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«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante» (Papa Giovanni XXIII)

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante»         (Papa Giovanni XXIII)

22 gennaio 2011

"LIBERACI DAL MALE" - CONVEGNO ARCIDIOCESI CAMPOBASSO-BOJANO




Convegno organizzato dall’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano
in collaborazione con le Aggregazioni e Associazioni Laicali
per formare-informando

Tale appuntamento mira a fare conoscere correttamente un “argomento” che, in questi ultimi tempi, ha avuto lo scopo di diffondere una forma mentis confusa e deviante atta a sostituire, con forme “alternative”, il nostro insegnamento cristiano.


L’ incontro si terrà alle
ore 18:00 di Sabato 5 febbraio 2011
 SALA DELLA COSTITUZIONE
della Provincia di Campobasso 
 Ingresso: Via Milano – Campobasso


Tema del convegno:
“LIBERACI DAL MALE”
Riflessioni del Magistero Cattolico sull’Esorcismo.


Le conclusioni saranno affidate a S. E. Mons. GianCarlo Maria Bregantini - Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Bojano. Moderatore - Don Giovanni Diodati   Parroco della Chiesa di San Paolo Apostolo in Campobasso. Paolo Mitri Segretario CDAL saluterà i convenuti a nome di tutte le Aggregazioni e Associazioni Laicali dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano.


"Liberaci dal Male: riflessioni del Magistero cattolico sull'Esorcismo" from GRIS CAMPOBASSO-BOJANO






Padre Francesco BAMONTE - Religioso dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, esorcista della diocesi di Roma, è membro della “Associazione Internazionale degli Esorcisti”, negli anni di preparazione al sacerdozio ha studiato a Roma alla Pontificia Facoltà Teologica San Tommaso d’Aquino e all’Istituto Giovanni Paolo II per il matrimonio e la famiglia presso la Pontificia Università Lateranense. Con una équipe che lo coadiuva, dedica gran parte della sua azione pastorale all’aiuto delle persone cadute vittime dei maghi o coinvolte in pratiche occulte e medianiche di varia natura. Si avvale anche del ministero dell’esorcismo, quando i danni che hanno subito le varie vittime dell’occultismo lo rendono necessario. È docente del corso Esorcismo e preghiera di liberazione presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” in Roma. È considerato uno dei massimi esperti della Chiesa a livello mondiale in tema di possessione e liberazione dagli spiriti infernali.
Ha pubblicato vari libri, tradotti in diverse lingue. Con le Paoline: "Possessioni diaboliche ed esorcismo. Come riconoscere l’astuto ingannatore" (2006 2);
"Gli angeli ribelli. Il mistero del male nell’esperienza di un esorcista" (2008).



Il sito che stai per visitare riporta il contenuto di alcune delle conferenze che egli ha presentato, per prevenire il grave fenomeno del ricorso ai maghi.

Introduzione

Sin dall’inizio della mia missione sacerdotale, sono venuto a contatto con persone finite in mano a maghi, cartomanti, chiromanti, fattucchieri, stregoni, e le loro storie suscitavano in me grande sdegno, soprattutto quando coloro che erano caduti in questa rete, erano persone sole, disperate, abbandonate, bisognose di un barlume di luce per continuare a sperare e a confidare nel domani. Ho toccato con mano come i maghi sfruttano avidamente chi è in difficoltà, chi ha bisogno di aiuto, chi è nel dubbio, chi è nel dolore. La loro attività è un’abile strumentalizzazione dello stato di necessità di una persona per truffarla e quindi sprofondarla in tal modo ancor più nella sua afflizione. Il mago, sapendo di promettere il falso, si presenta infatti, sempre come un benefattore, come il vero amico che sarà capace di risolvere tutti i tuoi problemi. In realtà gli unici problemi che egli vuole risolvere, sono quelli economici personali, non certo quelli degli altri. Questo è un infame sfruttamento dei drammi della gente, un vero e proprio sciacallaggio, che io avvertivo intollerabile, soprattutto quando le cifre con cui si facevano pagare erano spaventose, oppure quando pur non essendo cifre molto elevate, mi accorgevo, dalle testimonianze che mi venivano riportate dai malcapitati, che venivano messe in atto nei loro confronti sistemi d’inganno che avevano come fine farli tornare da loro più volte, in modo da sottrargli gradualmente quel danaro che non avrebbero potuto togliergli di tasca in una sola volta. Le autorità non intervengono se non dietro denuncia dei cittadini, che però il più delle volte, per vergogna o per paura, pur avendo subito gravi truffe, non sporgono denuncia. Non ci sono poi parole per commentare il fatto gravissimo che è quello di permettere contratti tra maghi e aziende telefoniche e il fatto altrettanto gravissimo che i cittadini non vengono tutelati da queste raggiri realizzati impunemente, non solo negli “studi” personali dei maghi, ma anche sotto le telecamere delle televisioni private. Spinto a compassione dai drammi delle tante persone finite in questa rete, ho messo in atto in loro soccorso, varie iniziative pastorali quali l’ascolto, il consiglio, l’incoraggiamento, la preghiera. Inoltre per aiutare la gente ad aprire gli occhi e metterla in guardia dai pericoli che frequentando i maghi si corrono sul piano economico, psicologico, morale e spirituale, ho organizzato conferenze e corsi dal titolo: «Come difendersi dai maghi», ho pubblicato vari testi e infine ho preparato il sito che stai visitando.



Padre Francesco Bamonte, sacerdote esorcista
http://www.youtube.com/watch?v=sh0_TUJ-Mw0

Il Quotidiano del Molise
Sabato 5 febbraio 2011


 
  Cliccare sulle immagini per ingrandire



Il Quotidiano del Molise
Martedì 8 febbraio 2011 p. 7
Cliccare sull'immagine per ingrandire


Ogni preghiera recitata con Fede aiuta a liberarci dal Maligno

Anche su:




LIBERACI DAL MALE
riflessioni del Magistero cattolico sull’Esorcismo

CAMPOBASSO - Il tema della presenza del male occupa da sempre il pensiero degli umani. E basterebbe richiamare, nel filone laico, Dostoevskij e Hannah Arendt, e in quello religioso Padre Pio da Pietrelcina, per intuire la rilevanza del tema stesso, che resta quanto mai vivo in filosofia come in teologia. Ma continua a rimanere anche aperto, nel senso che è assai difficile dire una parola conclusiva, non fosse altro per la serie infinita di maschere che il male continuamente assume. Se c’è qualcuno però che possiamo ritenere esperto in materia è l’esorcista, figura ecclesiastica incaricata dal vescovo di trattare le persone e le cose 'possedute' dal maligno. Ogni diocesi ha in genere almeno un esorcista, ruolo che negli ultimi anni ha conosciuto una certa riconsiderazione, dopo che all’indomani del Concilio era andato quasi scomparendo.
Negli ultimi tempi si è parlato spesso di esorcismo, un tema che da sempre stimola la curiosità dell’opinione pubblica, alimentando a volte paure e timori infondati. Proprio al fine di informare correttamente la comunità sul significato dell’esorcismo e sui modi con cui “il male” si manifesta, l’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano, in collaborazione con le Aggregazioni e Associazioni Laicali , ha organizzato il convegno “LIBERACI DAL MALE”- Riflessioni del Magistero Cattolico sull’Esorcismo” in programma sabato 5 febbraio 2011 alle ore 18.00 presso la SALA DELLA COSTITUZIONE della Provincia di Campobasso.
Il convegno avrà come relatore Padre Francesco BAMONTE, uno dei più accreditati esorcisti a livello mondiale, Religioso dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, esorcista della diocesi di Roma, membro della “Associazione Internazionale degli Esorcisti”, negli anni di preparazione al sacerdozio ha studiato a Roma alla Pontificia Facoltà Teologica San Tommaso d’Aquino e all’Istituto Giovanni Paolo II per il matrimonio e la famiglia presso la Pontificia Università Lateranense. Con una équipe che lo coadiuva, dedica gran parte della sua azione pastorale all’aiuto delle persone cadute vittime dei maghi o coinvolte in pratiche occulte e medianiche di varia natura. Si avvale anche del ministero dell’esorcismo, quando i danni che hanno subito le varie vittime dell’occultismo lo rendono necessario. È docente del corso Esorcismo e preghiera di liberazione presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” in Roma. È considerato uno dei massimi esperti della Chiesa a livello mondiale in tema di possessione e liberazione dagli spiriti infernali.
Le conclusioni del convegno saranno affidate a S. E. Mons. GianCarlo Maria Bregantini - Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Bojano. Moderatore: Don Giovanni Diodati - Parroco della Chiesa di San Paolo Apostolo in Campobasso. Paolo Mitri – Segretario CDAL saluterà i convenuti a nome di tutte le Aggregazioni e Associazioni Laicali dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano.

04 / 02 / 2011



 MOMENTI SALIENTI DELL'EVENTO

Paolo Mitri Segretario del CDAL porge i saluti ai convenuti a nome di tutte le Associazioni e Movimenti dell'Arcidiocesi di Campobasso-Bojano
Don Giovanni Diodati presenta p. Francesco Bamonte

Due momenti della relazione di Padre Francesco Bamonte

Le conclusioni di Padre GianCarlo Maria Bregantini Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Bojano

La Sala Congressi della Provincia di Campobasso con gli intervenuti al convegno

Padre Francesco Bamonte intervistato da RAI3 Molise

Padre Francesco Bamonte con i responsabili dell'organizzazione del convegno




LE FOTO

video




Illegittimi gli esorcismi e i miracoli durante le celebrazioni di massa



Esistono ancora i profeti?




Sindrome del vero credente



Padre Amorth:
quali sono i segni che identificano la possessione












14 gennaio 2011

INTERROGATIVI SUL GESÙ BAMBINO DI GALLINARO



Argomento delicato per la fede di ogni cattolico quello affrontato al convegno organizzato del G.R.I.S. (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa) dell'Arcidiocesi di Campobasso-Bojano l'11 dicembre 2009, presso l'Auditorium "Igino Petrone" di Campobasso, sul tema:



"Rivelazioni private e fenomeni straordinari
tra fede ecclesiale e superstizione"
Il caso: Gesù Bambino di Gallinaro 


         Relatore:
Padre Fraçois-Marie Dermine       
Presidente Nazionale del GRIS
BIOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA


   
 IL CASO: GESU' BAMBINO DI GALLINARO


 La Notificazione della Curia Vescovile di
SORA-AQUINO-PONTECORVO
   
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La
“NOTIFICAZIONE DELLA CURIA VESCOVILE DI SORA-AQUINO-PONTECORVO
 riportata anche qui alle pp.20-21-22

Fonte:





PREFAZIONE
dott. Giuseppe Ferrari
Segretario Nazionale del GRIS
Pagine 79-102


79
Assistiamo da alcuni decenni a un’impressionante proliferazione di fatti straordinari soprannaturali, mariani o meno, veri o presunti, e che si presenta sotto varie forme: apparizioni, locuzioni, stimmate come nel caso di fra Elia, emografie come nel caso di Natuzza Evolo († 2009), ecc. Qualche studioso come René Laurentin parla di più di 9000 casi di apparizioni nel mondo. Si tratta forse di un fenomeno vecchio o, addirittura, antico, allora poco noto per la mancanza di sufficienti mezzi di comunicazione, ma si tratta pure di un fenomeno ormai quasi sfuggito al controllo o alla supervisione non solo degli studiosi ma pure delle stesse istanze ecclesiali, locali e universali.

Possiamo ipotizzare che pochi siano autentici in quanto «anche Satana si maschera da angelo di luce» (2 Cor 11,14) e si adopera a sviare gli uomini dalla fede cattolica; i richiami alla vigilanza sono quindi indispensabili: «Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema» (Gal 1,8).

Cosa dire del caso del Gesù Bambino di Gallinaro (provincia di Frosinone) che, seppure attragga centinaia di migliaia di persone ogni anno, rimane pur sempre uno dei suddetti 9000 casi? Dopo una breve presentazione, passeremo all’atteggiamento della Chiesa e all’esame degli aspetti - dottrinali, economici ed altri - che aspettano di essere chiariti, nella misura in cui lo possano essere.
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* Padre François-Marie Dermine OP è Presidente Nazionale del GRIS.

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1. IL FENOMENO DEL GESÙ BAMBINO DI GALLINARO

Esso si trova legato alla persona di Giuseppina Norcia, nata nel 1940 da Antoniella Fazio e Cesidio Norcia che ebbero due altri figli. In un libriccino scritto da colui che divenne più tardi direttore spirituale della veggente, sostenitore dell’opera e a suo tempo collaboratore del vescovo della diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, viene narrato che nel giugno del 1947, a due giorni dalla sua prima Comunione,

«d’un tratto ella vide apparire e scendere dal cielo una nuvoletta soffice e luminosa, sulla quale era adagiato dormiente un pargoletto di sovrumana bellezza. Era Gesù Bambino! La nuvoletta si fermò a circa un metro dalla piccola veggente. Gesù aprì gli occhi, che erano di incomparabile dolcezza, la fissò e le sorrise» [1].

La mamma e due donne che stavano lavorando vicino accorsero, ma l’apparizione scomparve lasciando, si dice, un segno indelebile nell’anima della bambina.
La vita proseguì per Giuseppina che, dopo essersi sposata a 18 a anni Umberto Lombardi dal quale ebbe due figli, si trasferì a Sora dove morì il marito nel 1971 mentre lei stessa venne colpita nel 1974 da un male dichiarato grave. Il 15 maggio del medesimo anno si verificò il secondo avvenimento che segnerà la sua vita: avvolti dalla luce appaiono Gesù, non più bambino ma adulto, la beata Vergine Maria e san Michele che le annunciano la missione di salvezza che dovrà compiere e la mettono in guardia circa un attacco diabolico che si verificherà la notte successiva, un attacco dal quale la protagonista si tirerà fuori grazie alla recita del santo Rosario assieme ai familiari.

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[1] Monsignor Ernesto Cardarelli, Una Culla per Gesù Bambino nella terra di Gallinaro, 49 pp. Qui a p.1. Tradotto in tedesco, inglese, spagnolo, russo, ecc.

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Qualche giorno dopo, Gesù e Maria ritornarono, accompagnati questa volta dalla santa martire Mesia († 305) sepolta nel castello di Alvito (Frosinone), e le preannunciarono la sua guarigione che avverrà nel 1975, anno durante il quale «Gesù le confidò un grande segreto, da non rivelare fino a quando Egli non lo avrebbe permesso» [2]. Dopo una visione del paradiso e degli orrori dell’inferno, la Madonna le avrebbe detto: «”Vedi dove vanno a finire i peccatori? Aiutami... Sbrighiamoci»”. E, mostrandole la corona del Rosario, soggiunse: “Dopo i sacramenti della Confessione e della Comunione, non c’è altro mezzo! Tu hai visto che siamo in lotta con satana. Insegna a tutti ad utilizzare bene il tempo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime. Pregate molto per la conversione dei poveri peccatori”» [3]. Nei colloqui successivi, Gesù le chiese di costruire, sul luogo esatto della prima apparizione, una cappellina che servisse di “culla per Lui”, e volle che «presso quella culla si preghi insieme, per ottenere da Lui le grazie desiderate, non solo per la salute delle anime, ma anche per quella dei corpi» [4] . Un anno dopo, la cappella di quattro metri per quattro nel 1975, venne costruita grazie all’interessamento della madre di Giuseppina, Antoniella, chiamata “Nonna Nella” dai fedeli, su un terreno di sua proprietà.

A partire da quel momento, cominciarono le visite e, poi, i pellegrinaggi sempre più numerosi, favoriti sì dalla nomea carismatica di Giuseppina capace - si dice - di leggere nei cuori e di risvegliare la fede, di infondere forza e serenità,  ma soprattutto dalle voci di miracoli, di guarigioni e di conversioni.

La veggente avrebbe ricevuto dei messaggi soprannaturali in maniera abituale fino alla sua morte, avvenuta per collasso cardio-circolatorio con crisi polmonare il 5 luglio 2008 all’ospedale di Cassino. Il tenore di tali messaggi è piuttosto apocalittico, con numerosi riferimenti all’instaurazione del”regno dei giusti” e di una “nuova Gerusalemme” che sarà preceduta da eventi sconvolgenti: morti, sofferenze e catastrofi naturali…

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[2]. Ibid., p.6.
[3]. Ibid., p.9.
[4]. Ibid., p.9.


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2. L’INDISPENSABILE DISCERNIMENTO DELLA CHIESA

Di fronte a simili fenomeni, resta determinante il discernimento della Chiesa, locale in prima istanza: «Il giudizio sulla loro genuinità e sul loro uso ordinato appartiene a coloro che detengono l’autorità della Chiesa; ad essi spetta soprattutto di non estinguere lo spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono» [5]. Già dalla Chiesa primitiva, il profeta non è più una figura a se stante ed autonoma, capace di dettare la volontà divina alla comunità; ma è piuttosto la comunità ad esercitare il proprio discernimento nei confronti dei carismi straordinari, inclusa la profezia e la sua interpretazione. Non a caso san Paolo colloca gli apostoli prima dei profeti: «alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue» (1Cor 12,28) [6].

La Chiesa dimostra sempre una grande prudenza e, talvolta, diffidenza, che spesso ma a torto viene scambiata per ostilità; essa è infatti consapevole della presenza di Dio e di un suo possibile intervento nella storia, anche attraverso rivelazioni private. Al riguardo, il magistero non lascia spazio a dubbi. Ricordiamo le puntualizzazioni di Benedetto XIV (il cardinale Lambertini) nel De servorum Dei beatificatione et canonizatione: «seppure nessuno sia tenuto ad aderire con fede divina alle rivelazioni approvate dalla Chiesa, nessuno tuttavia può rifiutarsi di aderire senza la dovuta modestia e senza disprezzo» [7]. Pur invitando alla prudenza riguardo ai carismi straordinari, la Lumen Gentium afferma comunque che «devono essere accolti con gratitudine e gioia spirituale, poiché essi vengono incontro ai bisogni della Chiesa e le sono particolarmente adatti» (n.12). Da parte sua, il Catechismo della Chiesa cattolica dichiara:

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[5]. Lumen Gentium, n.12.
[6]. «Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti…» (Ef 4,11).
[7]. Cf. lib.II, c.32, n.11.


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«Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di “migliorare” o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa» (n.67) [8].

Purtroppo, proprio per questo loro presunto collegamento diretto e preferenziale con Dio, non pochi veggenti o carismatici e loro fautori presumono di appartenere alla cerchia degli eletti e di fare a meno del discernimento della Chiesa ufficiale, non di rado etichettata come sclerotizzata, corrotta o addirittura infiltrata dalla massoneria. Gli stessi sacerdoti, soprattutto se ricevono messaggi diretti a loro personalmente, non sono immuni da tale rischio, anzi!

«Spesso apparenze di virtù e di santità, di presunti miracoli non controllati, predizioni che si proclamano già realizzate sembrano imporsi non solo ai semplici e ai frettolosi, ma il più delle volte agli stessi esperti. I primi ad essere sedotti sono ordinariamente i confessori, troppo fiduciosi nelle persone da

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 [8] Molto significative rimangono le seguenti dichiarazioni dell’allora cardinale Ratzinger: «Nessuna apparizione è indispensabile alla fede, la Rivelazione è terminata con Gesù Cristo, Egli stesso è la Rivelazione. Ma non possiamo certo impedire a Dio di parlare a questo nostro tempo, attraverso persone semplici e anche per mezzo di segni straordinari che denuncino l’insufficienza delle culture che ci dominano, marchiate di razionalismo e di positivismo. Le apparizioni hanno un loro posto preciso nello sviluppo della vita della Chiesa. Mostrano tra l’altro che la Rivelazione – pur essendo unica e dunque non superabile – non è cosa morta, è viva e vitale» (Rapporto sulla fede - Vittorio Messori a colloquio con Joseph Ratzinger, San Paolo 1984).


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loro dirette e fuorviati da una segreta soddisfazione di avere sotto la loro guida anime chiamate a vie straordinarie» [9].

In ogni modo, tre sono i giudizi che la Chiesa può esprimere su un fenomeno straordinario. Il primo, “constat de non-supernaturalitate”, è una esplicita condanna del fenomeno assortita dalla proibizione di favorirlo in qualsiasi modo con visite, soprattutto da parte di sacerdoti, ai luoghi o ai pseudo-vegenti ad esso legati e dove non possono essere celebrati i sacramenti. Il secondo giudizio, “non constat de supernaturalitate”, è attendista: si astiene da una sentenza positiva e favorevole senza tuttavia rigettare il fenomeno; è l’atteggiamento riservato attualmente a Medjugorje, dov’è consentita la celebrazione dei sacramenti e l’organizzazione di pellegrinaggi, purché non ufficiali a livello parrocchiale o diocesano. Il terzo giudizio: “constat de supernaturalitate”, equivale invece a un riconoscimento vero e proprio per cui tutti possono promuovere il culto e frequentare il luogo delle apparizioni con pellegrinaggi, anche ufficiali.

Riguardo al fenomeno del Gesù Bambino di Gallinaro, la diocesi ha per il momento adottato la seconda posizione: non corrisponde cioè né a una stroncatura né a un’approvazione ma esprime un giudizio critico in attesa di ulteriori chiarimenti. Nella Notificazione della Curia Vescovile di Sora-Aquino-Pontecorvo riportata su L’Osservatore Romano del 25 ottobre 2001, si ribadisce quanto già scritto nel Bollettino ufficiale della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo corrispondente al numero di gennaio-giugno 1992:

«nessuna esplicita ed autorevole approvazione è mai stata data dalla competente Autorità ecclesiastica a fatti che tendono a presentarsi come ‘straordinari’ o ‘soprannaturali’, mentre non risultano tali né per origine, né per natura, né per contenuto».

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[9] M.J. Ribet, La mystique divine distinguée de ses contrefaçons diaboliques et des analogies humaines, 3 voll., Librairie Ch. Poussielgue, Paris 1879-1883. Qui III, p.497.


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Che non si tratti di una stroncatura, lo si capisce da una lettera dell’allora vescovo risalente al 27 giugno 1997 e indirizzata principalmente a Giuseppina Norcia incontrata a Gallinaro durante la visita pastorale: «È fuori discussione che a Gallinaro si prega molto e avvengono conversioni di persone che recuperano la fede e cambiano vita. I fatti lo dimostrano». Se, a questo elemento, aggiungiamo «l’afflusso persistente e crescente di quanti si dirigono alla “mistica culla” di Gallinaro» [10] , si capisce ancora di più perché la diocesi si sia comunque astenuta da una stroncatura.

Nella medesima lettera, tuttavia, il vescovo non risparmia le critiche, anche pesanti. Egli parla di «attenzione su aspetti non solo del tutto marginali ma anche difformi ad una esperienza di vita cristiana evangelicamente ed ecclesialmente vissuta», di «esagerato devozionismo che insiste su aspetti secondari, esteriori e sentimentali della religiosità. […] C’è poi il pericolo del sensazionalismo e del fanatismo, legati non raramente a fenomeni del genere». Si menziona inoltre la «sete di “miracolismo” assai pericolosa, perché può distogliere da ciò che è essenziale e prioritario nel messaggio evangelico nell’esperienza della vita cristiana e che appartiene alla fatica della quotidianità e della “normalità”». Queste sottolineature trovano del resto conferma nell’atteggiamento di tante persone che, passando davanti alla statuetta di Gesù Bambino, testimoniano di averlo visto strizzare l’occhio, muovere le manine, ecc., e di altre che sostengono di aver visto il sole girare su stesso oppure trasformarsi in ostia o nel volto stesso di Gesù Cristo; più di uno attesta di aver avuto in seguito visioni o fenomeni soprannaturali straordinari come un medico di Perugia, tale Giuseppe Petrillo, diventato veggente nell’autunno del 2000 mentre visitava per la prima volta la cappellina.

Don Alberto Mariani, allora vicario della diocesi dalla quale venne nominato osservatore per i fatti di Gallinaro, è passato da un atteggiamento semplicemente prudenziale ad un altro dichiaratamente contrario, decretando l’affissione di manifesti alle porte di tutte le chiese per distogliere i fedeli da qualsiasi coinvolgimento.

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[10] E. Cardarelli, Op.cit., p.11.

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3. GIUSEPPINA NORCIA E LA CHIESA

Nel suo libriccino, mons. Cardarelli crede di tappare la bocca ai detrattori appellandosi allo spirito di ubbidienza della veggente e al giudizio della Chiesa:
«Ella ha reso note, fin dal principio, le proprie esperienze spirituali all’autorità ecclesiastica diocesana, rimettendosi totalmente al giudizio ed alle ordinanze di essa. La quale, segue i fatti con scrupolosa diligenza e non fa mancare a Giuseppina una regolare e prudente assistenza spirituale» [11].
[E più avanti:]
«si consulti, prima di dare giudizi, la legittima autorità della Chiesa, unica competente a discernere i veri “doni spirituali” dalle contraffazioni diaboliche ed umane. Giuseppina dichiara di aver palesato, fin dal loro inizio, le sue esperienze spirituali al suo Vescovo, sotto il cui controllo agisce in obbedienza incondizionata. E ciò è un segno rassicurante» [12].

Ma sembra che sulla docilità e sul comportamento della protagonista, che si presenta con semplicità disarmante, il giudizio debba essere, come minimo, mitigato. Qualche volta, infatti, si è dimostrata ubbidiente, come quando smise, su esplicita richiesta del vescovo, di proclamare i suoi messaggi soprannaturali all’altoparlante.

Però non ottemperò alla richiesta espressa dal vescovo nella sua lettera del 1997:
«Quanto ai messaggi preferisco considerarli “meditazioni” che contengono riflessioni semplici nelle quali non c’è nulla di contrario alla fede. Proprio per questo desidero che venga rimossa dalla facciata della Cappellina la lapide che commemora il presunto evento».
In questa lapide, oltre, tra le altre cose, a ricordare le due date fondamentali del 1947 e del 1974, si dice che «da allora Gesù le ha affidato una grande missione e le ha rivelato molti segreti per la salvezza delle anime. I colloqui di Gesù con

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[11] Ibid., p.9.
[12] Ibid., p.12.


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Giuseppina continuano ancora». Suona strana e, forse, falsa questa pubblicità, fatta alla presunta veggente mentre lei era ancora in vita e riceveva i pellegrini proprio accanto alla scritta…

Invitata in ben tre riprese dalle autorità ecclesiali a farsi seguire spiritualmente da un sacerdote, Giuseppina ha indicato, di volta in volta, i nomi di tre ecclesiastici, incluso un abate dell’Abbazia di Casamari, che, interpellati da ufficiali diocesani, hanno asserito di non conoscere affatto la veggente e di non essere mai stati contattati da lei; ogni volta, lei si è difesa affermando di essersi sbagliata.

Un’altra disubbidienza, questa volta forse indiretta, riguarda la diffusione del libriccino di monsignor Ernesto Cardarelli, Una Culla per Gesù Bambino, nonostante il divieto del vescovo espresso nella Notificazione del 8 dicembre 2001: «il libretto di preghiera che viene distribuito ad alcuni pellegrini non è conforme alle vigenti norme canoniche e liturgiche e, come tale, non può essere diffuso».
Ovviamente è falso che il libriccino, come viene affermato dall’entourage di Giuseppina, sia stato approvato da due vescovi, come del resto risulta falsa la notizia quella della benedizione dello stesso vescovo di Sora alla cappella, attorno alla quale, quasi per forzare la mano alla diocesi,  sventolano dodici bandiere vaticane.

In ultima analisi, la veggente fa più riferimento alla “Madonna” che non alla diocesi. Interrogata sui criteri di scelta dei responsabili di zona che, dopo la consegna dello “Stendardo”, vengono abilitati a guidare i gruppi di preghiera e a organizzare i pullman verso la località miracolosa, lei si nascondeva sempre dietro espressioni come “così la Madonna vuole",  "così la madonna mi ha detto", ecc.

Qui sembra che vengano a mancare gli atteggiamenti e le regole più elementari suggeriti dagli stessi santi, mistici e carismatici.
Riguardo all’umiltà: «Sono perfettamente sicura che Dio non permetterà mai al demonio d’ingannare un’anima che in nessuna cosa si fida di sé» [13]. Riguardo alla sottomissione: «Quando il Signore mi

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[13] Teresa di Gesù, Opere complete, a cura di L. Borriello – Giovanna della Croce, Paoline, Milano 1998. Qui dalla Vita, c. 25, n. 12.


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ordinava qualche cosa nell’orazione, se il confessore me ne imponeva un’altra, lo stesso Signore tornava a dirmi di ubbidire al confessore, poi Sua Maestà gli faceva cambiare parere, così che ci tornasse su, uniformando il comando al suo volere» [14]. Gesù stesso rivolgeva a santa Margherita-Maria Alacoque le seguenti parole: «Non soltanto voglio che tu faccia ciò che i tuoi superiori ti diranno, ma ancora che tu non faccia nulla di tutto ciò che ti ordinerò senza il loro consenso. Poiché amo l’obbedienza e, senza di essa, nessuno può piacere a me» [15].


4. I PRESUNTI MIRACOLI E GUARIGIONI

Ad avvalorare il fenomeno di Gallinaro, ci sarebbero i miracoli e le guarigioni. “Come si può ancora non credere a quello che dice Gesù quando è supportato da tali fatti?”, chiedono e ripetono i sostenitori… Prima di giungere alla cappellina, i pellegrini possono dissetarsi ad una fonte fuoriuscita miracolosamente dalle pietre dopo l’abbattimento di un albero secolare, sembra su indicazione della Vergine; non sono poche, inutile dirlo, le analogie con quanto disse la Vergine a Bernadette Soubirous durante la quinta apparizione a Lourdes: «Ella mi ripeté più volte che dovevo dire ai preti che lì si doveva fare una cappella e d’andare alla fontana per lavarmi e che dovevo pregare per la conversione dei peccatori».

Il più noto tra questi miracoli rimane la presunta guarigione, avvenuta il 25 marzo 2007, di un bambino pugliese di sei anni, Giovanni Pio Di Fiore che, affetto da atassia, una grave malattia motoria per di più complicata da un’altrettanto grave deficit visivo, ha ripreso a camminare normalmente mentre visitava per la prima volta la cappellina accompagnato dai genitori, parenti ed amici; egli avrebbe addirittura ricominciato a pedalare sulla sua bicicletta, abbandonata sette mesi prima.
Due altri casi di presunti miracoli sono stati segnalati dalla stampa locale: la guarigione dalla paralisi

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[14] Ibid., c. 26, n. 5.
[15] Parole del Signore a Margherita-Maria Alacoque in Sa vie écrite par elle-même.


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alla mano sinistra di una ragazza di 21 anni mentre passava di fronte alla cappellina il 30 agosto 2009 [16], e la guarigione, dopo aver sognato il Bambinello, di una commerciante di Sora affetta da cancro all'ipofisi con metastasi sparse in stato avanzato [17].

Nel rendiconto del colloquio avvenuto il 28 ottobre 2001 con esponenti diocesani, i capigruppo si lamentano perchè «sono state consegnate documentazioni che nessuna commissione ha mai esaminato: lo deduciamo dal fatto che nessuno dei testimoni è mai stato sentito». Ma la curia vescovile, nella Notificazione del dicembre 2001, afferma tutto il contrario; dopo aver parlato di «fatti che tendono a presentarsi come “straordinari” o “soprannaturali”, mentre non risultano tali né per origine, né per natura, né per contenuto», precisa infatti: «Ciò vale anche per affermate guarigioni che si dicono colà avvenute, in quanto non provate scientificamente e mai presentate e sottoposte ad esame agli Organi competenti».
Un esponente della curia vescovile di Sora interpellato di recente certifica che mai i presunti miracolati sono stati presentati con la relativa documentazione medica alla diocesi, che le cose si vengono a sapere dai mass-media e mai direttamente dai protagonisti. Per di più, la stessa malattia “incurabile” e guarigione di Giuseppina Norcia avvenuta nel 1975 rimane oscura; qualcuno parla semplicemente di stress o di esaurimento nervoso, imputabile, almeno in parte, alla morte prematura del marito.

Ad ogni buon conto, la certezza in materia di guarigioni fisiche richiede un insieme di requisiti: l’impossibilità della cura nelle condizioni in cui avvengono, la loro perfetta realizzazione, l’immediatezza e la continuità. Se la guarigione è solo momentanea, essa tradisce il prodigio satanico; stando a Tertulliano, infatti, il demonio può simulare guarigioni miracolose sospendendo semplicemente l’influsso malefico che aveva provocato le apparenti malattie o infermità senza lesione organica.

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[16] Cf. «Il Mattino» 16 ottobre 2009, http://www.conmaria.it/Il_Mattino_salerno.htm
[17] Cf. «La Provincia» 24 dicembre 2009 e «Ciociaria Oggi» 26 gennaio 2010 (http://conmaria.it/giornalieriviste.htm).

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Riguardo alle eventuali liberazioni di persone vessate o addirittura possedute dal demonio, la nebbia si fa ancora più fitta come può risultare dal racconto di un certo Sergio Andreatta, circa la liberazione, almeno apparente, di una ragazza trascinata davanti alla cappella:

«sento molta gente lì convenuta pregare l’ave Maria con un ritmo martellante, incalzante, incessante come a preparare qualcosa che sarebbe dovuto accadere. […] Sta per terra, si agita, la trattengono, ha la bava alla bocca, farfuglia gutturalmente parole incomprensibili. “Parole del diavolo!” commenterà qualcuno. La preghiera collettiva continua incessante come un treno. Dopo un bel pò, ecco, esce la veggente vestita di scuro, si avvicina alla ragazza, nel fatto silenzio assoluto gliela sollevano davanti. Lei le impone le mani sulla fronte come per un oscuro esorcismo. […] Il rituale solenne, il continuo martellare delle preghiere (tecnica mantra), la suadente aspettativa generata, la suggestione di massa (effetto Carpenter) il concorso di suggestione e credulità hanno provocato… la profezia che si avvera, il miracolo di una temporanea guarigione da un caso di isteria. Può succedere, è documentato nella letteratura medica… Giuseppina ora rientra, sembrando sfibrata, nella sua stazione» [18] .



5. L'ENIGMA  DEI… SEGRETI

Un punto su cui le perplessità si addensano o dovrebbero più che legittimamente addensarsi è quello dei segreti.

La stessa Giuseppina Norcia, nell’unica intervista televisiva da lei concessa, alla RAI per la precisione, ha dichiarato: «Tanti segreti mi ha detto Gesù, ma ancora non li posso rivelare».

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Durante la visione del 28 agosto 1994, Gesù le avrebbe pure detto: «Il mio cuore di bimbo è custodito in questa piccola culla dove … 5 segreti ho posto a difesa della mia culla … un giorno saranno svelati, la mia figlia sarà autorizzata a svelare ogni cosa» [19].

Nelle ulteriori precisazioni incise su un nastro magnetico fatto circolare per anni tra i pellegrini e il cui autore rimane ignoto, è affermato che «Gesù […] le rivela tanti segreti che ancora non può dire, uno di questi segreti Dio Padre le ha ordinato di annunciare a tutta l’umanità» [20].
È quindi comunemente ammesso dalla protagonista e dai fautori che Dio o la Madonna le abbia affidato dei segreti e, per di più, dei segreti che lei «un giorno […] sarà autorizzata a svelare».

Il contesto, come vediamo, differisce radicalmente da quello di Lourdes e di Fatima. In quest’ultimo caso, la Vergine ha affidato ai veggenti dei messaggi da rivelare o da svelare a chi di dovere nel momento opportuno e così è avvenuto; nel caso di Lourdes, santa Bernadette Soubirous riferisce che, dopo la quinta apparizione, «nello spazio di questi quindici giorni mi diede tre segreti che mi proibì di dire» e, ancora una volta, così è avvenuto nel senso che la veggente ha portato con sé nella tomba i messaggi che non era stata autorizzata a svelare a nessuno. Un fatto certo misterioso, ma non contraddittorio.

Nel caso di Gallinaro, invece, l’incongruenza o, appunto, la contraddizione c’è: Giuseppina asserisce di aver ricevuto dei messaggi da rivelare nel momento opportuno ma che non ha mai rivelato. O peggio: che non ha mai avuto la possibilità di rivelare per la sua morte, prematura e improvvisa, che ha colto di sorpresa non solo i suoi adepti ma, sembra, pure… lo stesso Gesù Cristo, impedendogli di realizzare il suo progetto…

Che il lettore tragga da solo le sue conclusioni.

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[19] Riportato in Floriana Ciccodicola, «La “nuova Gerusalemme” di Gallinaro», in G. GIAMMARIA [cur.], Ricerche sulla cultura popolare nel Lazio medirionale – Atti del convegno Patrica, 17 gennaio 1999. Istituto di storia e di arte del Lazio meridionale 2000, pp.31-53. Qui p.49.
[20] Ibid., p.51.



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6. GLI ERRORI DOTTRINALI

Se il giudizio resta ancora sospeso a livello di miracoli, guarigioni e liberazioni, non lo sembra di meno a livello dottrinale. Nella succitata lettera a Giuseppina Norcia, il vescovo scrive:

«il terzo e ultimo rischio da cui vorrei metterLa in guardia riguarda il millenarismo nei presunti messaggi e visioni. Mi riferisco alla “nuova Gerusalemme” di cui parla l’Apocalisse, che apparirà – secondo la rivelazione – alla fine dei tempi. Il Signore ce l’ha preannunziata, ma ci invita a non investigare circa i tempi, i modi e i “luoghi” in cui ciò avverrà. Questa è la vera e unica rivelazione alla quale si deve credere. Atteniamoci a questa. Perciò è meglio non parlarne affatto, anche perché l’esperienza della Chiesa ci dice che il millenarismo è un pericolo ricorrente nei momenti difficili e di passaggio della storia».

E nella Notificazione del 8 dicembre 2001, viene precisato che:

«la denominazione “nuova Gerusalemme” data al luogo è dottrinalmente inaccettabile, perché in contrasto con i dati della Rivelazione, e pastoralmente inquietante per il suo contenuto millenaristico».

A nostro avviso, due motivi contribuiscono a fondare giudizi così severi e categorici.
Il primo sta nel tenore stesso dei messaggi, per lo più relativi all’imminente instaurazione, sulla terra e nientemeno che a Gallinaro, di una “nuova Gerusalemme”. Infatti, il succitato messaggio del 28 agosto 1994 recita:

«Grande sarà la gioia di quanti hanno riposto la loro fiducia in questo santo luogo voluto dal padre, benedetto dalla madre e destinato al figlio, perchè possa iniziare a regnare non soltanto nei cuori, ma regnare per sempre, come il più grande, il più umile tra i sovrani che regnarono nella Gerusalemme dei re.



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[...] Qui in questo luogo, io ritornerò, per raccogliere i frutti della mia Passione [21].

 Per di più troviamo scolpita sulla lapide appesa alla parete frontale della cappella la seguente frase attribuita a Gesù:

«Questa culla è la colonna di luce, l’isola bianca, il castello delle anime, il centro della Misericordia infinita, la nuova Gerusalemme preparata per l’Era dello Spirito Santo per il compimento di pace».

Facciamo notare che quest'allusione ad un'Era dello Spirito è inammissibile, in quanto lo Spirito è già stato effuso sulla Chiesa nel giorno della Pentecoste, Pentecoste che si rinnova da llora nel cuore dei credenti tramite la preghiera, i sacramenti e qualsiasi altra iniziativa divina.
Il secondo motivo che giustifica il severo giudizio del vescovo sta invece nel fatto che gli stessi seguaci e fautori accolgono e interpretano i messaggi proprio in questa chiave millenarista. Che Gallinaro sia luogo, segno o centro salvifico-apocalittico dell’approssimarsi del Regno di Dio e della nuova era, emerge chiaramente nel summenzionato nastro magnetico:

«nella terra di Gallinaro un nuovo giorno va nascendo. All’orizzonte non si profila soltanto un giorno solare, ma è piuttosto il segno di una nuova era quello che si manifesta. […] Una nuova era sopraggiunge in questo luogo» [22].

Nel libretto di Mons. Cardarelli, è pure scritto che «ci troviamo di fronte al più formidabile attacco che Satana abbia mai sferrato contro Dio e la Chiesa: ennesimo, disperato tentativo di ostacolare l’affermazione del Regno di Cristo sulla terra» [23].

Anche i capigruppo, nominati a uno a uno dalla famiglia della veggente, ritengono e proclamano  imminentissimo il ritorno di Gesù Cristo e lo. Ecco un concentrato di affermazioni trascritte da registrazioni effettuate durante alcune loro riunioni:

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[21] Ibid., pp.48-49.

[22] Ibid., pp.51-52.
[23] E. CARDARELLI, Op.cit., p.10.



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«Gesù ha rivelato a Giuseppina che egli è nato a Betlemme ma qui, a Gallinaro, egli inizia a portare a definitivo compimento, la storia della salvezza, l’opera del Padre e a liberarci per sempre da ogni male per regnare eternamente nei nostri cuori. Non c’è un altro luogo nel mondo, ha scelto questo luogo qua». E altrove, si precisa: «non sappiamo l’ora […] non sappiamo il giorno […] quello lo sa solo il Signore […] ma noi sappiamo che questo è il tempo […] e ci crediamo perché noi ne siamo testimoni, testimoni veri [sottinteso: per le guarigioni, i miracoli e le conversioni]. La presenza di Gesù ci prende per mano, ci porta alla vita eterna, alla felicità, e non solo dopo ma anche qui perché Gesù dice che il paradiso è già qui sulla terra. Gesù ha rivelato a Giuseppina che porterà a termine molto presto la sua missione e che questa è verità di fede, così come è verità di fede che Gesù ricostituirà una terra paradisiaca perché è scritto nell’Apocalisse che ci saranno nuovi cieli e nuova terra».

Siamo lontani, inutile sottolinearlo, da quanto diceva la Beata Vergine alla veggente di Lourdes nella terza apparizione: «non ti prometto di farti felice in questo mondo, ma nell’altro».

In un contesto del genere, fortemente incentrato sull’attesa spasmodica della fine ormai imminente e sulla promessa di benefici non solo spirituali ma anche materiali corroborata da insistenti voci di guarigioni e di miracoli, viene spontaneo esprimere qualche perplessità sull’autenticità della «profonda e stabile conversione» [24] di tante persone di cui parla monsignor Cardarelli. Conversione che non è fuori luogo paragonare a quella di tanti testimoni di Geova, abbagliati anche loro dall’idea dell’imminenza della battaglia di Armaghedon e dalla promessa di un paradiso qui sulla terra, come ricorda il titolo di un loro testo risalente a trent’anni fa: Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca.

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[24] Ibid., p.11.


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7. L’ASPETTO ECONOMICO

Nessuno mette in dubbio che la sig.ra Giuseppina non accettasse offerte e che evitasse di lucrare sulle apparizioni, come del resto non si intende contestare qui la seguente affermazione di alcuni esponenti dei capigruppo presenti al colloquio il 28 ottobre 2001:
«si ricorda che mai prima d’ora sono state effettuate collette o richieste di offerte per nessun’altra ragione, così come tutti possono testimoniare».
Ma non possiamo nemmeno ignorare la creazione di una Onlus, nonché le modalità con cui si organizzano i pellegrinaggi a Gallinaro, due realtà che comportano notevoli e precisi risvolti economici e che richiederebbero opportuni ed urgenti chiarimenti per porre termine alle dicerie correlate.

La Onlus “Casa Serena del Bambino Gesù” venne costituita, si dice, “per volere divino” nel febbraio del 2001 al fine «di fornire accoglienza a tutti coloro che giungono nei pressi della “Piccola Culla”, con particolare riferimento ai sofferenti e alle persone che versano in condizione di svantaggio fisico, morale, sociale, economico e culturale» [25]. Il sito riporta pure l’indicazione dei conti correnti sia bancari che postali per i versamenti.

La Onlus o organizzazione non lucrativa di utilità sociale è, ricordiamolo, una categoria autonoma di ente soggetto a regimi fiscali particolari, trattandosi di un'istituzione senza scopo di lucro e che diventa tale previa l’iscrizione all’Anagrafe delle Onlus, con l’obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale; dal 2006, le Onlus diventano pure beneficiarie del cinque per mille.

Ora, tenendo conto delle centinaia di migliaia di pellegrini e di persone affezionate al Gesù Bambino della sig.ra Norcia, si può ragionevolmente ipotizzare un flusso pluri-milionario di soldi nelle casse della Onlus, flusso che la trepidazione apocalittica per l’imminenza della fine non contribuisce di certo a rallentare. Inoltre, considerando l’elenco sul sito dei lavori sinora compiuti e il

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[25] http://www.nuovagerusalemme.it/casaserena_illustr.html


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fatto che la casa di accoglienza non sia ancora stata costruita [26], si hanno seri motivi di pensare che i soldi spesi per adempiere le finalità sociali della Onlus siano pochi.

Di fronte a una realtà del genere o a flusso di denaro la cui gestione richiederebbe un’onestà e una trasparenza capaci di frugare ogni sorta di sospetti e di chiacchiere, la Chiesa è posta di fronte a due alternative: o intromettersi direttamente nella gestione, com’è avvenuto a San Giovanni Rotondo e a Loreto, oppure prendere pubblicamente le distanze.
La diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo ha scelto quest’ultima alternativa nella Notificazione ufficiale del dicembre 2001:

«in merito, poi, alla ventilata costruzione della cosiddetta “Casa Serena del Bambino Gesù” e alla costituzione nell’ordinamento civile di un’associazione Onlus a tale fine destinata, la Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo ha a suo tempo precisato la sua estraneità sia alle suddette iniziative sia alla raccolta di fondi che era stata nel frattempo iniziata».

Nel comunicato del 17 marzo 2001 cui si riferisce l’espressione “a suo tempo”, si legge:

«In questa sede, intende inoltre richiamare all’attenzione il fatto che per “agire a nome della Chiesa”, a norma del canone 312 del Codice di Diritto Canonico, è necessario che un’associazione di fedeli sia riconosciuta dalla competente autorità ecclesiastica attraverso l’approvazione dei suoi statuti e l’acquisto della personalità giuridica ecclesiastica pubblica.

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[26] Il sito ufficiale dell’organizzazione spiega: «con riferimento alla struttura di accoglienza, la Onlus ha definito la redazione di un progetto per la realizzazione della struttura, presentandolo al vaglio dell’amministrazione comunale il 1 marzo 2004 e a quello dell’amministrazione provinciale l’8 marzo 2004. Tuttavia, a tutt’oggi, l’amministrazione comunale non ha ancora adottato il Piano regolatore che dovrebbe consentire la realizzazione della struttura di accoglienza».


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In ogni caso, anche le associazioni private di fedeli, per acquisire personalità giuridica, necessitano dell’approvazione dei propri statuti da parte della competente autorità (can.322) […] Infine, si ricorda che secondo la normativa vigente (cfr Legge 689/21.11.1981), l’organizzazione di raccolta di fondi a scopo di culto è soggetta alla approvazione da parte della competente Autorità Ecclesiastica, che nel caso specifico è l’Ordinario di Sora-Aquino-Pontecorvo».

Nel suddetto rendiconto del colloquio avvenuto il 28 ottobre 2001, gli otto rappresentanti dei capigruppo diedero la seguente risposta, forse giusta, che costituisce il motivo strettamente giuridico per cui la diocesi ha le mani legate e non interviene:
«Ribadiamo che la Casa Serena non è un luogo di culto, ma un semplice luogo di accoglienza per pellegrini bisognosi e quindi non necessita di alcuna autorizzazione da parte del vescovo».
Non a caso il sito della Onlus precisa che si tratta di un’«associazione aconfessionale», cioè di un associazione di fedeli o laici di fatto e quindi dotata di una propria autonomia.

Ma ciò non toglie nulla alla suddetta necessità di trasparenza, ossia all’obbligo almeno morale di fornire con chiarezza risposte alle seguenti domande.

Trattandosi di un’associazione, chi può entrare a farne parte e chi vaglia le eventuali candidature, se ci sono? Chi è membro del consiglio di amministrazione [27]? Esiste qualche forma di controllo? Viene fatta la rendicontazione (bilanci consuntivi e preventivi) di somme così cospicue? A chi viene fatta? Dalle informazioni ricevute, per la verità frammentarie, si parla di gestione “familiare”:

«Negli straordinari avvenimenti che contrassegnano la vita successiva di Giuseppina, veri o artefatti che si considerino, si trova via via coinvolta, come in un’impresa seppure nuova

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[27] Altra domanda: è fondata la voce secondo la quale i membri del consiglio di amministrazione ricevono un salario di €2000,00 al mese, oppure si tratta di un’ulteriore “chiacchiera”?


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e originale nella sua struttura, tutta la famiglia, dalla madre Antoniella, ai due figli Vincenzo ed Anna Antonietta Lombardi, a suo marito Samuele, un ingegnere di Torino, che la voce popolare già accredita come continuatore ed erede dell’imponente movimento. A designarlo sarebbe stato un sogno avuto da Giuseppina o, per altri, addirittura le parole stesse proferite dalla Madonna» [28] .

Quanto alla madre della veggente, Antoniella Fazio, vedova di Cesidio Norcia, essa riveste un ruolo di spicco all’interno della comunità, non solo perché è stata sempre vicina alla figlia sostenendola nello svolgimento della sua missione e provvedendo alla costruzione della cappella su un terreno di sua proprietà, ma perché la si dice chiamata da Dio stesso, nel corso di diverse apparizioni, a partecipare alla cura dell'ambiente sacro di Gallinaro; attualmente, è subentrata alla figlia nell’accoglienza dei pellegrini.

L’altra realtà poco trasparente riguarda i pellegrinaggi, numerosissimi: un fatto ovviamente non esclusivo a Gallinaro se si considera quanto avviene a Lourdes, a Fatima, a San Giovanni Rotondo o, se vogliamo, a Medjugorje, ma che comporta nel caso presente delle modalità organizzative del tutto particolari.

Prima di tutto per l’insistenza posta dalla stessa sig.ra Giuseppina sull’opportunità di recarsi alla cappellina non da soli bensì con il pullman organizzato; un dato, questo, indirettamente confermato da mons. Cardarelli: «vi si recano continuamente comitive di pellegrini e di fedeli, per impetrare le Grazie promesse da Gesù Bambino a Giuseppina Norcia per coloro che ivi pregano insieme» [29].

Come se ciò non bastasse, gli organizzatori ed accompagnatori di tali pullman sono gli stessi capigruppo, scelti appositamente dai familiari della veggente per promuovere riunioni sul Gesù Bambino di Gallinaro e, appunto, per portare gente al luogo dell’apparizione. Un certo Nando, per anni sostenitore del fenomeno in questione ma diventato poi scettico

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[28] Sergio Andreatta in http://www.andreatta.it/?p=764
[29] E. CARDARELLI, Op.cit., p.1.


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dopo che persone vicine alla veggente lo avevano “costretto” a chiudere il suo sito su Gallinaro, dice che «laggiù si va per invito, cioè una persona che conosce questo luogo invita altre spiegando un poco la storia e cosa avviene» [30].
Ogni riunione di preghiera, condita da testimonianze di conversioni e di miracoli, si conclude con l’organizzazione di un pellegrinaggio e non pochi capigruppo, se non tutti, incitano a fare dodici pellegrinaggi all’anno, per sfruttare al massimo le grazie ivi concesse.
A questo punto, ci si chiede se la preghiera non sia finalizzata all’organizzazione di pullman, ormai talmente numerosi da ipotizzare la ripartizione giornaliera dei pellegrinaggi su base regionale. E, soprattutto, va chiarito il ruolo di questi capigruppo: è vero che i soldi raccolti su ogni pullman con destinazione Gallinaro vengono suddivisi in due parti, una per coprire le spese delle agenzie di viaggi e l’altra ai capigruppo i quali, a loro volta, li verserebbero ai familiari della veggente?


CONCLUSIONE

È giunto il momento di tirare le somme circa un fenomeno che, come abbiamo verificato, comporta innegabili aspetti problematici e solleva non pochi interrogativi. Ovviamente, il compito e la responsabilità di un discernimento sia a livello dottrinale che spirituale spetta all’autorità ecclesiale della diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo: e contrariamente a quanto avviene per esempio a Medjugorje dove il fenomeno tuttora in corso non consente una presa di posizione definitiva, qui l'evento si può ritenere definitivamente concluso con la morte della veggente e la fine delle apparizioni o dei messaggi per cui  gli elementi indispensabili per un discernimento serio e ponderato ci sono tutti.

Al riguardo, vogliamo riportare e commentare qui l’intervista [31] del 7 dicembre 2009 di un certo Aldo Venturini a don Antonio Molle,

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[30] Cf http://www.collettivamente.com/articolo/638239.html
[31] Cf http://www.settefrati.net/intervistadonantonio09.html



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presentato come responsabile «delle parrocchie di Settefrati, di Picinisco, di Gallinaro, del santuario di Canneto, del santuario di San Gerardo e non ultimo della Cappellina di Gesù Bambino».
Alla domanda che ci interessa: «Qual è la situazione ed il rapporto che intercorre tra la Curia vescovile e la Cappellina di Gesù Bambino?», ecco la risposta, citata integralmente:

«Il 17 maggio 2009 c’è stato un incontro tra il vescovo Brandolini e i parenti di Giuseppina Norcia. L’incontro è stato costruttivo ed ha posto le basi per il futuro, ad esempio, per un potenziale riconoscimento dei gruppi di preghiera che sono sparsi in tutta la nazione. E’ gente che prega, si accosta ai sacramenti e partecipa alle funzioni sacre. Migliaia e migliaia di persone che hanno fatto diventare Gallinaro un grande luogo spirituale d’Italia. Dopo l’incontro non ci sono stati ulteriori sviluppi in quanto il Vescovo, nel frattempo, è cambiato. Quindi è tutto rimesso nelle mani del nuovo Vescovo Filippo Iannone, che approfondirà e valuterà, con l’aiuto di Dio, la bontà dei messaggi soprannaturali ricevuti da Giuseppina Norcia ed il loro contenuto teologico».

Queste parole, da non scambiare con una dichiarazione ufficiale della diocesi, meritano un breve commento, anche per il rischio di confusione tra due livelli che, a nostro avviso, vanno assolutamente tenuti distinti. Il primo è quello dell’afflusso di pellegrini al luogo delle presunte apparizioni mentre il secondo, in un certo senso più impegnativo, è quello della verità o autenticità del fenomeno.

È vero che «migliaia e migliaia di persone» si recano ogni anno al paesello del frusinate, e che «è gente che prega, si accosta ai sacramenti e partecipa alle funzioni sacre». Che Gallinaro sia un «grande luogo spirituale d’Italia», lo si può concedere sulla base di tale afflusso, ma, tenuto conto dell’inquinamento millenaristico e miracolistico descritto sopra, ciò non significa necessariamente in nessun modo che sia un luogo di grande spiritualità. La prima preoccupazione è perciò di ordine pastorale, come l’aveva del resto capito ed espresso l’allora vescovo nella sua succitata lettera del 1997:

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«Aiutare i fedeli in questo cammino, educarli ad una fede vera e operosa, ad un’esperienza di preghiera autentica e cioè conforme all’insegnamento di Gesù e alla genuina tradizione della Chiesa, evangelizzarli e orientarli alla celebrazione dei sacramenti, e a “fare Chiesa”, cioè a diventare sempre più comunità cristiana là dove ciascuno vive, evitando particolarismo che sanno di setta: questo è il primo fondamentale dovere».

Dalle informazioni ricevute, qualcosa si muove in tal senso, come per esempio la messa e le confessioni offerte ai pellegrini dai frati minori conventuali nel loro Santuario di Maria SS. dell’Addolorata di Castelpetroso, provincia di Isernia, nella diocesi di Campobasso-Bojano.
Tuttavia, tale cura pastorale non equivale a un riconoscimento e così non deve essere percepito in nessun modo, per cui occorre distinguere sempre questo movimento popolare legato a Gallinaro dai gruppi di preghiera veri e propri. Infatti, il «potenziale riconoscimento dei gruppi di preghiera» cui allude don Molle andrebbe ponderato con cura per due motivi fondamentali. Innanzitutto i capigruppo responsabili di tali gruppi sono scelti dall’entourage della famiglia Fazio-Norcia e sfuggono quindi al controllo della Chiesa, che, con un riconoscimento ufficiale,  si troverebbe ad avallare indirettamente le loro derive millenaristiche ed altri svarioni dottrinali, riscontrabili dalle registrazioni di varie riunioni, nonché l’intento organizzativo dei pellegrinaggi sempre presente in queste ultime; rimangono perciò valide le parole della Notificazione del 2001:
«i cosiddetti “gruppi di preghiera” di Gesù Bambino sono sorti per iniziativa privata e quindi non hanno alcun riconoscimento canonico».
Inoltre, qualsiasi forma di riconoscimento antecedente al discernimento definitivo implicherebbe una prematura e difficilmente reversibile “normalizzazione” in quanto l’opinione pubblica riterrebbe approvata l’autenticità dei fatti di Gallinaro e autorizzata ufficialmente la venerazione del Bambinello: un fatto, questo, che non mancherebbe d’intralciare o di condizionare pesantemente la libertà di giudizio di cui abbisogna la diocesi per maturare il suo discernimento.

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E che un pronunciamento si imponga, lo possiamo desumere dalle parole conclusive dell’intervistatore che si sbilancia decisamente a favore del fenomeno:

«A don Antonio diciamo ancora una volta grazie, e gli confessiamo una speranza; che si inventi qualche cosa a modo suo, audace, per il Santuario di Gesù Bambino di Gallinaro: anche personalmente, e gli vogliamo bene, ci auguriamo che leghi il suo nome a qualche bella opera ad onore di Gesù Bambino ed a servizio dell’“innumero stuolo” che cerca Dio nella campagna gallinarese, e che come a Canneto, a Lourdes, a Fatima, a Medjugorie vuol solo rendere onore all’Eterno, nella semplicità, nella dignità, nel decoro della povera gente: quella stessa povera gente che molte volte, e sarà bene tenerlo a mente, profeticamente, precede le decisioni necessariamente prudenti della Chiesa Gerarchica».

Il messaggio (non rivelato, questo…) è chiaro: di fronte al’“innumero stuolo” di “povera gente”, dotata di un carisma profetico o sensus fidelium in grado di riconoscere sperimentalmente l’autenticità delle apparizioni di Giuseppina Norcia e che “precede le decisioni necessariamente prudenti della Chiesa Gerarchica”, come si fa a non commuoversi prendendo qualche iniziativa, anche personale, a favore del Bambinello?

Il giornalista dimentica troppo facilmente che la verità non segue un criterio sociologico, che non sempre la vox populi è vox Dei, magari sanzionata da un riconoscimento ecclesiale.



Per approfondimenti, vedi qui:
 


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Oggi è particolarmente frequente l’enfatizzazione di alcuni fenomeni “straordinari”, come presunte apparizioni o rivelazioni della Madonna, di Gesù Bambino, di angeli, di santi, di defunti. Inoltre, alcune persone diffondono messaggi che riceverebbero direttamente dall’aldilà.
Su questi vari fenomeni la Chiesa ha posizioni molto diverse: in alcuni casi non si è pronunciata; in altri si è pronunciata evitando di affermarne in modo definitivo la soprannaturalità o la non soprannaturalità; in altri ancora ha emesso un giudizio sfavorevole e negativo; e infine in casi rarissimi si è pronunciata in senso favorevole.
Il discernimento di questi fenomeni è molto difficile e proprio perché difficile va affrontato con saggezza e prudenza avendo a disposizione il maggior numero possibile di informazioni per conoscerli in modo approfondito.
Questo volume presenta alcuni casi particolari, come le apparizioni e le rivelazioni provenienti dalla Madonna, le rivelazioni del cosiddetto «Gesù Bambino di Gallinaro», la croce di Dozulé, e i casi di Conchiglia, dei Cenacoli serafici e di Fra’ Elia. ...



Tutta la documentazione relativa alle informazioni contenute
nel presente articolo
è conservata c/o la sede del 






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