue Memorie, così racconta cosa capita - e cosa fanno - i bravi garibaldini: «mossomi da Tivoli verso tramontana per gettarmi tra popolazioni energiche e suscitarne il patriottismo, non solo non mi fu possibile riunire un sol uomo, ma ogni notte [...] disertavano coloro che mi avean seguito da Roma». Cosa facevano i disertori? «I gruppi dì disertori si scioglievan sfrenati per le campagne e commettevano violenze d'ogni specie».

Stando così le cose - e le cose stanno così - viene spontaneo domandarsi come mai, caduti tanti miti, infrante tante ideologie, nessuno, ma proprio nessuno, abbia neppur lontanamente cominciato a mettere in discussione la leggenda creata intorno alla Repubblica Romana. Da destra come da sinistra tutti danno per scontato che l'esperimento ideato da Mazzini abbia costituito un effettivo passo in avanti verso la libertà, la costituzione, il progresso, la giustizia. Basti ricordare che all'epoca della giunta guidata da Storace, solo pochi anni fa, la Regione Lazio spese parecchio denaro per diffondere capillarmente in tutte le scuole un opuscolo a fumetti dal titolo Mazzini e il Risorgimento. In una delle vignette comparivano tre personaggi, all'apparenza contadini (erano accompagnati da vanghe e cazzuole), contadini che però indossavano una bella coccarda tricolore. Il primo gridava: «Hanno confiscato le terre del clero»; il secondo ribatteva: «e ora le distribuiscono ai contadini». Il terzo tirava le conclusioni: «Viva la repubblica».

La verità è che, a destra come a sinistra, più o meno mascherata, più o meno avvertita, è sempre viva un'incrollabile ostilità, che in alcuni casi è più esatto definire odio, verso la Chiesa cattolica. In questo panorama, va detto perché rappresenta un'assoluta novità, il presidente Berlusconi ha pubblicamente suggerito a tutti la lettura del mio primo libro: Risorgimento da riscrivere. Cambierà qualcosa?

Ricorda

«Comandiamo ai nostri buoni e fedeli sudditi dl non resistere, per non moltiplicare quegli odi civili, a estinguere i quali daremmo volentieri la vita in olocausto. Quando a Dio piaccia, ben potrà Egli sen'alcuna forza umana riedificare mediante l'amore dei popoli questo temporale dominio della Santa Sede, che dall'amore dei popoli ebbe origine». (Pio IX, manifesto scritto prima di fuggire da Roma, in Angela Pellicciari, Risorgimento da riscrivere. Liberali & massoni contro la Chiesa, Ares, 1998, p. 89).




IL TIMONE n.88 – Dicembre 2009
http://www.fattisentire.org/modules.php?name=News&file=article&sid=3373&mode=thread&order=0&thold=0



Tratto dal mensile:
AIRONE
n. 346 FEBBRAIO 2010 pp. 87-90
I SEGRETI DELLA MASSONERIA
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RELAZIONE DEL PROF. GIUSEPPE FERRARI SEGRETARIO NAZIONALE DEL GRIS SU
"CHIESA CATTOLICA E MASSONERIA"






RELAZIONE TENUTA DA DON LORENZO LASAGNI
- CONSIGLIERE NAZIONALE DEL GRIS - SU:
"RELATIVISMO E MASSONERIA"

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ECO DEL MOLISE

PRIMA PAGINA MOLISE

IL FOGLIO NOTIZIE
MOLISE NEWS
http://www.molisenews.net/2010/03/03/cultura-chiesa-cattolica-e-massoneria-se-ne-parla-venerdi-a-campobasso/


INFORMA MOLISE
http://www.informamolise.com/content/view/33361/2/


NUOVO MOLISE
5 MARZO 2010 P. 10
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PRIMO PIANO MOLISE 5-3-2010 p. 6

QUOTIDIANO DEL MOLISE
5-Marzo-2010 p. 6
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Alcuni momenti del convegno


Le energiche e dirette conclusioni di Mons. GianCarlo Maria Bregantini
I ringraziamenti di Mons. Bregantini al Segret. nazionale del GRIS
prof. Giuseppe Ferrari
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IL QUOTIDIANO DEL MOLISE
Domenica 7 marzo 2010 p. 5

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LINK ESTERNI sulla MASSONERIA

Chiesa e Massoneria, Arrigo Muscio:
http://digilander.libero.it/rinnovamento/documenti/religiosi.html


La Massoneria nei pronunciamenti della Chiesa Cattolica:
http://www.alleanzacattolica.org/temi/massoneria/indice_massoneria.htm


Chiesa e Massoneria
http://digilander.iol.it/arrigomuscio/chiesa%20e%20massoneria.html


La Chiesa e la Massoneria (Zbigniew Suchecki)
http://www.db.gris.org/gris/forum/allegati/2002-01/28-18/Chiesamas.doc.doc


Dichiarazione della S.C. pro Doctrina Fidei (26 Feb. 1975)
http://www.db.gris.org/gris/forum/allegati/2002-01/30-18/Dichiarazione1975.doc


Dichiarazione della Conferenza Episcopale Tedesca (Würzburg, 28 aprile 1980)
http://www.db.gris.org/gris/forum/allegati/2002-01/30-18/DichiarazioneC.T.1980.doc


Dichiarazione della S. Congregazione per la Dottrina della Fede (26 Nov. 1983)
http://www.db.gris.org/gris/forum/allegati/2002-01/30-18/Dichiarazione1983.doc


Inconciliabilità tra fede cristiana e Massoneria (riflessione sulla Dichiarazione del 1983)
http://www.db.gris.org/gris/forum/allegati/2002-01/30-18/Riflessione.doc







Cliccare sulle immagini per ingrandire                                                           In Abruzzo e Molise gli iscritti al Grande Oriente d'Italia sono 290, suddivisi in 14 logge: 6 a Pescara; 1 a Chieti e altre 4 nella relativa provincia; 1 rispettivamente a Teramo; Campobasso e a L'Aquila.


• 06.06.2008
Consacrazione del nuovo
Tempio della Loggia Nuova Era n° 771

Sabato 14 giugno, alle 18.00, a Campobasso, avverrà la Consacrazione del nuovo Tempio della Loggia Nuova Era n° 771 all'Oriente di Campobasso.

LEGISLATURA 14 ATTO DI SINDACATO ISPETTIVO N° 4-00095
Pubblicato il 28 giugno 2001
Seduta n. 9



martedì, 16 settembre 2008
ET VOILA'.
Il mensile la Voce delle Voci ha pubblicato l'elenco dei 26.410 "onesti cittadini italiani" iscritti alla loggia massonica, tra questi ci sono anche dei molisani:

Nome Cognome Data di nascita Luogo di Residenza Professione

Antonio Paolino CB 12/10/1945 Campobasso Cons. del Lavoro
Renato De Lisio CB 17/06/1972 Campobasso Avvocato
Antonio Careccia CB 12/01/1944 Campobasso Impiegato ENEL
Carlo Colagiovanni Larino 21/10/1930 Campobasso Industriale
Leonardo Cuccia Termoli 24/07/1945 Campobasso
Michel Di Tullio D'Elisi CB 16/08/1930 Campobasso Ingegnere
Remigio Farinaccio CB 16/09/1951 Campobasso Cons. del Lavoro
Pietro Fasolino CB 16/11/1936 Campobasso Dir.Regione
Vincenzo Ferrazzan Termoli 25/10/1947 Campobasso Impiegato
Lorenzini Larino 31/05/1945 Campobasso Dirigente
Giuseppe Mogavero Campobasso ex cons. reg.le
Giovanni Morettini Ferrazzano 14/03/1949 Campobasso Cons.del Lavoro
Giovanni Palange CB 16/05/1948 Campobasso Funzionario
Antonio Reatini Campobasso
Ettore Ricci Larino 26/01/1939 Larino
Lorenzo Santagata Termoli Campobasso
Bruno Vierini Termoli 12/07/1946 Campobasso Dirigente
Pasquale Vitale S.Martino in P. 25/05/1949 Campobasso

Per tutti quelli che non credono allo strapotere della massoneria e alle sue influenze sulla politica e sulla società, non aggiungo altro, ma vi posso assicurare che per molti nomi presenti su questa liste ne potrei dire tanto e tanto......


Abruzzo - Molise

Collegio circoscrizionale
dei Maestri Venerabili
Pescara, Via Sardegna 1

Oriente Nome Loggia Id Loggia
Campobasso Nuova Era 771
Chieti Progresso 1096
Francavilla al Mare (CH) Ariel 1252
L'Aquila Guglia d'Abruzzo 998
Lanciano (CH) Umberto Cipollone 1000
Fra Dolcino 1163
Montesilvano (PE) Gerardo Vitale 1070
Pescara Aternum 593
Concordia 983
Giordano Bruno 1178
Alfredo Diomede 1250
Antonio De Curtis 1330
Teramo Melchiorre Delfico 196
Vasto (CH) Gabriele Rossetti 198



Conferenza svolta il 24 aprile 2010
presso il Convento San Domenico di Bologna

LA TESTIMONIANZA DI UN MASSONE CONVERTITO:
c'è incompatibilità assoluta tra qualunque massoneria e la Chiesa cattolica

Post n°325 pubblicato il 03 Luglio 2010 da lucfar1


Una testimonianza fuori dal comune è quella che ci offre un ex Venerabile del Grande Oriente di Francia, per grazia di Dio, giunto alla luce vera della fede e all’ammissione dell’incompatibilità assoluta tra Libera Muratoria, di qualunque orientamento, e Chiesa cattolica (cfr. M. Caillet, Ero massone. La mia conversione dalla massoneria alla fede, Piemme, 2010, € 15). L’agile libretto vuole essere una breve biografia di un massone come tanti, anzi di un europeo come tanti: nato nel 1933 da genitori miscredenti da cui non ricevette neppure il battesimo, frequentò le scuole laiche della Francia anticlericale della prima metà del ’900, fino a percorrere una veloce carriera di medico e di ginecologo apprezzato. Formatosi su letture tipo Il caso e la necessità (Monod) e aderendo «alle teorie evoluzionistiche di Darwin» (p. 8), fu naturalmente portato all’ateismo e all’adesione sia all’Organizzazione di Pianificazione Familiare, che al Partito Socialista. Da lì, il passo fu davvero breve verso la Massoneria a cui aderì nel 1968 sulla base dello slogan rivoluzionario e anticristiano di Liberté, Egalité, Fraternité.

Molto interessante il racconto che il Caillet fa della sua iniziazione (pp. 14-35), avvenuta a Rennes nel 1970, desideroso di percorrere «la via iniziatica», per ottenere «la Luce e la conoscenza della Tradizione Primordiale» (p. 12). Contemporaneamente, andava avanti la sua attività di ginecologo volta soprattutto alla contraccezione e all’aborto, e questo già prima dell’approvazione della legge tutta massonica che poco dopo legalizzerà l’IVG in Francia. Già in quegli anni torbidi – in cui tra l’altro divorziò dalla moglie (sposata solo civilmente) e iniziò una convivenza con una sua infermiera – Dio gli parlava facendogli ammettere, che la «promiscuità sessuale» scatenatasi dopo il ’68 «comportava conseguenze per me imprevedibili: frigidità per le ragazze e impotenza presso i ragazzi che avevano avuto relazioni frettolose» (p. 31). L’ascesa al grado di Compagno si fece nel 1971 e in quello stesso anno iniziò la militanza politica e rimase sconcertato di trovare nel partito «un buon numero di cattolici dalle simpatie marxiste», «passati da un rigido cattolicesimo tradizionale al socialismo e persino al più dogmatico comunismo!» (p. 38). Enigmi insolubili post-conciliari…

Nel 1973 commemorò assieme a Mitterand l’«assassinio del nostro fratello Salvador Allende, vero martire della democrazia e della massoneria» (p. 47). Poi festeggiò per la legge Veil, la quale «adottata nel Consiglio dei Ministri a novembre, fu approvata a dicembre [1974]. I deputati e senatori massoni, di destra e di sinistra, diedero il loro consenso unanime» (p. 4Il bisogno di trascendenza lo portò verso autori spuri e massonici, come Oswald With, Papus, Guénon, Schuré e Castaneda (cfr. pp. 54-57) e così si legò al mondo dell’occultismo e dell’esoterismo. Sull’orlo del baratro spirituale e morale, l’esigenza di Dio si fece sentire attraverso la grave malattia che colpì la sua compagna Claude. Dopo vani tentativi di curare le sue misteriose ulcere, ebbe «un’idea inaspettata per un massone ateo», cioè di recarsi a Lourdes, naturalmente solo per «provocare in lei uno choc psicologico salvifico» (pp. 86-87) e non per chiedere il miracolo della guarigione.

Ma la guarigione fu più grande del previsto e durante la messa, «nell’istante in cui il prete innalzava l’ostia […] riconobbi Gesù in quell’umile frammento di pane» (p. 93). La grazia fulminante lo portò subito al desiderio «di conoscere meglio quel Gesù alla saggezza della cui Chiesa avevo continuato ad oppormi senza rendermene conto, partecipando, per quanto in buona fede, alla diffusione della cultura della morte, in nome di un falso concetto di libertà» (p. 94). Il seguito è tutto ad onor di Dio: dopo un passaggio nell’Ortodossia, dovuto a ragioni contingenti, approdò al cattolicesimo (grazie anche alla dignità del culto di abbazie come Sainte-Anne de Kergonan), poté regolarizzare la situazione matrimoniale e da allora la sua vita è spesa alla redazione di testi per mostrare «l’incompatibilità tra la religione cattolica e la filosofia massonica» (p. 164) come nel libro La massoneria: un peccato contro lo Spirito? o a criticare i falsi dogmi del mondo contemporaneo (coi testi Edonismo o cristianesimo e Occultismo o cristianesimo). Bella la preghiera conclusiva di un Venerabile arrivato infine alla vera luce: «Padre infinitamente buono, tu vedi nel segreto del cuore e delle logge. Tu sai che molti massoni, persi in una filosofia ingannevole, cercano vane Verità. Liberali, Signore, dagli spiriti che li traggono in inganno», etc. etc. (p. 181).

Fonte: Corrispondenza Romana, 12/6/2010

AUDIO:  Radio Maria del 1° Ottobre 2010
PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
"ERO UN MASSONE"
di Maurice Caillet



ZI08111002 - 10/11/2008
Confessioni di un ex massone
Maurice Caillet, Venerabile di una Loggia francese, ne svela i segreti

MADRID, lunedì, 10 novembre 2008 (ZENIT.org).- Maurice Caillet, Venerabile di una Loggia francese per 15 anni, svela alcuni segreti della Massoneria in un libro di recente pubblicazione e dal titolo: “Sono stato massone” (LibrosLibres).
Rituali, norme di funzionamento interno, giuramenti - in particolare le implicazioni del giuramento che obbliga a difendere gli altri “fratelli” massoni - oltre all'influenza sulla politica da parte di questa organizzazione segreta vengono ora alla luce.

Il volume svela anche la decisiva influenza della Massoneria nell'elaborazione e approvazione di leggi come quella dell'aborto in Francia, a cui Maurice Caillet, in quanto medico, ha partecipato attivamente.

Nato a Bordeaux nel 1933 e specializzato in Ginecologia e Urologia, Caillet ha effettuato aborti e sterilizzazioni prima e dopo la legalizzazione nel suo Paese delle interruzioni di gravidanza. Membro del Partito Socialista Francese, è arrivato a ricoprire incarichi di rilievo nell'amministrazione sanitaria.

Quando è entrato ufficialmente nella Massoneria?

Maurice Caillet: All'inizio del 1970 mi convocarono per una possibile iniziazione. Ignoravo praticamente tutto ciò che mi aspettava. Avevo 36 anni, ero un uomo libero e non mi ero mai affiliato a un sindacato o ad alcun partito politico. Un pomeriggio, in una via discreta della città di Rennes, bussai alla porta del tempio, il cui frontone era ornato da una sfinge alata e da un triangolo che circondava un occhio. Venni ricevuto da un uomo che mi disse: “Signore, ha fatto domanda per essere ammesso tra di noi. La sua decisione è definitiva? E' disposto a sottomettersi alle prove? Se la risposta è positiva, mi segua”. Feci un gesto di assenso e venni introdotto in una serie di corridoi. Iniziai a provare una certa inquietudine, ma prima di poterla formulare sentii che la porta si stava chiudendo dietro di noi...

Nel suo libro “Sono stato massone” spiega che la Massoneria è stata determinante per l'introduzione dell'aborto libero in Francia nel 1974.

Maurice Caillet: L'elezione di Valéry Giscard d'Estaing a Presidente della Repubblica Francese portò Jacques Chirac a diventare Primo Ministro, avendo questi come consigliere personale Jean-Pierre Prouteau, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, principale ramo massonico francese, di tendenza laicista. Al Ministero della Sanità fu collocata Simone Veil, giurista, ex deportata di Auschwitz, che aveva come consigliere il dottor Pierre Simon, Gran Maestro della Grande Loggia di Francia, con il quale io mantenevo una corrispondenza. I politici erano ben circondati da quelli che chiamavamo i nostri “Fratelli tre punti”, e il disegno di legge sull'aborto venne elaborato rapidamente. Adottata dal Consiglio dei Ministri nel mese di novembre, la legge Veil venne votata a dicembre. I deputati e i senatori massoni di destra e di sinistra votarono all'unanimità!

Lei afferma che tra i massoni c'è il dovere di aiutarsi. Continua ad essere così?

Maurice Caillet: I “favori” sono un'abitudine in Francia. Certe Logge cercano di essere virtuose, ma il segreto che regna in questi circoli favorisce la corruzione. Nella Fratellanza degli Alti Funzionari, ad esempio, si negoziano certe promozioni, e in quella per le Costruzioni e le Opere Pubbliche si distribuiscono i contratti, con notevoli conseguenze finanziarie.

Lei ha beneficiato di questi favori?

Maurice Caillet: Sì. La Corte d'Appello presieduta da un “fratello” si pronunciò sul mio divorzio ordinando spese condivise, anziché metterle tutte a mio carico, e ridusse l'entità del contributo che dovevo dare ai miei figli. Tempo dopo, in seguito a un conflitto con i miei tre soci della clinica, un altro “fratello massone”, Jean, direttore della Cassa di Sicurezza Sociale, saputa la questione mi propose di assumere la direzione del Centro per gli Esami Sanitari di Rennes.

L'abbandono della Massoneria ha avuto conseguenze sulla sua carriera?

Maurice Caillet: Da allora non ho trovato posto in nessuna amministrazione pubblica o semipubblica, nonostante il mio ricco curriculum.

Ha mai ricevuto minacce di morte?

Maurice Caillet: Dopo essere stato licenziato dal mio posto di lavoro nell'amministrazione e aver iniziato ad agire contro quella decisione arbitraria, ricevetti la visita di un “fratello” della Grande Loggia di Francia, cattedratico e segretario regionale di Forza Operaia, che mi disse con la massima freddezza che se fossi andato avanti presso il tribunale del lavoro “avrei messo in pericolo la mia vita” e lui non avrebbe potuto far niente per proteggermi. Non ho mai immaginato di poter essere minacciato di morte da noti e onorevoli massoni della nostra città.

Lei era membro del Partito Socialista e conosceva molti dei suoi “fratelli” che si dedicavano alla politica. Potrebbe dirmi quanti massoni ci sono stati nel Governo di Mitterrand?

Maurice Caillet: Dodici.

E in quello attuale di Sarkozy?

Maurice Caillet: Due.

Potrebbe dire a un ignorante come me quali sono i principi della Massoneria?

Maurice Caillet: La Massoneria, in tutte le sue obbedienze, propone una filosofia umanista, preoccupata in primo luogo per l'uomo e consacrata alla ricerca della verità, pur affermando che questa è inaccessibile. Rifiuta ogni dogma e sostiene il relativismo, che colloca tutte le religioni su uno stesso piano, mentre dal 1723, nelle Costituzioni di Anderson, pone se stessa su un piano superiore, come “centro d'unione”. Da ciò si deduce un relativismo morale: nessuna norma morale ha in sé un'origine divina e, quindi, definitiva, intangibile. La sua morale evolve in funzione del consenso delle società.

Come si inserisce Dio nella Massoneria?

Maurice Caillet: Per un massone, il concetto stesso di Dio è speciale, come nelle obbedienze chiamate spiritualiste. Nel migliore dei casi è il Grande Architetto dell'Universo, un Dio astratto, ma solo una specie di “Creatore-maestro orologiaio”, come lo definisce il pastore Désaguliers, uno dei fondatori della Massoneria speculativa. Questo Grande Architetto viene pregato, se mi permette l'espressione, perché non intervenga nelle questioni degli uomini, e non viene neanche citato nelle Costituzioni di Anderson.

E il concetto di salvezza?

Maurice Caillet: Come tale non esiste nella Massoneria, salvo sul piano terreno: è l'elitarismo delle successive iniziazioni, anche se queste possono considerarsi appartenenti all'ambito dell'animismo, secondo René Guènon, grande iniziato, e Mircea Eliade, grande esperto di religioni. E' anche la ricerca di un bene che non si specifica in nessun posto... visto che la morale evolve nella sincerità, che, come tutti sappiamo, non è sinonimo di verità.

Qual è il rapporto della Massoneria con le religioni?

Maurice Caillet: E' molto ambiguo. In linea di principio i Massoni proclamano con fermezza una tolleranza speciale nei confronti di tutte le credenze e le ideologie, con un gusto molto marcato per il sincretismo, vale a dire un coordinamento poco coerente delle varie dottrine spirituali: è l'eterna gnosis, sovversione della vera fede. Dall'altro lato, la vita delle Logge, che è stata la mia per 15 anni, rivela un'animosità particolare nei confronti dell'autorità papale e dei dogmi della Chiesa cattolica.

Com'è iniziata la sua scoperta di Cristo?

Maurice Caillet: Ero razionalista, massone e ateo. Non ero neanche battezzato, ma mia moglie Claude era malata e decidemmo di andare a Lourdes. Mentre lei era nelle piscine, il freddo mi costrinse a rifugiarmi nella Cripta, dove assistetti con interesse alla prima Messa della mia vita. Quando il sacerdote, leggendo il Vangelo, disse: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto”, ebbi uno shock tremendo perché avevo sentito questa frase il giorno della mia iniziazione al grado di Apprendista ed ero solito ripeterla quando, già Venerabile, iniziavo i profani. Nel silenzio successivo – perché non c'era l'omelia – sentii chiaramente una voce che mi diceva: “Bene, chiedi la guarigione di Claude, ma cosa offri?”. Istantaneamente, e sicuro di essere stato interpellato da Dio stesso, pensai che avevo solo me stesso da offrire. Al termine della Messa, andai in sacrestia e chiesi immediatamente il Battesimo al sacerdote. Questi, stupefatto quando gli confessai la mia appartenenza massonica e le mie pratiche occultiste, mi disse di andare dall'Arcivescovo di Rennes. Quello fu l'inizio del mio itinerario spirituale.

[Per ulteriori informazioni su “Sono stato massone”: www.libroslibres.com]




Documentario trasmesso da History Channel che indaga sui misteri della Massoneria.





23 AGOSTO 2011
Massoneria, polemica sulla trasparenza
“Esca allo scoperto chi ha incarichi pubblici”

Sulla scorta di una legge vigente in Toscana sin dal 1979, il consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia chiede di formulare una norma anche in Emilia Romagna dove i funzionari pubblici regionali dichiarino obbligatoriamente la loro appartenenza a una loggia, pena la revoca dell'incarico. “I massoni in Italia hanno ancora un modo per creare affari e strutture parallele alle istituzioni”



Un’operazione di trasparenza sull’appartenenza massonica dei funzionari della Regione Emilia Romagna. Questa la richiesta di interrogazione presentata da Giovanni Favia, consigliere del Movimento 5 Stelle: “Chi ricopre un incarico pubblico dichiari le proprie appartenenze”. Sulla libera associazione, come dichiara l’articolo 18 della Costituzione e come sottolinea lo stesso Favia, non c’è nulla di male né di illegale. Ma quanto influiscono i rapporti che intercorrono tra gli appartenenti alla massoneria sulle decisioni politiche e economiche nella regione Emilia Romagna?

Il comma secondo dello stesso articolo costituzionale, specifica il divieto di segretezza di tali aggregazioni. La legge Spadolini-Anselmi (varata nel gennaio dell’82 a seguito della commissione di inchiesta che vide l’emersione e conseguentemente lo scioglimento della Loggia P2), strinse le maglie sul tema, decretando che vanno considerate “associazioni segrete e come tali vietate dall’articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”.

Le massonerie sono dunque associazioni pubbliche, hanno un fine dichiarato, che non interferisca con “i servizi pubblici di interesse nazionale”, e le cui liste di appartenenti sono regolarmente depositate in prefettura e consultabili. Tuttavia, “ci sono alcuni dei libri dei soci che sono custoditi quantomeno molto gelosamente”, prosegue Favia, e per quanto: “le logge non esistano più per legge, la massoneria in Italia è ancora un problema molto grosso, perché spesso è un modo per creare affari e strutture parallele. Chiediamo quindi solo un’operazione di trasparenza”.

Massonerie riconosciute, ma sconosciute dunque, giacché non vige l’obbligo di denuncia pubblica del legame associativo, per lo meno in Emilia Romagna. La proposta di legge lanciata del Movimento riprende infatti una legge regionale vigente in Toscana sin dal 1979 (articoli 12 della legge regionale n° 68 del 1983 e 9 della legge regionale n° 11/ 1979), che richiede ai funzionari pubblici una dichiarazione in tal senso, pena la revoca dell’incarico.

Ecco la richiesta depositata da Favia: introdurre l’obbligo di denunciare pubblicamente tali appartenenze: “Essendo molti incarichi pubblici assegnati sulla scorta di una conoscenza personale, di tipo fiduciario (lo è anche la “delega” elettorale), crediamo che sarebbe un’ottima operazione di trasparenza richiedere ai candidati ai pubblici incarichi una dichiarazione di appartenenza a organizzazioni”.

D’altra parte, anche il Consiglio di Stato ha decretato nel 2003 la legittimità di imporre l’obbligo di richiedere tali verifiche. “Sono sempre di più le storie delle persone frustrate dai legami massonici, soprattutto nella magistratura contabile e nella sanità – racconta Favia. Il fine, spiega il consigliere, è quello di “consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti conoscendoli fino in fondo, e mettendo eventualmente in luce alcuni legami importanti nell’intreccio fra politica e affari”.









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