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«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante» (Papa Giovanni XXIII)

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante»         (Papa Giovanni XXIII)

23 febbraio 2011

LE PSICOSETTE

                                                                    Le Psicosette
Prof. Adolfo Morganti
Consigliere Nazionale del GRIS
                                                "Le psicosette" (prof. Adolfo Morganti)



LE PSICOSETTE

Definizioni e caratteristiche
Per psicosette o “movimenti di sviluppo del potenziale umano” si intendono quei movimenti, dai più diffusi ai meno noti ma radicati in ambito locale sotto le sigle più diverse, che mirano essenzialmente a sviluppare o potenziare le capacità psico-relazionali avendo come target di riferimento sia individui , ai quali viene promesso generalmente un miglioramento affettivo, professionale e relazionale, sia aziende, alle quali vengono proposti corsi di potenziamento del personale, in genere partendo dai dirigenti e quadri, fino ai corsi-base per gli operai.

In entrambi i casi, la tecnica di approccio consiste innanzitutto in una sorta di analisi dello stato di salute della persona/azienda, effettuata rispettivamente attraverso appositi questionari e test aziendali, spesso, tra l’altro, costituiti da versioni semplificate ed elaborate ad hoc di noti test psicologici usati in ambito professionale; si passa quindi ad evidenziare, ingigantendoli, eventuali- ma immancabili! -difetti e punti critici, per poi, finalmente, proporre strumenti (libri) e corsi indispensabili per porvi rimedio.

Target
Dai dati dei nostri Centri di ascolto e dalle testimonianze risulterebbe che il target di riferimento sarebbe costituito da individui in prevalenza giovani, di livello culturale medio-basso ma di potenzialità economico-patrimoniali medio-alte. Sarebbe interessante valutare se tale scelta avvenga a monte o sia una sorta di selezione naturale in seguito ai costi gradualmente esponenziali dei corsi stessi.

Diffusione e origini storico culturali
L’origine storica risale alle scuole di successo per manager nell’America del dopoguerra (“Power” e “Stone”), che, attraverso l’uso di tecniche di meditazione orientali-scorporate da ogni componente religiosa- insegnavano a vincere la timidezza, ridare energia e sovradimensionare i manager per vendere meglio un prodotto.

L’ambito di sviluppo culturale è quello della caduta delle ideologie forti con un ripiegamento su aggregazioni legate a bisogni comuni e fondamentalmente individualistici (che corrisponderebbe al passaggio ideale dal New al Next Age), parallelamente alla disgregazione e frantumazione del sacro avvenuta in ambito più propriamente religioso con l’emergere di generazioni di seekers e della tendenza a credere senza appartenere. Per la verità, l’interesse per la sfera propriamente religiosa non è univoco né sempre esplicito , per cui vi è un dibattito anche tra gli esperti sia sulla loro definizione (gruppi, movimenti, o semplici organizzazioni di formazione e consulenza?) sia sulla loro collocazione in ambito sociologico. Infatti se uno dei gruppi più diffusi (Scientology) si definisce una religione a tutti gli effetti- non ultimo quello fiscale! -vantando l’accreditamento di vari studiosi (R. Hubbard la definisce meglio una “filosofia religiosa applicata”), altre, come “Silva Mind Control”, negano qualsiasi influenza religiosa, mentre nella grande maggioranza dei piccoli ma numerosi gruppi di consulenza aziendale vige generalmente la prassi  - in stile tipicamente new-age -di evitare lo scontro diretto su tematiche religiose -peraltro non conveniente in termini commerciali!- e di limitarsi a dichiarare una generica libertà di “doppia appartenenza”, che poi risulta spesso, alla prova dei fatti e nelle fasi più avanzate di adesione, sempre più difficilmente sostenibile. Tanto più che al massimo si arriva alla concezione di una sorta di “dio=Energia Superiore”che rappresenta più l’apice di un percorso di purificazione psicologica che il Dio rivelato e fonte di un cammino di fede.

La psicologia di riferimento è, all’origine, quella Umanista e Transpersonale, e, più direttamente, quella cosiddetta “Selfista”, dalla bioenergetica al rebirthing. In ambito medico-terapeutico, infine, la tendenza è quella di preferire medicine alternative e percorsi personalizzati rispetto alla medicina tradizionale (particolarmente criticata -significativamente- la psichiatria tradizionale nonché l’uso terapeutico di psicofarmaci, se non per i casi definiti spesso-a posteriori- non collaboranti e ostici), con una particolare accentuazione dell’influsso psicosomatico anche su malattie organiche, portando a rovesciare l’antico motto latino in “corpus sanum in mente sana”!

Aspetti positivi e rischi
Concludendo, per una valutazione complessiva del fenomeno, possiamo citare, senza peraltro alcuna pretesa di esaustività e assolutezza, traendoli da un accurato studio di M. Antonello sul n°7 di “Sette e Religioni”, i seguenti aspetti positivi:

- lo sforzo per un migliore uso delle proprie doti e capacità;
- un certo ottimismo, proprio del cosiddetto pensiero positivo;
- la valorizzazione dell’individuo in una società anonima e disumanizzante.

Tra i rischi o aspetti critici annoveriamo invece:
- l’uso di metodi pseudo-psicoterapici (cfr, la pre-ipnosi della fase alfa in Mind Control) applicati in modo selvaggio e standardizzato, al di fuori di un contesto propriamente terapeutico e per di più spesso effetuati da sedicenti esperti non muniti di titoli professionali e accademici appropriati;

- aumento eccessivo di autostima ( che possono portare ad una sorta di ipertrofia dell’io);
- inaridimento affettivo generalizzato e accentuato con familiari e parenti non aderenti al gruppo elitario(coazione emotiva e cognitiva);
- la tendenza al rafforzamento o alla creazione di una forma di dipendenza psicologica, ma non di rado anche economico-lavorativa (specie nelle aziende dove tali corsi diventano praticamente obbligatori) nei confronti del leader-conduttore o semplicemente del gruppo, con la possibilità di regressione verso un rapporto simbiotico-fusionale tendenzialmente spersonalizzante.

Criteri di discernimento
Infine, anche in forza della pluriennale esperienza sul campo maturata nei centri di ascolto dei Gris locali, ci permettiamo di suggerire alcuni criteri di discernimento utili per distinguere organizzazioni dubbie da altre più affidabili:

- l’incongruità dei costi (non dovrebbero discostarsi di molto da tabellari ufficiali per corsi similari presso le Camere di Commercio);
- la sede (generalmente Hotel compiacenti o sedi proprie) e relative modalità di svolgimento dei corsi caratterizzati da una limitazione della libertà personale e dal mancato rispetto dei ritmi di riposo-veglia, sia pur supportate dalla sottoscrizione di accettazione delle regole (che, insieme ad altri accorgimenti, li rende praticamente inattaccabili giuridicamente): un corso professionale di formazione si svolge normalmente rispettando la piena libertà dell’allievo e sfruttando semmai al massimo i suoi ritmi biologici naturali nonché la soglia di attenzione per facilitarne l’apprendimento vero,e non una memorizzazione acritica e forzata;
- L’uso sistematico –e talora ossessivo- di strumenti secondari e del tutto estranei all’organizzazione del lavoro, quali musiche e ritmi specifici per ogni fase del corso, l’uso di diversi colori, la pronuncia di slogan e frasi stereotipate, la cura ossessiva dell’abbigliamento (frequenti le divise simil-militari), delle posture e dei comportamenti formali: in un corso di formazione normale questi sono aspetti marginali, non sostanziali;
- le qualifiche generiche (esperto) dei docenti, prive di titolo accademico comprovato (con particolare attenzione a fantomatiche lauree, spesso comprate presso improbabili università americane, il cui valore in genere si limita alla pergamena e relativa cornice!): valido riferimento è l’Albo degli Psicologi nonché quello, di recente costituzione, degli Psicoterapeuti, molto rigoroso nei criteri;
- il clima di segretezza unito alla richiesta di informazioni personali e familiari (spesso anche intime) del tutto estranee al tipo di lavoro svolto nonché suscettibili di uso improprio contro eventuali ripensamenti dell’interessato: al contrario i corsi finalizzati alla Qualità sono incentrati su Mission aziendale, funzionigrammi, manuali di procedure.ecc. ma mai toccano la sfera personale;
- la tendenza a proporre di continuo corsi “di livello-e costo!- superiore” pressoché all’infinito allo scopo di fagocitare il malcapitato o l’azienda in un clima di perenne attesa e aspettativa:al contrario un centro di consulenza professionale offre pacchetti di formazione mirati (per esempio alla certificazione ), trasparenti nei costi e limitati nel tempo.

Antonio Fasol (GRIS Verona)






L' Italia delle psicosette i manipolatori della mente

16 maggio 2008 — pagina 46 - 47 sezione: CRONACA

Sequestrano la mente e la tengono in ostaggio. Promettono di salvare da dolori e malattie, di liberare da traumi e fallimenti del passato, ma intanto svuotano la testa e la riempiono di illusioni, di certezze granitiche che allontanano da ogni cosa che sa di passato verso un mondo parallelo. Il boom delle psicosette attraversa da nord a sud tutto il Paese, con i manipolatori della psiche che si nascondono dietro aziende di formazione e gruppi motivazionali, associazioni culturali e centri yoga, gruppi universitari e movimenti spirituali.
Al Cesap, il Centro studi abusi psicologici, arrivano 400 richieste d' aiuto l'anno, mille al telefono anti-sette della comunità Giovanni XXIII: è un frammento delle migliaia di persone che il Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, stima (per difetto) vittime di oltre 200 realtà in Italia. Un mostro che sbriciola la mente e annulla le coscienze rimasto nascosto fino a pochi mesi fa, quando la procura di Bari, con l' inchiesta del pm Francesco Bretone, ha squarciato il velo sul mondo artificiale di Arkeon. Quindicimila adepti in tutta Italia, 50 maestri, decine di vittime, migliaia di euro raccolti con seminari e convegni. Al vertice della piramide c' era Vito Carlo Moccia, 55 anni, maestro e guida della psicosetta che si ispirava al Reiki, una filosofia orientale. Lui e altri cinque collaboratori - tra poche settimane, la chiusura delle indagini - sono accusati di truffa, esercizio abusivo della professione di psicologo e medico, violenza e maltrattamenti su minori; uno dei maestri anche di violenza sessuale. «L' ipotesi è che ci sia chi ha pagato fino a 15mila euro per avere un figlio con le sedute dal guru o per poter guarire da un tumore», spiega Tania Rizzo, legale del Codacons Lecce - da cui sono partite le prime denunce - e del Cesap. I racconti delle vittime sono un vero e proprio museo degli orrori. C'era il «no limits»: il maestro che chiede agli adepti, tutti bendati, di relazionarsi liberamente tra loro con mani, bocca e corpo, arrivando ad avere rapporti sessuali davvero senza limiti, visto che vi hanno partecipato anche minori, sieropositivi, donne non consenzienti. C'era il «giro del mondo»: tutti in piedi uno di fronte all' altro, mano nella mano, musica new-age e la voce suadente del maestro che ordina a persone tra loro sconosciute di confessare «un segreto mai detto prima». C'era «lo scambio dei trattamenti»: aria intrisa di salvia divinorum, potente allucinogeno, uomini e donne in cerchio mentre un adepto si alza e con pianti e urla, anche alla presenza di figli di 11 anni, confessa un presunto abuso sessuale subito nell' infanzia. C'era il «The business of you»: andare in giro per strada e chiedere l' elemosina. «Rispetto alle classiche sette religiose - spiega Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Cesap - le psicosette si presentano oggi come formatori che agiscono sulla mente, pretendendo di ampliare i limiti umani e scavare nella psiche attraverso l'analisi del passato individuale». Da nord a sud, le caratteristiche dei gruppi si assomigliano: leader carismatici senza titoli accademici validi - Moccia vanta una laurea in psicologia all'Università statale di Fiume - organizzazione a piramide, in un multilevel che porta sempre più soldi e aderenti; la promessa di capacità magiche di guarigione; il love bombing, il «bombardamento affettivo» per creare legami immediati. E soprattutto: meccanismi di condizionamento della psiche durante seminari isolati dal mondo. Così succede a Padova, in un gruppo che opera nel campo della formazione di professionisti, manager, imprenditori, semplici stagisti, e che organizza full-immersion di cinque giorni. Chi partecipa ai seminari - in hotel, a tremila euro a corso - deve lasciare fuori tutto ciò che lega alla realtà - chiavi, documenti, medicine, telefoni, orologi, sigarette - poi entra «nel percorso di consapevolezza per liberarsi dai propri peccati». Con evidente somiglianza con i riti di Arkeon, si confessano tradimenti, rapporti omosessuali, traumi infantili, dolori, parentele che «hanno inquinato l' anima e da cui bisogna purificarsi». Le giornate sono scandite da lunghi intervalli tra i pasti e poco sonno: fame, sete e stanchezza alterano i ritmi cardiaci e favoriscono l' incoscienza, rendendo l' organismo più permeabile alle suggestioni. «Per abbattere l'Io». E mentre pesanti tende alle finestre fanno perdere il senso del tempo, i leader offendono i partecipanti, spesso li colpiscono a calci e pugni, li legano e bendano. Chi decide di abbandonare il corso, subisce la ritorsione in azienda, dal mobbing fino al licenziamento. Non a caso proprio in Veneto, una recente relazione dell'Ordine degli psicologi - dove l' ente si definisce «in prima linea contro gli sciacalli del dolore» - segnala: «A volte non si tratta di persone incapaci di intendere e volere ma di soggetti pienamente integrati e ai vertici nella società: imprenditori, dirigenti, professionisti». Modalità non molto differenti da quelle di un' altra azienda di formazione del personale di Milano, con sedi anche a Londra, Stati Uniti e Israele. Leader giovane, uso di ipnosi su manager e dipendenti, residenza in periferia dove vivono guida e adepti. O da un' altra che organizza corsi di motivazione su autostima e dinamiche mentali a duemila euro a corso, trampolino di lancio verso una struttura parallela aperta solo a chi fa almeno due seminari. Le "scuole occulte" - così le chiama chi c'è stato - sono a Milano, Bari, Catanzaro, Ancona, Salerno, Napoli, Palermo. Chi partecipa cede ogni mese un decimo del proprio stipendio, deve frequentare almeno un seminario l'anno, lo fa gratis se porta cinque nuovi iscritti. Gli adepti compilano questionari di autocoscienza, rispondono a domande spesso ridicole, tra fumi d'incensi, tappeti, esercizi di respirazioni, preghiere. Innescando un meccanismo di dipendenza eterna: molti sono dentro da 15 anni, donano il loro obolo mensile, abbandonano il lavoro per trasferirsi mesi nella sede centrale del gruppo, ad Assisi, pagando migliaia di euro. «Multinazionali del profitto» le definisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio Antisette dell' associazione Giovanni XXIII. «Quello che fa paura - spiega - è che il distacco avviene drasticamente dalle famiglie. Poi le persone diventano irriconoscibili». Gli esposti che arrivano alle questure parlano di famiglie spaccate, ricoveri in cliniche psichiatriche, sparizioni, suicidi. Ogni storia finisce alla Squadra antisette (Sas) della Polizia di Stato, nata nel dicembre 2006. «Indaghiamo su ogni segnalazione - spiega Tiziana Terribile, dirigente della Divisione Analisi dello Sco, da cui dipende la Squadra antisette -. Il nostro compito è verificare se in queste realtà si commettono reati. Siamo vicini a tanti genitori, sappiamo cosa vuol dire perdere un figlio o vederlo allontanare, ma indagando ci troviamo spesso di fronte a un consenso valido espresso da chi entra nel gruppo». Per questo associazioni e parenti delle vittime chiedono che venga reintrodotto il reato di plagio, abrogato nel 1981, così come previsto da un progetto di legge fermo da novembre in commissione Giustizia alla Camera. Nel frattempo all' Università di Bologna circa 20 giovani sono finiti nella rete di una scuola «gnostica». Ogni mese ognuno versa 50 euro per l' affitto della sede e altri 50 per pagare i 50 corsi obbligatori che portano alla «soppressione dell'ego». Il gruppo pratica «tecniche di manipolazione dei genitali senza emissione dello sperma per aumentare le capacità mentali» e arrivare alla «conoscenza attraverso viaggi astrali». Proprio un volantino sui viaggi astrali, distribuito davanti all' ateneo, è finito nelle mani dell'ultima vittima, un ragazzo di 23 anni che ha abbandonato studi e attività sportiva. Ora si friziona capo e ascelle con estratto di datura arborea, una pianta che crea uno stato permanente di intossicazione dell' organismo, si alimenta solo di verdure e carne biodinamizzata. I genitori hanno segnalato il caso alla Favis, l' Associazione familiari vittime delle sette, fondata da Maurizio Alessandrini, che dal 2003 non riesce a portar via il figlio da una santona veneta. A Rimini, un'altra psicosetta si nasconde dietro corsi yoga guidati da un «maestro spirituale», un uomo di 70 anni che ha ottenuto la fedeltà di circa 60 persone. Una realtà su doppio livello: sedute di spiritualità, preghiere, massaggi e tecniche di rilassamento in pubblico, un «livello privilegiato» in cui gli adepti abbandonano le famiglie e finiscono in strutture protette sulle colline di Rimini. Lì scompaiono per anni. «In questi casi si può parlare di schiavitù - dice Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris -. A volte è una scelta del singolo, altre volte frutto di tecniche di indottrinamento prolungate nel tempo». Il Gris ha raccolto le testimonianze dirette di quattro fuoriusciti, i loro racconti di «sedute tantriche» e «orge come riti di purificazione». Tra queste, quella di una ragazza entrata nel gruppo a 29 anni dopo la perdita del figlio, uscita per una grave malattia a 43, con la personalità stravolta e una casa da 200mila euro donata al maestro.

- SANDRO DE RICCARDIS
Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/16/italia-delle-psicosette-manipolatori-della-mente.html


"Il pericolo delle psicoterapie selvagge (psicosette).
Come tutelarsi?"
(prof. Adolfo Morganti)
"Il pericolo delle psicoterapie selvagge (psicosette). Come tutelarsi?" (prof. Adolfo Morganti)
from GRIS



Tratta da: www.cesap.net
Come funzionano le psicosette

11/11/2007
Traduzione di alcune parti del materiale tratto dal sito http://www.howcultswork.com/

Le psicosette, esteriormente meravigliose, sono invece internamente molto manipolative.
I capi delle psicosette vogliono più d'ogni altra cosa attirarvi con l'inganno.
Cercano la vostra obbedienza, il vostro tempo e i vostri soldi.


Le psicosette usano sofisticate tecniche di reclutamento e di controllo mentale che sono state affinate nel corso del tempo. Attenti a pensare di essere immuni dal coinvolgimento nelle psicosette: queste hanno nel mondo milioni di adepti che una volta pensavano di essere immuni e ANCORA NON SANNO DI ESSERE IN UNA PSICOSETTA!

Per individuare le psicosette devi sapere come funzionano e devi capire le tecniche che usano. Insegnarvi queste cose è lo scopo di quest'articolo.

Esso espone le tecniche nascoste che le psicosette useranno per tentare di ingannarvi e di controllarvi. I capi delle psicosette non vorranno che voi leggiate questo, ma leggetelo comunque. Una volta che abbiate capito COME FUNZIONANO LE PSICOSETTE, sarete più capaci di individuarle, DI EVITARE I RECLUTATORI, e di PROTEGGERE LE VOSTRE FAMIGLIE E I VOSTRI AMICI.


CHE COS'E' UNA PSICOSETTA?
La definizione moderna è: "qualunque gruppo che usi controllo mentale e tecniche di reclutamento ingannevoli". In altre parole, le psicosette con l'inganno reclutano le persone e le costringono a rimanere. Questa è la definizione che la maggior parte delle persone condividerebbe. ECCETTO LE PSICOSETTE STESSE, NATURALMENTE!


TIPI DI PSICOSETTE
COMMERCIALI.

Le sette che si basano sul guadagno commerciale sono definite "sette dell'avidità". Vi prometteranno che se aderite e seguite il loro apposito programma per il successo, diventerete ricchissimi. Spesso indicheranno il loro leader come esempio e spiegheranno che se farete ciò che lui/lei dice, anche voi avrete successo. Le psicosette commerciali usano il controllo mentale per farvi LAVORARE PER LORO GRATIS, e per FARVI PAGARE UN'INFINITA SERIE di cassette motivazionali, video, libri e seminari, tutti presuntamente mirati ad aiutarvi ad avere successo, ma in realtà diretti a rafforzare l'ambiente del controllo mentale e a continuare a farvi credere nel loro irrealistico sogno di successo. Ovviamente esse non dicono mai che il modo principale in cui i leader fanno soldi è attraverso la vendita di questo materiale motivazionale ai membri del loro gruppo!
AUTO-AIUTO E COUNSELLING

Le psicosette che si basano sull'auto-aiuto o sul counselling o sull'automiglioramento spesso prendono di mira uomini d'affari e aziende. Sostengono che seguendo i loro corsi e seminari voi e i vostri collaboratori avrete maggiore successo. Uomini d'affari chiusi in camere d'albergo sono sottoposti ad un indottrinamento quasi religioso mentre fanno strani giochi, partecipano ad attività di gruppo, e condividono i loro pensieri più intimi con il gruppo. Una volta completato un corso, vi viene detto che avete bisogno di seguirne uno più avanzato, che ovviamente costa più del precedente.

Queste psicosette qualche volta vi chiederanno di fare lavori volontari e di aiutare a RECLUTARE I VOSTRI AMICI, I FAMILIARI, I COLLEGHI. Questi gruppi si specializzano nel creare intense esperienze emotive che vengono poi usate per confermare il vostro coinvolgimento nella psicosetta. Gli elementi religiosi sono espressi in modo che non sembrino religiosi. Di solito emergono quando vi avvicinate alla fine di un seminario. Molte persone hanno subìto tracolli finanziari a causa del coinvolgimento in queste psicosette.

IL CONTROLLO MENTALE

Per controllo mentale si intende una serie di tecniche psicologiche che i leader delle psicosette usano per controllare i loro adepti. Noi di Cultwatch non consideriamo il controllo mentale come un dispositivo magico che sottrae alle persone il loro libero arbitrio. In altre parole, non le trasforma in robot telecomandati. Piuttosto, noi consideriamo il controllo mentale come un'influenza ingannevole esercitata in maniera occulta dalla psicosetta sugli adepti. Così, invece di vederlo come una sorta di forza irresistibile tipo quella degli alieni, nei film, che si impadroniscono delle menti altrui, lo consideriamo piuttosto come un'arma. Il leader della psicosetta punta l'arma contro un adepto e dice: "Se ci lasci perderai tutti i tuoi amici e la tua famiglia", "Se non ti adegui andrai all'inferno", "Se non ci dai i soldi fallirai negli affari".
Abbiamo scisso il controllo mentale in una serie di tecniche usate dalle psicosette. L'insieme di tali tecniche costituisce il "controllo mentale".


L'INGANNO

Una psicosetta ha bisogno di reclutare e di agire usando l'inganno. Perché?
Perché se la gente sapesse in anticipo le sue vere pratiche e le sue credenze, non aderirebbe. Una psicosetta deve nascondervi la verità fino a quando non ritenga che siate pronti ad accettarla.


PUNTO CHIAVE:
NESSUN GRUPPO LEGITTIMO HA BISOGNO DI MENTIRE O DI INGANNARVI RIGUARDO A CIO' CHE PRATICA O CREDE.

Una psicosetta avrà una facciata pubblica astuta e smaliziata che nasconde la vera natura del gruppo.

Sentirete dire come AIUTINO I POVERI, o SOSTENGANO LA RICERCA, o LA PACE, o L'AMBIENTE.

Vi diranno quanto sarete felici nel loro gruppo (e tutti nella psicosetta sembreranno sempre molto felici ed entusiasti, soprattutto perché è stato detto loro di apparire così e avranno problemi se non lo faranno). Ma non vi diranno com'è realmente la vita nel gruppo, né ciò in cui credono veramente. Queste cose vi saranno introdotte lentamente, una per volta, così non noterete il cambiamento graduale, finché alla fine vi ritroverete a praticare e a credere cose che all'inizio vi avrebbero fatto scappare lontano un miglio.


L'ESCLUSIVISMO

Una normale organizzazione religiosa non avrebbe alcun problema se voi passaste ad un'altra organizzazione simile, purché nell'ambito della stessa religione. Perché è il sistema di credenze che conta, non l'affiliazione ad un'organizzazione. Per esempio, se tu fossi un Cristiano, potresti passare da una Chiesa all'altra e, tuttavia, continuare ad essere un Cristiano.

Comunque i leader delle psicosette vi diranno che potete "salvarvi" (o avere successo) solo nella loro organizzazione. Nessun'altra organizzazione possiede la verità, tutti gli altri sono fuori strada. Così non è solo il sistema di credenze che decide il vostro futuro, ma è il sistema di credenze UNITAMENTE ALLA vostra affiliazione a quel particolare gruppo.


PUNTO CHIAVE:
QUALUNQUE GRUPPO DICA CHE DOVETE APPARTENERE ALLA SUA ORGANIZZAZIONE PER SALVARVI E' QUASI CERTAMENTE UNA SETTA.

I leader della psicosetta devono farvi credere che non c'è altro luogo dove poter andare ed essere salvati, e che se mai doveste lasciare l'"unica vera Chiesa", andreste all'inferno.

Questo è un meccanismo di controllo basato sulla paura, mirante a trattenervi nella setta. Conferisce, inoltre, ai leader della setta un tremendo potere su di voi. Se davvero credete che lasciare il gruppo equivalga a lasciare Dio (o significhi che state abbandonando la vostra unica opportunità di riuscire bene nella vita), allora obbedirete ai leader della setta anche quando sarete in disaccordo con loro, piuttosto che rischiare di essere cacciati via dal gruppo. L'esclusivismo è usato come MINACCIA, controlla il vostro comportamento attraverso la PAURA.
PAURA E INTIMIDAZIONE

I leader del gruppo sono temuti. Essere in disaccordo con loro equivale ad essere in disaccordo con Dio. I leader sosterranno di avere l'autorità, discendente direttamente da Dio, di controllare quasi tutti gli aspetti della vostra vita. Se la setta non è un gruppo religioso, allora mettere in dubbio i leader o il programma sarà interpretato come segnale di ribellione e stupidità.

Il senso di colpa, l'attacco alla persona e le sedute intensive.

Il senso di colpa sarà usato per controllarvi. Forse la ragione per cui non fate soldi è che non siete in linea "con il programma". Forse la ragione per cui non riuscite a convertire i nuovi reclutati è che "il vostro cuore è gonfio d'orgoglio e di peccato". Non può mai essere che quel programma non stia funzionando, o che quelle nuove reclute abbiano valide ragioni per non affiliarsi. E' SEMPRE COLPA VOSTRA, AVETE SEMPRE TORTO, e quindi DOVETE IMPEGNARVI DI PIU'! Inoltre vi faranno sentire molto in colpa per aver eventualmente disobbedito alle regole, scritte e non, della setta.

L'attacco alla persona è usato per indurre in voi il senso di colpa. Esso è un tipo di falso ragionamento usato da chi - persone o gruppi - non ha veri argomenti. Il termine tecnico per l'attacco alla persona è : "Falsità usata contro l'individuo".

Ecco come funziona:
immaginate, se volete, una conversazione tra due uomini, Ford e Arthur...
"Uno più uno fa tre", dice Ford.

"No, non credo. Vedi, quando ho una cosa e poi ne ho anche un'altra, allora ho due cose, non tre", risponde Arthur.

"Comprendo le tue ragioni, ma devi capire che uno più uno, se calcolato in rapporto a questo dominio numerico complesso, che io ho appena inventato, e poi elevato al quadrato per la somma della nona tangente nella sequenza della serie di Fibonacci, dà come risultato tre!" afferma Ford con tono trionfante.

OK, Ford ha torto, ma non è questo il punto. Il punto è che Ford ha tentato di rispondere al ragionamento di Arthur con un altro ragionamento, il suo. Questo è il modo corretto con cui le persone e i gruppi discutono gli argomenti.

Ora vediamo che cosa sarebbe successo se Ford avesse usato l'attacco alla persona:

"Arthur, sono un matematico da più tempo di te. Come osi dissentire! Sei evidentemente una persona molto piena di sé e superba. Penso che tu sia in disaccordo con me per gelosia nei miei confronti e, ad essere sincero, Arthur, la tua ribellione ha davvero offeso me e anche molte altre persone", disse Ford tenendo il viso molto vicino a quello di Arthur, con fare intimidatorio.

Come vedete, Ford non ha risposto al ragionamento di Arthur, ne ha invece attaccato la persona. Se non siete consapevoli di come funzioni questo attacco, allora esso diventa uno strumento potente per esercitare controllo su di voi.


PUNTO CHIAVE:
L'ATTACCO ALLA PERSONA E' INDIZIO INEQUIVOCABILE DI UNA SETTA.

Le sedute intensive si hanno quando 1, 2 o più membri della setta e i leader attaccano un'altra persona, talvolta per ore. Alcune sette non concludono queste sessioni finché la loro vittima non scoppi in un pianto incontrollabile.

PUNTO CHIAVE:
I MEMBRI DELLE SETTE HANNO DI SOLITO MOLTA PAURA DI DISOBBEDIRE O DI MANIFESTARE IN QUALCHE MODO DISSENSO CON I LORO CAPI. LE ORGANIZZAZIONI SANE, INVECE, NON SI SENTONO MINACCIATE DA UN APERTO DIBATTITO.



LOVE BOMBING E CONTROLLO DELLE RELAZIONI

Le psicosette sanno che se riescono a controllare le vostre relazioni, possono controllare voi. Che ci piaccia o no, siamo tutti profondamente toccati da chi ci circonda.

Quando entrate per la prima volta in una psicosetta, sarete fatti oggetto di un "bombardamento affettivo", per cui vi saranno offerte amicizie immediate.

Sembrerà meraviglioso, come potrebbe mai essere sbagliato un gruppo così amabile! Ma presto imparerete che se mai esprimerete dissenso o lascerete il gruppo, perderete tutti i vostri nuovi "amici". Questa minaccia sottaciuta influenza le vostre azioni nella psicosetta. Cose che normalmente vi avrebbero fatto protestare passeranno sotto silenzio perché non volete essere messi al bando. Come in una RELAZIONE DISFUNZIONALE, L'AMORE VIENE "ACCESO" O "SPENTO" A COMANDO, PER ESERCITARE CONTROLLO SU DI VOI.

Le psicosette tentano anche di isolarvi dai vostri amici e dai familiari perché odiano il fatto che altri possano influenzarvi. Una setta che esercita controllo mentale cercherà di manovrare la vostra vita per massimizzare i vostri contatti con gli adepti e minimizzare quelli con le persone esterne al gruppo, specialmente con quanti si oppongono al vostro coinvolgimento nella setta.
PUNTO CHIAVE:
DIFFIDATE DEGLI "AMICI ISTANTANEI", RICORDATE CHE LE VERE AMICIZIE SI SVILUPPANO NEL CORSO DEL TEMPO.

PUNTO CHIAVE:
DIFFIDATE DI UN GRUPPO CHE VI DICE CHI POTETE E CHI NON POTETE FREQUENTARE.


IL CONTROLLO DELLE INFORMAZIONI
Chi controlla le informazioni controlla la persona.

Nelle psicosette con controllo mentale qualunque informazione esterna alla setta è considerata negativa, specialmente se si oppone alla setta stessa. Ai membri viene detto di non leggerla e di non credervi. Solo le informazioni fornite dalla psicosetta sono vere. Una setta bolla l'informazione contraria come "persecuzione" o "pornografia spirituale", un'altra setta la definisce come "letteratura apostata" e vi espellerà dal gruppo se vi troverà in suo possesso. Le sette addestrano i loro membri a distruggere all'istante ogni informazione critica nei loro confronti, e a non indugiare neanche un attimo sull'idea che l'informazione possa essere vera.

PUNTO CHIAVE:
SE SIETE ISTRUITI DA UN GRUPPO A NON LEGGERE INFORMAZIONI AD ESSO CONTRARIE, ALLORA E' INDIZIO CHE SI TRATTA DI UNA SETTA.

Il buon senso ci dice che una persona che non tenga conto di tutte le informazioni può prendere una decisione non equilibrata. Filtrare le informazioni disponibili o tentare di screditarle non sulla base della loro veridicità, ma piuttosto sulla base di come si allineino alle posizioni di parte, è un metodo di controllo comunemente usato nel corso della Storia.

PUNTO CHIAVE:
I GRUPPI LEGITTIMI NON HANNO NULLA DA TEMERE SE I LORO MEMBRI LEGGONO INFORMAZIONI CRITICHE SU DI LORO.


IL SISTEMA DI "SPIONAGGIO"

In una setta con controllo mentale, come nella Germania nazista o nella Russia comunista, dovete stare attenti a ciò che dite e fate: "I muri hanno orecchie". Tutti sono incoraggiati a stare in guardia dai confratelli che si "contrappongono" e a riferire ai capi ciò che vedono. Spesso informazioni date in assoluta confidenza vengono riportate automaticamente ai leader. Questi ultimi useranno poi le informazioni per convincere i loro membri di avere una connessione soprannaturale; l'adepto, che si fida, non sospetta il vero meccanismo che c'è dietro le rivelazioni soprannaturali che gli vengono date.

Le persone all'interno di una setta con controllo mentale nasconderanno anche i loro veri pensieri e sentimenti, e invece si metteranno una maschera che li faccia apparire adepti perfetti. Questa maschera è una difesa contro l'eventualità di essere "accusati" ai leader e di essere puniti per non essere all'altezza (gli adepti non si sentono mai all'altezza degli ideali della setta, e tuttavia spesso credono che gli altri membri intorno a loro lo siano, quando in realtà gli altri si sentono esattamente come loro).


LUOGHI COMUNI SULLE SETTE
1
LE SETTE SONO FACILI DA INDIVIDUARE, I LORO MEMBRI INDOSSANO VESTITI STRANI E VIVONO IN COMUNITA'

Solo alcuni lo fanno, ma per la maggior parte sono persone come voi e me. Vivono in case, indossano gli stessi nostri abiti, mangiano lo stesso cibo. I leader non vogliono che voi sappiate che vi si sta reclutando in una setta e quindi ordinano ai loro reclutatori di vestire, parlare e agire in un modo che possa mettervi a vostro agio. Una setta ha perfino inventato un'espressione per indicare questo, vale a dire "persone in cui ci si possa riconoscere".

LE SETTE SONO PIENE DI PERSONE DEBOLI, STRANE ED EMOTIVAMENTE INSTABILI

Non è vero. Molti membri delle sette sono intelligentissimi, attraenti e capaci. La realtà è che nelle sette possono trovarsi tutti i tipi di persone. Uno dei pochi denominatori comuni è che spesso tali persone sono state reclutate in un momento critico della loro esistenza - di questo si dirà più avanti.


LE SETTE SONO SOLO UN' ACCOZZAGLIA DI FANATICI RELIGIOSI

Questo è un errore comune: pensare che le sette siano gruppi puramente religiosi. La definizione attuale di "setta" si riferisce a tutti i gruppi che usino il controllo mentale e le tecniche di reclutamento ingannevoli esposte in questo articolo. Il sistema di credenze di una religione viene spesso deformato in modo che possa diventare un contenitore di tali tecniche, ma sono proprio le tecniche che fanno la psicosetta.

In una società libera le persone possono credere in ciò che vogliono, ma la maggior parte di loro concorderebbe sul fatto che è scorretto tentare di ingannare e controllare gli altri. Nella sezione "Tipi di sette" esamineremo, appunto, i vari tipi di sette in cui ci si può imbattere.


I CRISTIANI DEFINISCONO "SETTE" TUTTI GLI ALTRI GRUPPI

Fondamentalmente i Cristiani hanno detto che se un gruppo si pone come cristiano e tuttavia insegna qualcosa di completamente diverso da quanto insegna la Bibbia, allora esso è una setta. Per esempio, un gruppo buddista che rivendichi di essere buddista non è una setta, mentre un gruppo buddista che FINGA di essere cristiano lo è. Tale definizione non è usata in questo articolo.

Fonte: http://www.focus.it/Community/cs/forums/thread/277948.aspx





C’è crisi, dilagano le psico-sette: le prime vittime sono i manager

il Giornale.it

New age, suggestioni millenaristiche, religione fai-da-te, incertezza economica. La miscela in cui prosperano le «psico-sette» è questa, e dà alla testa alle persone. Le più fragili, certo, ma non necessariamente le meno attrezzate culturalmente e socialmente.

Il fenomeno delle psico-sette è in crescita costante negli ultimi anni, e in Lombardia raggiunge numeri da record. Le psico-sette sono gruppi che, dietro la facciata di corsi «full immersion» di autostima o di benessere psicofisico, nascondono la realtà di abusi psicologici, e a volte anche fisici, e il malcelato obiettivo di truffare e derubare gli adepti, privandoli della loro dignità e truffandoli. La novità sorprendente è che, secondo i centri d’aiuto, la vittima-tipo è un uomo, giovane (29 anni), laureato, professionista (architetto, avvocato, ingegnere).

Sorprendenti anche le modalità di «reclutamento»: sempre più spesso i potenziali obiettivi vengono individuati nell’ambito di corsi di formazione professionale, o comunque in ambito lavorativo, e poi contattati al di fuori dell’ufficio o dello studio, e attirati nella setta, in un vortice dal quale difficilmente riescono a uscire con le loro forze.

Dal quel momento inizia l’incubo. Un incubo che fa leva sull’isolamento dell’adepto, e su seminari incentrati su tecniche più o meno desunte dalla psicologia ufficiale. I corsi a mille euro al giorno, nei fine settimana, in luoghi isolati, e i «livelli» da salire in questi presunti «livelli» di conoscenza e autocontrollo.

La soggezione psicologica si realizza mediante una sorta di «lavaggio del cervello», che induce falsi ricordi (abusi infantili o maltrattamenti) che hanno l’obiettivo di separare la vittima dalla sua famiglia e dal contesto relazionale quotidiano, per relegarla in una condizione di dipendenza assoluta.

Il Cesap, Centro studi abusi psicologici, ha ricevuto più di 4mila richieste di aiuto in un anno, 3200 da amici e familiari di persone che hanno subìto violenze e soprusi. La Lombardia è la regione con la maggior diffusione di questi fenomeni: 230 richieste di aiuto nell’ultimo anno di dati, in 200 casi pervenute da familiari e amici. La religione, il satanismo, le virtù taumaturgiche non hanno più l’esclusiva. Spiega il presidente del Cesap, Lorita Tinelli: «All’inizio c’è un vero e proprio bombardamento d’affetto e di attenzioni, l’ambiente non viene percepito come un pericolo». E cadono le difese: «Si tratta di tecniche apprese in modo confuso da culture e discipline diverse, un sincretismo di tecniche e dottrine filosofiche che pretendono di porre l’individuo al centro del cosmo, “dio di se stesso”, con la promessa di migliorare il rendimento psicofisico e il benessere. Nei momenti di crisi economica questi fenomeni crescono».

A quel punto la frequenza di questi pseudo percorsi di formazione spirituale viene vissuta come un’esigenza imprescindibile, da pagare con migliaia di euro a settimana. Il proselitismo è selvaggio. Chi cade nella rete cambia visibilmente il suo modo di esprimersi e di stare con gli altri. Si scontra con i propri cari. Questa è la prima spia. E in genere sono loro che chiedono aiuto, salvandolo (a volte) dalla rovina, economica e mentale. Per punire i responsabili una sola strada: l’abuso della professione psicologica.




Una ex reikista svela la vera natura esoterica e spiritista del reiki. Consigliamo la lettura del documento del Magistero della Chiesa dei vescovi americani del 25 marzo 2009 che evidenzia come:


1)il reiki non è né guarigione perché il “ki” è una “energia” ignota alla scienza, né guarigione divina perché si tratta di superstizione o culto falso e indebito;

2)il reiki ha molti aspetti di una religione orientale (monismo, reincarnazione, karma, chakra, nadi, ecc.) ponendosi come rivelazione incompatibile con Cristo e la sua Chiesa;

3)il reiki è una tecnica di channeling o spiritismo che sottopone al pericoli di infestazioni diaboliche;

4)la Chiesa ha la responsabilità di eliminare l’ignoranza sul reiki vietandolo ai suoi rappresentanti e nei suoi ospedali.




Intervista al prof. Sandro Turrini "fisico quantistico" dell'Università di Bologna in cui viene evidenziato come il concetto di ENERGIA non spieghi nulla del mistero della VITA. La Fisica afferma che il fenomeno VITA non viola le leggi della Fisica ma non sa descriverlo nella sua complessità trascendente.

Se Ki, Prana, Kundalini, ecc., potessero descrivere e manipolare il mistero della VITA qualcuno avrebbe già vinto il NOBEL per la medicina. Nulla di tutto questo!

Non facciamoci turlupinare da chi afferma di possedere le fantomatice, fumose per quanto sottili, ed inesistenti "energie occulte luciferine" della New Age e della Wicca.








01 febbraio 2011

CONVEGNO ROMA - L'ESPERIENZA RELIGIOSA DELL'UMANITA' TRA LIBERTA' E MANIPOLAZIONE

Convegno sulla libertà di culto e i nuovi movimenti
 psuedo religiosi e settari
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Clicca qui per scaricare la locandina

Modulo di iscrizione on-line al convegno "L’esperienza religiosa dell’umanità tra libertà e manipolazione"
http://www.apg23.org/ambiti-dintervento/anti-sette-occulte/convegno-16-02-2011/iscrizione
 
Importante: l'ingresso al convegno prevede l'esibizione di un invito cartaceo strettamente personale. Compilando il presente modulo verrà contattato dalla Segreteria Organizzativa che confermerà la sua adesione e provvederà all'invio dell'invito.



Mercoledì 16 febbraio 2011 dalle ore 9.30 alle 17.00, presso l'Aula Pio XI - Pontificia Università Lateranense (Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - Roma).

Convegno
La ricerca del trascendente è sempre stata nella natura di ogni uomo e in ogni tempo. Le moderne costituzioni occidentali hanno riconosciuto il diritto alla libertà religiosa. Non esistono attualmente le condizioni storiche e culturali perchè tale diritto sia universalmente riconosciuto anche se la Chiesa Cattolica e gli organismi internazionali sono impegnati nella difesa e nella salvaguardia di questa libertà. Le concezioni estreme del relativismo e del fondamentalismo non favoriscono l'evoluzione di un processo volto alla tutela del libero culto. Intanto prolificano movimenti pseudo religiosi e settari che si propongono in alternativa ad un’autentica scelta di fede manipolando le persone più fragili e deboli della nostra società.

Il Convegno intende offrire una riflessione su queste tematiche chiarendone i molteplici aspetti.

Il Convegno è riconosciuto come corso di aggiornamento professionale per docenti dalla Pontificia Università Lateranense a norma della legge 15 marzo 1997 n. 59 e degli artt. 1 e 2 della Direttiva del MPI del 1° luglio 1996 n. 305 come modificata dalla Direttiva del MPI del 26 marzo 1998 n. 156.


Organizzatori

Organizzano il convegno:
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (http://www.apg23.org/)
Settore Nuovi Culti del Vicariato di Roma (http://www.vicariatusurbis.org/)
Istituto Superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater (http://www.ecclesiamater.org/)
con il patrocinio di:







FILE AUDIO




ZI11020609 - 06/02/2011
Convegno su libertà religiosa, manipolazione mentale e sette occulte
Il 16 febbraio a Roma presso la Pontificia Università Lateranense

ROMA, domenica, 6 febbraio 2011 (ZENIT.org).- L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, ha organizzato un Convegno nazionale dal titolo “L’esperienza religiosa dell’umanità tra libertà e manipolazione” che si terrà a Roma, presso la Pontificia Università Lateranense, il 16 febbraio, dalle 9.30 alle 17.30.
L'incontro affronterà i temi della libertà religiosa e gli argomenti relativi alle manifestazioni di quei culti estremi che utilizzano il sacro a fini meramente strumentali. Tale iniziativa s’inquadra nell’attività che da diversi anni la Comunità porta avanti con dedizione e impegno attraverso un suo specifico servizio e con un Numero Verde Nazionale dedicato alle vittime e ai familiari delle persone irretite nel mondo dei gruppi pseudo religiosi e settari.
Di fronte, infatti, al panorama confuso e fuorviante nel quale si formano le nuove generazioni e al proliferare di movimenti pseudo religiosi e settari che si propongono in alternativa ad un'autentica scelta di fede, manipolando le persone più fragili e deboli, occorre alimentare nei giovani speranze e prospettive affinché possano operare scelte di senso.
[Per leggere il programma del Convegno: http://www.apg23.org]



Cultura e Società:
Sette e culti distruttivi, serve formazione
"L'esperienza religiosa dell'umanità tra libertà e manipolazione" è il tema dell'incontro alla Lateranense. Don Buonaiuto (Comunità Giovanni XXIII): «Il sacro utilizzato a fini meramente strumentali» di Laura Badaracchi
«Puntare sulla prevenzione e sulla formazione, oltre all’urgenza di fare rete sul territorio nazionale per conoscere sempre meglio e contrastare il fenomeno»: don Alessandro Olivieri Pennesi, dal 2007 responsabile del settore Sette e nuovi culti presso l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti, ha individuato queste due principali piste di lavoro per il futuro. Entrambe verranno approfondite in occasione del convegno sul tema “L’esperienza religiosa dell’umanità tra libertà e manipolazione”, in programma mercoledì prossimo alla Lateranense per iniziativa dello stesso settore del Vicariato insieme all’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e all’Istituto superiore di Scienze religiose Ecclesia Mater.
«Le concezioni estreme del relativismo e del fondamentalismo non favoriscono l’evoluzione di un processo per tutelare il libero culto. Intanto prolificano movimenti pseudoreligiosi e settari che si propongono in alternativa a un’autentica scelta di fede, manipolando le persone più fragili e deboli della nostra società», denuncia don Aldo Buonaiuto, animatore generale del Servizio anti sette occulte della Comunità Papa Giovanni XXIII, che da diversi anni si occupa delle persone irretite da «quei culti estremi che utilizzano il sacro a fini meramente strumentali». Di fronte «al panorama confuso e fuorviante nel quale si formano le nuove generazioni, occorre alimentare nei giovani speranze e prospettive affinché possano operare scelte di senso», conclude don Bonaiuto.
Anche per don Olivieri Pennesi, che è anche docente alla Lateranense e insegna religione alle superiori, occorre intercettare il mondo degli adolescenti, «spesso affascinati per curiosità o per gioco da esoterismo e occultismo, veicolati pure attraverso serie televisive e libri. Una subcultura che va arginata, perché alcune mode possono costituire terreno fertile al satanismo». Al suo ufficio si rivolgono genitori e parenti «molto preoccupati per i loro cari; quindi è sempre più necessaria una formazione capillare su questi argomenti nelle parrocchie e tra gli insegnanti». Le vittime «di culti distruttivi dell’integrità umana e spirituale» vengono seguite da esperti e in qualche caso accolte per un periodo da comunità religiose; il servizio di ascolto, in quello che don Alessandro definisce «un difficile e delicato ministero», consente di mettere a fuoco «disturbi psichici e psicologici, in un quadro complessivo di profondo disagio esistenziale che talvolta genera il rifiuto di una relazione di aiuto continuativa».
I lavori del convegno prenderanno il via alle 9.30, per concludersi alle 17.30. Tra i relatori, il vescovo Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi; Luigi Ciampoli, procuratore generale della Corte d’Appello di Roma; Giuseppe Ferrari, segretario generale del Gris (Gruppo ricerca e informazione socioreligiosa); Aureliano Pacciolla, docente di Psicologia della personalità alla Lumsa.
Per partecipare è necessario iscriversi: sito www.apg23.org, cell. 335.6596512, e-mail donaldo@apg23.org.
15 febbraio 2011
Fonte: http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=6793


Saluto del Rettore  
Enrico dal Covolo
al Convegno su:
“L’esperienza religiosa dell’umanità tra libertà e manipolazione”
Pontificia Università Lateranense, 16 febbraio 2011


Saluto del Prof.
Antonio Sabetta
Preside ISSR “Ecclesia Mater”

http://www.pul.it/wp-content/uploads/2011/02/Saluto-Don-Antonio-Sabetta-convegno-del-16-02-2011.pdf


L'ESPERIENZA RELIGIOSA DELL'UMANITA' TRA LIBERTA' E MANIPOLAZIONE: L'INTERVENTO DEL SEG. GENERALE TIANI A RADIO VATICANA - 16/02

Con il patrocinio della Segreteria Nazionale SIAP, CONVEGNO NAZIONALE: L'ESPERIENZA RELIGIOSA DELL'UMANITA' TRA LIBERTA' E MANIPOLAZIONE - 16/02/2011

Si è svolto il 16 febbraio p.v. presso la Pontificia Università Lateranense, organizzato dall'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII° e patrocinato, tra gli altri, dalla Segreteria Nazionale SIAP, il Convegno Nazionale dal titolo "L'esperienza religiosa dell'umanità tra libertà e manipolazione".

Tra gli interventi previsti, anche quello del Segretario Generale Giuseppe Tiani.

In allegato il programma dell'iniziativa.
In basso il link per ascoltare l'intervista al Segretario Generale Tiani a Radio Vaticana, rilasciata al termine dei lavori (dal minuto 16 fino al minuto 19)

Allegato/i
ProgrammaConvegno_16_2_11.pdf




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Corriere della Sera
Giovedì 17 febbraio 2011 p. 23
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L' avanzata delle 8.000 sette 240 mila truffati in un anno

Carfagna: le denunce grazie alla norma anti-stalking
L' aiuto Don Buonaiuto: raccolte le storie di chi vuole salvarsi, l' aiuto al numero 800228866
L' aiuto di una squadra speciale della polizia, attiva da cinque anni

ROMA - È un mondo popolato da figure che sembrano tratte dai film di esorcismo. Purtroppo non hanno nulla di fantasioso. Una realtà la cui filigrana è costituita da satanismo, spiritismo, vampirismo, stregoneria, arti magiche, esoterismo. Le loro vittime in genere sono persone vulnerabili, rese deboli da fatti luttuosi o esperienze personali toccanti. Con buone disponibilità economiche, un livello di cultura medio alto e un' età che oscilla tra adolescenza e senilità. Solo nel 2010 sono stati circa 240 mila gli italiani caduti nella trappola di ottomila sette, secondo la Comunità Papa Giovanni XXIII che per aiutare le famiglie ha da alcuni anni aperto un numero verde (800.228.866). Il censimento è molto parziale perché riguarda l' attività dell' organizzazione fondata da don Oreste Benzi, basata principalmente sull' accoglienza in case e strutture semi residenziali. Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha indicato una strada giudiziaria: «Le vittime potrebbero avvalersi di un nuovo strumento normativo, quello contro lo stalking» che può essere un' arma per difendersi, oltre che da ex mariti ossessionanti, anche da santoni e guru. «Purtroppo il numero delle persone coinvolte è molto più alto. Noi abbiamo raccolto i dati attraverso i contatti telefonici e le storie di chi si è rivolto alla comunità per salvarsi», chiarisce bene i limiti dell' indagine don Aldo Buonaiuto, autore di due libri sul fenomeno, sacerdote nella diocesi di Fabriano. Ieri un convegno organizzato a Roma, titolo «L' esperienza religiosa dell' umanità tra libertà e manipolazione», ha scattato una fotografia sull' occultismo, pratica dilagante «da conoscere e capire» perché provoca danni incommensurabili nella vita pratica e psicologica di chi ne viene accalappiato. Il mondo delle sette è multiforme e condizionato in parte dalle nuove tecnologie. Ci sono i culti distruttivi che offrono a giovani tra 14 e 16 anni contatti col sovrannaturale e altre entità malefiche (stregoni, spiriti, vampiri, diavoli) con le quali stringere alleanza per la realizzazione dei propri desideri. La chiave degli ingannatori è molto spesso la religione. I guru usano un linguaggio sacrale e, promettendo benefici spirituali, si impossessano dell' animo e dei beni dei loro proseliti, ovviamente benestanti. E poi ancora sette specializzate in pratiche esoteriche, con finalità criminali, gruppi acido-giovanili (chi ne entra a far parte finisce con l' abusare di droga, riti satanici, messe nere, musiche estreme, sesso). Attraverso il web vengono reclutate le Wikka, streghe moderne, soprattutto ragazze giovani, convinte di possedere qualità magiche. Sono gruppi di piccole dimensioni, la media è non più di una decina di «schiavi» che per seguire il guru di turno hanno abbandonato il resto. Parenti, amici, soldi. La comunità Giovanni XXIII raccoglie almeno 15 telefonate al giorno e spesso agisce avvalendosi della squadra antisette della polizia, nata nel 2006. Secondo don Aldo, il 70% di queste bande ha obiettivi criminogeni: «Dunque dobbiamo reprimerle sul nascere e svolgere interventi di prevenzione. La gente deve sapere cosa rischia e quali sono le tecniche di reclutamento». Il numero verde riceve la segnalazione di casi disperati. Su 354 storie trattate nel 2009, il 44% riguardavano psicosette, il 17% sette religiose, il 15% satanismo, 13% esoterismo, 5% magia, 4% spiritismo, 1% stregoneria. A prescindere dal tipo di pressione esercitata dai capi sui sudditi, il risultato è sempre lo stesso. Chi cade in stato di schiavitù si trova in una condizione di sudditanza psicologica così severa da impedire il ritorno alla normalità. L' obiettivo dei gestori di questa rete dell' occulto è isolare i nuovi adepti dal loro ambiente vitale. All' inizio si presentano come amici e lentamente si introducono negli spazi della preda, conquistandone confidenza e fiducia. In cambio promettono risultati immediati e si propongono il più delle volte come alternativa alla religione che richiede sacrificio e forza di volontà. Margherita De Bac RIPRODUZIONE RISERVATA

De Bac Margherita
Pagina 23
(17 febbraio 2011) - Corriere della Sera


Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2011/febbraio/17/avanzata_delle_000_sette_240_co_8_110217042.shtml



Sette religiose:
quando la proposta di un culto copre truffe e manipolazioni.
Intervista con don Aldo Buonaiuto


Vivere un’esperienza spirituale “liberante”, mentre in realtà si è vittime inconsapevoli di una manipolazione. Sono decine di migliaia le persone che ogni anno finiscono nella rete di sette o gruppi pseudo-religiosi, dalla quale riemergono sovente con profonde ferite psicoemotive. Al problema è stato dedicato ieri un Convegno ospitato dall’Università Lateranense e promosso dall’Associazione Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi. Al centro del dibattito, il diritto alla ricerca e alla libertà di espressione religiosa in rapporto a quei culti estremi che utilizzano il sacro a fini strumentali. Fabio Colagrande ne ha parlato con don Aldo Buonaiuto, dell’Associazione Papa Giovanni XXIII:

R. – Ogni persona è sempre alla ricerca di Dio, è alla ricerca di un senso profondo della vita, è alla ricerca del suo creatore e questa esperienza è un diritto che tutti devono poter vivere liberamente. Però, nello stesso tempo noi - che ormai da quasi 10 anni abbiamo attivato un numero verde denominato “antisette” - vogliamo anche precisare che ci sono delle realtà che non sono religiose, ma che invece vorrebbero entrare nella porta della religione per il raggiungimento di altri obiettivi. Ecco le sette, questa parola scomoda che a volte può anche un po’ turbare ma è importante, perché fa capire la grande distinzione che c’è tra ciò che deve essere garantito e tutelato e ciò che invece deve essere osservato con attenzione e con una prevenzione forte, per far sì che la gente non incappi in queste trappole, in queste realtà falsate.

D. - Don Aldo, è possibile avere un criterio di orientamento per distinguere una setta religiosa da una vera e propria religione?

R. – Sicuramente la parola “libertà” è la base: la libertà di professare ma anche la libertà di scegliere senza essere manipolati. Sappiamo che sono diversi anni che non c’è più una legge che possa sottolineare e approfondire l’aspetto della schiavitù psicologica: cioè, quando una persona viene assoggettata in un momento di fragilità, di debolezza e quindi ridotta in una forma di schiavitù psichica. Così, anche, dobbiamo avere quell’attenzione non solo per il mondo delle “psicosette”, ma anche delle sette magico-esoteriche. Sappiamo quanto oggi l’esoterismo sia praticamente l’altra faccia della stessa medaglia dell’occultismo. Allora, bisogna essere molto, molto attenti perché oggi questi "guru" dell’occulto sono presenti specialmente anche nelle fasce dei ragazzi, del mondo giovanile.

D. – Don Aldo, cosa chiedete voi allo Stato per contrastare questo fenomeno?

R. – Noi chiediamo che lo Stato prenda coscienza che questo fenomeno non è relegato a poche persone: è un fenomeno purtroppo molto diffuso, che vede intere famiglie distrutte, ragazzi che sono distrutti psicologicamente e con problemi psichiatrici pr via di questi delinquenti, perché poi dobbiamo chiamarli anche per nome. Un buon 80 per cento sono truffatori, delinquenti senza scrupoli, pronti a tutto per il raggiungimento di profitti o di tipo economico o di altro tipo. Questa è un’ingiustizia insopportabile. Vedere che ci sono persone - per non parlare di tutto quello che fanno i maghi - che possono esercitare quella che loro chiamano un’attività lecita quando invece non è riconosciuta come un’attività: è il mondo della menzogna che viene legittimato e purtroppo anche pubblicizzato ovunque. C’è un’istigazione a portare le persone ad affidarsi, a credere a ciò che è veramente irrazionale e senza un minimo di logica e soprattutto di verità. Nulla di tutto questo ha a che fare con l’esperienza spirituale della ricerca dell’uomo del trascendente. (bf)

Fonte: http://www.radiovaticana.org/radiogiornale/ore14/2011/febbraio/11_02_17.htm#Art_463021





Ultim'ora:

Le psicosette, una vera «piaga sociale»
Le vittime subiscono la distruzione della loro famiglia e la dissoluzione dei loro patrimoni, oltre alla destrutturazione della personalità; appena l'1,2% trova il coraggio di denunciare
di Laura Badaracchi

«Ci stiamo attivando per aprire una struttura di prima accoglienza destinata ad accogliere vittime delle sette: ce lo chiedono i familiari». Lo ha annunciato don Alessandro Olivieri Pennesi, da quattro anni responsabile del Settore Sette e nuovi culti presso l'Ufficio diocesano per l'ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti, durante il convegno “L’esperienza religiosa dell’umanità tra libertà e manipolazione”, svoltosi ieri (16 febbraio 2011) alla Pontificia Università Lateranense per iniziativa dello stesso Settore del Vicariato insieme all'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e all'Istituto superiore di Scienze religiose “Ecclesia Mater”.

«In Europa, oltre alla diffusa scristianizzazione», si fa strada la presenza di «tradizioni che si rifanno a esoterismo e occultismo del XIX secolo, sotto l'ombrello della “New age”», ha aggiunto don Olivieri Pennesi, affermando che i nuovi culti rappresentano una «sfida culturale e pastorale». Per affrontarla, occorre un'attenzione particolare «con le organizzazioni, perché a volte il loro avvicinamento alla Chiesa è strumentale, ovvero finalizzato all'approvazione ecclesiale». Bisogna prendere atto che esiste un «vitalismo di nuove religioni e nuovi dèi: proposte ambigue, illusioni con esiti pericolosi e a volte mortali», ha commentato Carlo Di Cicco, vicedirettore dell'Osservatore Romano.

Secondo Maurizio Alessandrini, presidente dell'associazione Favis (Familiari vittime delle sette), si tratta di un'autentica «piaga sociale diffusa in Italia da 25 anni a questa parte». Toccato personalmente dal problema in famiglia undici anni fa, ha precisato: «Non si entra in una setta, vi si è attirati: c'è una grande capacità di dissimulazione tra i guru, che conoscono bene le tecniche per abbassare la difesa psicologica e penetrare nella psiche della persona. Alcuni influiscono anche sul metabolismo, ad esempio con la privazione del cibo e del sonno, destabilizzando l'individuo fisicamente e indebolendone la mente attraverso tecniche di condizionamento». Dai falsi maestri vengono somministrati anche farmaci, perseguendo un obiettivo preciso: «La dedizione totale dei discepoli, fino a farli rinunciare a se stessi e a recidere ogni legame. Il plagio non è ancora un reato per legge, ma è un delitto contro la salute psichica delle persone che come cittadini non possiamo accettare».

I danni, infatti, sono gravissimi sia a livello mentale che economico e sociale: spesso le vittime subiscono la distruzione della loro famiglia e la dissoluzione dei loro patrimoni, oltre alla destrutturazione della personalità; appena l'1,2% trova il coraggio di denunciare il capo della setta; la maggioranza si vergogna e preferisce tacere, vuole solo dimenticare. Lo ha confermato Enrico De Simone, criminologo clinico e vicario della Questura di Ascoli Piceno, che ha lamentato «l'assenza di mentalità riguardo a questo problema da parte delle Forze dell'Ordine e degli organi giudiziari. Purtroppo è oscuro il numero dei reati e delle vittime, nel dettaglio: lo sappiamo solo in grandi linee», anche perché le sette registrano un «grande dinamismo: si aggregano, si scompongono, si perfezionano». Purtroppo «dimostrare un'associazione a delinquere è difficile – ha osservato – : penetrarle è difficile perché si tratta di gruppi chiusi; ci si dovrebbe infiltrare all'interno per capire i ruoli. Perché non esistono collaboratori di giustizia di sette sataniche e psicosette».

«La vulnerabilità della potenziale vittima sta nell'isolamento», ha ricordato Aureliano Pacciolla, psicologo clinico, perito del tribunale penale e docente di psicologia della personalità alla Lumsa. A suo avviso, è necessaria una collaborazione in rete di psicologi, sacerdoti, forze dell'Ordine, giudici e magistrati, assistenti sociali ed educatori. «Senza collaborazione i successi sono molto ridotti: bisogna formarsi all'interdisciplinarietà», ha concluso. Senza dimenticare – ha osservato Adolfo Morganti, psicoterapeuta e consigliere nazionale del Gris – che «la libertà religiosa non è libertà di inventarsi qualsiasi cosa e metterci l'etichetta».

17 febbraio 2011

Fonte: http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=6807



Cultura e Società:
Il fondamentalismo nemico della libertà religiosa

Un diritto da esercitare «senza impedimenti»: l'appello al convegno su manipolazioni, sette e intolleranza organizzato presso l'Università Lateranense di Marta Rovagna

Le psicosette, una vera «piaga sociale» di Laura Badaracchi

Il nodo della libertà religiosa e della sua tutela, con i limiti e le potenzialità di un diritto che deve essere tutelato e garantito per tutti ma che, nella sua formulazione, vive una stagione di forte ambiguità e di controversa applicazione. Basti pensare alle persecuzioni dei cristiani in diversi Paesi orientali ma anche, molto più vicino a tutti noi, a come viene esercitato questo diritto in Italia, tra una vita “regolare” in seno alle maggiori confessioni religiose, quella cattolica in prima linea, e una realtà sommersa ma sconcertante di sette e gruppi spiritistici. Un fenomeno in crescita che riguarda in senso più ampio l’esercizio di un diritto inalienabile dell’uomo mal inteso e mal interpretato.

Di tutto questo si è discusso nella prima parte del convegno “L’esperienza religiosa dell’umanità tra libertà e manipolazione”, che si è tenuto ieri (16 febbraio 2011) nell’aula magna dell’Università Lateranense. L’evento, organizzato dall’associazione comunità Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con il Settore Sette e nuovi culti dell’Ufficio ecumenismo e dialogo del Vicariato e dall’Istituto superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater ha visto nella mattinata la partecipazione di prelati e politici per discutere insieme sul comune tema della tutela del diritto alla libertà religiosa e dei rischi, interni ed esterni, che ogni giorno non ne garantiscono la piena applicazione. Ad intervenire il rettore della Lateranense, il vescovo Enrico dal Covolo; il preside dell’Ecclesia Mater Antonio Sabetta; il presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi il vescovo Francesco Coccopalmerio; Giovanni Paolo Ramonda, presidente dell’associazione Papa Giovanni XXIII; e Aldo Baniuto, animatore generale del servizio antisette dell’associazione. Per il mondo politico e della magistratura sono intervenuti, tra gli altri, il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha concluso la mattinata; e il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Parole chiave della prima parte del convegno sono state il relativismo e il fondamentalismo, entrambi fenomeni che minano la natura e la libertà dell’esperienza religiosa. «Da una parte le sette – ha sottolineato il vescovo dal Covolo – minano la libertà individuale, dall’altra il fondamentalismo, non senza azioni cruente, minaccia la libertà del culto». E di fondamentalismo ha parlato anche il sindaco Alemanno, spiegando che «se la libertà religiosa è la frontiera su cui si misura la civiltà della società, non si può non porre attenzione a quei paesi dove il fondamentalismo alimenta l’intolleranza e la persecuzione. Prima di lavorare sulle tragedie – ha concluso il sindaco di Roma – bisogna prevenire e rivendicare questo diritto». Attenzione poi alla religiosità distorta, quella che Alemanno chiama «seconda religiosità o religiosità degradata» e monsignor Sabetta apostrofa come un’idea di sacro «anomica» (senza legge) e «anonima» (senza volto). Quella religiosità sulla quale attecchisce il fondamentalismo e le sette.

Dovere delle istituzioni è garantire che la persona sia tutelata in questo diritto, ovvero che possa scegliere «senza avere impedimenti – ha ricordato il vescovo Coccopalmerio – fatto salvo quando i beni primari e i diritti fondamentali dell’uomo siano rispettati». Lo Stato è però carente su questo tipo di tutela: «Facile è infatti stabilire cosa sia violenza di aggressione, difficile quella psicologica, che si manifesta con la manipolazione dei cervelli altrui». Uno strumento è stato indicato dal ministro Carfagna, alla fine della mattinata: «La legge contro lo stalking punisce anche reati che di fatto sono di abuso psicologico, bisogna avvalersene in modo da spezzare una volta per tutte la spirale di violenza».
17 febbraio 2011

Fonte: http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=6806



Satanismo e vampirismo
È boom di fedeli
Nell’ultimo anno sono 240mila gli italiani che hanno aderito ad una degli 8mila gruppi che si dedicano a pratiche esoteriche.

Sono più di 240 mila le persone in Italia che nell’ultimo anno hanno aderito a uno degli 8 mila gruppi settari dedicati a vario titolo al satanismo, al vampirismo, allo spiritismo e alla stregoneria. Tra questi circa 10 mila persone si sono date al culto estremo dell’adorazione di Satana praticando anche messe nere e riti sacrificali.

Sono i dati raccolti dal Servizio nazionale antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII e anticipati all’Ansa da don Aldo Buonaiuto. Stime che non tengono in considerazione le almeno 1.200 persone facenti parte delle cosiddette ”psicosette”, “gruppi settari che lavorano sulla manipolazione mentale anche a fini di lucro”, e coloro che si rivolgono ai 5.000 maghi censiti dalla Comunità che gestiscono gruppi, ognuno di circa 10 adepti.

Il fenomeno colpisce per lo più al Nord col 43 per cento dei casi segnalati (Centro 31 per cento, Sud 26 per cento) e in misura quasi eguale uomini e donne, al 54 per cento i primi e al 46 per cento le seconde. Le fasce di età delle vittime così si dividono: giovani 36 per cento, adulti 44 per cento, anziani 20 per cento. Cifre destinate a crescere: dal 2009 al 2010, è salito del 30 per cento il numero degli adolescenti, soprattutto femmine, che di dedicano a culti estremi soprattutto grazie a Internet dove proliferano siti dedicati alla stregoneria e alla Wicca (religione neopagana).


15 febbraio 2011


Fonte:



SETTE SATANICHE:
OGNI ANNO 240 MILA NUOVE VITTIME

240 mila persone adescate ogni anno, più di tremila richieste di aiuto, 8 mila gruppi settari, queste sono le cifre snocciolate, delle così dette sette religiose, che nella maggior parte dei casi, rivelano dietro ad esse, satanismo, coercizione a fini di lucro.

Roma, 15-02-2011...


Il fenomeno, è più che preoccupante, e i numeri lo confermano, sempre più persone cadono vittime di sette e pseudo culti religiosi, che in quasi tutti i casi, devastano, l'equilibrio interiore, e mentale.

8 mila sette, che di dedicano a vario titolo al Satanismo, Vampirismo, allo spiritismo e alla Stregoneria, fra questi circa 10 mila persone, votate al culto estremo come l'adorazione di Satana, praticando riti sacrificali e messe nere.

Il servizio nazionale "anti sette" della comunità "Giovanni XXIII", ha raccolto questi dati, aggiornato la rilevazione, direttamente sul campo, di anno in anno.

La stessa Associazione, denuncia oltre tremila richieste di aiuto, ricevute solo nell'ultimo anno, per un fenomeno, che è tra i più vili, poiché, adesca le persone più emotivamente fragili, che hanno avuto trascorsi difficili.

La ricerca del benessere interiore, o la fine delle sofferenze, spesso è il primo motivo, che induce la vittima ad essere adescata, poi subentrano i cosiddetti Santoni, o Maghi, che a dir si voglia, che iniziano sulla vittima un processo di coercizione, che spesso ha successo, poiché la maggior parte dei capi setta, conoscono bene la psicologia, strumentalizzandola ai loro fini di adescamento.

Dietro a queste sette, spessissimo, si nascondo fini economici, e questo giustifica, il fatto che molti adepti siano benestanti, che inevitabilmente, devolvono tutti i loro averi, alla setta.

Written by Marco Panzani modificated by Manager_Igor Scarabel


Fonte:


                            AVVENIRE                            
 17 FEBBRAIO 2011 PAG. 14

SETTE,
URGENTE UNA LEGGE PER ARGINARLE
Lo scudo dietro cui si nascondono molti gruppi è il diritto alla libertà religiosa.
E a contribuire c'è anche la cancellazione del reato di plagio


SETTE SATANICHE:
IL PARLAMENTO RIPENSA AL REATO DI PLAGIO
In primo piano
18 febbraio 2011
Scritto da Manuela Lisi

(AGENPARL) - Roma, 17 feb - Quello del satanismo e delle sette sataniche è un fenomeno che esiste da secoli ma che mai è stato annientato. E se questo può sembrare solo la cornice di favole noir che colpiscono solo pochi mitomani, in realtà nel 2010 ha riguardato 240 mila italiani caduti nella trappola delle 8 mila sette esistenti. E' quanto rilevato dalla comunità Papa Giovanni XVIII, che da anni aiuta le famiglie anche attraverso un numero verde.


Uno dei motivi per cui tale fenomeno non accenna ad arrestarsi è che in Italia non esiste un reato specifico contro la manipolazione della personalità. Il reato di plagio, presente nel Codice Rocco del 1930, infatti, è stato eliminato nel 1981 perchè troppo vago e non idoneo ad essere concretamente riconosciuto. Santoni e guru, dunque, possono essere puniti per reati di furto, omicidio, molestie sessuali, stalking, e ancora riduzione in schiavitù o circonvenzione di incapace, sequestro di persona o violenza privata, ma non nello specifico per il reato di condizionamento della personalità di tipo plagiario. Eppure in Parlamento esistono diverse proposte di legge che affrontano il problema. Alla Camera, ad esempio, c'è quella a firma di Pino Pisicchio (Api), ancora indiscussa, assegnata alla Commissione Giustizia della Camera, e che ricalca il testo di una proposta identica che era stata approvata in Commissione Giustizia al Senato nella XIV legislatura, ma che poi non era riuscita ad andare in Aula per lo scadere della legislatura stessa. Tale proposta di legge prevede sostanzialmente di colmare questa lacuna normativa individuando una fattispecie necessaria a punire reati di manipolazione della personalità - il cosiddetto reato di plagio - attraverso l'introduzione dell'art. 613-bis al Codice Penale.


Ma chi può cadere in una trappola simile e perchè? Non è difficile, nel corso della vita, ritrovarsi in situazioni di debolezza estrema per un lutto, una delusione, e ritrovarsi a cercare un punto di riferimento. I guru delle sette sono costantemente alla ricerca di persone facilmente manipolabili e, approfittando di tale debolezza, a queste si promettono benefici spirituali, una nuova vita, la salvezza. Il tutto cercando di infondere un delirio di onnipotenza e l'illusione di poter avere tutto. Le sette non perseguono tutte i medesimi fini, esistono le cosiddette psicosette che, sostanzialmente, puntano ai beni dei loro adepti, le sette religiose, le sette acido - giovanili, ossia quelle che reclutano i loro membri su Internet e, sotto effetto di sostanze stupefacenti, li inducono a compiere rituali che vanno da prestazioni sessuali a veri e propri crimini. L'obiettivo comune a tutte è quello di isolare gli adepti dal loro ambiente vitale e guadagnarsi la loro fiducia fino a spingerli ad atti estremi con la promessa di risultati immediati.


Fonte: http://www.agenparl.it/articoli/focus/news/focus/20110217-sette-sataniche-il-parlamento-ripensa-al-reato-di-plagio





Sette sataniche:
si torna a parlare di reato di plagio
Roma, 22-02-2011


di Caterina Carosi

Una legge per tutelare le vittime delle sette sataniche. A lanciare la notizia è stata un Ansa di questi giorni, dopo l’allarmante statistica data dal servizio nazionale "anti sette" della comunità "Giovanni XXIII": 240 mila persone adescate ogni anno, più di tremila richieste di aiuto, 8 mila gruppi settari, sono le cifre snocciolate, delle così dette sette religiose, che nella maggior parte dei casi, rivelano dietro ad esse, satanismo e coercizione a fini di lucro.


Alla richiesta si è aggiunto anche l'appello del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna che, partecipando ha invitato tutte le vittime a 'utilizzare il nuovo strumento normativo dello stalking messo a loro disposizione' per denunciare falsi guru e santoni.


'Il reato di stalking è nel codice non solo per le donne - ha detto Carfagna - ma per tutte le persone che vogliono spezzare la spirale delle minacce e delle violenze in cui tutti possono cadere'. E tuttavia, secondo don Aldo Buonaiuto animatore del servizio antisette della Comunità Papa Giovanni - fondata da don Giuseppe Benzi -, si può fare di più andando a colmare quella 'lacuna' normativa emersa da quando la Corte Costituzionale ha abrogato il reato di plagio previsto dal codice penale del 1930.


Sulla specifica esigenza legislativa, intervenendo al dibattito, si sono detti d'accordo anche Luigi Ciampoli, procuratore generale della Corte di Appello di Roma, che ha citato i casi del processo alle Bestie di Satana o dei kamikaze spinti all'attentato suicida, e la senatrice Laura Allegrini, relatrice di un disegno di legge sulla reintroduzione del reato di plagio.


I dati preoccupano e rischiano di peggiorare se non si porta l’attenzione dei media sul problema del satanismo e delle migliaia di vittime che ogni anno vengono plagiate per seguire strade che giurano consolazione alla disperazione umana. Il Pdl e il Governo si sono già dimostrati ben disposti a portare nelle Aule una legge a difesa di questo fenomeno. Ora non resta che aspettare, ma per favore, non troppo.


Fonte: http://www.clubdellaliberta.it/index.php?pagina=articolo&idarticolo=2692




COME VANNO LE COSE
Il fatto & le opinioni
A CURA DI ANTONIO SANFRANCESCO
UNA LEGGE ANTISANTONE?
da: FAMIGLIA CRISTIANA N.  11/2011 PAGINA 20

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25.11.2010
Nella rete di sette e santoni
OLTRE LA NOTIZIA
FENOMENO SOCIALE