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«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante» (Papa Giovanni XXIII)

«Grande fermezza per l'errore, grande amore per l'errante»         (Papa Giovanni XXIII)

26 giugno 2011

I TEMPLARI A PETRELLA TIFERNINA 2-3 LUGLIO 2011







 Chiesa di San Giorgio Martire a
 Petrella Tifernina (CB):

“1211-2011 ottocento anni di misteri”.




Dopo l’evento dello scorso anno della due giorni dedicata alla cattedrale e ai suoi affascinanti misteri, l’associazione culturale Misteria Temply (http://www.mysteriatempli.it/obiettivi.html) e il Comune di Petrella Tifernina ripropongono nei giorni 2 e 3 luglio 2011, visite guidate, convegni e iniziative a tema, oltre alla sfilata dei Cavalieri Templari Cattolici d’Italia.






L’appuntamento quindi è per il 2 luglio alle 15.30, quando l’arrivo dei Cavalieri Templari e il convegno sull’ “Antica regola dei templari” daranno il via ad eventi, visite guidate e festeggiamenti, percorsi animati, e degustazioni enogastronomiche che coinvolgeranno l’intero centro storico del paese.







L'interesse dell'Associazione Cavalieri Cattolici d'Italia (http://www.templarioggi.it/) della chiesa di San Giorgio martire nasce per la presenza di tracce visibili all'interno della chiesa stessa come ad esempio
la croce patente sulle 14 colonne in pietra, simbolo dei Templari, la scena scolpita nel bassorilievo sull'arco del portale centrale, la presenza dell'agnello crucifero, la collocazione particolare dell'edificio, che non segue la consuetudine delle basiliche cristiane e che hanno fatto nascere un' interrogativo:
la chiesa è stata costruita dai Cavalieri Templari tra il 1160 e 1211 o essi ne furono custodi per un periodo?




PROGRAMMA
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Petrella Tifernina, il programma Mysteria Templi
FONTE: http://www.telemolise.com/view_trasmissioni.php?idondemand=20110701223214

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La partecipazione, ancora una volta dell’ordine dei “Templari cattolici d’Italia” a Petrella Tifernina la cui presenza ha già fatto discutere lo scorso anno, fa scaturire almeno alcune domande:
è davvero opportuno che partecipino ad una funzione religiosa pur non essendo riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa cattolica?

Cosa rappresenta la loro presenza a Petrella Tifernina?

LA GAZZETTA DEL MOLISE 7 LUGLIO 2010


LA GAZZETTA DEL MOLISE 8 LUGLIO 2010
Fonte: http://issuu.com/gazzettadelmolise/docs/lagazzettadelmolise080710a
Quale reazione avrà questa volta il popolo di Petrella Tifernina?


Della loro venuta a Petrella Tifernina lo scorso anno ne abbiamo parlato qui:
http://gris-cb.blogspot.com/2010/07/templari-non-nobis-domine-non-nobis-sed.html



La storia del neotemplarismo italiano degli ultimi trent'anni ha riproposto anche nel nostro paese la stessa tendenza ad una polverizzazione crescente: oggi sono attive in Italia un numero difficilmente quantificabile di organizzazioni, scuole, gruppi che sostengono o di essere diretti discendenti dall'Ordine del Tempio per via di filiazione occulta (grazie all’escamotage della famosa "Carta di Larmenius") o che si richiamano apertamente alla cosiddetta "sapienza templare", sostenendo implicitamente o esplicitamente di godere di una trasmissione occulta di questa medesima sapienza. Si tratta di organizzazioni e congreghe massoniche, teosofiche, rusicruciane, magiche, new age.

In tutti i casi assistiamo ad una proliferazione di iniziazioni, cerimonie, investiture sia private che pubbliche, spesso condotte all'interno di ambienti consacrati e talvolta addirittura alla presenza, o con la copertura, di membri del clero cattolico.

Appare misterioso il motivo per cui vi siano ancor oggi sacerdoti così impreparati e ingenui da cadere in queste trappole, affittando il prestigio del proprio abito ad organizzazioni siffatte; a meno di non dover pensare a forme di complicità maggiormente coscienti, cosa di fronte alla quale ci fermiamo senza prima ricordare che:



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Ecco cosa dice un passo finale della bolla
"Vox in excelso"
promulgata  da Clemente V  il 3 aprile 1312
… Anche in altri casi, pur senza colpa dei frati, la chiesa romana qualche volta ha soppresso ordini di importanza assai maggiore per motivi senza paragone più modesti di quelli accennati, pertanto con amarezza e dolore, non con sentenza definitiva, ma con provvedimento apostolico, noi, con l'approvazione del santo concilio, sopprimiamo l'ordine dei Templari, la sua regola, il suo abito e il suo nome, con decreto assoluto, perenne, proibendolo per sempre, e vietando severamente che qualcuno, in seguito, entri in esso, ne assuma l'abito, lo porti, e intenda comportarsi da Templare. Se poi qualcuno facesse diversamente, incorra la sentenza di scomunica ipso facto ...

Per leggere l'intero documento:


Soppressione o sospensione

Si potrebbe discutere a lungo se la soppressione decretata da Papa Clemente V fosse opportuna e anche moralmente giusta, ma ciò non cambierebbe minimamente i termini della questione giuridica: Clemente V era il Papa, Capo visibile della Chiesa di Cristo, diretto superiore gerarchico del Gran Maestro dell'Ordine, poteva sopprimere l'Ordine, questo era nel suo diritto ed egli si servì di questo diritto sopprimendo, di fatto, l'Ordine - come si è visto - con la celebre Bolla "Vox in excelso" del 22 marzo 1312:
"...con amarezza e dolore, non con sentenza giudiziaria, ma con provvedimento od ordinanza apostolica, noi, con il consenso del santo concilio, sopprimiamo con norma irreformabile e perpetua l'ordine dei templari, la sua regola, il suo abito e il suo nome, e lo assoggettiamo a divieto perpetuo, vietando severamente a chiunque di entrare in tale ordine, di riceverne e portarne l'abito e di presentarsi come templare. Se poi qualcuno facesse il contrario, incorra ipso facto nella sentenza di scomunica...".

Di fronte a tale testo, qualcuno ha interpretato le parole latine della Bolla "...non per modum definitivae sententiae..." - che significano esattamente, come si è appena visto, "...non con sentenza giudiziaria..." -, traducendole, invece, con l'espressione "...non con sentenza definitiva...", ossia proponendo la possibilità che - nelle intenzioni del legislatore pontificio - vi fosse di emanare una sentenza meramente provvisoria ed ipotizzando, di conseguenza, la semplice "sospensione" dell'Ordine.

Tale teoria non pare sostenibile, perché in realtà il Papa esplicitamente asserì, nella "Vox in excelso", di non sopprimere l'Ordine tramite una sentenza giudiziaria che decidesse, appunto, sulle accuse di eresia, sodomia e apostasia mosse contro i Templari, in quanto le prove raccolte nel processo svolto, nelle varie località, contro di essi non si erano rivelate sufficienti: risultava dimostrata la sola colpevolezza di alcuni membri, ma non dell'intero Ordine. Conseguentemente il Papa non espresse alcun giudizio di condanna o di assoluzione per i capi di imputazione, perché non era in grado di farlo.

Dichiarò, infatti, di non sapere se l'Ordine fosse colpevole o meno delle accuse rivoltegli, tuttavia, ritenendo comunque opportuno sopprimerlo - al di là della fondatezza di quelle accuse - ed avendo facoltà di farlo, lo sopprimeva, sebbene non con lo strumento giudiziario (sentenza di condanna) - che, nel caso specifico, non poteva utilizzare -, ma con un provvedimento amministrativo.

Nella citata Bolla, si dice, infatti: "Ora, è vero che dai processi svolti l'ordine suddetto non può canonicamente essere dichiarato eretico con sentenza giudiziaria; ma lo stesso, a causa di quelle eresie che gli vengono attribuite, ha conseguito una pessima fama”.

Fonte:


Il Sommo Pontefice, in qualità di "Vicarius Christi" e Capo supremo (visibile) della Chiesa, nonchè come massima autorità da cui il Gran Maestro dell'Ordine Templare, e l'Ordine stesso, dipendevano direttamente, aveva facoltà di estinguere l'Ordine quindi, nessun Ordine che si autonomini “Templare” può vantare una discendenza diretta dall’antico Ordine del Tempio, fondato nel 1119, soppresso nel 1312: solo ed esclusivamente il Romano Pontefice, come Capo della Santa Romana Chiesa, avrebbe il potere - ove lo ritenesse opportuno - di decretare la rinascita o la ricostituzione di quest’ultimo.




L'articolo continua qui:
LA GAZZETTA DEL MOLISE 5 GENNAIO 2010
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Petrella Tifernina (CB) 10 luglio 2010
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Tratto da:  TELEMOLISE Edizione delle 14,00 del 1° luglio 2011
"I TEMPLARI A PETRELLA TIFERNINA"
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INTERVISTA A GIACOMO GALEAZZI, VATICANISTA
DE “LA STAMPA” SU CHIESA E TRADIZIONE


1) E’ vero che i Cavalieri e le Dame Templari Cattolici d’Italia aiuteranno i vescovi a riaprire le Chiese chiuse al culto e il Papa a difendere i luoghi sacri dalle profanazioni di esoteristi e satanismi?

1) Il loro motto èAl fianco del Santo Padre nella lotta contro Lucifero”.
Un piano ambizioso, da neo-crociata nella “società secolarizzata”, che prevede “l’apertura e il presidio di centinaia di Chiese oggi chiuse al culto e abbandonate”, il risveglio dei “valori della cavalleria e della tradizione dei Poveri Cavalieri di Cristo, secondo le indicazioni di San Bernardo, attraverso la preghiera comune e la meditazione”.

Dai miti di cappa e spada, dunque, a “pubblica collaborazione” con vescovi, abati, sacerdoti e religiosi per recuperare e presidiare Chiese abbandonate e profanate come la Chiesa di Santa Maria di Mucciatella, vicino Reggio Emilia, la Pieve di Santa Maria Maddalena di Fidenza e la Chiesa di Camposanto Vecchio a Borgotrebbia, ... ... in provincia di Piacenza, un santuario mariano la cui cripta accoglie le ossa di 19mila vittime della peste manzoniana del 1630, chiusa al culto per motivi di sicurezza nel 1967, poi abbandonata e divenuta luogo di devastazione di vandali, messe nere e consacrazioni al diavolo da parte di satanisti. Un ‘calendario di impegni’, illustrato presso la segreteria dei Cavalieri e delle Dame Templari Cattolici d’Italia dal cavaliere Alfredo Delporto.

2) Di cosa si tratta?

2) ”Oggi in Italia la galassia neo-templare comprende oltre diecimila persone. Quelli che non hanno intenzioni truffaldine e non vendono iniziazioni a caro prezzo, la Santa Sede li accetta come confraternite di spiritualità cattolica a patto che non rivendichino la continuità con l’ordine templare soppresso sette secoli fa. Pregano secondo le antiche formule templari e recitano le lodi di San Bernardo. A partire dal 2000 le attività dell’organizzazione che discende dal Gran Priorato italiano (il “Supernus Ordo Equester Templi”, che oggi sottolinea con forza la sua ispirazione cattolica) sono divenute decisamente più pubbliche. Ora dame e cavalieri affermano di impegnarsi in “ritiri spirituali, difesa della fede cattolica, studi storici, lotta contro l’esoterismo e la magia dilagante soprattutto tra i giovani”. Un’azione sul territorio, diocesi per diocesi, per “combattere Satana, portando la croce di Cristo”.

I Templari Cattolici si presentano come “un forte drappello di uomini e donne che hanno deciso di giungere a Cristo seguendo la difficile via dell’azione cavalleresca”. Sono cattolici “per tradizione, fede, scelta e decisione”. Si considerano “custodi e difensori del Tempio di Cristo” e il loro servizio sarà svolto negli edifici sacri, “a difesa del Santissimo Sacramento dell’altare contro i sacrilegi, i riti satanici e le profanazioni mediante la preghiera, l’adorazione, le veglie nella notte, la partecipazione al rito sacrificale della Messa in piedi in segno di prontezza e disponibilità”.

3) Con quali finalità?

3) “Sostengono di voler agire “a difesa della Chiesa, del Pontefice, dei suoi vescovi, sacerdoti, religiosi e dei fratelli del laicato cattolico” e, in particolare, di “donne, poveri, pellegrini, penitenti e tutti coloro che sono ultimi”.

Si propongono come difensori del “Tempio materiale di Dio, soprattutto le antiche Chiese templari oggi oltraggiate dall’incuria, dalla chiusura, dalle intemperie, dal disonore, dall’abbandono, affinché tornino a risplendere e ad essere Casa del Signore”.

Finora, per la verità, i neo-templari si sono caratterizzati, nella migliore delle ipotesi, come società iniziatiche che semplificano la complessità della storia in un cocktail surreale di ‘iniziati’, fascinazioni, leggende. Alcuni parroci protestano dopo aver scoperto di aver concesso le loro Chiese per le investiture di cavalieri templari officiate da false autorità ecclesiastiche o presuli di rito orientale non in comunione con Roma.

Sia in Italia sia negli Stati uniti ci sono stati casi recenti di vescovi diocesani che, su richiesta di maggiorenti locali, hanno autorizzato le cerimonie e hanno approvato l’attività di gruppi templari che, contrariamente ai paletti fissati dal Vaticano, rivendicano la discendenza storica con il vero Ordine del Tempio o si propongono di ricostituirlo.

Al Centro studi storici templari di Santa Maria di Mucciatella (Reggio Emilia) a al Santuario Beata Vergine Maria del Suffragio dei poveri (Piacenza) assicurano che “l’ordine e l’associazione sono senza fine di lucro e completamente autofinanziate sulla base delle effettive possibilità dei soci”. “L’iscrizione annuale è di 60 euro. Nessuna somma è richiesta per attestati o passaggi di grado, a differenza di conventicole truffaldine ed approfittatrici”. Sulla loro rivista «Templari, i poveri cavalieri di Cristo» e nel sito Internet (www.templarioggi.it) sono riportate le regole, gli obblighi, l’araldica, l’organizzazione regionale delle ‘commanderie’ e delle ‘lance’, lo statuto dell’Ordine equestre del Tempio, le convocazioni per le cerimonie religiose e i raduni in Chiesa, nonchè i progetti di recupero dell’edilizia sacra. E’ tutto da vedere se alle lodevoli intenzioni corrispondano poi effettivamente realizzazioni concrete”.

Bruno Volpe


Andrea TORNIELLI
Riti, cavalieri e scomuniche: 
è la guerra dei Templari italiani
tratto da: Il Giornale, 1.07.2005.
… … …

I «templari cattolici»

C'è poi un gruppo di templari che ci tengono a definirsi cattolici. Si rifanno al movimento templare nato in Francia nel 1690. Sono l'«Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio Italiano», rimasto «riservato» fino all'anno 2000 e poi uscito alla luce. Sono guidati dal priore di Santo Stefano Fra' Mauro Giorgio Ferretti e nei loro statuti scrivono di svolgere «attività contro i satanisti». Sul loro sito si possono ammirare moltissime foto che ritraggono questi templari durante funzioni celebrate per loro da vari presuli italiani: dal vescovo di Fidenza Maurizio Galli all'ausiliare di Bologna Ernesto Vecchi. 

C'è poi l'ordine di Muggia (Trieste), guidato dal gran priore Walter Grandis, a sua volta fuoriuscito da un altro gruppo, che definisce il proprio «l'unica filiazione legittima presente in Italia di quel bicentenario ordine del 1804». Il problema è dato dal fatto che, essendo stati i templari sciolti da una bolla papale di Clemente V nel 1312, nessuno può rifarsi a quella tradizione, né tantomeno a suggestive fantomatiche filiazioni sotterranee di gran maestri che avrebbero mantenuto viva l'organizzazione.





Processus contra Templarios
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IL DOCUMENTO CHE ASSOLSE I TEMPLARI ERA NOTO DA TEMPO
ZI07102515 - 25/10/2007


La pergamena di Chinon era già registrata nell’inventario vaticano del 1912

CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 25 ottobre 2007 (ZENIT.org).- Aprendo giovedì in Vaticano la conferenza stampa di presentazione del volume Processus Contra Templarios, mons. Sergio Pagano, Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano, ha spiegato che la pergamena di Chinon, che riporta l’assoluzione dei Templari dall’accusa di eresia da parte di Clemente V, era già registrata nell’inventario del 1912.

Mons. Pagano ha inoltre tenuto a precisare che nella pubblicazione dei Processus Contra Templarios “non c’è né vi potrebbe essere alcuna volontà riabilitativa dei Templari” ed anche il fatto che siano “stati processati all'inizio del 1307 e che questa presentazione cade nel 2007 è del tutto fortuito: il nostro scopo ed il nostro potere si ferma agli studi storici”.

Il Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano ha detto con chiarezza che “tanto rumore intorno a questa presentazione non è nello stile dell’Archivio Segreto” perché “l’Archivio persegue uno stile umile e noi siamo caparbiamente ancora convinti che i libri si pubblicano, si leggono e si studiano, non si presentano. Oggi sembra che i libri vengano presentati senza poi leggerli”.

Il presule ha poi precisato che “si tratta di qualcosa di diverso da un libro, ovvero la pubblicazione di un facsimile, ricco, accuratamente costruito, che ha al proprio interno delle pergamene, e che è corredato da un commentario storico che contiene la trascrizione di tutti i testi in edizione critica”.

In merito a quelle che la stampa ha indicato come sensazionali scoperte, monsignor Pagano ha spiegato che “tutti questi testi erano già noti, compresa la pergamena di Chinon”.

E’ vero, ha sostenuto monsignor Pagano, che “la professoressa Barbara Frale ha parlato di scoperta perché lei per prima ha dedicato a questa pergamena una attenzione particolare”, ma “ho davanti l’inventario che parla di questa pergamena e data 1912, cioè dal 1912 ad oggi questa pergamena è perfettamente descritta nei nostri inventari, e qualsiasi studioso poteva trovarla”.

Sul valore dell’opera il Prefetto dell’Archivio Vaticano ha spiegato che “il processo fotografico che è stato utilizzato nella risoluzione ha potuto migliorare anche la lettura degli originali stessi”.

A fianco della qualità artistica mons. Pagano ha indicato poi il commentario storico e il testo critico, ricordando che studiosi tedeschi avevano pubblicato i testi separatamente, “mentre gli esperti dell’Archivio Vaticano hanno curato l’integrazione di questi testi, corredati e collegati in modo particolare”.

Intervista a
BARBARA FRALE

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Tanto rumore per nulla: 
la pergamena di Chinon
Come tutti sanno, il 25 ottobre 2007 si è tenuta in Vaticano la presentazione di “Processus Contra Templarios”, celebrata opera editoriale frutto della collaborazione tra l’Archivio Segreto Vaticano e la casa editrice Scrinium. Inedita ed esclusiva edizione degli atti integrali del processo pontificio ai Cavalieri del Tempio, essa include pure l’ormai famosissima pergamena di Chinon, ovvero l'atto di assoluzione concessa dai cardinali plenipotenziari del Papa Clemente V ad alcuni dignitari templari, tra cui il Maestro Jacques de Molay.
L’avvenimento, seguito all’epoca da quasi tutti i giornali e le televisioni mondiali, venne immediatamente accolto ed interpretato quale immaginaria (quanto inesistente) riabilitazione dell’ordine templare.

La scriteriata teoria, messa in campo dai soliti incompetenti in materia, trova, per così dire, il suo “punto di forza” nel documento citato, proprio perché contenente l'assoluzione accordata allo stato maggiore dell'Ordine. Peccato, però, che a questi impreparati dilettanti permangano del tutto ignote le più elementari nozioni di Religione. Diversamente, avrebbero senz’altro distinto l’assoluzione religiosa, che è la sostanziale remissione (previa adeguata confessione) dei peccati commessi, dall’assoluzione giuridica, che consiste invece nel riconoscimento formale dell'acclarata estraneità ai fatti contestati.
Ma è molto probabile che il documento in questione lor signori non l’abbiano nemmeno letto, essendo attinente, in maniera inequivocabile, soltanto al primo dei due aspetti.




La necessità di un chiarimento
Recentemente è stato presentato in Vaticano, da mons. Sergio Pagano, Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano, il volume Processus Contra Templarios ed in particolare la pergamena di Chinon, corredato di commenti storici. Mons. Pagano ha precisato che questi testi erano già noti ed in particolare la pergamena di Chinon era stata inventariata nel 1912. La posizione della Chiesa, ben espressa da mons. Pagano, non poteva essere altrimenti:
Nelle intenzioni dell'Archivio segreto vaticano non c'è nessuna volontà celebrativa, né tanto meno riabilitativa, dell'Ordine dei Templari. Il nostro compito si ferma agli studi storici
(mons. Sergio Pagano, Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano)


                              Tratto da:
LE RELIGIONI IN ITALIA
"GLI ORDINI NEO-TEMPLARI"
di Massimo Introvigne


In forza di una decisione presa da Gastone Ventura poco prima di morire, nel 1981, la Somma Reggenza del Gran Priorato Italiano - cioè dell'Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio, detto "Tempio Italiano" - è passata al capitano Salvatore Olivari, che tutt'oggi la esercita.
A riferimenti simbolici e storici simili - ma senza relazioni di affiliazione (né di altro genere) con tale "Tempio Italiano" - si ispira anche l'Ordine dei Cavalieri Templari Cattolici d'Italia guidato da Giorgio Ferretti. Quest’Ordine è presente sul territorio italiano con 350 laici e 40 chierici, a presidio di 20 fra Commanderie e Lance, sempre ubicate in chiese, abbazie o santuari cattolici, e ammette come membri esclusivamente cattolici, da cui esige una piena fedeltà alla Chiesa e al suo Magistero.
... … … …
Sullo sfondo di questa proliferazione apparentemente infinita di ordini e priorati rimane, come ai tempi di Fabré-Palaprat, la dialettica fra due polarità, una cattolica e una laico-massonica: fra chi sogna di ricostruire l’Ordine del Tempio nell’ambito della Chiesa cattolica e chi è di solito contemporaneamente neo-templare, martinista e massone regolare o “di frangia”.


I Templari cattolici d’Italia al fianco del Santo Padre
nella lotta contro Satana

CITTA’ DEL VATICANO – Apertura e presidio delle innumerevoli Chiese abbandonate; risveglio dei valori della cavalleria e della tradizione dei Poveri Cavalieri di Cristo secondo le indicazioni di San Bernardo attraverso la preghiera comune, la meditazione, i ritiri spirituali, la difesa della Fede Cattolica e gli studi storici; lotta contro l’esoterismo e la magia dilagante soprattutto tra i giovani delle nostre diocesi. Queste le armi utilizzate dai Cavalieri e dalle Dame Templari Cattolici d’Italia impegnati nella battaglia a fianco del Santo Padre Benedetto XVI per affrontare e combattere la causa di tutti i mali, il Male per eccellenza, Satana, portando la Croce di Cristo.

I Templari Cattolici rappresentano un forte drappello di uomini e donne che hanno deciso di giungere a Cristo seguendo la difficile via dell’azione cavalleresca: sono cattolici per Tradizione, Fede, Scelta e Decisione e si considerano custodi e difensori del Tempio di Nostro Signore Cristo Gesu’, nostro Salvatore. Agiscono nella difesa del Tempio del suo Corpo nel Santissimo Sacramento dell’altare contro i sacrilegi, i riti satanici e le profanazioni mediante la preghiera, l’adorazione, le veglie nella notte, la partecipazione al Santo Rito Sacrificale della Messa in piedi in segno di prontezza e disponibilità; agiscono nella difesa del Tempio Mistico di Cristo che è la Santa Madre Chiesa, nella persona del Sommo Pontefice, dei suoi Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi e i Fratelli del laicato cattolico e a favore in particolare delle donne, dei poveri, dei pellegrini, dei penitenti, di tutti coloro che sono ultimi; proteggono il Tempio materiale di Dio, in particolare le antiche Chiese templari oggi oltraggiate dall’incuria, dalla chiusura, dalle intemperie, dal disonore, dall’abbandono, affinché tornino a risplendere e ad essere “Casa del Signore”.

E questo è tutto ciò che fanno da diversi anni, pubblicamente, collaborando con un numero sempre più numeroso di Vescovi, Abati, Sacerdoti e Religiosi, principalmente nel presidiare e recuperare Chiese abbandonate e profanate come, ad esempio, la Chiesa Templare di Santa Maria di Mucciatella, in località Puianello di Quattro Castella, nei pressi di Reggio Emilia,

o l’antica Pieve di S. Maria Maddalena di Cerro di Toccalmatto, donata da parte dei proprietari dopo 700 anni all’Ordo Equester Templi e situata nei pressi dell’Antico Borgo S. Donnino, oggi Fidenza (PR), facente parte del Presidio Templare alla via Francigena. La Chiesa appartenuta all’Ordine del Tempio dal 1160 fino al 1306 fu sede di un Capitolo Provinciale Templare alla fine del 1200 cui partecipò Fra’ Lanfranco di Fiorenzuola. Dopo l’ingiusta sospensione dell’Ordine, la Pieve passò ai Cavalieri di Malta. Nel 1530 fu restaurata dall’Imperatore Carlo V che ascoltò Messa tra le sue mura. “Il degrado sconfitto dalla Fede” ha toccato anche la Chiesa di Camposanto Vecchio, ora Santuario della Beata Vergine Maria del Suffragio dei Poveri, in territorio golenale piacentino, tra S.Antonio e Borgotrebbia.

La Chiesa con la sottostante cripta, che ospita attualmente circa 18.500 ossa della popolazione morta a seguito della peste manzoniana del 1630 e dove sono ancora presenti e ben visibili simboli satanici, lasciati scoperti a scopo didattico per lo sviluppo di una “pastorale integrata” giovanile, era stata chiusa al culto per motivi di sicurezza nel 1967 e successivamente abbandonata in modo definitivo, diventando così oggetto di vandalismo, luogo di messe nere e consacrazioni al Diavolo da parte di satanisti. Un nuovo millennio è iniziato ormai da alcuni anni e già si sono profilati i germi del bene e del male in perenne lotta. I Templari Cattolici d’Italia si dicono memori della Parola di Dio all’inizio della storia umana, allorché il Signore si rivolse al serpente infido, dicendo: ”Porrò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua e la sua stirpe che ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcacagno!” (Genesi 3). “Guardiamo al futuro con Speranza. Ne siamo convinti: solo la Nostra Signora, la Vergine Maria, alla quale siamo consacrati, riuscirà a farci vedere realizzata questa battaglia spirituale che abbiamo intrapreso”, sottolineano gli appartenenti a questo affascinante movimento religioso.




CHIESA DI SANTA MARIA DELLA STRADA
2 luglio 2011 MATRICE (CB) - Ore 15.00
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(Cliccare sulle immagini per ingrandire)




Accoglienza di un "NOVIZIO"
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Novizio - S.Maria della Strada
2 Luglio 2011
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Investitura di un Cavaliere Templare Cattolico
nella Chiesa di S. Giorgio martire a Petrella Tifernina
il 3 luglio 2011




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PRIMO PIANO MOLISE
Venerdì 1° luglio 2011 pag. 8

IL QUOTIDIANO DEL MOLISE
Lunedì 4 luglio 2011 p. 7

PRIMO PIANO MOLISE
Lunedì 4 luglio 2011 p. 5

PRIMO PIANO MOLISE
Mercoledì 6 Luglio 2011

FONTE:
Petrella Tiferinina ospita i Templari
Telemolise del 4 Luglio 2011
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I TEMPLARI A PETRELLA TIFERNINA
(2-3 LUGLIO 2011)
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L’abbazia di Santa Croce


L’abbazia di Santa Croce è forse la più importante chiesa templare d’Europa. Calamita nel suo fulcro energia sia tellurica che cosmica”. Non lesina sui termini fra Mauro Giorgio Ferretti, il magister dell’ordine dei Cavalieri Templari cattolici d’Italia. Forse perché quest’energia la sente nel suo profondo. Appartiene ad una delle antiche famiglie nobili di Sassoferrato, i Ferretti e proprio sotto le lastre tombali della pieve sentinate giacciono alcuni dei suoi avi. In piedi, allineati due per due lungo la navata dell’abbazia di Santa Croce ed intorno all’altare ci sono duecento cavalieri e dame dell’ordine in ritiro spirituale. Sono lì per accogliere nuovi confratelli e consorelle che questa notte faranno la loro veglia d’arma per essere degni di prestare giuramento e ricevere l’investitura di cavalieri. “E’ un raduno importante e imponente – spiega il magister. Però alla differenza di altri ordini templari, il nostro è l’unico italiano poiché gli altri si riferiscono ad ordini di altre nazioni come la Francia. Inoltre siamo un ordine cristiano e cattolico che accoglie gente di ogni estrazione sociale e rifiuta la massoneria in attesa di aver un riconoscimento ufficiale della Chiesa”.

Cosa portate alla società odierna? “Prima di tutto la testimonianza di ideali eterni in un momento dove i valori sono al loro minimo storico in un mondo dominato dalla menzogna. Secondo poi, siamo lì per sottrarre le chiese templari alla rovina dei secoli e all’oltraggio degli uomini. Impediamo alle sette sataniche che di media sono due per ogni provincia di vincere due volte. Profanando e costringendo le chiese a rimanere chiuse. Finora con la nostra azione ne abbiamo fatto riaprire ben sette di cui una dedicata a Santa Maria Maddalena di Cerro di Toccalmatto nel Parmense. Inoltre combattiamo ritirandosi in preghiera durante le notte di Tregenda – notte del 21 dicembre, 21 marzo e 24 giugno del calendario satanico (ndr). Infine – prosegue – inseguiamo un percorso antico, spirituale e personale ma che gode dell’appoggio di tutti i templari e dunque non perde in forza”.

Dietro a tutti templari si contano ben 400 persone di cui 40 sacerdoti. Mai una defezione? “Ognuno è libero – risponde fra Ferretti. Ma chi se ne va e poi rientra, ridiventa novizio. Una sola volta ho cacciato un uomo. Era disobbediente. Perché – ricorda – siamo un ordine cristiano, cavallerizzo, tradizionale e dunque gerarchico. La democrazia non c’entra”.

Veronique Angeletti

Fonte: http://verdemarche.altervista.org/?p=1428
 Corriere Adriatico




Tratto da:
IL TRICOLORE
numero 167, 1 Agsto 2007
ripreso da::
IL GIORNALE Venerdì 1 luglio 2005 di Andrea Tornielli


IL GIORNALE
Venerdì 1 luglio 2005
 di Andrea Tornielli
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Lo scioglimento dei Templari

13 luglio 2011
15.42
Andrea Nicolotti, I templari

Salerno, 186 pagine, 12,50 euro

• Due anni fa la storica Barbara Frale ha scritto un libro di grande successo in cui riprendeva una tesi già circolante nella letteratura esoterica, secondo cui la sindone di Torino (testimoniata solo dal quattordicesimo secolo) era stata conservata dall’ordine dei cavalieri Templari (sciolto nel 1312). La tesi ha trovato largo spazio sui quotidiani: non solo metteva insieme due temi che appassionano i lettori, ma forniva un argomento per datare l’apparizione della sindone all’epoca della morte di Cristo, cosa che la Frale in seguito ha sostenuto. Le perplessità che molti studiosi espressero al riguardo trovano ora una conferma in questo libro che smonta ogni argomento, mettendo in risalto errori, dimostrazioni fallaci e un uso sbagliato delle fonti.

• Lo storico del cristianesimo che lo ha scritto non avanza alcuna ipotesi alternativa, convinto che “non sempre l’indagine storica permette di compiere qualche passo in avanti, e talvolta costringe ad arretrare per far pulizia delle incrostazioni del passato”. Ma il caso fa riflettere su quanto, in questo periodo di crisi dei sistemi di trasmissione del sapere, il desiderio di fama degli studiosi, la ricerca di profitti degli editori e la smania di lettori dei giornalisti possano combinarsi per stendere sulla storia una miscela particolarmente incrostante, difficile da togliere, destinata a lasciare comunque, qualche traccia di sé.

• Internazionale, numero 905, 8 luglio 2011








I TEMPLARI E LA SINDONE di Andrea Nicolotti


L'opera. Da dove proviene la Sindone? A che periodo risale realmente? È vero, come sostengono le ricostruzioni storiografiche più in voga, che i Templari si sarebbero impadroniti del prezioso oggetto depredandolo a Costantinopoli in occasione della crociata del 1204? Il libro di Nicolotti smonta questa teoria, dimostrando manipolazioni dei testi, approssimazioni ed errori materiali. Il collegamento tra i Templari e la Sindone, pertanto, risulta un falso storico. L’occasione fornisce lo spunto per una riflessione sulla metodologia storica: interi edifici basati su castelli di supposizioni e forzature, nei quali l’uso della fantasia e l’intento di giungere a ogni costo a una conclusione già decisa in partenza si sostituiscono ai metodi e strumenti di lavoro scientifici.

L'autore. Andrea Nicolotti è uno studioso di Storia del Cristianesimo e ricercatore presso l’Università di Torino. Dirige il sito www.christianismus.it.



Ci è stato inviato e pubblichiamo, un articolo di Andrea Nicolotti
su Barbara Frale





14 maggio 2011


ENIGMI

«Ma con la Sindone i templari non c’entrano»

In occasione dell’ostensione della Sindone a Torino sono stati pubblicati numerosi libri dedicati alla misteriosa immagine impressa sul lino. Si tratta di testi di maggiore o minore importanza dedicati alle questioni più diverse; alcuni si concentrano su aspetti scientifici, medico-legali, chimici o sulla datazione ricavata con il metodo del carbonio 14, altri utilizzano strumenti squisitamente storici. Tra questi ultimi particolare dibattito hanno suscitato i libri di Barbara Frale nei quali veniva rilanciata l’ipotesi – già in-trodotta da Ian Wilson nel 1978 – che siano stati i templari a custodire il sacro lenzuolo dopo il sacco di Costantinopoli del 1204; un’ipotesi che consente, tra l’altro, di colmare il vuoto esistente fra quell’anno e la riemersione documentata della misteriosa icona a Lirey, verso la metà del XIV secolo. Proprio di questo secolo e mezzo di vuoto si occupa il libro di uno storico del cristianesimo dell’Università di Torino, Andrea Nicolotti: I templari e la Sindone. Storia di un falso (Salerno. Pagine 186. Euro 12,50).

Il testo si concentra sulle teorie storiografiche che sono state proposte per colmare la lunga eclissi documentaria della Sindone, teorie che avvalorano il ruolo che, in tale storia, avrebbero giocato i templari. La custodia della reliquia da parte di questi ultimi si ricaverebbe dalla lettura degli atti dei processi, laddove alcuni templari affermarono di adorare una misteriosa 'testa' che sarebbe, appunto, proprio la Sindone. Secondo Nicolotti, tuttavia, le testimonianze del processo sarebbero state mal tradotte dal latino, stravolgendone il senso, proprio nei passi critici. Ciò avrebbe portato storici ed esegeti su false piste. Correttamente interpretati, invece, tali passi escluderebbero ogni rapporto dell’ordine templare con il telo funebre di Torino.

In particolare, l’autore giudica inconsistente l’ipotesi che i templari abbiano davvero confessato di aver adorato un oggetto di stoffa. Nicolotti si propone insomma di smontare, punto per punto, la teoria del possesso templare arrivando a dichiarare come un falso moderno il Chartularium culisanense , un documento spesso giudicato prova indiretta dell’esistenza della Sindone nella città di Atene agli inizi del secolo XIII. La minuziosa ricostruzione di forzature interpretative, invenzioni ed errori dei vari studiosi che sostengono il coinvolgimento dei templari nella custodia della Sindone non lasciano in piedi, secondo Nicolotti, «nemmeno una pietra» del loro «castello argomentativo». In questa puntigliosa e spesso polemica messa a registro di problemi storici, linguistici, paleografici, Nicolotti non contesta l’autenticità della Sindone, questione nella quale, semplicemente, non entra. Suo intento è criticare, con metodi squisitamente storici, teorie costruite per avvalorare tesi precostituite.
La polemica e il dibattito, a questo punto, sono assicurati anche perché il principale obiettivo polemico di Nicolotti è proprio la Frale con le sue più recenti ricerche. Comunque, il testo – competente e documentato – costringe studiosi d’altro avviso a precisare meglio e a controbattere se è il caso. Questo processo di puntualizzazione e chiarimento non può che risultare positivo e salutare per tutti coloro che desiderino comprendere la natura dell’enigmatico lenzuolo funebre conservato nel duomo di Torino anche alla luce delle risultanze storiche.

Mario Iannaccone

FONTE: http://www.avvenire.it/Cultura/Ma+con+la+Sindone+i+templari+non+centrano_201105140817487000000.htm

Ma "loro" asseriscono  il contrario ...

Il culto della sindone e i cavalieri templari di ieri e di oggi Eventi a Milano

Ripercorrere le tappe e la storia della “Sacra Sindone”, l’unica reliquia di Gesù Cristo giunta fino ai nostri giorni. Questo è  l’argomento al centro del convegno storico-culturale che si terrà domenica 20 novembre, ad Opera.
Alle ore 15.30, presso il cinema Teatro Eduardo, dopo il saluto del Sindaco, i Cavalieri Templari Cattolici d’Italia affronteranno il tema della Sacra Sindone analizzandolo sia dal punto di vista storico-culturale che religioso. Relatori saranno Mauro Giorgio Ferretti, presidente dell’associazione Cavalieri Templari Cattolici d’Italia e del centro studi storici templari e Camilla Camplani, studiosa di cristianistica e archeologia biblica presso l’università Cattolica del sacro Cuore di Milano.
Alle ore 18, i Cavalieri Templari con i  loro abiti tradizionali si recheranno presso la basilica di Santi Pietro e Paolo per assistere alla celebrazione dell’Eucarestia.
Leggi tutto: http://www.milanotoday.it/eventi/cultura/conferenza-sacra-sindone-templari-20-novembre-2011.html









Corriere della Sera 11-05-2011

SEZIONE BARBARA FRALE
http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&new_topic=17


Avvenire 14-05-2011
Cliccare sulle immagini per ingrandire


Templari e Sindone a Petrella Tifernina?

domenica 17 luglio 2011

Si può ben capire come un paesino sperduto cerchi di ravvivare la propria economia con il turismo religioso. In un recente convegno sulla Sindone è stato detto:

Cosa centrano la Sindone, l’ordine dei Templari e la Chiesa di San Giorgio Martire? Lo scopo del convegno era proprio questo, svelare il mistero. “Vogliamo ripercorrere – afferma la dottoressa Tamburrello – un viaggio nella storia, nella cultura, nella scienza e nella fede, attraverso il mistero della resurrezione, le cui orme sono impresse sulla pietra all’esterno ed all’interno della nostra Chiesa. Pietre mute ma eloquenti che racchiudono i misteri della fede”. La parola passa allo storico molisano Domenico la Porta che fa una rivelazione che lascia tutti stupiti. “Questo piccolo gioiello in pietra reca le tracce dei Templari, ma non di un passaggio, credo che la chiesa sia stata costruita dall’ordine templare e per un certo periodo di tempo abbia custodito al suo interno la Sacra Sindone.

Quindi, il sindaco chiede la vista del Papa e il paesello cerca il suo rilancio. Certo, Sindone e templari sono un binomio che tira: sia dal punto di vista editoriale che da quello turistico. La mossa è senza dubbio intelligente. Peccato che i templari con la Sindone non centrino nulla e che il telo torinese quel paesello l’abbia visto solo in cartolina.



E' il sito più completo sulla Sindone di Torino.
Di impronta autenticista, ospita anche qualche saggio scettico.



E' il sito ufficiale della Chiesa Cattolica dedicato alla Sindone