RELIGIOSITA' ALTERNATIVA E ISTRUZIONE SCOLASTICA:
IL CASO DEI TESTIMONI DI GEOVA
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Martedì 1° giugno 2010 si conclude il primo ciclo di conferenze, organizzato dal GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa) dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano, in collaborazione con la Pastorale Scolastica, mirate ad informare correttamente su “argomenti” che hanno lo scopo di diffondere una mentalità ambigua e deviata atta a sostituire, con le loro forme “alternative”, la nostra cultura cristiana.
Il convegno si svolgerà
alle ore 16:00
di martedì 1° giugno 2010
presso l’Auditorium della
Scuola Media “Igino Petrone”
di Campobasso
Tema:
“Religiosità alternativa e istruzione scolastica:
il caso dei Testimoni di Geova”
Il convegno vedrà in veste di relatori: p. Luigi Magni - Assistente Spirituale del GRIS di Campobasso, il dott. Achille Aveta - Giornalista, scrittore e noto conferenziere e Roberto Di Stefano - Osservatore e critico del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Le conclusioni saranno affidate a S.E. Mons. GianCarlo Maria Bregantini - Arcivescovo di Campobasso-Bojano.
Moderatore: prof. Bruno Di Benedetto - Presidente e Consigliere Nazionale del GRIS, Arcidiocesi di Campobasso-Bojano.
Le conclusioni saranno affidate a S.E. Mons. GianCarlo Maria Bregantini - Arcivescovo di Campobasso-Bojano.
Moderatore: prof. Bruno Di Benedetto - Presidente e Consigliere Nazionale del GRIS, Arcidiocesi di Campobasso-Bojano.
Il dott. Achille Aveta ha pubblicato decine di articoli su riviste specializzate e su diversi periodici; ha partecipato a trasmissioni radio e televisive in qualità di esperto su tematiche connesse all’affiliazione a movimenti religiosi alternativi, con particolare riguardo a quelli di matrice millenaristica, per la sua competenza è ritenuto uno dei maggiori studiosi italiani del settore.
Il sito del dott. Achille Aveta
"I TESTIMONI DI GEOVA: ESSERE O NON ESSERE"
Roberto Di Stefano è cresciuto in una famiglia di Testimoni di Geova sin dall’infanzia. Battezzato all'età di 12 anni, ha iniziato la sua carriera “teocratica” all’età di 17, con il suo primo incarico di congregazione, fino ad assumere la responsabilità di “anziano” che ha svolto per quasi 30 anni, prima di abbandonare il movimento insieme a tutta la sua famiglia.
Il sito di Roberto Di Stefano
"TESTIMONI DI GEOVA
EVOLUZIONE DI UN MOVIMENTO"
RELIGIOSITA' ALTERNATIVA E ISTRUZIONE SCOLASTICA:
IL CASO DEI TESTIMONI DI GEOVA
Nella prima parte del convegno il
Dott.Achille Aveta:
spiega il rapporto che il movimento dei testimoni di Geova ha con l'istruzione scolastica
Dott.Achille Aveta:
spiega il rapporto che il movimento dei testimoni di Geova ha con l'istruzione scolastica
nel successivo intervento
Roberto Di Stefano
Roberto Di Stefano
esamina la relazione che vi è tra il movimento dei testimoni di Geova ed il controllo mentale dei giovani, narrando anche la propria esperienza personale.
Ascoltando l'intervento, potrete meglio seguirne il contenuto visionando, contemporaneamente, il materiale presentato allo schermo sotto forma di slides, cliccando qui:
"Religiosità alternativa e istruzione scolastica: il caso dei Testimoni di Geova"
GRIS CAMPOBASSO-BOJANO
RASSEGNA STAMPA

NUOVO oggi MOLISE
Domenica 30 maggio 2010pagina 7
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La notizia del convegno è riportata anche qui:
Portale Arcidiocesi di Campobasso-Bojanohttp://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/s2magazine/index1.jsp?idPagina=20343
Forum INFOTDGEOVA
http://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=19&t=3405
Forum GRIS – ROMA
http://www.grisroma.org/forum_b/viewtopic.php?f=9&t=745
SITO NAZIONALE del GRIS
http://www.db.gris.org/pls/gris/c_gris_forum.c_select_abstract?id=647&tema=&layout=1&id_session=47
http://www.facebook.com/home.php#!/event.php?eid=123925470967133&ref=mf
PRIMA PAGINA MOLISE
http://www.primapaginamolise.com/detail.php?news_ID=30732&goback_link=index.php
MOLISE NOTIZIE
http://www.molisenotizie.it/articolo.php?id=42469
http://www.molisenotizie.it/articolo.php?id=43143
NEWS MOLISE
http://www.mytermoli.com/sotto-costa/64-news-molise/6400-il-caso-dei-testimoni-di-geova-il-tema-del-convegno-della-diocesi-di-campobasso-bojano
IL FOGLIO NOTIZIE
http://foglionotizie.blogspot.com/2010/05/religiosita-alternativa-e-istruzione.html
ECO DEL MOLISE
http://www.ecodelmolise.com/religiosita-alternativa-e-istruzione-scolastica-il-caso-dei-testimoni-di-geova.htm
PAGINA MONS. GIANCARLO MARIA BREGANTINI
http://www.giancarlobregantini.fan-club.it/t_rssnews.php
COORDINAMENTO FUORIUSCITI TESTIMONI DI GEOVA
http://www.facebook.com/pages/coordinamento-fuoriusciti-testimoni-di-Geova/166705070934
MOLISE.IT
http://www.molisenotizie.it/articolo.php?id=43142
Il QUOTIDIANO DEL MOLISE - 3 giugno 2010 pag. 6
MOLISE INSIEME
Mercoledì, 23 giugno 2010, pag. 7
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ANDREA PORCARELLI
TRATTO DA: Sette e religioni, n°11, pp.89-112, 1993
Scopo di questo contributo è quello di delineare uno spaccato dell'atteggiamento dei Testimoni di Geova nei confronti dell'istituzione scolastica e del loro rapporto con gli altri giovani presenti nel mondo della scuola, al fine di aiutare gli operatori scolastici a farsi un'idea oggettiva e corretta delle loro dottrine, perché possano interagire in modo consapevole ed efficace con le persone. Le nostre riflessioni si baseranno su un'analisi critica delle pubblicazioni dei TdG, con particolare riferimento all'opuscolo I testimoni di Geova e la scuola 1 (esplicitamente studiato per andare in mano anche a persone non appartenenti alla Congregazione o su posizioni personali lontane da quelle dei TdG), che verrà messo a confronto con alcuni brani tratti da altri testi pubblicati dalla Watch Tower Society, in modo da confrontare il volto con cui i TdG si presentano in pubblico con il loro vero volto (quanto meno per quello che emerge dalle loro pubblicazioni) 2 con le vere motivazioni di determinate prese di posizione.
Il volto con cui i Testimoni di Geova si presentano in pubblico e, in particolare, nella scuola
UOMINI MITI, RISPETTOSI DELLE AUTORITÀ E DELLE LEGGI
L'opuscoletto I testimoni di Geova e la scuola vuole essere un tentativo di eliminare ogni forma di disapprovazione o diffidenza nei confronti delle loro dottrine e pratiche, forse al fine di evitare che un eventuale atteggiamento critico da parte degli operatori scolastici (soprattutto degli insegnanti) possa far sorgere dubbi o perplessità nelle giovani menti dei loro figli, non ancora pienamente «vaccinate» contro ogni possibile obiezione.
Tali obiettivi sono, in parte, dichiarati e, in larga parte, restano tra le righe. L'auto-presentazione del citato opuscoletto esordisce in modo conciliante, manifestando grande simpatia e spirito di cooperazione nei confronti dell'istituzione scolastica:
«Questo opuscoletto è stato pubblicato per promuovere la comprensione e la cooperazione fra i testimoni di Geova e le autorità scolastiche. È nostro desiderio collaborare con tutti coloro che operano per la buona riuscita dei programmi didattici fondamentali che la scuola propone. I genitori testimoni di Geova desiderano contribuire alla creazione di un ambiente favorevole all'apprendimento. Vogliono che i loro ragazzi traggano il massimo beneficio dall'istruzione scolastica, e desiderano che gli insegnanti e le altre autorità scolastiche sappiano che essi faranno tutto ciò che è ragionevolmente possibile per contribuire al raggiungimento di questo fine». 3
Da parte della scuola, in cambio, ci si aspetta considerazione e rispetto; a tal fine viene operata una vera e propria «promozione d'immagine»:
«I testimoni di Geova, ovunque vivano, hanno in generale un'ottima reputazione sotto il profilo morale. Sono noti per la loro ubbidienza alle autorità dello stato. Tuttavia alcuni insegnanti possono pensare che i giovani Testimoni non vogliano cooperare perché non partecipano a tutte le attività o le cerimonie scolastiche. Questo però non è dovuto al fatto che questi ragazzi siano ribelli o asociali. Il loro comportamento è dettato da convinzioni religiose e morali». 4
Il primo capitoletto si intitola «Il nostro scopo nella vita» e in esso i TdG si presentano innanzitutto come cristiani, 5 senza curarsi troppo di precisare ciò che realmente pensano degli altri gruppi di cristiani (un volto troppo «intollerante», visti gli scopi dell'opuscoletto, risulterebbe senz'altro controproducente). Quasi subito si ribadisce il valore e l'importanza dell'istruzione per i giovani TdG, salvo precisare che vi sono cose più importanti:
«Come cristiani cerchiamo anche di plasmare la nostra vita secondo l'esempio del Figlio di Dio, Gesù Cristo. Che egli fosse una persona straordinariamente colta è evidente dalla saggezza dei suoi insegnamenti. Ma Gesù usò la sua conoscenza per il bene altrui, e non per raggiungere la sicurezza economica o una posizione di prestigio. (...) Noi la pensiamo allo stesso modo. Per questo motivo, in tutto il mondo, i Testimoni riconoscono l'importanza dell'istruzione. Incoraggiamo i nostri ragazzi ad ampliare le loro vedute, a conoscere e a capire l'ambiente in cui vivono e le realtà della vita. Per questa ragione leggono il nostro periodico Svegliatevi!, che tratta in pratica tutti i campi dello scibile, e spesso se ne avvalgono per le loro ricerche e per i compiti scolastici». 6
In tal modo si prepara con molta eleganza l'insegnante ad accettare benevolmente alcune stranezze che i ragazzi potrebbero scrivere nelle loro ricerche (basate soprattutto su testi editi dai TdG, che tanto si occupano di «tutti i campi dello scibile»!).
DIVERSI, MA IN NOME DELLA BlBBIA
II secondo passaggio dell'argomentazione geovista consiste nell'offrire agli operatori scolastici una valida motivazione per alcuni atteggiamenti apparentemente «asociali» che potrebbero essere assunti dai figli dei TdG; ogni comportamento un po' atipico si fonderebbe esclusivamente su insegnamenti biblici, con la differenza, rispetto ad altri cristiani, che i TdG prenderebbero la Bibbia davvero sul serio:
«Da quanto si è detto, comprenderete che, a differenza di molti altri, i testimoni di Geova prendono seriamente la Bibbia come guida per la vita di tutti i giorni. Sono veramente convinti che "tutta la Scrittura è ispirata da Dio". (Il Timoteo 3:16). In armonia con queste parole, crediamo che tutto ciò che è scritto nella Bibbia sia accurato e debba guidare la vita del cristiano. Di conseguenza un giovane Testimone può considerare certe attività scolastiche in modo diverso da come le vede uno studente che non prende altrettanto seriamente gli insegnamenti biblici». 7
In tal modo si tende a ottenere il duplice scopo di «giustificare» le strane imposizioni dei vertici geovisti e di presentarsi agli occhi degli insegnanti come cristiani più seri e coerenti di tutti gli altri. I TdG sarebbero, per volontà di Cristo, «separati dal mondo»:
«Gesù indicò chiaramente che una rilevante caratteristica dei suoi discepoli sarebbe stata la loro separazione dal mondo. "Essi non sono parte del mondo", disse. (Giovanni 17:16; 15:19) In ubbidienza a questo principio i testimoni di Geova cercano di non 'essere parte del mondo'. Naturalmente questo non significa che vogliano fare gli eremiti o troncare ogni rapporto col mondo. Ci interessiamo sinceramente del benessere della comunità e di coloro che frequentano il mondo della scuola. I nostri ragazzi vogliono dare un utile apporto alle attività scolastiche. Nello stesso tempo, però, come spiega chiaramente la Bibbia, crediamo che "tutto il mondo giace sotto il potere del maligno" (1Giovanni 5:19, CEI; Giovanni 12:31; II Corinti 4:4). Di conseguenza ci preoccupiamo degli effetti negativi che l'influenza del mondo potrebbe avere sui nostri figli. Spesso il mondo esalta modi di vivere che noi consideriamo nocivi. E le scuole ne risentono». 8
Da notare come in questo passo e in tutto l'opuscoletto la scuola appaia più che altro «vittima» del. malcostume diffuso, mentre (come vedremo) dovrebbe coerentemente venir presentata tra gli «artefici» del degrado morale (in quanto parte di «questo sistema malvagio di cose»).
ALCUNI PRINCIPI MORALI
La sezione dedicata ai princìpi morali dei TdG si apre con una serie di considerazioni su alcuni grandi temi etici, più largamente condivisibili (rapporti prematrimoniali, omosessualità, bevande alcoliche, uso di stupefacenti, linguaggio osceno, rispetto per l'autorità); si sottolinea come l'osservanza di tali princìpi potrebbe portare allo scherno e alla derisione da parte dei compagni, per cui si sollecitano gli insegnanti 9 a incoraggiare i TdG nel loro comportamento eticamente corretto.
Detto questo inizia la parte più cospicua e interessante dell'opuscoletto, ovvero l'analisi di usanze e divieti più «discutibili» e dunque più bisognosi di chiarimento. Il primo bersaglio è costituito da tutte le manifestazioni scolastiche a sfondo politico (saluto alla bandiera, inni e votazioni), tutte rifiutate, pur nel più grande clima di «rispetto» verso chi le pratica: il saluto alla bandiera sarebbe un atto idolatrico, gli inni nazionali e scolastici sarebbero preghiere in musica, 10 le attività politiche non paiono in sintonia con l'atteggiamento tenuto da Gesù:
«In molte scuole gli studenti vengono eletti per votazione a certi incarichi, come quello di capoclasse. In alcune scuole si tengono campagne di tipo politico in scala ridotta, con tanto di distintivi propagandistici e manifesti elettorali. Lo scopo è quello di abituare i ragazzi ai meccanismi della vita politica. Comunque i giovani Testimoni non prendono parte alla politica nella scuola, non accettando incarichi elettivi e non dando il loro voto ad altri. Perciò, sia che vengano proposti come candidati o che ricevano un incarico per elezione, rifiutano gentilmente. Così facendo, imitano l'esempio di Gesù, che si ritrasse quando la gente voleva farlo re». 11
Altro bersaglio degli strali della morale «biblica» dei TdG sono le feste e le celebrazioni di ogni sorta, tutte garbatamente tacciate di idolatria e cripto-paganesimo:
«Forse più di quanto possiate esservene resi conto, molte feste, e le relative usanze, hanno un'origine religiosa non cristiana. Questo è il motivo per cui i testimoni di Geova non le celebrano». 12
La prima festa a essere criticata è quella di compleanno, 13 seguita a ruota dal famigerato e paganeggiante Natale:
«Come probabilmente saprete, Gesù Cristo non è nato il 25 dicembre. Forse pensate che questo non abbia importanza, che ciò che conta sia l'avvenimento in sé. Ma l'origine delle festività natalizie rivela che c'è qualcosa di più profondo. (...) È risaputo che in origine il Natale non era una celebrazione della nascita di Cristo. Un periodico cattolico americano (U.S. Catholic, dicembre 1981, pagina 32) osserva: "È impossibile separare il Natale dalle sue origini pagane" (...) Se già in passato c'è stato chi ha rifiutato di celebrare il Natale a causa delle sue origini pagane, non dovrebbe sorprendere che oggi i testimoni di Geova non lo celebrino. Non partecipiamo in alcun modo a feste, recite, canti, scambi di doni o a qualsiasi altra attività abbia relazione col Natale». 14
La stessa sorte, con analoghe motivazioni, subiscono le festività di Pasqua, Ognissanti, Capodanno, S. Valentino, Carnevale, Calendimaggio, Festa della Mamma. Lo stesso si dica di tutte le feste nazionali.
Gli strali «biblici» dei TdG non risparmiano nemmeno le attività extrascolastiche che, per loro stessa ammissione, sfuggirebbero all'onnipervasivo controllo settario che, in questo caso, viene esercitato dai genitori:
«Le famiglie di Testimoni seguono già un programma di attività imperniato sulla loro religione. E i genitori sono incoraggiati a includere lo svago in questo programma che coinvolge tutta la famiglia. Il fatto che i genitori dispongano e sorveglino la ricreazione e lo svago dei loro figli, spesso partecipandovi anch'essi, permette loro di esercitare il necessario controllo». 15
Il supremo «svago» dei giovani TdG consiste, spiega l'opuscoletto, nella partecipazione alle attività interne alla sètta, come le assemblee di circoscrizione o di distretto, dove potranno giovarsi delle uniche «buone compagnie» previste per loro (cioè di altri membri della sètta):
«A volte famiglie di Testimoni possono riunirsi per partecipare assieme a vari tipi di svago. Diverse volte all'anno fanno anche dei viaggi per assistere a raduni più grandi, chiamati assemblee di circoscrizione o di distretto. (...) Secondo noi è d'importanza vitale che i nostri ragazzi pratichino queste sane compagnie, in particolare se si tiene conto del deteriorarsi delle norme morali nel mondo d'oggi». 16
A tale premessa di carattere più generale segue l'accurato elenco di tutte le principali attività extrascolastiche a loro avviso contrastanti con le indicazioni della Bibbia. In primo luogo vengono rubricate le attività sportive, utili se limitate alle ore di educazione fisica previste dall'orario scolastico, ma purché non tolgano nemmeno un minuto delle ore pomeridiane all'unica attività che si prospetta nel futuro del giovane TdG, vale a dire la predicazione porta a porta:
«i genitori Testimoni ritengono che nelle scuole si dia spesso troppo risalto allo sport. Perciò, nell'educare i figli, cercano di moderare il rilievo attribuito alle attività sportive. Sperano che i loro figli vogliano intraprendere una carriera non come atleti, ma come ministri di Dio. Pertanto i genitori Testimoni incoraggiano i figli a usare le ore dopo la scuola principalmente per gli interessi spirituali, anziché per eccellere in qualche sport». 17
Balli e circoli studenteschi sono possibile fucina di atteggiamenti scandalosi e immorali, per cui è meglio evitarli e passare il proprio tempo «insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro» (cioè gli altri TdG, il versetto biblico addotto come «prova» di tale atteggiamento è II Tim 2, 22). Le recite scolastiche devono essere prese con beneficio di inventario, donazioni di sangue o di denaro sono rigorosamente proibite (il sangue sarebbe «protetto» da precetti biblici e il denaro potrebbe servire per scopi politici o religiosi e inficiare il principio della «neutralità» geovista).
CAUTELE E PRECISAZIONI SU CIO’ CHE I FIGLI DOVREBBERO STUDIARE
Ovviamente i figli dei Testimoni di Geova dovranno chiedere l'esonero da ogni forma di insegnamento religioso e dovranno astenersi da qualsiasi forma di preghiera. Allo stesso modo si esprime una grande diffidenza rispetto ai corsi di educazione sessuale, generalmente privi di una qualche indicazione morale o addirittura esplicitamente critici nei confronti della morale biblica; anche in questo caso è auspicabile l'esonero. L'educazione musicale ed artistica andrà accuratamente sottoposta al vaglio dei genitori (bisognerà escludere tutto ciò che anche solo lontanamente abbia un significato religioso o patriottico), senza contare che tutto il tempo sottratto alla preparazione al ministero di campo è giudicato dai TdG come irrimediabilmente e inutilmente perduto.
Di particolare interesse l'atteggiamento nei confronti della scienza, specialmente riguardo alle teorie evoluzioniste. Inizialmente si esprime una certa stima nei con-fronti della scienza:
«I testimoni di Geova si interessano molto della scienza. Apprezzano gli scienziati che si sono prodigati per farci conoscere meglio il mondo in cui viviamo. Incoraggiamo i nostri ragazzi a studiare le varie materie scientifiche, perché questo li aiuterà a capire meglio la sapienza e la potenza del Creatore». 18
Ma immediatamente si precisa che tale stima non costituisce una delega in bianco e che le scoperte scientifiche andranno vagliate alla luce delle affermazioni che essi ritengono contenute nella Bibbia:
«Ma non tutto ciò che viene chiamato scienza è necessariamente un fatto provato. Ci sono anche teorie, come quella dell'evoluzione, che vengono spesso spacciate per fatti scientifici. (...) I testimoni di Geova non ci credono, senza per questo andare all'altro estremo di credere che la creazione sia avvenuta in sette giorni letterali. Crediamo che il primo uomo e la prima donna, così come tutte le altre forme di vita, furono creati da Dio. Perciò, quando in classe si discute intorno alle origini della vita, siamo riconoscenti a quegli insegnanti che rispettano le credenze bibliche dei giovani Testimoni». 19
L'opuscoletto si conclude ribadendo gli obiettivi esposti in fase introduttiva, cioè con l'auspicio di una fattiva collaborazione tra operatori scolastici e genitori Testimoni:
«Speriamo sinceramente che le informazioni contenute in questo opuscolo favoriscano e rendano piacevole la cooperazione fra le autorità scolastiche e le famiglie di testimoni di Geova». 20
Il vero volto dei Testimoni di Geova
Stando a quanto abbiamo esposto sopra, i Testimoni di Geova potrebbero apparire come miti cristiani che, a differenza di tutti gli altri credenti, prendono davvero sul serio la Bibbia e si astengono, concretamente, dal fare cose che ai più paiono normali, ma sempre con un contegno garbato e rispettoso. Dobbiamo ora chiederci se è proprio questo quello che realmente pensano, se è effettivamente questo il messaggio che tutti quei divieti vogliono dare ai loro figli, se è proprio così sincero e profondo il rispetto ostentato nei confronti di uomini e istituzioni esterni alla sètta. In questo breve scritto non pretendiamo, evidentemente, di dare un panorama completo di tutte le dottrine e prassi dei TdG, ma vogliamo semplicemente confrontare alcune delle affermazioni sopra analizzate con ciò che sugli stessi argomenti scrivono in altre pubblicazioni, quelle che realmente forgiano la mentalità dei singoli TdG.
I TDG SONO CRISTIANI?
Anche se si proclamano tali, non si può assolutamente asserire che i Testimoni di Geova siano cristiani. Essi infatti negano esplicitamente una serie di verità essenziali per la fede cristiana: il mistero della Trinità, la divinità di Cristo, la sua Risurrezione, alcuni aspetti essenziali del valore redentivo del suo Sacrificio; 21 oltre a rifiutare categoricamente ogni ipotesi di cammino ecumenico.
Per i geovisti Gesù è una creatura, l'Arcangelo Michele, 22 a cui Geova avrebbe sottratto la «forza vitale angelica», mutandogliela per un po' di tempo in «forza vitale umana» (sono espressioni loro), nel grembo della vergine Maria. A che scopo? Il progetto divino di «vita eterna» (nel senso fisico e terreno) era stato rovinato dal peccato di Adamo che avrebbe introdotto nelle cellule umane dei «difetti genetici» provocanti la morte. L'Arcangelo Michele (diventato uomo-Gesù) non avrebbe avuto tali difetti genetici e quindi il suo corpo non doveva morire (come quello di Adamo prima del peccato): era l'equivalente del perfetto Adamo. Gesù però non tenne per se stesso tale dono e offrì il suo corpo «in riscatto», per pagare il debito di Adamo e ripristinare il piano iniziale di Dio (una «vita eterna» su questa terra). Inchiodato a un palo e non a una croce e deposto nella tomba, Cristo sarebbe stato risuscitato da Dio con un corpo spirituale (ritornando ad essere l'arcangelo Michele).
La cronologia geovista riserva senz'altro più spazio a Satana che a Gesù Cristo: fu Satana a concepire in principio il folle proposito di governare sugli uomini al posto di Dio (persuadendoli a peccare con la subdola menzogna dell'immortalità dell'anima: "non morrete affatto!"), dando così inizio alla GRANDE CONTESA tra Dio e Satana. Geova avrebbe potuto risolvere subito la contesa, ma non lo fece:
«Naturalmente Dio avrebbe potuto distruggere Satana lì per lì. Ma ciò non avrebbe risposto alle domande suscitate da Satana, domande che sarebbero potute rimanere nella mente degli angeli presenti. Perciò Dio concesse a Satana del tempo perché provasse a dimostrare le sue asserzioni. Con quali risultati?
Il tempo trascorso ha dimostrato che gli uomini non possono governarsi con successo senza l'aiuto di Dio. I loro tentativi sono miseramente falliti. La gente ha sofferto terribilmente sotto i governi umani, i quali, come mostrano le Scritture, sono stati invisibilmente manovrati dal Diavolo. Il tempo concesso da Dio ha inoltre mostrato chiaramente che Satana non è riuscito ad allontanare tutte le persone dall'adorazione di Dio. Ci sono sempre stati alcuni che sono rimasti fedeli al dominio di Dio. Per esempio potete leggere nella Bibbia che Satana cercò invano di indurre Giobbe a smettere di servire Dio. - Giobbe 1: 6-12». 23
In pratica ci sono stati dei Testimoni di Geova (cioè persone che hanno testimoniato la loro fedeltà a Dio resistendo a Satana) lungo tutta la storia dell'umanità, quanto meno fino al momento in cui il regno dì Giuda non divenne così corrotto che Geova permise a Nabucodonosor di distruggerlo e deportarne gli abitanti. Cristo stesso non sarebbe altro che un grande Testimone di Geova.
La missione di Cristo viene collocata (secondo la loro cronologia) nel corso dei satanici «tempi dei gentili», che lascia praticamente immutati:
«II tempo in cui Gesù fu sulla terra non era quello stabilito dal Padre per fondare il regno, sebbene Gesù si fosse glorificato come re. Dopo la morte sul legno e la risurrezione dai morti Gesù fu innalzato al cielo per attendervi la fine dei tempi dei gentili prima di salire sul suo trono. 24 Fu nel 1914, alla fine del periodo di attesa, che si realizzò tale profezia. "L'Eterno stenderà da Sion lo scettro della sua potenza: signoreggia in mezzo ai tuoi nemici" (Salmo 110, 1-2). Questo atto segnò il principio della fine per il vecchio mondo e la nascita del nuovo Governo teocratico per la terra».25
Per i TdG Gesù non sarebbe risorto con il proprio corpo di carne e di sangue. Essi stessi suppongono che gli si potrebbe far notare che Gesù sì è mostrato con il suo corpo, che Tommaso ha toccato le piaghe nelle mani, nei piedi e nel costato... tutto questo potrebbe far pensare ad una risurrezione «reale», ma essi categoricamente rispondono:
«No. La Bibbia dice molto chiaramente: "Cristo morì una volta per sempre in quanto ai peccati... essendo messo a morte nella carne, ma essendo reso vivente nello spirito". (I Pt 3:18) In cielo non possono vivere uomini con un corpo di carne e sangue. Circa la risurrezione alla vita celeste, la Bibbia dice: "È seminato corpo fisico, è destato corpo spirituale... carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio" (I Corinti 15: 44-50). In cielo possono vivere solo persone spirituali con corpi spirituali. Che accadde allora al corpo carnale di Gesù? I discepoli non trovarono forse la tomba vuota? Sì, poiché Dio fece sparire il corpo di Gesù. Perché? Per adempiere ciò che era stato scritto nella Bibbia (Salmo 16:10;26 Atti 2:31). 27 Quindi Geova ritenne opportuno far sparire il corpo di Gesù, come aveva già fatto col corpo di Mosè. (Deuteronomio 34:5, 6) [...]. Per convincere Tommaso che era proprio lui Gesù usò un corpo con delle ferite. Sembrava proprio un uomo, in grado di mangiare e di bere, come avevano fatto anche gli angeli che una volta Abramo aveva ospitato». 28
La risurrezione di Cristo, colonna e fondamento della nostra fede, non sarebbe altro che un'abile «messinscena», organizzata da Geova al fine di far credere agli uomini (in modo dunque fallace e ingannevole) che Gesù fosse veramente risorto!
COME EFFETTIVAMENTE CONSIDERANO IL MONDO
E COLORO CHE NON SONO TDG
E COLORO CHE NON SONO TDG
Tutto il mondo, tutti i governi della terra, tutte le religioni sono, per i TdG, strumenti nelle mani di Satana, mediante i quali il diavolo tenta di distogliere gli uomini dalla vera fede in Dio (quella dei TdG).
Il problema viene chiaramente impostato nel loro «catechismo», in cui si parte da quella che essi ritengono la domanda fondamentale di ogni uomo: come vivere felici sulla terra e, di conseguenza, perché c'è tanta infelicità?
«Cos'è che non va? Dato che quasi tutti vogliono la pace, perché le nazioni entrano in guerra e gli uomini si odiano? C'è qualche forza che li spinge a fare il male? È possibile che esista una forza invisibile che domina le nazioni?. (...) Non c'è bisogno di fare supposizioni. La Bibbia mostra chiaramente che un'invisibile persona intelligente domina uomini e nazioni. Nella Bibbia Gesù chiama questa potente persona "il governante di questo mondo" (Giovanni 12:31; 14:30; 16:11). Chi è costui? Per scoprirlo pensate a ciò che accadde all'inizio del ministero terreno di Gesù. La Bibbia ci dice che dopo essere stato battezzato Gesù andò nel deserto, dove fu tentato da un'invisibile creatura chiamata Satana il Diavolo. Una di quelle tentazioni è così descritta: "Di nuovo il Diavolo lo condusse su un monte insolitamente alto, e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, e gli disse: "Ti darò tutte queste cose se ti prostri e mi fai un atto di adorazione". - Matteo 4:8,9. Pensate a ciò che il Diavolo offrì a Gesù Cristo: "Tutti i regni del mondo". Tutti quei governi terreni appartenevano veramente al Diavolo? Sì, perché altrimenti come avrebbe potuto offrirli a Gesù?».29
Insomma la presa di distanze dei TdG rispetto ad alcune usanze e credenze diffuse, come pure rispetto ad ogni istituzione civile e politica (incluse quelle a scopo umanitario) 30 nasce da un marcato disprezzo di tutte queste realtà, che sono stigmatizzate come strumenti nelle mani di Satana. Anche le manifestazioni di stima e rispetto per chi fa parte di tale sistema di cose (seguendo una religione diversa dalla loro, partecipando a elezioni o iniziative scolastiche, ecc.) sono totalmente fasulle e dissimulano il terribile giudizio che, nel nome di Geova, i TdG decretano senz'appello contro tutte queste persone, contro di noi. A tal riguardo ci pare significativo un loro testo, che presenta l'imminente sorte di "Babilonia la Grande" (apocalittica prostituta che, secondo i TdG, rappresenterebbe l'intero impero mondiale della «falsa religione», cioè l'insieme di tutti coloro che non sono TdG):
«L'ispirato libro di Rivelazione predice che Geova farà rivoltare contro di lei i suoi amanti, i quali la denuderanno, smascherandola per quello che effettivamente è: una demoniaca impostura! Dopo di che, per così dire, la bruceranno col fuoco riducendola a un mucchio di cenere. (...) Spettatori di questi avvenimenti, sotto l'inviolabile protezione divina, saranno i Testimoni di Geova (Isaia 43:10, 12). Ubbidendo al comando proveniente dai giusti cieli, essi saranno usciti da Babilonia la Grande (Rivelazione 18:4). Proveranno un'indicibile, legittima soddisfazione per ciò cui assisteranno quali testimoni. In seguito saranno per sempre testimoni di Geova e potranno attestare in eterno la Sua rivendicazione su Babilonia la Grande». 31
Ecco come, in realtà, i Testimoni di Geova considerano tutti coloro che non sono tali: figli di una demoniaca prostituta, destinati ad una sorte atroce, a cui essi (i TdG) assisteranno con «indicibile, legittima soddisfazione»!
Il RAPPORTO CON GLI ALTRI GIOVANI E CON LA SCUOLA
Possiamo finalmente intuire i veri motivi in forza dei quali, per i genitori dei TdG, è sommamente sconsigliabile che i figli si coinvolgano in rapporti significativi con altri giovani che non fanno parte della sètta; questo, a sentir loro, rischierebbe di mettere a repentaglio la «purezza» dei loro comportamenti «biblicamente ispirati» (il che, del resto, è evidente se si pone mente al fatto che loro ritengono di avere a che fare con dei «figli di Satana»!). Con queste parole un opuscoletto loro dedicato ammonisce i giovani TdG:
«Soprattutto dovresti pensare seriamente a come la compagnia di persone dalle abitudini discutibili può influire sulla tua relazione con Dio e con il Figlio suo. In Giacomo 4:4 si dichiara questa verità: "Chi vuoi essere amico del mondo si costituisce nemico di Dio". Questo principio può applicarsi alla nostra relazione con una qualsiasi persona del mondo esattamente come si applica alla nostra relazione col mondo nel suo insieme. Se approviamo le maniere scorrette di qualcuno o preferiamo la sua compagnia a quella di giovani che realmente vogliono piacere a Dio, allora non mostriamo forse d'essere "amici del mondo"?». 32
Il testo prosegue interrogando il giovane circa i suoi sentimenti verso Dio e verso Gesù, che dovrebbero essere i suoi migliori amici; quindi ribadisce a modo di esortazione quanto detto sopra:
«Apprezzi e desideri realmente questi grandi Amici? Allora mostralo cercando compagni leali che accettano e osservano l'obbligo di cui scrisse l'apostolo Giovanni, dicendo: "Questo è ciò che significa l'amore di Dio, che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi" (1 Giovanni 5:3). In ogni circostanza, tali compagni daranno prova d'essere la specie di amici che vale la pena di avere». 33
Naturalmente, come si è già visto sopra, gli unici che veramente seguono tutti i «comandamenti di Dio» (compresi quelli più strani, di astenersi dalle trasfusioni di sangue, di non festeggiare i compleanni, ecc...) sarebbero i TdG; quindi è fin troppo facile inferire che la prevedibile conseguenza delle premesse sopra esposte è che i genitori esorteranno i loro figli a non intrattenere relazioni significative con ragazzi che non siano TdG 34... e se per caso fosse difficile in certe situazioni trovare altri giovani TdG come amici per i propri figli, andranno bene anche Testimoni più anziani:
«Se è difficile trovare giovani del genere, fa conoscenza con alcuni cristiani che sono più grandi di te. L'età non dovrebbe costituire un ostacolo all'amicizia». 35
Lo stesso studio a scuola non viene, di fatto, considerato un valore in se stesso, ma dev'essere curato soprattutto per i possibili risvolti positivi che potrebbe avere sulle altre attività dei TdG; per esempio è importante imparare a leggere bene, per poter prendere direttamente contatto con la Bibbia e «parlare agli altri dei propositi di Dio» 36 (ovvero svolgere il ministero andando di porta in porta a caccia di nuovi adepti per la sètta). Un altro testo dedicato, dai membri del Corpo Direttivo, ai giovani, dopo avere enumerato alcuni vantaggi dell'istruzione in genere, conclude:
«Ciò che più conta, è che avendo un'istruzione puoi essere preparato per assolvere le tue responsabilità cristiane. Se hai acquistato buone abitudini di studio e hai imparato a leggere bene, ti è più facile studiare la Parola di Dio. (Salmo 1:2) Avendo imparato a scuola ad esprimerti, ti è più facile insegnare le verità bibliche ad altri. Anche una certa conoscenza della storia, delle scienze, della geografia e della matematica è utile e ti aiuterà ad avere contatti con persone che hanno cultura, interessi e credi diversi». 37
Tra gli altri benefici effetti dello studio scolastico si annoverano l'autodisciplina, l'addestramento a compiti professionali precisi e, soprattutto, il fatto che esso costituisce una «protezione» rispetto a quel mondo di uomini immorali, in cui purtroppo il giovane TdG si trova a vivere:
"Molto probabilmente avrai visto fra i tuoi compagni di scuola evidenze di problemi morali. C'è grande immoralità sessuale e uso di droghe, con risultati molto tristi. Inoltre, fra molti giovani prevale uno spirito di ribellione. Può darti molto fastidio essere in compagnia di persone che non hanno alcun rispetto per le eccellenti norme di condotta insegnate nella Parola di Dio. Benché tu non possa evitare il contatto con tali persone, puoi evitar di associarti con loro quando non è necessario dopo le ore di scuola. E se presti buona attenzione ai tuoi studi, questi occuperanno notevole parte del tuo tempo libero dopo la scuola, limitando automaticamente la tua associazione con le persone prive di principi. Vedendo che desideri far progresso negli studi, con l'andar del tempo le persone di questo genere forse ti lasceranno stare. Questa sarà per te una protezione». 38
In altri termini il giovane TdG deve evitare, come se fossero appestati, tutti i suoi coetanei, genericamente definiti come dediti a ogni sorta di immoralità (non si stimola mai lo spirito critico dei TdG, affinchè, per esempio, distinguano autonomamente tra «buone compagnie» e «cattive compagnie»: tutti i nonTdG sono figli di Satana!); il fatto di dedicare molte ore allo studio non gli lascerà troppo tempo per uscire con i compagni nel pomeriggio ... e poi c'è sempre la speranza che il suo atteggiamento finisca col renderlo talmente antipatico che, alla lunga, gli altri lo «lasceranno stare»!
Se i compagni di studi sono un pericolo da tollerare, limitando al massimo i danni e tentando, semmai, di "convertirli" (cioè di indurii a entrare nei TdG), anche alcuni degli insegnamenti scolastici sono, per i TdG, frutto di una demoniaca congiura ai danni dei veri adoratori di Dio. Segnaleremo, a titolo esemplificativo, il loro atteggiamento nei confronti delle teorie evoluzionistiche e della filosofia.
La teoria evoluzionistica viene così definita nel manuale di cui i TdG si servono per il loro ministero di campo:
«Per evoluzione organica s'intende la teoria secondo cui il primo organismo vivente si sarebbe sviluppato dalla materia inanimata. Poi, man mano che si riproduceva, si sarebbe trasformato nelle varie specie di viventi, fino a produrre tutte le forme di vita vegetale e animale esistite su questa terra. Secondo questa teoria, tutto ciò si sarebbe verificato senza l'intervento soprannaturale di un Creatore. Alcuni cercano di conciliare la fede in Dio con l'evoluzione, dicendo che Dio, nel creare, si servì dell'evoluzione, portando all'esistenza le forme di vita primitive; dopo di che quelle superiori, incluso l'uomo, sarebbero state prodotte mediante l'evoluzione. Insegnamento non biblico». 39
I motivi «ufficiali» per cui viene rifiutata questa teoria andrebbero ricercati, a sentir loro, soprattutto nel mancato accordo tra gli scienziati al riguardo (si citano 40 alcune voci dissidenti prese da giornali e riviste scientifici e non) e dal fatto che mancherebbero le prove sperimentali per sostenerla; in realtà il vero problema è che attaccando la teoria evoluzionista i TdG intendono, di fatto, proteggere la loro fantasiosa cronologia (che ha come punto d'arrivo la fatidica data del 1914 e serve alle loro speculazioni circa la previsione di un'imminente fine del mondo), per cui, ad esempio, la comparsa dell'uomo sulla terra andrebbe collocata circa seimila anni fa. 41
La dottrina dell'evoluzione viene dunque presentata come una nemica della verità biblica, sostenuta per oscuri motivi non scientifici e inserita in una sorta di «congiura» ordita dalla mentalità dominante ai danni della verità:
«Perché, dunque, molti rifiutano la creazione e accettano l'evoluzione? Un motivo è ciò che è stato insegnato loro a scuola. I testi di scienze sostengono quasi sempre opinioni evoluzionistiche. Di rado, se mai, lo studente viene informato degli argomenti contrari. Anzi, di solito si fa in modo che gli argomenti sfavorevoli all'evoluzione non compaiano affatto nei testi scolastici». 42
Lo stesso concetto viene ribadito poche righe più sotto con la complicità di un anonimo «scritto» di un altrettanto anonimo medico, il quale affermerebbe:
«Allo studente non è permesso avere convinzioni personali o esprimerle: se lo fa, viene fatto oggetto di scherni e critiche da parte dell'insegnante. Spesso lo studente non conformista viene penalizzato sul piano del profitto e riceve voti più bassi». 43
Non diversa è la sorte della filosofia, definita come «un sistema conoscitivo che non si basa sull’accettazione dell'esistenza di Dio, ma che cerca di dare una visione unitaria dell'universo e di fare degli uomini liberi pensatori. Nella ricerca della verità fa affidamento su mezzi speculativi più che sull'osservazione». 44 Dopo avere contrapposto le aleatorie speculazioni filosofane alle solide verità bibliche, il testo (interamente costruito a domande e risposte) pone il problema dell'origine delle filosofie umane, segnalando, nell'ordine, il fatto che «provengono da persone che hanno delle limitazioni», 45 che «sono il prodotto di uomini imperfetti» 46 e, infine, che «risentono dell'influenza degli spiriti demoniaci»;
«"Tutto il mondo giace nel potere del malvagio". (1 Giov. 5:19) "Colui che è chiamato Diavolo e Satana ... svia l'intera terra abitata". (Riv. 12:9) "Un tempo camminaste secondo il sistema di cose di questo mondo, secondo il governante dell'autorità dell'aria, lo spirito che ora opera nei figli dì disubbidienza". (Efes. 2:2) (Le filosofie che incoraggiano a disubbidire alle sane e giuste esigenze di Dio riflettono questa influenza. Non sorprende che, come attesta la storia, le filosofie e i progetti umani siano spesso stati causa di sventura per gran parte dell'umanità)». 47
Anche la filosofia, come pure tutti i progetti umani, farebbe dunque parte di questo triste e oscuro mondo di Satana di cui i TdG aspettano con ansia la fine per poter assistere, quali spettatori carichi di indicibile soddisfazione, alla rovina sua e di tutti coloro che ne fanno parte: uomini di cultura, filosofi, scienziati e operatori scolastici in testa.
Consideriamo, infine, il problema della durata e del livello ottimale di istruzione scolastica consigliabile a un TdG (ci riferiamo, evidentemente ai giovani Testimoni che vengano cresciuti seguendo le prescrizioni delle pubblicazioni ufficiali: tale discorso non trova riscontro, evidentemente, per quanti entrano nella sètta dopo avere compiuto un cammino formativo e di studi diverso) e, specificamente, il problema, particolarmente sentito negli Stati Uniti, della scelta se accedere o meno agli studi universitari. Premesso che ci si potrebbe aspettare che la sètta consigli un alto grado di istruzione umanistica, letteraria, archeologica o simile a persone che dovranno dedicare la vita agli «studi biblici», vedremo come invece si cerchi di inoculare una garbata diffidenza nei confronti di un «eccesso» di cultura scolastica (probabilmente giudicata «improduttiva» o «pericolosa» rispetto ai veri fini dei TdG). Le pubblicazioni che si occupano del problema ammettono che «la Bibbia naturalmente non scende nei particolari dicendo quanti anni di istruzione scolastica dovrebbe avere un cristiano, né condanna l'istruzione. (...) Ciò nonostante, una laurea vale in ogni caso l'enorme quantità di tempo e denaro necessari per conseguirla?». 48 La domanda retorica suppone risposta negativa e, a supporto, si riportano dapprima alcune «ragionevoli» argomentazioni desunte da statistiche (tutte «made in USA») citate in modo da non renderle identificabili e tutte affermanti che, in fondo, per trovare un buon lavoro non occorre essere laureati; 49 quindi si passa all'argomentazione «forte» e decisiva per un TdG:
«Sia che una laurea possa migliorare o no le tue possibilità di lavoro, un fatto rimane indiscusso: "II tempo rimasto è ridotto"! (1 Corinti 7:29). Nonostante tutti i presunti benefici che ne possono derivare, spendere quattro anni o più in una università sarebbe il modo migliore di impiegare il tempo rimasto? (Efesini 5:16). Un'istruzione universitaria servirebbe ad avvicinarti alle tue mete spirituali o ad allontanartene?». 50
Ciò detto è sufficiente, ai capi dei TdG, far balenare davanti agli occhi degli adepti lo spettro di disastri spirituali inenarrabili che potrebbero annidarsi nella sconsigliabile esperienza dello studio universitario: desiderio smodato di carrierismo e di ricchezza (compiacenti statistiche lo fanno passare come il motivo principale per cui si accederebbe agli studi universitari), il ricordo della confusione degli anni '60-70, l'immoralità diffusa (sesso, droga, alcool,... che sono gli stessi «ingredienti» presenti nelle scuole secondarie, ma che lì non costituiscono motivo per scoraggiarne la frequenza). II vero motivo, forse, viene espresso - seppur tra le righe - subito dopo i suddetti:
«Un'altra cosa che desta preoccupazione è il ben documentato rapporto esistente tra l'essere esposti alla cultura universitaria e la diminuita "aderenza ai fondamentali principi religiosi" (The Sacred in a Secular Age}. Sotto pressione per continuare a ottenere una votazione alta, alcuni giovani cristiani hanno trascurato le attività spirituali esponendosi in tal modo al violento assalto del pensiero secolare promosso dalle università. Alcuni hanno fatto naufragio riguardo alla loro fede». 51
In altri termini la cultura universitaria (quella ricevuta in un'età in cui gli strumenti culturali possono essere eventualmente utilizzati con una certa autonomia, al di fuori del continuo controllo degli anziani TdG) viene considerata semplicemente come un pericolo a cui si sarebbe «esposti» e risulta essere (probabilmente «dati alla mano») una delle cause di abbandono dei TdG. Ciò detto i capi dei TdG devono offrire agli adepti più intelligenti una «valida alternativa» all'istruzione universitaria che, manco a dirlo, sarà sostituita da attività interne alla sètta in vista dell'immancabile opera di proselitismo:
«Considerati questi fatti, molti giovani cristiani hanno deciso di non andare all'università. Molti riscontrano che l'addestramento offerto nelle congregazioni dei testimoni di Geova - in particolare la settimana le Scuola di Ministero Teocratico li pone in netto vantaggio quando si tratta di trovar lavoro». 52
Conclusioni
Che dire, in sintesi, del rapporto tra i Testimoni di Geova e la scuola? I loro testi manifestano, come accade nei confronti delle autorità politiche in generale, un atteggiamento profondamente ambiguo: da un lato (nell'opuscoletto: I testimoni di Geova e la scuola) si tende a ottenere dalle autorità pubbliche il massimo beneficio possibile (nel nostro caso il beneficio in questione è l'istruzione dei figli, in un clima di comprensiva benevolenza che li metta al riparo dai dubbi e dalla possibilità che nel corso del dialogo educativo sorga in loro un eccessivo spirito critico nei confronti della sètta); dall'altro lato si tende a corroborare negli adepti l'idea di possedere il monopolio o quasi della salvezza, inoculando nelle loro menti un profondo disprezzo per tutto ciò che fa parte del mondo esterno alla sètta, in modo da scongiurare il «pericolo» che alcuni TdG possano guardarlo con troppa simpatia ed eventualmente dubitare della sua «satanicità» o, peggio ancora, sentirsene attratti.
Considerato tutto questo, ci si potrebbe chiedere quale sia un atteggiamento saggio ed equilibrato da tenere nei loro confronti. In primo luogo vale sempre il consiglio agostiniano di distinguere l'errore dall'errante: ci vuole grande fermezza nei confronti del primo e grande amore nei confronti del secondo. Nel caso dei Testimoni di Geova, poi, tale consiglio risulta di particolare urgenza, visto che, per lo più, non avremo a che fare con gli artefici degli inganni e delle mistificazioni cui sopra abbiamo accennato e che si possono ritrovare in numerosissime pubblicazioni geoviste, 53 ma piuttosto con persone che ne sono, a loro volta, vittime e che, soprattutto nel caso dei giovani, possono trovarsi in forte stato di disagio e di conflitto interiore. Di fronte ai singoli Testimoni, poi, non ci si deve fare l'idea di trovarsi al cospetto di tanti piccoli «cospiratori» subdolamente intrufolatisi nelle strutture pubbliche: i giovani TdG, in realtà, hanno bisogno dell'aiuto di chi sta loro intorno, hanno bisogno di quel rispetto che è dovuto ad ogni persona, hanno diritto ad essere gratificati come è giusto per il lodevole sforzo di condurre una vita moralmente irreprensibile ed effettivamente ispirata a quelli che (in assoluta buona fede) credono precetti autenticamente biblici. Un ulteriore aiuto che si potrà dare riguarderà la franchezza del loro atteggiamento nei confronti dei coetanei: li si potrà stimolare a esplici-tare più chiaramente quello che effettivamente pensano di chi non fa parte della sètta e a chiedersi se, in luogo di una condanna indiscriminata, non sarebbe più saggio, da parte loro, esercitare un giusto discernimento tra atteggiamenti effettivamente riprovevoli (e dunque da evitare) e utili contributi che potrebbero trarre da una corretta socializzazione con i compagni. L'affetto, la simpatia, la stima che i giovani Testimoni proveranno per i compagni o per gli insegnanti sono sentimenti umani profondi che non sempre i «diktat» provenienti dai responsabili della sètta riusciranno a spegnere in modo indolore; anche per questo le persone avranno bisogno del sincero affetto di chi condivide una certa stagione della loro vita e può far toccar loro con mano (più con i fatti che con le parole) che nessuno ha il monopolio dell'amore e che lo Spirito «soffia dove vuole». Tutto questo in un clima di massimo rispetto, che implica anche la sincerità e la chiarezza su quanto si sa e quanto si pensa: un confronto autentico con i giovani Testimoni (presi sul serio per quello che sono, alla luce delle dottrine effettivamente dichiarate nelle loro pubblicazioni) passa anche attraverso il fraterno e rispettoso tentativo di aiutarli a valutare con la propria testa (la scuola dovrebbe servire anche a questo) ciò che altri hanno loro propinato.
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1) Ed. orig. School and Jehovah's Witnesses, ed. Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, 1983.
2) Non è escluso, infatti, che alcuni singoli Testimoni si comportino, di fatto, in modo non sempre conforme alle indicazioni del Corpo Direttivo; questo però non inficia la nostra analisi che, basandosi sui testi pubblicati dalla Watch Tower, tenta di mettere in luce come «dovrebbe» comportarsi il TdG nella scuola per essere fedele a quanto prescritto dai suoi capi.
3) I testimoni di Geova e la scuola, cit., p 3
4) Ibid., p. 3.
5) Ibid,, p. 4.
6) Ibid.
7) Ibid., p. 5.
8) Ibid., p. 7.
9) «A volte i nostri ragazzi vengono scherniti e derisi perché non hanno rapporti prematrimoniali o non commettono altre azioni del genere. Perciò siamo rico-noscenti a quegli insegnanti che aiutano i nostri figli nei loro sforzi di rispettare i principi biblici, e questo è un incoraggiamento per i nostri ragazzi che cercano di vìvere in armonia con questi principi» (I testimoni di Geova e la scuota, cit., p. 11).
10) «Un inno nazionale spesso non è che un canto di lode o una preghiera musicata. (...) E siccome nelle Scritture non c'è alcuna base a sostegno dell'orgoglio nazionalistico che tante divisioni ha creato nej mondo, non cantiamo inni che esaltano una qualsiasi nazione della terra» (/ testimoni di Geova e la scuola, cit., p. 15).
11) Ibid., p. 16.
12) Ibid., p. 17. .
13) «Comunque, gli unici due compleanni menzionati nella Bibbia riguardano persone che non credevano nel vero Dio. Si tratta di un faraone d'Egitto e del governatore romano Erode Antipa, e in entrambi i casi la festa del compleanno costo la vita a qualcuno. (Genesi 40:18-22; Marco 6:21 -28). (...) Noterete quindi che i testimoni di Geova non festeggiano i compleanni (con festicciole, canzonane, regali, eco.)». (I testimoni di Geova e la scuola, cit., pp. 17-18).
14) Ibid., pp. 18-19.
15) Ibid, p. 22.
16) Ibid.
17) IbId., p. 23
18) I testimoni di Geova e la scuola, cit., p. 28.
19} Ibid., p. 28. Abbastanza interessante, come vedremo in seguito, è che l'opuscoletto in questo brano si premuri di dire che i Testimoni di Geova non cadono nell'«estremo» di credere che la creazione sia avvenuta in sei giorni letterali, ma «dimenticano" di dire che, stando alla loro cronologia, l'uomo sarebbe comparso sulla terra solo seimila anni fa!
20) Ibid., p. 31.
21) Che i concetti suddetti siano essenziali ed ineliminabili perché si possa parlare di autentica fede cristiana è acclarato non solo per i cattolici (per i quali esistono precise definizioni dogmatiche al riguardo; cfr. ad esempio DS nn. 125, 150, 293-302, 550-559, 800, 851, 1330, 1520-1533), ma anche per tutte le chiese cristiane aderenti al Consiglio Ecumenico delle Chiese, che nella sua prima assemblea generale (Amsterdam, 1948) definì in questi termini la propria identità: «II Consiglio ecumenico delle chiese è un'associazione fraterna di chiese, che riconoscono Nostro Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore», ampliando ulteriormente la base di fede comune nel corso della terza assemblea generale (Nuova Delhi, 1961): «II Consiglio ecumenico delle chiese è un'associazione fraterna di chiese che confessano il Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore secondo le Scritture e si sforzano di rispondere insieme alla loro comune vocazione per la gloria del solo Dio, Padre, Figlio e Spirito santo» (cfr. PETER NEUNER, Breve manuale dell'Ecumene, ed. Queriniana, Brescia 1988, pp. 111-118). Un ulteriore passo avanti nel senso di una base comune di fede per tutti coloro che sono impe¬gnati nel cammino ecumenico è stata la pubblicazione del documento Confessare una sola fede. Una spiegazione ecumenica del Credo, da parte della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (tit. Originale: Confessing One Faith. An Ecumenica! Explication of the Apostolic Faith as it is con-fessed in thè Nicene-costantinopolitan Creed (381). Faith and Ordier Paper, n. 153, WCC Pubblications, Geneve, 1991; ed. italiana a cura delle EDB, Bolo¬gna, 1993).
22) Idea non originale, ma già sostenuta dalla sètta giudaica degli Ebioniti (II sec. d.C.), a cui i TdG arrivano «per gradi»: «Prima di venire sulla terra Gesù era chiamato la Parola di Dio. Questo titolo indica che prestava servizio in cielo come portavoce di Dio» (Potete vivere per sempre in una terra paradisiaca, ed. Watch Tower Bible and Traci Society of Pennsylvania, 1982, p. 58); «In I Tessalonicesi 4:16 (con), il comando di Gesù Cristo che da inizio alla risurrezione è descritto come "voce di arcangelo" e Giuda 9 dice che l'arcangelo è Michele. Sarebbe appropriato paragonare la voce imperiosa di Gesù a quella di qualcuno che avesse meno autorità? È dunque ragionevole concludere che l'arcangelo Michele sia Gesù Cristo. (Fatto interessante, nelle Scritture la parola "arcangelo" non compare mai al plurale, il che fa pensare che ce ne sia uno solo). Rivelazione 12: 7-12 dice che Michele e i suoi angeli avrebbero combattuto contro Satana e avrebbero espulso lui e i suoi angeli malvagi dal cielo in relazione col conferimento dell'autorità reale a Cristo. Successivamente Gesù è descritto mentre guida gli eserciti celesti in guerra contro le nazioni del mondo (Riv. 19: 11-16). Non è ragionevole credere che sarebbe stato sempre Gesù a intervenire contro colui che è chiamalo "il governante di questo mondo", Satana il Diavolo? (Giov. 12:31)» (Ragioniamo facendo uso delle scritture, ed. Watch Tower Bible and Traci Society of Pennsylvania, 1985, pp. 171-172).
23) Potete vivere per sempre,.,, cit., pp. 20-21. Altrove ci si chiede come mai Dio ha lasciato passare tanto tempo prima di risolvere il problema del male e della sofferenza; questa è la risposta: «Ebbene, se Dio fosse intervenuto molto tempo fa, si sarebbe potuto insinuare che gli uomini non avevano avuto abbastanza tempo per sviluppare un governo efficiente e la tecnologia necessaria per dare pace e prosperità a tutti. [...] Nel corso dei secoli sono stati sperimentati tutti i tipi di gover¬no, ogni tipo di sistema sociale e ogni tipo di sistema economico. Inoltre, gli uomini hanno avuto sufficiente tempo per fare notevoli progressi in campo tecnologico, giungendo a imbrigliare l'atomo e a mettere piede sulla luna. Con quali risultati? Tutto ciò ha forse permesso di realizzare il mondo di cui tutta la famiglia umana avrebbe bisogno? Tutt'altro. [...] È stato chiaramente dimostrato che non è possibile gestire efficacemente gli affari della terra senza l'aiuto del Fattore dell'uomo. La storia continua a confermare l'obiettiva valutazione biblica dei tentativi umani di governo: "L'uomo ha dominato l'uomo a suo danno". Ecclesiaste 8:9, [...] Inoltre concedendo sufficiente tempo per risolvere le questioni relative al dominio umano, Dio ha stabilito un valido precedente per il futuro. Lo si può paragonare a un fondamentale caso giudiziario discusso da una corte suprema. La questione è stata risolta una volta per sempre: il dominio umano indipendente da Dio non può garantire condizioni ottimali sulla terra. Così, se in futuro qualche creatura dotata di libero arbitrio dovesse sfidare il modo di agire di Dio, non sarebbe necessario concederle altre migliaia d'anni perché possa tentare di dimostrare la sua accu¬sa» (Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione?, 1985, pp. 193-195).
24) Qui i TdG falsificano Eb 10,12-13 per creare un'attesa quasi bimillenaria.
25) Sia Dio riconosciuto verace, ediz. del 1949 p. 245, ediz. del 1952 p. 247.
26) «Perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione».
27) «[Davide] previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione».
28) Potete vivere per sempre..., cit., pp. 144-145.
29) Potete vivere per sempre..., cit., pp. 16-17. Lo stesso concetto viene ripre¬so alla fine del libercolo, in risposta all'alternativa che essi pongono tra «il mondo di Satana e il nuovo sistema di Dio»: «chiamò Satana "il governante di questo mondo". E l'apostolo Giovanni disse che "tutto il mondo giace nella potenza del malvagio" (Giovanni 12:31; I Giovanni 5:19) Si noti che, rivolgendosi in preghiera a Dio, Gesù non incluse i suoi discepoli col mondo di Satana. Egli disse: "lo prego per loro [per i discepoli]; non prego per il mondo... Essi non sono parte del mondo come io non sono parte del mondo". (Giovanni 17:9, 16; 15:18, 19} Da ciò è evi¬dente che i veri cristiani devono mantenersi separati dal mondo» (ibid., p. 208).
30) Nel loro manuale per il servizio di campo ci si pone esplicitamente il problema di come conciliare la cosiddetta «neutralità cristiana» (cioè il non lasciarsi direttamente coinvolgere da ogni struttura umana) con il precetto evangelico di amare il prossimo; la risposta all'apparente contraddizione è, dal loro punto di vista, semplicissima: (i TdG) «sono convinti che il massimo bene che possono fare al prossimo sia quello di annunciare la buona notizia del Regno di Dio, che risolverà permanentemente i problemi dell'umanità e che apre a coloro che l'accettano la splendida prospettiva della vita eterna» (Ragioniamo facendo uso delle Scritture ed. orig.: Reasoning From the Scriptures, ed. Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, 1989 (la I ed. è del 1985), tr. it. della II ed. 1990; p. 248).
31) Sicurezza mondiale sotto il «Principe della pace», ed. Watch Tower, ingl. e ital., 1986, pp. 36-37 (gli «amanti» di cui si parla nel testo citato sarebbero i potenti di questo mondo, con cui la meretrice Babilonia avrebbe «amoreggiato» a lungo).
32} Come ottenere il meglio dalla tua giovinezza, ed. orig.: Your Youth - Getting the Best out of It, ed. Watchtower Bible and Traci Society, New York 1976, ed. it. 1977; p. 64.
33) Come ottenere il meglio dalla tua giovinezza, cit., pp. 64-65. Più semplicisticamente un opuscoletto pubblicato qualche anno prima suggerisce una sorta di curiosa «prova sperimentale» per verificare se un uomo è degno di venir considerato intimo amico dì un TdG: «i nostri intimi amici sono quelli con i quali specialmente trascorriamo il nostro tempo. Abbiamo visto che, per essere la buona specie di amici, devono essere della specie che piace a Dio. Ma come facciamo a sapere se lo sono? - Vedi, un buon modo è di chiedere loro: Amate Geova? Alcuni di loro forse non sanno nemmeno chi è Geova. Ma se vogliono imparare riguardo a lui, possiamo aiutarli. E quando viene il tempo che amano Geova come lo amiamo noi, possiamo divenire intimi amici» (Ascoltate il grande Insegnante!, tit. orig., Listening to the Great Teacher, ed. Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc., 1971, ed. it. 1972, p. 121).
34) «Dove puoi trovare amici che amano Dio? Entro la congregazione cristiana. Cerca fra i giovani che non semplicemente fanno professione di fede, ma che con le opere danno anche prova della loro fede e devozione» (I Giovani chiedono… Risposte pratiche alle loro domande, ed. orig.: Questions Young People Ask Answers That Work, Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, 1989, p. 67). Lo stesso concetto viene ripreso e sottolineato poche pagine oltre: Innanzitutto, scegli accuratamente i tuoi amici! (Proverbi 13:20) Frequenta coloro che si attengono a orme e valori morali cristiani. Certo, questo limita le tue amicizie, come dice un adolescente: “Poiché non ero d’accordo con li altri a scuola, con le loro idee sulla droga e sul sesso, ben presto mi lasciarono in disparte. Anche se così ero molto spinta a conformarmi, in realtà mi sentivo un po’ sola”. Ma è meglio soffrire un po’ la solitudine anziché lasciare che l’influenza dei tuoi compagni ti degradi spiritualmente e moralmente. Stando insieme alla propria famiglia e ad altri nella congrega zone cristiana si può essere aiutati a colmare il vuoto della solitudine» (ibid., p. 79).
35) I Giovani chiedono…, cit., p. 67.
36) «Specialmente se sei cristiano vorrai imparare a leggere bene per apprendere ciò che è nella parola di Dio, la Bibbia. Troverai anche che l'essere esperto nella lettura è di grande valore quando si parla ad altri dei propositi di Dio. Sì, il leggere bene e il parlar bene sono strettamente collegati fra loro» (Come ottenere il meglio dalla tua giovinezza, cit., p. 81).
37) I giovani chiedono..., cit., p. 137. Da notare che non si esortano i giovani ad affrontare profondi studi umanistici (che, vedremo, saranno invece sconsigliati) per intendere profondamente le scritture bibliche: li si esorta semplicemente a saper leggere e a saper parlare con un certo tono di voce, tanto, per «intendere» il senso delle scritture, dovranno bastare gli opuscoletti pubblicati dalla sètta.
38) Come ottenere il meglio dalla tua giovinezza, cit., p. 83.
39) Ragioniamo facendo uso delle Scritture, cit., p. 127.
40) Cfr. Ragioniamo..., cit., p. 127 sgg.; Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione?, ed. orig.: Life - How Did It Get Here? By Evolution or by Creation?, Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, 1985, pp. 14-24.
41) Cfr. Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione..., cit., p. 193.
42) Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione..., cit., p. 179.
43) Ibid., p. 180.
44) Ragioniamo facendo uso delle Scritture, cit., p. 151
45) Ragioniamo..., cit., pp. 152-153: «Gli uomini sono limitati per natura. Per di più la loro esperienza di vita è relativamente breve e di solito limitata a una sola cultura o a un unico ambiente. Perciò possiedono una conoscenza ristretta, mentre le cose sono talmente collegate le une con le altre che gli uomini scoprono sempre aspetti di cui non avevano opportunamente tenuto conto. Qualsiasi filosofia elaborino rispecchierà queste limitazioni».
46) Cfr. Ragioniamo..., cit., p. 153: «A causa di questa imperfezione le filosofie umane sono spesso improntate a una forma di egoismo che permette forse di trarre un piacere temporaneo ma che rende anche frustrati e molto infelici».
47) Ragioniamo .... cit., p. 153.
48) I giovani chiedono..., cit., p. 176.
49) cfr. ibid., p. 76.
50) I giovani chiedono..., cit., p. 177.
51) I giovani chiedono..., cit., pp. 177-178.
52) I giovani chiedono..., cit., p. 178. Interessante rilevare anche lo «stratagemma» che i capi TdG consigliano ai giovani i cui genitori insistano per l'università: «Se, per esempio, i tuoi genitori insistono che tu frequenti l'università, non puoi far altro che ubbidire loro finché sei sotto la loro tutela.* (Efesini 6:1 -3) Forse ti è possibile continuare a vivere a casa ed evitare di essere coinvolto nell'ambiente universitario. Sii selettivo nella scelta dell'indirizzo da seguire, per esempio, concentrandoti su materie di pratica utilità anziché su filosofie mondane. Bada alle tue compagnie (1 Corinti 15:33). Mantieniti forte spiritualmente frequentando le adunanze, compiendo il servizio di campo e non trascurando lo studio personale» (ibidem, p. 179); da non trascurare l'astuzia («biblica»?) della precisazione inserita come nota a pie di pagina in corrispondenza dell'asterisco sopra indicato: * «Non è detto sia necessario conseguire la laurea per accontentare i propri genitori. In alcuni paesi esistono corsi biennali di formazione professionale o tecnica, il cui attestato viene accettato da molti datori di lavoro».
53) A questo riguardo, per una prima informazione su alcune delle più grossolane mistificazioni geoviste, si può vedere l'utile testo di Lorenzo Minuti, testimoni di Geova non hanno la Bibbia, ed. Colletti a San Pietro, Roma 1992.
Il geovismo e la scuola
Nell’articolo 6, comma 3, della Bozza di Intesa tra la Repubblica italiana e la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova, richiamata nel progetto di legge n°2237 attualmente all’esame della Prima Commissione permanente del Senato, tra gli impegni che lo Stato italiano assume a favore dell’Ente geovista, è stabilito che «l’ordinamento scolastico provvede a che … non siano previste forme di insegnamento religioso diffuso nello svolgimento dei programmi di altre discipline. In ogni caso non possono essere richiesti agli alunni atti di culto o pratiche religiose».
Cosa può significare la formulazione appena citata? in che senso nell’insegnamento delle materie scolastiche non deve esservi traccia di “forme di insegnamento religioso diffuso”, evidentemente contrastanti con il geovismo?
Per comprendere l’effettiva portata di questa clausola, occorre considerare che, secondo gli ideologi della Torre di Guardia, gli adolescenti di fede geovista che frequentano la scuola “devono continuamente affrontare situazioni nelle quali i compagni del mondo vogliono sapere perché … non si uniscono a loro nelle attività che svolgono… i nostri giovani devono opporre una ferma resistenza” (citazione dal bollettino geovista “Il Ministero del Regno” dell’agosto 2009, p.2); quali sono alcune delle situazioni alle quali fanciulli e adolescenti di educazione geovista devono “opporre una ferma resistenza”?
Per quanto riguarda il programma di studi, il geovismo sostiene che spetta “in particolare ai genitori decidere cosa devono imparare i figli” a scuola. Siccome i Testimoni di Geova non vogliono che i loro figli siano coinvolti in riti religiosi con persone di un’altra fede, di conseguenza, gli studenti di fede geovista non partecipano ad alcun tipo di musica o di istruzione artistica che abbia relazione con feste religiose o patriottiche; per quel che riguarda i programmi di educazione fisica, i giovani Testimoni devono astenersi dalla pratica di arti marziali, pugilato e lotta. Per giunta, “la maggioranza dei giovani Testimoni non partecipa alle attività extrascolastiche patrocinate dalla scuola” (si veda l’opuscolo geovista “I Testimoni di Geova e la scuola”, pp.22, 26-29).
Il condizionamento geovista è così penetrante da indurre i Testimoni di Geova a sopportare l’isolamento negli ambienti scolastici in occasione di comuni ricorrenze: lo studente di fede geovista non celebrerà – né in classe né altrove – il proprio compleanno né quello di altri, il fanciullo i cui genitori sono Testimoni non parteciperà a iniziative connesse al Natale, alla Pasqua, al Carnevale, alla festa del papà o a quella della mamma ecc., perché di queste celebrazioni, e delle usanze ad esse connesse, il geovismo evidenzia l’origine pagana. Pertanto gli studenti di fede geovista non prendono parte a questi festeggiamenti, sia che si tratti di cantare, suonare, recitare, sfilare in parata, fare dei disegni, assistere a festicciole, mangiare o bere qualcosa offerto per l’occasione ecc.
Assumendo quest’atteggiamento, cosa sfugge ai genitori e agli alunni di fede geovista? È evidente che molte festività, una volta o l’altra, sono state messe in relazione con l’adorazione idolatrica. Un fattore da considerare è il significato che una certa festa ha nel luogo in cui si vive. Infatti, spesso il significato cambia secondo il luogo e l’epoca. Per esempio, probabilmente la festa della mamma deriva dal culto della dea Madre, diffuso nell’antichità in tutta l’Asia Minore; ma oggi sarebbe ragionevole mettere in relazione quell’antico culto con la moderna celebrazione della «regina della casa»? Forse l’usanza di fare gli auguri, i regali e una festa – con tanto di candeline accese su una torta – aveva nell’antichità lo scopo di proteggere il festeggiato dall’influsso malefico dei demoni, ma chi oggi riesumerebbe un tale significato in occasione di una festa di compleanno? Da questi esempi deduciamo che:
- una certa celebrazione può avere un particolare significato per chi la vive in un preciso tempo e in un determinato luogo, ma un significato del tutto diverso per chi la celebra in un altro posto e in altra epoca;
- un’usanza religiosa pagana può perdere il suo significato religioso arcaico (si veda pure Svegliatevi! del 22 settembre 2003, pp.23-24; e l’edizione dell’8 gennaio 2000, p.26 ss.).
In definitiva, di cosa dovrebbe interessarsi primariamente un cristiano? Non di quello che una certa festa poteva significare migliaia d’anni fa o di come potrebbe essere considerata dall’altra parte del mondo, ma di ciò che essa significa oggi per la maggioranza delle persone nel luogo in cui vive.
Inoltre, giova ricordare la condotta dei discepoli di Gesù. Gli apostoli non condannarono la celebrazione delle festività nazionali ebraiche, nonostante il fatto che Gesù avesse adempiuto la Legge mosaica (si veda la Lettera ai Colossesi 2.16-17); né l’apostolo Paolo divenne idolatra per il fatto di essersi adeguato a certe pratiche della Legge, sebbene egli stesso le considerasse superate (cfr. Atti degli Apostoli 13.14-15; 21,20-26; Lettera ai Romani 14,5-6). Per giunta, è significativo il fatto che al tempo di Gesù si celebravano anche feste non previste dalla Legge mosaica (cfr. Vangelo di Giovanni 10.22-23); per esempio, si festeggiava la Hanukkàh, festa che ricordava la ridedicazione del Tempio compiuta nel 165 a.C. dai Maccabei dopo la profanazione d’esso da parte di Antioco Epifane nel 168 a.C. (si veda anche La Torre di Guardia del 15 novembre 1998, pp.23 ss.).
Comunque, tornando agli interrogativi iniziali, dopo l’eventuale approvazione per legge della Bozza d’Intesa in discussione al Senato, cosa potrà accadere in una classe della scuola dell’infanzia o primaria in cui un insegnante proponga attività connesse alle celebrazioni invise al geovismo o accetti che altri alunni di fede non geovista festeggino il proprio compleanno con il taglio di una torta in classe? Ebbene potrebbe succedere che, invocando l’articolo 6 dell’Intesa, i genitori Testimoni si oppongano alla realizzazione di attività, comunque educative, collegate a celebrazioni invise al geovismo o al festeggiamento in classe di un compleanno, invocando il fatto che tali comportamenti si configurerebbero come “forme di insegnamento religioso diffuso”.
Purtroppo, poiché il geovismo ha i connotati di una fede integralista, non vi è settore dell’istruzione che sfugga all’àmbito religioso. Infatti, i Testimoni di Geova ritengono che ci siano implicazioni “religiose” nell’insegnamento dell’evoluzione (scienza), nella cronologia (storia) – che in certi casi è difforme da quella in cui credono loro -, nell’educazione alla salute (vaccinazione, trapianti, emotrasfusione), e così via; sicché, se approvata, l’Intesa creerebbe anche non poche difficoltà nell’individuazione di libri di testo che vadano bene per i cittadini italiani e per i Testimoni di Geova.
Su questi significativi aspetti si sono sufficientemente informati i rappresentanti del Governo incaricati dell’istruttoria, che il 13 maggio 2010 ha portato alla sottoscrizione della Bozza d’Intesa – di cui all’articolo 8 della Costituzione – con i rappresentanti della Congregazione geovista?
Fonte: http://www.mondoraro.org/2010/09/26/il-geovismo-e-la-scuola/
IL SISTEMA DI TRAPPOLE ED INGANNI CHE CREANO I TESTIMONI DI GEOVA











