Massimo Introvigne a Campobasso il 23 giugno 2010:
"Chiesa Cattolica
e
Massoneria"
Data: mercoledì 23 giugno 2010
Ora: 18.30 - 20.00
Luogo: Omega Point
Via: C.da Pesco Farese - Zona Industriale - Ripalimosani
Città/Paese: Campobasso, Italy
Che cos'è la massoneria? Quanto è influente? Quali sono le sue origini? Dan Brown nel suo libro "Il simbolo perduto" la presenta correttamente? E soprattutto: perché la Chiesa dice no, escludendo dalla Santa Comunione i cattolici che aderiscono alla massoneria?
A queste domande risponde Massimo Introvigne, per la prima volta a Campobasso, incontrando gli amici di Facebook molisani e abruzzesi. L'incontro è aperto a tutti
Prendendo spunto dall’ultimo romanzo di Dan Brown “Il simbolo perduto”, il prof. Massimo Introvigne ha svolto una brillante relazione dal titolo: Chiesa Cattolica e Massoneria muovendo fondate critiche al sopravvalutato scrittore americano, che è passato dalla critica feroce della Chiesa Cattolica nel “Codice da Vinci” a una velata apologia della massoneria nel suo ultimo libro.
Dan Brown è un abile manipolatore che, nella ricostruzione delle origini della massoneria, gioca sulla confusione tra storia autentica e storia mitica, spacciando per vera la sua storia leggendaria e giungendo ad affermare che le origini degli Stati Uniti d’America non sarebbero cristiane ma massoniche, illuministe e neo-pagane, pur mascherate sotto una facciata biblica.
Gli U.S.A. sarebbero dunque tutt’altro che una Christian Nation, come li definiva l’ex-presidente Bush. Ma questa idea, come sostenuto da Benedetto XVI° nel suo discorso sul prato della Casa Bianca nel 2008, sembra piuttosto funzionale a chi tende a legittimare l’emarginazione del cristianesimo dalla vita politica di oggi.
Passando al cuore dell’argomento lo studioso ha poi ricordato all’attento uditorio il mito dei Rosacroce e le origini della massoneria moderna, che nasce in Inghilterra all’inizio del 18° secolo per opera di liberi pensatori e che presto si frammenta in numerose obbedienze, diverse ma accomunate dal metodo della libera discussione, dalla tolleranza e dall’anticlericalismo.
Il conflitto con la Chiesa Cattolica, che non è democratica (“Roma locuta, questio soluta”), si fonda su dogmi e su principi non negoziabili, fu dunque inevitabile. Anche se da qualche decennio, ormai revocate le scomuniche emanate da alcuni papi nel corso di due secoli, i rapporti tra chiesa e massoneria sono improntati al dialogo, la Dichiarazione sulla massoneria di Giovanni Paolo II° del 1983, che vieta ai cattolici la doppia appartenenza, non dà adito a dubbi circa la reciproca inconciliabilità. Ai nostri giorni l’opinione che l’uomo della strada ha della massoneria, anche per effetto di episodi poco edificanti (vedi lo scandalo della loggia P2, che annoverava tra i suoi affiliati non pochi affaristi e carrieristi) è piuttosto negativa.
Le nuove sfide del mondo globalizzato hanno contribuito al declino, almeno nei paesi occidentali, di questa società segreta, che, per l’uomo del terzo millennio, ha qualcosa di vecchio e anacronistico.
In conclusione, secondo Introvigne, il romanzo di Dan Brown, anche se mistifica la realtà, ha ridestato l’interesse del pubblico per la massoneria ed ha stimolato lo stesso studioso romano a scrivere un nuovo libro sull’argomento: Il simbolo ritrovato. Massoneria e società segrete: la verità oltre i miti (editore Piemme), nel quale l’autore cerca di fare chiarezza in questo mondo affascinante e misterioso.
E' seguito un dibattito da un pubblico molto attento e interessato.
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
DICHIARAZIONE SULLA MASSONERIA È stato chiesto se sia mutato il giudizio del Chiesa nei confronti della massoneria per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore.
Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza è dovuta a un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie.
Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione.
Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la Dichiarazione di questa S. Congregazione del 17 febbraio 1981 (Cf. AAS 73, 1981, p. 240-241).
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Dichiarazione, decisa nella riunione ordinaria di questa S. Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.
Roma, dalla Sede della S. Congregazione per la Dottrina della Fede, il 26 novembre 1983.
Joseph Card. RATZINGER
Prefetto
+ Fr. Jérôme Hamer, O.P.
Arcivescovo tit. di Lorium
Segretario
Alcuni momenti dell'incontro
Il Quotidiano del Molise - Giovedì 24 giugno 2010 p. 8
Il Quotidiano del Molise - Venerdì 25 Giugno 2010 p. 9
Molisinsieme
N.02 del 19 luglio 2010 pag. 6
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ZI10061412 - 14/06/2010
ERA MASSONE, ORA È CATTOLICO
Storia della conversione di un Venerabile Maestro del Grande Oriente
di Antonio Gaspari
ROMA, lunedì, 14 giugno 2010 (ZENIT.org).- E’ appena arrivato nelle librerie italiane un libro più affascinante di un romanzo dal titolo “Ero Massone. La mia conversione dalla massoneria alla fede” (Piemme). E’ la storia vera di Maurice Caillet, un medico ginecologo, non battezzato, materialista, abortista e anticattolico.
Coerente con la sua formazione illuminista, il dott. Caillet entra a far parte della Massoneria. Nel giro di 15 anni viene iniziato alla conoscenza di tutti i segreti delle Logge: iniziazioni, riti, giuramenti, trattamenti di favore, facilitazioni nella raccolta di denaro, incarichi di potere e cariche politiche.
Diventa Venerabile Maestro della Loggia di Rennes e fa carriera nel lavoro e in politica, fino a diventare un notabile del Partito Socialista Francese e dirigente del Centro di Esami della Salute di Rennes.
Ma è proprio all’apice della sua carriera politica e professionale che accade l’imprevisto. La moglie Claude si ammala gravemente e lo trascina con sé in un pellegrinaggio a Lourdes.
Mentre lei è nelle piscine, Maurice è intirizzito e si ripara nella cripta posta sotto la grotta delle apparizioni.
Vi stavano celebrando una Messa. Maurice non aveva mai prestato attenzione alla celebrazioni di una messa cattolica. La considerava un rito sorpassato, una sorta di superstizione primitiva, ma quando il sacerdote pronuncia le parole di Gesù “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto…” il suo cuore viene toccato.
“Ero razionalista, massone e ateo – scrive nel libro –. Non ero neanche battezzato, ma mia moglie Claude era malata e decidemmo di andare a Lourdes. Mentre lei era nelle piscine, il freddo mi costrinse a rifugiarmi nella Cripta, dove assistetti con interesse alla prima Messa della mia vita. Quando il sacerdote, leggendo il Vangelo, disse: ‘Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto’, ebbi uno shock tremendo perché avevo sentito questa frase il giorno della mia iniziazione al grado di Apprendista ed ero solito ripeterla quando, già Venerabile, iniziavo i profani”.
“Nel silenzio successivo sentii chiaramente una voce che mi diceva: ‘Bene, chiedi la guarigione di Claude, ma cosa offri?’. Istantaneamente, e sicuro di essere stato interpellato da Dio stesso, pensai che avevo solo me stesso da offrire. Al termine della Messa, andai in sacrestia e chiesi immediatamente il Battesimo al sacerdote. Questi, stupefatto quando gli confessai la mia appartenenza massonica e le mie pratiche occultiste, mi disse di andare dall'Arcivescovo di Rennes. Quello fu l'inizio del mio itinerario spirituale”.
Da allora Maurice Caillet ha lasciato la Massoneria ed ha compiuto un itinerario di conversione e purificazione. L’entusiasmo per la fede trovata gli ha dato la forza di affrontare e superare le tante difficoltà e minacce che il mondo materialista e la Massoneria gli hanno posto di fronte.
E’ stato minacciato di morte, lo hanno licenziato per motivi inesistenti, hanno cercato di impedirgli di continuare la sua attività di medico, gli hanno messo contro parenti e figlie.
A causa delle minacce vive ora sotto protezione in Spagna, ma la sua storia e testimonianza sta sollevando dalle paure tante vittime della Massoneria e sta generando altre conversioni.
Il libro scritto da Caillet è la descrizione più chiara e dettagliata di come funziona la Massoneria che lui ha frequentato per 15 anni. Tutto viene spiegato: riti, iniziazione, ragioni, finalità, metodo di controllo, corruzione, negoziazione di promozioni agli alti vertici delle aziende, distribuzione illegale di appalti per le opere pubbliche, intimidazione ed eliminazione di personaggi scomodi.
Caillet non cede mai al sensazionalismo né alle teorie cospiratorie, con metodo razionale e argomenti che emergono dalla sua esperienza personale, illustra le meschinità, la bramosia di potere, l’ideologia, e l’ipocrisia di gruppi di persone che si nascondono dietro ad un ridicolo ritualismo sincretista e agnostico.
Altro che ideali umanisti, secondo Caillet, dietro ai principi di liberà, uguaglianza e fraternità, si nasconde un gruppo di persone il cui fine è il raggiungimento del potere e del possesso, cancellando il Dio unico dei Cristiani e proponendo l’adorazione di idoli vari.
Per l’ex Venerabile Maestro, “la Massoneria, in tutte le sue obbedienze, sostiene il relativismo, che colloca tutte le religioni su uno stesso piano. Da ciò si deduce un relativismo morale: nessuna norma morale ha in sé un'origine divina e, quindi, definitiva, intangibile. La sua morale evolve in funzione del consenso delle società”.
A questo proposito nel libro il dott. Caillet racconta che la Massoneria francese è stata determinante per l'introduzione dell'aborto libero in Francia nel 1974.
Tra i responsabili di questa legge l’ex Venerabile Maestro indica Jean-Pierre Prouteau, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, consigliere dell’allora Primo Ministro Jacques Chirac. Il dottor Pierre Simon, Gran Maestro della Grande Loggia di Francia, consigliere di Simone Veil, allora Ministro della Sanità. I politici erano circondati da quelli che venivano chiamati i "Fratelli tre punti", e il disegno di legge sull'aborto venne elaborato rapidamente. I deputati e i senatori massoni di destra e di sinistra votarono all'unanimità.
Secondo Caillet il materialismo e il relativismo morale hanno portato la Massoneria francese a promuovere tutte le leggi che favoriscono il libertinaggio sessuale, il divorzio senza colpa, la contraccezione chimica e meccanica, l’aborto, le unioni civili e omosessuali, la manipolazione degli embrioni, la depenalizzazione delle droghe leggere e la legalizzazione dell’eutanasia.
Nel suo libro “De la vie avant toute autre chose” (Ed. Mazarine) apparso nel 1979 e poi ritirato dalle librerie su indicazione delle autorità massoniche dell’epoca, il Gran Maestro Pierre Simon ha scritto che “è l’intero concetto di famiglia che si sta ribaltando”.
Per la sua storia, l’ex Venerabile Maestro è diventato uno dei maggiori esperti di Massoneria nel mondo cattolico. Nella parte finale del libro, in molte conferenze e nel suo sito (http://www.cailletm.com) Maurice spiega che cosa è la Massoneria e perchè è incompatibile con coloro che credono in Gesù Cristo.
Per non aver più paura e per favorire le conversioni Caillet propone una preghiera che recita ogni giorno: “Padre infinitamente buono, tu vedi nel segreto del cuore e delle logge. Tu sai che molti massoni, persi in una filosofia ingannevole, cercano vane verità. Liberali, Signore, dagli spiriti che li traggono in inganno. Che lo Spirito Santo, lo Spirito di verità, investa la loro intelligenza e il loro cuore e riveli loro la Verità iniziale e filiale, l’alfa e l’omega: Tuo Figlio, Gesù il Cristo, la sua Vita, il suo insegnamento: La Buona novella del Tuo Amore”.
ZI07030210 - 02/03/2007
L'INCOMPATIBILITÀ TRA CHIESA CATTOLICA E MASSONERIA
Risultati di un Convegno tenutosi al Seraphicum di Roma
ROMA, venerdì, 2 marzo 2007 (ZENIT.org).- È possibile il dialogo tra Chiesa Cattolica e massoneria? A questa domanda ha risposto il Convegno tenuto giovedì presso la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura-Seraphicum con la collaborazione del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa).
L’incontro è stato presieduto da monsignor Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica, che ha evidenziato con grande forza che il giudizio della Chiesa Cattolica rimane immutato.
La Chiesa, ha ricordato, ha sempre criticato le concezioni e la filosofia della massoneria, considerandole incompatibili con la fede cattolica, ed ha sempre ritenuto inconciliabile il rapporto con movimenti anticlericali.
L'Ultimo documento ufficiale di riferimento è la “Dichiarazione sulla massoneria” firmata dall’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale Joseph Ratzinger, il 26 novembre 1983.
In esso si afferma l’inconciliabilità della doppia appartenenza di un fedele cattolico a qualsiasi loggia massonica, e nell’eventualità dell’appartenenza lo stato di peccato grave che impedisce di accedere alla Santa Comunione.
A proporre durante il Convegno alcune riflessioni sulle disposizioni del Diritto Canonico è stato padre Zbigniew Suchecki, OFM, docente presso il Seraphicum delle discipline codiciali De normis generalibus, De Ecclesiae munere docendi, De bonis Ecclesiae temporalibus, De sanctionibus in Ecclesia, e De Processibus, come anche del Diritto costituzionale della Chiesa, nonché esperto della massoneria e dei pronunciamenti ecclesiali sul movimento.
Il francescano conventuale ha detto di intravedere la possibilità di un dialogo, ma con la chiara affermazione che il can. 1374 del Codice di Diritto Canonico del 1983 vieta di dare il nome ad associazioni che cospirano contro la Chiesa.
Padre Suchecki ha inoltre sottolineato che “i tentativi di esprimere le verità divine della massoneria sono fondati sul relativismo e non hanno nessuna coincidenza con i fondamenti della fede cristiana”.
L’onorevole Carlo Giovanardi, Presidente della Giunta per le Autorizzazioni e membro della Prima Commissione Affari Costituzionali, ha analizzato la possibilità di un dialogo tra politica e massoneria, da intravedere in un abbandono da parte di quest'ultima della “logica della segretezza e della copertura per convergere su valori autentici” che possano formare una società civile unita su temi come la genetica, la bioetica, la famiglia.
Approfondimenti storici sono stati offerti dal professor Giuseppe Ferrari, Segretario Nazionale del GRIS, che ha sviluppato il tema del dialogo a partire da documenti come la Gaudium et Spes, e “Il Dialogo e l’Annuncio” pubblicato nel 1991 dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, mettendo in luce che benché la massoneria non sia una religione, “bisogna dialogare su principi come vita e opere”, per il miglioramento della società e condannando ogni deriva relativistica.
Al Convegno hanno partecipato diversi esponenti di spicco delle associazioni massoniche, tra cui il Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fabio Venzi.
Tra i relatori il professor Luigi Iammarone, docente della Facoltà, ha approfondito il tema della filosofia massonica e della sua inconciliabilità con la metafisica cristiana.
Sono intervenuti anche il professor Domingo Andrés (Pontificia Università Urbaniana) sugli elementi esoterici che impediscono la visibilità delle associazioni massoniche e il professor Pietro Ameta (Avvocato Rotale), che si è concentrato sulla tutela e l’attenzione da rivolgere ai singoli più che alle associazioni.
Monsignor Gianfranco Girotti ha accennato invece alla recenti adesioni pubbliche di alcuni sacerdoti, dichiaratisi membri della massoneria, ed ha affermato: “Auspico un richiamo iniziale da parte dei loro diretti superiori e non escludo che da parte della Santa Sede possano venire provvedimenti di tipo canonico”.
RIFLESSIONI AD UN ANNO DALLA DICHIARAZIONE DELLA CONGREGAZIONE
PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
INCONCILIABILITÀ TRA FEDE CRISTIANA E MASSONERIA
Il 26 novembre 1983 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicava una dichiarazione sulle associazioni massoniche (cfr AAS LXXVI [1984] 300).
A poco più di un anno di distanza dalla sua pubblicazione può essere utile illustrare brevemente il significato di questo documento.
Da quando la Chiesa ha iniziato a pronunciarsi nei riguardi della massoneria il suo giudizio negativo è stato ispirato da molteplici ragioni, pratiche e dottrinali. Essa non ha giudicato la massoneria responsabile soltanto di attività sovversiva nei suoi confronti, ma fin dai primi documenti pontifici in materia e in particolare nella Enciclica «Humanum Genus» di Leone XIII (20 aprile 1884), il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica. Per Leone XIII esse si riconducevano essenzialmente a un naturalismo razionalista, ispiratore dei suoi piani e delle sue attività contro la Chiesa. Nella sua Lettera al Popolo Italiano «Custodi» (8 dicembre 1892) egli scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all'una significa separarsi dall'altra».
Non si poteva pertanto tralasciare di prendere in considerazione le posizioni della Massoneria dal punto di vista dottrinale, quando negli anni 1970 1980 la S. Congregazione era in corrispondenza con alcune Conferenze Episcopali particolarmente interessate a questo problema, a motivo del dialogo intrapreso da parte di personalità cattoliche con rappresentanti di alcune logge che si dichiaravano non ostili o perfino favorevoli alla Chiesa.
Ora lo studio più approfondito ha condotto la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede a confermarsi nella convinzione dell'inconciliabilità di fondo fra i principi della massoneria e quelli della fede cristiana.
Prescindendo pertanto dalla considerazione dell'atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, con la sua dichiarazione del 26.11.83, ha inteso collocarsi al livello più profondo e d'altra parte essenziale del problema: sul piano cioè dell'inconciliabilità dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali.
A partire da questo punto di vista dottrinale, in continuità del resto con la posizione tradizionale della Chiesa, come testimoniano i documenti sopra citati di Leone XIII, derivano poi le necessarie conseguenze pratiche, che valgono per tutti quei fedeli che fossero eventualmente iscritti alla massoneria.
A proposito dell'affermazione sull'inconciliabilità dei principi tuttavia si va ora da qualche parte obiettando che essenziale della massoneria sarebbe proprio il fatto di non imporre alcun «principio», nel senso di una posizione filosofica o religiosa che sia vincolante per tutti i suoi aderenti, ma piuttosto di raccogliere insieme, al di là dei confini delle diverse religioni e visioni del mondo, uomini di buona volontà sulla base di valori umanistici comprensibili e accettabili da tutti.
La massoneria costituirebbe un elemento di coesione per tutti coloro che credono nell'Architetto dell’Universo e si sentono impegnati nei confronti di quegli orientamenti morali fondamentali che sono definiti ad esempio nel Decalogo; essa non allontanerebbe nessuno dalla sua religione, ma al contrario costituirebbe un incentivo ad aderirvi maggiormente.
In questa sede non possono essere discussi i molteplici problemi storici e filosofici che si nascondono in tali affermazioni. Che anche la Chiesa cattolica spinga nel senso di una collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, non è certamente necessario sottolinearlo dopo il Concilio Vaticano II. L'associarsi nella massoneria va tuttavia decisamente oltre questa legittima collaborazione e ha un significato ben più rilevante e determinante di questo.
Innanzi tutto si deve ricordare che la comunità dei «liberi muratori» e le sue obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente impegnativo. La rigida disciplina dell'arcano che vi domina rafforza ulteriormente il peso dell'interazione di segni e di idee. Questo clima di segretezza comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote.
Anche se si afferma che il relativismo non viene assunto come dogma, tuttavia si propone di fatto una concezione simbolica relativistica, e pertanto il valore relativizzante di una tale comunità morale-rituale lungi dal poter essere eliminato, risulta al contrario determinante.
In tale contesto, le diverse comunità religiose, cui appartengono i singoli membri delle Logge, non possono essere considerate se non come semplici istituzionalizzazioni di una verità più ampia e inafferrabile. Il valore di queste istituzionalizzazioni appare, quindi, inevitabilmente relativo, rispetto a questa verità più ampia, la quale si manifesta invece piuttosto nella comunità della buona volontà, cioè nella fraternità massonica.
Per un cristiano cattolico, tuttavia, non è possibile vivere la sua relazione con Dio in una duplice modalità, scindendola cioè in una forma umanitaria - sovraconfessionale e in una forma interna - cristiana. Egli non può coltivare relazioni di due specie con Dio, né esprimere il suo rapporto con il Creatore attraverso forme simboliche di due specie. Ciò sarebbe qualcosa di completamente diverso da quella collaborazione, che per lui è ovvia, con tutti coloro che sono impegnati nel compimento del bene, anche se a partire da principi diversi. D'altronde un cristiano cattolico non può nello stesso tempo partecipare alla piena comunione della fraternità cristiana e, d'altra parte, guardare al suo fratello cristiano, a partire dalla prospettiva massonica, come a un «profano».
Anche quando, come già si è detto, non vi fosse un'obbligazione esplicita di professare il relativismo come dottrina, tuttavia la forza relativizzante di una tale fraternità, per la sua stessa logica intrinseca ha in sé la capacità di trasformare la struttura dell'atto di fede in modo così radicale da non essere accettabile da parte di un cristiano, «al quale cara è la sua fede» (Leone XIII).
Questo stravolgimento nella struttura fondamentale dell'atto di fede si compie, inoltre, per lo più, in modo morbido e senza essere avvertito: la salda adesione alla verità di Dio, rivelata nella Chiesa, diviene semplice appartenenza a un'istituzione, considerata come una forma espressiva particolare accanto ad altre forme espressive, più o meno altrettanto possibili e valide, dell'orientarsi dell’uomo all’eterno.
La tentazione ad andare in questa direzione è oggi tanto più forte, in quanto essa corrisponde pienamente a certe convinzioni prevalenti nella mentalità contemporanea. L'opinione che la verità non possa essere conosciuta è caratteristica tipica della nostra epoca e, nello stesso tempo, elemento essenziale della sua crisi generale.
Proprio considerando tutti questi elementi la Dichiarazione della S. Congregazione afferma che la Iscrizione alle associazioni massoniche «rimane proibita dalla Chiesa» e i fedeli che vi si iscrivono «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione».
Con questa ultima espressione, la S. Congregazione indica ai fedeli che tale iscrizione costituisce obiettivamente un peccato grave e, precisando che gli aderenti a una associazione massonica non possono accedere alla Santa Comunione, essa vuole illuminare la coscienza dei fedeli su di una grave conseguenza che essi devono trarre dalla loro adesione a una loggia massonica.
La S. Congregazione dichiara infine che «non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche, con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito». A questo proposito il testo fa anche riferimento alla Dichiarazione del 17 febbraio 1981, la quale già riservava alla Sede Apostolica ogni pronunciamento sulla natura di queste associazioni che avesse implicato deroghe alla legge canonica allora in vigore (can. 2335).
Allo stesso modo il nuovo documento, emesso dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede nel novembre 1983, esprime identiche intenzioni di riserva relativamente a pronunciamenti che divergessero dal giudizio qui formulato sulla inconciliabilità dei principi della massoneria con la fede cattolica, sulla gravità dell'atto di iscriversi a una loggia e sulla conseguenza che ne deriva per l’accesso alla Santa Comunione. Questa disposizione indica che, malgrado la diversità che può sussistere fra le obbedienze massoniche, in particolare nel loro atteggiamento dichiarato verso la Chiesa, la Sede Apostolica vi riscontra alcuni principi comuni, che richiedono una medesima valutazione da parte di tutte le autorità ecclesiastiche.
Nel fare questa Dichiarazione, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede non ha inteso disconoscere gli sforzi compiuti da coloro che, con la debita autorizzazione di questo Dicastero, hanno cercato di stabilire un dialogo con rappresentanti della Massoneria. Ma, dal momento che vi era la possibilità che si diffondesse fra i fedeli l'errata opinione secondo cui ormai la adesione a una loggia massonica era lecita, essa ha ritenuto suo dovere far loro conoscere il pensiero autentico della Chiesa in proposito e metterli in guardia nei confronti di un'appartenenza incompatibile con la fede cattolica.
Solo Gesù Cristo è, infatti, il Maestro della Verità e solo in Lui i cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli.
Altri momenti dell'evento
Roma 17 settembre 2011
(Adnkronos)
Massoneria: 21.310 iscritti, numeri e Logge del GOI
Prosegue la crescita e il radicamento sul territorio del Grande Oriente d'Italia. Al 31 luglio, gli iscritti all'Obbedienza guidata dal 1999 dal Gran Maestro, Gustavo Raffi, sono 21.310. I Maestri sono 15.652; 2.614 i Compagni d'arte e 3.044 gli Apprendisti, suddivisi in 757 Logge da Nord a Sud del Paese, cui si aggiungono le tre Logge albanesi 'Arderia', 'Schanderberg' e 'Antichi doveri'. "Alle porte del Tempio - spiega una nota di Palazzo Giustiniani - bussano ogni mese centinaia di giovani. Un risultato che premia il lavoro di squadra della Gran Maestranza, della Giunta del G.O.I. e la fondamentale opera svolta sul territorio dalle Logge. La strada della bellezza si radica nei cuori e si conferma un percorso necessario per gli uomini del dubbio che vivono e lottano in nome della verità".
(AdnKronos) 17 SET 2011
LA NATURA AMBIGUA DELLA MASSONERIA... UNA CHIESA DI NOME G.O.I.
LEGGENDO IN RETE IL SITO UFFICIALE DEL GRAND' ORIENTE D'ITALIA, MI SONO IMBATTUTO NELLA PRESENTAZIONE DEL LORO STATUTO IDENTITARIO...MAI LETTA ROBA PIU' AMBIGUA IN VITA MIA...
IDENTITA':
- La Massoneria del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani è un Ordine iniziatico i cui membri operano per l'elevazione morale e spirituale dell'uomo e dell'umana famiglia.
- La natura della Massoneria e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale.
E FINO A QUI NULLA DA DIRE...
- Essa lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilità delle proprie opinioni religiose, ma nessuno può essere ammesso in Massoneria se prima non abbia dichiarato esplicitamente di credere nell'Essere Supremo.
E QUI INIZIANO LE CONTRADDIZIONI...
NEL SENSO CHE VA BENE, MASSIMO RISPETTO PER LE CREDENZE RELIGIOSE NELLA LORO DIVERSITA', MA PERCHE' PER ESSERE AMMESSI NEL SALOTTO BUONO BISOGNA ADDIRITTURA CREDERE NELL'ESSERE SUPREMO???
E CHI SAREBBE QUESTO FANTOMATICO ESSERE SUPREMO???
DITE VOI SE QUESTA NON E' RELIGIONE AL CUBO, PEGGIO, MOLTO PEGGIO DI QUELLA CHE SOLO A PAROLE FINGONO DI COMBATTERE, ALMENO IL CRISTIANESIMO NELLA SUA TRAGEDIA PARLAVA DI TRADIZIONI MILLENARIE, DI FEDE, DI AMORE VERSO UN DIO... ASPETTI RELIGIOSI CHE IO ABORRO, MA CHE RITENGO ALMENO GIUSTIFICANTI NEL PROCESSO DI FIDEISMO INDIVIDUALE E COLLETTIVO VERSO UN DOGMA, INSOMMA NEL CRISTIANESIMO A TORTO O A RAGIONE ESISTEVANO DEI PRESUPOSTI PER CREDERE AD UN'ENTITA' SUPREMA...
INVECE NEL GOI, SUCCEDE CHE L'INCREDIBILE ED AMBIGUO STATUTO, SI DEFINISCA LAICO MA PER ESSERE UN FRATELLO SI DEBBA, A PRESCINDERE E SENZA MOTIVO APPARENTE, CREDERE NELL' ESSERE SUPREMO, CHE POI E' IL DIO DELLE RELIGIONI...
QUINDI IN CHE SENSO SI DEFINISCE ANTITETICA ALLA CHIESA ED ALLA RELIGIONE, SOLO NEGLI ASPETTI ESTERIORI???
IN REALTA', COME SPESSO AMO AFFERMARE, ESSO E' COMPLEMENTARE AD ESSA, NON SOLO PERCHE' A LIVELLO OCCULTO CONDIVIDA AFFARI ED INTERESSI ECONOMICI, COME LA STORIA MODERNA CI HA AMPIAMENTE MOSTRATO CON LA COMMISTIONE P2 (COSTOLA DEL GOI) ED OPUS DEI, GESUITI E VATICANO ED OGGI CON CL, MA PERCHE' DI FATTO, PER STATUTO, AFFERMA CHE PER ESSERE MASSONE DEVI, RIPETO DEVI ESPLICITAMENTE CREDERE NELL'ESSERE SUPREMO...
QUINDI TRATTASI DI UNA CHIESA, PIU' MODERNA RISPETTO A QUELLA CLASSICA, DOVE IL FIDEISMO E' MOLTIPLICATO ALL'ENNESIMA POTENZA, DOVE GLI ASPETTI RELIGIOSI E DOGMATICI SONO AMPLIFICATI ANCHE SE CELATI DA UN FASULLO LAICISMO DI FACCIATA, MENTRE GLI ASPETTI DI SPIRITUALITA', QUINDI DI CONTENUTO, RESI ESOTERICI E NON EXOTERICI...
MOLTO PEGGIO DELLA CHIESA E LA MIA CRITICA E' OVVIAMENTE IN SENSO LAICISTA ED A SINISTRA...
MA QUALI VALORI DELL'ESSERE SUPREMO...
MA PER FAVORE !!!
- La Massoneria non è una religione né intende sostituirne alcuna: non pratica riti religiosi, non valuta le credenze religiose, non si occupa di nessun tema teologico, non consente ai propri membri di discutere in Loggia in materia di religione.
APPUNTO, DICE DI NON ESSERE UNA RELIGIONE, MA PRETENDE LA CREDENZA IN UN ESSERE SUPREMO, RETTILIANO???:-)... OLTRETUTTO LA RELIGIONE PER DEFINIZIONE E' LA CREDENZA ALL'ESSERE SUPREMO, QUINDI UNA CONTRADDIZIONE DOPO L'ALTRA, O MEGLIO UNA MENZOGNA DOPO L'ALTRA...
- La Massoneria lavora con propri metodi, mediante l'uso di Rituali e di simboli coi quali esprime ed interpreta i princìpi, gli ideali, le aspirazioni, le idee, i propositi della propria essenza iniziatica.
E QUI POSSIAMO ACCETTARE IL CONCETTO, ANCHE SE I SUOI RITI, SACRIFICALI??? :-) NON VENGONO MENZIONATI... MAH
- Essa stimola la tolleranza, pratica la giustizia, aiuta i bisognosi, promuove l'amore per il prossimo e cerca tutto ciò che unisce fra loro gli uomini ed i popoli per meglio contribuire alla realizzazione della fratellanza universale.
ANCHE QUI STESSO DISCORSO CHE FA LA CHIESA CATTOLICA, CON LA DIFFERENZA CHE UNA PARTE DELLA CHIESA AIUTA REALMENTE I BISOGNOSI, MENTRE I LORO BISOGNOSI SONO SOLO E SEMPRE I FRATELLI INGUAITI IN LOSCHI AFFARI, COME LE CRONACHE HANNO MOSTRATO ANCHE ULTIMAMENTE...
MA QUALI BISOGNOSI, I CASSINTEGRATI??? I DISOCCUPATI??? NOI??? MA PER FAVORE, QUANTA IPOCRISIA... L'AMORE PER IL PROSSIMO??? AHAHAH...
L'AMORE PER GELLI E SIMILARI...
CARO LICIO TI AMO TANTO E LE TUE POESIE SONO PURE BELLE...:-)
- La Massoneria afferma l'alto valore della singola persona umana e riconosce ad ogni uomo il diritto di contribuire autonomamente alla ricerca della Verità. Essa inizia soltanto uomini di buoni costumi, senza distinzione di razza o di ceto sociale.
UN'ALTRA MENZOGNA, IN TEORIA LORO AFFERMANO QUESTO, MA IN PRATICA NEL GOI NON CREDO CI SIANO AFFILIATI BARBONI O OPERAI, POVERETTI E PENSIONATI CON LA MINIMA... E POI DICIAMOLO, QUANTI UOMINI FRATELLI DI COLORE CI SONO NEL GOI??? QUANTI???
MA QUALI RAZZE E E CETI SOCIALI... :-)
- I Lavori di Loggia sono di natura strettamente riservata, ma non segreta.
INSOMMA, L'UNICO DOGMA E' QUELLO DI ESSER ETERNAMENTE AMBIGUI SU TUTTO, DA UN LATO AFFERMANO CHE NON SONO UNA SOCIETA' DI NATURA SEGRETA PER APPARIRE BUONI E DEMOCRATICI, MA PERO' SONO TALMENTE RISERVATI DA ESSERE SEGRETISSIMI... INSOMMA, UN COLPO AL CERCHIO L'ALTRO PURE, LA BOTTE SEMPRE PIENA A PRESCINDERE
- Il Massone è tenuto ad osservare scrupolosamente la Carta Costituzionale dello Stato nel quale risiede o che lo ospita e le leggi che ad essa si ispirino.
- La Massoneria non permette ad alcuno dei suoi membri di partecipare o anche semplicemente di sostenere od incoraggiare qualsiasi azione che possa turbare la pace e l'ordine liberamente e democraticamente costituito della società.
FALSO, E' VERO OVVIAMENTE L'ESATTO CONTRARIO, VEDERE STORIA DELLA P2, NATA ALL'INTERNO DEL GOI, NATA DA TRAME ATLANTISTE PER DESTABILIZZARE ERGO, STABILIZZARE IL SISTEMA SEMPRE PIU' A DESTRA, E CI SONO PURE RIUSCITI... EPPOI, DICIAMOCELO, COSA SERVIREBBE UNA SOCIETA' SEGRETA CHE CONTROLLA ECONOMIA E POLITICA SE NON A FARE GLI INTERESSI DI UNA ELITE???
SONO PER DEFINIZIONE OCCULTI E LAVORANO IN QUESTO SENSO...
- I Massoni hanno stima, rispetto e considerazione per le donne. Tuttavia, essendo la Massoneria l'erede della Tradizione Muratoria operativa, non le ammette nell'Ordine.
ANCORA, W L'AMBIGUITA' E LA DOPPIEZZA, MA VOI VI FIDERESTE DI UNO CHE AFFERMMA TUTTE STE ROBE, PERCHE' TANTE CONTRADDIZIONI???
SI, AMIAMO TANTO LE DONNE, MA DATO CHE LA TRADIZIONE LE VUOLE FUORI DAL TEMPIO, NON SONO AMMESSE NELL'ORDINE...
INSOMMA ANCORA COME I CATTOLICI...MA ANCHE PIU' ANTIPATICI E FINTI :-)
- Ogni membro, al fine di rendere sacri i propri impegni, deve aver prestato Solenne Promessa sul Libro della Legge da esso ritenuta Sacra.
INSOMMA, ECCO UNA NUOVA BIBBIA IN CUI CREDERE, NON NE AVEVAMO AVUTO ABBASTANZA DI QUELL'ALTRA, CI RIFILANO QUESTA NUOVA BIBBIA IN SALSA PICCANTE, REPLICANDO CONCETTUALMENTE TUTTI I DIFETTI DELLA TRADIZIONE RELIGIOSA NEI SUOI ASPETTI DOGMATICI PIU' ESTERIORI E FORMALI, UN CROGIUOLO DI FORMALITA' E LIMITAZIONI CHE TI FANNO COME MINIMO VENIRE L'ORTICARIA... INSOMMA, SONO PROPRIO ANTIPATICI...
MA NON DITELO IN GIRO, SONO PERMALOSISSIMI, A DIFFERENZA DEI CATTOLICI, CHE POI LO SONO ANCHE MOLTI DI LORO, SI OFFENDONO...
LA NUOVA CHIESA E' GIUNTA TRA NOI, FRATELLI...
MA PER ESSERE AMMESSI DOVETE CREDERE... CREDERE E ANCORA CREDERE...
OBBEDIRE E COMBATTERE...
HASTA LUEGO
Massimo Introvigne Biografia
Massimo Introvigne
Bibliografia
Alleanza Cattolica
aree tematiche
Materiali sulla massoneria
Chiesa e massoneria: una lunga storia di incompatibilità
Il rapporto tra le due istituzioni viene osservato da monsignor Negri attraverso la lettura del fenomeno dei “liberi muratori” fatta dal magistero dei Papi
GIACOMO GALEAZZI
CITTA’DEL VATICANO
Tonaca e compasso. Quello dei rapporti tra cristianesimo e massoneria è un nodo autenticamente «ecumenico». Non solo la Chiesa cattolica, infatti, ha secolari difficoltà con i «liberi muratori» ma anche le altre confessioni cristiane, al punto che nel 2003 l’arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra, Rowan Williams, appena divenuto capo spirituale degli Anglicani, è stato costretto a scusarsi con i 330mila massoni del Regno Unito per aver dichiarato che le loro convinzioni sono incompatibili con l’essere cristiani e per aver affermato che lui stesso li ha esclusi dai posti di responsabilità nella sua diocesi. E’ stata tale la levata di scudi della massoneria britannica che il primate Rowan Williams ha scritto a Robert Morrow, il Gran Segretario della Grande Loggia Unita d’Inghilterra, nel tentativo di gettare acqua sul fuoco delle polemiche scatenate dalla sua dichiarazione di incompatibilità tra massoneria e cristianesimo.
Nel suo messaggio l’arcivescovo di Canterbury si scusa per il «dispiacere» che ha provocato con le sue parole e rivela che suo padre «faceva parte della Corporazione». I massoni, molti dei quali sono membri attivi della Chiesa d’Inghilterra, hanno reagito animatamente al fatto che il primate abbia riconosciuto di avere dubbi, timori e pregiudizi circa la compatibilità tra massoneria e cristianesimo e hanno protestato per la sua ammissione che, da vescovo di Monmouth, aveva bloccato la promozione di massoni ad incarichi di rilievo. Le sue dichiarazioni critiche sulla massoneria erano contenute in una lettera privata parzialmente rivelata dai mass media del regno Unito proprio mentre Downing Street confermava l’avvenuta nomina di Rowan Williams a capo della Chiesa d’Inghilterra. I successivi tentativi dei suoi collaboratori di attenuare il clamore causarono soltanto ulteriori polemiche. Un portavoce, infatti, affermò che l’arcivescovo di Canterbury era preoccupato per la componente rituale della massoneria, che veniva vista come «satanicamente ispirata».
Nella Chiesa cattolica non accade spesso che un presule parli pubblicamente di Massoneria. Ancora più sorprendente è che a farlo sia un esponente in vista della gerarchia ecclesiastica come monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro e presidente della fondazione internazionale "Giovanni Paolo II" per il magistero sociale della Chiesa. Nel novembre 2007 l'occasione per l'esternazione venne offerta al presule ciellino, già strettissimo collaboratore di don Luigi Giussani, da un libro della storica del Risorgimento, Angela Pellicciari intitolato "I Papi e la massoneria" (Edizioni Ares, 2007, pp. 320). Nella prefazione al saggio, il vescovo Negri si dichiara lieto di introdurre "questa significativa e utile fatica" di Angela Pellicciari, definendo il suo libro "una rilettura estremamente intelligente e documentata del magistero dei papi negli ultimi secoli sul problema, quanto mai annoso e attuale, della massoneria e della sua azione disgregativa della Chiesa e della cristianità". Alla base, sottolinea il presule ciellino, ci sono gli interventi che i sommi pontefici, negli ultimi due secoli e mezzo hanno fatto, "tenendo costantemente il passo con l'accrescersi, nella vita della cultura e della società, del progetto massonico e dei tentativi di partecipare in maniera egemonica alle grandi rivoluzioni laiciste, cominciando da quella francese e concludendo, ormai è una cosa sufficientemente chiara, con la rivoluzione del 1917 in Russia".
La cosa che evidenzia monsignor Negri in questo abbondante magistero è la profondità della lettura che i papi hanno fatto della vicenda massonica e nei suoi fondamenti ultimi: antropologici, metafisici, culturali, etici. Una lettura che ha seguito, passo a passo, l'evolversi della massoneria andando fino in fondo ai presupposti, molte volte anticipando gli esiti che, sul piano della vita della società e del rapporto con la Chiesa si sono poi, di fatto, realizzati. "Con perfetta coerenza e secondo la logica della continuità (quella che papa Benedetto XVI chiama l'ermeneutica della evoluzione) si può constatare come la Chiesa non abbia ceduto, neanche un momento, a nessuna tentazione concordistica o irenistica - sottolinea monsignor Negri -. La massoneria è un nemico della Chiesa; nasce con questa inimicizia e persegue la realizzazione di questa inimicizia con la distruzione della Chiesa e della civiltà cristiana e con la sostituzione a essa di una cultura e di una società sostanzialmente ateistica, anche quando fa riferimento all'architetto dell'universo".
A giudizio di monsignor Negri è fuori discussione che si tratti di un riferimento a un valore pensato e concepito all'interno di una mentalità razionalistica e illuministica. Per affrontare il nodo mai sciolto delle relazioni più o meno occulte tra gerarchie ecclesiastiche e "liberi muratori" occorre risalire al rapporto fra Chiesa e modernità. "Non è la Chiesa a essere antimoderna, ma è la modernità ad essere antiecclesiale - sostiene il vescovo Negri -. La modernità è antiecclesiale e il punto di attacco massimo all'ecclesialità è proprio rappresentato dalla massoneria che, in quanto elemento segretamente connotato e dinamicamente lanciato alla creazione di una civiltà alternativa a quella che nasce dalla fede, rappresenta, a mio modo di vedere, l'elemento radicale della modernità".
Nella massoneria, infatti, la modernità esprime il massimo di chiarezza e d'identità e, secondo il vescovo ciellino, raccoglie anche il massimo di impatto culturale e sociale. La questione dei rapporti Chiesa-massoneria è da contestualizzare, perciò, nella grande vicenda della Chiesa di fronte al progetto laicistico moderno, contemporaneo. "In pratica si tratta di un contrappunto molto singolare alla Dottrina sociale della Chiesa, nel senso che questo magistero contro la massoneria, in qualche modo, è già indicatore di tematiche fondamentali che poi la Dottrina sociale della Chiesa affronterà e dispiegherà lungo tutte le articolazioni che il progetto laicistico assumerà, nel corso della fase moderna e contemporanea", puntualizza Negri, secondo il quale la massoneria ha trovato la sua forza certamente nella segretezza, nella capacità di individuare e assimilare a sé leadership di uomini incondizionatamente obbedienti alle sue direttive, nonché nell'abilità che ha avuto di influire su strati sempre più larghi della cultura e dei vertici della vita civile e istituzionale. Cioè, la massoneria ha rappresentato strategicamente un punto di attacco, non soltanto ai princìpi, ma anche alla mentalità di coloro che astrattamente avrebbero dovuto ergersi a baluardo di questi princìpi tradizionali e che, invece, sono diventati totalmente funzionali al fenomeno erosivo della tradizione e rivoluzionario nei confronti di essa. "Anche questa è una intuizione che sostiene il magistero dei papi sulla massoneria - sostiene Negri -. I papi sono concordi nell'indicare, anche con diverse angolature, che la massoneria sta conquistando, lentamente ma inesorabilmente, anche coloro che avrebbero dovuto difendere tutta la ricchezza, la verità e la bellezza della posizione tradizionale".
Inoltre, "non solo la massoneria ha conquistato le avanguardie rivoluzionarie in Europa e nel mondo ma, soprattutto, ha fortemente condizionato i regimi che, scaturiti da queste rivoluzioni di carattere massonico-liberali, sarebbero sfociati nei grandi sistemi totalitari". Il vescovo ciellino dà voce alla convinzione fortemente radicata nelle gerarchie ecclesiastiche di orientamento più «identitario» che esista certamente una presenza molto grave e inquietante, ormai largamente documentata, di tanti affiliati massoni all'interno dei grandi sistemi totalitari e con responsabilità di primo piano".
Nel mirino di monsignor Negri e dell'ala più tradizionalista dell'episcopato internazionale finisce "tutta una vulgata diffusa ad arte, anche da certe personalità ecclesiastiche, sul cambiamento della posizione della Chiesa nei confronti della massoneria" e di quanti sostengono, addirittura che sarebbe auspicabile una collaborazione fra la Chiesa e la massoneria poiché, in fondo, hanno un campo comune, quello della beneficenza, delle iniziative solidaristiche che sono, evidentemente, perseguite con connotazioni diverse per confluire in unico progetto: il benessere dell'umanità. Rivela monsignor Negri: "Mi è accaduto di sentire di persona per bocca di un altissimo rappresentante della chiesa italiana affermazioni simili che però non hanno alcun fondamento. Nessuno che voglia affrontare seriamente la questione Chiesa-massoneria può fermarsi a questa superficialità che, se è intollerabile per tutti, è ancora più intollerabile per i rappresentanti della comunità ecclesiastica".
