Da sempre e in ogni luogo, la religiosità popolare si mostra interessata a fenomeni e fatti straordinari, spesso connessi con rivelazioni private. Pur non circoscrivibile al solo ambito della pietà mariana, è questa ad essere particolarmente toccata a motivo di “apparizioni” e relativi “messaggi”.
Valga, al riguardo, quanto ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica: «Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di “migliorare” o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo e dei suoi Santi alla Chiesa» (n. 67). [*]
Fonte:
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20020513_vers-direttorio_it.html#Capitolo III
____________________________
[*] Sull’argomento si veda l’intervento di J. RATZINGER, Commento teologico, in CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2000, pp. 32-44
Orbene, centinaia sono i casi di apparizioni bocciati e bollati come falsi solo negli ultimi cinquant’anni, tuttavia, c’è chi continua a dichiarare di vedere Gesù, la Madonna, santi e angeli, richiamando nei propri luoghi folle di fedeli disperati, molte volte alla ricerca di un miracolo o di una grazia: in tali contesti la prudenza della Chiesa è massima e spesso tutto questo procura nei fedeli disorientamento, confusione, smarrimento e turbamento a motivo di manifestazioni che la Chiesa non ha ancora riconosciuto come veritiere e che difficilmente approverà in futuro.
ALBINO REALE
LO STIGMATIZZATO
DI ISOLA DEL LIRI
Storia
Albino Reale nasce il 4 marzo del 1920 ad Arpino in provincia di Frosinone. “Sarà il primo di cinque figli nati da genitori di umili origini”. Frequenta le scuole elementari e, secondo quando si apprende [1] “… passa direttamente dalla seconda alla quarta, perché si e notato che il ragazzino è molto intelligente ed apprende con facilità; frequenta e finisce la quinta ma non gli è possibile continuare gli studi, con grande rammarico della maestra; le condizioni economiche della sua famiglia non glielo permettono. Non gli resta altro che imparare un mestiere e presto si troverà ad apprendere l'arte del calzolaio”.
All’età di quindici anni viene assunto presso le Cartiere C.R.D.M. di Isola del Liri dove lavorerà per cinque anni. A vent’anni, allo scoppio della seconda guerra mondiale:
“… partecipa a due fronti, precisamente al fronte Occidentale, ed in seguito, al fronte greco-albanese”.[2]
Durante questo periodo, all’età di 18 anni, Albino Reale conosce Lidia di tre anni più giovane di lui che sposerà il 1° febbraio del 1945 nella chiesa parrocchiale di Carnello (Fr). Dal loro matrimonio nacquero “… due figlie: Pia e Santina”.[3]
Nel marzo del 1957, in località San Vincenzo Roveto (Aq) ma appartenente alla Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, incontra Filomena [Mea] Carnevale [4]
“…una ragazza, … già in odore di santità, annunciava ad Albino Reale qualcosa di sconvolgente. È l'annuncio del martirio, che Mea fa ad Albino, ma è anche l'annuncio della beatitudine, delle estasi”. ” … "Tu diventerai come me" gli dice Mea. "Tu sarai come me, intendendo dire, con questo: tu avrai le mie pene e le mie gioie; tu avrai le mie stesse ferite; tu compirai gli stessi prodigi; tu aiuterai e guarirai molta gente; tu porterai molti uomini sul sentiero di Dio".
Questo il messaggio di Mea: "ventinove anni passeranno, ventinove lunghi anni, con i loro piaceri e le loro tribolazioni. E poi il sangue, le stigmate. E il Signore sarà con te, il Signore sarà in te". … [5]
Albino Reale mantenne il segreto in tutti questi anni ma la sua mente andava sempre a quell’annuncio che Mea gli aveva trasmesso e continuava a ripetersi:
“Uno stigmatizzato? Un mistico? Un taumaturgo che poteva compiere gli stessi prodigi che compiva Mea, una donna che molti ormai tenevano per santa? Lui? Ma era padre di due figlie, lui, aveva una moglie, una sua normale vita matrimoniale e familiare. Possibile che Dio avesse scelto un uomo qualsiasi, senza l'abito talare, e che per giunta aveva fatto la guerra?
No, tutto questo non era possibile, non era credibile, eppure... eppure... la "santa" era così sicura del fatto suo, gliel'aveva predetto senza mezze parole, senza tentennamenti, con una voce che - egli lo intuiva, egli lo sapeva - poteva essere la voce stessa del Cristo. Per tanti lustri, egli portò la croce del dubbio, della paura, e nello stesso tempo della speranza”. [6]
E' il 7 agosto 1983 quando accadde qualcosa che sconvolse la vita di Albino:
“È il giorno del flusso di sangue, durante la messa celebrata da don Valerio; d'un flusso che non è ancora una delle oblazioni d'ogni venerdì, che non nasce ancora dalle piaghe, ma che scorre e dilaga perché l'anima laica e profonda vi si possa immergere per riemergere poi mondata e pura. È il primo giorno di una nuova avventura”. [7]
Nel febbraio del 1984 Albino si reca a Gallinaro (Fr) presso la “cappellina del Gesù Bambino”
e qui:
“sviene e rimane in quella condizione per due ore, senza che, al risveglio, sappia dire con certezza che cosa sia accaduto”. [8]
Il 9 dicembre 1985 sarà una data fondamentale per Albino Reale:
“fiumi di raggi sovrannaturali, pomi di luce vengono tesi tra ciclo e terra per lui. per molli giorni, finché, la notte del 27 maggio 1986, gli appare finalmente Gesù. L'incontro è meraviglioso, poetico, e folgorante.
Albino è addormentato. "Figlio, figlio mio, svegliati! È l'ora del nostro primo colloquio".
La voce di Gesù lo fa destare di soprassalto. Dapprima ha paura, ma poi le parole del Maestro lo rassicurano: "Figlio mio, del mio amato cuore, Albino, per volontà del Padre Celeste, tu sei stato chiamato a portare avanti una grande missione: quella di riportare gl'increduli all'ovile".
Egli si sente rasserenato, ma per poco. Subito un pensiero gli passa per la mente, gli folgora l'anima. Gesù gli sta chiedendo nientemeno che dev'essere come crocifisso: come Lui. Come Lui, conoscerà il dolore; come Lui avrà il corpo martoriato; come Lui, come il Nazzareno da due millenni, dovrà avere le mani e i piedi feriti come se fossero stati trafitti dai chiodi.
Albino è spaventalo ora; la sua risposta è netta, negativa e iterata: "...No! . . . no!... no".
"No, no" ripete ossessivamente, tutte le notti, angosciosamente, ostinatamente, fino alla notte del 25 Luglio, quando si piega e si inchina alla volontà del Padre.
Ecco allora che all'inizio della quaresima, si aprono le ferite nel suo corpo: alle mani, ai piedi, al costato. Come erano state procurate all'uomo di Nazareth, appeso alla sua croce. Come si erano aperte a Mea, tanti anni prima.
E nel mese di maggio, dedicato a Maria si richiudono.
È Lei stessa, la madre di Gesù, la Madre dolente del Cristo crocifisso, che gli dice:
"In questo mese dedicato a Maria, le ferite ti vengono levate",
e il 14 giugno del 1988, glielo confermerà Gesù.
Sono le 15,45, Gesù si avvicina ad Albino, gli fa un segno di croce sulla mano sinistra e gli dice:
"Questa resta per sempre, escluso il mese di maggio!" E la ferita, la croce impressagli dal Cristo stesso, la vistosa croce dell'espiazione e della speranza, ogni venerdì si apre. [9]
Un ruolo importante occupa la moglie di Albino: Lidia
Fin dal 9 dicembre 1985 decise di restagli accanto condividendo la missione che Dio aveva affidato al marito, trascrivendo e raccogliendo:
“i suoi messaggi celesti quando Albino andava in estasi”
e prendendosi cura di lui quando:
“… subiva i ripetuti attacchi del demonio. Però fu solo dopo alcuni anni, ed esattamente nel 1991, che anche Lidia entrò a far parte di quei misteri.
Lidia non ha avuto né le stimmate, né le estasi. Ma con il dono datele dal Padre Celeste, è stata di grande aiuto ad Albino. Insieme hanno lavorato incessantemente, attraverso l'imposizione delle mani sulle centinaia di pellegrini che hanno affollato la loro casa chiedendo aiuto, e che continuano ad arrivare, sempre più numerosi, per avere sollievo dalle loro sofferenze e per chiedere, attraverso l'intercessione di Albino, grazie di ogni genere”. [10]
Tutto questo fino al 25 gennaio 1994 quando, dopo lunga e sofferta malattia:
“…il Signore ha voluto caricare Albino di ulteriori sofferenze, soprattutto spirituali, chiamando a sé la "eletta Lidia". A nominarla "eletta" fu il Padre Celeste, attraverso i tanti messaggi dati ad Albino, nei quali si diceva che anche Lidia aveva ottenuto il dono di poter guarire con l'imposizione delle mani”. [11] (Sottolineatura nostra)
“Ma il Signore, nella Sua bontà, in questa sua missione mondiale, ha voluto mettere, al posto della consorte Lidia, la primogenita Pia (e questo dal Settembre del 1995), mandandogli il dono delle stimmate interne ed anche le visioni, che ha maggiormente quando viene chiamata in estasi”.[12] (Sottolineatura nostra)
Oggi, [2010] Albino Reale ha 90 anni:
“A vederlo, se lo sguardo non vi cadesse subito sulle mani, dove incontrereste, sul dorso della destra, una strana crosta e sul dorso della sinistra, una grande e perfetta croce, non lo prendereste per un mistico, ma per un bravo e tranquillo signore, semplice ed affabile. Niente di teatrale in lui, niente di esteriore, niente di ieratico, né il linguaggio vi sembrerà in contrasto con l'aspetto riservato e sereno. Un uomo normale dunque, un uomo tra i tanti. Ma non è che l'aspetto, appunto, perché la croce inquietante sul dorso della mano sinistra, vi farebbe comprendere subito che avete a che fare con una persona insolita, dotata di virtù inconsuete, alla quale ben presto, chiederete una grazia.
Lasciamo parlare quei documenti - preziosi - che Albino conserva.
Si tratta delle testimonianze rese dalle persone che hanno ricevuto da lui una grazia, testimonianze non prive, spesso, dei certificati dei medici che hanno dovuto constatare come certe malattie siano inspiegabilmente, ma incontestabilmente scomparse.
Si tratta di moltissime testimonianze; ma non solo di questo.
La parte più ricca e suggestiva dei "documenti" è data anzi dai messaggi che Gesù manda agli uomini durante le estasi dello stimmatizzato e che la moglie di Albino, Lidia, trascriveva fedelmente quand'era fra noi; oggi trascrive Maria Pia”. [13]
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NOTE:
[1] In: “UN SERVO E STRUMENTO DI DIO NELLA VALLE DEL LIRI”, Arpinate Stampa s.r.l. – ARPINO (FR), Nuova Edizione, Marzo 1998, p. 7
[2] Ibid., p. 7
[3] Ibid., p. 7
[5] Ibid., p. 5
[6] Ibid., p. 5
[7] Ibid., p. 5
[8] Ibid., p. 5
[9] Ibid., p. 6
[10] Ibid., p. 9
[11] Ibid., p. 9
[12] Ibid., p. 10
[13] Ibid., p. 10
Passaggio finale riportato nel:
Messaggio del 3 giugno 1993, giorno di grazie, la Vergine Immacolata Concezione di Lourdes ci prepara alla purificazione decisive
… La battaglia entra nei suoi momenti decisivi, invocate spesso la protezione di S. Michele, che è il capo di tutto questo esercito formato dagli Angeli e dai Santi, dalle anime purganti e da voi, per combattere la terribile battaglia dei demoni e degli spiriti cattivi. Il tempo del mio trionfo è arrivato, perché il culmine del trionfo di Satana è arrivato.
Combattete ai miei ordini, con le armi del S. Rosario, della preghiera e della penitenza. Non turbatevi, credete alle mie parole. Quando qualche dubbio vi assale, non cercate di risolverlo col ragionamento, ma con la preghiera e con la fiducia, andando avanti con la filiale sicurezza in me vostra Mamma Celeste, che oggi con tanto amore, col mio Papa, con tutti i sacerdoti, col mio movimento, con tutti i religiosi e fedeli consacrati al mio Cuore Immacolato, dobbiamo trionfare. E tu Albino, sii forte come sempre, e ripeto ancora una volta non farti analizzare da nessuno, soffri e offri, i disegni di Dio non si toccano, continua a dare te stesso, continua il tuo cammino spirituale, insieme alla tua consorte. Vi ringrazio ancora di aver risposto alla mia chiamata. [1]
(Grassetto giallo e sottolineature nostre)
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[1] In: IL VANGELO DEL REGNO (Matteo 24,14) secondo le rivelazioni fatte dallo stigmatizzato ALBINO REALE, Arpinate Stampa s.r.l. – Arpino, finito di stampare il 20 ottobre 2001, p. 16
MESSAGGI E PROFEZIE DI
ALBINO REALE
È iniziata l'Era dello Spirito Santo.
Come riconoscere Albino vero profeta.*
Dal messaggio del 30 luglio 1994
Accanto a me l'Angelo del Signore mi dice: Albino caro, dopo le ore 24,00 è in atto l'era dello Spirito Santo e c'è molto da combattere; ed ora, tutti questi angeli che sono scesi dal ciclo, sono scesi per dividere i buoni dai cattivi e pensa Albino che c'è molto da combattere. Sii forte come sempre.
Sento poi la voce del Signore che dice: Io, Gesù, come Spirito Paraclito e Consolatore di verità, posso anche essere Spirito di Preghiera; ma poiché, anzi molti falsi profeti, oggi sono tra voi, voglio aiutarvi a riconoscere il falso dal vero profeta.
Albino, la prima cosa che distingue il vero dal falso, (anche se il falso si riveste da angelo di luce) è soprattutto l'umiltà e l'umiltà nel tempo è molto difficile a mantenere. È difficile perseverare nell'umiltà, per colui che non è veramente umile, poiché, prima o poi, sarà svelato e riconosciuto, smascherato da chi veramente crede e chi crede veramente, sa riconoscere il Vero profeta, poiché sia chi legge, sia chi scrive, sono e comunque, se sono ambedue figli miei quindi ambedue nella stessa luce, nello e con e per lo stesso Dio, lo stesso spirito. Ora, non sarà molto difficile farsi credere umile, ma difficile è esserlo in assenza di spirito, poiché chi ha me, ha Dio! perché sono IO come spirito, da spirito effuso su di voi e come Dio mi effondo e mi incarno nell'uomo, servo ed apostolo, per manifestare la mia esistenza. La carità: secondo e grande avvertimento di Dio, verso coloro che vengono truffati e catturati dai falsi profeti. La carità dono meraviglioso, dono di infinita misericordia. La carità, è come dire, l'amore!
Leggete figli miei, leggete nella lettera di S. Paolo ai Corinzi, leggete al capitolo 13 [1] cos'è l'amore, la carità. Ero Io stesso che scrivevo, poiché l'apostolo era in me ed io ero in Lui. La carità ha caratteristiche, molto specifiche, ed anch'essa è difficile occultare poiché la vera carità, non può essere occulta. Essa si esprime con l'amore che si effonde su tutti i fratelli e la carità si riconosce dalla predisposizione dell'uomo mio, del mio apostolo Albino, verso tutti, indistintamente, soprattutto verso il suo nemico.
La carità, sorride a tutti come la rosa, fiore del deserto di mia Madre e come oggi fa mia Madre e vostra Madre, che si dona a tutti, profumando tutti e lasciandosi amare da tutti. Un fiore non vi chiederà mai, prima di donarvi il suo profumo: chi sei? Come ti chiami? No!
Un fiore dà, così come dà il mio servo Albino, il chiamato da Dio per le sue qualità, dà, si dà, si dona incessantemente ed ama, ama, ama, come Io lo amo. Riconoscete e sappiate quindi riconoscere i miei dai falsi, falsi profeti di oggi. Ricordate, non si può servire a due padroni: o a me o a mammona! Se servite me, non può esserci mammona. Il mio profeta, il mio eletto il chiamato degli ultimi tempi, è sempre e soprattutto povero di spirito, ma generalmente è anche povero di mammona. Non che il mio Servo di oggi debba a mancare alla Provvidenza. Giammai! Io sempre gli darò e lo sosterrò per quello di cui abbisognerà; ma è per capire che la sua povertà, se pur di povertà economica si tratta, in effetti, è povertà interiore; cioè, non essere soggetto al denaro. Usare il denaro come utile mezzo umano, ma non può essere amato come un dio, il denaro! Mammona non sarà mai considerata importante e troppo amata dal mio servo Albino, poiché nella sua casa, vi è la sobrietà di Dio. Sappiate comprendere che, dove ci sono Io, che sono vostro Dio e sapere universale ed infinito, vi è anche tutto ciò che dal Figlio è stato predicato ed evangelizzato.
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* In: IL VANGELO DEL REGNO (Matteo 24,14) secondo le rivelazioni fatte dallo stigmatizzato ALBINO REALE, Arpinate Stampa s.r.l. – Arpino, finito di stampare il 20 ottobre 2001, pp. 7-8
[1] Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Corinzi (cap. 13)
"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non tiene del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine; le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta è la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto quello che è imperfetto scomparirà. Quando ero bambino parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino, ma divenuto adulto, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio in maniera confusa, ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in modo .imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte la più grande è la carità.
Stiamo vivendo Matteo 24, Luca 21, Marco 13*
Dal messaggio del 24 aprile 1994 ricevuto nella chiesa dei Passionisti in Sora, dal mio maestro Gesù.
Il mio piccolo Albino, Io lo amo!
E amo, nello stesso modo, tutti voi figli miei!
Io vi amo e amo te Pia, ed amo te Tina!
Così dice il Padre Celeste!
E poi dico a tutti gli altri che in tutto questo tempo sono stati vicino ai miei due strumenti: amo tutti voi, figli e figlie miei!
Amo tutti gli apostoli e apostole dal primo all'ultimo!
Voi state vivendo Matteo 24[2], state vivendo Luca 21 e state vivendo ancora Marco 13.
Io vi amo figli miei, Io vi amo!
Non posso darvi altro comandamento che questo: amatevi gli uni gli altri; amate Me, amate la Madre mia, ma soprattutto prima di tutto, amate il Padre vostro che è nei cieli.
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* IL VANGELO DEL REGNO (Matteo 24,14) secondo le rivelazioni fatte dallo stigmatizzato ALBINO REALE, Arpinate Stampa s.r.l. – Arpino, finito di stampare il 20 ottobre 2001, p. 9
[2] dal Vangelo secondo Matteo (Cap. 24)
Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Gesù disse loro: "Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra, che non venga diroccata". Sedutosi poi sul Monte degli ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli chiesero: "Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo".
Gesù rispose: "Guardate che nessuno vi inganni: molti verranno nel mio nome dicendo: Io sono il Cristo e trarranno molti in inganno. Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre, guardate di non allarmarvi: è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi, ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori. Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati ed essi, si tradiranno ed odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità l'amore di molti si raffredderà, ma chi persevererà fino alla fine, sarà salvato. Frattanto que-sto "VANGELO DEL REGNO" sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; ed allora verrà la fine. Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda - allora quelli che sono in Giudea friggano ai monti, chi si trova nella terrazza non scenda a prendere la roba di casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. Pregate perché la vostra fuga non accada di inverno o di sabato. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. Allora se qualcuno vi dirà: ecco il Cristo è qui, o è là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi Cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto. Se dunque vi diranno ecco è nel deserto, non ci andate; o è in casa, non ci credete. Come la folgore viene da Oriente e brilla fino all'Occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'Uomo. Dovunque vi sarà il cadavere ivi si raduneranno gli avvoltoi. Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'Uomo e si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.
Dal fico, poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le prime foglie, sapete che l'estate è vicina, così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto a quel giorno e a quell'ora, però nessuno lo sa, neanche gli Angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.
Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio, mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'Arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. Allora, due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato; due donne macineranno alla mola, una sarà presa e l'altra lasciata; vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno verrà.
Per dieci anni a Isola del Liri, cittadina italiana, comunica al mondo derivata dalla visione di Maria, un operaio semplice Reale Albino (nato nel 1920). 12 dicembre 1993 Maria lo ha inviato un messaggio che il tempo attuale "è il momento più difficile dalla creazione del mondo". Albino riceve il messaggio che l'era del "grande pulizia", che avrà due fasi: la "grande angoscia" e "grande castigo".
"Se potessi mettere davanti ai vostri occhi in avanti, immediatamente porzucilibyście le classi secolari di dedicarsi ad una vita di preghiera (...) Verrà un avvertimento grande, poi un miracolo, e se dopo tutto ciò l'uomo non cambia, sarà colpito da una cometa (... .) lascerà cadere direttamente dal cielo, in modo che nessuno può credere che si tratta di un lavoro di fenomeno umano o naturale. Infatti, per due settimane si vedrà sospeso nel cielo, prima della caduta e colpire il terreno, pieno di paura della gente ".
Fonte: http://bartek9011.blox.pl/html/1310721,21.html?37699
Le "Iene" intervistano Albino, l'uomo con le stimmate
SABATO 25 OTTOBRE 2008
ISOLA DEL LIRI - Enrico Lucci, iena della famosa trasmissione di Italia Uno, è giunto nella mattinata di giovedì ad Isola del Liri per intervistare Albino Reale, il veggente con le stimmati. Ricordiamo che negli anni '80 si era creato un vero e proprio luogo di culto davanti la casa di Albino il quale, secondo le credenze popolari, oltre ad aver ricevuto le stimmati, avrebbe contatti diretti con le divinità. Lo scopo della visita all'ormai quasi novantenne è legata ad un servizio che le Iene stanno preparando su veggenti, santoni e guaritori. La notizia dell'intervista non è stata accolta bene dalla Curia di Sora che ricordiamo, ha sempre mantenuto le distanze da tali fenomeni e ha cercato di limitare al massimo la pubblicità su simili avvenimenti.
Isola del Liri, Le Iene “visitano” Albino
Via Borgonuovo ad Isola del Liri superiore torna al centro dell’attenzione dei media con l’improvvisa visita degli ironici giornalisti delle “Iene” di Mediaset all’uomo delle stimmate. Negli anni ‘80 lo stabile delle case
popolari, che ospita al numero 10 l’abitazione di Albino Reale, divenne luogo di culto di fedeli, un autentico fenomeno di massa, da tutta Italia carovane di persone per parlare, toccare e pregare con “Albino”, l’uomo con le stimmate.
Il pellegrinaggio ad Isola del Liri durò quasi un decennio.
Albino era conosciuto più delle cascate del Liri, un fenomeno che iniziò a sollevare coscienze: Isola del Liri si interrogava sul crederci o non crederci per l’uomo investito da poteri divini. La Chiesa Cattolica ha sempre preso le distanze dai fenomeni miracolosi in qualche modo riconducibili direttamente ad Albino Reale; ma non ha mai nascosto il fatto che ci troveremmo in presenza di carismi donati ad Albino dal Signore.
Lo scopo della vista della “iena” Enrico Lucci ad Albino Reale, ex operaio delle Cartiere Meridionali, che oggi ha quasi 90 anni, è stata improvvisa, motivata da un suo servizio su veggenti, santoni, guaritori in Italia capaci di muovere le masse grazie ai loro poteri inspiegabili per scienza e Chiesa. Enrico Lucci si è seduto di fianco al letto di Albino, hanno discusso a lungo, una chiacchierata spensierata, senza l’ironia che contraddistingue i servizi della trasmissione di Italia Uno.
Albino è studiato e “monitorato” da decenni, la più moderna neuro-psichiatria non ha mai riscontrato né la presenza di malattie mentali in atto né la benché minima stranezza comportamentale riconducibile ad un qualsivoglia disturbo anche solo di natura transitoriamente psicologica.
Enrico Lucci delle Iene intervista il presunto stigmatizzato e veggente Albino Reale
ALBINO REALE abita a Isola del Liri Superiore (Fr) in Via Borgonuovo, 10

Interno casa di Albino Reale
12 novembre 2010
"SCISSIONE ... IN FAMIGLIA ... ?... "
La figlia Maria Pia, che ultimamente aveva preso il posto di Lidia, la moglie di Albino, nel trascrivere i presunti messaggi ultraterreni che quest'ultimo dice di ricevere ogni giorno da Gesù, Maria ed altri santi, sembra rivendicare il ruolo ricoperto fin'ora dal padre in quanto i "poteri" conferitegli a suo tempo da Gesù siano, nel frattempo passati a lei, questo sembra stia creando non pochi problemi all'interno della famiglia di Albino Reale con immancabili ripercussioni tra i propri adepti.
Ultim'ora

La
Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo da noi contattata per avere notizie a riguardo ci ha riferito, nella figura di alcuni dei suoi rappresentanti, di essere a conoscenza del fenomeno ma di non aver mai preso in seria considerazione la figura di
Albino Reale, dei suoi familiari, delle sue "presunte rilevazioni" e delle sue
"... stimmate a comando!" e che, quanto scritto dallo pseudo "stgmatizzato" e riportato nel presente articolo, risultano in netto contrasto con la Retta Dottrina.
Se è vero che la Chiesa Cattolica (e nel caso specifico la Chiesa locale di appartenza) ha sempre preso le distanze dai fenomeni miracolosi in qualche modo riconducibili direttamente ad Albino Reale, è altresì vero di non ha mai dichiarato di trovarsi ... in presenza di carismi donati ad Albino dal Signore né di aver nascosto tale fatto, così come riportato, a suo tempo, in un articolo di giornale.
A noi del GRIS, invece, non risulta chiaro da chi, il sig. ALBINO REALE, sarebbe studiato e "monitorato" da decenni, ... così come riportato nell'articolo al link sottostante:
... ma approfondiremo anche questo aspetto.
Notizie e informazioni è possibile reperirle presso la Parrocchia di Santa Maria a San Vincenzo Valle Roveto (capoluogo) L’Aquila.
P. Alexander Moreno Infante
Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo
PERSONAGGI
"Mea" – FILOMENA CARNEVALE
Testi a cura di D. Gaetano Meaolo
Presentazione
di Mons. Emilio ZEPPA
19/03/2009 - Il 50° anniversario della scomparsa di Filomena Carnevale
(San Vincenzo V. R.)
In questi giorni, a San Vincenzo Valle Roveto, si sta celebrando il 50° anniversario della scomparsa di Filomena Carnevale, la giovane che 54 anni fa ricevette il dono delle stimmate. La commemorazione, iniziata il 14 con una fiaccolata, è proseguita con un convegno ed è culminata il 17, data della morte della giovane rovetana, con una celebrazione alla presenza del vescovo della diocesi di Sora cui è stata consegnata, dal comune di San Vincenzo, la casa dove Filomena Carnevale visse. Mea, così viene affettuosamente chiamata, nacque a San Vincenzo Valle Roveto l’11 aprile 1929 da un umile famiglia, il padre Antonio fabbricava fuochi d’artificio, mentre la madre Rosaria era una casalinga. A otto anni la piccola Mea, non potendo continuare ad andare a scuola, incominciò a portare le pecore al pascolo fino a quando le ristrettezze economiche la costrinsero ad andare a lavorare a Roma, a servizio di una famiglia. Aveva vent’anni quando incominciarono i suoi problemi di salute che la costrinsero ad un continuo andirivieni in diversi ospedali della capitale prima e di Sora poi e, dopo la diagnosi di un’incurabile malattia cardiaca, tornò definitivamente al suo paese natale.
È in questo momento della sua breve vita che Filomena ricevette il misterioso dono. Le comparvero ferite sulle mani, sui piedi, sul costato e anche sulla spalla destra. Quest’ultima piaga, come raccontano i confessori di Mea, era per lei una delle più dolorose e riproponeva la ferita del patibolo della croce che Gesù portò sul Calvario. Inoltre aveva una piccola croce sulla fronte che da un lato era leggermente storta. Suor Concetta, che ha accudito Mea nella sua permanenza nell’istituto di Santa Giovanna Antida di Sora, durante la conferenza ha raccontato che chiese alla giovane come mai quella croce fosse storta. Con la naturalezza che le era solita, le rispose che mentre Gesù le imprimeva quel segno lei si spostò per il dolore e per questo non venne preciso.
Filomena Carnevale morì a San Vincenzo Valle Roveto il 17 marzo 1959, a soli 30 anni. Sono passati 50 anni eppure è ancora nitida l’eco delle sue parole di conforto rivolte a chi andava a trovarla.
Autore: Maria Caterina De Blasis
Fonte: http://www.marsicanews.it/index.jsp?inizio=1&id=241&dettaglio=3368
Dal
Catechismo della Chiesa Cattolica:
65 "Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio" ( Eb 1,1-2 ). Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è la Parola unica, perfetta e definitiva del Padre, il quale in lui dice tutto, e non ci sarà altra parola che quella. San Giovanni della Croce, sulle orme di tanti altri, esprime ciò in maniera luminosa, commentando Eb 1,1-2 : Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola Parola e non ha più nulla da dire. . . Infatti quello che un giorno diceva parzialmente ai profeti, l'ha detto tutto nel suo Figlio, donandoci questo tutto che è il suo Figlio. Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità [SAN GIOVANNI DELLA CROCE, Salita al monte Carmelo, 2, 22, cf Lit. delle Ore, I, Uff. delle lett. del lunedì sec. sett. di Avvento].
Non ci sarà altra Rivelazione
66 "L'Economia cristiana, in quanto è Alleanza Nuova e definitiva, non passerà mai e non è da aspettarsi alcuna nuova Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo" [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 4].
Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli.
67 Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate "private", alcune delle quali sono state riconosciute dall'autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di "migliorare" o di "completare" la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa. La fede cristiana non può accettare "rivelazioni" che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento. E' il caso di alcune Religioni non cristiane ed anche di alcune recenti sette che si fondano su tali "rivelazioni".
ALBINO REALE