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Introduzione
La ricerca è nata dalla volontà di esplorare i processi di cambiamento che si verificano a seguito dell'abbandono del proprio credo religioso. Un sistema di credenze, molto spesso, rappresenta un punto di riferimento incontrovertibile per il credente: oltre che dare forma a una specifica visione del mondo, ne orienta la prassi, le scelte, le attività e le priorità [1]. La sua destrutturazione, quindi, comporta un riposizionamento, un cambiamento, un turning point, nella vita del soggetto. In altre parole, il processo di fuoriuscita da un movimento religioso implica una trasformazione nella Weltanschauung, nel modo di agire e di comportarsi nella vita del devoto perché si verifica un significativo spostamento e un distacco dal sistema pratico-simbolico di riferimento che aveva in precedenza.
Assunto ciò, attraverso lo studio di un caso, si è cercato di rispondere a domande che chiarissero, in maniera più specifica, in che modo cambi l'esistenza e quali trasformazioni avvengano quando si abbandona un credo religioso. Quale impatto ha una scelta di questo tipo nella vita del soggetto decisore? Quali effetti sortisce in ambiti come le relazioni sociali, nella visione del mondo, nelle pratiche di vita? C'è qualcosa che resta del mondo pre-cambiamento? Cosa rimane?
Oggetto di esame in questo specifico studio sono gli ex-membri della Congregazione dei Testimoni di Geova. Questo gruppo religioso è molto noto, ma spesso è conosciuto solo a un livello epidermico. Sicuramente abbiamo incontrato dei Testimoni per strada, oppure abbiamo ricevuto una loro visita nelle nostre casa, vista la tenace persistenza e il zelo religioso che li contraddistingue, ma ben poco si conosce della loro dottrina e, delle loro pratiche, emergono solo gli aspetti più controversi: valga, a titolo esemplificativo, il rifiuto per la trasfusione sanguigna.
____________________________1 Con ciò, naturalmente, non si vuoi sostenere che c'è perfetta coincidenza fra il sistema di credenza e il modo di agire dell'individuo, quanto piuttosto che quello religioso sia un sistema che da forma a una tavola di valori e di principi che forniscono un senso all'agire sociale. Tuttavia, diversa è l'importanza che ciascun credente conferisce alle verità oggetto di fede. Il radicamento delle credenze nella biografia del soggetto, non disgiunto dal grado di convinzione personale e dall'impegno profuso nelle attività proposte dal credo religioso cui si aderisce, sono correlati ad una quantità di altri fattori, come quelli psicologici, e condizioni, come quelli ambientali e del contesto, che interferiscono e co-derminano una specifica azione.
La letteratura accademica che si è occupata dei Testimoni di Geova è scarsa e spesso datata, soprattutto quella presente in ambito nazionale. Con pochissime eccezioni. Fenomeno strano, se si considera che quello dei Testimoni è uno dei movimenti religiosi, che, a livello mondiale, ha visto una fra le più rapide crescite negli ultimi 140 anni. Da questo punto di vista, la ricerca si propone di indagare aspetti poco scandagliati del panorama socio-religioso, fornendone una lettura aggiornata.
Lo scopo del primo capitolo, infatti, è proprio quello di cercare di colmare in parte questa lacuna, presentando, nelle linee generali, la genesi dei Testimoni di Geova, i cardini della loro struttura e organizzazione, le principali dottrine e, soprattutto, comprendere come queste si riflettano nelle pratiche di vita quotidiana di chi appartiene al gruppo. A latere, il fine è anche quello di rendere familiare una terminologia spesso ignota nota a chi non aderisce al movimento.
Scrivendo da una prospettiva sociologica, l'intento ovviamente non è quello di esprimere un giudizio sulla validità dell'interpretazione scritturale o la veridicità della dottrina, né valutare la legittimità della prassi, quanto piuttosto comprendere la struttura base del sistema di credenze e, soprattutto, gli effetti che sortisce sulla vita dei membri [2].
Il sostrato teorico di carattere sociologico che fa da cornice alla ricerca viene presentato nel secondo capitolo. La bussola di riferimento è l'opera di Peter Berger e Thomas Luckmann La realtà come costruzione sociale, che offre un punto di vista sulle conversioni religiose a partire dal concetto di risocializzazione. Naturalmente, prima di parlare di risocializzazione, viene trattato in maniera ampia il concetto di socializzazione, e, in particolare, dell'interiorizzazione del sottosistema religioso. L'obiettivo, in questo capitolo, è quello di presentare i contributi teorici che possono aiutare a orientare l'analisi della fuoriuscita, partendo dal processo, per certi versi, ad esso speculare che è quello della conversione religiosa.
Le specifiche modalità di lasciare un movimento religioso sono esposte in maniera dettagliata nel terzo capitolo. La disaffiliazione può avvenire prevalentemente in due modi: tramite una decisione volontaria e consapevole, oppure tramite un provvedimento di espulsione.
______________________2 Viene spesso obiettato dalle persone credenti che per capire veramente a fondo una religione bisogna appartenervi e credere al sistema dottrinario che proclama. Riprendo una argomentazione di Bryan Wilson, sociologo delle religioni, per rispondere a questa obiezione: "non occorre essere uomini medievali per studiare la società medievale, non è necessario appartenere ad una tribù per capire un gruppo tribale". Wilson B. R., La religione nel mondo contemporaneo, II Mulino, Bologna, 1996, p. 24.
Tra i Testimoni di Geova i primi sono chiamati dissociati, i secondi sono i disassociati. Oggetto di studio del capitolo sono anche i motivi che possono portare ad un'espulsione, assieme all'analisi delle regole interne relative al comportamento idoneo da adottare nei confronti di chi fuoriesce. Ampio spazio verrà dato alle ricadute e conseguenze che una scelta di questo tipo può avere nei vari ambiti della vita quotidiana del ex-membro, soprattutto dal punto di vista delle sue relazioni sociali.
L'obiettivo è quello di analizzare non tanto le motivazioni dell'abbandono, quanto piuttosto il grado e la modalità di cambiamento dell'orizzonte valoriale, delle pratiche di azione quotidiana, del network sociale, delle dinamiche dei significati dalla prospettiva di un ex membro. Per fare ciò, si è utilizzato uno strumento di raccolta delle informazioni che sollecitasse la ricostruzione del vissuto esperienziale dell'ex-affiliato, che permettesse di focalizzare l'attenzione su particolari snodi e su punti rilevanti, senza tuttavia ingabbiare e irrigidire le risposte in modalità predefinite e prefissate. In definitiva, l'esigenza di lasciare la parola ai protagonisti viene controbilanciata dalla gestione semi-guidata dell'intervista da parte del ricercatore. Il percorso metodologico e gli strumenti adottati sono riportati nel quarto capitolo in cui si rendono trasparenti gli itinerari seguiti nella ricerca, motivando le scelte metodologiche e le tecniche di rilevazione dei dati. Nel capitolo si lascia molto spazio alla citazione diretta, per esplicitare in modo chiaro il punto di vista dell'intervistato. Infine, vengono esposti i risultati dell'analisi e dell'intera ricerca.
La Dott.ssa Fabiana Niro a convegno
22 maggio 2011
CONFERENZA - FUORIUSCIRE DA UN MOVIMENTO RELIGIOSO: IL CASO DEI TESTIMONI DI GEOVA
17 maggio 2011
CONFERENZA - I TESTIMONI DI GEOVA - OLTRE L'APPARENZA
13 maggio 2011
CONVEGNO - TESTIMONI DI GEOVA - GRIS DIOCESI AMBROSIANA
I RELATORI:
IL SITO WEB del
dott. ACHILLE AVETA
Testimoni di Geova: essere o non essere?
IL SITO WEB di
ROBERTO DI STEFANO
Testimoni di Geova
Evoluzione di un movimento religioso
02 maggio 2011
CONVEGNO FANO (PESARO-URBINO) - “MAGIA E NUOVE RELIGIOSITÀ”

Fano (Pesaro Urbino)- Magia e nuove religiosità. E’ stato questo il tema della giornata di studi organizzata dalla Diocesi di Fano sabato 7 maggio al centro pastorale. A introdurre i lavori, come reso noto da don Giacomo Ruggeri, dalla Curia Vescovile, è stato don Giorgio Giovanelli delegato diocesano per il Centro di Bioetica.
E' seguito poi l’intervento del Vescovo Armando Trasarti il quale ha sottolineato l’importanza della questione dal punto di vista dell’etica psicologica. “Da sempre, vivendo nel mondo ecclesiale –ha precisato il vescovo– mi turba la grande scorciatoia sui problemi della vita, quale a esempio il miracolismo. Dobbiamo aiutare la gente a pensare senza razionalità andiamo alla deriva”.
Monsignor Trasarti, in riferimento proprio alla magia, ha evidenziato come questa sia diffusa maggiormente nelle zone benestanti, dove esiste un’economia emergente proprio perché la cultura del benessere non accetta fragilità. Al convegno è intervenuto il professor Pierluigi Zoccatelli vicedirettore Censur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) il quale ha commentato alcuni dati interessanti relativi alle religioni presenti nel Paese.
Durante il convegno si è parlato anche di fede e superstizione. I presenti, nella riflessione, sono stati aiutati da don Lorenzo Lasagni, docente di Teologia spirituale e responsabile del GRIS diocesi di Ravenna–Cervia, il quale ha illustrato ai presenti le forme più diffuse di superstizione.
“Nella Bibbia –ha spiegato don Lorenzo– la fede viene messa in relazione con qualcosa di solido, che ci impedisce di cadere. La Chiesa è, da sempre, preoccupata di salvaguardare la fede in Cristo Signore perché è lì che risiede la beatitudine e la felicità dell’uomo. Nel Catechismo della Chiesa cattolica la superstizione viene definita come un eccesso perverso della religione. Per questo dobbiamo stare molto attenti non ai grandi gesti, ma ai piccoli gesti che la gente compie ogni giorno”.
Don Lorenzo, durante la sua relazione, ha illustrato ai presenti alcune forme di superstizione popolare diffuse nelle Marche e non solo: pensiamo ad amuleti e talismani, alle formule magiche che utilizziamo senza conoscerne il vero significato, agli elisir, a riti legati agli animali e alla semina.
“Chi ha la fede –ha concluso don Lorenzo– è fortunato. La fede è un’esperienza coinvolgente che ti fa innamorare di Cristo e della Chiesa”.
Le conclusioni le ha tirate don Giovanelli a nome del Vescovo impegnato nella mostra del Guercino a Fano: “E’ importante porre qualche riflessione sulla secolarizzazione per accorgerci che dobbiamo sicuramente ad essa il moltiplicarsi di queste nuove religiosità che ci fanno capire, forse ancora meglio, il profondo bisogno presente nel cuore dell’uomo. Di qui la grande sfida pastorale che ci aspetta, sfida che coinvolge gli ambiti della pastorale familiare, facendo sì che le coppie non si sentano sole e della pastorale giovanile, una pastorale che sappia formare e informare il giovane sulla grande illusione che caratterizza la società contemporanea: l’illusione del tutto, subito e soprattutto senza fatica. Il mio plauso e il mio incoraggiamento a quanto la pastorale giovanile sta facendo nella nostra diocesi. Vorrei citare la casa dei giovani che, fra poco tempo, verrà inaugurata a Fano. Un luogo dove si possa realizzare la formazione dei giovani ai valori autentici della vita, primi fra i quali la condivisione e la bellezza della vita comune”.
Redazione Fanoinforma
ZI11051211 - 12/05/2011
NEL “MONDO DISINCANTATO” DI OGGI, RIMETTERE DIO AL CENTRO
Conclusioni del convegno “Magia e nuove religiosità”
ROMA, giovedì, 12 maggio 2011 (ZENIT.org).- Per far fronte alla sfida rappresentata nella nostra società dalla magia e dalle nuove forme di religiosità, è necessario tornare a mettere Dio al centro della vita e abbandonare le tentazioni all'autosufficienza in cui cade spesso l'uomo di oggi.
E' una delle conclusioni del convegno “Magia e nuove religiosità”, svoltosi a Fano sabato 7 maggio. Le ha delineate al termine dell'incontro don Giorgio Giovanelli, delegato per il Centro di Bioetica di Fano e già Officiale di studio presso la Pontificia Accademia pro Vita, sottolineando che si è di fronte “alla grande sfida che la visione cristiana deve affrontare nello scontro con gli aspetti della moderna secolarizzazione”.
Se da un lato non è quest'ultima a determinare la nascita di esperienze magiche ed esoteriche, rintracciabili nelle varie epoche della storia dell’uomo, dall’altro “dobbiamo sicuramente ad essa il moltiplicarsi di queste nuove religiosità che ci fanno capire, forse ancora meglio, il profondo bisogno presente nel cuore di ciascun uomo”, ha osservato.
Secondo il sacerdote, che ha parlato a nome del Vescovo locale, monsignor Armando Trasarti, “è interessante notare come la secolarizzazione si ponga, quasi, a difesa dell’autonomia di un uomo che, per paura di perdere la propria libertà, cerca di vivere etsi Deus non daretur”.
Don Giovanelli ha quindi ricordato che il filosofo cattolico Charles Taylor, nel suo libro “A Secular Age”, indica tre significati della secolarizzazione che si possono riscontrare nella nostra società.
Continua qui: http://www.zenit.org/article-26675?l=italian
Il Vescovo Trasarti lancia un allarme al convegno sulle nuove religiosità
... ... ...
In Italia – ha affermato Zocatelli, vicedirettore CENSUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) - sono presenti 614 religioni, o meglio forme socialmente organizzate con tanto di leadership e testo sacro, che richiamano 1.178.324 fedeli, circa il 2 % dell’intera popolazione italiana. Questo dato, ovviamente, non tiene conto degli immigrati regolari e dei residenti stranieri nel nostro territorio: in questo caso arriveremo al 4-5%. Le religioni più diffuse sono i testimoni di Geova (250 mila), i pentecostali (450 milioni di fedeli nel mondo, 300 mila in Italia) e i 55 mila membri di Soka Gakkai (dal giapponese “società che per la creazione dei valori”). Poi ci sono gli atei e gli agnostici (5 % della popolazione circa), i seguaci di Hare Krishna (450-500 presenze in Italia) e della New Age. Questo ci fa capire bene come il panorama religioso sia molto articolato e complesso. Credo che, oggi come oggi, dobbiamo dedicarci ad un cambiamento individuale: dalla spiritualità del sé globale a quella del ‘me’
da Diocesi di Fano
http://www.fanodiocesi.it/
Fonte: http://www.viverefano.com/index.php?page=articolo&articolo_id=294255
Fano (Pesaro Urbino)
PRESSO CENTRO PASTORALE VIA ROMA
7 maggio 2011
PRESSO CENTRO PASTORALE VIA ROMA
7 maggio 2011
Una giornata di studio su un tema attuale:
"Magia e nuove religiosità"
Questo il titolo del convegno che vedrà la presenza di qualificati relatori con l'intento di formare ed informare su di un fenomeno delicato per quanto importante in programma per sabato 7 maggio 2010 al Centro Pastorale di via Roma.
PROGRAMMA
Ore 9.00 Saluto ed introduzione ai lavori
S.E. Mons. Armando TRASARTI
Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola
Ore 9.30
Nuove religioni e nuova religiosità, una sfida alla Chiesa:
prospettive sociologiche
Nuove religioni e nuova religiosità, una sfida alla Chiesa:
prospettive sociologiche
Vicedirettore del CESNUR - Centro Studi sulle Nuove Religioni
Ore 10.30
Gli aspetti psicologici del fenomeno
Prof.ssa Anna Maria GIANNINI
Docente ordinario di Psicologia – Università ‘La Sapienza’ - Roma
Ore 11.30
Fede e Superstizione.
Come è facile passare da fortunati a sciagurati
Fede e Superstizione.
Come è facile passare da fortunati a sciagurati
don Lorenzo LASAGNI
Docente di Teologia Spirituale.
Responsabile GRIS Diocesi di Ravenna – Cervia
SESSIONE POMERIDIANA
Ore 15.00
Sètte, santoni, maghi e gruppi New Age.
Sètte, santoni, maghi e gruppi New Age.
Il fascino di spiritismo, magia e satanismo.
Familiari irretiti, famiglie separate.
Come riconoscere questi fenomeni? Come affrontarli?
Prof.ssa Roberta GRILLO O.V.
Presidente del GRIS della Diocesi Ambrosiana.
Delegato diocesano per le nuove religiosità e i fenomeni dell'occulto
Ore 16.00
Meglio il Male del Nulla?
Radici della fascinazione giovanile per l’occulto
Meglio il Male del Nulla?
Radici della fascinazione giovanile per l’occulto
Psicoterapeuta.
Membro del Consiglio Nazionale del GRIS
Prof. ssa Marcella PIOLI
Medico pediatra
Membro del Consiglio Nazionale del GRIS
Membro GRIS di Torino
Ore 18.00
Dibattito
Dibattito
Ore 18.30
Conclusioni
Conclusioni
S.E. Mons. Armando TRASARTI
Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola
Per partecipare è necessario iscriversi
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