Tratto da:

RIVELAZIONI PRIVATE E FENOMENI STRAORDINARI - I
Religioni e Sette nel mondo - GRIS - ESD 2009 n. 8
pp. 103 -129
Premessa: ---------- p. 103
1 -Dozulè: ---------- pp. 104-113
2 - Conchiglia: ---------- pp. 113-119
3 - Cenacoli Serafici: ---------- pp. 119-129
Premessa
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di: Don Giuseppe Mihelcic *
II presente contributo intende offrire un quadro il più possibile completo e documentato su alcuni fenomeni legati a delle presunte apparizioni della Vergine Maria o di Gesù Cristo a vari veggenti. Prenderò in esame i seguenti casi: Dozulé, Conchiglia e i Cenacoli Serafici.
Sul primo e sul terzo la Chiesa ha già espresso un parere negativo attraverso le dichiarazioni dei vescovi sul cui territorio diocesano si sono manifestati. Conchiglia e il suo movimento diffondono il messaggio di Dozulé. I Cenacoli Serafici attirano un certo numero di fedeli ogni prima domenica del mese nella località di Borgo Grappa (LT).
Ho cercato di confrontarmi con persone legate a questi gruppi, esponendo con rispetto la mia posizione. Anzi proprio il confronto e il dialogo mi ha spinto ad andare in profondità per attingere direttamente dai testi dei messaggi proposti, per poter esprimere un giudizio basato sullo studio delle fonti. I punti problematici verranno presi in esame alla luce della Bibbia, della teologia e del pensiero del Magistero ecclesiastico.
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* Don Giuseppe Mihelcic è Professore stabile di Storia e Teologia delle Reli¬gioni presso lo Studio Teologico Accademico di Trento
Biografia: http://www.teologiatrento.it/segretario.php
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1. DOZULÉ’
II messaggio di Dozulé è legato alla figura di Maddalena Aumont, nata nel 1924, e alle apparizioni che sostiene di aver avuto dal 1972 al 1978. Lei stessa racconta della prima apparizione in uno dei suoi diari. Nella settimana santa del 1972, mentre guardava dalla finestra della sua abitazione, le sarebbe apparsa una grande croce luminosa che descrive più brillante e chiara del giorno1. Gesù avrebbe invitato Maddalena Aumont a far conoscere a tutti questa croce. L'evento si sarebbe ripetuto successivamente ma oltre alla croce grandiosa lo stesso Gesù le sarebbe apparso alcune volte, dando l'ordine alla Curia di far elevare la croce gloriosa e un santuario nel punto ove la veggente l'aveva vista per sei volte, Gesù avrebbe promesso di ritornare in quel luogo ogni primo venerdì del mese, fino a quando si sarebbe realizzata, la costruzione della croce gloriosa.
La croce si sarebbe dovuta costruire nella località denominata Haute Butte, sul territorio di Dozulé. Gesù stesso lo avrebbe indicato spiegando che andava collocata vicino ad un albero da frutta lì presente, richiamo all'albero del peccato, in quanto la croce gloriosa permetterà di rimettere tutti i peccati. In uno dei presunti messaggi riportato dalla stessa Maddalena Aumont si afferma: «I suoi bracci devono disporsi da Oriente a Occidente.
Ogni braccio deve misurare 123 metri e la sua altezza sei volte di più»3. La croce quindi dovrebbe risultare alta 738 metri. Si vorrebbe sottolineare il legame con il luogo sui cui venne piantata la croce di Gesù in Palestina, in quanto il Golgota si trova a 738 m. sul livello del mare.
Un altro ordine ricevuto da Maddalena riguarda la costruzione di una vasca per raccogliere l'acqua che sarebbe scaturita dal terreno a conferma della veridicità della rivelazione. Come spiega nel suo diario, la vasca venne effettivamente costruita sul terreno di un signore non credente che acconsentì allo scavo. Dopo un certo
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1 Cf. Quaderni di Maddalena. Diario inedito di Maddalena Aumont relativo agli avvenimenti di Dozulé 1970-1979, Edizioni Segno, Roncade 1999, p. 52.2 Cf. Ibidem, p. 81.
3 Quaderni di Maddalena..., cit, p. 102.
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tempo nella cisterna venne rinvenuta una modica quantità di acqua, circa 30 cm, ma poi il proprietario del terreno chiese al curato di chiuderla con della terra perché era pericolosa per il suo bestiame. Il terreno venne successivamente acquistato da una donna che riaprì la vasca in cui vi erano tracce di presenza dell'acqua, ma in quantità piuttosto modesta4. Una scarsità che verrebbe spiegata da un arcangelo con le seguenti parole:
Dio rimprovera ai preti la loro lentezza nell'adempimento del loro compito e la loro incredulità. Dio ha chiesto loro di annunciare al mondo le meraviglie di colui che ha chiamato Maddalena dalle tenebre alla sua ammirabile Luce, poiché la Croce Gloriosa abbellirà la città di Dozulé. Essi non l'hanno fatto. Questa è la causa della mancanza d'acqua in quella vasca. Una grande calamità di siccità si abbatterà sul mondo intero. Che i preti leggano attentamente il Messaggio e rispettino scrupolosamente ciò che è stato loro chiesto5.
In altre parti dei presunti messaggi si parla di catastrofi e di flagelli che stanno per colpire l'umanità e che potranno essere evitati solamente se verrà edificata la grande croce a Dozulé. Si invita a recitare una determinata preghiera, a fare penitenza per la conversione dei peccatori. Inoltre a Maddalena viene intimato dal personaggio che si presenta come Gesù di non lasciare Dozulé nemmeno per un giorno.
Nella quarantacinquesima presunta apparizione, Gesù esprimerebbe giudizi molto severi contro la Chiesa. Si preannuncia la disgrazia che colpirà il mondo a causa dei sacerdoti che non credono al messaggio di Dozulé. L'odierna generazione viene descritta come la più ipocrita e malvagia, a causa dell'inattività dei sacerdoti. Nel medesimo testo, la Chiesa viene descritta come degradata6.
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4 Cf. Ibidem, pp. 156-157.
4 Cf. Ibidem, pp. 156-157.
5 Ibidem, p. 112.
6 Cf. www.ressource.fr / italien / messaggi / messaggi41a50.html#app5O
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In un altro presunto messaggio, il cinquantesimo, l'arcangelo Michele racconterebbe a Maddalena Aumont di essere intervenuto in una precedente falsa apparizione, in cui Satana le si sarebbe mostrato nascondendo la sua vera identità, cercando di farle credere di essere l'arcangelo Michele. Ed aggiunge: «II mio imitatore, lui, esce dalla terra, ma a causa della disobbedienza dei sacerdoti, Gesù dona la Sua grazia a tutti coloro che fanno conoscere il Suo messaggio»7. Ancora una volta si imputa ai sacerdoti che non credono nella veridicità dei presunti messaggi di Dozulé di essere causa di problemi per l'umanità, favorendo così l'azione ingannatrice di Satana nel mondo.
Mi permetto alcune valutazioni alla luce di quanto finora illustrato. Nel 1990 si è costituita in Francia un'associazione denominata Ressource con lo scopo di edificare la grande croce di Dozulé8. Nel sito internet della medesima associazione si trova anche una sezione in italiano che riporta tutti i presunti messaggi ricevuti da Maddalena. Questi ultimi vengono preceduti dall'avvertimento che Maddalena e l'associazione attendono il giudizio della «Santa Madre Chiesa universale», in merito ai messaggi.
In realtà una presa di posizione nettamente contraria è stata espressa dal vescovo di Bayeux e Liesux, mons. Jean Badré, nel 1985, e dal suo successore mons. Pierre Pican nel 1991. Mentre l'associazione calcola i numeri dei pellegrini che potrebbero recarsi in pellegrinaggio a Dozulé, la dichiarazione di mons. Jean Badré proibisce qualsiasi forma di devozione legata al "messaggio" di Dozulé. Si fa divieto ai presbiteri di celebrare la s. Messa e di organizzare pellegrinaggi. Mons. Pierre Pican conferma il pensiero del suo predecessore, definendo i seguaci delle tesi di Dozulé non in comunione con la Chiesa. La dichiarazione di mons. Jean Badré è stata redatta sulla base dello studio di un'apposita commissione diocesana e ha ricevuto l'approvazione dell'allora card. Joseph Ratzinger, a nome della Congregazione per la Dottrina della Fede il 25 ottobre 1985. (sottolineatura aggiunta)
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1.1 Il messaggio di JNSR
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7 Ibidem.
8 Cf. http://ww.ressource.fr
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Lasciano perplessi anche le frasi contro i presbiteri e contro le autorità ecclesiastiche, colpevoli di non accogliere il presunto messaggio e di non aver dato subito il via ai lavori per erigere la gigantesca croce e il santuario. I messaggi di Dozulé verranno ripresi qualche anno più tardi da una donna che si dichiara una veggente e proporrà delle idee in netto contrasto con alcuni punti della fede cristiana. Ne presento ora i tratti essenziali.
1.1 Il messaggio di JNSR
Le idee e le tematiche evidenziate a Dozulé hanno trovato una ripresa e una forte diffusione attraverso l'opera di una donna che dichiara di aver ricevuto varie apparizioni da parte di Gesù. La donna, di nome Fernanda, utilizza la sigla JNSR che è formata dalle iniziali delle parole in francese che compongono l'espressione "Io non sono niente". Il sito internet dedicato a queste presunte rivelazioni parla dei messaggi di Dozulé e spiega come Gesù avrebbe dato incarico a JNSR di diffondere nel mondo quanto comunicato a Maddalena Aumont9.
Se quest'ultima doveva rimanere costantemente a Dozulé in attesa della costruzione della grande croce gloriosa, JNSR avrebbe dovuto far costruire in tutto il mondo delle croci in scala, alte 7,38 metri e con i bracci lunghi 1,23 metri. Vengono indicati anche i dettagli: la croce deve essere di colore bianco, con le parti laterali in azzurro chiaro e completamente illuminata. Si richiede di organizzare un grande pellegrinaggio a Dozulé ogni anno il 28 marzo.
La stessa presunta veggente illustra nel sito internet la sua storia. Racconta di una malattia che l'aveva colpita nel 1973 e di aver ottenuto la guarigione in seguito ad una prolungata e intensa preghiera. Verso il 1981 avrebbe ricevuto da Dio il potere di compiere guarigioni. Dopo un pellegrinaggio a Dozulé ne ha organizzati altri, spinta, come sostiene, dalla voce di Gesù. I presunti messaggi ricevuti da parte di Gesù sono stati raccolti in vari libri e fascicoli. Si afferma nel sito internet che tutto sarebbe stato comunicato in un'unica occasio-
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ne, il 16 luglio 1996. Uno dei volumi che li raccoglie è introdotto dalle riflessioni di una persona che si firma II Padre spirituale, probabilmente un sacerdote che accompagna e consiglia JNSR. Nelle note introduttive si lamenta dell'opposizione incontrata da coloro che vogliono far piantare le croci ed afferma:
Confesso di non capire queste reazioni che non si giustificano sul piano spirituale, ma che trovano la loro squallida giustificazione sul piano della ragione e dell'orgoglio, perché si tratta di un combattimento delle forze malefiche contro l'instaurazione del Regno divino sulla nostra terra10.
Viene da chiedersi se tra coloro che collaborano con le forze malefiche si potrebbero annoverare anche mons. Jean Badré e il suo successore mons. Pierre Pican.
In uno dei messaggi attribuiti a Gesù, quest'ultimo rimprovera la Chiesa di non aver creduto al messaggio di Dozulé lasciando così aperta la porta per il Male. Il presunto messaggio afferma che Gesù condanna la grave disobbedienza della Chiesa e vi pone rimedio. Egli si sarebbe rivolto a JNSR e a quelli che vengono definiti gli Operai della Croce perché erigano nel mondo migliala di croci.
Suona quanto meno sorprendente il tono severo che Gesù userebbe rivolgendosi a JNSR, alludendo probabilmente al vescovo di Dozulé. Egli avrebbe affermato:
II Signore ha parlato e nessuno ha preso in considerazione la Sua parola. Al presente, la Terra intera sta subendo il rifiuto della Mia Parola, e la Terra sta morendo, e l'umanità è dilaniata a causa di un solo uomo che ha rifiutato la Mia Parola di vita, trascinando il popolo dei non credenti, e la Mia Chiesa che lo ha seguito, a distogliersi dalla mano che lo tendevo a tutti i Miei figli.
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10 J.N.S.R., Testimoni della Croce. Atti degli Apostoli 4, 3a parte, Edizioni Segno, Tavagnacco (UD) 1997, p. 7.
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Un tempo, davanti a Caifa, davanti a Pilato, davanti alla folla, dalla Chiesa quel tempo lo fui giudicato colpevole e messo a morte sulla Croce... della vostra liberazione. Oggi, a causa di un solo uomo della gerarchia della Mia Chiesa, Io sono nuovamente giudicato colpevole di aver parlato per il mondo intero in quel luogo benedetto e reso sacro dal Padre Mio e Padre vostro dei Cieli: "No alla Croce di 738 metri! No al Mio Messaggio di Vita!"11.
Nel testo si parla poi vagamente della necessità di obbedire alla Chiesa, ma si fa intendere che il vescovo, definito "l'uomo consacrato da Dio", è pienamente nell'errore, mentre JNSR sarebbe colei che ha posto rimedio agli errori del vescovo.
Io riconosco il dovere dell'obbedienza alla Mia Chiesa, ed è per questo che ho usato tolleranza. Quest'anima, che Mi ha causato una sofferenza indescrivibile dinanzi all'Umanità intera che corre verso la sua perdita e la ribellione di tutti gli elementi dinanzi a Dio offeso, quest'anima è stata salvata da un'anima sconosciuta che ha preso la sua croce al Mio seguito, affinchè cessasse l'ignoranza della Mia Chiesa che ha seguito quest'uomo consacrato da Dio, e che ha lottato contro di Me, contro la Mia Santa Parola12.
Paradossalmente i presunti messaggi che dovrebbero aiutare le persone a convertirsi, ad alimentare un atteggiamento di comunione con la Chiesa, diventano strumento di disprezzo nei confronti di quest'ultima. Spetta alla Chiesa e in particolare ai vescovi valutare la veridicità dei messaggi attribuiti a Gesù, alla Madonna, a santi o ad angeli. Essa segue alcuni criteri per valutare quanto le viene sottoposto. Uno di questi consiste nel confronto del contenuto del messaggio con la rivelazione e con il Magistero ecclesiale.
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11 Ibidem, p. 64.
11 Ibidem, p. 64.
12 Ibidem.
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Come ricorda Augustinus Suh, Dio non contraddice mai la sua rivelazione, che è affidata alla Chiesa, chiamata ad interpretare correttamente la Parola di Dio13. Spiegando il criterio ecclesiale che ispira la verifica, A. Suh afferma come non sia sufficiente la conformità della rivelazione privata alla fede cattolica e al Magistero, ma va verificato se quanto proposto alimenti ostilità o disubbidienza verso l'autorità della Chiesa. E prosegue:
Se infatti la rivelazione diffondesse un atteggiamento negativo verso l'autorità della Chiesa, si dovrebbe sospettare della sua autenticità. In linea di principio ogni rivelazione posteriore ha una funzione ecclesiale, nel senso che essa deve essere utile all'edificazione e all'unità della Chiesa. Anche quando una rivelazione privata indica errori e oscurità nella vita della Chiesa, non deve provocare divisione nella comunità di fede e disubbidienza all'autorità ecclesiastica, bensì sollecitare alla preghiera per la santificazione e la pace della Chiesa e all'obbedienza al suo Magistero14.
A questo proposito i messaggi riportati da JNSR non contengono solamente forme di disprezzo verso coloro che hanno autorità nella Chiesa, ma anche vere e proprie deviazioni dottrinali. Si parla con grande enfasi del Segreto di Maria, che Gesù stesso rivelerebbe a JNSR. Si illustra l'Immacolata Concezione di Maria sostenendo che quest'ultima sarebbe nata dalla madre Anna senza il concorso di Gioacchino. Maria è stata preservata dalle conseguenze del peccato originale e la stessa sorte avrebbe avuto anche sua madre Anna. Per essere veramente immacolata, la concezione di Maria non avrebbe potuto avere il concorso di un uomo15. Si arriva poi a dedurre che Maria non è una creatura umana, ma un essere divino.
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13 Cf. A. SUH, Le rivelazioni private nella vita della Chiesa, BSD, Bologna 2000, p. 254.
14 Ibidem, p. 257.
15 Cf. J.N.S.R., Testimoni della Croce ..., cit. pp. 219-221.
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FONTE: http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=33
A Sua Eccellenza Mons. Jean BADRÉ, Vescovo di BAYEUX e LISIEUX.
Prot. n° 19/84
Eccellenza,
Avete reso noto alla Sede Apostolica la relazione della Commissione Diocesana da voi nominata perché vengano esaminati gli " eventi di Dozule " come pure l'Ordinanza che voi avete ritenuto opportuno emettere alla luce delle conclusioni di codesta Commissione.
Per quanto é di sua competenza, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha esaminato con attenzione questi documenti e approva la procedura da voi seguita come pure le disposizioni della vostra Ordinanza.
Nello stesso tempo non dubita che possiate ulteriormente seguire gli avvenimenti inerenti alla questione, con la stessa vigile cautela e prendiate, all'occorrenza, gli opportuni provvedimenti che, per quanto riguarda questa materia, dipendono dalla vostra esclusiva responsabilità episcopale (cf. can. 381, par.1).
Vogliate gradire, Eccellenza, l'espressione dei miei sentimenti di fraterni e molto rispettosi ossequi nel Signore.
Le espressioni dei messaggi non lasciano spazio a dubbi. Gesù avrebbe detto:
Io desidero parlarti della Mia Santissima Madre. Quando la Mia Chiesa sarà a conoscenza del Messaggio del 23 Giugno, essa sarà messa alla prova. Riconoscerà la divinità della Mia santissima Madre? Ravviserà nella santa Madre del Figlio di Dio, la Figlia di Dio, concepita dallo Spirito Santo nel seno di Sant'Anna, la Mia nonna diletta, oppure rifiuterà la parte essenziale del Dogma dell'Immacolata Concezione? [...] Io chiedo alla Mia Chiesa di riconoscere la Divinità della Mia Santissima Madre, la Beata Vergine Maria. Io desidero che Ella sia glorificata, proprio a fianco del Suo Divino Crocifisso d'Amore, Suo Figlio Diletto...16.
Si tratta di interpretazioni che distorcono il pensiero della Chiesa. I santi Gioacchino ed Anna sono considerati rispettivamente il padre e la madre di Maria che è una donna, una creatura, e non un essere divino. Già nel corso della sua storia, la Chiesa è intervenuta per correggere alcune tendenze che consideravano Maria una dea17. Come afferma il Concilio Vaticano II, il culto verso Maria è del tutto singolare «ma differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato così come al Padre e allo Spirito Santo, e singolarmente lo promuove»18.
Significativo in merito alla natura umana di Maria quanto scrive Giovanni Paolo II nella lettera Mulieris dignitatem, illustrando la figura di Maria, donna e Madre di Dio. Prendendo spunto da Gal 4,4, afferma che il Verbo consostanziale al Padre nasce come uomo da una donna, nella pienezza del tempo. E prosegue: «Proprio quella "donna" è presente nell'evento centrale salvifico, che decide nella "pienezza del tempo": questo evento si realizza in lei e per mezzo di lei»19.
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16 Ibidem, pp. 266-267.
16 Ibidem, pp. 266-267.
17 Cf. Dio Padre, in S. DE FIORES, Maria. Nuovissimo Dizionario, EDB, Bologna 2006, voi. 1, pp. 463-485.
18 Lumen Gentium 66, in EV 1, n. 442
19 Mulieris dignitatem 3, in EV 11, n. 1212.
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II percorso che ha portato alla definizione del dogma dell'Immacolata Concezione è stato lungo e complesso. Sarà Pio IX nel 1854 a definirlo solennemente dichiarando che Maria è stata fin dal primo istante del suo concepimento e in ragione dei meriti di Cristo salvatore preservata da ogni macchia di peccato originale20. La bolla di Pio IX, Ineffabilis Deus, parla di una particolare grazia concessa a Maria, ribadendo così che ella appartiene al genere umano, e se non avesse avuto questo particolare privilegio anche in lei si sarebbero trovate le conseguenze del peccato originale21.
Il testo, inoltre, non fa nessun riferimento all'Immacolata Concezione della madre di Maria. Negare che Maria sia stata una creatura umana comporta negare anche l'incarnazione del Verbo.
Un altro aspetto problematico dal punto di vista dottrinale è la convinzione del gruppo "Ressource" del ritorno intermedio di Cristo. Nel sito dell'associazione si afferma che Gesù ritornerà sulla terra prima della fine dei tempi, instaurando un regno di mille anni caratterizzato da una nuova evangelizzazione e dalla pace. Si fa riferimento al regno millenario di cui parla Ap 20,1-15 riproponendo le tesi chiliastiche o millenaristiche. Il chiliasmo sosteneva l'avvento del regno di Cristo che si sarebbe realizzato prima dell'ultimo scontro con il male e della fine del mondo. Il testo biblico parla di Satana che viene incatenato per mille anni e del regno di Cristo insieme ai martiri per lo stesso lasso di tempo. Agostino, che aveva subito inizialmente il fascino delle dottrine chiliastiche, ne prenderà successivamente le distanze sostenendo che l'Apocalisse intende parlare dell'ultimo tempo già iniziato con Gesù Cristo e non da attendere nel futuro. Il suo regno millenario si svolge nel presente e il numerò mille ha semplicemente un valore simbolico, di perfezione22.
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20 Cf. J. GALOT, Maria, in G. BARBAGLIO - S. DIANICH (edd.), Nuovo dizionario di Teologia, Edizioni paoline, Cinisello Balsamo 1998, pp. 827-842.
20 Cf. J. GALOT, Maria, in G. BARBAGLIO - S. DIANICH (edd.), Nuovo dizionario di Teologia, Edizioni paoline, Cinisello Balsamo 1998, pp. 827-842.
21 Cf. A.G. AIELLO, Dogmi, in S. DE FIORES - S. MEO (edd.), Nuovo dizionario di Mariologia, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1986, pp. 484-499.
22 Cf. F.J. NOCKE, Escatologia, in T. SCHNEIDER (ed.), Nuovo corso di dogmatica, Edizioni Queriniana, Brescia 1995, pp. 469-481.
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Secondo l'associazione Ressource, nel regno millenario di Cristo si avrà una nuova pentecoste, le varie chiese cristiane si riuniranno e avverrà la "conversione di tutti gli ebrei, dei musulmani, dei testimoni di Geova e di fedeli di varie religioni23. Si sostiene che il ritorno intermedio sarebbe stato predetto in uno dei messaggi ricevuti da Maddalena a Dozulé, precisamente nella trentatreesima apparizione in cui Gesù alluderebbe ad un suo ritorno improvviso che coglierà tutti di sorpresa, come il diluvio ai tempi di Noè. Si predicono grandi sconvolgimenti, miseria, carestie, fenomeni e segni nel ciclo e sulla terra. E si proclama:
Io ve lo dico, questa giovane generazione non passerà prima che questo avvenga. Ma non temete nulla, poiché ecco che si erige nel ciclo il segno del Figlio dell'Uomo che Maddalena ha visto brillare dall'Oriente all'Occidente24.
Lascia perplessi la sicurezza con cui si afferma di poter indicare con una certa precisione il ritorno intermedio di Cristo, giudicandolo molto vicino. Il Magistero della Chiesa ha sempre sostenuto, alla luce del dato biblico, il ritorno di Cristo alla fine dei tempi per il giudizio finale.
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Le croci di Dozulè
(da «Avvenire» - «Agorà» di domenica 4.7.1999)
CROCI DI DOZULE', AMULETI CONTRO IL MALE
Anche in Italia si diffonde una strana moda, che desta qualche perplessità
di Roberto Beretta
Ce ne sono ormai nella provincia di Trento e in quella d'Alessandria, a Treviso e a Udine, a Firenze e Spoleto, in molte località nei dintorni di Verona e di Padova, a Chieti, Schio, Taranto e Olbia, a Voghera e Zagarolo e Manduria...
Sono le «croci gloriose». Di che si tratta? Per saperlo basta sfogliare la rivista "Il segno del soprannaturale" di Udine, un mensile assai generoso con le apparizioni mariane (non solo quelle riconosciute dalla Chiesa) e con le rivelazioni di «veggenti» più o meno presunti: non c'è numero che non dia notizia di nuove costruzioni o non riporti le foto di qualcuna di queste croci; a giugno persino in copertina. Del resto le croci cosiddette «di Dozulé» spuntano a ripetizione nei giardini delle villette a schiera e accanto alle strade, sulla cima delle colline come nell'orto delle seconde case; con decine di esemplari l'Italia sarebbe già il secondo Paese al mondo (dopo la Francia) per numero di croci. Né ci sarebbe nulla di male se tanti singoli devoti o gruppi di preghiera sentono il bisogno di innalzare - a casa loro e a spese proprie - un simbolo religioso così trasparente. E invece...
Invece qualcosa non convince. Anzitutto l'altezza: tutte queste croci, infatti, devono essere rigorosamente di 7,38 metri di altezza, non un centimetro in più né uno di meno. E perché mai? Ma non basta: come informa il «manuale di istruzioni» pubblicato dalla stessa rivista, esse devono avere «bracci di 1,23 metri orientati da est a ovest e posti a 1,23 metri dalla sommità. Ogni croce dovrà avere i colori di Maria: l'azzurro per il profilo, il bianco per le facce nord e sud, che saranno rivestite di policarbonato bianco che le renderà fluorescenti e luminose di notte» (ma per l'illuminazione notturna sono ammesse anche «cellule fotoelettriche e una batteria»...).
Facile - da una parte - mostrarsi scettici di fronte a indicazioni così «celesti» e insieme tanto pratiche; e - dall'altra - rischiare di offendere la sensibilità di persone (a quanto pare in continuo aumento) che vogliono compiere in buona fede un gesto di forte valenza religiosa. È meglio forse raccontare da dove vengono le croci dette appunto «di Dozulé», una località della Normandia dove una certa Maddalena Aumont avrebbe avuto 50 visioni mistiche negli anni Settanta, o «di Noumea», dall'isola del Pacifico in cui è stato eretto il primo di tali manufatti. Proprio a Dozulé Gesù Cristo in
persona avrebbe chiesto che la Chiesa facesse costruire una «croce gloriosa» alta ben 738 metri (!), ovvero la presunta altezza del Calvario sul livello del mare, per «colpire l'immaginazione e spezzare la durezza dei cuori con le sue dimensioni spettacolari».
Però, visto che la «Chiesa gerarchica» non ha voluto innalzare tale opera ciclopica (sulle rivelazioni» di Dozulé non risulta esserci pronunciamento canonico, ma nel 1997 uno studio dell'Università cattolica francese dell'ovest ha collocato il fenomeno nell'ordine della «mistificazione»), il 16 luglio 1996 ancora Cristo avrebbe chiesto a un'altra mistica francese - nota solo sotto la sigla di J.N.S.R. ("Je ne suis rien": «Io non sono niente») - di far edificare migliaia di manufatti almeno in scala 1 a 100: da cui la misura di 7,38 metri. «Ogni croce sarà piantata come una sentinella che veglia su di voi e la città in cui sarà costruita – avrebbe promesso la "voce", i cui messaggi sono stati raccolti in vari volumi -. Le mie croci sono il riparo contro il male», eccetera.
Nello stesso tempo, peraltro, in California la Madonna avrebbe comandato in visione a una sua devota di erigere una «croce della pace» alta 220 metri e «con fori di 30 centimetri in cui sarà inserito del vetro dorato al posto dei chiodi»: come dire che la Vergine e suo Figlio non si sono accordati sulle misure... Insomma: il segno religioso, con tutte queste regole misteriose e assolute, rischia di essere interpretato alla stregua di un amuleto. E poi, c'è proprio bisogno che il Padreterno faccia le veci del geometra?
LE CROCI DI DOZULÉ
Lettera ad "Avvenire" del 28.7.99
Egregio Direttore, non conosco nulla di Roberto Beretta, ma il suo articolo di domenica 4 luglio, proprio nella pagina di «Agorà», mi ha lasciato veramente perplesso e sconcertato. Mi riferisco in particolare al pezzo di fondo pagina sulle «croci di Dozulé». So che il giornalismo «mordi e fuggi» ha un suo genere letterario, ma qui mi sembra che si sia oltrepassata la misura giungendo a espressioni irrispettose, per non dire dissacranti, sulle «croci di Dozulé», come di «strana moda», di «amuleti contro il male», di opere di un «Padre Eterno geometra». A tante «finezze critiche», sia pure presentate come «rischio per il segno religioso», non sarebbe capace di giungere neanche un giornalista laico o massone. Purtroppo certe cadute di stile e di contenuto sui «nostri» argomenti capitano proprio a giornalisti cattolici. Lo ritengo un articolo superficiale: un giornalista serio prima di scrivere ha il dovere di informarsi bene sui fatti e sui documenti; e su «Dozulé» non mancano libri e studi seri e documentati che non sono semplici «volumi», come dice il Beretta, ma «opere» con tanto di editrice, al di là poi di una rivista («Il segno del soprannaturale») presentata dal Beretta, bontà sua, almeno come sospetta di marianismo e veggentismo, col suo «manuale di istruzioni», che tra l'altro non esiste propriamente in questa forma. Parlare di queste croci come di «manufatti» con «regole misteriose e assolute», farsi la domanda: «e perché mai?», significa rivelare la propria superficialità e una ignoranza un po' maliziosa: vuol dire come minimo che si è letto ben poco e non si è andati direttamente alle fonti delle rivelazioni mistiche a Maddalena Aumont e a J.N.S.R:, per cui risulta difficile capire i significati simbolici di queste croci e invece risulta facile la presa in giro giornalistica della «voce», o della «visione», o del «disaccordo sulle misure». Se tutte le rivelazioni mistiche, i fenomeni carismatici fossero lasciati al discernimento di «competenti» come il Beretta... poveri noi, povera Chiesa! Tra l'altro il suo giornalista dice che sulle «rivelazioni» di Dozulé non risulta esserci pronunciamento canonico, ma solo uno studio universitario francese che le definisce «mistificazioni». Invece, se si fosse informato meglio, avrebbe trovato, a suo favore, il pronunciamento ufficiale ecclesiastico sugli «avvenimenti» di Dozulé: le disposizioni del vescovo di Bayeux del 24 giugno e dell'8 dicembre 1985. È vero che esse sono sostanzialmente negative. Ma ciò non toglie che un cristiano possa invece credere e aderire a queste rivelazioni, perché non è il primo casi di pronunciamenti «canonici» non corretti e non veri: basta pensare ai provvedimenti del Santo Uffizio contro Padre Pio, oggi beato, o alla negazione delle apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate. Io penso che un giornale cattolico debba trattare questi argomenti con molto più rispetto per i diretti interessati e per chi crede ancora che il soprannaturale può, se vuole, entrare nel naturale, senza venire a chiedere il permesso e il giudizio «ai sapienti e agli intelligenti», ma accontentandosi di essere capito e seguito dai «piccoli», che guarda caso crescono sempre più di numero e di convinzione. Non vorrei che la mia risposta fosse interpretata solo come polemica; preferirei la si leggesse come sollecitazione a un dibattito, perché le «cose» legate a queste «croci di Dozulé» sono così belle, così importanti per la Chiesa e per il mondo, che val la pena farle conoscere e discuterle seriamente. Coloro che credono in queste croci e le mettono in opera come «pubblico sacramentale» del 2000 (ma si potrebbe dire di loro molto di più) non sono solo dei fedeli che si possono giudicare «superstiziosi», come nel suddetto articolo, ma sono anche religiosi e sacerdoti ai quali si deve riconoscere che almeno qualcosa sanno di spiritualità e di discernimento; che un po' si intendono di teologia e di pastorale. Rispettiamo anche questo clero che non va certo di moda, che non fa certo numero e voce, ma che ha tutto il diritto di vivere in santa pace, con la sua gente semplice, anche questa fede legata ai carismatici, ai mistici, ai veggenti; questa fede orientata dalle devozioni, dai messaggi e dai segni del soprannaturale; un clero che comunque non trascura né la superiorità della Sacra Scrittura, né l'applicazione dei piani pastorali dei vescovi. - Don Bruno Borelli
Risponde Roberto Beretta:
Non m'illudevo certo di superare indenne il campo minato che è il fenomeno delle cosiddette «croci di Dozulé», e anzi mi sarei stupito del contrario (è arrivata, finora, anche un'altra lettera del medesimo risentito tenore da parte del signor Antonio Mastrofrancesco di Turi). È praticamente impossibile fare obiezioni e avanzare dubbi su argomenti intorno ai quali le sensibilità sono tanto vive (e le convinzioni assolutamente granitiche...) senza passare per superficiale, dissacratore, incompetente, ignorante, malizioso e - perché no? - anche un po' «massone»... Gli è che non l'ho fatto per gusto di provocare né per scetticismo nei confronti della religiosità popolare (tutt'altro), e men che meno per masochismo, bensì perché - pur se non sono affatto «teologo» e non mi sogno assolutamente di «discernere» alcunché - al mio buon senso e (se permette, don Borelli) persino alla mia sensibilità di cristiano semplice risultano davvero troppi gli elementi sospetti nel caso delle «croci di Dozulé», proprio ora emergente in Italia. Ebbene sì, persevero nel dichiararmi anch'io «perplesso e sconcertato» dalle presunte «rivelazioni» di Dozulé e dagli effetti che esse potrebbero provocare, reverendo lettore, proprio sulla «gente semplice» e i «piccoli» di cui lei si fa paladino. Non voluti, magari. In buona fede, certamente. Ma - secondo me - più che probabili. Provi a pensare alle rivelazioni che Gesù Cristo avrebbe fatto alla «mistica» J.N.S.R. (tra parentesi: un ambiguo acrostico che in francese allude all'umiltà di chi vi si nasconde sotto, ma che ha pure le stesse iniziali di Gesù Nazareno
Salvatore e Re...): ben 4 volumi - o libri, se preferisce - di complessive 1400 pagine, più o meno come la Bibbia. Secondo lei, non si rischia di sconcertare proprio la «gente semplice» mettendo (almeno visivamente) alla pari i testi rivelati e quelli (dubbi) di J.N.S.R.? Poi le famose misure: la croce è un segno sempre benedetto, che sia alto due centimetri o 32 metri; indurre a costruire solo croci di 7,38 metri - con determinati colori, luci, proporzioni, eccetera - a suo parere non induce proprio i famosi «piccoli» a considerare il segno alla stregua di un talismano? Un manufatto che, magari sistemato in giardino, garantisce ipso facto protezione e sicurezza («Questa croce proteggerà i luoghi circostanti e le persone nelle prove presenti e future», avrebbe promesso Cristo a J.N.S.R.)? Secondo me il pericolo è più che reale, e il messaggio ambiguo. Del resto, come lei stesso ricorda, non sono il solo a pensarla così. E lei si assume la sua responsabilità a giudicare «non corretto e non vero» il magistero di un vescovo, che pure - altrettanto se non più dei sacerdoti che divulgano le croci – dovrebbe sapere «qualcosa di spiritualità e discernimento» nonché «di teologia e pastorale»... Con ciò (ma si potrebbe dire parecchio altro, magari rileggendo l'interessantissimo studio dell'università cattolica francese da me citato nell'articolo) non presumo affatto di averla convinta, né con lei i vari fans di Dozulé; ma rivendico di dissentire dalle idee mantenendo il rispetto delle persone. Se lei davvero non vuole «aprire una polemica», bensì «un dibattito», faccia altrettanto col soprascritto, per cortesia: a rigore, per essere cattolici, non è necessario credere nemmeno alle apparizioni di Lourdes. Figuriamoci fare di Dozulé un dogma.
30/11/2010
Mons. Giuseppe Orlandoni:
bisogna vigilare sui testi eretici
CITTÀ DEL VATICANO - Una Conchiglia… “avvelenata” e, aggiungiamo noi, pericolosa per il bene della Chiesa dalla cui ortodossia si allontana. Di che cosa parliamo? Delle visioni di tal Conchiglia che sarebbero avvenute per la prima volta il 14 gennaio 1986 a Marotta di Fano, poi a Dozulè il 28 marzo 1995. Da allora, Conchiglia (che in un farneticante libro dal titolo Trattato su Satana, si fa persino riprendere quasi sinotticamente con l’immagine della Madonna di Guadalupe) instaura un folto dialogo con la Madonna che la inviterebbe ad incentivare la necessità di esorcismi. La presunta veggente estenderà poi le sue mire in Messico, piazzando una Croce sulla collina del Tepeyac, quindi fondando il Movimento d’Amore “San Juan Diego” con tanto di pagina web.
In un libretto dal titolo Trattato su Satana, che raccoglie la “creme” delle sue tesi spesso appaiono i nomi di un Vescovo Emerito Esorcista ... ... brillante collaboratore di un giornale cattolico on line che si definisce ossequiente verso la dottrina della Chiesa. Ovviamente nulla di male, considerato che le parole del Prelato e del Direttore dello stesso giornale possano essere state pubblicate senza il loro consenso. Attendiamo da loro in tema una netta presa di posizione.
Intanto, preoccupato ed anche giustamente, per le continue esternazioni della Conchiglia parlante, il Vescovo di Senigallia, Monsignor Giuseppe Orlandoni ordina che Conchiglia non possa pubblicare volumi sulle rivelazioni. Insomma dice basta. Conchiglia rispetta l’ordine del Vescovo (va detto che l’associazione non ha, almeno ufficialmente, fini di lucro), anche se risulta a Pontifex che i suoi scritti continuino a circolare nella Capitale e in alcune messe sabatine vicino via Merulana. Del tutto, abbiamo parlato con monsignor Giuseppe Orlandoni,Vescovo di Senigallia.
Eccellenza, perché ha deciso di impedire la pubblicazione di altri volumi delle visioni di Conchiglia?
“Per la semplice ragione che le stesse sono oggettivamente eretiche e contro la dottrina della Chiesa e quindi ho sentito il bisogno di mettere un limite”.
In che cosa consiste la contrarietà alla Dottrina della Chiesa?
“In una preghiera e in alcune apparizioni, Conchiglia così come la presunta veggente si fa chiamare, afferma che il segno della Croce contempli l’inserzione della Madonna, cosa che trovo inaccettabile”.
Perché inaccettabile?
“Dunque. Tutti abbiamo il dovere, da cattolici, di rispettare ed onorare Maria, la Discepola fedele. Pertanto io non metto in discussione l’amore verso la Vergine. Ritengo però assolutamente eretico mettere in una preghiera sullo stesso piano dogmatico, Cristo e la Madonna”.
Ci spieghi meglio questo passaggio…
“La primizia spetta a Dio e Suo Figlio, vero Dio e vero uomo. La Madonna, sua Madre e Madre della Chiesa rappresenta colei che ha partorito senza peccato, la Tutta Santa, ma è sempre un mezzo di intercessione e sottolineo intercessione, per arrivare al Figlio. Insomma Maria dogmaticamente non sta sullo stesso piano di Cristo”.
Ecco l’aspetto eretico, dunque…
“Appunto. Il contrasto o il lato eretico di Conchiglia consiste nell’accomunare teologicamente la Madonna a Cristo, nella parificazione di ruoli”.
In un certo senso le parole di Conchiglia fanno riecheggiare le tesi di coloro che sostengono il dogma di Maria corredentrice..
“Teologicamente le cose sono diverse. Non mi sembra, da un punto di vista teologico, peregrino sostenere la tesi della Madonna Corredentrice. Ma ritengo che un nuovo dogma sia innecessario oltre che prematuro”.
Pensa che le visioni di Conchiglia siano veritiere?
“Io non penso nulla. Trovo che il suo discorso non è accettabile e per molti versi confuso, pericoloso e fuori della ortodossia”.
Esorcismi. Da Vescovo ritiene che i laici possano fare esorcismi?
“No. L’esorcismo come rituale è affidato al Vescovo che può delegarlo solo a sacerdoti. I laici hanno facoltà di recitare preghiere per liberare dal maligno, mai esorcismi”.
Un Vescovo Emerito, citato da Conchiglia nel Trattato, ha sostenuto il contrario…
“Io non ho letto. Ma le ripeto, in tema di esorcismi e visioni occorre prudenza anche da parte di noi Vescovi. Senso di responsabilità. Insomma per evitare di cadere nella psicosi, in atteggiamenti di credulità o peggio ancora sfruttamento della debolezza altrui, a fini di popolarità personale, potere o peggio ancora denaro. Insomma per mettere la museruola ai ciarlatani della fede”.
Mappa Satellitare Croci d'Amore di Dozulé
nel mondo
Mappa Satellitare Croci d'Amore di Dozulé
in Italia
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2. CONCHIGLIA
II secondo gruppo che prendo in esame è legato ad una presunta veggente di nome Conchiglia. Attorno a lei si è formato il Movimento d'amore san Juan Diego, dal nome del veggente di Guadalupe in Messico. Conchiglia si propone di diffondere nel mondo il messaggio della croce gloriosa di Dozulé e delle croci in scala da far erigere nel maggior numero possibile. Ho attinto sia dagli scritti presenti in internet25 che dai volumi che raccolgono le presunte rivelazioni.
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23 Cf. http://www.ressource.fr/FAQ/Le_retour_dejesus.htm
23 Cf. http://www.ressource.fr/FAQ/Le_retour_dejesus.htm
24 http:// www.ressource.fr
25 Cf. http://www.dozule.org
La Conferenza dei vescovi svizzeri prende posizione sul fenomeno Dozulé (Francia), luogo nel quale da trent'anni i fedeli si riuniscono al seguito della visionaria Madeleine Aumont.
MESSA A PUNTO SUL FENOMENO «DOZULE'»
Vi sono cristiani che da quasi trent’anni si radunano a Dozulé (Francia) per celebrare la croce gloriosa di Gesù Cristo e pregare per la redenzione del mondo, in ossequio al messaggio attribuito a Maria dalla visionaria Madeleine Aumont, ufficialmente non riconosciuto dalla Chiesa cattolica.A seguito di alcune richieste, la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) desidera sottolineare quanto segue.
Il 24 giugno 1985, Mons. Jean Badré, vescovo di Bayeux e Lisieux (territorio su cui si trova Dozulé), affermò, in virtù del can. 1230 CIC, di non riconoscere come santuario il sito di Dozulé (cf. Documentation Catholique n° 1911, 2.2.1986, pp. 169-170).
Con Lettera del 25 Ottobre 1985 a Mons. Badré, il cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, approvò espressamente la procedura seguita dall’Ordinario di Bayeux e Lisieux e le disposizioni prese in riferimento alla sua responsabilità pastorale, secondo il can. 381 § 1. Il vescovo di Bayeux e Lisieux si riferisce costantemente a questa posizione.
Accanto al lodevole richiamo alla conversione e alla devozione della Croce gloriosa e dell’Eucaristia, gli scritti pubblicati da Dozulé contengono accenti ed esigenze inaccettabili (cf. Dichiarazione di Mons. Badré dell’8 dicembre 1985) : l’esclusività del valore salvifico di ciò che avviene a Dozulé ; il carattere ultimo ed esclusivo del « messaggio » ; l’escatologia dubbiosa ed incongrua ; il fatto di costruire delle croci luminose senza tener conto della sensibilità religiosa dei confinanti e rischiando procedure giudiziarie costose e controproducenti.
D’accordo con il Magistero della Chiesa universale, la CVS si distanzia formalmente dal progetto « Dozulé ». Un certo numero di fedeli sarà forse disorientato da questa messa a punto e stenterà ad accettarla. I vescovi invitano questi fedeli a riassorbire la loro spiritualità e la testimonianza di fede nell’autentico mistero della croce del Salvatore. E’ nei sacramenti e tramite essi che occorre cercare le fonti della nostra conversione e di quella del mondo. In essi e per essi, in seno alla Chiesa, fortifichiamo la nostra speranza nell’attesa del ritorno del Signore.
Friburgo, 14.5.2003+
Amédée Grab OSBPresidente della Conferenza dei vescovi svizzeri
Tratto dal Sito: http://www.kath.ch
Lettera del Cardinale Ratzinger. Sacra Congregatio pro Doctrina Fidei - 25 ottobre 1985
A Sua Eccellenza Mons. Jean BADRÉ, Vescovo di BAYEUX e LISIEUX.
Prot. n° 19/84
Eccellenza,
Avete reso noto alla Sede Apostolica la relazione della Commissione Diocesana da voi nominata perché vengano esaminati gli " eventi di Dozule " come pure l'Ordinanza che voi avete ritenuto opportuno emettere alla luce delle conclusioni di codesta Commissione.
Per quanto é di sua competenza, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha esaminato con attenzione questi documenti e approva la procedura da voi seguita come pure le disposizioni della vostra Ordinanza.
Nello stesso tempo non dubita che possiate ulteriormente seguire gli avvenimenti inerenti alla questione, con la stessa vigile cautela e prendiate, all'occorrenza, gli opportuni provvedimenti che, per quanto riguarda questa materia, dipendono dalla vostra esclusiva responsabilità episcopale (cf. can. 381, par.1).
Vogliate gradire, Eccellenza, l'espressione dei miei sentimenti di fraterni e molto rispettosi ossequi nel Signore.
| Fonte: http://www.dimarzio.it/srs/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=64 |
Lettera di mons. Luigi Bressan - giovedì 4 luglio 2002 - ai Sacerdoti e alle Comunità Religiose dell’Arcidiocesi di Trento a proposito di alcune iniziative che rischiano di snaturare il messaggio cristiano.
Continua qui:
http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=19
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http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=19

























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